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Editoriale

Nutria: un caso tutto italiano - un problema e una risorsa


lunedì 10 novembre 2014
    

Dopo aver letto di tutto e di più sul problema della Nutria e degli alloctoni in genere, in particolare dopo le ultime modifiche della Legge 157/92, infatti il Governo italiano emana un D.L. il n.91 del 24 giugno 2014 che diventa attuativo con l’uscita in Gazzetta Ufficiale n.192 del 20 agosto 2014 – Supplemento Ordinario n. 72, della legge 11 agosto 2014, n.116, quindi vigenti le modifiche apportate dal decreto legge 24 giugno 2014, n. 91 alla legge nazionale 157/92.

Una delle modifiche riguarda proprio lo status giuridico della Nutria che viene esclusa dalle specie non cacciabili, ovvero protette ed equiparate alle Talpe, Arvicole, Ratti e Topi.

Art. 2. Oggetto della tutela.
2. Le norme della presente legge non si applicano alle talpe, ai ratti, ai topi propriamente detti, alle nutrie e alle arvicole.

Voglio tornare un pochino indietro nel tempo quando la Nutria era specie non cacciabile, ovvero protetta, in quanto specie faunistica presente con popolazioni viventi stabilmente o temporaneamente in stato di naturale libertà nel territorio nazionale, quindi le popolazioni di Nutria naturalizzate sono di fatto considerate fauna selvatica italiana. In definitiva l’appartenenza alla fauna selvatica implicava anche per la Nutria di sottostare alle norme di protezione e gestione stabilite dalla già citata L. 157/92. Come tutti sappiamo questa legge consente il controllo di specie animali selvatiche qualora queste si rendano responsabili di danni, in questo caso entra in campo l’articolo 19 che regolamenta il controllo della fauna selvatica ed ovviamente il tutto recepito dalle leggi regionali di riferimento.
 
Molto interessante e forse non seguita abbastanza una pubblicazione scientifica del 2001: R. Cocchi e F. Riga – Linee Guida per il controllo della Nutria (Myocastor coypus). Quaderni di Conservazione della Natura – Ministero Ambiente e della Tutela del Territorio ed Istituto Nazionale della Fauna Selvatica INFS.
 
Nel paragrafo sullo Status Giuridico della Nutria della sopra citata pubblicazione si legge in grassetto “L’origine esotica e le possibili interferenze ecologiche che la Nutria può indurre a carico delle biocenosi autoctone, nonché i problemi di natura economica che la sua presenza comporta, fanno ritenere la specie indesiderabile sul territorio nazionale”. Specificando nel dettaglio in altro paragrafo l’Impatto Ambientale: Impatto sulle biocenosi; Danni alle coltivazioni; Danni ad infrastrutture; Potenziale problema sanitario.
 
È ovvio che non sono state seguite le indicazioni riportate in questa importante guida vecchia di ben 13 anni ma sempre attuale dove tra l’altro in un passaggio relativo allo smaltimento delle carcasse indica pure e cito testuali parole: “il nostro Paese è interessato da importazione di nutrie selvatiche per la produzione di pellicce, parrebbe opportuno ed utile verificare la possibilità che gli animali provenienti da azioni di controllo numerico trovino una collocazione sul mercato (industria conciaria)”. Come dire: la Nutria da un problema verso una risorsa.
 
Ed ora dopo ben 13 anni persi tra poche ed efficaci azioni di controllo, incertezze, errori gestionali, ricorsi degli animalisti, etc. etc. ecco l’importante novità con l’esclusione della nutria dalla tutela della 157/92.
 
Cosa succede ora? In primis questo ha fatto sì che i danni agricoli prodotti dalla nutria non sono più risarcibili dalle Amministrazioni competenti, del resto se i topi si mangiano i prodotti cerealicoli di un agricoltore questo non è tenuto al risarcimento economico dei danni avuti. Inoltre succede che chiunque ed in qualsiasi momento può abbattere una nutria come abbatte un qualsiasi topolino delle case, un qualsiasi topolino di campagna, un qualsiasi ratto, una qualsiasi talpa, solo per citare le specie più rappresentative oggetto dell’interesse (si fa per dire) di tanti semplici cittadini che a vario titolo comprano in negozi di ferramenta, nelle agricole, in supermercati, etc. veleno per topi, veleno per talpe, trappole per topi e ratti, queste di varia forma ed efficacia.
 
Una riflessione: Perché mai in decenni e decenni di persecuzione contro topi, ratti e talpe mai un animalista si è sognato di fare ricorsi per esempio contro le campagne di derattizzazione, oppure ricorsi contro i talpicidi? Sono misteri del tutto incomprensibili e sarei curioso che un animalista me lo spiegasse.
 
Voglio anche aggiungere che la legge attuale non vieta ad un semplice possessore di porto d’arma uso caccia che durante l’esercizio della regolare attività venatoria si trovasse ad incontrare un ratto o una talpa e da lì ad esplodere un colpo diretto all’abbattimento di questa o queste specie. Per la nutria prima dell’importante modifica se un cacciatore erroneamente o volutamente abbatteva una di questa specie incorreva in una sanzione penale, ora è come se abbattesse un ratto. E’ chiaro che l’uso del fucile da caccia può essere utilizzato solo ed esclusivamente nell’ambito della regolare stagione venatoria. Fuori di questo arco temporale la nutria può essere abbattuta/catturata con esche avvelenate e trappole come un comunissimo ratto, topolino o talpa.
 
Quale è uno dei grossi problemi relativi a questo attuale status giuridico della nutria? Il problema del fai da te, dell’improvvisazione e della non conoscenza naturalistica, un esempio per tutti: l’uso indiscriminato dei veleni, in particolare delle granaglie avvelenate già in uso per ratti e topi che se non opportunamente mascherati e protetti diventano esche non selettive e causano decessi a molte specie animali (mammiferi e uccelli) e quindi con grave impatto ambientale, come dire un danno sul danno. Quindi ora più di prima va posta molta attenzione.
 
Ritenendo anche che ormai la nutria non potrà più essere eradicata dal territorio nazionale a causa delle potenzialità demografiche della specie correlata all’elevata capacità portante di alcuni bacini idrografici italiani e dall’intensa e fitta rete di corsi d’acqua piccoli, medi e grandi fittamente collegati. Il tutto inserito in un contesto climatico ottimale per la specie.
 
Quale potrebbe essere il ruolo del cacciatore in questo contesto? Cacciatore inteso come persona in possesso di regolare porto d’armi uso caccia, quanti di questi possono impiegare il proprio tempo libero, magari proprio quelle persone che hanno perso il lavoro, oppure chi il lavoro non lo ha mai trovato. Gli ATC/cacciatori possono organizzare e dare un servizio a chi ne fa richiesta (per il contenimento dei danni in agricoltura o per il problema dei danni causati alle arginature dei canali, etc.). Quindi essere chiamati dalle Amministrazioni e remunerati economicamente per questo servizio, inoltre come del resto effettuato nei paesi americani e non solo, dove la nutria da un problema che era è diventato una risorsa: in un organizzato sistema della filiera la nutria catturata/abbattuta entra nel mercato della carne per industrie mangimistiche e nell’industria conciaria. Quindi come esistono le ditte di derattizzazioni che operano su chiamata da parte di privati ed Amministrazioni, potrebbe nascere un nuovo mestiere: il Trapper di nutrie che in possesso di regolare licenza di caccia durante la stagione venatoria può utilizzare il fucile ma anche le trappole ammesse dalla legislazione vigente, ed in periodo fuori la stagione venatoria gli altri mezzi di cattura/abbattimento concessi. E la nutria da un problema diventa una risorsa.
Stefano De Vita



 

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33 commenti finora...

Re:Nutria: un caso tutto italiano - un problema e una risorsa

Ieri incrociate 2 belle nutrie! Dato a loro un po' d'erbetta una carezza e via! Povere bestiole nessuno dovrebbe toccarle.....soprattutto noi cacciatori.....

da beccacinista doc Torino 17/11/2014 6.41

Re:Nutria: un caso tutto italiano - un problema e una risorsa

Mamma mia...la nutria e'pure portatore della leptospirosi!certo,in giro per il mondo si mangia di tutto...na io vi lasciò tutte le nutrie che volete...

da Cassador Veneto 15/11/2014 10.33

Re:Nutria: un caso tutto italiano - un problema e una risorsa

Molti le mangiano , se i tempi non cambiano a breve si trovera al supermercato, in natura niente va sprecato.in tempo di carestia tuttaciccia bpna, i trapper aprono il banco al metcato.

da zagor 14/11/2014 12.16

Re:Nutria: un caso tutto italiano - un problema e una risorsa

quanto casino per due topi, ma lasciateli stare e mandate quelli del wwf a tapare i buchi con la pala.

da dardo 14/11/2014 6.24

Re:Nutria: un caso tutto italiano - un problema e una risorsa

...che casino per quattro nutrie. Certo che degli intelligentoni sono riusciti a iscrivere questo bell'animaletto nella lista nera, cioè cacciabile con qualsiasi mezzo, di giorno e di notte in qualsiasi situazione. Ma Fringuelli, Peppole, Pispole ecc.ecc.? Nulla e dato a sapere, l'Europa!!! Mentre, la Coldiretti, chiede fretta per i danni causati da... massimo marracci a lei la parola.Ps: Non scordi che sempre ci si legge...

da s.g. 13/11/2014 21.38

Re:Nutria: un caso tutto italiano - un problema e una risorsa

ciao

da ciao 13/11/2014 18.23

Re:Nutria: un caso tutto italiano - un problema e una risorsa

Le proposte di Stefano De Vita non sono per nulla peregrine, anzi... mi sembra un'ottima riflesisone. Infatti non si parla di caccia bensì di attività che potrebbero essere remunerative e che al contempo potrebbero dare una mano a contenere le popolazioni del miocastoride. Di sicuro al momento c'è la confusione che regna (quasi) sovrana: in Lombardia è pronto un progetto di legge per modificare la vigente norma del 2002 in modo da bypassare le difficoltà introdotte da questa recente modifica della legge 157, riaffidando alle Province - o come si chiameranno - nonchè ai Comuni la titolarità a intervenire. Di sicuro, uno stallo di cui non si aveva alcun bisogno...

da massimo marracci 12/11/2014 16.37

Re:Nutria: un caso tutto italiano - un problema e una risorsa

zagor,in America cio' che ha descritto il Sig De Vita,e' una realtà consolidata, da sempre. Ha esposto una sua idea,che volendo il Sig De Vita,potrebbe anche realizzare creando una sua soscietà di servizi, per agricoltori,o altra figura,le quali potrebbero chiedere interventi di contenimento,eradicazione. Se De Vita crede nella sua idea e pensa che possa esser perseguita,zagor,farei meno lo sciocchino.

da Spartano. 12/11/2014 13.30

Re:Nutria: un caso tutto italiano - un problema e una risorsa

Zagor ritorna nei tuoi fumetti forse tu sei sempre il solito che critichi senza portare nulla e ti nascondi dietro i personaggi dei cartoni animati.

da Stefano De Vita 12/11/2014 12.53

Re:Nutria: un caso tutto italiano - un problema e una risorsa

"Trapper di nutrie" ah ah ah questa è bella, cè ancora qualcuno che legge i giornalini di Black Macigno.

da Zagor 12/11/2014 11.33

Re:Nutria: un caso tutto italiano - un problema e una risorsa

x Myocastor coypus dove sei animalaro!!! non commenti questo bellissimo editoriale del nostro amico De Vita? DAI CORAGGIO fatti sentire.

da maxus 11/11/2014 22.52

Re:Nutria: un caso tutto italiano - un problema e una risorsa

http://www.welovefur.it/pelliccia/pellicce-ecologiche-un-danno-per-luomo-e-lambiente/

da cacciaforever 11/11/2014 16.50

Re:Nutria: un caso tutto italiano - un problema e una risorsa

CONSIGLIEREI A TUTTI "IL MARKETING DELL'AUTOASSOLUZIONE", DI GABRIELE ROMAGNOLI SU LA REPUBBLICA DI OGGI 11 SETTEMBRE. CHE IO DEFINIREI ETICA PELOSA. A CASA NOSTRA GLI ESEMPI SI SPRECANO. BRAMBILLA IN PRIMIS, MA POI TUTTE LE STARLETTE DELLA TV, COME LA LITTIZZETTO, FABIO FAZIO, LICIA COLò, GLI AMBIENTALISTI DEL CA...O, COME DI CAPRIO, PECORARI SCAGNA, FULCRO TRAPESI, POLITICI DI MEDIA TACCA. E VIA E VIA E VIA....

da Roberto B. 11/11/2014 16.22

Re:Nutria: un caso tutto italiano - un problema e una risorsa

Ricordo perfettamente la storia del "castorino" selvaggio...duro da natale a santo stefano quando usci la verita sulla nutria.Una donna con un visone,o un castoro vero e' sicuramente piu attrattiva,che quella con la pelliccia de sorcio nutria.Che introdussero il sintetico...Ormai si vedono colletti di pelliccia finta che fanno impressione.Ma cio non toglie che il sorcio italico non avra sponda.

da realistico 11/11/2014 16.19

Re:Nutria: un caso tutto italiano - un problema e una risorsa

realistico lei è giovane,presuppongo,dal fatto che ignora che qualche(almeno diminuisco i miei)annetto fa la pelliccia di castorino(altro nome della nutria)era indossatissima;poi sono venuti i prodotti sintetici che hanno sostituito quelli,diciamo così,naturali e salvato migliaia di vite animali!Aumentando il numero delle morti degli uomini per l'aumento di quell'inquinamento necessario alla produzione di quei sintetici!Quando si dice la lungimiranza:-)

da pietro 2 11/11/2014 15.38

Re:Nutria: un caso tutto italiano - un problema e una risorsa

Qui siamo in Italia,paese Europeo,con altre normative,e tipologie e culture alimentari diverse.Sarebbe una bizzarra follia, pensare di inserire la nutria, vista come un sorcio,nella filiera alimentare,come i sorci,"trasmettitore" di leptospirosi.Anche la trasformazione in mangime per animali, siamo vincolati da norme europee ben precise,che purtroppo non prevedono la carne di nutria,anche le pellicce,fallirono a suo tempo,non trovarono mercato,trovarono la libertà..Le Italiane non metterebbero mai una pelliccia di nutria,gia non mettono quelle di visone per motivi etici..figuriamoci quelle de sorcio. Si di documentari sulla nutria in America ne hanno fatti vedere tantissimi. In america mangiano anche lo scoiattolo,il serpente a sognali fritto e via dicendo. Magari si potrebbe pensare ad una zienda tipo quella delle deratizzazioni che offra prodotti per ucidderla,fuori dal periodo venabile,magari agricoltori,e Regioni possono,o potrebbero, appaltare a queste nuove aziende le loro prestazioni..Ma la vedo lontana la cosa sia per i costi che per il profitto..Evendola tolta dalla protezione lo Stato si e' lavato le mani.

da realistico 11/11/2014 14.33

Re:Nutria: un caso tutto italiano - un problema e una risorsa

non diventerà una risorsa perchè siamo in Italia - in pratica molto limitati su tutto - fatevi un giro in altri stati del mondo, in primis le americhe dal nord al sud -la nutria come lo chiamate il topone, i trappers/cacciatori sono pagati e la carne viene addirittura cucinata e mangiata, quindi inserita nella filiera alimentare, la pelliccia per indumenti, e poi richiesta dalle ditte mangimistiche per cani e gatti. la nutria è equiparata ad un castoro, animale che si mangia

da Stefano De Vita 11/11/2014 13.21

Re:Nutria: un caso tutto italiano - un problema e una risorsa

A parte che non potra mai diventare una risorsa,la trasformazione delle sue carni. In questo caso come per i topi,le iniziative,potrebbero esser esclusivamente imprenditoriali, di singoli,essendo esclusa da quelle protette,nessuna Amministrazione Pubblica pagherebbe un centesimo ai "pulitori" per opere di uccisione su animali non protetti,non e' piu' un problema Statale.

da realistico 11/11/2014 12.38

Re:Nutria: un caso tutto italiano - un problema e una risorsa

Le nutrie non sono piovute dal cielo, ma uscite da allevamenti abbandonati, dove stavano chiuse in attesa di diventare pellicce (forse anche mangimi). Se il mercato le ha rifiutate allora perché dovrebbe richiederle adesso? Non credo sia ammesso l'uso di carne "qualsiasi" (eccetto quella bovina, suina, ovicaprina ed equina) per preparare mangimi. Temo che la nutria non possa diventare risorsa.

da bansberia 11/11/2014 9.58

Re:Nutria: un caso tutto italiano - un problema e una risorsa

Io la vedo come Stefano chi lavora va pagato. Dedicando una o più giornate alla cattura o l'abbattimento delle nutrie con piccoli calibri (in presenza delle Guardie Provinciali), si eviterebbero strumentalizzazioni. Coloro che aiuteranno la Provincia al lavoro non dovranno pagare l'ATC per esercitare l'attività venatoria.

da Johnny 11/11/2014 9.17

Re:Nutria: un caso tutto italiano - un problema e una risorsa

ragazzi cercate di leggere bene tra le righe - il problema nutria non è un problema dei cacciatori ed in buona sostanza se vogliono il nostro aiuto devo solo pagare, e comunque come in altri paesi i cacciatori/trappers lo fanno per lavoro e non ci vedo nulla di male.la caccia poi è un altra cosa.

da Stefano De Vita 10/11/2014 19.58

Re:Nutria: un caso tutto italiano - un problema e una risorsa

Meraviglioso! Da cultori cultori dell'ars venandi a derattizzatori organizzati. Oramai non sappiamo più che pesci pigliare e ci attacchiamo alle nutrie. Ritengo l'equiparazione della nutria a ratti arvicole & Company un pessimo errore, frutto di totale incapacità di intendere e volere. Un pasticcio assurdo che non ha e non dovrebbe avere attinenza alcuna con la caccia.

da Gigi BS 10/11/2014 16.29

Re:Nutria: un caso tutto italiano - un problema e una risorsa

Io l'ho mangiata. Niente da invidiare all'istrice (che un tempo era un piatto tipico della Maremma, se trattata nello stesso modo. Ricordate che si ciba di erbe. La dieta è vegetariana e si basa su piante acquatiche ed alghe, nel periodo invernale anche di tuberi, rizomi e radici.

da sapiens 10/11/2014 16.10

Re:Nutria: un caso tutto italiano - un problema e una risorsa

Si continua a battere sullo stesso chiodo e a persistere sullo stesso errore. Il cacciatore e la caccia non devono in alcun modo essere messi in relazione con la nutria. La nutria va catturata esclusivamente con il TRAPPOLAGGIO, usare il fucile si rivelerebbe un errore madornale, dando la possibilità ai nostri nemici di attaccarci.

da Mauro 10/11/2014 15.21

Re:Nutria: un caso tutto italiano - un problema e una risorsa

grande risorsa la nutria!!!! e che scherziamo!!! pe fa il sapone!!! ma che cazzo state a di!!

da peppetta 10/11/2014 15.19

Re:Nutria: un caso tutto italiano - un problema e una risorsa

Tutto duro mercato non si creano soldi canale Nutrie...sono schifosi topacci

da lupoalberto 10/11/2014 13.57

Re:Nutria: un caso tutto italiano - un problema e una risorsa

lasciamo in pace le nutrie.......lavorano per noi, in fondo.......quando ci pagheranno almeno 50 0 100 euro per ogni nutria che abbatteremo (anche fuori dalla stagione di caccia) se ne potra' parlare. Fino ad allora , che si arrangino !!

da Fabrizio 10/11/2014 13.18

Re:Nutria: un caso tutto italiano - un problema e una risorsa

il problema lo dovrebbe risolvere chi ha permesso che questa specie invasiva si ripopolasse al tal punto!!!!.....perche non si fanno i nomi delle persone e delle associazioni che fino ad ora le hanno protette!!!!

da michele beccacciaio!!! 10/11/2014 12.49

Re:Nutria: un caso tutto italiano - un problema e una risorsa

Le pellicce abbiamo smesso di importarle in teli gia' cuciti gia alla fine degli anni ottanta, dall'Argentina,perche' non era piu' remunerativo vendere un giaccone a 215000 lire.castorino e castorino rasato. Con i 600 capi abbattuti dall'inizio di Febbraio suppongo che il peso delle carcasse smaltite come da prassi ancora vigente in Provincia di Venezia e organizzata e modestamente finanziata dallATC non sia inferiore ai 35 quintali . Tuttora il mio apporto e volontario e gratuito perche' e' inaccettabile che in territorio in cui caccio da sempre venga deturpato in modo esponenziale da simili calamita' sotto forma di nutria. Se dobbiamo aspettare che se ne occupino le maestranze delle amministrazioni locali seppur con un sindaco cacciatore la vedo dura.Dura gia' per il rinnovo delle "nuove" autorizzazioni

da Toni el cacciator 10/11/2014 12.28

Re:Nutria: un caso tutto italiano - un problema e una risorsa

E’ fuor di dubbio che il problema potrebbe diventare una risorsa,ma bisogna (credo) stabilire i termini di questa risorsa. Se si va in provincia a chiedere soldi,come minimo ci ridono in faccia. Per quanto riguarda lo smaltimento,è ovvio che una carcassa,per di più di 1 topo non costituisce un problema,ma se si parla di numeri a due cifre o anche tre cifre di nutrie allora il problema smaltimento si pone eccome! Accadde anche con i torraioli … che qualcuno,probabilmente in modo del tutto ingenuo,pensò che bastava buttarli nei bidoni dell’indifferenziato. Non ti dico cosa scateneranno gli ambientalisti! Certo con storni e minilepri il problema non si pone … quelli si smaltiscono in padella o al forno con le patate ma dubito che esista qualcuno capace di mangiarsi una nutria. Detto questo, sono d’accordo con te sul fatto che i cacciatori debbano essere coinvolti,se non altro perché perfetti conoscitori del territorio,sicuramente più di quei tecnici che da dietro una scrivania,pensano di poter risolvere i problemi. Ma continuo a pensare che la richiesta di denaro sia una sconfitta in partenza,visto e considerato anche il dramma economico che l’Italia intera,quindi anche le regioni,sta vivendo. Cordialit

da Enzo972 10/11/2014 12.11

Re:Nutria: un caso tutto italiano - un problema e una risorsa

E' comunque bene prevenire soluzioni onerose. Quindi, lanciare l'idea che questo problema potrebbe costituire una risorsa, mi pare azzeccata. Mi chiedo anche: ma se io in campagna trovo un ratto di chiavica e lo faccio fuori, mi devo anche preoccupare di smaltirne la carcassa? E poi: se l'ente pubblico (reione, provincia o comune) è obbligato a occuparsi del problema (e lo dovrà fare, perchè con queste "esondazioni" le nutrie hanno quasi sempre a che fare), perchè non prevedere e aderire a un progetto che veda i cacciatori coinvolti, così come un tempo si afceva con le volpi? Ogni coda un rimborso. E' scandaloso?

da Foxie 10/11/2014 10.52

Re:Nutria: un caso tutto italiano - un problema e una risorsa

Parole sante Enzo 972.Ci perseguitano in ogni modo studiando leggi e regolamenti inutilmente vessatori e poi vengono a chiederci aiuto ( e quattrini). Dobbiamo astenerci da ogni aiuto.

da Arrabbiato 62 10/11/2014 10.19

Re:Nutria: un caso tutto italiano - un problema e una risorsa

In un altro stato il suo ragionamento sarebbe logico e senza grinze,ma in Italia la situazione è molto più complessa e intricata. Infatti mi chiedo: ma se già noi cacciatori dobbiamo pagare agli agricoltori i danni dei cinghiali,non sarà che se ci accolliamo anche il problema nutrie sempre gli stessi agricoltori verranno a battere cassa da noi? Io credo che le nutrie sono un problema dello stato e deve essere lo stato ad occuparsene, anche perché dopo eventuali abbattimenti si presenterebbe un altro problema,ovvero lo smaltimento delle carcasse. Chi lo fa? Nel senso chi si accolla le spese di quest’ultimo? Le amministrazioni? Uhmm … la vedo dura. Sarebbe un’ulteriore spesa per gli ATC. Se proprio i cacciatori devono mettersi in mezzo allora io credo che non è di soldi che si deve parlare,ma bisogna sedersi ad un tavolo e trattare con le amministrazioni tutte quelle limitazioni che le suddette amministrazioni in collaborazione con enti e tecnici faunistici spesso privi di qualsiasi nozione venatoria ,hanno apportato ai vari calendari. Cordialità

da Enzo972 10/11/2014 9.53