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Editoriale

A caccia con L'arco... A caccia con la storia...


lunedì 23 novembre 2009
    
Emilio PetricciChi non ha mai, da piccolo, giocato agli indiani con arco e frecce o al luna park non ha provato a colpire il bersaglio con questo vecchissimo attrezzo diffuso in ogni parte del mondo?
 
La storia dell'arco ha più di 15.000 anni ed è legata in modo indissolubile alla vita dell'uomo, che se ne è servito per sopravvivere in un ambiente ostile il cui confine tra prede e predatori era molto labile ed altrettanto difficile era catturare le prede per chi, come l'uomo, era nato predatore pur non avendone le doti fisiche.

Quindi è facile intuire come questa semplicissima invenzione abbia fatto la differenza a nostro vantaggio. Chissà se chi ha costruito il primo arco, unendo una rudimentale corda ad un legno flessibile, si sarà reso conto di aver cambiato le sorti del genere umano essendo diventato più semplice procacciarsi il cibo, colpendolo da lontano e con una precisione difficilmente ottenibile con altre armi da lancio.

Nella sua lunga vita l'arco a subito poche modifiche, le quali sono state fatte soprattutto in base ai materiali che i popoli avevano a disposizione per la sua costruzione. Il principio è rimasto comunque invariato: una leva che accumula energia attraverso la trazione della corda che al momento del rilascio la trasmette alla freccia.

Mentre l'arco è un propulsore molto semplice, il suo uso invece non lo è affatto, perchè per poterlo padroneggiare occorrono una buona conoscenza tecnica ed una ancora migliore preparazione fisica e mentale, che devono agire in sintonia. Però quando tutto funziona, niente può uguagliare la magia evocata dal volo silenzioso di una freccia.

Esistono tre tipologie di archi da caccia: il Long Bow, il Ricurvo ed il Compound.

I primi due sono l'evoluzione degli "archi antichi" e anche se i moderni sistemi di lavorazione e di incollaggio del legno hanno permesso ai costruttori di garantire risultati eccezionali in termini di velocità e di precisione, il progetto è rimasto sostanzialmente invariato.
 
Il terzo tipo è invece un invenzione moderna nata dalla genialità di un cacciatore/arciere (Wilbur Allen) che unì la tradizione alla tecnologia creando l'arco Compound, che utilizzando speciali " carrucole " permette performances incredibili.
 
Un grande passo in avanti la tecnologia lo ha fatto fare anche alla costruzione delle frecce, che in origine erano solo delle asticelle in legno con un osso o una selce come punta, e che nella nostra epoca invece vengono costruite in alluminio e carbonio con punte a lame in acciaio e titanio.

Nell'era delle odierne armi da fuoco, talmente sofisticate da riuscire a colpire un bersaglio a distanze impossibili, un numero sempre maggiore di cacciatori si trova a proprio agio usando un mezzo concettualmente arcaico, ma nello stesso tempo moderno ed attuale, operando una scelta che difficilmente regala grandi carnieri, ma che mette in risalto più l'azione di caccia che la cattura della preda.

Ecco perchè chi usa un arco da caccia lo apprezza a tal punto da preferirlo agli altri ben più comodi strumenti di cattura.
Chi vuol cacciare con l'arco deve prima di tutto cambiare la propria mentalità ed il suo approccio con la natura ed imparare a gestire l'atto del tiro come un'azione puramente istintiva.
Il vero fascino sta proprio nel riacquisire la nostra primordiale istintività. Il nostro istinto predatorio, con l'uso delle armi da fuoco è notevolmente regredito perchè di fatto non ne abbiamo più bisogno.

I nostri limiti vengono sopperiti dalla potenza dei fucili e dalla loro maneggevolezza consentendoci ad esempio di trascurare le informazioni lasciate dai selvatici sul terreno. Se invece scegliamo un arco con una freccia incoccata come compagno delle nostre uscite venatorie, dovremo accostarci alla natura con un approccio diverso, perchè sarà necessario avvicinarsi a pochi metri dalla preda e questo può essere possibile solo integrandoci con l'ambiente fino farne parte, sia pure da predatori.

L'uomo, durante la sua evoluzione, è il solo predatore che ha scelto di vivere al di fuori della natura e di usarla solo per il proprio interesse, mentre tutti gli altri carnivori vivono ancora insieme e come le loro prede. Siccome sarebbe oltremodo scomodo tornare al modo di vivere dei nostri progenitori, dobbiamo almeno riappropriarci del loro sistema di cacciare, in modo di battere la preda prima di poterla abbattere.

Una bellissima sfida per un arciere consiste nel riuscire a superare quel limite sensoriale delle prede oltre il quale solo un predatore naturale può arrivare. Per questo il nostro istinto deve essere allenato a leggere il libro del terreno, per poter andare a caccia non con l'arroganza dell'essere superiore, ma con l'istintiva semplicità del predatore che di quella natura è parte integrante.

L'arco è sempre stato, ed a maggior ragione lo è oggi grazie alle moderne tecnologie, un attrezzo letale con un alto potere lesivo ed il suo limite principale è solo la ridotta distanza di tiro. Gli archi sono strumenti precisi fino ad un centinaio di metri (molte competizioni vengono svolte tirando ad un cerchio di circa 10 centimetri dalla distanza di novanta metri) ma siccome la caccia è cosa ben diversa dal tiro sportivo, con l'arco non si può e non si deve andare oltre i quaranta metri.

Per avere la sicurezza di uccidere senza provocare inutili sofferenze (soprattutto parlando della caccia con l'arco per eccellenza, quella agli ungulati) bisogna centrare i punti vitali e perciò non sempre quando si incontra un selvatico si può tirare. Ma la bellezza di questa caccia sta anche nel riuscire a dominarci aspettando il momento giusto. Del resto i casi in cui non si tira non saranno mai occasioni perse, in quanto permettono di vivere emozioni eccezionali che finiranno nel bagaglio di esperienze di cui ogni arciere deve far tesoro per trovarsi in sintonia con la natura.

Per questo la prima vera sfida di ogni arciere è sempre contro se stesso, e questa ricerca costante dell'auto controllo diventa non solo una componente importante per ogni azione di caccia degna di questo nome,  ma anche una vera filosofia di vita. La consapevolezza dei nostri limiti e di quelli del mezzo che si ha in mano, e di tutte le difficoltà che il tiro comporta, funziona da freno in certe circostanze critiche, e ci informa ancora prima di scoccare la freccia se  tutto è stato fatto bene.
 
Probabilmente è l'istinto resuscitato, anziché il ragionamento che fa decidere all'arciere quando è il momento di scoccare la freccia. E nessuno, tranne chi lo vive può percepire quanto si dilatino quegli istanti in cui stiamo per lasciare libera una freccia di volare con un animale ignaro a pochi metri da noi, e quanti dettagli riusciamo a memorizzare in quel breve spazio.

Dettagli che lì per lì potranno apparire insignificanti, ma che fissati nella nostra memoria ci renderanno quell'episodio vivo e reale ogni volta che lo ricorderemo permettendoci di rivedere e di rivivere emozioni  semplici ed entusiasmanti che sono l'essenza della caccia stessa.

A caccia con l'arco... a caccia con  la storia.... a caccia di emozioni uniche.
 
Emilio Petricci

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31 commenti finora...

Re:A caccia con L'arco... A caccia con la storia...

complimento vivissimi!!! PULL!!!!!!!!!

da dodo 14/12/2009 14.43

Re:A caccia con L'arco... A caccia con la storia...

Certo che noi cacciatori siamo proprio i numeri uno! Ora che i “verdi integralisti” sembrano un po’ ridimensionati ci pensiamo da soli a farci del male. Tutti pronti a criticare e ad attaccare le passioni degli altri. Non solo su questo forum ma anche sui giornali e riviste di caccia è tutto un litigare tra Associazioni e passioni diverse. Selettori contro segugisti, beccacciai che ce l’hanno con i cinghialai, i cinghialai con i selettori, i capannari con gli scaccini ora anche i fucilieri contro gli arcieri. La caccia è bellissima, ognuno la faccia come più gli piace e cerchiamo di rispettare le nostre diversità. Essere tutti uniti è l’unico modo per far sopravvivere la nostra passione.

da Ivan 30/11/2009 14.09

Re:A caccia con L'arco... A caccia con la storia...

Raccontando la mia esperienza, così diversa, volevo solo dire che l'arco mi ha permesso di avvicinarmi alla caccia. E che forse per la caccia del Terzo millennio ci sono possibilità di diffusione che forse sfuggono ancora a molti cacciatori. Tutto qui. Quest'anno sono stato a cacciare tordi con richiami vivi (e col fucile, naturalmente) e mi è piaciuto molto. Anche qui soprattutto per cosa c'è tutto intorno, non solo per lo sparo. Così come vado con mio padre e i cani a fagiani (col fucile) e mi piace soprattutto vedere lavorare i cani; o vado alla posta con la squadra al cinghiale (col fucile) perché mi piace lo spirito di gruppo che c'è in una squadra. Però stare in silenzio a sentire i rumori del bosco, tendere, scoccare e tracciare, racchiude sensazioni che le altra altre cacce non mi danno. E soprattutto io crdevo di sapere tutto sulla Natura, cacciando, ho capito che non sapevo nulla del comportamento animale. Comunque oggi, c'è uno in più che va in giro a difendere la caccia. Tutto qui.

da Max 30/11/2009 11.40

Re:A caccia con L'arco... A caccia con la storia...

in provincia di Salerno, si aggregano sempre più spesso alle squadre di cinghialai. Credo che da una parte lo sforzo principale di ogni arciere dovrebbe consistere proprio nel tentativo di vivere in mezzo a tutti gli altri cacciatori, evitando di cadere in quella forma di deviazione mentale che spinge alcuni a considerarsi una specie di super-cacciatore; dall’altra, anche i cacciatori tradizionali dovrebbero dimostrare maggiore disponibilità ad informarsi su questa antica disciplina prescindendo da molti preconcetti che, molto spesso, non tengono conto della realtà dei fatti (un arco può essere un’arma davvero micidiale). Su queste pagine avete tutti la possibilità di porre delle domande all’estensore dell’articolo (Emilio Petricci), il cui curriculum venatorio, peraltro, è di tutto rispetto. Perché non profittare dell’occasione per ottenere delucidazioni e ragguagli in merito alla Caccia con l’arco, invece di scannarci fra noi in maniera molto poco edificante? Saluti, Giovanni Maio

da Giovanni Maio 30/11/2009 10.24

Re:A caccia con L'arco... A caccia con la storia...

In realtà c’è un errore di fondo che bisogna sfatare una volta per tutte: lo avevo già scritto nel mio precedente post, ma forse bisogna meglio evidenziare che quando si parla di Caccia con l’arco “…non si tratta di semplici romanticherie”. Questo sistema di caccia, infatti, non rappresenta altro che uno dei vari aspetti tecnici nell’altrettanto variegato mondo dell’Ars venandi e NON esiste alcuna differenza sostanziale (tanto nelle aspettative, quanto nel desiderio/speranza di far carniere) fra un cacciatore che abbia scelto di usare la doppietta, la carabina, o l’arco. L’idea che un arciere si accontenti di rimanere nascosto nel buio del bosco unicamente per godersi il silenzio, la bellezza di un tramonto o i profumi di una splendida alba è fuorviante ed al limite dell’ipocrisia. Un arciere cacciatore va a caccia per gli stessi motivi e sotto la medesima spinta pulsionale che spinge qualsiasi cacciatore; solo che ha scelto di usare un arco invece di una carabina e quindi è in qualche modo costretto a cercare maggiormente un contatto ravvicinato con la preda. Diversamente, un arciere non riuscirebbe mai a far carniere e, sia ben chiaro, questo aspetto lo interessa al pari ogni cacciatore. Oggi, dunque, un arciere cacciatore NON deve essere considerato un simpatico mattacchione che si diletta a girar per boschi impugnando un arco solo per sentirsi una specie di novello Robin Hood; egli è ben altro. Si tratta di persone che spesso hanno alle spalle anni di attività come “doppiettaro”, ferventi cacciatori che hanno partecipato a vari corsi di formazione, compresi quelli da selecontrollore e che hanno ampiamente dimostrato quanto l’uso di arco e frecce sia oggettivamente possibile, oltre che ampiamente soddisfacente. Personalmente, da arciere, ho scelto di muovermi nel contesto di squadre di cinghialai che ormai – dopo le prime comprensibili curiosità e diffidenze - hanno accettato pienamente la mia presenza e quella dei vari arcieri cacciatori che, in provincia

da Giovanni Maio 30/11/2009 10.21

Re:A caccia con L'arco... A caccia con la storia...

cari amici cacciatori, io uso il calibro 12, ma nutro ammirazione e rispetto verso i colleghi che usano l' arco. se poi essi si sentono "superiori" a noi poveri cacciatori comuni.... non mi pare il caso di sentirsi offesi, anche se questo senso di superiorita' mi pare fuori luogo. E' semplicemente una caccia diversa da come la concepisce la maggior parte dei cacciatori, ma altrettanto degna di rispetto. C'e' bisogno di solidarieta' fra cacciatori, non di polemiche sterili fra chi usa la doppietta e chi usa l' automatico, oppure fra chi caccia la migratoria e chi caccia la sanziale, oppure fra cacciatori con l' arco e cacciatori col fucile.

da Fabrizio 30/11/2009 10.16

Re:A caccia con L'arco... A caccia con la storia...

articolo interessante, pratico il tiro con arco istintivo e mi affascina intraprendere la raffinata arte della caccia con l'arco, che trovo una soluzione moderna e molto interessante che trova radici nell'antichità ,interessante la distanza massima di tiro e l'avvicinamento, dunque ci vuole molto studio e preparazione e la sfida aumenta.NN capisco da dove nascano gli scontri di cui sopra, meglio leggere informarsi e discutere, nn cadiamo nei battibecchi senza fine, ciao a tutti

da ego_d 30/11/2009 9.37

Re:A caccia con L'arco... A caccia con la storia...

E' davvero curioso come noi cacciatori, che già per conto nostro siamo categoria socialmente "debole", riusciamo a prenderci da soli a mazzate sui c.... Un argomento a mio avviso interessante come la caccia con l'arco, capace di creare nuova attenzione positiva e spesso anche "simpatia" verso l'attività venatoria, viene deriso in questo forum addirittura... dai cacciatori stessi! - Gabriele ritiene opportuno deviare la discussione dando del disertore a Max (!!!), ma cosa c'entrerà questo con la caccia con l'arco? - "Un Cacciatore" sostiene che i cacciatori con l'arco si ritengono superiori ai colleghi col fucile. Ma che sciocchezza è questa e soprattutto dove è scritta? La quasi totalità dei cacciatori con l'arco sono prima di tutto CACCIATORI, poi cacciatori col fucile, poi a volte anche cacciatori con l'arco. "Superiori"? Ma fammi il piacere.... - Sparatori di cazzate tiene fede al suo ... soprannome! C'è forse qualcuno che vuole togliere al cacciatore la "gioia dello sparo"?!? Certamente no! Lui, come chiunque altro, potrà continuare a gioire, anche se ci sarà chi farà sibilare frecce. La caccia è un mondo estremamente variegato e per questo potrebbe essere particolarmente forte, perché ricco di numerose sfaccettature che coinvolgono i più vari aspetti della Natura come dell'Uomo. Purtroppo c'è chi riesce a far divenire questa varietà, anziché un argomento di forza, una debolezza, dovuta a presunte fazioni. Che brutta bestia, l'uomo!

da Luca 30/11/2009 0.05

Re:A caccia con L'arco... A caccia con la storia...

Siamo messi proprio male,i cacciatori con l'arco si ritengono superiori ai cacciatori con il fucile,sono piu' etici,loro,sapete cosa penso,anche se non ve ne' puo' fregrare di meno,penso che siete degli ipocriti di merda,pure obbiettori di coscienza che uccidono un essere vivente perche e' attivita' venatoria,ma lo vedete o no che siete una contraddizione continua non avete un pensiero,non prendete una decisione,oggi bianchi domani neri,non avete un carattere,non sapete mantenere una linea di pensiero,siete ridicoli e senza senso,siete lo specchio del paese,siete solo dei cazzoni pieni di soldi,che passano il loro tempo a contraddire tutto e tutti,soprattutto se stessi,valete meno di un giullare.

da Un Cacciatore 29/11/2009 21.17

Re:A caccia con L'arco... A caccia con la storia...

Vaffanculo_sparatore di cazzate,sparati tu e tutta la tua maledetta razza di imbecilli senza speranza

da Sparatore di granate 29/11/2009 21.03

Re:A caccia con L'arco... A caccia con la storia...

ma dico, scherzate?? volete togliere ai cacciatori la gioia dello sparo???

da sparatori_di_cazzate 29/11/2009 20.42

Re:A caccia con L'arco... A caccia con la storia...

E poi i tordi e le merle a schizzo come le faccio con l'arco?

da Gabriele m. 29/11/2009 19.39

Re:A caccia con L'arco... A caccia con la storia...

Mario,Io sono un cacciatore,uso il fucile,un calibro 12 che arriva massimo a 30 mt,per me tu non hai capito bene quello che ho scritto,comunque,se i cacciatori con l'arco si presentano prendendo le distanze da chi caccia con il fucile,penso che per Noi,e' l'inizio di un'altra sconfitta!,tante chiacchiere per dimostrare cosa?

da Gabriele M. 29/11/2009 19.11

Re:A caccia con L'arco... A caccia con la storia...

continua stabilito; - non è interessato esclusivamente al trofeo, ma è interessato alla crescita della fauna nella sua riserva ecc. . Per raggiungere questo obiettivo, che ritengo trasversale ad ogni forma di prelievo venatorio, bisognerebbe intervenire sulle manifestazioni venatorie oggi esistenti (tipo mostra “dei trofei”) ridefinendone il significato e le modalità di partecipazione e ciò al fine di modificare anche la definizione, che oggi è prevalente, nell’immaginario collettivo di “bravo cacciatore”.

da mario 29/11/2009 12.09

Re:A caccia con L'arco... A caccia con la storia...

Giovanni Maio hai ragione. Mi scuso con te e con tutti gli altri per non aver resistito all’impulso di rispondere a chi cerca di paragonare i cacciatori a crudeli e insensibili assassini e, se obiettori, a rinnegati disertori. Se questa categoria di persone non riesce a capire che l’attività venatoria (comunque effettuata) non può, e non deve, essere semplicisticamente proibita ma, come tutte le altre attività umane, va seriamente regolamentata e esercitata al fine di mantenere un equilibrio ecologico ottimale, allora non c’è spazio per discussioni serie in quanto ogni argomentazione scadrà inevitabilmente in accuse delegittimanti e insulti reciproci. Tornando all’argomento mi sembra che questo sia il primo problema da superare per chiunque, ai giorni nostri, abbia interesse a praticare l’attività venatoria sostenibile. Il secondo problema è quello di vincere la diffidenza dei “gestori” (legislatore, associazioni venatorie, e direttori di riserve) che temono che con l’introduzione di questa forma di prelievo particolarmente silenziosa si possa acuire il fenomeno del bracconaggio. Terzo problema è quello della formazione e informazione del cacciatore che non deve trascurare l’aspetto dell’etica venatoria già sollevato nell’editoriale da Petricci là dove insite sulla necessità che il Cacciatore arciere raggiunga quel necessario equilibrio interione che gli consenta di avere la “sicurezza di uccidere senza provocare inutili sofferenze” alla preda. E qui apro un’altra riflessione che secondo me riguarda l’intero mondo venatorio. Attualmente nell’immaginario collettivo dei cacciatori la patente di “bravo cacciatore” viene riconosciuta a chi:- riesce a fare il carniere più pingue, - ha i trofei più belli, - effettua tiri oltre 500 m ecc; ma poca o nulla importanza viene dato a chi, dal punto di vista venatorio, è eticamente più corretto e: - non azzarda tiri lunghi con il reale pericolo di ferire l’animale; fa un serio e reale censimento, - rispetta il piano dei prelievi

da mario 29/11/2009 12.06

Re:A caccia con L'arco... A caccia con la storia...

"A caccia con L'arco... A caccia con la storia..." Non è forse il caso di fare un piccolo sforzo per rimanere in tema, rimandando ad atri topic ed altri momenti discussioni fuorvianti? Per noi arcieri cacciatori è già abbastanza difficile far capolino, seppur timidamente, in un mondo che ancora non ci conosce e che, pertanto, può incorrere in errori di valutazione o avere qualche comprensibile difficoltà ad accettarci pienamente, vincendo certe istintive diffidenze; per questo, e per poter uscire dalla nicchia nella quale a lungo è stata relegata la Caccia con l'arco, abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti voi cacciatori, di tutti voi lettori e di tutti coloro che siano disposti, pur nell'ambito di un eventuale contraddittorio, a rimanere in tema, seriamente e costruttivamente. Mai come oggi (e questo sito ne è prova chiara) la Caccia con l'arco si sta proponendo all'attenzione di una grande massa di cacciatori, di ambientalisti, di esperti nella gestione faunistica o di semplici appassionati. E non si tratta soltanto di semplici "romanticherie".... La Caccia con l'arco è tecnica, è conoscenza, è sensibilità, è passione, è amore, è impegno e, perchè no, anche coraggio e sacrificio; tutte doti comuni a tanti cacciatori o, perlomeno, alla maggior parte di questi. All'interno siamo divisi, litigiosi, permalosi e... siamo uomini, con tutte le nostre debolezze; ma quando ci rivolgiamo al mondo esterno tutti siamo uniti dal piacere e dall'entusiasmo di condividere con voi tutti la nostra grande passione, di scambiare dati tecnici, di rispondere ad eventuali domande e di scambiare esprienze e... e, detto chiaramente, non ci frega niente di sapere chi ha fatto il soldatino o di chi ha optato per l'obiezione di coscienza. Per questo, cerchiamo tutti insieme di rimanere in tema, e sono certo che tutti saranno più compiaciuti di leggere queste pagine. In bocca al lupo a tutti, Giovanni Maio

da Giovanni Maio 28/11/2009 22.02

Re:A caccia con L'arco... A caccia con la storia...

Ok.Mario,Grazie per la spiegazione,ma non pensare che ucciderei un essere umano con la stessa facilita' con cui uccido una preda animale.Probabilmente mi sono espresso male,ma il concetto che volevo esprimere e' che chi non tollera la morte non dovrebbe infliggerla neanche ad un animale.

da Gabriele M. 27/11/2009 17.18

Re:A caccia con L'arco... A caccia con la storia...

seconda parte risposta a Gabriele M. Da Alpino a Alpino ti invito a riflettere sul fatto che: - non tutti quelli che obiettano sono dei “paraculi, lavativi, traditori” … ecc.; anzi ne conosco molti che hanno alto il senso del “dovere” verso la società e compiono quotidianamente atti concreti in difesa di valori fondanti e fondamentali della nostra Società mentre conosco altri (e sono la maggioranza) che obiettori non sono sempre latitanti e se ne strasbattono; - con l’abolizione dell’esercito di leva e l’introduzione dell’esercito formato solo da volontari qualcosa è profondamente cambiato sia nell’immaginario collettivo sia nelle Forze Armate (non so se in meglio o in peggio) per cui fare il militare oggi non è certamente più come una volta quando c’era l’esercito di leva e essere riformati alla visita e/o non fare il militare era considerato unanimemente un disonore; - oggi lo spirito di servizio sotteso all’essere militare è profondamente cambiato in quanto questa attività è diventata un mestiere (come si chiamano coloro che fanno il militare per mestiere?); Detto questo per rispondere alla tua domanda implicita ti dico che oggi io: - sarei senz’altro disposto, se venissi attaccato, a DIFENDERE e difendermi in qualunque modo anche con l’uso delle armi; - non sarei assolutamente disposto, e quindi mi dichiarerei un obiettore, se mi si dovesse chiedere di portare una OFFESA bellica fuori dal mio territorio. Per questa mia posizione non ritengo di essere ne un paraculo ne un traditore della patria O LA’ O ROMPI

da mario 27/11/2009 16.05

Re:A caccia con L'arco... A caccia con la storia...

Per Gabriele M. Visto che mi rispondi cercando di giustificare le tue posizioni intransigenti e i tuoi giudizi secchi e negativi sugli obiettori con argomenti che secondo me non stanno assieme mi sento in dovere di controreplicare. Premesso che: - non desidero prendere le difese di nessuno in particolare (non conosco nessuno dei partecipanti a questa discussione) ma desidero solo difendere i concetti astratti e generali; - non è questo il luogo deputato per queste discussioni che potrebbero facilmente trascendere in sterili e inutili polemiche, - non so quando tu abbia fatto il militare (io a metà degli anni ’60); - i deprecabili episodi di bullismo e di nonnismo cui tu ti riferisci nulla hanno a che vedere con l’esercizio dell’attività venatoria; - sono sempre stato contrario alla trasformazione dell’esercito di leva a esercito di volontari; - è molto inquietante che per te non ci sia differenza fra l’uccisione di un animale in un atto ci caccia e l’uccisione di un essere umano. segue

da Mario 27/11/2009 16.02

Re:A caccia con L'arco... A caccia con la storia...

x Mario: Vedi mario,Io non ne faccio un problema di uccidere un animale o un essere umano,ne faccio un problema di paraculagine,se per evitare i propri doveri verso la societa' la legge permette delle scappatoie,chiaramente il problema non e' delle persone che le prendono , ma di chi fa le leggi paracule.Anche Io ho fatto la naia,sono stato un'Alpino,e ho visto molti ragazzi che non hanno saputo fare i furbi soffrire,qualcuno anche di brutto,ho visto ragazzi spezzarsi i bracci,e ho saputo di qualche altro che si e' sparato sull'altana.Per quello che Mi riguarda,Io mi sono fatto questa domanda: Saresti capace di uccidere un tuo simile per DIFENDERE te stesso,la tua famiglia,la tua gente?,bene,Io,onestamente,mi sono risposto di si. Non mi sono sentito un'obiettore di coscienza ed ho fatto,Io come tanti altri,il mio dovere di soldato.Ripeto,la colpa di queste situazioni e' solo di chi fa' leggi con scappatoia.Adesso,se permetti sono indignato di sapere che esiste la possibilita' di uccidere (uomo o animale per me non fa' differenza,sempre di morte si tratta)anche per chi ,in propria coscienza,questo non voleva farlo,ne per difendere se stesso,ne per difendere la propria famiglia e la propria gente. Scusami,ma questo e' il Mio modo di vedere le cose.

da Gabriele M. 27/11/2009 12.01

Re:A caccia con L'arco... A caccia con la storia...

POVERA FEDERCACCIA SI è DOVUTO DIMETTERE IL PIù POTENTE VICE PRESIDENTE NAZIONALE LEANDRO CALZETTA PER UN DISACCORDO "ASSICURATIVO".

da ROBERTO 26/11/2009 20.52

Re:A caccia con L'arco... A caccia con la storia...

Per Gabriele M. come dici giustamente non è questa la sede per tacciare qualcuno di “disertore”, ma sei tu che hai introdotto l'argomento. Per me fai una certa confusione tirando in ballo l'obiezione di coscienza riferita al servizio militare e l'attività di caccia. Sono un cacciatore da tantissimi anni e ho fatto la naia quando c'era la leva obbligatoria e non c'era nemmeno la possibilità di fare obiezione di coscienza. Comunque non sarei, e non sono, mai stato capace di sparare a un essere umano mentre sono capace di cacciare. Mi sembra che tra le due azioni ci sia, e ci debba essere, un bella differenza. Invidio chi ha la possibilità di cacciare con l'arco perchè chi utilizza questa tecnica si avvicina di più alla natura e deve mettere in atto tecniche venatorie che lo obbligano ad affinare i propri sensi per poter avvicinare la preda (non si può permettere un tiro a 500 m come qualche fanatico del fucile fa). Ci sono però alcuni problemi che vanno superati prima di consentire su vasta scala questo metodo di caccia. Prima di tutto deve aumentare una coscienza e l'auto disciplina venatoria in generale per scongiurare fenomeni di bracconaggio e poi ci devono essere adeguati corsi seguiti da un severissimo esame che abiliti al tiro con l'arco per uso caccia in quanto non ci si può permettere di ferire gli animali. Comunque per me chi va a caccia con l’arco rispettando le regole e l’etica venatoria merita tutto il mio rispetto di cacciatore.

da Mario 26/11/2009 18.56

Re:A caccia con L'arco... A caccia con la storia...

certo, certo Max... la caccia nel CONI come anni fa... uno spettacolo sportivo con milioni di spettatori.... UAHUAHUAHAHAH ERAVATE LA BARZELLETTA UNIVERSALE, CASO UNICO IN ITALIA!! UAAAAHAHAHAHAHAHAHAH!!!!

da freccia del sud 25/11/2009 20.22

Re:A caccia con L'arco... A caccia con la storia...

Battuta Passi nel bosco....la mattinata e' fresca e l'erba intrisa di rugiada...gli odori di quest'alba primaverile si mischiano con quelli della citta' giu' in vallata...ancora assopita nel suo torpore...il mio passo e' svelto e leggero, gli occhi scrutano con precisione ogni piccolo segno tutti i sensi sono allertati...un rumore..un'improvvisa folata di vento...un ramo spezzato...tutto e' mirato alla ricerca della perfezione assoluta....Mentre scendo in un costone mi rendo conto di quanto sia stupenda la natura coi suoi colori, con la sua imperfetta perfezione e mi domando se io ,piccolo uomo che ne faccio parte,non sia poi un corpo estraneo a questo ambiente così calmo e sereno io...col mio fido Martin compagno di tante battute...pensieri che filano via si accavallano, si rincorrono fino a che...eccomi nella radura, gli uccelli hanno smesso di cantare...avverto una presenza...il movimento si fa ancor piu' leggero...lo sguardo piu' vigile...eccoti.....la' al limitare delle fronde....la posa fiera, l'occhio attento...Mi accuccio leggermente tenendomi sotto vento...la mano corre alla faretra...tutto intorno a te e' sfuocato...la mente si svuota i muscoli si tendono nello sforzo...trazione...il respiro si sofferma...solo il battito del cuore...un attimo...e la freccia sibila via silenziosa e letale e va proprio lì...dove la mente ha segnato il punto...l'azione perfetta...il massimo del risultato...un bel superspot , il massimo punteggio...Non male come inizio... questo per far capire a chi si vorrebbe avvicinare al tiro con l'arco quali sono le sensazioni che si provano anche in una semplice gara di percorso 3d dove ovviamente i bersagli sono sì animali ma di gomma e dove altrettanto ovviamente la sfida nn e' col bersaglio...ma solo con noi stessi... chi non avesse mai provato lo faccia, magari fra qualche tempo ci saranno blog come questo...momenti unici...

da Tiberio Becucci 24/11/2009 17.33

Re:A caccia con L'arco... A caccia con la storia...

E bravo Max!non continuo perche' non e' questo il posto,e non e' questo l'argomento.Ma,perdonami,non ti giudico una persona corretta.

da Gabriele M. 23/11/2009 20.58

Re:A caccia con L'arco... A caccia con la storia...

Una legge del 2006, poco conosciuta, permette agli ex obiettori che oggi (con la leva non più obbligatoria)vogliano ottenere il porto d'armi, possano farlo, semplicemente comunicando una "rinuncia allo status di obiettore di coscienza" all'ufficio nazionale per il Servizio civile. Io ho svolto il servizio civile sostitutivo e quindi non potevo fino al 2006 ottenere nemmeno il porto d'armi uso caccia. Diciamo che questa passione mi è costata un possibile richiamo in caso di guerra... come capiterebbe a tutti. In tal caso potrei proporre all'esercito la nascita di una "compagnia" di arcieri. Magari poi la tesseriamo anche al Coni..

da max 23/11/2009 20.49

Re:A caccia con L'arco... A caccia con la storia...

" Ho fatto la rinuncia all'obiezione di coscienza," Ma il Miitare?,lo hai fatto?,o sei semplicemente un disertore?:-)

da CM.Gabriele M. 23/11/2009 19.27

Re:A caccia con L'arco... A caccia con la storia...

Cara Freccia del Sud forse è grazie a degli psicopatici che da sempre cacciano come noi che sei potuto arrivare oggi a darci degli psicopatici. Ma forse avresti preferito non esserci?

da Vittorio 23/11/2009 18.43

Re:A caccia con L'arco... A caccia con la storia...

Quando in silenzio scocca una freccia colpendo l'animale con un tiro passante al doppio polmone, si pulisce a dovere la carcassa e si mangia la carne dell'animale cacciato, l'uomo (che nonostante quello che sostiene quello psicopatico di Peter Singer non è un ALTRO ANIMALE) raggiunge il massimo di sintonia con quel mondo della natura che ci vorrebbero togliere con l'artificializzazione crescente della vita. Io sono arrivato alla caccia dopo avere svolto per anni la professione di educatore ambientale nelle scuole e di guida naturalistica nei parchi. Ho svolto anche il servizio civile e non ho mai capito cosa c'entrasse il rifiuto di uccidere un altro uomo in guerra con la negazione della licenza di caccia. Ora la mia passione per la Natura (che è stata anche il mio lavoro) ha trovato, secondo me, uno sbocco naturale. Saluti

da Max 23/11/2009 17.54

Re:A caccia con L'arco... A caccia con la storia...

tutti, da piccoli, abbiamo giocato con arco e frecce. MA MAI CONTRO ALTRI ANIMALI, e chi vive emozioni indimenticabili quando scocca una freccia contro un animale, è uno psicopatico. Tanti saluti.

da freccia del sud 23/11/2009 17.42

Re:A caccia con L'arco... A caccia con la storia...

Senza la sperimentazione della caccia di selezione con l'arco in provincia di Siena (e di Livorno) non sarei mai diventato cacciatore. Ho fatto la rinuncia all'obiezione di coscienza, ho sostenuto l'esame al poligono, l'esame di abilitazione venatoria, l'esame per l'abilitazione alla zona Alpi, il corso e l'esame per la caccia di selezione in Piemonte, l'esame per l'uso della carabina, l'esame per la caccia di selezione in provincia di Siena, l'esame di tiro con l'arco per l'attestato richiesto a Siena, i censimenti obbligatori e quelli facoltativi. Senza contare i 12 mesi accompagnato. Ma devo dire che ne è valsa la pena. Quello a cui si assiste stando in assoluto silenzio in un bosco ad aspettare il passaggio del capriolo è davvero appagante. Se qualcuno ha dei dubbi sull'efficacia dell'arco si vada a vedere il sito www.cacciaconlarco.it

da max 23/11/2009 17.38