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Editoriale

ATC DIAMOCI DA FARE


lunedì 12 gennaio 2009
    
Atc diamoci da fareA distanza di 16 anni dall’approvazione della Legge 157/92 è evidente la necessità di urgenti modifiche per migliorarla e garantire ai cacciatori italiani gli stessi doveri ma anche gli stessi diritti dei loro colleghi a livello europeo.


Quello che mi preme richiamare è, invece, l’importanza del fatto che – anche per il futuro - la responsabilità di gestire il territorio resti operativamente affidata in primis ai cacciatori ed agli agricoltori.


Le iniziative di gestione del territorio a fini agro-faunistici sono, infatti, da considerarsi veramente strategiche in quanto consentono di conseguire importanti obiettivi non solo per  il mondo venatorio e per quello agricolo ma, più in generale, per l’intera collettività.


Grazie ad esse, infatti, si può dimostrare che caccia e agricoltura non sono per nulla incompatibili tra loro o con la difesa e la tutela dell’ambiente ma, anzi, che proprio dal mondo venatorio e da quello agricolo derivano le migliori risorse umane, le professionalità ed anche importanti risorse finanziarie per questi scopi di interesse pubblico.


L’esperienza di questi anni ha dimostrato che, pur in presenza di esempi di lodevole applicazione dei disposti di legge in materia di iniziative di gestione agro-ambientale, molto resta ancora da fare per superare definitivamente vecchie logiche del passato che vedono ancora concentrarsi le energie di molti ATC su una mera gestione amministrativa della caccia e dei cacciatori, spesso in una confusione di ruoli che ha permesso un indebito sconfinamento della loro azione nell’area di competenza decisionale e deliberativa delle Province e delle Regioni che è invece assolutamente da evitare per il futuro.


Il vero obiettivo di ogni ATC deve essere invece quello di impostare ovunque una produttiva collaborazione tra cacciatori, agricoltori ed ambientalisti, in sinergia con l’Ente Pubblico, per una nuova e più razionale gestione delle risorse naturali, per la loro conservazione e per la loro razionale ed assennata utilizzazione: un vero e proprio “wise use” delle risorse naturali rinnovabili.


La vera filosofia degli ATC non deve, quindi, intendere il concetto di legame del cacciatore al territorio come vincolo, ma come coinvolgimento e partecipazione attiva e costante del cacciatore alle problematiche delle aree ove egli pratica l’attività venatoria.


Ciò si potrà favorire incentivando – anche legislativamente – la costituzione di ATC, in grado di assicurare una reale omogeneità ambientale, agronomica e faunistica, che renda razionali e produttivi i momenti di pianificazione degli interventi di miglioramento ambientale e dei potenziali faunistici, garantendone un senso ed un ritorno per la collettività.


La programmazione della gestione territoriale – ripetesi territoriale - non ha, infatti, senso se frazionata in una molteplicità di ATC di poche migliaia di ettari di superficie (come purtroppo invece è avvenuto sino ad oggi in moltissime parti del Paese).


Per migliorare ulteriormente occorre poi investire sugli uomini con adeguate iniziative di formazione per portare nei Comitati di Gestione degli ATC una nuova consapevolezza del loro ruolo e le necessarie capacità progettuali e gestionali. Bisogna perseguire la qualità sia in campo ambientale che faunistico-venatorio.

I Comitati di Gestione dovranno sempre più lavorare – stanziando risorse adeguate - su precisi progetti da costruire con le imprese agricole valorizzando anche il nuovo assetto della Politica Agricola Comunitaria (PAC) ed i possibili collegamenti ai Piani di Sviluppo Rurale (PSR) predisposti dalle singole Regioni, grazie ai quali dovrebbe risultare più agevole conciliare l’attività produttiva dell’impresa agricola con la possibilità di realizzare contestuali interventi di miglioramento ambientale e di razionale gestione faunistica.


È necessario, inoltre, che i Piani Faunistico Venatori (PFV) promuovano e contengano espliciti riferimenti ai contratti territoriali introdotti dal decreto legislativo 228 del 2001, che consente di affidare agli imprenditori agricoli compiti di tutela ambientale e di promozione della biodiversità.


Occorre aprire un confronto fattivo su questo argomento: Associazioni Venatorie, Ambiti Territoriali di Caccia e Organizzazioni Agricole devono, infatti, arrivare a sottoscrivere precisi accordi per il coinvolgimento degli agricoltori nella gestione del territorio.


Gestire il territorio significa anche che – assieme agli agricoltori - i cacciatori dovranno preoccuparsi delle grandi questioni ambientali: la politica sulle aree protette, la gestione delle ZPS, le grandi opere infrastrutturali (strade, ferrovie, canali navigabili, linee elettriche, metanodotti, insediamenti industriali, urbanistici, ecc.). Tutte problematiche di interesse comune che non possiamo delegare a nessun altro.


Nel far questo si dovrà poter contare su un ruolo di supporto che la legge in via di revisione dovrà assegnare all'Ente Pubblico anche per garantire una adeguata visibilità a ciò che viene quotiadianamente costruito con il lavoro di agricoltori e cacciatori, per formare e consolidare  nell'opinione pubblica la corretta immagine della caccia e dei cacciatori di razionale utilizzazione delle risorse naturali.


Sostenere i rapporti positivi tra agricoltura, ambiente e caccia può, quindi, essere la base di un nuovo patto con la società, per opporsi alla compromissione del territorio agro-silvo-pastorale e rilegittimare l’attività venatoria, facilitando e moltiplicando anche le occasioni e le iniziative di comunicazione e la divulgazione di quanto già quotidianamente realizzato.


Si deve considerare, infatti, che i cacciatori non vanno in letargo con la fine della stagione venatoria, ma sono in grandissima parte attivi tutto l’anno recandosi regolarmente sui rispettivi territori anche quando non possono portarsi appresso cani e  doppiette.


Non dimentichiamoci, infatti, delle molteplici iniziative di pulizia dei nostri ambienti (le tantissime giornate del Verde Pulito) che vengono ogni anno organizzate.
I cacciatori, inoltre, non perdono occasione di frequentare i loro ambienti preferiti anche semplicemente per il piacere di monitorarne lo stato di conservazione, di vederne l’evoluzione stagionale e, con essa, quella delle rispettive presenze faunistiche.


All’occhio esperto dei cacciatori ben difficilmente sfuggono i segnali di degrado che diversi fattori possono determinare sull’ambiente e sulla fauna.


Molti casi di inquinamento, comportamenti illeciti, abusi perpetrati a danno dell’ambiente e della fauna sono infatti spesso segnalati proprio dai cacciatori alle competenti Autorità.


I cacciatori e la caccia, quindi, non sono un problema ma una vera risorsa per la collettività.  Un pacifico esercito di sentinelle che vigilano ed operano sull’ambiente nell’interesse di tutti.

Marco Castellani

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8 commenti finora...

Re:ATC DIAMOCI DA FARE

a.t.c. farli sparirli, compressigli associazioni che pensano solo a fare guerra fra loro per fare una tessera in più e non difendere i cacciatori

da il merlo 18/05/2010 11.36

Re:ATC DIAMOCI DA FARE

A T C; OK; DIMEZZATE LA TASSA GOVERNATIVA.

da BRED67 27/04/2010 19.49

Re:ATC DIAMOCI DA FARE

ATC:DIAMOCI DA FARE..PER FARLI SPARIRE.Sono anche loro dei mantenuti,è ora di smetterla di mantenere individui di ogni genere.Ma in italia si sà,non conta l'onestà e la voglia di lavorare,ciò che più conta è di essere FURBI E PARASSITI.

da VINCE50 27/02/2010 20.56

Re:ATC DIAMOCI DA FARE

Non so se ci sono DDL di modifica della L.157/92,che prevedono l'abolizione degli A.T.C., su l'abolizione degli enti inutili ci serebbe tanto da dire, ma per il momento penso che gli A.T.C. si dovrebbero impegnare di più sulla gestione del territorio, della selvaggina stanziale, sul controllo dei predatori con più cognizione di causa.

da martinof. 02/02/2009 11.10

Re:ATC DIAMOCI DA FARE

La busta è a Marco Castellani, ma la lettera è per tutti quelli come Ferdinando,tanto i politici e/o i politicanti sappiamo bene come si comportano. Caro Castellani, che belle parole nel tuo editoriale!!! Ma sai bene che la realtà è ben altra cosa. Perchè i cacciatori abbiano il giusto e doveroso rispetto della pubblica opinione e la caccia torni ad avere, almeno in parte, il suo vero ruolo,occorre prima di tutto creare una COSCENZA venatoria ed ambientalistica alla maggior parte dei cacciatori. Occorre per LEGGE che i coltivatori mettano a disposizione della fauna colture a perdere. Per il resto, devono essere gli enti preposti ad affrontare le grandi questini ambientali, ovviamene con i suggerimenti e l'assistenza dei cacciatori. Gli ATC, così come gli innumerevoli enti che succhiano il sangue dei cacciatori e dello Stato, devono essre aboliti una volta per tutte. E' urgentissimo che tutte le regioni abbiano i benedetti PFV senza lacun indugio ed ulteriori deroghe.Se queste cose non vengono fatte presto e bene, allora la nuova legge sulla caccia non avrà alcun senso: cambiare le parole e non i fatti e promettere, non costa niente!!!

da ninohunter.07@katamail.com 15/01/2009 18.18

Re:ATC DIAMOCI DA FARE

Caro Ferdinando sei troppo evoluto e avanti per me ,parli di satelliti,automobili,fuoristrada(che se non sbaglio sono sempre automobili)contadini-industriali e interessi economici ecc.tutto questo per difendere una tesi a sostegno degli A.T.C e del ruolo determinante e attivo che il "moderno"cacciatore dovrbbe tenere al cospetto degli "altri". Nel mio piccolo riesco,forse grazie ai valori che mi ha trasmesso la mia umile famiglia di cacciatori ,a rispettare le opinioni altrui anche non codividendole senza però mai piegarmi ad esse. Scusa ma ora vado a pulire il fucile....lo preparo per dimostrare agli"altri"quanto sono importante per loro magari eliminando un po di dannosi cinghiali,e si ora dopo le tue preziose indicazioni mi sento ecocompatibile e sicuramente più aprezzato da tutti. Ciao e ancora Grazie Con umiltà Pierpaolo

da pierpaolo 13/01/2009 17.55

Re:ATC DIAMOCI DA FARE

Per Pierpaolo. Forse non hai capito che il mondo è cambiato (parlo dei satelliti, delle automobili, dei fuoristrada, dei contadini che ormai sono diventati industriali e dell'agricoltura che ormai è diventata industria, delle difficoltà economiche di tutti e dei sacrifici e dei punti di vista degli altri che vanno comunque rispettati), che come ovunque e sempre dietro un modo di vivere ci sono degli interessi economici. Pertanto, se vogliamo continuare a praticare questa nostra passione, dobbiamo dimostrare agli altri - a quelli che non ci conoscono e non ci apprezzano - con i fatti, che anche noi facciamo qualcosa per loro. Altrimenti, l'alternativa è quella praticata ovunque nel mondo: se vuoi cacciare devi chiedere il permesso al proprietario e..pagare, pagare, pagare. Pagare.....

da ferdinando 13/01/2009 10.02

Re:ATC DIAMOCI DA FARE

Proprio un bel quadretto quello del cacciatore italiano che si vorrebbe creare ,sempre dentro i preziosi A.T.C s'intende.E si quelli sono intoccabili ,mi rallegra che tutte le Associazioni venatorie e non concordino su questo punto imprescindibile. Ma ora mi viene in mente una piccola domandina , Per raggiungere questi obiettivi noi Cacciatori dobbiamo continuare a pagare o veniamo assunti e stipendiati?Visto che stiamo contrattando il nostro futuro forti delle nostre potenzialità perchè no. é ora di smetterla di rompere con queste storie propagandistiche noi vogliamo continuare ad andare a caccia rispettosi dell'ambiente come siamo sempre stati.

da pierpaolo 12/01/2009 13.43