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Editoriale

CACCIA LAZIO: quali certezze?


lunedì 3 marzo 2014
    

A pochi giorni della sentenza del TAR Lazio che sancisce la piena legittimità del Calendario regionale 2013/2014, a fronte di questa sentenza che riporta le cose al suo posto, in pratica per generalizzare tutte le specie al 31 gennaio: è doveroso in primis un grazie a tutti che si sono adoperati  per il raggiungimento di tale risultato, ma un grazie soprattutto alla Regione Lazio che ha saputo difendere tecnicamente  il suo atto con le dovute motivazioni.  Non dimentichiamo che già dalle stagioni venatorie precedenti 2011/2012 e 2012/2013 la Regione Lazio aveva praticamente elaborato calendari pressoché simili e tutti tecnicamente ben motivati, in particolare proprio quello del 2011/2012  che l'aveva già vista vincente contro i precedenti ricorsi, quindi anche se questo ultimo ricorso sembrava leggermente più articolato e difficoltoso la Regione Lazio ha dimostrato la validità del suo atto.

Però a mio modesto avviso c’è un grosso problema che incombe sulla caccia laziale, ma anche a detta di veri professionisti di materia giuridica amministrativa, e cioè il fatto che il Lazio dispone attualmente di un Piano Faunistico Venatorio Regionale vecchio di quasi un ventennio. Quest’anno temo che il nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale possa essere pronto, per il semplice fatto che all’appello mi sembra manchino ancora due province. Tutti gli addetti ai lavori sanno che la Direttiva Habitat 1992/43/CEE è stata recepita in Italia nel 1997 attraverso il Regolamento D.P.R. 8 settembre 1997 n. 357 modificato ed integrato dal D.P.R. 120 del 12 marzo 2003. Questo ordinamento specifica appunto l’obbligatorietà a  Valutazione di Incidenza  del  Piano Faunistico Venatorio.

Anche una possibile Valutazione di Incidenza sul Piano Faunistico Venatorio Regionale attuale, vecchio  e non più reale fotografia del territorio, di fatto un lavoro lungo, lunghissimo e che porterebbe via mesi e mesi, è possibile che arrivi troppo tardi per poter stoppare un eventuale ricorso.  Ho letto i vari commenti su questo stesso portale BigHunter sull’articolo NEWS CACCIA -CALENDARIO VENATORIO LAZIO: TAR BOCCIA RICORSO ANIMALISTA - martedì 18 febbraio 2014: c’è chi si ostina a dire che ai tempi dell’allora Assessorato Birindelli fu prodotto un sorta di atto di proroga del vecchio Piano Faunistico Venatorio Regionale: letteralmente l’autore del commento ha scritto: “Anche sul piano faunistico venatorio del Lazio, integrato e rinnovato dalla Birindelli”. Personalmente ero componente del CTFVR e mai si è sentito parlare o visto documenti in tal senso, forse mi è sfuggito questo passaggio e può anche essere, ma dubito. Credo che chi ha questo documento  in mano e quindi questa certezza giuridica sarebbe opportuno che lo portasse a conoscenza ed in copia agli Uffici regionali  caccia del Lazio perché potrebbe risultare molto utile tra qualche mese. Ciò comunque non esclude e non esenta una Valutazione di Incidenza sul Piano Faunistico Regionale anche se integrato e rinnovato.

Inoltre se come cita l’autore del commento questa integrazione e rinnovo del vecchio PFVR fu’ fatta, credo che avrebbe dovuto seguire un iter tecnico amministrativo come espressamente riportato nella attuale Legge di riferimento sulla caccia:  L.R. 02 Maggio 1995, n. 17 - Norme per la tutela della fauna selvatica e la gestione programmata dell'esercizio venatorio.

Art. 10
(Piano faunistico-venatorio regionale)
5. Il piano faunistico-venatorio regionale è approvato dal Consiglio regionale entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge e può essere modificato e/o integrato per comprovate necessità faunistico-ambientali od a seguito di sopravvenuti cambiamenti strutturali, su proposta delle province, sentito l'INFS ed i rispettivi CTFV.

Tutti sappiamo che chiunque può fare e presentare  un ricorso presso il Tribunale Amministrativo Regionale e su qualunque cosa riportata nel Calendario Venatorio, quindi anche se di fatto questa ultima sentenza  ha confermato il buon lavoro della Regione Lazio e la fondatezza sul piano dei tempi e delle specie. Di fatto si paventa  a mio avviso una incertezza futura, che rilevo anche in alcuni tratti della sentenza qui sotto riportati in corsivo:

In merito alla valutazione d’incidenza, la Regione avrebbe attivato una vera e propria istruttoria, dando atto che essa sarebbe prevista dalla normativa comunitaria soltanto per l’adozione di atti a contenuto pianificatorio e programmatorio, ma non per il calendario venatorio; in ogni caso già per la precedente stagione venatoria la Direzione Agricoltura aveva interessato in merito la Direzione Regionale Ambiente, che, tuttavia, ai sensi della normativa vigente, non aveva ritenuto opportuno sottoporre il calendario venatorio a valutazione di incidenza.

6.2 - La Direttiva Habitat ha trovato attuazione nell’ordinamento interno con il d.P.R. n. 357/1997, il cui art. 5 assoggetta, tuttavia, a valutazione di incidenza unicamente il piano faunistico venatorio e non anche il calendario venatorio.

6.4 - D’altro canto il Piano faunistico venatorio della Regione Lazio, approvato il 29.7.1998, non costituisce in questa sede oggetto di specifica impugnativa.


7.1 - La direttiva 2001/42/CE, recepita nel nostro ordinamento con il d.lgs. n. 152/2006, ha la finalità di garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente, assicurando che i piani e i programmi, all’atto dell’elaborazione, dell’adozione e approvazione, contribuiscano alle condizioni per uno sviluppo sostenibile.

Secondo l’art. 6, comma 2, lett. b), del citato d.lgs. n. 152/2006, “viene effettuata una valutazione per tutti i piani e i programmi per i quali, in considerazione dei possibili impatti sulle finalità di conservazione dei siti designati come zone di protezione speciale per la conservazione degli uccelli selvatici e quelli classificati come siti di importanza comunitaria per la protezione degli habitat naturali e della flora e della fauna selvatica, si ritiene necessaria una valutazione d’incidenza ai sensi dell’articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357”.

7.2 - È evidente, pertanto, che, per un verso, la valutazione ambientale strategica è ammessa solo con riferimento ai piani e programmi e, per altro verso, che essa concerne le ipotesi in cui è richiesta la valutazione d’incidenza, la quale, come in precedenza rilevato, non concerne i calendari venatori.

Quindi ritengo che le mie perplessità siano fondate e se malauguratamente per la prossima stagione venatoria arrivasse un ricorso ambientalista in tal senso, ci sarà qualche rischio.

Del resto mi sembra ieri quando per anni sempre in seno al CTFVR nelle varie riunioni ricordavo a tutti dell’urgenza e la necessità di un nuovo ed aggiornato Piano Faunistico Venatorio Regionale. Non per nulla chi si occupa di gestione faunistica venatoria sa perfettamente  quale sia la scaletta delle priorità:
acquisizione dati – quindi conoscenza del territorio, pianificazione faunistica, programmazione preventiva  degli obiettivi di gestione, relativi interventi, verifica risultati.

Senza un nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale attuale fotografia del territorio risulta difficile difendere giuridicamente, tecnicamente e scientificamente l’attività venatoria.


Stefano De Vita

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57 commenti finora...

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

quindi a me servono gli elementi tecnici e giuridici che tu dici di avere che mi smentiscano o mi confermano quanto affermato da ISPRA e dal MATTM e al momento questi elementi ancora non li vedo, le altre cose sono tutte chiacchiere per quanto interessanti. La specifica, lo ripeto, forse non sono stato chiaro, serve per dimostrare lo status legislativo diverso su DETENZIONE e UTILIZZO per quanto riguarda i richiami di cattura e quelli di allevamento, non per dire che gli allevati sono giuridicamente equiparati alla fauna domestica, dato come ho già detto le fantasiose interpretazioni in materia da parte di alcune amministrazioni. Comunque se mi dici che io non conosco la materia e poi mi dici che dico quello che dici tu c'è qualcosa che non và................................Allora de vita..si sta ancora aspettando..su bello...O diciamo quello che dice te?

da il cobra non e' un serpente. 10/03/2014 10.29

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

http://www.ntr24.tv/it/news/associazioni/accordo-tra-enpa-e-atc-benevento-per-il-monitoraggio-del-territorio.html Accordo tra Enpa e Atc Benevento per il monitoraggio del territorio

da katarak 08/03/2014 21.38

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Scusate, ma ieri sera, nessuno ha visto striscia la notizia?

da mirco 08/03/2014 11.01

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Quello che veramente mi urta. E'questo negazionismo verso la caccia. In altre regioni ,lo dico da anni, e' una risorsa. Nel lazio no. Tanto i sioldi arrivano con i decreti salva tizio e salva caio, che ce ne frega di produrre? Che schifo. Tutti soldi che andranno ad ingrassare parchi con le tasche bucate. Che ce ne frega,e'romanesco che dite?no? Fuori dal raccordo non esistiamo, e'questa la verita'. I comuni ci provino a strappare teritorio alla regione e ai suoi parchi? Provateci ,se siete capaci. E' cosa loro anche se i progetti fossero buoni non si balla! Un saluto

da Giulio da san polo dei cavalieri 07/03/2014 18.17

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Nelle riserve già ci stiamo una volta esisteva qualche sporadica afv, ora dobbiamo stare attenti a dove mettiamo i piedi perché è tutta una riserva . il problema è che tra parchi , afv, atv , zac, i poveri cristi di cacciatori non sanno più dove andare, gardate bene il PFV provinciale prevede un'ulteriore disponibilità in particolare rm2 di altre ATV.Ora veniamo all'unità dei cacciatori sempre questi poveri cristi,dovrebbero essere ascoltati e rappresentati, qualcuno mi dovrebbe dire dove stanno e che cosa fanno è vero procedono per i fatti loro e la cosa che mi da fastidio è che lo fanno con i miei soldi.

da un cacciatore 07/03/2014 16.49

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Comunque una cosa è certa l'unità tra noi cacciatori non sarà mai possibile e per questo motivo ci ritroveremo a breve a cacciare nelle riserve o all'estero , ovviamente per chi se lo potrà permettere.

da Alvanto Ass. Cacciatori Genzano di Roma 07/03/2014 14.12

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Io non mi diverto a pensarla come credo, la lingua Italiana ha un significato ben chiaro.Se Lei ipotizza scrivendo "un ricorso" vuol dire che sta affermando che il piano faunistico non e' leggittimo,il ricorso DIMOSTRA questo,non e' cosi complicato...

da Ma e' un pensiero latente....Il cobra! 06/03/2014 15.25

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

ho solo scritto ed evidenziato un possibile problema - chiaro. Poi si diverta a pensarla come crede, è libero di farlo. ma perchè non mette il suo vero nome e cognome - fa più bella figura.

da Stefano De Vita 06/03/2014 15.18

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Quando si arriva ad usare la Giustizia amministrativa,il Tar, e' perche' si vuole dimostrare l'illeggitimita(Mancata rispondenza al dettato della legge da cui consegue la non validità di un atto) di un qualsiasi provvedimento amministrativo, delibera,determina dirigenziale,ecc...Ipotizzare RICORSO al Piano Faunistico, come da lei SCRITTO e' questo che sta dicendo De Vita..Le e' chiaro adesso..Lo ha scritto Lei, mica noi...........

da Il cobra non e' un serpente.... 06/03/2014 15.02

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

leggi meglio con attenzione - mai parlato di illegittimità - io sono sempre fiducioso e spero che chiunque porti un contributo serio per continuare ad andare a caccia - ma sono comunque preoccupato e non vedo certezza.

da Stefano De Vita 06/03/2014 13.14

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

De Vita 05/03/2014 15.41: De Vita, hai fatto un editoriale profetizzando possibili, se non addirittura probabili, ricorsi al tar contro un piano vecchio di vent'anni a cui mancherebbero vinca e quant'altro, e questi ti hanno risposto. Perché è evidente che se ipotizzi una bocciatura del piano da parte di un tribunale amministrativo stai sostenendo che è illegittimo: il giudizio amministrativo è un giudizio sulla legittimità di un atto, e quindi se ottieni una sentenza di annullamento dell'atto o di una sua parte si tratta sempre di una sentenza che dichiara l'atto illegittimo in tutto o in parte...A me pare del tutto pertinente la risposta di questo ufficio tecnico associativo. Poi che sia giusta o sbagliata nel merito ne potrete discutere voi laziali, e sarebbe una discussione davvero interessante peraltro, ma usare tanto sarcasmo su questioni tanto rilevanti mi pare onestamente in più...

da Inforziato 06/03/2014 11.51

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

X giusva,io non sono d'accordo,comunque.........il MONDO E'BELLO,PERCHE' VARIA,vediamo quello che "partoriscono" quat'anno,un saluto.

da MARCELLO64 06/03/2014 11.28

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

a questo punto sarebbe bene la piantaste lì, tutti. se ci sono documenti che dovremmo conoscere e non conosciamo fateceli leggere anche a noi. per il resto, cercate di fare il bene della caccia, voi che potete...

da matteo r. 05/03/2014 16.47

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Per te Stefano e' chiaro il fatto che province trattino,l o ripeto ancora DETENZIONE e UTILIZZO, gli allevati alla stregua dei catturati quando nella legge nazionale di riferimento questo non è' contemplato? Avanti così .........

da Emiliano Amore 05/03/2014 16.31

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

dimostrare lo status giuridico??? ma ti rendi conto cosa scrivi: vi state infilando in un marasma ed invece è tutto chiaro e limpido - io vi consiglio di lasciare perdere - lo status giuridico su detenzione ed utilizzo, selvatico, domestico, etc. etc. etc. è chiarissimo - forse voi lo confondete - ecco perchè dico che non conoscete la materia in generale e le mille problematiche etc. altro discorso sono alcuni passaggi che hai fatto.

da Stefano De Vita 05/03/2014 15.26

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Stefano io non faccio l'allevatore e a me la materia che interessa in primis e quella di non perdere anche questa forma di caccia bellissima, quindi a me servono gli elementi tecnici e giuridici che tu dici di avere che mi smentiscano o mi confermano quanto affermato da ISPRA e dal MATTM e al momento questi elementi ancora non li vedo, le altre cose sono tutte chiacchiere per quanto interessanti. La specifica, lo ripeto, forse non sono stato chiaro, serve per dimostrare lo status legislativo diverso su DETENZIONE e UTILIZZO per quanto riguarda i richiami di cattura e quelli di allevamento, non per dire che gli allevati sono giuridicamente equiparati alla fauna domestica, dato come ho già detto le fantasiose interpretazioni in materia da parte di alcune amministrazioni. Comunque se mi dici che io non conosco la materia e poi mi dici che dico quello che dici tu c'è qualcosa che non và. Un saluto.

da Emiliano Amore 05/03/2014 14.56

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

continua: (come sai) allevare mantenendo il fenotipo ancestrale, e poi c’è chi si diverte e si specializza a selezionare le mutazioni. Il parere che hai mandato ha voluto chiarire questo aspetto. Una cosa è sicura le catture degli uccelli ai fini dei richiami vivi è una pratica ormai in fase di chiusura, per farli utilizzare solo per quelli allevati e riprodotti in cattività. Il punto grave e serio è che il mondo animalista-ambientalista sta facendo precise iniziative per far abolire l’uso dei richiami vivi sia di cattura che allevati. E qui che bisogna lavorare.

da Stefano De Vita 05/03/2014 13.48

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Per Emiliano - vedi hai confermato quello che dicevo - non conoscete proprio la materia, inteso come percorso di anni e anni di problematiche, riunioni di categoria, assemblee, articoli, etc. scrivevamo di questo e lottavamo nelle sedi opportune dagli anni 80, fino quasi ai giorni nostri, articoli su Italia Ornitologica, sul Club dell’Esotico, sulla rivista di Zamparo Uccelli, sull’AIFAO, studiavamo con Jogna Prat Nicolino le formule sull’alimentazione dei turdidi, sai quante manifestazioni ornitofile ho organizzato e fatto parte? la fauna selvatica è sempre fauna selvatica, anche se allevata in cattività, altro discorso sono le mutazioni, già te l'ho scritto - il discorso è semplicissimo si arriverà all'utilizzo dei richiami solo di allevamento, ma ciò non vuol dire che siano equiparati alla fauna domestica. Ripeto quel parere di cui fai riferimento è per eliminare il problema dei tanti verbali fatti negli anni a tanti ornitofili relativo alle tantissime mutazioni fatte con la selezione artificiale andando ad accoppiare proprio quei soggetti già con alterazioni del piumaggio. Vedi anche quando mi scrivi dei tordi allevati allo stecco, e cioè in pratica li levi dal nido a 6/8 giorni gli metti l’anellino inamovibile (decine di anni fa ho lavorato e contribuito alla stesura delle misure degli anellini) poi li allevi allo stecco, ecco questi sicuramente hanno un comportamento differente da quei soggetti che allevati e riprodotti in cattività in ambiente naturalizzato ed accuditi dai genitori fino allo svezzamento. Certo le due tipologie di allevamento hanno/potrebbero avere finalità ed obiettivi diversi, uno prettamente per la reintroduzione e l’altro per l’utilizzo come richiami per esempio. Con ciò sono sempre fauna selvatica. Ma il tutto si inquadra anche per l’allevamento prettamente amatoriale/ornamentale cioè allevare per il semplice piacere e passione poi di partecipare anche le mostre, c’è chi alleva in purezza e questo vuol dire

da Stefano De Vita 05/03/2014 13.46

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Appunto.. perche' non sono stupidi, hanno capito perfettamente,che e' soltanto polemica.

da Ale.C. 05/03/2014 13.36

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Cannas i minestroni li fai tu - cerca di leggere bene - ed a questo punto te lo chiedo pure io porta in visione questa integrazione della Birindelli - poi è logico che puoi scrivere e fare tutto quello che vuoi per cercare di risolvere al meglio il tutto - certamente farà piacere a tutti - e non parlare di spessore, quello è una cosa seria. I cacciatori che leggono non sono stupidi.

da Stefano De Vita 05/03/2014 13.18

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

@Marcello bhe se non fosse stato per i vari ricorsi e stop perchè nò, la preapertura di 1 gg alle sole tortore non sono una novita nemmeno nella nominata toscana e poi quegli assembramenti intorno al girasole sono ridicoli e deleteri per la nostra immagine, l'apertura al 1°ottobre ad alcune specie fra cui il colombaccio non mi dispiace ben sapendo che alcuni hanno ancora le cure parentali e stanno aumentando di anno in anno anche nel Lazio, rinunciando al colombo in apertura si apre la possibilità della proroga nei 10gg di febbraio, quei colombacci li preferisco agli spennacchiotti di settembre. Insomma senza le sospensive dei ricorsi era un calendario accettabile, come quelli della Birindelli, bisogna assolutamente che si eliminino le sospensive dei Tar, Renzi lo ha promesso nel suo Job Acts. Le nostre AAVV nel Lazio sono inadeguate, andrebbe fatto un bel repulisti con gente pratica della caccia, qualcuno cè. ciao

da giusva 05/03/2014 12.57

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Cannas mandami questo atto di proroga del Piano faunistico fatto dalla Birindelli di cui parli.Ancora non rispondi su questo punto,è la terza volta che te lo chiedo e nom mi dai risposte.Esiste questo documento o è una tua invenzione per minimizzare il problema?

da alessandro pani 05/03/2014 12.23

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

X giusva,non mi hai risposto,ti è piaciuto il cal. ven.dell'anno scorso? Ha ragione ALVANTO,perchè altre REGIONI inziano il 1 sett. e NOI sempre a sperare in una deroga x sparare alle tortore,le altre REGIONI SPARANO QUASI A TUTTO,TRANNE FAGIANO E LEPRE,noi dobbiamo aspettare il 2 ott.e allora se PERMETTI MI INCA@@O CON LE NOSTE ASS.VEN. CHE PRENDONO I NOSTRI SOLDI E SE FOTTONO, un saluto a tutti.

da MARCELLO64 05/03/2014 12.19

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Pani, io non mi tiro indietro nelle discussioni,ma son due giorni che rido sull'aria fritta che scrivete. E' chiaro il tentativo di trascinarmi in una polemica infantile,forse andra bene per te. Valuto di volta in volta se e' necessario o meno rispondere.Si rispondera' nei termini chiarificatori sull'argomento in oggetto,con una risposta snella e chiara per dissipare il minestrone del simpatico Stefano. Determinate espressioni infantili, non sono utili a chiarire l'argomento. I cacciatori che leggono, ne fanno volentieri a meno. Se e' questo lo spessore che si propone, capisco perche' si e' arrivati a questo punto.

da Alessandro Cannas. 05/03/2014 8.28

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

@ Pani la discussione sui richiami vivi verte sulla possibilità di equiparare, per quanto riguarda detenzione ed utilizzo, i richiami di allevamento a quelli di cattura. Quindi da quando ho capito per Te sugli aspetti di detenzione e di utilizzo le due categorie sono equiparate dalla legge nazionale?

da Emiliano Amore 05/03/2014 8.27

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Stefano conosco bene la legislazione nazionale sui richiami vivi, ed è proprio perchè ci sono amministrazioni provinciali e regionali che applicano limitazioni di detenzione e di utilizzo sui richiami allevati (equiparandoli alla stregua di quelli di cattura) che la definizione che ho citato ci può tornare utile. Comunque se sei a conoscenza di pareri diversi da quello sopra citato di ISPRA e del MATTM e di sentenze sulla detenzione e sull'utilizzo a caccia di fauna selvatica di allevamento ti chiedo di fornircene i riferimenti, per una valutazione complessiva della questione richiami anche in ottica di un progressivo passaggio dai richiami di cattura a quelli di allevamento. Comunque a prescindere dall'inquadramento normativo degli allevati, come definiresti tecnicamente un esemplare di tordo bottaccio nato in cattività da genitori anche essi cresciuti in cattività, magari allevato allo stecco un sogetto che mantiene tutte le caratteritiche comportamentali dellla specie? Va da se che gli esemplari mutati bruni, satinè ecc. si adattano ancora meglio alla definizione dato che oltre la perdita comportamentale della specie variano anche i caratteri morfologici.

da Emiliano Amore 05/03/2014 8.04

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Amore,anzi Emiliano,sulla questione dei richiami non mi dilungo perchè un tordo al momento attuale anche se di allevamento non puo essere considerato domestico ma un selvatico allevato in cattività.Il germano reale esiste anche nel ceppo domestico dopo decenni di allevamento in cattività che hanno cambiato la morfologia della specie.E' molto chiaro la confusione di chi ha scritto quella amenità.Sul Piano Faunistico Venatorio ti invito a mandare alla regione questa fantomatica proroga firmata dalla Birindelli,anzi se me ne mandi una copia domani scriverò pubblicamente su questo blog chiedendo scusa ad A.Cannas per aver detto di essere autore di fantasie improbabili.Questo non è fango caro Emiliano,sto confutando affermazioni che non rispondono alla realtà e che non sono state fatte da te.

da alessandro pani 04/03/2014 23.23

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Aggiungo sull'allevamento della fauna selvatica - infatti esistono tantissimi progetti di specie selvatiche, progetti finalizzati alla reintroduzione di specie rare e queste sono allevate e riprodotte in cattività da più generazioni e non subiscono alterazioni morfologiche e comportamentali e sono poi reintrodotte in natura dopo ovviamente riadattamento. altra cosa sono i soggetti allevati da più generazioni che tramite la selezione artificiale si ricercano quelle anomalie morfologiche/fenologiche (del piumaggio) e poi con la selezione artificiale arrivare ai processi di mutazione del piumaggio tipici e tanto di moda nel mondo dell'ornitofilia. Il parere fa capo a questo anche in virtù dei tanti verbali presi dagli allevatori negli anni dagli organi competenti, che accomunavano agli ancestrali anche le mutazioni. ci sono in essere tantissime sentenze penali riguardo a questo e cioè che trattasi sempre di avifauna selvatica.

da Stefano De Vita 04/03/2014 23.07

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Per P.G. Non si preoccupi vedrà che si attiveranno, anzi forse si sono già attivati stante l'importanza.

da Stefano De Vita 04/03/2014 22.42

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Emiliano conosco bene quel parere dal momento che per anni sono stato responsabile di alcune associazioni ornitofile di allevatori, FOI e non FOI - fa riferimento alle mutazioni in particolare, infatti specifica che abbiano perduto dei caratteri morfologici o abbiano acquisito caratteri nuovi ed in merito ci sono anche altri pareri contrastanti ed un mare di sentenze, comunque in ogni caso non sono considerati domestici (ai fini della Legge) infatti la detenzione ed allevamento in cattività è normata dalla 157/92 e leggi regionali di recepimento, altra cosa è la fauna domestica propriamente detta normata da ben altre leggi. Per anni ho presentato alla Regione Lazio una proposta di modifica della 17/95 in tal senso e fatto riunioni anche ministeriali - dai tempi che uscì la 157/92

da Stefano De Vita 04/03/2014 22.33

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Grazie Sig. Stefano per la risposta esauriente. Visto che lei può, si attivi e dopo averli avvisati li sproni ad agire per non far passare un'altra stagione d'inferno ai cacciatori laziali.Saluti

da P.G. 04/03/2014 22.07

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Dato che gli "scienziati" Face dicono cavolate dettate dall'ansia, ecco come l'ispra e il ministero dell'ambiente rispondono a specifica domanda sugli uccelli selvatici di allevamento a una federazione ornitologica: "L’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, ora ISPRA, organismo di consulenza tecnica nazionale per gli aspetti faunistici e venatori, alcuni anni fa, ad una richiesta di un parere da parte della nostra federazione (si trattava di intervenire positivamente su una legge regionale a nostro avviso mal impostata) così definiva l’animale domestico: “ Si ritiene debbano essere considerati domestici animali allevati da più generazioni in condizioni di cattività e che in seguito alla selezione artificiale legata al processo di domesticazione abbiano perduto parte dei caratteri morfologici e/o comportamentali tipici dei soggetti selvatici appartenenti alla stessa specie o abbiano acquisito caratteri nuovi”. Alla stesa richiesta di parere il Servizio Conservazione della Natura del Ministero dell’Ambiente, recependo quella dell’I.N.F.S.(ora ISPRA) , dava identica risposta. La stessa risposta è riportata anche in uno dei più importanti manuali d'allevamento di turdidi italiano a cura di Luca Gorreri ( "MANUALE D'ALLEVAMENTO DEI TORDI COMUNI, ESOTICI E MUTATI" edizione 2010 Felici editore). Per quabto riguarda il piano faunistico della regione Lazio ne riparleremo a stretto giro..... Un saluto.

da Emiliano Amore 04/03/2014 21.52

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Pani prima di sputare fango sugli "scienziati" di Face-italia dovresti almeno aver fatto la metà di quello che gli stessi hanno fatto in 3 anni, poi forse ne possiamo riparlare.

da Emiliano Amore 04/03/2014 21.18

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

@ Pani dove stà scritto nella direttiva comunitaria uccelli 147 e 157 sia vietato l'utilizzo di richiami vivi (selvatici di allevamento domestici)? Quali sono gli articoli?

da Giusva 04/03/2014 21.02

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Il PFVR nel Lazio non ha scadenza, ma il problema è che vecchio quasi di un ventennio e quindi non più reale fotografia del territorio, inoltre come da 357/97 necessita di Valutazione di Incidenza e poi gli Indirizzi per l'elaborazione dei PFVP per il nuovo PFVR fanno un autogol. comunque come ho scritto avevo già avvisato gli uffici regionali. l'attuale piano può essere integrato e modificato ma la procedura non è poi così veloce e deve essere formalizzato con una DGR.

da Stefano De Vita 04/03/2014 19.44

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Non sono esperto in materia perché non ho mai approfondito questo argomento(piano faunistico venatorio)ma qualcuno può dirmi se c'è la possibilità che lo stesso sia prorogato fino all'adozione di un nuovo piano. So di certo che una proroga non può superare i due anni e voci di corridoio dicono che la regione si sia già attivata per porre rimedio a questo probabile pasticcio all'italiana.

da P.G. 04/03/2014 19.11

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Non esiste nessuna proroga del Piano Faunistico Venatorio fatta dalla Birindelli.Cannas ha scritto gia cose improbabili come quella che trovate sul problema della Procedura di infrazione per la questione dei richiami vivi in cui ha detto:"si potranno usare solo quelli di allevamento CONSIDERATI DOMESTICI".Qualche volta l'ansia di dimostrarsi un grande esperto gioca brutti scherzi agi scienziati di Face Italia.E quando lo tani scompare dalla discussione....boh

da alessandro pani 04/03/2014 18.49

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

????????????????????????????

da MAURIZIO 04/03/2014 18.37

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

ma allora: c'è o non c'è questo piano faunistico aggiornato e valido aa prescindere? MISTEROOO!!!!

da la grande ambiguità 04/03/2014 15.58

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Rispondo a GIUSVA - non sono chiacchere e non è invidia, invidia de che??? Conosco solamente le problematiche ed ho evidenziato il problema reale. Avevo già avvisato del problema chi di dovere, quindi speriamo che si diano da fare per risolvere l'eventuale problema - anche per il fatto perchè non mi risulta che esista una integrazione o modifica del PFVR attuale.

da Stefano De Vita 04/03/2014 14.48

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Io non la farei tanto difficile. Se le associazioni venatorie incontreranno l'assessore, chiariranno tutto quello che c'è da chiarire, anche sul piano faunistico e sulla valutazione d'incidenza o come cavolo si chiama. Se poi, il TAR ci bloccherà anche quest'anno, vorrà dire che almeno un colpevole l'avremo trovato. Se invece, non ci sarà nessun incontro e non ci sarà nessun ricorso al tar, sapremo a chi va il meito. Ma per ora, per piacere, diamoci da fare tutti insieme, invece di spaccarci sempre in mille gruppetti, l'uno contro l'altro, con grande soddisfazione dei nostri avversari.

da m. neni 04/03/2014 14.18

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Una possibilita è stata lasciata ai protezionisti,il PFV e questo problema ce lo troveremo per la prossima stagione venatoria . Più si crea la vita difficile ai cacciatori e più ogni anno tantissimi abbandonano questa attività, per quanto riguarda qui a roma sono bastati 21 anni senza consiglio direttivo degli tac per ridurre del 50% la popolazione venatoria,ora credo che l'azione di sfoltimento è ancora in atto non mi meraviglierei se in prossimità della prossima apertura succeda qualche altra cosa. Io una sola cosa mi domando queste AAVV che paghiamo profumatamente non dovrebbero essere un po' più attente a queste problematiche ?????????

da un cacciatore 04/03/2014 13.51

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Lo riscrivo di nuovo anche su questo post, ma la Toscana come fà? perchè solo noi ogni anno abbiamo problemi sul calendario venatorio? perchè la Regione non ci si fila di pezza? perchè piscia la gallina e il Tra da subito ragione a questi pseudo animalari? perchè i dirigenti delle aavv non si fanno un bel corso in toscana su come viene discusso un calendario venatorio? e per chiudere pure noi ci dobbiamo dare una mossa bisogna pretendere un comitato di cacciatori laziali che segua i lavori e le attività di chi ci dovrebbe rappresentare.

da Alvanto Ass. Cacciatori Genzano di Roma 04/03/2014 13.34

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

@Marcello I ricorsi sono stati tutti vinti dai cacciatori, nonostante i tanti ricorsi al Tar ed al Consiglio di Stato degli animalambientalisti, si è vero la caccia ed i calendari sono stati bloccati, alcune specie sono state escluse, la caccia ha avuto momenti di arresto, ma questo non per colpa di qualcuno come si vuole fare intendere, ma di un sistema giudiziario che andrebbe rivisto, la sospensiva in attesa della sentenza dein Tar è un'obrobrio da eliminare al più presto senza di quella non ci sarebbero stati blocchi, gli animalisti giocano proprio su questo obrobrio tutto italiano.ciao

da giusva 04/03/2014 11.07

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

X giusva,mi dici quali FATTI HANNO PRODOTTO,gli ESPERTI delle nostre ass.ven. negli ultimi anni? L'ultimi cal.venatori,un orrore o a tè sono piaciuti? perchè allora và tutto bene,di cosa c'è da lamentarsi.....bò.X pico 69,arriverò fino all' ultimo giorno e poi deciderò...un saluto a tutti.

da MARCELLO64 04/03/2014 10.47

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Secondo me sono tutte chiacchiere, come lo è questo editoriale, sono sempre le solite ripicche ed invidie fra cacciatori che ne screditano altri, niente di nuovo sotto il sole.Le chiacchiere restano chiacchiere e i fatti rimarranno agli atti, chi vivrà vedrà.

da giusva 04/03/2014 10.22

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

X cacciatore laziale, l'unica certezza ora come ora è tenersi i soldi in tasca anche sacrificando una stagione a rimanere fermi; allora si che gli addetti ai lavori smuoverebbero il c..o, il fatto di non fare cassa spaventa tutti credimi.

da pico 69 04/03/2014 9.01

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Mah. Io ho letto che tutte le associazioni venatorie del Lazio, all'indomani della sentenza a noi favorevole hanno chiesto un sollecito incontro con l'assessore per parlare fra i cinque punti, anche del Piano Faunistico. Secondo me, altro che tessere. C'è qualcos'altro. E se poi non ci fosse, vedo che De Vita chiede conferme, sicurezze, e cita anche Cannas, se non ho letto male. Qualcuno ci vuole rassicurare, per piacere?

da Cacciatore Laziale 04/03/2014 7.41

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Secondo me mi viene alla mente un proverbio credo napoletano ( Scusate l'imperfezione del dialetto),che recita cosi : Saccio nu cazz ie se era nnu marm o nu travertino , na petra era sicur !! la cape m'aa rotta !!

da Mauro Roma 04/03/2014 4.34

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Ma come fate a di che ce il problema,il piano venatorio è stato prolungato dall'assessore,l'ha detto Cannas che è un esperto,mo nonè che qui si sta a fare troppa caciara per levare tessere alle venatorie?Secondo me vogliono fare solo casino

da sputafuoco 03/03/2014 20.46

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

x il sig.Stefano,certo che non è LEI,che deve risolvere i problemi della CACCIA,mà secondo LEI, dopo tutto quello che ha riportato,pensa che le nostre ass.ven. si DARANNO DA FARE? GLI RISPONDO IO,si col CA@@O,ho facciamo una RIVOLUZIONE o subiamo,secondo mè conoscendo gli italiani si subisce,un saluto.

da MARCELLO64 03/03/2014 19.11

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

questioni di lana caprina. chi la pensa in un modo, chi la pensa in un altro. spesso a tali comportamenti sono adusi non i semplici cittadini, i politici, i politicanti, i tecnici di parte. no, in italia - visto l'andazzo - è uso abituale anche per i giudici, amministrativi, civili, penali. per questo, non c'è mai da star tranquilli, a prescindere se abbiamo ragione o torto. figuriamoci in materia di caccia, oggetto delle più sfrenate passioni, pro e contro.

da cicierone 03/03/2014 15.59

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Sig. Stefano io non la stavo assolutamente accusando di niente, la mia era solo una salutare spinta ad un ulteriore e maggiore impegno,volta soltanto a porre particolare attenzione su eventuali anomalie che possono in qualche modo ritorcersi contro la categoria dei cacciatori(anche la sua vedendo la foto). Sul fatto che gli ambientalisti lo sappiano o lo possano fare nutro dei dubbi solo perchè con l'animo nazista che si ritrovano non avrebbero certo cercato di limitarci per un determinato periodo di caccia ( ultimo ricorso) ma avrebbero affondato la lama provando ad ucciderci definitivamente....forse e dico forse, l'integrazione e il rinnovo del PFV fatta su quelli provinciali dall'assessore birindelli a suo tempo...( così hanno scritto ) non è una chimera... ma esiste. Ti saluto e sappi che nutro profonda stima per chi come te scrive e si espone in prima persona in questa sezione.

da P.G. 03/03/2014 14.15

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Rispondo a P.G. e a Marcello - queste cose le sanno pure i regazzini e le sanno pure gli ambientalisti da una vita. E' sancito dalle leggi. Inoltre non sono io tenuto a risolvere queste cose, non ho certo il potere per risolverle. Di fatto l'ho sempre ricordato a chi di dovere. Credo che siano altri preposti a risolverle ed altri ancora cercare di farle attuare.

da Stefano De Vita 03/03/2014 13.10

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Mà perchè sapete tutte queste belle cose e non fate un CA@@O X LA CACCIA,come al solito bla,bla,bla.....

da MARCELLO64 03/03/2014 12.33

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Questa ci mancava proprio!! Grazie Stefano per averci aperto gli occhi e riflettedo sulle parti in neretto debbo riconoscere che il rischio c'è!! Quindi la regione dovrebbe agire in fretta, se non altro per trovare la strada onde scongiurare tale pericolo. Intanto sarebbe bene (non so se l'hai già fatto) spedire il tuo Editoriale alla Regione Lazio.

da Roberto 03/03/2014 11.55

Re:CACCIA LAZIO: quali certezze?

Ciao Stefano ho proprio paura che il prossimo ricorso dei nostri amichetti rompicoglioni vertera' su questa problematica...speriamo bene perche' IO mi sono veramente stancato di essere preso in giro ogni anno dopo che ho pagato fior di soldoni alla mia regione

da cicalone 03/03/2014 9.27