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Editoriale

LUCI E OMBRE DI UN PROGETTO


lunedì 16 marzo 2015
    

A ormai un paio di mesi di distanza, passato il clamore della notizia e il controclamore della protesta, non farebbe male riflettere a bocce ferme sul troppo discusso esaltato e bistrattato progetto "Ambiente Legalità Lavoro", che ha visto dopo tempo immemorabile impegnati personaggi di primo piano del nostro pollaio mediatico e istituzionale, messi insieme da un composito e altrettanto in vista (per la caccia) comitato di promotori.

Osserviamo l'evento, andando a strologare fra i diversi ed eterogenei protagonisti.

Cominciamo dal Ministro: noblesse oblige! Il classico simbolo di quella vecchia politica che il nostro premier vorrebbe, dico vorrebbe, rottamare.  Il giorno prima - senza nessura ragione di urgenza - prende a calci la caccia e i cacciatori e il giorno dopo dichiara che la caccia e i cacciatori sono elemento indispensabile per la gestione del territorio e per il benessere della fauna selvatica. Complimenti al cerchiobottista, avrebbe detto il vecchio Di Pietro (anche lui, ormai sul viale del tramonto, prima cacciatore e poi ostile alla caccia, malgrado che il suo figlioletto sceso anche lui in politica - sotto la paterna protezione - non disdegni di occuparsi di caccia in terra d'origine).

Beppe Bigazzi: tanto di cappello a un uomo che incarna l'essenza vera della cultura campagnola. Un po' gigione ma sicuramente un grattacielo che svetta sulla suburra culturale e morale di una canea di mezzibusti televisivi stravenduti al marketing buonista di bassa lega. Non disdegnato nè da Fazio nè dalla Littizzetto, anche se è pressochè impossibile raggiungere i livelli della... caramella (bianca) col buco della Colò, targata - la caramella - WWF, oggi guidato dalla pescatora/gourmet Donatella Bianchi, regina della contraddizione: promuove la pesca (professionale e sportiva), apprezza e promuove la cucina a base di pesce, mentre boccia schifata la caccia.

Giorgio Calbrese. Autorevolissimo nutrizionista, non il solo, per la verità, nella sua categoria, come molti chef pluristellati (vedi ultimo numero de "Il Gambero Rosso"), a sostenere bontà e valori salutistici della selvaggina. Tanto di cappello, anche a chi lo ha sollecitato a intervenire.

Stefano La Porta, direttore generale ISPRA, che riconosce la necessità di rivedere la legge sui parchi, che - se ne deduce - non consente al momento una corretta gestione dei carichi faunistici. Se ne accorgono dopo vent'anni, ma ben vengano certe aperture, con l'auspicio che questi signori che si proclamano depositari del verbo scientifico ambientale arrivino finalmente a capire quanto strabici sono stati in questi anni: forse ispirati dalle fallimentari politiche ambientaliste dei nostri verdi radical scic d'antan (più volte rigeneratisi sotto nuove sigle le più astruse), mentre cercavano il male nella caccia, non si sono accorti che il belpaese soffocava sotto i molteplici attacchi di infinite e turpi speculazioni.

Giampiero Sammuri. Presidente di Federparchi, anch'egli uomo dalle diverse poltrone. Per la verità sempre disponibile al dialogo con i cacciatori, anche se a volte con idee arzigogolate. Chiede la collaborazione dei cacciatori a salvaguardia della salute dell'orso marsicano. Comunque, anche questo, un buon segno. E' praticamente una dichiarazione di fallimento delle politiche ambientaliste alla Fulco Pratesi e alla Pecoraro Scanio, anch'essi strabici a loro insaputa,  che additavano nei cacciatori gli unici reprobi per le malefatte nei confronti del patrimonio faunistico. Che aveva ed ha ben altri nemici, purtroppo. E nel cacciatore uno dei pochi e sinceri amici, invece.

Stefano Masini. Responsabile ambiente di Coldiretti. Autorevolissimo. Sicuramente da sempre benevolo nei confronti della caccia. Anche se nell'occasione relegato a temi importanti per l'agricoltura, come il problema della agromafie, ma marginali per il rapporto dell'agricoltura con la caccia, soprattutto se esaurito entro i confini dei danni causati dalla selvaggina. C'è da augurarsi, invece,  che al proposito la nostra pavida politica, purtroppo declinata  attraverso le categorie che gestiscono ingenti pacchetti di voti (agricoltori, chimici, ambientalisti, lobbies di vario genere),  prenda finalmente il toro per le corna e abolisca il divieto di caccia nei parchi, perchè là, ne parchi, ingrassano ingenti e incontrollate popolazioni soprattutto di ungulati (ma qualcuno ci ricorda che anche il lupo non scherza) che scorrazzano ovunque indisturbate, in periodo di caccia chiusa anche fuori dei parchi;  recando danni, in alcuni casi (ma senza esagerare), non più sopportabili da chi dalla terra trae sostentamento. Volendo pensar male, l'alternativa - purtroppo non risolutiva - ci auguriamo che non sia quella della privatizzazione della caccia, a cui da decenni pensa chi "arma" molti ignari "ambientalisti-animalisti", tanto virulenti quanto sciocchi.

Silvio Barbero, Vice Presidente Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Come dire Slowfood. Che più degli accademici dell'Università Federico II di Napoli, nobilita l'iniziativa e il progetto, in quanto tutto quello che nasce e che si sviluppa intorno all'idea originale di Carlo Petrini - uomo di caratura mondiale - è "sano buono e giusto". La riprova che l'abbondanza, la quantità e la qualità della carne di selvaggina hanno raggiunto nel nostro paese livelli significativamente importanti. Anche qui c'è da augurarsi che la troppa attenzione non porti a una privatizzazione esasperata e soprattutto che prosciutti e lombate "selvatiche" non facciano dimenticare che la caccia italiana è specialmente caccia alla migratoria. Brutti, bruttissimi, sono i segnali che da troppo tempo ci giungono da Roma, dal Ministero dell'Ambiente, dai tanti Governi che si sono succeduti, dal Parlamento in mano alle passionarie alla Brambilla. Di Bruxelles poi non ne parliamo, ostaggio anche qui delle lobby delle multinazionali, che nascondono certi turpi interessi agendo sull'anello più debole della catena. E dove sembra che anche i funzionari prendano ordini da quella sciagurata masnada di ambientalisti nostrani, che dovranno rendere conto di fronte alla storia di tutte quelle malefatte nei confronti dell'ambiente che senza muovere un dito hanno consentito che si consumassero.

A questo, alla salvaguardia della caccia alla migratoria, dovrebbero fare attenzione quelli del CNCN, bresciani ma non solo, che insieme alla vituperata troika hanno sostenuto questa iniziativa, anche con merito, se vogliamo, seppur con non pochi ritardi, e ancora molte scorie: mutuiando dalla grappa, si potrebbe dire che intorno al cuore c'è ancora troppa testa e troppa coda. E in tempi di crisi, sarebbe meglio utilizzare le poche risorse per obiettivi più mirati.  

Una curiosità, non senza un pizzico di malizia. Si è speculato tanto sull'accordo inverecondo fra cacciatori e ambientalisti, o meglio fra Troika e Legambiente. Ma in quell'occasione - aldilà di una reiterata litania sui danni all'agricoltura - di Legambiente si sono sentiti solo gli echi, con i saluti di Realacci (ormai presidente onorario, con nessun ruolo operativo) mescolati nel rumore di fondo dei saluti di tanti ministri e plenipotenziari, che sicuramente hanno dato rilievo all'evento e alla strada intrapresa. Non è che - mi chiedo - questo abbraccio vituperato ha creato più imbarazzo agli ambientalisti che ai cacciatori? Perchè se così fosse, un risultato l'avremmo già raggiunto.

E in ogni caso, l'eco mediatico che da tutto questo ne è risultato, ribadito grazie al CNCN anche a Vicenza,  ci porta a constatare che, finalmente, sui grandi mezzi di comunicazione si parla di caccia in termini positivi, dopo tante troppe amarissime cronache anticaccia che ci siamo dovuti sorbire. Prendiamoci intanto questo. Poi chi vivrà vedrà.
 

Enrico Manetti

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25 commenti finora...

Re:LUCI E OMBRE DI UN PROGETTO

Io mio caro ha fatto quello che dovevo e l'ho fatto a tempo debito mandali a fare in c@@o. Non cerco facili colpevoli poichè si sono scoperti da soli con tutti questi frenetici movimenti degli ultimi due anni che tra l'altro non hanno sortito risultati positivi e apprezzabili.

da Antico cacciatore 20/03/2015 18.28

Re:LUCI E OMBRE DI UN PROGETTO

non dipende da loro, caro antico, dipende da noi. come sempre. a me hanno insegnato che quando mi trovo davanti a un fatto negativo che mi riguarda, la prima cosa che devo fare è chiedermi se ho fatto tutto quello che potevo per evitare che accadesse. quelli come te, che hanno studiato sul manuale "la legge di murphy", cercano un facile colpevole a cui addebitare la responsabilità. e a te, mi pafre, non mancano riferimenti

da oceano blu 20/03/2015 18.01

Re:LUCI E OMBRE DI UN PROGETTO

Marco P. la Wildernes conta quando il 2 di picche perchè quando si vanno ad infastidire i colossi dell'illecito e della demagogia ti stroncano sul nascere. Per il resto puntiamo sempre in alto (leggasi fidc) e il botto ogni anno è sempre forte. Con legambiente che davanti ti fa l'amico e dietro ti pugnala non credo che sia la giusta strada per riaccreditarci nei confronti dell'opinione pubblica.

da Antico cacciatore 20/03/2015 16.02

Re:LUCI E OMBRE DI UN PROGETTO

vedi Antico, il fatto è che Wildernes conta quantom il 2 di picche. E fra le grandi, il wwf è sempre stato un bluff tronfio come tronfio era Fulco Pratesi; oggi poi è animalismo e business puro; la Lipu è gestita da un prestanome di Pecoraro Scanio; e non dico altro. L'unicia, copn tutta la diffidenza su cui possiamo concordare, è Legambiente. Fra l'altro, l'unica che ha posizioni e politiche sul territorio sulle quali possiamo confrontarci. realacci, anticaccia vero e prorpio non lo è mai stato (era un assiduo pescatore subacqueo); nasce dalla stessa costola di Arcicaccia,ha credito presso Governo, Parlamento e Maggioranza. Starebbe a noi usufruire di questi crediti per riaccreditarci nei confronti dell'opinione pubblica. L'alternativa? Dare corpo fiato e sostanza all'Ekoclub, quella specie di ectoplasma che non è mai stato vivo, per la verità, ma che avrebbe tutte le caratteristiche per rappresentare la vena ambientalista di tutti i cacciatori.

da Marco P. 20/03/2015 14.54

Re:LUCI E OMBRE DI UN PROGETTO

E dopo questo discorso enfatico la conclusione è che il raffazzonato accordo di na botticchia ,un petardo e na cilecca non hanno trovato meglio da fare che accasarsi con la politicizzata strabica leganbiente che gira lo sguardo se è la sua parte politica a devastare l'ambiente piuttosto che con la Wilderness molto più naturalista, attenta e vera ambientalista. E' proprio vero il detto: dimmi con chi vai e ti dirò chi sei. Solo ombra all'orizzonte, per la luce si stanno attrezzando col lume a olio. Olio, barilotto e stoppino sono pronti, adesso con l'arrivo dei zolfanelli, la "luce" del futuro è bella e pronta.

da Antico cacciatore 20/03/2015 5.25

Re:LUCI E OMBRE DI UN PROGETTO

purtroppo a caccia ci va il re e dopo anni e anni di soldi buttati dalla finestra spero che si possa arrivare a una cosa giusta!! la chiusura della caccia nooo!! a dar valore alle cose giuste non si può pensare alla caccia si importante ma c sono cose che vanno oltre oltre......

da nik 19/03/2015 11.03

Re:LUCI E OMBRE DI UN PROGETTO

Interventi interessanti che condivido in gran parte, ma allora, cosa facciamo? Servono ancora le aa vv o sono un fattore di resistenza al cambiamento? dobbiamo essere ancora terreno di conquista per "politici" di bassissimo livello? Cosa ne facciamo della 857? Ci decidiamo ad entrare in Europa anche con la caccia?

da vecchio cedro 18/03/2015 14.58

Re:LUCI E OMBRE DI UN PROGETTO

"E' un Sistema-Paese ormai completamente logoro." Gran dono la sintesi.

da Ezio 17/03/2015 19.15

Re:LUCI E OMBRE DI UN PROGETTO

E' vero, la nostra battaglia l'abbiamo persa quando col referendum abbiamo "vinto" (o meglio, direi che ci hanno fatto credere che abbiamo vinto). In Parlamento e nei salotti (anche politico editoriali) la decisione era stata presa. Contava di più - allora - non penalizzare la chimica (legata a federconsorzi) che privatizzare la caccia. Anche se, un certo mondo di industriali-proprietari terrieri aveva da tempo sponsorizzato radicali, verdi e ambientalisti solo per quello. Ma, a quel punto, l'opinione pubblica era imbevuta di falso ambiantalismo all'italiana (ecoballe e terra dei fuochi - e Ilva - ne sono oggi la palese dimostrazione)e gli "ecologisti" pensavano di essersi affrancati (almeno nei confronti della politica e dell'opinione pubblica). Quindi, come fare a salvare capra e cavoli? La sinistra, ma non solo (il consociativismo funziona - e bene - in Italia da settant'anni), chiese come contropartita la 394 e la 157. Gli armieri bresciani accettarono, perchè gli affari andavano a gonfie vele e non volevano perdere gli attivi di bilancio. I cacciatori la bevvero, perchè avevano salva la caccia libera. Col senno di poi, gli ATC furono la salvezza della caccia popolare, perchè altrimenti avremmo dovuto subire l'onta del divieto nei terreni privati. E' stato un bene? Personalmente non lo credo, sempre col senno di poi. Oggi ci troviamo quattro vecchi stanchi e mal rapportati col mondo che cambia rapidamente, con la pancia piena e i muscoli atrofizzati. Solo a Vicenza pensano ancora di essere forti, aitanti e ascoltati. Predicano la libertà di caccia, ma poi il fine settimana si ritirano in valle (privata), spesso ospiti, altre volte sborsando fior di quattrini. E questa è la caccia libera in libero stato, per portafogli gonfi. Ma col portafoglio gonfio, magari a spese del contribuente, ero capace anch'io.

da Bertoldo 17/03/2015 17.49

Re:LUCI E OMBRE DI UN PROGETTO

Enrico,il discorso privatizzazione ante 92,come lo spauracchio dell'842,fu la leva per regalarci la 157,la quale, tra l'atro, e' un sistema semiprivato misto,con una percentuale privata e l'altra semi-privata di II grado, di fatto oggi cambierebbe solo il prezzo. Detto tra noi, andava bene anche la vecchia 968.Ma stiamo parlando di un momento storico di legittimazione politica dei verdi nella sinistra,con spartizione territoriale e fondi Europei in arrivo. A loro terre della 394,a noi la 157.E scontato che il tempo ha regalato un benessere sociale diverso dal quello di 50 anni fa..Ma il concetto caccia ruralita non e' cambiato dal 92..Non interessava prima e non interessa oggi..Li avremmo persi i referendum..LI VINCEMMO..ipocritamente il palato azzitisce le coscienze,non interessa al cittadino se caccio o non caccio..e' un argomento marginale,spesso usato per giustificare interessi politici-editoriali diversi.Diversamente, se devo cercare un eventuale consenso su una attivita legale,vuol dire che stiamo sbagliando noi,e loro hanno ragione, e si deve chieder scusa.Ma non e' cosi. Come e' utopia pensare di tornare alla bottiglia d'acqua calda nel letto!

da Spartano 17/03/2015 16.11

Re:LUCI E OMBRE DI UN PROGETTO

Vecchio Cedro, come ho scritto altre volte, la caccia veramente privatizzata i primi a non volerla sono gli animalisti/ambientalisti perche' perderebbero molto potere. In UK, la caccia e' privatizzata e prevede che la selvaggina sia del proprietario terriero su cui essa si trova, stanziale o migratoria che sia. Lo Stato, le Regioni etc. mettono delle regole, decisamente piu' flessibili che in ItaGlia, ed introiti sottoforma di tasse ma poi la gestione non e' piu' cosa loro. In pratica ci sono regole generali da rispettare sulla gestione ( molto meno restrittive che in ItaGlia con certezza assoluta) ed un calendario (anche questo mooooolto migliore) ma questo e' tutto.....di certo non un mostro chiamato 157! A gestire ci pensano: forestale (cacciatori anche loro quasi sempre, per quanto concerne i luoghi pubblici), guardiaccia, proprietari e cacciatori professionisti supportati da censimenti e pubblicazioni ad opera delle principali associazioni venatorie o comunque enti riconosciuti. Un altro mondo, un' altra cultura, un' altra storia, un' altra mentalita'....se non cambia prima il sistema e tutti i suoi interpreti e' impossibile che si arrivi a fare qualcosa che funzioni. Sara' sempre la solita cosa raffazzonata.

da Flagg 17/03/2015 15.42

Re:LUCI E OMBRE DI UN PROGETTO

Gruppo un po' rafazzonato, peraltro con belle figure (es. Masini). Necessario comunque cambiare il modello italiano e sposare quello europeo: ben venga la privatizzazione della caccia che distribuisca utili a proprieteri/gestori dei fondi dove la selvsggins vive (e dovrebbe anche prosperare!).

da vecchio cedro 17/03/2015 15.19

Re:LUCI E OMBRE DI UN PROGETTO

Caio Tullio C.Magari il pensiero va riportato al 92 quando,i farisei, hanno scelto per noi, un sistema caccia stagnante,il quale ha prodotto per oltre 20 anni immobilismo visto che non c'era e non ce' mai stato da parte delle Istituzioni l'intenzione di far proghedire il sistema.Il quale tende,come nacque, solo a far diminuire i cacciatori,sempre per l'antico e fariseo accordo.. s'intende.....Son amenita dire; dobbiamo raccontare cosa? A chi? dei bizzarri padri della 157? che hanno regalato ai cacciatori una normativa folle, nelle sue finalita e nelle sue pene..

da Spartano. 17/03/2015 14.03

Re:LUCI E OMBRE DI UN PROGETTO

Il problema non e' la caccia che si deve riclicare, non potra' MAI accadere in questo stato di cose. E' un Sistema-Paese ormai completamente logoro. Per questo ho scritto che trattasi di un altro progetto inutile. Debbono cambiare le persone e le regole in generale PRIMA, ripristinare un minimo d' informazione corretta e poi si potra' SPERARE in qualcosa di buono. Con le solite mummie e i loro figli sempre al timone non si puo' che continuare ad andare alla deriva. I fatti dicono questo.

da Flagg 17/03/2015 11.16

Re:LUCI E OMBRE DI UN PROGETTO

i lameenti di giusva sono giusti. ma le cause credo siano da ricercare in noi stessi, cacciatori interessati, che non siamo stati capaci di proporre una classe dirigente che puntasse al cambiamento, al rinnovamento. i dirigenti - che sono lo specchio, ricordiamolo, dela comunità che rappresentano - hanno fatto di tutto per rimanere attaccati alla seggiola, ma anche noi ci siamo dedicati di più alla caccia cacciata, che non alla caccia futura. la cosa più grave, in questi ultimi venti-trentanni è stata quella di non aver voluto preparare una nuova classe dirigente, più capace di intercettare il mondo che cambia rapidamente. bene che vada, abbiamo qualche giovane dirigente che pensa che la società sia ancora quella delle pacche sulle spalle e dei favoritismi legati a catturare il consenso. tante chiacchiere e dirigismo puro. manca capacità d'analisi sociologica, manca una visione di prospettiva, manca un contatto organico con la società. manca una consapevolezza delle responsabilità e dei doveri. sappiamo tutto sulle pratiche di caccia, anche quelle per noi nuove, ma non abbiamo strumenti per spiegare all'opinione pubblica perchè andiamo a caccia e a cosa serve la caccia. non sappiamo neanche raccontare quel TANTO che facciamo per la società. solo vecchi slogan, ormai vuoti. ci aggrappiamo ancora a sparvoli, a berlato. il nuiovo che avanza si chiama mazzali. ammazza!!! ma dove vogliamo andare!?

da Caio Tullio C. 17/03/2015 9.28

Re:LUCI E OMBRE DI UN PROGETTO

Barba, dal mio bar ti propongo un caffe' cosi' forse ti svegli!

da Flagg 16/03/2015 21.33

Re:LUCI E OMBRE DI UN PROGETTO

flagg. E le tue proposte quali sono per uscire dal tuo piccolo bar?

da barba 16/03/2015 20.17

Re:LUCI E OMBRE DI UN PROGETTO

flagg. E le tue proposte quali sono per uscire dal tuo piccolo bar?

da barba 16/03/2015 20.17

Re:LUCI E OMBRE DI UN PROGETTO

A mio avviso Enrico Manetti ha fatto una bella analisi.

da Ezio 16/03/2015 19.00

Re:LUCI E OMBRE DI UN PROGETTO

questi sono dei pacman magnano magnano e rimagnano.......fanno convegni per accordarsi come magnà

da farfalà 16/03/2015 18.12

Re:LUCI E OMBRE DI UN PROGETTO

Un altro progetto inutile dove sparano le solite baggianate per nascondere il vero scopo che e' semplicemente un nuovo modo per restare al timone e ciucciare soldi...

da Flagg 16/03/2015 17.39

Re:LUCI E OMBRE DI UN PROGETTO

Ci stiamo riducendo da anni subito dopo la 157/92 che ci ha dimezzato drasticamente, ormai non cè ricambio generazionale, non si vuole che la caccia si rinnovi, si vuole dare un'altra imprtonta alla caccia, senza la migratoria, una caccia meno ludica, consapevole, ecocompatibile in pratica finta, che faccia gioco agli agricoltori, ai presidenti dei parchi, allo slowfood, a Donatella Bianchi, agli ambientalisti e alle aavv che si contendono una fetta della torta, non è che ci vuole tanto a capirlo.

da giusva 16/03/2015 13.28

Re:LUCI E OMBRE DI UN PROGETTO

mi sembra che si voglia vedere il bicchiere mezzo pieno ,ma non ci trovo sostanza .La nostra. passione sta colando a picco ,tutti si azzuffano per poi non cambiare niente ,con il prossimo rinnovo probabilmente ci ridurremo drasticamente

da passatore 16/03/2015 12.53

Re:LUCI E OMBRE DI UN PROGETTO

Una privatizzazione esasperata, equivarrebbe al copo di grazia alla caccia Italia. Gia oggi si fatica..domani?..alla faccia degli ungulati che moriranno di vecchiaia. Se non mollano sulla 394,e se non si ritorna alla buona 968..State bene cosi a far ipotesi e programmi....Per il resto, e' il quadro perfetto dell' ipocrisa Italiana.

da Spartano 16/03/2015 12.31

Re:LUCI E OMBRE DI UN PROGETTO

Sono d'accordo con Manetti!

da antonio negro 16/03/2015 9.50