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Editoriale

FRANCIA MON AMOUR


lunedì 3 dicembre 2012
    
Questo scritto, tratto come si evince da una delle più importanti riviste di caccia francesi, e riproposto dall'Office National de la Chasse e de la Faune Sauvage (ONCFS), ci consente di capire quanto - in materia di caccia - sia diverso il sistema giuridico francese da quello italiano.  Personalmente, penso che possa essere un ottimo riferimento per riflettere sulla nostra condizione di cacciatori, molto affine a quella dei nostri colleghi d'Oltralpe, in un momento come questo, in cui ci stiamo tutti adoperando, chi in un modo chi in un altro, per recuperare un'identità troppo spesso oggetto di gravi mistificazioni.

Può la soluzione francese, mi chiedo, aiutarci a capire meglio la nostra realtà?

Non esistono, a mio avviso, tesi precostituite, ma sicuramente un bel dibattito anche su questi aspetti può aiutarci a venirne a capo. Per esempio, come è noto, oltre che in Francia, il diritto sulla caccia da parte del proprietario del fondo è diffuso pressochè in tutta Europa. Da noi, a più riprese, spesso sotto mentite spoglie, si è cercato di uniformarsi a questa realtà. La stagione dei referendum, i reiterati tentativi di modificare la legislazione corrente da parte degli ambientalisti, le minacce della Brambilla (e gli assalti anche di qualche recente “riformatore”), in un modo o nell'altro, a questo miravano e continuano a mirare. La 157, con l'istituzione degli Ambiti Territoriali di Caccia, si dice che in pratica abbia reso inutile l'842 del Codice Civile. In altre parole, c'è chi pensa che pur abrogandola, questa anomalia giuridica, con gli ATC in piedi sarebbe ancora consentita una gestione analoga all'attuale.

Dopo una sommaria traduzione dal francese, copio e incollo:

Diritto di caccia e diritto di cacciare

Ogni proprietario del terreno ha, a determinate condizioni, il diritto di cacciare sulla sua terra. E' anche possibile concedere il diritto di caccia a terzi. Ecco le regole di questa pratica. In Francia, il diritto di caccia è uno dei diritti d'uso associati alla proprietà. Può essere regolato dalla legge nell'interesse generale. Il diritto di caccia si distingue dal diritto di cacciare, che è definito come un diritto concesso dal proprietario o titolare del diritto di caccia, a una specifica persona a cacciare sulla sua proprietà. Il diritto di caccia non può essere affittato o trasferito a terzi, perché incarna il rapporto personale tra il titolare dei diritti di caccia e la persona autorizzata a cacciare. L'agricoltore è titolare del diritto di cacciare su terreni agricoli che ha in locazione a scopo di utilizzazione economica.

Diritto di caccia del proprietario

Il diritto che appartiene al proprietario di cacciare e di autorizzare altri a cacciare nella propria terra è il risultato della suo diritto di proprietà (è il proprietario della cosa che ha il diritto di godere e di usare questa cosa per la sua convenienza), ed esiste indipendentemente da ogni convenzione. Il proprietario può tuttavia non procedere al trasferimento a terzi di un contratto di locazione di caccia. Se si vende la proprietà, il diritto di caccia è implicitamente incluso nella vendita, ma è possibile, previo espressa riserva, che il proprietario la escluda, ma solo per un periodo determinato, che rimane valido, fino a scadenza, anche in caso di cessione della proprietà del terreno. Il diritto di caccia del proprietario può essere separato, per contratto, dalla sua proprietà, ma solo a beneficio di una persona fisica o giuridica, per un periodo di tempo specificato. Inoltre, non può essere trasmesso al proprietario di terreni confinanti, chiunque essi siano, se non per tempi definiti, e non può essere alienato indipendentemente dalla proprietà. Quando la proprietà appartiene a più persone in comproprietà, ciascuno di loro ha su tutto il terreno pari diritto di caccia, anche quando esistono diritti di proprietà disuguali (ma la gestione del diritto di caccia richiede ai proprietari unanimità d'indirizzo). In altre parole, nel caso di pluri-proprietà, chi affitta il diritto di cacciare, deve ottenere il consenso di tutti i comproprietari.

Contratto di locazione
Si tratta di un contratto tra il proprietario di un terreno e una persona fisica o giuridica il cui oggetto è la cessione per un determinato periodo del diritto di cacciare sulla proprietà secondo quanto stabilito dal contratto. Tale diritto può prevedere tutti i tipi di caccia o essere limitata a uno o alcuni di essi.
Solamente il proprietario può concedere ad altri in affitto il diritto di cacciare per un tempo determinato. E il locatario può esercitare questo diritto insieme ad altri. Al fine di evitare qualsiasi controversia riguardo a tali diritti, è utile registrare il contratto, che lo rende opponibile ai terzi.

Il diritto di cacciare del locatario


Il locatario ha il diritto di caccia sui terreni in affitto, ma in mancanza di patto contrario, questo diritto non esclude quello del proprietario, che detiene tutti i diritti ben prima di effettuare un contratto di locazione della fattoria. Pertanto, il proprietario non mantiene solo per sè il diritto di cacciare, ma anche quello di concedere a terzi il permesso di cacciare o il superamento di un contratto di locazione di caccia. E il locatario, che gode personalmente del diritto di cacciare, non può cedere ad altri questo diritto, che è strettamente personale. Ciò è possibile solo nel caso in cui il contratto di locazione lo preveda espressamente. Inoltre, il locatario (agricoltore) non può costituire ostacolo all'esercizio della caccia da parte del proprietario, creando ad esempio recinzioni che siano intralcio al passaggio o al movimento dei cacciatori.

L'autorizzazione a cacciare
L'autorizzazione a cacciare non deve essere confusa con il diritto di cacciare. Per esempio, in caso di contestazione di autorizzazione “tacita” o informale, è importante che chi deve sostenerne il diritto possa fornire elementi di prova con qualsiasi mezzo. A tale proposito, queste forme di autorizzazione implicita, o tollerata, possono essere revocate in qualsiasi momento senza alcuna motivazione.

Le eventuali violazioni sono imputabili:
Ai sensi dell'art L. 422-1 del Codice Ambientale: "nessuno ha il diritto di cacciare sulla proprietà di un altro senza il consenso del proprietario o dei suoi aventi causa." L'attività di caccia sui terreni altrui senza il consenso del proprietario o del titolare di diritti di caccia è punibile con una multa per i reati della classe quinta (articolo R. 428-1 di 1 Codice Ambientale) con un massimo è di 1500 Euro.

Per maggiori informazioni:
1. Brochure ONCFS Il contratto di locazione di caccia, giugno 2010.
Fonte: ONCFS - articolo de La Revue national de la chasse n. 780 - settembre 2012, p.26
Aggiornato 2012/08/21


Insomma, che ne dite? A leggere, anche su Bighunter, i frequenti ed entusiastici commenti alla situazione francese, si potrebbe essere indotti ad approfondire l'argomento. In ogni caso, se questo potesse aiutare a superare questo momento che non ci è davvero propizio, o Francia o Spagna...
 

Enrico Parretti

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99 commenti finora...

Re:FRANCIA MON AMOUR

Non ho capito il tuo ultimo commento Fromboliere?? Ti riferivi a cosa ho scritto io??

da Ezio 06/12/2012 22.42

Re:FRANCIA MON AMOUR

...male informato, come al solito e sempre poco pertinente. La riserva consorziale comunale o privata, è in grado di mettere assieme piccoli e grandi proprietari terrieri, non vedo che non lo possano fare anche gli atc, che infatti lo fanno visto, che i contadini dovrebbero percepire quella indennità... la struttura è la stessa come già detto. Certo ora mi dirai che è la regione che li paga, l' ho già detto Ezio. Diamoci un taglio, con te si va sempre a finire allo stremo. Leggi meglio i commenti.... prima di scalciare.

da Fromboliere 06/12/2012 20.30

Re:FRANCIA MON AMOUR

La limitazione dei nocivi fa parte di quel discorso molto più ampio che riguarda il ripristino ed il miglioramento dell'habitat. E su questo fronte mi pare che "siamo" scarsi tutti. Fromboliere non so che tipo di caccia fai tu e comunque quali tipi di caccia conosci ma di "riserve" che promuovano realmente "caccia VERA" alla stanziale ce ne sono pochissime. In genere in mano a persone oltremodo benestanti che le utilizzano perlopiù a scopo personale e/o di una ristretta cerchia di amici. Il resto è una sorta di ...discount. tanto per rendere chiara la MIA idea, il giorno che la "caccia" diventerà SOLO quello, per me sarà l'ora di appendere il fucile al noto chiodo.

da Ezio 06/12/2012 19.51

Re:FRANCIA MON AMOUR

NON MI SEMBRANO DA INVIDIARE. MEGLIO L'ITALIA.

da GIONNY 06/12/2012 18.34

Re:FRANCIA MON AMOUR

Ezio... è ininfluente al fine di quanto volevo esprimere, liberano selvaggina comunque, come esattamente certe riserve che conservano al loro interno zone di ripopolamento naturale. L' equilibri tra selvaggina immessa e cacciatori accolti a volte rende necessario provvedere a rilasciare selvaggina di voliera anche nei migliori atc, è accaduto in Toscana, in Liguria le lepri rilasciate sono di cattura, per starne, pernici rosse e fagiani non è specificato. E' il territorio adatto, il periodo di immissione e la limitazione dei capi al prelievo che fa si che la selvaggina si ristabilisca in modo naturale e progressivo. Ora mi dirai che dipende anche dalla riduzione dei nocivi? la fanno meglio nelle riserve che altrove.

da Fromboliere 06/12/2012 17.23

Re:FRANCIA MON AMOUR

No ma gm3, qui si sta discutendo sui pro e sui contro. Personalemente ne ho già espressi di entrambi, perciò...

da Ezio 06/12/2012 17.17

Re:FRANCIA MON AMOUR

x ezio: e se invece di chiederci soldi a noi arrivano le associazioni come il wwf o la lac, che con i soldi dello stato (cioè i nostri) fanno il gioco al rialzo? dimmi a chi la daranno la gestione dei loro territori, a volte bisogna scegliere il male minore!

da gm3 06/12/2012 16.44

Re:FRANCIA MON AMOUR

Infatti Fromboliere. Gli atc che liberano selvaggina di allevamento in genere sono i peggiori e quelli ove la caccia VERA alla stanziale, in particolare quella "da penna" è finita da un pezzo. Ci sono atc (pochissimi) che catturano MIGLIAIA di selvatici all'anno all'interno di zrc per ripopolare le zone libere. Ci sobno atc che fanno miglioramento ambientale grazie anche alla collaborazione ed al coivolgimento degli agricoltori. Queste realtà esistono già ora, anche grazie o nonostante alla 157. Come sempre ...o quasi....accade in questo Paese, sono i "singoli" che determinano il bene o il male, che elevano o sotterranno una "struttura" e non le norme o le "strutture" stesse che viceversa "obbligano" ad andare in una certa direzione. Il solito tutto e contrario di tutto all'interno dello stesso "sistema".

da Ezio 06/12/2012 16.36

Re:FRANCIA MON AMOUR

Mino: "L'abolizione dell'842 saerbbe la nostra fine e la fine della gestione faunistica." Sarebbe davvero così? In fondo è di questo che si sta discutendo. In Germania, Francia, Spagna, ecc. non hanno l'842 e vanno a caccia lo stesso, se è per quello anche meglio di noi. E i costi si mantengono a livello popolare. Noi siamo abituati ad una certa impostazione della caccia, ma non è l'unica possibile, vista l'esperienza degli altri Paesi europei. E allora, il nostro, è davvero il migliore dei mondi possibili?

da Inforziato 06/12/2012 16.30

Re:FRANCIA MON AMOUR

Secondo me, C.Ceri diceva quello che poi si è letto ampiamente nei post successivi. Se lo spirito dei cacciatori non torna alle origini, non ce n'è per nessuno. Furono loro,i caccaitori di opiù di un secolo fa, i primi a capire che il "progresso" poteva portare al disseto ambientale. Furono loro i primi a denunciare i pericoli che correva la fauna selvatica. Erano altri tempi, d'accordo, il dibattito si svolgeva all'interno di una borghesia illuminata e anche il regime - su temi "leggeri" come quello della caccia - lasciava correre. Poi arrivarono consumismo e altre cose di cui non è il caso di parlare, visto che sono sotto gli occhi di tutti. Una corsa alla volgarità, un piglia-piglia senza un minimo di rispetto per la cosa altrui e soprattutto per la cosa di tutti. Ma, ripeto, se non ci facciamo carico di quegli obiettivi mancati peccaminosamente dai sedicenti ambientalisti, non ne veniamo a capo.

da Rino G. 06/12/2012 16.26

Re:FRANCIA MON AMOUR

Alessandro sei una colonna, il tuo contributo tecnico giuridico è fondamentale. Però per, un quadro più completo, mi è mancata quella persona che pareva volesse esprimere ed approfondire interessanti concetti storico sociali. C. Ceri. Sperando che ci ripensi. Ciao e grazie ancora. Ho copiato e salvato.

da Fromboliere 06/12/2012 15.36

Re:FRANCIA MON AMOUR

Frombo...Alla fine ci volevi tutti dentro, beh,ne e' uscita una gran bella discussione.....

da Alessandro Cannas. 06/12/2012 15.14

Re:FRANCIA MON AMOUR

.... gli atc liberano selvaggina da allevamento, le Regioni pagano o dovrebbero pagare, una quota ai proprietari terrieri, piccoli o grandi che siano, per il calpestio dei cacciatori. E' una realtà che già esiste. Non è che, nella struttura, ci siano poi tante differenze da come è in Francia, o in una riserva consorziale con moderato fine di lucro. Se la realtà poi non funziona per difetti 'locali', o non piaccia a tutti, il discorso è diverso. Mi pare che la realtà però sia questa. E come in ogni realtà, dove chi ha la proprietà o il possesso paga i danni civili causati dalla selvaggina anche da noi sono tenute a farlo le Regioni. L' organizzazione del territorio dovrebbe essere più severa. Nessuna pietà per inquinatori... ma siamo in Italia, che ci volete fare.... Abolire l' 842? non se ne parla nemmeno.

da Fromboliere 06/12/2012 13.58

Re:FRANCIA MON AMOUR

Io frenerei gli entusiasmi dei privatizzatori della caccia. L'abolizione dell'842 saerbbe la nostra fine e la fine della gestione faunistica. Quelli che amano sparare ai polli in riserva non lo possono già fare? Un conto è coinvolgere i proprietari nel miglioramento ambientale e un altro è vietare l'ingresso nel terreno; fatto che si porterebbe dietro anche altri divieti.. È una idea pericolosa che fa contrastata, non un tema su cui "si può iniziare a discutere".

da Mino 06/12/2012 13.49

Re:FRANCIA MON AMOUR

Perchè parli di "sparare cazzate" Luca?? Perchè i contadini padroni di piccoli appezzamenti non fanno già ora cooperative o cantine sociali?? Quale sarebbe la differenza in ambito venatorio se da questa attività ricavassero un profitto più o meno diretto e REALE e non solo rimborsi danni da selvaggina come ora?? Ribadisco che piuttosto il problema relae sarà come si fa e chi la farà questa "cosa". Conoscendo i nostri politici è meglio lasciar stare le cose come stanno ora, visto che OVUNQUE abbiano messo le mani han fatto danni. Ve la ricordate, ad esempio, la parola sburocratizzazione??

da Ezio 06/12/2012 13.09

Re:FRANCIA MON AMOUR

Allora, se ho capito bene, andrebbero bene gli ATC se al posto del rimborso dei danni si pagasse un'affitto ai contadini per mantere il territorio favorevole alla selvaggina? Potrebbe anche essere una buona idea. Che ne pensa Orsi, l'unico del PDL che ancora oggi non disdegna di mettere la faccia per la caccia? Comunque, ho visto in televisione di sfuggita una scheda della spending reweu dove citando grossi tagli si faceva riferimento anche alla risparmio conseguente alla riduzione dei dirigenti dei Parchi. MAGARIIII!!!!

da Magari 06/12/2012 11.14

Re:FRANCIA MON AMOUR

FINITELA DI DIRE CAZZATE TANTO PER APRIRE LA BOCCA, IN ITALIA NON SI PUO' FARE QUELLO CHE SI FA IN FRANCIA, IN ITALIA NON CI SONO PROPRIETARI TERRIERI E IL TERRITORIO E' SUDDIVISO IN PICCOLISSIMI APPEZZAMENTI DI PROPRIETA' NON CAPISCO COME SI POTREBBE METTER D'ACCORDO MIGLIA E MIGLIAIA DI PERSONE CHE RAGGIONANO PER CONTO LORO.

da LUCA 06/12/2012 11.05

Re:FRANCIA MON AMOUR

A mmè,mi pare na strunzata.

da vince50 06/12/2012 10.57

Re:FRANCIA MON AMOUR

X Gm3. Ai contadini della caccia non gliene può fregare di meno, così come alla stragrande maggioranza delle persone. Invece se avessero in riscontro in denaro, visto che con il loro lavoro ci campano e non lo fanno per hobby, magari qualcosetta in più gli potrebbe interessare. Ribadisco che a mio modeto avviso la questione è sempre come si fanno le cose. L'abolizione dell'842 può essere una risorsa, un beneficio così come la fine della caccia. Esattamente come la 157 ora. Ci sono atc ove la gestione è ottima e non hanno nulla da invidiare a nessuno, ed altri, purtroppo forse la maggioranza, che lasciano molto a desiderare... anzi, troppo a desiderare.

da Ezio 06/12/2012 10.50

Re:FRANCIA MON AMOUR

ma che cççço dite! se uno paga il contadino allora può cacciare? smettiamola di promuovere solo i ricchi!! almeno questa di legge è meglio la nostra, prendiamo il meglio dall'estero e non il peggio che già siamo messi male così !!! so diventati tutti animalisti anticaccia, non ci daranno mai il permesso di cacciare e di passare nei loro fondi agricoli.

da gm3 06/12/2012 10.01

Re:FRANCIA MON AMOUR

Credo che togliendo l'842 verrebe meno anche la destinazione d'uso di molte aree protette che vedrebbero anche un cambiamento di gestione, da ambientalista a venatorio avendo un proprietario terriero cui non interessa la gestione ambientalista. Quindi perdere l'842 potrebbe essere un'arma a doppio taglio, non mi sembra che le più grandi associazioni ambientaliste ne facciano una grande arma anticaccia rischiamo noi ma ancor di più rischiano loro di perdere il dominio sul territorio.

da Giannirm 06/12/2012 9.11

Re:FRANCIA MON AMOUR

Guardate che la ns. legge non e' male ,pero' si deve prima togliere il cancro dell'abuso dei parchi perche' e' questa la ns. spada di Damocle.Andrebbe molto bene con l'attuale legge ma con la giusta percentuale che la stessa legge prevede sulle aree protette e non come adesso che questa legge non la ricorda nessuno e viene puntualmente bypassata da accordi di politica.Ormai l'Italia e' un immenso finto parco che obbliga solo la ns. categoria a starne lontano, e' fatta ad personam, della serie: facciamoci tutto ma fuori il bandito cacciatore.Ecco sarebbe ideale se si rivedesse la percentuale impropriamente sottratta alla caccia e non sarebbe opportuno andare a vedere in casa altrui perche'non ce ne' bisogno.Un saluto.

da ettore1158 05/12/2012 18.51

Re:FRANCIA MON AMOUR

Oggi, in "riserva" si spara, in genere, ad animali di allevamento. A mio modesto avviso è l'antitesi della caccia. Non si può definirla caccia quell'attività.

da Ezio 05/12/2012 18.23

Re:FRANCIA MON AMOUR

cos' è che fa oggi un professionista della caccia se non colui che investe il proprio danaro nella riserva, e ne fa un' azienda commerciale? Certamente i prodotti offerti variano sulla scala del mercato a seconda della richiesta. Questo diversifica i prodotti. Ce n' è per vecchi e per giovani, abili o meno abili. Troppo spesso e questo lo denuncio apertamente, ci si vuole ricondurre in una classifica prestazionale, secondo concetti che ignorano la cosa più basilare. La semplice passione. Questa 'deviazione' che induce spesso all' agonismo, genera uno stato conflittuale reciproco tra i partecipanti ad una battuta, inducendo maggiore rischio

da Fromboliere 05/12/2012 18.04

Re:FRANCIA MON AMOUR

Tutto molto bello e vero, così com'è vero ...sul bello sorvolerei un attimino....che dalle "mie" parti il giocattolo caccia l'hanno dato in mano pressochè totalmente (TOTALMENTE!!) ai cacciatori. Gli atc sono composti da sempre da rappresnetanti delle AV ...ovvero praticamente tutti Federcaccia, da ambientalisti...ovvero Ekoculb che è una "costola" di Federcaccia... da rappresentanti delle associazioni agricole magari anche cacciatori con tessera Federcaccia....a i rappresentanti degli enti locali, vedi solito ritornello.

da Ezio 05/12/2012 18.03

Re:FRANCIA MON AMOUR

Caro Inforziato hai presente Alberto Sordi cosa diceva davanti al piatto di spaghetti, ( ....mi avete provocato e mo ve magno !! ) Spero che al Vecchio Cedro gli sia bastato. Alla fine dei conti sono cavoli dei Comuni se alcuni sono in deficit e forse, forse, anche nostri dipende dai punti di vista. Solo voglio sottolineare che le soluzioni ci sono ! Scriviamo senza speranza e a gratis. Cordialità

da jamesin 05/12/2012 17.47

Re:FRANCIA MON AMOUR

Jamesin, il punto è che nessuno la vuole cambiare l'attuale impostazione della caccia in Italia. Questa, purtoppo, è la realtà disadorna dei fatti. Né possiamo pensare di riuscirci noi, obiettivamente, in questo momento, perché non abbiamo forza sufficiente per farlo, come dimostrato dalla recentissima storia parlamentare delle modifiche che avremmo voluto attuare (e che tutto sommato erano davvero poca cosa). Già non ci riesce di modificare marginalmente la 157...figurati se dovessimo pretendere un qualche stravolgimento come quello che tu proponi! L'unica strada che, secondo me, in questo momento possiamo percorrere è quella di lavorare sul piano culturale e dell'immagine. Fatto questo si potrà anche arrivare ad avere una vera e propria riforma, senza che risulti un passo più lungo della gamba.

da Inforziato 05/12/2012 17.08

Re:FRANCIA MON AMOUR

Frombo non fraintendere le mie parole pistamentucce non lo uso come dispreggiativo,ma e' colui che non ha mai voluto impare ad andare a caccia e va nei pollai, in Italia hai la tua casa la tua caccia in Francia sei un estraneo,esistono aziende molto ben gestite se ti piace codesta sistemazione....Cedro io son un testina qualsiasi......Certo che si puo' cambiare eccome se si puo'.....

da Alessandro Cannas. 05/12/2012 16.18

Re:FRANCIA MON AMOUR

…sono tornato recentemente nel Vercellese, in uno di quei paesi che si trovano a nord di Vercelli, vocati per produzioni qualitative come riso e vino. Ci ho comprato la mia prima doppietta, e ci sono andato a caccia con parenti, anche nella riserva comunale. Nello stesso posto c’ è ancora una azienda agricola venatoria. Non ho avuto tempo di scoprire di più su quella realtà ma è ovvio che se si caccia il territorio è stato mantenuto. Diversamente, in alcuna parte del territorio che era libero, al di fuori delle paline, non esiste più nessuna possibilità di cacciare. C’ è una casa ogni duecento metri. Reti di recinzione e strade asfaltate. Nel territorio di Acqui sono stato invitato, ai bei tempi, alcune volte in una riserva privata, portati sul posto dal guardia, per cacciare pernici rosse. Un bel volo l’ abbiamo visto, ma solo quello. 2 volte di seguito cappotto. Certo è un discorso che non significa niente…. ma se devo decidere di traslocare in Francia, forse trovo realtà alle quali mi posso adattare anche qui in Italia. Pestamentuccia fa la licenza anche lui

da Fromboliere 05/12/2012 16.07

Re:FRANCIA MON AMOUR

Cannas! Chi sei, cosa fai nella vita? E allora, cosa si può fare per cambiare? Vi saluto tutti e a lunedì: parto per la caccia e chiudo tutti i ponti.

da vecchio cedro 05/12/2012 16.06

Re:FRANCIA MON AMOUR

Frombo,il concetto fortemente contestato in Italia e' l'invenzione del legame tra cacciatore e territorio,tramite lo strumento degli atc(strutture semi-private di II grado) e le percentuali d'accesso in territori piu' fortunati di altri. ovvero un limite alla mia liberta garantita Costituzionalmente,ma NON concessa per esigenze conservative. Con l'antico discorso che se non conosci altre realta non chiedi,ci son giovani cacciatori che non hanno mai visto una pavoncella o visto un frullino,e' stata negata, volutamente, una evoluzione giovanile alla caccia. Le riserve,le aziende,le comunali, non le vuole nessuno o meglio son situazioni di "caccia costruita" per chi non ha tempo libero o per esigenze di rappresentanza aziendale,o per l'elite spendaccione,pistamentuccia vari,un mondo variegato che non si mette in gioco, con la caccia quella vera, quella da zingari del vento...Forse son fuori tempo io che son cresciuto per 11 anni con la 968 e prima con mio padre Testo unico..Certo mi va stretta la 157

da Alessandro Cannas. 05/12/2012 15.13

Re:FRANCIA MON AMOUR

Se le riserve private sono in qualche modo esentate dalla paternità statale mi sembra già una buona cosa. Se facessi un tentativo di liberarmi dal giogo giuridico, salverei comunque il mio diritto alla proprietà o al possesso. Questi tipi di modello organizzativo non sono nuovi in Italia, lo furono già le ex riserve comunali, lo sono a tutt’ oggi molte realtà del Nord. E’ un modello che a mio avviso dovrebbe essere riproposto più sovente. Quanto meno potrebbe costituire un soggetto di studio sulle relative migliorie attuative.

da Fromboliere 05/12/2012 14.45

Re:FRANCIA MON AMOUR

Verissimo, volere è potere. Una minoranza dell'uno-due per cento a confronto con il resto delle camarille (chimica, turismo, speculazione). Qualcuno sa dov'è Davide? Qualcuno ha una fionda?

da Golia 05/12/2012 14.24

Re:FRANCIA MON AMOUR

Ed io ,essendo migratorista sono incazzato e nero.Chissà perchè in tutti gli altri stati e fattibile,in Italia no!Due sono le possibilità,o simo più capaci e più furbi,oppure siamo la feccia dell'Europa e c'è da vergognarsi di essere Italiani.

da vince50 05/12/2012 14.22

Re:FRANCIA MON AMOUR

Se si volesse come ho detto sopra la che la caccia diventasse a gestione comunale per volere di tutti i sindaci Italiani, forse ci sarebbe speranza nel fare della gestione venatoria un introito solo comunale. Se tutti i sindaci potessero informarsi su quello che potrebbe economicamente dargli la caccia visto i tempi che corrono (comuni a gestione indipendente ), non ci sarebbero ne se e ne ma per le leggi governative fatte in passato. Noi ci siamo proposti di discutere del futuro, caccia si, caccia no, caccia come, per cui fare uno sproloquio che pure può essere utile ai fini dell'informazione storica non è utile ai fini di quello che si potrebbe fare per la gestione della caccia nel futuro guardando anche agli altri paesi, che della caccia ne hanno fatto una risorsa o una passione rispettabile. La legge sulla caccia ed eventuali obblighi costituzionali esistenti adesso potrebbero essere cambiati. Certo è difficile ma volere è potere.Io così la vedo ! Cordialità

da jamesin 05/12/2012 14.10

Re:FRANCIA MON AMOUR

certo...frombo......Guarda che lo scopo ultimo della 157 e' quello di mitigare fortemente la migratoria a favore di cacce eco-compatibili possibilmente con uccelli di voliera....e ungulati, che danno fastidio agli agricoltori.La migratoria e' d'intralcio a questo folle progetto.....Alla fine se li ammazzeranno da soli mucche capre e gallinacci,sorci,storni piccioni,pappagalli, e specie aliene....Sara' per loro,gli agricoltori, la catastrofe, se insistono gli animalisti e politici a rompere con la migratoria....Gia' oggi non si riesce a mettere un freno a ste bestie,e all'erogazione altissima di fondi, figuriamoci domani......

da Alessandro Cannas. 05/12/2012 13.42

Re:FRANCIA MON AMOUR

...se ho capito bene le riserve potrebbero essere esentate da una possibile abolizione della caccia?

da Fromboliere 05/12/2012 13.31

Re:FRANCIA MON AMOUR

Possono anche riesumarlo,ma se lo fanno devono cambiare la proprieta' della fauna, e legarla alla proprieta terriera e non farlo all'italiana,ovvero devo chiedere il permesso al contadino per passare e/o sostare, per fruire di un bene comune,e si deve chiudere con l'intervento Statale sui danni agricoli di qualsiasi origine,idem per le aree protette.La conseguenza sarebbe catastrofica non per noi sia chiaro,ma per tutte quelle figure professionali legate alle regioni provincie e atc che lavorano per danni e gestione faunistica,ecc,ecc.

da Alessandro Cannas. 05/12/2012 13.06

Re:FRANCIA MON AMOUR

Amen: i referendum, all'epoca, furono all'incirca una ventina, tra nazionali e locali. Il referendum sulla caccia e quello sui pesticidi, produsse l'alleanza tra agricoltori, industria chimica e cacciatori, ma fu solo uno dei tanti referendum anticaccia. Fu davvero la presenza dei due quesiti a produrre l'alleanza? Penso fosse chiaro a tutte le categorie coinvolte che se gli agricoltori avessero appoggiato il referendum sulla caccia, i cacciatori avrebbero appoggiato quello sui pesticidi. Fu un'alleanza di reciproco interesse ed il punto nevralgico anche per loro era il quorum. L'842 è uno solo dei mondi possibili, tant'è che in molti Paesi non esiste una norma analoga, e si caccia lo stesso. Ma ripeto, la battaglia sull'842 (che oggi si sta tentando timidamente di riesumare), fu solo una delle tante che contraddistinte il fronte referendario anticaccia. Basti pensare che si tentarono anche referendum per l'abolizione totale della caccia.

da Inforziato 05/12/2012 12.35

Re:FRANCIA MON AMOUR

No frombo le regioni a statuto speciale hanno la caccia regolata dalla 157 che e' sovrana nella materia di tutela dell'ambiente come termine piu' ampio della cosa e non limitato al prelievo generico.ovviamente escluse le gestioni con animali riproducibili in territori privati di "caccia" ma resterebbero anche in tutta Italia... Vedi amen,l'842,sul quale il pc fece il referendum lo abbiamo stravinto fu legato anche all'abolizione della 968,ma ne vincemmo altri(volendo lo potevano modificare tranquillamente il codice civile si modifica in un batti baleno e un falso problema usato a fulcro per giustificare sta zozzonata e usato ancora oggi), la confagricoltura e' una minoranza di nobilta residuale in Italia, che non conta nulla o molto poco...Coldiretti ha sempre avuto fortissimi interessi con noi,e in caso di sconfitta, avrebbe avuto ancor piu' da perdere in termini di erogazioni economiche legate ai danni e alla percentuale che viene loro destinata dalle nostre tasse, che a l'uso dei prodotti chimici in agricoltura.Casomai federchimica avrebbe compromesso posti di lavoro e produzioni.In pratica nel tempo si e' creato un problema da un NON problema, di fatto ieri come oggi agli Italiani della Caccia non importa un fico secco...

da Alessandro Cannas. 05/12/2012 12.28

Re:FRANCIA MON AMOUR

Inforziato, ovviamente condivisibile, quando riusciranno a capirlo, quando rischierà di essere troppo tardi? mi chiedo se le riserve private di caccia, ovviamente solo nel merito della selvaggina immessa e quindi lasciando esclusa la migratoria, sul tenore di quanto sopra riferito, potrebbero essere abolite a fronte di una chiusura venatoria totale da parte dello stato e secondo voi, quale è la posizione delle Regioni a Statuto Speciale in merito alla loro potestà esclusiva? sarebbero in grado di salvaguardare la caccia?

da Fromboliere 05/12/2012 12.17

Re:FRANCIA MON AMOUR

Guarda Fromboliere, io penso che tutto sommato ciò che finora ha salvato la caccia dagli attacchi, anche e soprattutto parlamentari, animalisti, sia stata la trasversalità politica dei nostri sostenitori: ce ne sono a destra, a sinistra e al centro. Ma così è anche per i nostri oppositori, e se riusciamo in qualche modo a parare i colpi è anche vero che non abbiamo la forza di operare cambiamenti (basta guardare la vicenda della comunitaria). Le aa.vv. svolgono certamente un loro ruolo nel difendere la categoria, ma è anche vero che nel 1992, nonostante i plateali fallimenti referendari dei nostri avversari, le aa.vv., o alcune tra esse, sono state responsabili di aver permesso la svendita della caccia in nome di una fantomatica "pace sociale" tra anti e pro caccia, che poi non c'è mai stata. Oggi l'associazionismo venatorio dovrebbe mettersi in testa che l'unica via per avere un certo peso è quella di compattarsi ed unificarsi, mostrandosi coesa al pubblico e alla politica. Non è determinante, a mio avviso, fare un'unica associazione (ci si può arrivare col tempo), ciò che è determinante è avere un organismo unico che parli con una voce sola in rappresentanza della totalità dei cacciatori italiani.

da Inforziato 05/12/2012 12.06

Re:FRANCIA MON AMOUR

BRAVO!!!!!!!Non credevo.....Decidono,le regioni, solo ed esclusivamente con l'atto amministrativo, sull'organizzazione, anche innovativa del territorio, per garantire l'applicazione dell'art 10, 14 e 15 e con il prelievo venatorio attribuito dall'art 18 comma 1,2 e 1 bis.... Si ricordo la tarantella mediatica del proclamo delle varie associazioni venatorie ovvio per farci digerire la purga!!!..Li ero troppo giovane per comprenere bene la cosa oggi so.....

da Alessandro Cannas. 05/12/2012 12.06

Re:FRANCIA MON AMOUR

Certo che qualche cosa in più grazie a questa provocazione ci è stato ricordato. Forse mancherebbe ancora di ricordare che in questo ultimo mezzo secolo sono cambiati anche i rapporti di forze fra mondo della caccia e resto del mondo;che noi non abbiamo fatto in modo di garantire nuovi cacciatori insistendo prima di tutto con i nostri figli, che raramente hanno acquisito la licenza di caccia (dico così genericamente, lo so che tu, che mi leggi, hai figli e nipoti con la licenza). E soprattutto sarebbe bene che ci ricordassimo - a proposito di referendum - due cose. La prima è che dietro i promotori c'erano guarda caso i proprietari terrieri (Confagricoltura, tanto per fare nomi e cognomi). La seconda è che se il referendum (quello che ha portato alla 157) l'abbiamo vinto, è stato perchè ci siamo alleati con Coldiretti e soprattutto con Federchimica, ai quali della caccia interessava meno che non continuare a usare i prodotti chimici in agricoltura. E il compromesso con la politica, l'hanno fatto loro. Noi l'abbiamo dovuto subire. L'alternativa era, ripeto, non la chiusura della caccia, ma la caccia in mano ai proprietari della terra. Ovvero: abrogazione dell'art 842. Amen

da Amen 05/12/2012 11.54

Re:FRANCIA MON AMOUR

Sì infatti, hanno modificato la costituzione e hanno tolto la caccia quale materia costituzionalmente attribuita alla legislazione regionale (com'era il testo del vecchio art. 117 cost.). Ora viene sostenuto che la caccia rientrerebbe nelle materie di cui si parla genericamente alla lettera s) del nuovo art. 117...solo che si tratta di materie riservate alla competenza esclusiva dello Stato...e l'operazione di accentramento statale iniziata con la 157 è finalmente completata. Nel 1992 c'era ancora una potestà concorrente Stato-Regione sulla materia, di cui la 157 non poteva non tener conto a pena d'incostituzionalità (anche se la legge cornice è comunque più il quadro che la cornice, dato che alle regioni non residuava poi molto da decidere...). Ora, riservandosi la materia, lo Stato ben potrebbe intervenire sottraendo competenze alla Regione e giustificando la mossa con il perseguimento di superiori interessi nazionali di tutela e salvaguardia (in fondo basta solo alzare i famosi "standard minimi di tutela" di competenza esclusiva statale...).

da Inforziato 05/12/2012 11.34

Re:FRANCIA MON AMOUR

Eh già caro Cannas, all'epoca della 157, se ricordi, tutti si sono prodigati a dire che finalmente i cacciatori erano stati delegati alla gestione faunistica e ambientale e che bla bla bla. Fiumi d'inchiostro sulle riviste specializzate per spiegare tutto il bello ed il buono che ce ne veniva, convegni sulle nuove regole venatorie che finalmente avevamo, applausi agli eroi che avevano permesso il superamento della minaccia referendaria (però li stavamo vincendo tutti...). Nessuno si è accorto che ci facevano correre mettendoci davanti al muso una carota marcia, mentre quella buona ce l'avevano già infilata a tergo...Così tutti a dire bene di questa nuova gestione responsabile, di questi nuovi aa.tt.c. (che altro non erano che la riedizione in chiave attuale delle vecchie autogestite), senza rendersi conto che ci si toglieva tutto e ci si dava una gestione monca, perché l'unico peso che si guadagnava andava suddiviso con agricoltori e ambientalisti, mentro lo Stato accentrava a sé tutta la materia e gli ambientalisti si accapparravano la gestione esclusiva delle oasi e dei parchi. E tutti a compiacersi della salvezza della caccia sociale, della nuova caccia "programmata" anziché "controllata" come con la vecchia 968/77, senza rendersi conto che basterebbe solo un governo fortemente anticaccia per non andare più caccia...

da Inforziato 05/12/2012 11.22

Re:FRANCIA MON AMOUR

Tanto e' vero che non essendo piu' un diritto oggettivo, mitigato dalla 157 del 92,negli anni successivi,se ricordi, modificaro la Costituzione Italiana,togliendo la caccia come diritto costituzionale fino a ieri garantito dal testo unico della caccia e dalla 968,la quale se fosse rimasta intatta e avesse recepito le direttive comunitarie, ci avrebbe permesso una caccia simile a quella europea con il grandissimo vantaggio,di non aver tra le pilotas gli ambientalisti,il res nullius gestito da noi e proprietari terrieri ci avrebbe tutelato e garantito reddito aggiuntivo agli agricoltori..Ma se ricordiamo, la vecchia sinistra NON volle,perche' promotrice dei referendum e alleata con i verdi,si "medio",lo fece la DC....ci imposero la sconfitta e il BENE COMUNE....

da Alessandro Cannas. 05/12/2012 11.15

Re:FRANCIA MON AMOUR

Ergo, caro Inforziato,ci hanno dato la sconfitta a tavolino,imponendo la 157, pur avendo vinto TUTTI i referemdum che ne chiedevano l'abolizione.Infatti la caccia NON e' un diritto oggettivo, non l'hanno ancora capito,la colpa NON e' nostra ma di chi medio e accetto sta zozzonata sapete benissimo chi lo fece..I dirigenti venatori...Caliamo un velo pietoso.....

da Alessandro Cannas. 05/12/2012 11.02

Re:FRANCIA MON AMOUR

Grazie del quadro che avete dato, semplice e conciso. Da chiedersi come abbia ancora ragione di sussistenza tutto l' associazionismo venatorio, quando basterebbe solo, copio e incollo:"Il peso dei cacciatori italiani è talmente nullo che se, in ipotesi, lo Stato italiano domani mattina decidesse di chiudere la caccia gli basterebbe non rilasciare alcuna concessione, nella piena legalità, senza che occorra alcuna legge apposita e senza sollevare eventuali questioni di incompatibilità costituzionale." Quindi ritorniamo ai partiti politici e anche li dobbiamo prendere atto che sono tante e tali le correnti avverse, che credo che l' unica realtà contemplabile sia quella di rimanere appesi al gancio, finché dura.

da Fromboliere 05/12/2012 11.02

Re:FRANCIA MON AMOUR

Perfetto Cannas! Ed anche il fatto che la caccia si svolge per una concessione dello Stato al cittadino è coerente con tutti gli altri principi della legge quadro secondo i quali tutta la materia è in mano allo Stato (nelle sue varie articolazioni). Sicché da un lato si è data ai cacciatori una pseudo gestione trilatera (cacciatori-ambientalisti-agricoltori) di porzioni del territorio agro-silvo-pastorale rinominate aa.tt.c., e dall'altro si è fatto in modo che gli stessi cacciatori non abbiano alcuna voce in capitolo su nulla, e neppure abbiano il diritto di esercitare la caccia (perché se c'è una concessione ad un soggetto non può esserci un diritto del soggetto). Ecco in sintesi perché la 157/92 è stata per noi una fregatura bella e buona, e fa specie prendere atto che ci sono ancora dirigenti venatori che la plaudono solo perché è stata concessa la possibilità di gestione faunistica pro quota dei rappresentanti dei cacciatori. Non si rendono conto che si è perso molto di più di quanto si è guadagnato, in nome del quieto vivere e della pastetta politica. Il peso dei cacciatori francesi deriva anche dal fatto che il diritto di caccia, inerendo alla proprietà fondiaria, è un vero e proprio diritto soggettivo, che lo Stato non può far altro che riconoscere e garantire. Il peso dei cacciatori italiani è talmente nullo che se, in ipotesi, lo Stato italiano domani mattina decidesse di chiudere la caccia gli basterebbe non rilasciare alcuna concessione, nella piena legalità, senza che occorra alcuna legge apposita e senza sollevare eventuali questioni di incompatibilità costituzionale.

da Inforziato 05/12/2012 10.29

Re:FRANCIA MON AMOUR

Si possono solo cacciare in deroga..A fronte del regime restrittivo della disciplina della caccia nel territorio agro-silvo-pastorale,non possiamo pensare di fare quel salto che cerchiamo,politicamente TUTTI VOGLIONO CHE RESTI COSI...

da Alessandro.C. 05/12/2012 9.52

Re:FRANCIA MON AMOUR

L’esame dei “principi ispiratori” potrebbe fermarsi qui, ma per disporre di un quadro più completo, è utile considerare anche la disciplina dell’art. 18 concernente “le specie cacciabili e i periodi di attività venatoria”, che ben può ascriversi ad una elemento caratterizzante della legge 157. Si tratta, infatti, di una norma-chiave che si ispira, per un verso, alla impostazione programmata del prelievo venatorio descritto nel paragrafi che precedono e, per altro verso, direttamente alla direttiva 79/409. Questa enuncia i seguenti criteri: i)le specie cacciabili in Italia sono elencate nell’allegato II (con le distinzioni dell’ II/I e dell’allegato II/II ii)i periodi di caccia sono determinati in ragione del ciclo biologico e migratorio delle specie. L’art.7 della direttiva 79/409 ammette la caccia alle specie elencate nei detti allegati a condizione che non ne pregiudichi le azioni di conservazione (comma 1) e, relativamente alle specie migratorie, che tali specie non siano cacciate durante il periodo della riproduzione e durante il ritorno al luogo di nidificazione (comma 2). iii)i periodi di caccia sono modificabili per determinate specie in relazione alle situazioni ambientali delle diverse realtà territoriali (art. 18, comma 2) iv)l’elenco delle specie cacciabili del comma 1 dell’art. 18 deve adeguarsi automaticamente agli elenchi allegati alla direttiva e alle convenzioni internazionali (è il c.d. “aggiornamento dinamico”) e può essere modificato con decreto del Presidente del Consiglio sentito l’ispra.(art.18, comma 3) v)la durata della stagione venatoria non è determinabile ad libitum delle regioni, ma è ricompresa nello spazio temporale determinato in funzione delle esigenze di conservazione appena evocate. Richiamo in proposito l’art. 4 della direttiva 79/409 a proposito delle specie dell’allegato I (paragrafo 1) e delle specie migratrici (paragrafo 2). Al di fuori degli elenchi l’inclusi...Segue.

da Alessandro Cannas 05/12/2012 9.43

Re:FRANCIA MON AMOUR

i territori destinati all’esercizio venatorio formano il territorio agro-silvo-pastorale e sono ripartiti in ambiti territoriali di caccia [d’ora innanzi anche “ambiti"] gestiti da organismi a composizione pluralistica. c)Per quanto riguarda il secondo istituto, la pianificazione si accompagna necessariamente alla programmazione dell’attività venatoria (la caccia programmata, appunto), vale a dire alla regolamentazione del prelievo venatorio nel tempo e per specie. d)La pianificazione e programmazione faunistico-venatoria, però, sarebbe vana senza l’indice di densità venatoria minima [d’ora innanzi anche “Indice”] “costituito dal rapporto fra il numero dei cacciatori, ivi compresi quelli che praticano l’esercizio venatorio da appostamento fisso, e il territorio agro-silvo-pastorale nazionale” (art.14, comma 3). Analogo indice vale per la zona faunistica delle Alpi (compresi, anche qui, i caccatori che praticano l’esercizio venatorio da appostamenti fissi: art. 14, comma 4). Sulla scorta dell’indice ? calcolato il numero dei cacciatori ammessi ad ogni ambito e si determina, in tal modo, la possibilità di ospitare anche cacciatori non residenti nell’ambito: questi, infatti, possono accedere agli ambiti ricompresi nella regione di residenza “previa domanda alla amministrazione competente”. Ma possono accedere anche ad ambiti extraregionali “previo consenso dei relativi organismi direttivi”. Come si vede, i cacciatori possono muoversi sulla platea regionale e nazionale a condizione che ne sussistano i presupposti di accoglienza. La legge è, pertanto, coerente con le sue premesse ed in particolare con la regola generale del comma 2 dell’art. 1 (“L’esercizio della attività venatoria è consentito purchè non contrasti con l’esigenza di conservazione della fauna selvatica e non arrechi danno effettivo alle produzioni agricole”) e, pertanto, con l’indice di densità che sovrintende alla programmazione dell’attività venatoria.SEGUE...

da Alessandro Cannas. 05/12/2012 9.40

Re:FRANCIA MON AMOUR

a)una caratterizzazione protezionistica nei riguardi della fauna selvatica secondo le linee dettate dalla legislazione internazionale e, specificamente, europea. L’art. 1, comma 3, infatti, esordisce in questi termini: “le direttive 79/409, 85/411 e 91/244 sono integralmente recepite…”, mentre il comma 4, nel ribadire il riferimento alle direttive appena citate, fa carico alle “regioni di istituire lungo le rotte di migrazione della avifauna….zone di protezione finalizzate al mantenimento ed alla sistemazione, conforme alle esigenze ecologiche, degli habitat interni a tali zone e ad esse limitrofi”. Come si vede, la tutela della fauna selvatica, in generale, e di quella migratrice, in particolare, rappresentava un obiettivo strategico della Comunità europea (oggi Unione europea), di cui il legislatore del 1992 si è fatto carico. b) In funzione di questo obiettivo la legge 157 introduce due istituti assolutamente nuovi: la pianificazione faunistico-venatoria (art.10) e la gestione programmata della caccia (artt. 14 e 15). La prima ricomprende “tutto il territorio agro-silvo-pastorale finalizzata al mantenimento delle effettive capacità riproduttive e al contenimento naturale di altre specie [quanto alle specie carnivore] e alla conservazione mediante la riqualificazione delle risorse ambientali e la regolamentazione dell’esercizio venatorio [con riguardo alle altre specie]”. La pianificazione, in buona sostanza, individua i territori protetti, in cui non è permesso cacciare, e i territori aperti alla caccia. Essa si articola in due livelli - regionale e provinciale (ma il primo rappresenta il semplice coordinamento del secondo) - ed ha una valenza (per usare una locuzione del gergo urbanistico) conformativa del territorio perché individua i territori e li destina a usi diversi a seconda della loro vocazione: o alla protezione della fauna selvatica o al prelievo venatorio della stessa.SEGUE.

da Alessandro Cannas 05/12/2012 9.38

Re:FRANCIA MON AMOUR

cedro,forse NON e'chiaro,la materia caccia ambiente e fauna NON e' del mondo venatorio,ma bensi di quello ambientalista,il quale NON si fara' mai togliere il giocattolo per trasformarlo in quello che andiamo cercando da oltre 20 anni,la trasformazione giuridica della fauna ovvero da res nullius, a patrimonio indisponibile dello Stato e' stato il punto cardine della 157 e della 394, fortemente voluti e concesso agli animalisti.Ergo il concetto di meno stato qui non averra' mai,ci son in ballo interessi politici economici fortissimi.....

da Alessandro Cannas. 05/12/2012 9.28

Re:FRANCIA MON AMOUR

Ezio, partiamo dalla Francia e proprio alla Grecia ti vai ad ispirare ... . Ampliamo questo dibattito che sta andando al cuore del problema. Applichiamo il PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETà alla caccia, meno stato ... . Comunque meglio un calendario fatto dai Prefetti che tante porcate (magari negoziate con le aa vv) che ho visto in giro.

da vecchio cedro 05/12/2012 8.39

Re:FRANCIA MON AMOUR

Ma andando al sodo e parlando terra-terra: Qualcuno ha fatto caso al fatto che per come è parcellizzata la terra in Italia sarebbe a dir poco dcomodo chiedere il permesso a tutti i proprietari?

da Breton 78 04/12/2012 23.16

Re:FRANCIA MON AMOUR

"Un analisi, tecnico giuridica e sociale esaustiva ma che permetta anche di stabilire le priorità utili per uscire dall’ impasse." Questa non è una richiesta di chiudere niente, bensì, di allargare la dimensione delle nostre vedute attraverso un quadro più completo di quanto lo sia ora. L' intreccio giuridico tra stato, regioni, provincie e comuni è impenetrabile. Servirebbe uno specchio di tutte le leggi che s' intersecano a partire dallo stato fino alle varie realtà locali. Definire i limiti tra diritti e doveri degli atc, ma anche degli animalisti, alla fine analizzare come la qualità di certe realtà si verifichi a macchia di leopardo e perché. Credo che sia un grosso lavoro giornalistico, a cui più redazioni, di disparati siti, potrebbero collaborare, con la ulteriore necessità della disponibilità di ogni parte coinvolta.

da Fromboliere 04/12/2012 22.38

Re:FRANCIA MON AMOUR

Io per essere solidale con Fromboliere richiederei alla redazione di chiudere il sito !? Perchè tutto quello che diciamo è inutile e non serve a niente, solo fantasie e aspirazioni personali. Cordialità

da Jamesin 04/12/2012 22.08

Re:FRANCIA MON AMOUR

Vorrei vederli tutti 'sti francofili, se anche in Italia i calendari venatori li scrivessero i prefetti.

da Horus 04/12/2012 21.53

Re:FRANCIA MON AMOUR

Grecia: 160 euro per cacciare in tutta la nazione, isole comprese, meno "euri" se si vuol cacciare solo per "regione" e/o "provincia". Apertura il 20 di agosto alla quaglia. Beccaccia e migratori in genere cacciabili tutti i giorni sino a fine febbraio. Stanziale dai primi di ottobre a metà dicembre (coturnice) ..lepre fino ai primi di gennaio. Abitanti della nazione circa 11 milioni di cui 5, sempre più o meno, ad Atene. Nessuna sostanziale gestione della fauna da parte dell'uomo, solo la starna è non cacciabile da anni, parchi pressochè inesistenti, territori sconfinati ed aspri. Selvatici veri per cacciatori veri, in particolare le coturne. Tra l'altro i cacciatori sono moltissimi e i selvatici non si sono ancora estinti a causa della caccia. L'ennesima dimostrazione che il problema penuria di "selvatici", quando c'è e per determinate specie, è da ricercarsi in fattori ambientali e non altro. Quando lo capiranno anche tutti i cacciatori italiani e soprattutto chi li "guida" avremo già raggiunto un gran traguardo.

da Ezio 04/12/2012 18.28

Re:FRANCIA MON AMOUR

… e sempre al solito punto si finisce con l’ arrivare. Ai nostri problemi e noi ci rimpalliamo dentro come la palla di un flipper. Quindi, sebbene sia utile conoscere e discutere tutte le forme organizzative venatorie al di fuori dei nostri confini, io credo che sia il momento che coloro che siano edotti, ma soprattutto indipendenti, diano un quadro dei meccanismi che ostacolano il nostro processo democratico, ovviamente con riferimento alla caccia. Un analisi, tecnico giuridica e sociale esaustiva ma che permetta anche di stabilire le priorità utili per uscire dall’ impasse. Non provateci se non siete edotti, ancor meno se non siete indipendenti e soprattutto lasciamo perdere i sogni, le critiche e le aspirazioni personali, sparate a dritta e a manca. E’ una richiesta che io faccio alla Redazione. Facile che già da qualche parte esistano relazioni nel merito. Faccio questa richiesta per una forma di personale frustrazione, temo, ancora adesso, di non avere le idee chiare.

da Fromboliere 04/12/2012 17.46

Re:FRANCIA MON AMOUR

I francesi, come noi, hanno dato alla caccia quei connotati insiti nell'evoluzione della loro società. Al riguardo, raccomanderei una rilettura del bel saggio di Ciuffoletti su La caccia e la Rivoluzione francese. Da noi, dopo la risciacquatura con il Codice Napoleonico, il processo di unificazione degli staterelli post Congresso di Vienna (filtrato attraverso il Risorgimento) risentì ampiamente delle esperienze francesi, tenendo ovviamente conto che da noi il rapporto cacciatori-piccoli proprietari - latifondisti, è radicalmente diverso da quello francese. Come del resto il rapporto cacciatori-superficie utile alla caccia. Il concetto di res nullius c'entra poco, fu una specie di resuscitazione autarchica, come l'evoluzione dell'842, rafforzato dai codici mussoliniani, con obiettivi populistici e forse anche popolari. Certo è che così, la nostra caccia si sta indirizzando verso lande asfittiche. Se non ne rivitalizziamo i valori, tenendo presente il mutato rapporto fra cittadini e territorio rurale, perderemo per strada un patrimonio culturale insostituibile.

da C. Ceri 04/12/2012 16.38

Re:FRANCIA MON AMOUR

x Andrea : non hai letto con attenzione, io ho inserito anche la esclusione di tutti gli altri cittadini, animalisti, ambientalisti, e tutti quelli che non hanno niente a che vedere con la caccia scrivendo : Ogni altro cittadino viene escluso da tale gestione non avente diritto perché oltre a non avere una licenza di caccia (che dimostra competenza nel campo) è esente da tassa e dall’impegno del volontariato addetto alla gestione specifica per tale esercizio. Se in comune ci sono i grillini puoi benissimo uscire dal tuo comune, leggi bene. Un cordiale saluto

da jamesin 04/12/2012 12.22

Re:FRANCIA MON AMOUR

http://inpn.mnhn.fr/programme/espaces-proteges/reserves-nationales-de-chasse-et-faune-sauvage Ecco un esempio di come la parola caccia è rispettata in Francia. La parola CACCIA è sempre affiancata alla parola protezione degli animali, è associata alla parola 'parco nazionale'. Verifica sul sito: http://www.oncfs.gouv.fr/

da Fromboliere 04/12/2012 10.50

Re:FRANCIA MON AMOUR

I Francesi NON hanno ne imparato ne copiato da nessuno,HANNO CREATO.L'esatto opposto di quello che siamo stati capaci di creare NOI!!!.Lasciamo perdere e come diceva il garnde puffo:che è meglio!!!

da vince50 04/12/2012 10.43

Re:FRANCIA MON AMOUR

Della Francia possiamo sicuramente impare molto. Possiamo sicuramente invidiare il loro vistissimo elenco di specie cacciabili e calendario, articolato dal 20 di agosto al 20 di febbraio,suddiviso tra francia nord e francia sud, con aperture e chiusure gestite da due organismi scientifici uno Statale l'altro privato l'IMPCF che collabora con il primo pagato dal mondo venatorio, gestito dal Prof Ricci' che produce studi per dimostrare la fruibilita della selvaggina in modo ineccepibile e senza preconcetti alcuni.Loro oggi cacciano fino al 20 di febbraio nella francia sud tordi beccacce e colombacci, al nord della francia al 10 di febbraio.Le anatre tra breve riusciranno a dimostrare che la migrazione-pre-nuziale inizia al 20...Sapete benissimo che usano alcuni sistemi avanzatissimi il sistema radar la bioacustica con stazioni di ascolto dislocate in tutto il bacino del medirraneo,compresa l'Italia....Ecco e' questo il vero mon amour Francese...Non il concetto giuridico della caccia e proprieta' dei fondi....

da Alessandro Cannas. 04/12/2012 10.16

Re:FRANCIA MON AMOUR

Torno a ripetere. Gli ATC potevano essere, in alcuni casi sono, e potranno soprattutto essere la soluzione alla francese, con il vantaggio che le responsabilità e la gestione competerebbe in buona parte ai cacciatori. Quindi, di due l'una, isto anche le opinioni che ho letto: o mettiamo tutto in mano ai privati e ci organizziamo (unica associazione, con diramazioni comunali) per affitti calmierati,o proviamo a far funzionare gli ATC, sul modello francese, possibilmente. Ma la soluzione vera sta nel recuperare immagine nei confronti dell'opinione pubblica. Basta polemiche, dimostriamo che siamo noi gli ambientalisti. Con i fatti.

da greg 04/12/2012 10.05

Re:FRANCIA MON AMOUR

Non va dimenticato che la 157 e la 394 son state cucite a pennello per il mondo ambientalista il quale voleva la gestione della caccia e dell'ambiente, gentilmente offerto, a suo tempo, del mondo venatorio.Una discussione del genere resta no moca, ma focomelica...Con la 968 la fauna era proprieta' di nessuno,la 157 e la 394 indivudiano perfettamente la proprieta' della stessa....Forse se all'epoca si avesse avuto il coraggio di individuarne la propieta' oggi NON avremmo avuto gli ambientalisti come gestori del bene comune,come poi succede negli altri paesi europei dove gli animalisti NON mettono bocca sulla gestione ambientale e faunistica,magari si risparmiavano anche due baiocchi sui progetti aree e parchi oasi, destinati a loro.Ma c'e' anche un altro aspetto,all'estero i proprietari terrieri son responsabili dei danni causati a terzi dalla fauna e i danni propri se li pagano da soli,NON interviene lo Stato,son degli imprenditori e come tali devono cavarsela da soli non a caso in Francia,i Francesi si adoperano a render fruibili i loro territori.Immagginate qui a fermare il connubio tra stato,regioni, provincie, atc,e fondi erogati per risarcimenti danni agricoli da fauna,immagginate lo stesso rapportato alle associazioni ambientaliste li dove gestiscono loro e di tasca loro devono risarcire tutti gli attori interessati .... Wow!!!!!

da Alessandro Cannas. 04/12/2012 9.57

Re:FRANCIA MON AMOUR

bravi tutti! Bel dibattito che sta andando al cuore del problema caccia in italia. Di queste cose dovrebbero occuparsi le aa vv ed i politici, ma non gli conviene. Applichiamo il PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETà alla caccia! Si faccia una seria anali economica e si traggano le conclusioni. Almeno si tenti in alcune zone/aree una sperimentazione. Capisco che il ns. paese è estremamente differenziato (in tutti i sensi, faunistico, culturale, economico, ecc.) ma è DOVEROSO provarci!!!

da vecchio cedro 04/12/2012 8.10

Re:FRANCIA MON AMOUR

Secondo me il sistema francese, per noi italiani è impraticabile...Uno stato come il nostro che non fa altro che applicare tasse su tutto, quando avrà bisogno di fare cassa, i primi che verranno tassati saranno proprio i proprietari terrieri i quali, a loro volta, non faranno altro che aumentare la tassa ai cacciatori.... E per noi cacciatori (poveri) sarà come passare dalla padella alla brace e saremo costretti ad appendere il fucile al chiodo......e la caccia a quel punto, sarà solo per i ricchi.....Ragazzi, qui non siamo in Francia e nemmeno in Spagna, qui da noi regna ancora la mentalità del "magna, magna il più possibile a chiunque" e come sempre la prendiamo nel C..O senza vasellina. Riflettete

da Calibro20 03/12/2012 23.10

Re:FRANCIA MON AMOUR

Art 16/1/2/a/b L. 157/92.…le aziende agrituristico venatorie, anche quelle senza fini di lucro, devono essere preferibilmente situate nei territori di scarso rilievo faunistico; coincidere preferibilmente con il territorio di una o piu' aziende agricole ricadenti in aree di agricoltura svantaggiata, ovvero dismesse da interventi agricoli ai sensi del citato regolamento (CEE) n. 1094/88. Bene se in dette zone, depresse, io poi ci metto pure selvaggina pagandola di tasca mia o da chi è socio o iscritto, che vuole lo Stato, o chiunque, compresa la LAC, da me? come si fa dire che essa è un bene indisponibile dello Stato. Si può invece dire che casomai è un esproprio di Stato.

da Fromboliere 03/12/2012 22.28

Re:FRANCIA MON AMOUR

Per quanto riguarda il mio comune farcito da grillini e sel...............meglio di no

da andrea ge 03/12/2012 22.06

Re:FRANCIA MON AMOUR

x Andrea : meglio solo i politici del comune che tutto il resto, incominciando dal Senato, semplificazione ci vuole, semplificazione !! Lo stanno dicendo anche loro. O mi sbaglio ? Un cordiale saluto

da jamesin 03/12/2012 21.47

Re:FRANCIA MON AMOUR

X Jamesin.Il bello è che quando parlo di queste ipotesi,trovo tanti cacciatori d'accordo.Salvo quelli che ne fanno una questione di principio.E sui principi non si discute,Sono come la religione. Le pubbliche amministrazioni sono contarie,ma molti tecnici faunistici sarebbero disposti a discutere.

da vico 03/12/2012 21.29

Re:FRANCIA MON AMOUR

Jamesin c'è solo un problema: i comuni sono gestiti dai consigli comunali e dalle giunte ovvero...........politici!!

da andrea ge 03/12/2012 21.29

Re:FRANCIA MON AMOUR

SECONDA PARTE : Per quanto riguarda i risparmi che si avrebbero togliendo tanti addetti ai lavori tra Stato, Regione, e Province ( ai quali questo progetto non andrà a genio ) si creerebbero posti di lavoro comunali per gli addetti, dai laureati ai manovali agli agricoltori. Questo logicamente è solo una impostazione tutto il resto si deve discutere. Cordialità

da jamesin 03/12/2012 20.44

Re:FRANCIA MON AMOUR

PRIMA PARTE : Io metterei al posto del proprietario il COMUNE. Innanzitutto bisognerebbe togliere gli ATC tutti, poi rivedere le aree parchi togliendo quelle inutili regionali e restringendo opportunamente i parchi nazionali. In secondo luogo passare la legge nazionale da proprietà indisponibile dello Stato a proprietà indisponibile dei comuni dai quali dipenderà la gestione in toto della selvaggina, degli habitat e dell’ambiente. Tale gestione dovrà essere condivisa in assoluto da una rappresentanza dei cacciatori che usufruiscono del territorio in quanto aventi diritto, per l’obbligo di pagamento di una tassa adeguata alle caratteristiche venatorie e di habitat dell’intera area agro silvo pastorale comunale. Ogni altro cittadino viene escluso da tale gestione non avente diritto perché oltre a non avere una licenza di caccia (che dimostra competenza nel campo) è esente da tassa e dall’impegno del volontariato addetto alla gestione specifica per tale esercizio. Sono ammessi cacciatori provenienti da tutte le regioni per disposizione del comune stesso ospitante, tenendo conto della disponibilità territoriale e solo per la migratoria, la stanziale sarebbe una concessione mediante buona remunerazione. Questo si può estendere anche ai cercatori di funghi, tartufi, o altro. Quale sarebbe il beneficio ? Non è difficile capire che le condizioni in cui sono ridotti attualmente i comuni, ognuno di questi potrebbe avere un introito pari a quello che hanno adesso lo Stato le regioni e gli ATC. Nello stesso tempo molti comuni con un territorio Agro Silvo Pastorale più confacente allo scopo e curato in modo eccellente in accordo con i proprietari terrieri per queste attività come i paesini rurali di montagna, collinari e di pianura ne potrebbero avere un beneficio che ad oggi necessitano per la sopravvivenza.

da jamesin 03/12/2012 20.40

Re:FRANCIA MON AMOUR

Eh, Vince. Il problema vero in realtà è proprio quello. La Francia è un Paese strutturato politicamente in un certo modo, è un sistema credibile, noi l'opposto.

da Ezio 03/12/2012 17.58

Re:FRANCIA MON AMOUR

Sarebbe come dire che noi(Italiani)saremmo capaci di fare allo stesso modo dei francesi,auguri agli ottimisti e sognatori.

da vince50 03/12/2012 17.47

Re:FRANCIA MON AMOUR

Io non ho mai creduto che l'abolizione dell 842 determinasse la fine del mondo... o meglio, della caccia. Bisognerà solo progettare bene il dopo 842. Innanzi tutto chi non vuole che si vada a caccia sui suoi terreni, avrà solo che da tabellarne (a sue spese) i confini e non potrà, ovviamente, chiedere rimborsi per danni provocati dai selvatici. Si detrarranno poi queste aree in cui la caccia è vietata dal terrirorio venabile al fine di comprendere quanto potrà ancora essere destinato a parchi & c.. Poi si dovranno stabilire i ruoli che dovranno avere in quel contesto gli agricoltori, i comuni, i cacciatori... Certo che detta così non parrebbe una passeggiata, comunque.... se il gioco valesse la candela. Ovvero far fuori d'un colpo gli animalari dal sistema caccia. Ce li vediamo infatti a far ricorsi al aTAR quando saranno direttamente gli agricoltori ad aver interessi (guadagni) dal fatto che i cacciatori frequentino le loro terre???

da Ezio 03/12/2012 17.38

Re:FRANCIA MON AMOUR

secondo me siete in errore...la legislazione francese funziona in francia per quello è uno stato civile..come lo sono anche i proprietari dei fondi...io sono del sud ed immaginate i proprrietari dei terreni qui..se possiamo fare un contratto per andare a caccia...ti chiederebbero cifre esrobitanti...e quindi..conseguenza caccia solo per i ricchi...non mi va giù...la tradizione francese è basata proprio su quello cacciatore=ricco proprietario

da avv. cacciatore 03/12/2012 17.21

Re:FRANCIA MON AMOUR

Buttiamo il sasso in piccionaia. Perchè le AAVV non propongono una bella convencion per discutere questo tema? Il concetto che se la caccia è un bene indissolubile dalla proprietà del fondo non la tocca più nessuno. Poi bisognerà declinare e disciplinare gli eventuali collegamenti: affitto, comodato, municipalità, usi civici etc Insomma, torniamo a un secolo fa, che male non farebbe.

da S.V. 03/12/2012 17.09

Re:FRANCIA MON AMOUR

Rimango sempre dell'idea che una modifica dell'842 dovrebbe essere proposta dal mondo della caccia,lasciando perdere proposte del tipo '' più tempi più specie''

da Vico 03/12/2012 16.51

Re:FRANCIA MON AMOUR

tutto sommato meglio la francese,lo stato se ne lava le mani è non paga danni,tutto dipende dai proprietari a risolvere i loro problemi

da franco la spezia 03/12/2012 15.46

Re:FRANCIA MON AMOUR

Bravo Fromboliere, osservazione non da poco! C'è anche da far notare che l'impostazione italiana è praticamente unica non solo in Europa ma direi al mondo! Frutto di demagogia (della quale siamo ricchissimi) e priva oramai di ogni logica. Da qui anche un mondo animalista ignorante (nel senso che ignora i moderni modelli di gestione venatoria, come peraltro anche buona parte del mondo venatorio stesso, tenuto nell'ignoranza più crassa da politici demagoghi ed aa vv cialtrone) che trova facili consensi in una società post industriale disinformata.

da vecchio cedro 03/12/2012 15.33

Re:FRANCIA MON AMOUR

Bravo Fromboliere, osservazione non da poco! C'è anche da far notare che l'impostazione italiana è praticamente unica non solo in Europa ma direi al mondo! Frutto di demagogia (della quale siamo ricchissimi) e priva oramai di ogni logica. Da qui anche un mondo animalista ignorante (nel senso che ignora i moderni modelli di gestione venatoria, come peraltro anche buona parte del mondo venatorio stesso, tenuto nell'ignoranza più crassa da politici demagoghi ed aa vv cialtrone) che trova facili consensi in una società post industriale disinformata.

da vecchio cedro 03/12/2012 15.32

Re:FRANCIA MON AMOUR

…si deve tenere bene in considerazione come le leggi, sulla carta, vengano poi attuate o meno a seconda di condizioni locali o a seconda della disciplina di certe amministrazioni. La differenza tra Francia ed Italia sta proprio in questa disciplina che si avvale, fin da subito di una specifica assoluta. La caccia è un diritto nel quale lo Stato non mette becco. Qualsiasi siano poi le interpretazioni locali, si dovrebbe vedere, rimane però certa una cosa: che in questo modo la caccia, fino a che rimane un diritto di proprietà, non potrà mai essere messa in discussione. Cosa differente se invece la decisione rimane in mano allo Stato, che appartiene ai cittadini, a tutti, anche ai meno disponibili che hanno così ogni mezzo democratico per influenzare in merito le decisioni dello Stato.

da Fromboliere 03/12/2012 15.12

Re:FRANCIA MON AMOUR

Interessanti tutti gli interventi, in particolare quest'ultimo di Inforzato, molto esaudiente e puntuale. A questo punto, come tante altre cosa in italia, è il modello che si dimostra non adeguato e che deve essere cambiato. Chi è in grado di farlo oggi? Altre, e purtroppo più serie, sono le priorità/emergenze del paese. Certo che già rendersi conto delle deficienze del modello è un gran passo avanti.

da vecchio cedro 03/12/2012 13.59

Re:FRANCIA MON AMOUR

Se si osservano attentamente l'impostazione giuridica francese e quella italiana, si nota una differenza di fondo che non è di poco conto. In Italia, l'attività venatoria si svolge per una concessione che lo Stato rilascia ai cittadini che ne facciano richiesta e che posseggano i requisiti stabiliti dalla legge (art. 12 comma 1 L. 157/92). Il diritto di caccia non appartiene dunque al cittadino in quanto proprietario fondiario: appartiene, in buona sostanza, allo Stato, che ne concede l'esercizio a chi ne faccia richiesta e possegga i requisiti dallo Stato stesso stabiliti. In Francia, essendo ancorato alla proprietà fondiaria, il diritto di caccia appartiene a chiunque possa dirsi proprietario. E accade che il trasferimento della proprietà comporta automaticamente il trasferimento del diritto di caccia dal vecchio al nuovo proprietario, in base al principio, che vale anche in Italia, che il traferimento della proprietà comporta anche il trasferimento di tutti i diritti in essa ricompresi. Sicché quella sull'842 c.c. e/o sull'appartenenza della selvaggina al patrimonio indisponibile dello Stato (che è principio coerente, peraltro, con quello della caccia come concessione statale) è una discussione destinata a rimanere monca se non si prende in considerazione anche la differente impostazione, tra i vari Paesi, relativa alla titolarità del diritto di caccia. Ed anche se non si tiene conto, con specifico riferimento all'art. 842 c.c., che esso non nasce dal nulla come pare qualcuno ritenga, ma è il prodotto della storia dei diritti di caccia nei regni preunitari e poi nel regno d'Italia, che andrebbe secondo me indagata un po' più a fondo.

da Inforziato 03/12/2012 12.33

Re:FRANCIA MON AMOUR

Sig.Cacco, hai scritto tre volte che ci sono piccoli proprietari in Veneto. Ma le zone bonificato attorno a Venezia sono grandi proprietà . Le valli da caccia agli anatidi,grandi ed eslusive. Le mattanze private. Le AFV di terra sempre esclusive e ben tenute.Poi ci sono le grandi aziende agricole dove la caccia non interessa e diventa terreno libero perATC ,questi sono enormi territori che dai primi di ottobre a maggio successivo dopo la mietitura sono al 100% arati ,vedi da Jesolo a Caorle ,i proprietari non sono interessati a nessun ripristino ambientale ,sai che goduria cacciare in questo deserto impantanato e arido......

da Toni el cacciator 03/12/2012 12.20

Re:FRANCIA MON AMOUR

Prima di cedere all'entusiasmo,bisognerebbe essere molto informati e nei minimi particolari.Non credo dipenda esclusivamente dalle regole che possono essere o meno condivise,ma dalla capacità di coesione e "comprensione"di un popolo e non soltanto dai cacciatori.Ripeto io non lo so,ma visto che vogliono i (.....)chiudere la caccia a prescindere,la disorganizzazione,l'innata furbizia Italica e tutti anzi troppi che vogliono "vivere facile!!",spero di sbagliarmi ma potremmo considerare la caccia definitivamente chiusa.Tranne le riserve che nessuno toccherà mai,il resto sarà più oneroso più contorto e impraticabile.AMEN

da vince50 03/12/2012 11.58

Re:FRANCIA MON AMOUR

Beh, insomma, in Germania i due terzi dei cacciatori vanno a caccia in Ungheria. Qualcosa vorrà dire. Le A.C.C.A. francesi, Association de Chasse Comunale Agrèè, sono associazioni "comunali" (fra l'altro coordinate a livello nazionale), che più o meno sono i nostri ATC. Solo che i nostri ATC sono un po' più vasti, tranne che in Alto Adige, in Trentino, in alcune province del Veneto,(ovvero Zona Alpi/Riserve Comunali Alpine) dell'Emilia Romagna, della Lombardia. Con la riduzione delle province, si parla insistentemente di ridurre ancora il numero degli ATC. Dobbiamo decidere, la botte piena e la moglie ubriaca è difficile averle, in momenti come questi in cui si sta scivolando rapidamente verso il....pane e acqua.

da greg 03/12/2012 11.55

Re:FRANCIA MON AMOUR

penso che tutto questo sia possibile perche' la' ci sono grossi proprietari terrieri mentre da noi, parlo per il mio Veneto, ogni proprietario ha qualche ettaro e le societa' vanno bene dispari e meno di 2.

da cacco renzo venezia 03/12/2012 11.49

Re:FRANCIA MON AMOUR

penso che tutto questo sia possibile perche' la' ci sono grossi proprietari terrieri mentre da noi, parlo per il mio Veneto, ogni proprietario ha qualche ettaro e le societa' vanno bene dispari e meno di 2.

da cacco renzo venezia 03/12/2012 11.49

Re:FRANCIA MON AMOUR

penso che tutto questo sia possibile perche' la' ci sono grossi proprietari terrieri mentre da noi, parlo per il mio Veneto, ogni proprietario ha qualche ettaro e le societa' vanno bene dispari e meno di 2.

da cacco renzo venezia 03/12/2012 11.49

Re:FRANCIA MON AMOUR

nei paesi di diritto germanico, i proprietari dei fondi SONO OBBLIGATI PER LEGGE ad aderire ai contratti con le associazioni venatorie della zona in cui si trovano i fondi.......quindi l' art. 842 non esiste formalmente ma in sostanza esiste anche in quei paesi.

da Fabrizio 03/12/2012 11.41

Re:FRANCIA MON AMOUR

Molto interessante, merita un dibattito approfondito. E' evidente che così (modello fasciocomunista) la caccia in italia non può andare avanti. Le associazioni di cacciatori cui fa riferimento la norma francese non centrano nulla con le nostre aa vv (specie di falliti "sindacati" dei cacciatori) ma sono proprio gruppi di amici/cacciatori che si organizzano per acquisire i diritti di caccia su di un dato territorio. In Francia la caccia è reddito integrativo al fondo su cui si pagano le tasse. Non esiste contenzioso tra i proprietari dei fondi e cacciatori, proprio perchè i rapporti sono fissati da contratti condivisi. In tal modo chi coltiva ha interesse a "produrre" fauna: + produce, + il territorio viene valutato e + incassa. Molto interessante anche il modello "anglosassone".

da vecchio cedro 03/12/2012 9.59

Re:FRANCIA MON AMOUR

A occhio e croce, ma bisognerebbe approfondire molto di più e molto meglio la realtà francese, sembrerebbe che là, in Francia, è il proprietario che detta legge sulla caccia. Ma credo che poi, alla fin fine, siano le associazioni locali (unica associazione?)dei cacciatori che gestiscono la stragrande maggioranza del territorio a fini di caccia. Un po' come da noi fanno gli ATC. Con tutte le differenziazioni da regione a regione, a partire dal'Alto Adige, per arrivare al meridione, passando per il Lazio, dove ATC e gestione del territorio lasciano un po' a desiderare. Eppure, anche nel Lazio hanno amministrato per decenni le forze cosiddette progressite!

da C.M. 03/12/2012 9.21