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Editoriale

LA CACCIA E' GREEN?


lunedì 26 novembre 2012
    
Cervo Si fa un gran parlare oggi della green economy. Non solo. E' convinzione universale ormai che tutto ciò che è nuovo, è moderno, è politicamente adatto alla società del futuro,  è green. Bene. Se tanto mi dà tanto, anche la caccia del futuro dovrebbe essere green. Secondo me, addirittura, se c'è stato, se c'è, se ci sarà qualcosa di veramente green, questa è proprio la caccia. Intesa, ovviamente, come la deve intendere un cacciatore di quelli veri. Di quelli, senza tempo e senza topos – penso ai cacciatori delle steppe mongole e agli indiani delle praterie, ma anche agli inuit, ai tanti Derzu Urzala,  come ai cacciatori descritti da Ernest Hemingway e da Wilbur Smith, a quelli di Mario Rigoni Stern, a quelli richiamati dalle filosofie di Carlo Petrini – che in sintesi rispondono al paradigma da tempo in uso anche fra di noi, che recita: la caccia è naturale, senza ambiente non c'è fauna, senza fauna non c'è caccia. Ovvero, quei cacciatori che sono i primi a sapere e a professare un ambientalismo ragionato.

Alcune settimane fa, si sono tenuti a Rimini, alla presenza del ministro dell'ambiente, gli Stati Generali della Green Economy (“per fare uscire l'Italia dalla crisi”, si legge; si veda al proposito questo link  - clicca qui -). Non se n'è parlato molto; tuttavia, fra le tante  sfide che da lì sono state lanciate,  non sarebbe male che su alcune ci soffermassimo anche noi che amiamo perderci in riflessioni su ciò che si dovrebbe fare per dare un futuro meno precario a questa nostra bellissima perversione.

Sorvolando sulle misure generali, che interessano più gli economisti del governo dei tecnici, che la gente comune come noi, fra i 70 punti enunciati, quelli che ci potrebbero riguardare anche direttamente sarà bene appuntarceli, quantomeno per acquisirne consapevolezza e valutarne gli indirizzi, affinchè, come al solito,  non ci trovino purtroppo sprovvedutamente impreparati quando diventeranno concreti strumenti di gestione anche delle cose che ci riguardano.

Per esempio: si dovrà porre molta attenzione, quando si passerà dalle parole ai fatti, nel declinare il concetto di “Tutela e valorizzazione dei servizi degli ecosistemi”, volta a ricostituire  “gli stock di capitale naturale, tutelando e valorizzando i servizi forniti dagli ecosistemi, basi indispensabili per il nostro benessere e per il nostro sviluppo economico”.

Perchè, se non si può non essere d'accordo nel tutelare e valorizzare il territorio italiano, soprattutto per  interrompere i processi di degrado e alimentare attività di risanamento e recupero,  dare forza di legge a linee fondamentali che ne tutelino l’assetto, che ne fermino il degrado e il consumo e forniscano i riferimenti per una seria  gestione, bisognerà stare molto attenti quando si passerà a inquadre le soluzioni collegate alla tutela delle aree naturali, che ovviamente per noi non dovrà limitarsi a quelle cosiddette protette, che fino ad oggi – a fronte di un totale fallimento – hanno consentito che sul restante territorio si commettessero le più turpi nefandezze, mascherate non ancora dal termine green, ma da quello più classico, più aulico, di “eco”. “Ecologico”, “ecopolitica”, “ecoballe”, concetti che abbiamo visto che fine hanno fatto sotto le amministrazioni di cotanti (e tracotanti) politici cosiddetti ambientalisti, oggi anche “ecodem”, ma non solo.

Meglio sarà se ci si applicherà su problemi ben più concreti, come la tutela delle risorse idriche, per realizzare usi efficienti e migliorare la qualità delle acque. E tanto per non parlare a vanvera, sarà bene ricordare che dell'uso che in Italia se ne fa, dell'acqua, oltre il 70% va a finire in agricoltura. E non quando piove, ma soprattutto quando “non” piove. Perchè quando piove abbiamo visto, anche in questi giorni, purtroppo,  dove va...l'acqua. Poiché, come ricorda puntualmente e a proposito Carlo Petrini, oggi i contadini non la portano più “a spasso per i campi”, l'acqua. Ed è soprattutto lì, nell'agricoltura, modificandone le pratiche ove sarà necessario, che si dovranno incrementare le politiche di risparmio.

Altro riferimento, su cui applicarsi, quello della bonifica dei siti contaminati. Dove altrimenti, poco - e comunque intossicato - crescerà di utile per l'uomo ma anche per gli animali e per la fauna selvatica.

E infine, un occhio di riguardo, un po' di attenzione per favore, anche ai boschi e alle foreste. E' una pena indicibile per noi, che per storia, cultura e tradizione, da cacciatori, abbiamo sempre goduto di queste verdi meraviglie (oggi “green”) e usufruito dei loro frutti, selvaggina compresa, è una pena vedere immiserire decine di migliaia di ettari di castagneti fiaccati da una moschina cinese, querce secolari che muoiono improvvisamente, chilometri di viali di cipressi annichiliti, sentinelle del nostro paesaggio, e infinite altre essenze vegetali delle nostre campagne, che cadono sotto i colpi di parassiti ingrassatisi a causa  dell'incuria, dell'abbandono, ma anche conseguenza di errati piani...”green”.

E la cosa che più fa specie, in questa vicenda, è che proprio da questo manifesto, che vorrebbe tracciare la linea di demarcazione col passato,  con i suoi 70 comandamenti, in filigrana si legge esplicitamente un ammissione di colpa che l'attuale idea di sviluppo – subentrata a quella che per secoli, per millenni ha regolato l'evolversi delle nostre comunità, quella “rurale”, per intendersi, arcaica forse, ma oggi rivitalizzata con il termine di “green” - ha commesso in questi ultimi decenni, in cui ha spadroneggiato l'ideologia ecologista-ambientalista. Simbolo di un tragico fallimento, e ridotta ormai a  squallido animalismo, che fa venire in mente quelle quattro squinzie di Hollywood, zombi col belletto, che per esorcizzare l'inevitabile tramonto, irrompono nei salotti newyorkesi col maialino al guinzaglio.
Parodiate in Italia da chi va in giro con gli asini.
 

Enrico Parretti

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12 commenti finora...

Re:LA CACCIA E' GREEN?

Ci sono progetti che per essere compiuti richiedono programmazione, impegno, partecipazione, qualificata volenterosa e preparata e il tempo necessario per essere compiuti. Questi progetti, messi in atto da noi e per noi, per quanto ovviamente validi ed irrinunciabili, passano nell' anonimato e se anche pubblicizzati, difficilmente capterebbero l' opinione pubblica. Diverso, è inserire l' immagine della caccia nei grandi temi sociali, che coinvolgono più o meno, l' ambiente, Come l' ILVA di Taranto, la TAV, la lotta ecologica di certi sindaci contro bruciatori, inquinamento ecc ecc. Per fare questo, d' altro canto, nemmeno servirebbe un grande progetto, nessuna programmazione, nessuna capacità organizzativa ne realizzativa, pochi soldi e pochissimo tempo, per ottenere invece una consistente ricaduta d' immagine ambientale. Sopratutto farebbe capire che la caccia si è svegliata dal suo letargo e dal suo indirizzo, sempre troppo periferico. E' un sistema copiato dall' animalismo, ma è proprio quello che volevo dire, arriviamo sempre dopo, o peggio non arriviamo mai.

da Fromboliere 30/11/2012 21.28

Re:LA CACCIA E' GREEN?

Purtroppo non è così facile, Fromboliere. Anche se - riferendoci ai buoni propositi della green economy nostrana - non è difficile certificare il fallimento di tutte le politiche verdognole sostenute dai nostri governi (e quindi da noi tutti, cittadini italiani, me e te compresi) in questi ultimi trenta-cinquant'anni. Per quello che ci riguarda, tuttavia, nel nostro piccolo, non bisognerebbe buttarci giù così. Qualcosa abbiamo fatto, se è vero come è vero che certi territori dove la selvaggina abbonda son meglio di altri proprio perchè noi ce ne siamo preoccupati. Se certe specie oggetto di caccia (e non solo)hanno fatto passi avanti sia per quantità che per qualità,grazie al nostro impegno; se nelle melmose cronache stagionali (alluvioni e calamità di varia natura) la nostra partecipazione volontaria spicca per qualità di organizzazione e quantità di persone impegnante. Anche se, e qui sta il baco, queste cose non riusciamo a valorizzarle e a farle conoscere per promuovere la consapevolezza diffusa che fra i tanti italiani, sul territorio, noi cacciatori siamo più presenti - positivamanet - molto più che di altri di cui si legge spesso sui giornali, ma che mai, dico mai, se n'è trovata traccia quando c'è da rimboccarsi le maniche.

da Mario N. 30/11/2012 16.40

Re:LA CACCIA E' GREEN?

La caccia è un’ attività antica come l’ uomo ma ancora soffre di crisi d’ identità. Se la caccia è green allora sia contro la TAV. Se la caccia è green che allora le associazioni venatorie di Parma si schierino a favore del sindaco Pizzarotti. E anche i cacciatori la finiscano di essere pecore, sballottati dal lupo da una parte e dai cani pastori dall’ altra. Adottino un’ identità al di sopra di ogni corrente, definita in quella logica che è GREEN assolutamente. Senza curarsi di chi hanno a fianco o se e come gli potrebbe tornare utile o essergli dannoso.

da Fromboliere 30/11/2012 10.47

Re:LA CACCIA E' GREEN?

Oppure:1)Imponiamo a noi stessi un'unica associazione. Anche se i numeridicono che per forza la maggioranza è Federcaccia. 2) Portiamo in questa unica associazione anche il nostro dissenso: andiamo meno a caccia e cerchiamo di essere più preparati. basta balle.3)Adoperiamoci perchè fra le priorità, una delle prime cose da fare sia una scuola quadri dirigenti, non (solo) per imparare a spellare il camoscio, ma anche e soprattutto per avere più capacità poliiche. 4) Fra queste capacità, una adeguata dialettica (linguaggio moderno, efficace)e una necessaria istruzione e educazione ad affrontare il mezzo televisivo. Berlusconi prima, renzi oggi dimostrano che questo paga. 5)Sensibilità ambientale, per dimostrare che siamo noi, prima di tutti, a farci carico dei problemi di tutti, denunciando anche gli innumerevoli scempi che finora anche gli ambientalisti hanno fatto finta di non vedere.

da Greg 29/11/2012 14.40

Re:LA CACCIA E' GREEN?

se la caccia si potesse chiudere sarebbe già stata chiusa da mo e il motivo va ricercato che forse a qualcuno in fondo piace e proprio perché qualche cosa di green nella caccia riesce a trovarcelo comunque. C' è gente si diversa da noi, ma poi nemmeno troppo: Ci sono più grillini tra i cacciatori che nel movimento a 5 stelle: non siamo noi quelli che vogliamo una stampa libera, non asservita ed obiettiva che scriva e racconti i fatti come sono? non siamo noi che vogliamo riempire le piazze per manifestare i nostri diritti? non siamo noi che non vogliamo la TAV e la perdita di territori ingoiati dalla cementificazione? non siamo noi che vogliamo l’ acqua pubblica? non siamo noi che vogliamo dirigenti giovani, attivi e dinamici, liberi dal giogo dei partiti e che non abbiano voglia di stare solo seduti su di una poltrona? non siamo noi che vogliamo buttare per aria il sistema degli atc, dei parchi e tutti i depositi giurassici della caccia? Non siamo noi che nell’ ambito nazionale vorremmo introdurre le nostre rappresentanze scientifiche, tecniche e culturali per poterci gestire autonomamente? e non siamo noi, alla fine, che vogliamo le fedine pulite come solo noi le abbiamo? Volete tutto questo? il natale è vicino, scriviamo una letterina e mettiamola sotto l’ albero. Oppure…

da Fromboliere 29/11/2012 12.42

Re:LA CACCIA E' GREEN?

La Caccia è green ma purtroppo molti cacciatori NON SONO green!

da vecchio cedro 28/11/2012 16.06

Re:LA CACCIA E' GREEN?

Probabilmente non ci si accorge che, nella nostra immobilità aggravata da litigi e divisioni esasperate per quattro cartucce in più, gli altri - agricoltori, ambientalisti, governo, regioni, Ispra e chi più ne ha più ne metta - vanno avanti. Gli interessi sono enormi rispetto a cui quelli legati alla caccia sono un'inezia. Ce lo vogliamo dire una volta per tutti che ormai siamo sopportati e se non ci muoviamo su un fronte comune con idee che siano accettabili dall'opinione pubblica e da chi comanda, diventeremo come Geronimo?

da B. C. 28/11/2012 11.21

Re:LA CACCIA E' GREEN?

La caccia, come l'agricoltura, sono green se nel rapporto di dare avere prevale il dare. Ovvero, se dalla caccia, come dall'agricoltura, otteniamo di meno di quello che diamo (o diamo di più di quello che prendiamo). Con un occhio alla nostra evoluzione sociale, quando eravamo solo cacciatori, riuscivamo a vivere, anche bene, finchè ci preoccupavamo (i nostri antenati, ovviamente) di mantenere integre le popolazioni. Lo stesso, quando insieme alla caccia, scoprimmo che si poteva favorire la produzione agricola stabilendoci in un territorio adatto. Il fatto è che più si stava bene e più si cresceva di numero e più si cresceva di numero e più si consumava. E allora, succedeva - ma parlo ancora di dieci-ventimila anni fa, come minimo - che quelle terre non bastavano più e i più ardimentosi diventavano pionieri e colonizzavano altre terre fertili. Poi, negli ultimi due tre secoli hanno scoperto il consumismo: prordurre non più per mangiare, ma per "guadambiare", come diceva mio nonno. E allora....

da Gino P. 27/11/2012 17.26

Re:LA CACCIA E' GREEN?

La caccia è sicuramente "green". Non lo è l'agricoltura, anche se può sembrare un paradosso.

da Martino, Bologna 27/11/2012 12.27

Re:LA CACCIA E' GREEN?

Il premio quest'anno se l'è meritato l'animalaro per eccellenza, il precario petulante e fastidioso che imperversa inutilmente sul web da anni,auguri pagliaccio,ahahahaha

da Johnny 26/11/2012 13.46

Re:LA CACCIA E' GREEN?

L'unica cosa certa è il colore " green ", sarebbe a dire siamo al verde per la nostra passione!Coso, l'acqua calda... Oramai non ci resta altro che "ogn'uno per sè e dio per tutti!".

da s.g. 26/11/2012 13.16

Re:LA CACCIA E' GREEN?

Sono battaglie impegnative. Immani per un popolo come il nostro diviso e in perenne conflitto ideologico. Vecchio nell'anima prima che all'anagrafe. Non basta il concetto di rottamazione, serve una vera e propria rivoluzione culturale. E si può fare solo se siamo uniti. La sfida green può essere utile, se - uniti - facciamo prima di tutti due cose. La prima: attaccare le cattedrali animaliste-ambientaliste che vivono di rendite parassitarie a rimorchio del sistema. Che a tutto pensa meno che alla tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini. Perchè i nostri cento "amici" parlamentari non hanno ancora sollecitato il governo, le regioni e la Corte dei Conti per sapere quanti soldi dei cittadini (e anche dei cacciatori, Brambilla a parte) vengono erogati a babbo morto (e sperperati) alle lobby ambientaliste perchè stiano buone a cuccia? La seconda: la vera battaglia per l'ambiente, per il territorio, per la cosiddetta "biodiversità", la dobbiamo fare noi. E non siamo all'anno zero. Basterebbe mettere insieme i dati del nostro impegno. Sui fatti siamo in grado di battere tutti. Sveglia.

da F. Reali 26/11/2012 10.10