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Editoriale

Il futuro dipenderà da noi


lunedì 4 dicembre 2017
    

 


DOVE VA LA CACCIA. INCHIESTA DI BIGHUNTER.IT

La vita e il lavoro mi hanno dato l’opportunità di provare non tutte, ma certamente molte forme di caccia, alcune saltuariamente altre ripetute nel tempo. Dagli acquatici al capanno, dalla montagna al padule… Ognuna è stata in grado di regalarmi emozioni e ricordi, ma confesso che solo nella caccia col cane da ferma ho trovato la mia misura, un senso di completezza derivante più che dal risultato finale dal lavoro fatto in sintonia con l’ausiliare, frutto anche di un rapporto molto stretto che ho sempre avuto con i miei cani, parte della famiglia a tutti gli effetti e compagni per 365 giorni l’anno.

Il campano che improvvisamente tace nel folto, una guidata che sembra senza fine, lo sguardo complice del tuo cane quando ti lascia in mano il selvatico abbattuto, ancora oggi, dopo tanti anni, mi stringono la gola e mi fanno tremare i polsi.

In un ipotetico podio, ma seconde a pari merito, il cinghiale in braccata e la selezione sono le altre due cacce che preferisco. Corale e adrenalinica la prima, solitaria e – apparentemente – quieta la seconda, entrambe mi affascinano e mi avvincono.

Molto è cambiato da quando ho iniziato a cacciare. Ambienti, tipo e presenza di selvatici, in qualche caso il modo di insidiarli… Non è cambiata purtroppo la considerazione in cui la società - e spesso le Istituzioni - tiene la caccia e i suoi praticanti. Conosciuta dalla maggior parte delle persone solo in modo vago e per cliché, da molti non è nemmeno avversata, ma proprio sostanzialmente ignorata. E la loro opinione è quindi facilmente indirizzata dalle consuete campagne delle sigle abolizioniste e di quelle ormai ex ambientaliste che hanno abbracciato per moda e convenienza più che per convinzione le derive animaliste e vegane che stanno purtroppo dilagando. E lo dico indipendentemente dalla caccia.

È una minoranza “chiassosa”, agguerrita, convinta e vanta efficaci influencer di vario tipo, da attori a cantanti, scrittori e giornalisti di spicco, riuscendo così a condizionare le scelte della politica e la vita di tutti.

Il fenomeno è complesso e come dicevo ritengo che in pericolo non sia solo la caccia, che ovviamente non può trovare posto in quella visione del mondo, ma il modo stesso di vivere cui siamo abituati.

E con la consueta superficialità, senza approfondire in alcun modo, sempre più ampie fasce della società, specialmente urbana, ma non solo, sono pronte ad aderirvi, ispirate in modo spesso sottile e proprio per questo più efficace.

Anche senza arrivare agli estremi – perversi – dell’animalismo, più in generale si è assistito negli ultimi decenni a una perdita di una ruralità che non sia rappresentata dal fine settimana in qualche agriturismo, che spesso di “agri” ha ben poco. Della ruralità, della campagna, gran parte della società, che oggi è soprattutto urbana, ha una visione falsata, idilliaca…. Un luogo geograficamente indefinito dove trascorrere le ferie, riposare in pace e senza rumori, mangiando cibo sano e saporito di cui ipocritamente spesso si fa finta di non conoscere l’origine animale.

Sembra che il “cittadino” non riesca a concepire un modo meno artefatto e asettico di vivere il rapporto con l’ambiente, gli animali - selvatici e allevati - o le persone, tanto che sono stridenti le reazioni di chi inseguendo quello che se non un sogno è quantomeno una inconsapevolezza si trasferisce dalla città alla campagna.

Tutto questo ovviamente crea ostilità nei confronti della caccia, che rientra da sempre nel novero delle attività rurali. Di queste noi cacciatori dobbiamo tener conto, con un occhio al futuro. Senza concezioni arcaiche, ma sostenendo e aggiornando i valori della tradizione. Ricca di valori e principi ancora in gran parte attuali, su cui innestare modelli nuovi.

Mutamenti climatici, consumo del suolo, pratiche agrarie e forestali sostenibili, sfruttamento delle risorse, fauna compresa, sono temi di cui la caccia a livello europeo già si occupa. Ma lo deve fare ancora di più e con maggiore attenzione.

Le conseguenze degli squilibri ambientali sono evidenti a tutti: i cacciatori fanno parte anch'essi della soluzione. È compito nostro occuparci di salvaguardare la biodiversità, bene universale di tutti, e in cambio di questo nostro impegno vedere riconfermato il nostro diritto alla caccia, all’accettazione e al rispetto da parte della società. Facendo comprendere anche che della biodiversità fanno parte la complessità e la diversità delle diverse culture, compresa la nostra, il nostro modo di vivere la natura, da preservare anche da chi non va a caccia.

I diversi aspetti della caccia - passione, dedizione e scienza - possono tranquillamente coesistere e non sono in contrasto fra loro. Il cacciatore deve sostenere la caccia con la scienza. Lo fa da sempre. Prima grazie alla sua esperienza, oggi con prove oggettive e condivisibili, che dimostrino che si contribuisce alla salute delle specie oggetto di prelievo.



È provato che l’uso sostenibile della fauna applicato attraverso una caccia regolamentata e ben regolata è un efficiente meccanismo di conservazione. È questo che dobbiamo promuovere. È questo che dobbiamo condividere dimostrando con i fatti che non si tratta di propaganda o di percezioni personali, ma di una realtà oggettiva. Che fa parte da sempre, si può dire, del nostro vissuto, di quella che chiamiamo giustamente passione. Una passione mai disgiunta dalla ragione, dalla consapevolezza che andare a caccia non è solo tirare il grilletto. Forse non lo è mai stato, certamente non lo è più. Ma la gente comune a tutto questo non pensa.

È stato detto che “La migliore comunicazione che i cacciatori possono avere è che gli altri parlino bene di loro”. Anche nella comunicazione la caccia deve uscire all’esterno e lo deve fare cercando alternative, per superare la disinformazione imperante. Tutti possiamo fare qualcosa. Torniamo a parlare con gli altri, comunichiamo con chi non è cacciatore. Parliamogli almeno in parte di quel bagaglio di cultura, esperienze e amore per l’ambiente, la natura, il paesaggio, la convivialità, che la caccia incarna e che ognuno di noi in varia misura possiede. Ma che troppo spesso condivide solo all'interno della nostra cerchia.

Usiamo i social, che sembrano aver preso il posto di circoli, bar e armerie, ma allarghiamo la platea. Entriamo in gruppi anche estranei alla caccia. Non con polemiche, ma in modo propositivo. È importante spiegare a chi lo ignora - ai vicini, ai colleghi di lavoro, ai compagni di scuola dei nostri figli o alle amiche di mogli e fidanzate - quanta energia mettiamo nel coltivare un'attività, una passione profonda, che segna in molti aspetti la nostra vita quotidiana, le nostre scelte, il nostro rapportarsi con gli altri. Orgogliosi per quello che facciamo nell'interesse di tutti. Dimostrandolo col nostro comportamento corretto, responsabile, attento alla sicurezza nostra e altrui.

È la mancanza di conoscenza che ingenera nella società diffidenza e rifiuto nei confronti della caccia e dei cacciatori. Parlare, spiegare, confrontarsi – con chi ha l’intelligenza per farlo, sia chiaro - non è mai tempo perso.
Un modo anche per tornare ad attrarre i giovani, un impegno che attraversa l'Europa. E allargare le fila delle donne, preziosissime nell’influenzare le opinioni familiari e nella società.

Dalla “filosofia” alla pratica. Tre cose sono a mio parere necessarie il prima possibile. La prima, sicuramente impegnativa, una riforma che porti a un nuovo quadro legislativo nazionale per superare le difficoltà di un settore che non è fatto solo di calendari venatori: la 157/92 è ormai inadeguata a fornire indirizzi e regole alla caccia, riconoscendone anche il valore sociale. Una nuova legge al passo con i tempi, con le mutate condizioni ambientali, di uso del suolo, di pratiche agricole, del corpo sociale dei cacciatori. Senza dimenticare una corretta interpretazione delle direttive, chiedendone l'aggiornamento, quando serve, non disgiunto da certe assurde disposizioni della legge sulle aree protette, gestita fino ad oggi quasi esclusivamente in chiave astrattamente protezionistica, in molti casi assurdamente anticaccia.

L’altra, recuperare con gli agricoltori il rapporto di fiducia che sembra essere venuto meno soprattutto sul problema delle specie invasive, ungulati, ma anche corvidi e storni. Un’alleanza utile per poter incidere sulla società e sulla politica.
Terza, ma altrettanto importante, se non di più: ripartire di nuovo con ancora maggior convinzione sulla strada dell’unità del mondo venatorio. Se continueremo ad essere divisi e litigiosi, il cammino sarà sempre più in salita.

Il futuro dipenderà da noi, dalla nostra capacità di essere protagonisti e credibili interlocutori, nel ruolo di gestori di un bene che è di tutti. 
 
 
 
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47 commenti finora...

Re:Il futuro dipenderà da noi

non abbiamo le palle e anche se le avessimo il regime totalitario italiano non ci permetterebbe nulla salterebbe il porto d'armi al primo conflitto con le autorità !Rassegnatevi . comunque il cancro è la 157 con metastasi irreparabili.

da 157 11/12/2017 10.24

Re:Il futuro dipenderà da noi

Salvataggio in corner un tubo caro Tullio! La 157 fu il tradimento dei cacciatori vincitori del referendum peprpretato dai vari caporioni delle AAVV che volevano gli ATC per arrotondare le entrate dato che i rimborsi spese non gli bastavano più. Dare la colpa di questa situazione ai singoli cacciatori che 27 anni fa con una grande prova di astensionismo militante vinsero una partita difficilissima mi sembra troppo.

da X TULLIO 09/12/2017 18.01

Re:Il futuro dipenderà da noi

le associazioni venatorie, come i partiti, sono l'espressione del peggio becerume dei cacciatori, perchè fanno numero e votano. E urlano se non fai quello che vogliono. I partiti, e la politica, da sempre hanno fatto in modo di relegare in un ghetto il dibattito sulla caccia. anche per questo, il conflitto fra caccia libera e caccia padrona è stato alimentato e mai risolto. La 394 è stata la naturale reazione a un sistema agro-venatorio che sconfinava nell'anarchia (caccia consumistica, veleni a gogò). La 157 fu il salvataggio in corner nei confronti di una canea che montava contro questa caccia consumisitica, che ha portato all'odierna crisi, ma che fu l'unica soluzione possibile per evitare l'842, al quale la caccia consumistica e i bresciani padroni del vapore non vollero rinunciare. l'unico futuro possibile per la caccia è sostituirsi a un ambientalismo che ha fallito perchè prigioniero degli affari, industriali, agricoli, consumistici. Il mare è pieno di plastica, fiumi e spiagge sono fogne e discariche,le terre sono avvelenate, i boschi abandonati, il suolo rubato ogni giorno. chi vuol essere cacciatore deve recuperare un po' di consapevolezza sulle natura delle cose della natura.

da c. tullio 09/12/2017 17.28

Re:Il futuro dipenderà da noi

E' arrivato Lapo..!!!

da Lupo 09/12/2017 15.05

Re:Il futuro dipenderà da noi

Ma quanto siete chiacchieroni !!!!!

da Lapo 08/12/2017 17.04

Re:Il futuro dipenderà da noi

Ma quanto siete chiacchieroni !!!!!

da Lapo 08/12/2017 17.04

Re:Il futuro dipenderà da noi

@Un cacciatore, io abolirei l' art. 842 giusto per far in mod che che gli agricoltori sperimentassero sulla propria pelle le conseguenze. A quel punto forse capirebbero che non e' poi cosi' conveniente in quanto se abolisci quell' articolo la caccia non puo' che diventare privata e se vuoi/devi gestire anche la selvaggina devi comunque ottenere la concessione dallo Stato, che al quel punto la tratterebbe come una qualunque altra forma di entrate (tadang!! Mazzate sul collo....) e gli eventuali danni non te li pagherebbe piu' nessuno. Zero. Hai voglia a recintare....anche per questo ci vuole sempre un permesso!!! Magari non ti fanno recintare piu' nulla per obbligarti a pagare le concessioni....

da Flagg 08/12/2017 12.27

Re:Il futuro dipenderà da noi

Svegliatevi...il tuo risveglio è un incubo: salvi solo la caccia di selezione, la tua. Gli altri a casa. No amico nessuno si salva da solo.

da Sveglissimo! 08/12/2017 11.39

Re:Il futuro dipenderà da noi

la caccia (tutta) si salva solo in un modo: se troviamo un giusto riconscimento del cacciatore nella società, in poche parole deve essere una persona "utile". E questo si ottiene solo in due modi: il cacciatore deve essere una persona preparata che risolve i problemi (in primis agli agricoltori) e non li crea (sparando accanto a casa, creando riservini di cinghiali, ecc ecc), e che fornisce, in modo legale e controllato, carne di ottima qualità (veramente biologica), altro che sacchetti congelati sotto Natale venduti a nero a 10 euro al kilo e svenduti il 7 gennaio a 2 euro. Il resto sono chiacchere........

da Svegliatevi.......le favole sono finite..... 08/12/2017 7.46

Re:Il futuro dipenderà da noi

MARCO RAMANZINI o MARCO ROMANZINI mi pare più romanzini.

da bretone 07/12/2017 20.13

Re:Il futuro dipenderà da noi

Caro Marco il tuo è un sogno ad occhi aperti quando il tutto va nel senso contrario alla caccia. Iniziamo con la 157 che ci doveva restituire una grossa percentuale di territorio e invece da allora sono cresciuti come i funghi parchi e afv atv sottraendoci ulteriore territorio, ora aspettiamo la riforma della 394 con l'istituzione delle zone contigue e altro territorio ci verra tolto. Parli degli agricoltori , se potessero la 842 l'abolirebbero subito, e come associazione venatoria che avete fatto per far si che non si usasse più diserbanti vari, tipo il glifosato responsabile dell'uccisione della microfauna cibo per la maggior parte degli uccelli. I giovani hanno ben altri problemi, non trovano lavoro e se lo trovano è a tempo determinato e chi ha intenzione di procurarsi un porto d'armi non ha certo la strada senza ostacoli. Altro ostacolo all'orizzonte è la politica da tenere in considerazione vedi la Brambilla e altri che vorrebbero chiudere la caccia.

da un cacciatore 07/12/2017 19.55

Re:Il futuro dipenderà da noi

Vi siete fatti le riserve private con i sacrifici degli italiani che anno sputato sangue a suon di picconate e voi questo lo sapete ora volete far passare le associazioni come i salvatori del territorio ma quale selvaggina c'è! Quattro galline allevate in voliera o porcellini bianchi e neri che non potete gestire e non volete gestire .io il consiglio c'è laverei andate a zappare e ruspare con le unghia la terra poi vediamo se ci passa la voglia di fare i fanatici firmati in montagna. Tutto quello che prelevate senza rispetto vi tornerà indietro.

da Mosè 07/12/2017 18.59

Re:Il futuro dipenderà da noi

Se i dirigenti Federcaccia sono di provenienza politica, vuol dire che con la politica siamo messi male. E, devo dire la verità, la stragrande maggioranza per me non ne fumano neanche di competenze di base. Se dovessi fare una classifica, fra i più politicizzati, metterei in testa, ovviamente, quelli dell'Arcicaccia, le cui labbra pendono più da Botteghe Oscure (anche oggi che quella sede è chiusa da tempo) che dalle aspirazioni dei cacciatori (che li seguono per consuetudine, ormai, e sempre meno). Dopo ci metterei i destrorsi andanti (dentro e fuori le AAVV riconosciute), quelli che ancora inneggiano a nostalgie (quando c'era lui, caro lei...) secondo me un po' ottusi, ma contenti loro... Poi quelli che sognano libera caccia in libero territorio, che non hanno ancora digerito la 157, voluta - loro ancora non l'hanno capito - da chi non voleva perderli come vacche da mungere (sparatori). In Federcaccia c'è di tutto e di più (qualcuno la potrebbe chiamare "aurea mediocritas") retaggio dalla vecchia scuola del Coni autarchico. I meno politicizzati li vedrei fra quelli dell'AnuuMigratoristi, pochi da sempre, che vedono solo roccoli, capanni, gabbie, e mangiano pane e vermocchi (oggi ribattezzati "Sustanon"). I più cazzuti, e coriacei, sono quelli che da sempre si nascondono dietro i referendum anticaccia, che vedono nell'abrogazione dell'842 un eden venatorio a loro uso e consumo esclusivo, essendo latifondisti e appassionati e competenti cacciatori, perdipiù con cultura medioalta e portafoglio smisurato. Per la cronaca, Rosini, democristiano di Brescia, era ovviamente sotto tutela valtrumpina. A quell'epoca (referendum-157) la caccia aveva ancora un certo accredito presso la politica (che oggi ci scansa come la peste e questo dovrebbe far riflettere anche quel milanese che si nasconde dietro origini che sicuramente non merita), vantando fior di parlamentari. Oggi, l'unico ex potente che abbiamo in un vertice di pensionati ha 90anni.

da Cordial Campari 07/12/2017 17.48

Re:Il futuro dipenderà da noi

Il futuro dipenderà da noi: Sante e vere parole, però bisogna anche vedere con chi, in futuro un cacciatore si fa la tessera. Poichè, fino ad oggi solo piccole aavv hanno fatto molto per il bene della mia passione "caccia e pesca e...."

da s.g. 07/12/2017 13.29

Re:Il futuro dipenderà da noi

togliete al bottiglia al lecchino di Bologna ah ah ah ma sai leggere? hai capito quello che ha scritto o devo farti l'analisi logica? neppure lui sa cosa ha scritto : un mare di fesserie irrealizzabili !!!!! ah ah ah

da ah ah ah 06/12/2017 17.28

Re:Il futuro dipenderà da noi

Gionny (poco) lucente la FIDC è il problema, non la soluzione. Guarda dove ci ha condotti!! Eppure ha sempre preteso (grazie ai numeri) di decidere per tutti a cominciare da Rosini e la maledetta legge 157 emanata dopo la NOSTRA VITTORIA referendaria. Aveva ed ha (purtroppo) i numeri ma non le buone idee....pur avendo i propri dirigenti tutti (da livello regionale in su) privenienza politica pensano solo a se stessi....

da Pescia venatoria 06/12/2017 16.25

Re:Il futuro dipenderà da noi

SONO ANNI, DECENNI CHE SI PROVA A SOSTENERE UN CAMBIO DI ROTTA NELLA COMUNICAZIONE DELLA CACCIA.QUALCOSA IN PASSATO SI E' FATTO, MA POCO. ANCHE IN TELEVISIONE. OGGI LA VEDO DIFFICILE, PERCHE' OCCORRONO SOLDI CHE NON CI SONO PIù E CALERANNO ANCORA, E PERCHè CHI DOVREBBE DECIDERE PENSA INVECE A SOSTENERE LE PROPRIE CANDIDATURE NEI CONTESTI DI RIFERIMENTO. E MI RIFERISCO SOPRATTUTTO A TUTTI COLORO CHE PENSANO DI CAMBIARE L'ANDAZZO SULLA CACCIA, FACENDO LA GUERRA - DALL'ESTERNO - ALLA FEDERCACCIA. UNO SPORT CHE SI FA SEMPRE PIù CRUDO, VIA VIA CHE CERTA GENTE E CERTI PERSONAGGI PERDONO DI CREDIBILITA'. I GIORNALETTI SERVONO PER TENERE ANCORA INSIEME QUEL MARASMA SOPRATTUTTO DI VECCHIETTI (MA NON SOLO) CHE NON FREQUENTANO I SOCIAL. POTREBBERO ESSERE UTILIZZATI, SOPRATTUTTO IL CACCIATORE ITALIANO, L'UNICO CHE HA UNA COSTANTE E CONCRETA DIFFUSIONE,PER TRASMETTERE PAROLE D'ORDINE, INDIVIDUARE OBIETTIVI, LANCIARE CAMPAGNE, FORNIRE STRUMENTI E SPUNTI ORGANIZZATIVI. QUELLO CHE NON COSTA, OVVERO I SOCIAL, BISOGNEREBBE UTILIZZARLO AVENDO CHIARE LE STRATEGIE. UNA MENTE PENSANTE (MEGLIO UN PULL, MA AGILE) CHE ABBIA DIMESTICHEZZA DI MARKETING, ALGORITMI, EVOLUZIONI E IMPIEGHI DI QUESTI NUOVI STRUMENTI. MA IL PROBLEMA VERO E' CHE VIVIAMO IN PERPETUA EMERGENZA, MA, EMERGENZA NELL'EMERGENZA, ABBIAMO BISOGNO DI UNA NUOVA CLASSE DIRIGENTE, CHE PUò EMERGERE SOLO SE RIATTIVIAMO IL FLUSSO - ORMAI SPENTO - DI NUOVI CACCIATORI SOPRATTUTTO GIOVANI. QUESTO LO DEVONO CAPIRE PRIMA DI TUTTO LE CENTRALI DELLA PRODUZIONE, CHE DA TEMPO STANNO CALANDO L'ATTENZIONE E L'IMPEGNO AL PROBLEMA.

da GIONNY LUCENTE 06/12/2017 15.43

Re:Il futuro dipenderà da noi

Ramanzini... nomen omen... ci hai fatto la ramanzina! A parte gli scherzi, sono d’accordo al cento per cento con quello che scrivi. meno male che il mondo della caccia può contare su persone sensibili e intelligenti come te. P.S. Anche per me, dopo tante esperienze venatorie, la caccia col cane da ferma sulla stanziale resta il massimo del desiderabile. In bocca al lupo!

da Martino, Bologna 06/12/2017 15.18

Re:Il futuro dipenderà da noi

Albert ma vaff o!!!

da io 06/12/2017 11.53

Re:Il futuro dipenderà da noi

Bravo Albert Con l'alleanza trasversale di stampo animalista che oggi impera nelle aaw caro 100% non si va da nessuna parte se non a casa.

da Pippo 06/12/2017 10.48

Re:Il futuro dipenderà da noi

Per fortuna che in 1.500.000 hanno smesso!!!! Altrimenti sai che casino!!!

da Albert 06/12/2017 8.19

Re:Il futuro dipenderà da noi

Con l'alleanza trasversale di stampo animalista che oggi impera in Parlamento, per quanto sia assolutamente condivisibile l'auspicio di una revisione della 157, c'è purtroppo da sperare che non ci mettano mai mano. Non oso immaginare cosa ne uscirebbe. Piemonte, con la sua legge regionale, docet.

da 100%cacciatore 05/12/2017 22.38

Re:Il futuro dipenderà da noi

Non credo sia finita, occorrerebbe però la volontà di cambiare le cose capendo che il declino non si supera con un colpo di bacchetta magica (abolire l'842 ed opla' siamo in paradiso!) ma con un lavoro duro e duraturo di vari anni con utilizzo dei nuovi mezzi di informazione, dei vecchi mezzi di informazione intervenendo anche a pagamento su TV locali e nazionali e sui giornali e anche in radio (la zanzara insegna..). Per qualche anno eliminatevi i rimborsi spese voi dirigenti di AAVV come hanno fatto i nemici a 5 stelle e cessate le pubblicazioni cartacee dei vostri giornaletti e recuperiamo risorse da invrstire con dei professionisti dell'immagine in una duratura campagna che riporti i giovani a riscoprire la caccia. Questo doveva essere fatto 30 anni fa. Ma non è mai troppp tardi.

da Pescia Venatoria 05/12/2017 15.07

Re:Il futuro dipenderà da noi

e se gli tirassimo i fiori? invece del piombo?

da idea nuova 05/12/2017 15.07

Re:Il futuro dipenderà da noi

giovani che si danno da fare? sono il 10% del totale ma la volete capire che la fine della caccia è stata la legge 157 che ha diviso i cacciatori, tolto la libertà e fatto smettere 1.500.000 AVETE LETTE BENE 1.500.000 che facevano paura alla politica ! ormai siamo in coma irreversibile sbraitate quanto volete ma siamo alla fine ma io ho anche gusto per gente come questo qua che scrive e neppure sa cosa sia la caccia vera ma solo riserve private e viaggi da snob ma vattene a quel paese magari la chiudessero la caccia domai mattina per tutti quelli che GUADGANAO sulla nostra pelle!!

da Io 05/12/2017 14.39

Re:Il futuro dipenderà da noi

Si certo se al referendum vinceva renzi ce ne sarebbe stato subito un altro per l'abolizione della caccia, che senza più il quorum (tra i quesiti) avrebbe definivamente abolito la caccia, almeno così almeno qualche chance ancora cè.

da giusva 05/12/2017 13.51

Re:Il futuro dipenderà da noi

Bravo Francesco M., condivido, ma quindi cosa fare?

da Alberto 05/12/2017 13.12

Re:Il futuro dipenderà da noi

A prescindere dall'ATC, di giovani che si danno da fare ne conosco diversi. Il fatto è che l'Italia è un paese per vecchi. Immobile. Per paura del nuovo, anche fra i cacciatori, si è affossata una riforma del sistema (ormai è un anno dal referendum) che poteva dare qualche speranza a chi si affaccia oggi sulla scena del lavoro e della vita sociale. Per far dispetto a un tribuno di passaggio, che pervicace resterà a ballare ancora per molto tempo sulle spoglie di D'Alema, Bersani, Berlusconi, Grillo, e di Grasso, abbiamo ritardato il cambiamento di almeno vent'anni, in un paese che era già indietro di vent'anni. Cosa vogliamo sperare per la caccia, se non riusciamo a capire che il mondo è cambiato?

da Francesco M. 05/12/2017 10.59

Re:Il futuro dipenderà da noi

parole ... parole ... parole ... tra di noi. Bisogna RIVOLUZIONARE il modello della caccia in italia!!! ma questo non lo vuole nessuno, va bene così!

da vecchio cedro 05/12/2017 10.58

Re:Il futuro dipenderà da noi

Brando e dove vivi nel paese dei balocchi??? ma non scrivere cagate e quale sarebbe l'ATC dei giovani?? dai che mi interesso quale?

da spara bombe 05/12/2017 10.05

Re:Il futuro dipenderà da noi

Il sentimento dominante degli intervenuti e' LA RASSEGNAZIONE! Questa è la verità! e non hanno tutti i torti. Ma come si fa ad essere fiduciosi? Per impegnarsi ci vuole almeno un minimo di speranza che alimenti l'entusiasmo di riuscire ad addrizzare un sistema sempre più restrittivo che sembra ormai aver preso una piega irreversibile. Quale entusiasmo potrebbe animarci e motivarci ora se questo è il quadro generale? L'unica speranza è che la POLITICA, valutate congruamente e con spirito imparziale le molteplici implicazioni sociali ed economiche connesse alla caccia, inverta la diffusa tendenza attuale e si assuma il compito di difendere questa attività nell’interesse collettivo. Allora potremo fare la nostra parte.

da Filippo 05/12/2017 10.04

Re:Il futuro dipenderà da noi

La caccia c'e' la hanno servita in salsa LAV ieri sera rai 3 ore 23,15 indivina chi viene a cena. Come da rappresentazione dei fatti si puo' distorcere la realta... Grazie rai .Vediamo quanti nostri organi ufficiali protesteranno...?

da toni el cacciator 05/12/2017 9.44

Re:Il futuro dipenderà da noi

@Brando, io vivo in paese e lo vedo che i cacciatori sono vecchi, forse non è tutto così ma la maggioranza si, ormai siete voi giovani che dovete darvi da fare, noi sessantenni ( io a maggio) viviamo il "finche dura", cè troppo da fare per riportare ad una caccia accettabile, forse voi figli della 157 siete abituati a questo sistema, come dice anche Gino, siamo nell'occhio del mirino appena esci da casa ed anche quando ci torni, basta aprire la TV e continua anche la, stanno facendo terra bruciata intorno a noi, non ti vogliono, nemmeno il fatto che sei pulito per avere il PDA riesce a tranquillizzare la gente continuamente sobillata da sta banda di nulla facenti col cane in borsetta. Tu hai speranza io poca anche se sono sempre stato uno battagliero e lo sarei ancora se non vedessi dei segnali inconfutabili sul futuro di questa grande passione.

da giusva 05/12/2017 9.17

Re:Il futuro dipenderà da noi

Nel mio ATC, il più anziano ha 50anni. Il presidente 32, la media 38 anni. Bisogna darsi da fare. E per Angela: non esagerare. Immaginalo come un cacciatore. Fra l'altro se ogni tanto frequenti questo sito, l'avrai trovato fra gli amici di Bighunter, con un profilo venatorio, ovviamente. Forse, però, lo conosci, e allora gli stai mandando un messaggio come si dice subliminale, o implicito. Occhio. Magari prova a invitarlo a caccia. Chissà! A Giusva dico: finchè c'è vita c'è speranza, anche se la stanchezza nei dirigenti si nota. E più che la stanchezza l'inadeguatezza, conseguenza della mancanza di stimoli dalla base.

da Brando 05/12/2017 8.48

Re:Il futuro dipenderà da noi

Giusva hai ragione, ma chi è quel "bamboccio" di giovane che ha il coraggio di prendere la carabina o il fucile in mano in questa giungla di regolamenti SCORRETTI per rischiare la galera per un tiro sbagliato???? solo un idiota. Meglio la pesca, il terkking, lo sci, la bici, le moto, ma ci pensate un giovane deve passare un esame che non serve a nulla, poi farsi largo in ATC dove comando quattro vecchi idioti, fatto questo essere controllato da gente anti-caccia a prescindere che tentano solo di farti arrabbiare o la forestale dove sono al 90% anti caccia! Ma non basta, ci sono le bande anti caccia che possono disturbarti , insultarti, farti violenza anche fisica e chi rischia sei tu ...e non vado avanti ,,, e con queste prerogative dove volete andare???

da Gino 05/12/2017 8.42

Re:Il futuro dipenderà da noi

Secondo me la stragrande maggioranza dei cacciatori italiani, ma anche i vertici delle aavv odierne, vivono la fase che dice "finchè dura" andiamo a caccia, siamo un popolo di teste bianche, lo vediamo quando ci incontriamo a caccia, al bar o al circolo cacciatori, non cè ricambio non si fa niente per il ricambio generazionale, quindi dove vogliamo andare, finiti i cinquantenni/sessantenni quelli degli anni 50/60 addio caccia! Non è che ci voglia tanto ad arrivarci e questo lo sanno anche le aavv apposta "finche dura" ci godiamo i privilegi dell'essere dirigenti di una aavv, dopodiché il nulla. Questo si evince ormai da anni inutile illudersi. Ciao

da giusva 05/12/2017 7.56

Re:Il futuro dipenderà da noi

non sono un troll ma un cacciatore che scrive la verità caro amico ! Capisco che fa male ma è cosi datevi un occhiata in torno e chi vuole cambiare? cosa volete cambiare? si va a caccia con pochi euro e io devo cambiare , perché? Come le associazioni perché devo stare in un branco di pecore se a me non piace? E poi il sondaggio ? di quante persone e se uno vota dieci volte ? Ci vogliono le palle nella vita non le chiacchere!

da Filo 04/12/2017 19.45

Re:Il futuro dipenderà da noi

Se si guarda il sondaggio di Bighunter, si capisce che la stragrande maggioranza di appassionati vuole l'associazione unica. Rossi e neri sono nella testa di chi vive e ingrassa sulle divisioni. La maggior parte della gente vuole vivere in pace, lavorare e che la giustizia funzioni.

da Giorgio Peroni 04/12/2017 19.36

Re:Il futuro dipenderà da noi

Speriamo che Filo sia il solito troll infiltratosi con l’idea di fare nascere polemiche inutili, perché se è un esempio di come ancora la pensa qualche cacciatore siamo apposto. La caccia non è un diritto e bisogna guadagnarsela, in ogni senso. Ma se si vuole solo fare carniere e si pretende di fare quello che si vuole solo perché ”si ha la fedina penale pulita” allora non manca molto che si vada tutti a giocare a bocce

da se i cacciatori sono questi... 04/12/2017 19.19

Re:Il futuro dipenderà da noi

Avanti tutta Marco Ramanzini.

da Rik. 04/12/2017 18.59

Re:Il futuro dipenderà da noi

è compito vostro non nostro ! se chiudono la caccia a me non cambia nulla forse a Voi si. per questo datevi da fare. LA 157 è perfetta , vado a caccio solo io e me sbatto degli altri che non possono venire nel mio ambito ERA ORA ! legge perfetta. Degli agricoltori me strafotto, che si arrangino guadagnano un sacco di soldi e noi dobbiamo leccarli?? ma dico siamo impazziti? Unità di cosa? come fanno stare insieme uno nero e uno rosso e l'altro giallo? una ricetta , la sua, curiosa. In bocca al Lupo

da Filo 04/12/2017 17.53

Re:Il futuro dipenderà da noi

Ostuni, il miracolo lo devi fare te. E con te i tanti altri che ancora provano a ragionare. Dal niente non s'inventa niente, ma se facciamo il primo passo, e cioè ci convinciamo prima di tutto che dobbiamo stare insieme, intanto abbiamo una piattaforma comune su cui ragionare. Da lì, potremo impegnarci per individuare uno, due, tre, dieci argomenti su cui non è possibile litigare e su questi costruire un primo modesto progetto. Passo dopo passo, passo dopo passo. Fra questi, credo che - consapevoli che ci vorrà del tempo, e che abbiamo un parco utenti piuttosto vecchio - si dovrebbe pensare alla costituzione di una pattuglia di giovani preparati, entusiasti e consapevoli. Non è poco, lo so. Ma perchè non provare? Insistiamo a chiedere ai nostri dirigenti di fare squadra, tutti insieme. Poi si vedrà. Poi, è chiaro, ci vogliono ancora soldi, ma certi nostri avversari politici (peraltro si pensa supportati almeno in parte da poteri che di denaro ne hanno) dimostrano che si può fare politica rinunciando ai finanziamenti pubblici. Almeno proviamoci anche noi, che soldi ne abbiamo proprio pochi e supporti dai poteri forti meno ancora. Secondo me, infine, non è vero che non si investono soldi in comunicazione. L'operazione ormai concreta e tangibile della promozione sulle tavole della carne di selvaggina è molto efficace, soprattutto perchè veicolata a più livelli, compreso quello di un certo mondo elitario e anche ambientalista. Vi pare poco? Eppure c'è ancora qualcuno nel nostro mondo che invece di plaudire e assecondare fa di tutto per ostacolare.

da Uan 04/12/2017 17.31

Re:Il futuro dipenderà da noi

è EVIDENTE che non andiamo da nessuna parte. Alle considerazioni dell'articolo (giuste o sbagliate che siano, non sono nessuno per giudicarle) già ai primi 4 commenti si nota che non cè una visione comune. La caccia è divisa in ass. ven. in forme di caccia, ecc... Se non ci salvano dall'alto (improbabile) moriremo lentamente fra le nostre discussioni interne. E anche dopo continueremo a litigare su di chi è stata la colpa. Unica soluzione, a mio avviso è la associazione unica.. si ma quale??? ormai il mondo venatorio è irreparabilmente spaccato... non ci resta che un miracolo

da ostuni 81 04/12/2017 16.49

Re:Il futuro dipenderà da noi

Ma chie e' chistubbellomo?

da Angela 04/12/2017 15.19

Re:Il futuro dipenderà da noi

Secondo me bisognerebbe informarsi un po' meglio. Il mondo della caccia, dall'epoca dei referendum, ha investito molto anche nella comunicazione e in particolare nelle campagne di sensibilizzazione a difesa dei cacciatori. Qualcuno potrebbe dire, più per i cacciatori (di ieri e di oggi) che per la caccia (futura). Qualcun'altro potrebbe dire che le risorse non hanno dato i frutti che qualcuno pensava. Ma questo è un problema che riguarda la litigiosità fra le AAVV (tessere, quindi denaro, più che ideali). Testimoni oculari potrebbero confermare che dai tempi dell'Unavi, della Face, ma anche della Fenaveri c'era e probabilmente c'è qualcuno che paga le spese per tutti. Che non è una novità. Nel mondo armiero succedeva lo stesso: le spese di gestione dei vari progetti e delle varie campagne, dicono che sono sempre stati onorati quasi eslusivamente da una o due aziende. Quelle più importanti, nei confronti delle quali le piccole poi si lamentavano per non riuscire a sostenere la concorrenza e neppure il mercato che si evolveva. Quello che non si capisce, è che oggi se non facciamo una pausa e smettiamo di far polemica fra noi, dimostreremo quello che i nostri avversari cercano di far credere: che siamo un popolo ormai da riserva indiana.

da Esopo 04/12/2017 14.43

Re:Il futuro dipenderà da noi

Forse è bene che rilegga con più attenzione. Mi pare abbia qualche problema di comprensione.

da M.R. 04/12/2017 14.35

Re:Il futuro dipenderà da noi

Insomma Marco Ramanzini direttore responsabile de IL CACCIATORE ITALIANO organo della FIDC, nonché -se non sbaglio- genero del grande GIULIANI INCERPI ci dice che per rispondere alle continue campagne milionarie finanziate dagli animalisti dobbiamo....arrangiarci difendendo la caccia su Facebook oltre che nell'ambiente in cui viviamo. Nessun accenno allo scandalo che le AAVV non hanno mai speso un centesimo in campagne in difesa della caccia, preferendo di gran lunga utilizzare i miliardi dei cacciatori per sontuosi rimborsi spese ai propri dirigenti che spesso sono solo politici in pensione o trombati. Caro Marco occorre dire pane al pane e vino al vino specie ora che il tempo si fa breve.

da Pescia venatoria 04/12/2017 14.24