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Editoriale

LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE


lunedì 5 settembre 2016
    

Marco CastellaniLa comunicazione, in una società come la nostra, è essenziale in tutti i campi di attività: rende visibili – e quindi riconoscibili e valutabili – identità, finalità, prodotti, servizi, progetti.

La comunicazione consente l’informazione: fare senza comunicare, in pratica, è quasi come non fare. Dobbiamo ammettere che, sino ad oggi, il mondo venatorio ha saputo comunicare poco e male la sua identità e il suo ruolo di vera risorsa per la società. E, allo stesso modo, dobbiamo invece ammettere che i detrattori del mondo venatorio sono stati abilissimi a far sentire la loro campana e così ad inculcare nell’opinione pubblica una mirata disinformazione a danno della caccia e dei cacciatori.

Noi sappiamo benissimo che la caccia oggi è una passione di alcuni al servizio di tutti: è un insostituibile strumento di gestione e conservazione delle specie selvatiche e dell’ambiente; è presidio costante del territorio; è scuola di virtù civili; è sano esercizio fisico; è socialità e solidarietà; è cultura; è tradizione; è economia e occupazione.

Sappiamo benissimo che i cacciatori sono cittadini onesti, dalla fedina penale pulita che con passione lavorano insieme al mondo agricolo per gestire concretamente ambiente e fauna presidiando il territorio tutto l’anno e limitandosi a coglierne razionalmente i frutti.

Ma, in realtà, la quasi totalità dei messaggi che raggiungono l’opinione pubblica sono messaggi negativi che finiscono sempre per presentarci come un problema. È evidente il peso della disinformazione spacciata in tutti questi anni e delle tante falsità e strumentalizzazioni di cui è stato vittima il mondo venatorio italiano.

Vero è che per i cacciatori non è facile avere accesso ai media mentre gli anticaccia trovano sempre le porte spalancate. Noi cacciatori facciamo fatica a trovare spazi (salvo quelli che ci procuriamo a pagamento) per fare comunicazione positiva evidenziando i nostri dati, le nostre esperienze, i nostri progetti, le nostre ricerche ed ogni altra testimonianza del ruolo positivo svolto dalla caccia e dai cacciatori italiani in campo economico, sociale, agro-ambientale e faunistico. Ma facciamo fatica anche a sostenere i confronti con i nostri detrattori perché sono confronti “asimmetrici”, nel senso che il livello di impegno richiesto alle parti in causa non è affatto lo stesso.

Gli anticaccia pongono questioni che, pur non corrispondendo alla realtà, risultano di semplice e immediata percezione. Noi per rispondere abbiamo, invece, bisogno di esprimere concetti non facili da sintetizzare nelle poche parole e nei pochi minuti (a volte secondi) a disposizione nei dibattiti radio-televisivi. Così gli anticaccia di fronte a dei non esperti riescono a farci sembrare in difficoltà mentre in realtà non lo siamo. Per questo io personalmente ritengo che per il mondo venatorio sia meglio cercare di fare più comunicazione positiva che partecipare a confronti con una controparte così agevolata.

Personalmente ritengo che si debba fare più comunicazione d’attacco che di difesa, riuscendo a presentare all’opinione pubblica la vera faccia della caccia con metodo ed efficacia senza perdere tempo in inutili o controproducenti dibattiti che vanno limitati allo stretto necessario. Ma tutto ciò non è affatto semplice.

Occorre che il mondo venatorio, auspicabilmente finalmente unito, definisca e concordi – con l’ausilio di adeguate professionalità e quindi investendo sufficienti risorse finanziarie – mirate e precise strategie comunicazionali e i contenuti che si vogliono adottare per “fare” informazione. A tal fine dobbiamo ricordarci che quello che per noi è giusto e scontato, per una parte importante della società di oggi è sconosciuto. Per questo risulta inutile “pretendere”, ma bisogna lavorare promuovendo il nostro ruolo reale e quindi per farci avvertire come un bisogno reale.

Dobbiamo spingere sull’acceleratore delle iniziative sociali, culturali e ambientali sul territorio (fiere, feste, manifestazioni, gestione territorio, verde pulito, ecc.) e dar loro adeguata visibilità perché devono essere il nostro “biglietto da visita”, rafforzando anche le alleanze esterne e agganciandosi anche ad iniziative di altri soggetti, in particolare del mondo agricolo. D’altra parte anche i media nazionali devono cogliere, finalmente, la nostra disponibilità ad offrire i termini e i riferimenti per una corretta informazione che è un diritto per i cittadini e dovrebbe essere un dovere per chi fa della comunicazione un mestiere.
 
Per il mondo venatorio la comunicazione e la corretta informazione rappresentano quindi le vere sfide strategiche da affrontare e vincere per giungere alla sua piena rilegittimazione agli occhi della società, della politica, delle istituzioni e dell’opinione pubblica. Mi auguro che nei rinnovati rapporti di coordinamento unitario queste sfide possano essere colte e vinte nell’interesse di tutti i cacciatori italiani.

In bocca al lupo.


Marco Castellani

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46 commenti finora...

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

A riciao a tutti... io sono uno dei primi che ha fatto un intervento su questo articolo e stamattina mi sono letto tutti i commenti.....beh direi che mi pare ovvio perché noi cacciatori non andremo mai da nessuna parte...non siamo uniti nemmeno sull'utilità comune di farci conoscere.... forse non vi è chiaro che il mondo non finirà con noi.....ma che è nostro preciso dovere lasciare ai nostri figli quello che i nostri padri hanno lasciato a noi, ( venatoriamente parlando intendo) e solo se i non cacciatori che sono il 99% della popolazione capiranno il nostro mondo forse ....forse ce lo lasceranno vivere, ma se continuano a credere che siamo peggio dell' isis come accidenti credete che potremo continuare ad esercitare non solo la nostra passione ma il nostro modo di vivere... noi nel nostro piccolo siamo peggio dei dirigenti delle nostre associazioni che tanto critichiamo.

da bughiu 12/09/2016 10.02

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

Marcello hai detto tutto te, quindi le cose sembra che le sai. Chiunque ti legga nota sostanziali contraddizioni. Non è questione di nomi (ATC, Riserve Comunali, Privatizzazione), ma di persone. Delle beghe fra rossi è piena la storia e l'attualità, non solo italiana. E' considerata più o meno una condizione. Quindi, dato per scontato questo, è sul resto che non si pone attenzione. Anche gli altri sembrerebbero malati della stessa malattia, ma prima di tutto, conta l'italianità. Eterni brontoloni del nulla. Salvo poi autoincensarsi dicendo che il nostro è il più bel paese del mondo, per bellezza e per gente.

da Bundestag 12/09/2016 9.09

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

i rossi sono per i centri sociali, il welfare,lavorare a carico degli altri , l'immigrazione clandestina, il buonismo sensa senso, e per la caccia sociale ( cioè noi rossi ci spartiamo tutto) Scusami Tappare e cosa centra il Trentino ? L'Austria , La Francia ? In Trentino e Alto Adige ci sono le riserve di diritto gestite dai cacciatori e funzionano POSSO VENDERE I PERMESSI PER LA CACCIA e con una parte di questi si mantengono. In Austria la caccia è privata SVEGLIATI !! In Francia c'è una gestione totalmente differente dalla nostra come calendari e specie da prelevare e sistemi per cacciare. In Spagna tutto privato ma che cavolo scrivi se non sai le cose ma ho capito sei un ROSSO quelli che ancora credono ai somari che volano!!

da Marcello x Tappare ( la tua bocca) 12/09/2016 8.19

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

Noto che ti sei dimenticato dei mal di pancia dei ROSSI e si che ce ne sono e anche di difficile cura. Essere rossi in questo periodo non deve essere facile vero? Per il resto fai bene a ricordare chi sono coloro che hanno allontanato i giovani dalla caccia che guarda caso sono quella della fenaveri di cui fa parte anche ci vorrebbe cimentarsi in comunicazioni.

da Altro giro altra corsa 11/09/2016 15.17

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

Per sapere a cosa servono gli atc, basta avere rapporti funzionali con i caccitori del trentino, dell'ALTO ADIGE, DELLA FRANCIA, DELL'AUSTRIA, DELLA SPAGNA E VIA E VIA. L'ITALIA, LO SO ANCH'IO, è FATTA DI VOLPO, E ALLORA? è UNA NOVITà? LE LOTTE ANALOGHE ALL'INTERNO DELLA LEGA, DI FORZA ITALIA, DEI 5STELLE, SE NE AVESSIMO NECESSITà, CI INSEGNANO CHE QUESTO SIAMO. E SE NON ABBIAMO GIOVANI, MA SOLO PENSIONATI, E' LA'TRA DIMOSTRAZIONE CHE QUELLI "BRAVI" FINORA NON SI SONO VISTI... IN ECOLOGIA, COME C'è UN BUCO, C'è SEMPRE QUALCUNO CHE LO RIEMPIE. MA COMUNQUE, SE VAI A CACCIA INVECE DI IMPEGNARTI UN PO' ANCHE PER GLI ALTRI, CARO MIO, NON TI RESTA CHE CONTINUARE A PROTESTARE. FINCHè TI Sarà possibile (andare a caccia)

da TAPPAREQUELBUCO 11/09/2016 11.56

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

Che dice la succursale della fidc? A che vuole buttarsi sull'informazione? Lassate perde non è ciccia per voi.

da Ex anuuuuu anu vedecce più 10/09/2016 20.32

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

si non mi convincerai mai perchè dietro queste tue belle parole c'è la fregatura! si tutto gratis non è vero perchè c'è il gettone di presenza, oltre a questo stai certo che il capo gestionale so già a chi andrà, la selezione ai nocivi ai soliti del giro, l'area migliore all'amico del direttivo, la squadra di girata o braccata nella zona buona sempre al solito amico, l'approvazione per l'appostamento fisso ai colombacci guarda te a me non arriva mai dopo 10 anni di domande ma al Presidente nessuno lo tocca, vado avanti? si anche tutti questi fanno un'altro mestiere il 50% statali il resto pensionati !! hai mai visto qualcuno di 25/30 anni? ma di 65/75 ne è zeppo! I VOLPONES DELLA CACCIA ! E poi a chi servono gli atc dai spiegalo tu che sei un tifoso che vantaggi abbiamo noi cacciatori ...per me nessuno ... CACCIA PRIVATA PAGA E VAI DOVE VUOI NON DOVE VOGLIONO GLI ALTRI. Capitooo mi hai?

da marcello 09/09/2016 16.26

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

Marcello, avevo visto giusto, difficile convincerti. Vai pure per la tua strada. Se potessi, ti direi ne parliamo tra dieci anni, ma non ne vale la pena, mi pare. A casa mia (io non sono nessuno e non ho nessun incarico in niente, ma partecipo e do la mia opinione), nell'ATC abbiamo i rappresentanti delle AAVV che sono diretta espressione delle associazioni che abbiamo in provincia, e perdipiù uno dei nostri presidenti di circolo venatorio è rappresentante per una associazione agricola. E infine, fra i rappresentanti delle associazioni ambientaliste abbiamo un dirigente di Ekoclub. Tutta gente, questa, che fa altro di mestiere, e che per questa rappresentanza ruba tempo al suo lavoro e alla caccia. Ti basta? E di realtà del genere, ne conosco molte, almeno dalle mie parti.

da (non)capisciammè 09/09/2016 16.06

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

ma che cosa dici ??? ogni rappresentate dell'ATC ha un filo politico legato ai suggerimenti di turno! Tu sei stato eletto su suggerimento di qualche politico o se non lo hai fatto ti è stato chiesto e ti sei schierato con chi ti faceva comodo o con nessuno. Ma il tuo caso è UNICO io so bene come funzionano gli atc forse tu un pò meno ! per me tu sei un politico che vuol far passare un messaggio che NON E VERO QUELLO CHE E VERO! ma la gente non è cretina. ma lo sai che L' 80% dei cacciatori vuole abolire gli atc ed il rimanete 20% fa parte degli atc! Questo è quanto! Annibale io mi sono fatto un mazzo nella vita che tu neppure ci puoi credere e se uno percepisce poco è perchè non ha versato nulla questa è la verità Certo, ci sono anche i casi disperati ma sono aiutati non credere su una cosa mi arrabbio i soldi spesi per chi arriva nel nostro paese MA NON HA MAI DATO NIENTE e gli viene riconosciuto tutto a discapito dei nostri pensionati e poco fortunati! parla con loro e non con chi ha versato tanto da mantenere un esercito!

da Marcello 09/09/2016 14.04

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

Caro Marcello, nel mio ATC, anche i rappresentanti degli agricoltori sono espressioni delle aavv (e quindi dei cacciataori). Ovvio anche che i rappresentanti delle AAVV (tre per ATC) sono dirigenti delle aavv più rappresentate. E se sono dirigenti venatori, non ce li ha messi la polica partitica, ma la politica dei cacciatori, che democraticamente viene espressa attraverso i processi elettivi. Se tu, e quelli come te, invece di partecipare, preferisci andare a caccia e magari protestare al bar o in armeria,è una tua legittima scelta, ma è chiaro che non contribuisci a cambiare le cose, ma questo è un problema tuo,. Poi, come ho letto anche qui sotto, tutto è politica, anche la non politica o l'antipolitica, . come la tua. Ma forse questo non lo capisci...

da capisciammè 09/09/2016 10.38

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

Sai,qui e tutto facile, il difficile è riuscire a realizzarsi in questa vita e come esprimere i pensieri da trascrivere .........stai sereno e porgi le scuse ai colleghi meno abbienti !!!

da Annibale 09/09/2016 9.42

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

il vecchio con la minima deve badare i nipotini e non andare a caccia. oppure se nella vita ha lavorato può permettersi di andare a caccia mentre se ha fatto il parassita ed ha la minima sono affari suoi! SE UNO VERSA I SOLDI ARRIVANO MA SE NON HA MAI VERSATO COSA VUOI CHE ARRIVI?? quello che è giusto la minima! Comunque proviamola la caccia privata non sai che soddisfazione verde tutti quei parassiti degli ATC anzi mafiosi degli ATC che devono per una VOLTA PAGARE E NON RUBARE AL CONTRIBUENTE non so cosa darei per vedere una scena del genere TUTTI A CASAAAAAAA

da Jhon 08/09/2016 17.15

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

Si,aboliamo l 842,....poi la cacca.... sara per pochi e nn per tutti ,direi un concetto tutt altro che di sinistra quello che qualcuno va publicizzando........ anche perche il vecchio con la minima lo ospiterete voi vero.....grandeur ??? .

da Annibale 08/09/2016 16.12

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

non siamo noi ad eleggerli ma le associazioni politiche mai un ATC ha fatto libere elezioni per eleggere i rappresentanti vengono eletti SU SUGGERIMENTO dei vari schieramenti. una vera immondizia e chi salta sul carro? sempre i soliti furbetti del quartiere impegnati politicamente e mai gente preparata! MAI

da Marcello 08/09/2016 11.42

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

Purtroppo, cari miei, la cosiddetta mentalità comunista (selvaggina proprietà dello stato), non è altro che l'aggiornamento politicamente corretto della disposizione di Mussolini (art. 842 C.C.). Quanto alla politica che nomina i nostri rappresentanti negli ATC, è un affermazione che fa ridere i polli. Ormai anche il gatto sa che TUTTO E' POLITICA. Per cui, quei rappresentanti, negli ATC nelle AAVV sono lo specchio della nostra ottusità, semmai, visto che siamo noi ad eleggerli (o quantomeno, vengono eletti perchè molti di noi se ne infischiano, e questo è ancora più grave). E non mi si venga a dire che in certe associazioni non riconosciute si può attingere per il futuro, perchè lì, nelle non riconosciute, c'è davvero il buoio profondo, e una dirigenza che punta a difendere la caccia, mentre oggi, coi tempi che corrono, la caccia andrebbe VALORIZZATA, non difesa. E qui sta il nocciolo. Purtroppo tutti noi, forse anche me compreso, abbiamo lo sguardo rivolto al passato, mentre il mondo - dove anche noi dobbiamo operare - è spinto sempre più velocemente verso un futuro che se vogliamo cavalcarlo lo dobbiamo anticipare. E allora sì che ci manca una classe dirigente che riesca a prefigurarlo, questo futuro.

da Piero Pizza 08/09/2016 11.18

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

Ho letto con ritardo questo editoriale. Qualcuno ha detto come si può non essere d'accordo..e lo dico anche io ma il vero problema lo ha centrato Vecchio Cedro nel suo primo post....concordo in pieno. Mission impossible spiegare che uccidere animali è cosa buona e giusta...perché questo è il messaggio che viene recepito.

da Carlo rm nord 07/09/2016 19.24

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

Cedro approvo ma la tua GIUSTA analisi fa a cazzotti con la mentalità COMUNISTA che aleggia su tutto il paese , il sociale ,il welafare, il reddito di cittadinanza, i sindacati, il nostro paese è un BENGODI per i vagabondi, ladri, disonesti e furbi le brave persone rischiano di finire in galera perchè non si non si adeguano al modello!

da marcello 07/09/2016 12.02

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

A mio modesto avviso il problema sta nel "modello" italiano della selvaggina proprietà dello stato (eredità dello stato fascista e poi in maniera demagogica divenuto nel dopo guerra merce di scambio elettorale), il che vuol dire di nessuno, o meglio di "gruppi organizzati" - aavv, act, ecc. - che mirano solo al loro vantaggio particolare. I grandi assenti: i proprietari dei fondi che subiscono i cacciatori e non hanno nessun interesse se non per un'agricoltura di puro reddito priva di valenze ambientali, e l'economia: nessun businnes, nessun interesse. Vedo che invece all'estero è strettissimo il binomio caccia/reddito, più selvaggina, più soldi, per avere più selvaggina si crea un ambiente adeguato: e il cerchio si chiude con soddisfazzione di tutti!

da vecchio cedro 07/09/2016 10.51

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

Caro Castellani è inutile scrivere editoriali del genere quando la colpa è solo vostra e anche tua. Siete voi i nostri portavoce questi editoriali mandali alla Respubblica al Giornale e proponiti su mediset il problema è il vostro non il nostro.

da Marcello 07/09/2016 8.24

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

x Luciano--La politica nella caccia l'hanno fatta entrare due falliti della politica e per giunta definitesi anche cacciatori, era il lontano 1992.Storia parallela alla nascita del WWF dove è notorio l'obbiettivo dell'abolizione della caccia e con sommo rammarico debbo dire che i due soggetti ci stanno riuscendo. Se non bastasse hai un esempio appena sotto di quale plagio sono stati capici di esercitare. A distanza di 24 anni ancora ci sono gente come il sig. Francesco che ancora non hanno metabolizzato che per risanare l'ambiente occorre NON il consenso e la buona volontà dei gestori della caccia,(aaw) ma piuttosto quello dei proprietari dei fondi agricoli e forestali.Consenso che verrà concesso solo se ci sarà un loro tornaconto azzerando così la figura ingombrante e inutile delle aaw.

da Cacciatore migratorista 07/09/2016 2.49

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

Se tutti si impegnassero con i fatti nella propria associazione e non si delegasse agli altri i vari COMPITI, SAREBBE UN POCO MEGLIO,meno conigli deleganti...

da barba 06/09/2016 22.36

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

ah ah ah gli ATC il covo dei corrotti , il circolo dei mafiosetti falliti che fanno il bello e cattivo tempo SOLO PER IL PROPRIO TORNA CONTO gli atc sono stata e sono la rovina della caccia vere e proprie sette di INCAPACI piazzati dalla politica sporca PERCHè OGNI ATC VIENE ELETTO POLITICAMANENTE ma vi rendete conto ? ma cosa centra la politica un bel fico secco! per me ha ragione Roberto ABBIAMO FALLITO E SIAMO DEI FALLITI!

da Luciano 06/09/2016 21.21

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

Concordo pienamente . Occorre comunicare a livello di ogni singolo atc iniziative di migliorare ambientali , mantenimento degli ambienti con l'ausilio dei nostri soldi.Avremo il duplice risultato di responsabilizzare i singoli, renderli partecipi della gestione dell'ambiente e legarli al territorio . non era questa la finalità degli atc??

da francesco 06/09/2016 20.14

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

in parte,condivido,caro D:P.ma resta il fatto che l'ambientalismo -estremismo va sconfitto con i loro stessi mezzi (il resto è solo politica).Ad ogni settore va gente competente (quello che da noi in Italia è pura utopia)Allora si che potremo discutere migliorarci e vedere la nostra passione e fare vedere all'opinione pubblica un' altra realtà. Ciao

da setter '63 06/09/2016 19.06

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

Le tasse, caro mio, se le pigliano gli altri, Ovvero in buona parte gli ambientalisti, il resto va nella cassa generale. Se invece alludi alle quote di tesseramento, purtoppo sarà meglio che ci svegliamo. Concorrenza spietata al ribasso fra le associazioni, assicurazione maggiorata a causa purtoppo dei rimborsi ai cinghialai (cani feriti o uccisi dai cinghiali, o anche di peggio). Quanto ai soldi (nostri) che vanno agli ATC, in buona parte vanno in rimborso danni agli agricoltori, una parte consistente a consulenze di tecnici faunistici e gettoni, il resto in propaganda nei confronti dei cacciatori (fagiani pronta-caccia). L'unica associazione che dedica più attenzione (e denaro) alla comunicazione e al cosiddetto marketing è la Federcaccia (che lavora spesso fianco a fianco con CNCN; come li spende e quanto sono efficaci è un altro discorso. Meglio però che il niente di tutti gli altri. Velo pietoso sull'arcicaccia che vorrebbe sfruttare i soldi degli altri (ormai ha sempre meno associati, almeno dalle mie parti) per continuare a calcare la mano a fianco di un ambientalismo che, come ha detto oggi Philippe Daverio su La7, è improponibile, dopo che a capo dei verdi ha avuto un certo Pecoraro Scanio, con tutto il rispetto per questo signore.

da D.P. 06/09/2016 18.05

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

eppure con le tasse che tutti gli anni versiamo un canale di informazione lo si dovrebbe trovare...o sbaglio? Un saluto amici

da setter '63 06/09/2016 17.39

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

Sono d'accordo. Sono almeno quarant'anni che (con la scusa della tutele della natura) ci provano a privatizzare la caccia. Per sapere se è un bene o se è un male, bisognerebbe provare. Così non siamo nè carne nè pesce. L'ATC, in pratica, ha blindato il sitema (mezzo pubblico, mezzo privato), ma l'ostacolo più grosso è ancora l'ideologia (o il populismo), vedi soprattutto Arcicaccia (ex PCI/Radicali/Verdi), ma anche ANLC (Lega Nord/centro-destra) CPA/Confavi (Ex Alemanno, oggi Meloniani) non scherzano.

da Sheperd 06/09/2016 15.00

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

Hai detto MOLTO BENE Roberto: in italia, altro problema, per motivi politici, non esiste un vero bussiness legato alla caccia. Se i proprietari/conduttori dei fondi traessero un qualche vantaggio economico dalla ns. passione sarebbe diverso. Invece la devono solo subire (vedasi art. 842 del cc.). Ne consegue che in questa società non abbiamo alleati ma solo nemici: molti nemici molto onore? Mah ...

da vecchio cedro 06/09/2016 13.35

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

negli usa fanno passare una comunicazione corretta perché hanno un bussiness legato alla caccia e il bussiness per gli americani viene prima di tutto. In Italia abbiamo il sociale i morti di fame le mille regole folli e gli ambientalisti che godono di tutte le protezioni possibili e per concludere con quali personaggi vorremmo comunicare? quelli di sky? per favore rassegnatevi siamo destinati a scomparire al nostro posto cacciatori professionisti pagati dallo stato per fare il lavoro sporco ! siamo finiti

da Roberto 06/09/2016 12.46

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

Molto difficile, praticamente impossibile, per i cacciatori comunicare un messaggio "negativo" come l'uccisione di un animale. Gli ambientalisti invece con facilità fanno passare i loro messaggi "positivi": difendi il territorio, difendi gli animali. Quindi missione, se non impossibile, estremamente ardua, affidata poi ai nostri cacciatori ed alle loro associazioni venatorie ....

da vecchio cedro 06/09/2016 11.26

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

Questa "musichina" è davvero da tanto che la sentiamo. Ma del resto, una lamentazione/monito come questa di Castellani a chi andrebbe cantata, se non ai cacciatori/dirigenti? Purtroppo se i dirigenti nella stragrande maggioranza sono refrattari per costituzione mentale (cultura politica), è inutile qualsiasi monito. Purtroppo, è vero, ce la siamo sempre raccontata fra di noi, per due motivi, secondo me. Il primo è che non abbiamo abbastanza risorse per farlo, visto che della materia (cruenta) se non paghi, tutti i media tendonono a parlarne in negativo, mentre è facile dare spazio a chi professa amore infinito per il povero uccellino. Secondo, perchè purtroppo, causa l'inadeguatezza culturale e politica, abbiamo sbagliato target (obiettivo). Certo, le scuole sono un primo step (passo),abbiamo da tempo immemore un Ekoclub che è stato utilizzato solo per fare numero negli ATC, ma con i bambini - ma anche e soprattutto con gli adulti ignari delle cose della caccia - non dobbiamo parlare di caccia ma di cosa fanno i cacciatori per tutelare l'oggetto del loro desiderio, ovvero il patrimonio naturale. Per apparire, come del resto è, i primi e più importanti soggetti ambientalisti del paese. Se non si capisce questo, e ancora purtoppo non l'abbiamo capito,non ci sarà "recupero". Per ora siamo ancora alla "ferma", di sfrulli conseguenti ce ne sono stati anche troppi, ma hanno portato solo "padelle", con immancabile palese smacco e vergogna.

da Ruber 06/09/2016 9.00

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

Annibale, a quello che hai detto che ci azzecca (direbbe Di Pietro!) con i problemi della comunicazione? Restare in tema per favore.

da Fonzie 05/09/2016 18.15

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

Annibale, non potresti essere un po meno criptico e più chiaro? Ma cosa hai voluto dire? Qui ci sono troppi intellettuali e io mi confondo. Meno metafore e parole più chiare. Grazie.

da Fonzie 05/09/2016 18.12

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

Caro FORZACACCIA che ti devo dire chi ben comincia e a meta dell opera........e quando gli tocchi il portafoglio a certa gente gli viene il .....MAGONE .....che spero nn ti sfugga di chi era fratello e perche si chiamo cosi ,nn essere ingeneroso coi Cacciatori perche secondo me sono di granlunga maggioranza gli onesti sui malandrini.........la cosa grave e che nn abbiamo nessun controllo sulle politiche dopo il pagamento. I pachidermi ci sono e governano la Caccia da troppi anni con risultati venatori scarsi per nn dire tragici,io vado a piedi gia da un po. Ciao

da Annibale 05/09/2016 17.48

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

Concordo in pieno sull analisi. ..ma vorrei ricordare che nella classifica mondiale della libertà di stampa ,l'Italia e al 70 posto o giù di lì. ..quindi la vedo dura con loro...

da Roby pt 05/09/2016 14.59

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

Concordo in pieno sull analisi. ..ma vorrei ricordare che nella classifica mondiale della libertà di stampa ,l'Italia e al 70 posto o giù di lì. ..quindi la vedo dura con loro...

da Roby pt 05/09/2016 14.59

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

A Castellani peccato che gli animalisti sono da 50 anni che si fanno "pubblicità"persino nelle scuole d'infanzia. Ma per favore!!!

da Ai voglia a pedalare 05/09/2016 14.00

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

Quelli di legambiente parlano molto bene e si fanno capire dall'opinione pubblica magari provate a far parlare loro di caccia visto che sono vostri alleati. potrebbe essere un'occasione per mettere in evidenza tutte le positività della stipulata alleanza.

da il brigante Mammone 05/09/2016 12.14

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

Concordo pienamente con Castelval. Se non sono le nostre associazioni a fare propaganda cosa volete che lo faccia io al bar? I soldi che le associazioni prendono dallo stato li potrebbero usare per far propaganda al posto di usarli per far causa ad altre associazioni. Purtroppo gli animalisti sono 200.000 volte più bravi di noi..anche ieri pomeriggio sul canale Focus c'è stato tutto un programma sul rispetto degli animali e l'ambiente...hanno dipinto così male (ma molto bene) i cacciatori che quasi quasi mi hanno fatto sentire in colpa. Purtroppo la colpa è solo nostra o meglio dei quattro dirigenti fannulloni che ricoprono le cariche nelle nostre associazioni. Al posto di fare i video sulla migrazione tanto per far prendere i soldi a quattro ricercatori o a quello che fa le riprese dovrebbero spendere i soldi per propaganda nelle scuole e in televisione.

da Marinaro 05/09/2016 11.11

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

Le osservazioni di Marco Castellani sono tutte condivisibili. Come non potrebbero. Se non fosse che la “musichina” me la suonano da quando portavo i calzoni corti. E’ vero che quasi tutti i messaggi dei nostri avversari sulla caccia ci disegnano in negativo (se esagerano sconfinando in offese e calunnie adirei senza indugio alle vie legali) e non è altrettanto efficace per noi confutare le false accuse in azioni di tardiva difesa. Le sigle di rappresentanza unitaria dei cacciatori - che mio sembrano in crescita variegata determinando di fatto il pericolo di una nuova frammentazione - dovrebbero farsi carico del problema e stilare un progetto specifico di ampio respiro che preveda canali di informazione non settoriali, cioè non dedicati alla sola comunicazione venatoria, perché quelli ce li leggiamo e ascoltiamo solo tra noi. Gli spazi adeguati se si cercano si trovano, come dimostrano le paginate di promozione pubblicitaria a pagamento che invitano al tesseramento per una o l’altra associazione. Compriamoli per altri motivi. Abbiamo alleati forti (agricoltori, armieri ecc.) chiediamo il loro sostegno. Chiediamo la presenza in “par condicio” negli interventi pubblici e sui media e selezioniamo per rappresentarci soggetti di indubbia preparazione che siano espressione della parte migliore di noi. La corretta informazione è un dovere e un diritto civico. Non saprei indicare quali siano gli argomenti che possano darci adeguata visibilità, ma so che non è la pubblicità della Caccia che mi interessa, bensì il diffondere la sua obiettiva conoscenza, senza pregiudizi emotivi e con integrità intellettuale. Non siamo salvatori della Patria ma onesti cittadini che mossi solo da sincera passione, spesso con sacrificio e ricompensati da sempre minori soddisfazioni venatorie, collaboriamo con altri portatori di interesse alla gestione di ambiente e fauna. Che ci riconoscano almeno questo ruolo innegabile. Sembra poco ma sarebbe già un successo.

da Pompeo Trombetta 05/09/2016 10.23

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

Bellissimo articolo, concordo in pieno...e sono convinto che moltissimi la pensano come me....peccato però lo leggiamo solo noi.....che queste cose le sappiamo a memoria, che bello sarebbe se lo leggessero tutti....soprattutto i ns. dirigenti delle associazioni venatorie....magari in un momento di pausa tra un dispetto e l'altro tra di loro per una tessera in più.... bella anche la proposta provocatoria di non sottoscrivere per un anno nessuna tessera e vedere se magari qualcuno si sveglia dal letargo...secondo me si...

da Bughiu 05/09/2016 10.11

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

Ma se non la fate voi dirigenti venatori chi la deve fare Fino ad oggi avete fatto solo comunicazione interna e per denigrarvi reciprocamente

da Castelval 05/09/2016 10.05

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

BRAVO ANNIBALE. MANCANO GLI ELEFANTI. DI GENERALI POI NEANCHE A PARLARNE. E GIù GIù UFFICIALI E TRUPPA. DOPODICHè, FATTA L'ITALIA DELLA CACCIA (NUOVA, MI RACCOMANDO) BISOGNA FARE L'ITALIA DEI CACCIATORI, IMPRESA PIù CHE ARDUA. PERCHè DI CACCIATORI ALL'ALTEZZA DEL RUOLO NE VEDO POCHI. QUINDI, GIUSTO FARE COMUNICAZIONE, MA PRIMA CI VORREBBE CHI LA FA E PRIMA ANCORA CHI INSEGNA COME SI FA. IL CHE COMPORTA UNA CLASSE DIRIGENTE ALL'ALTEZZA E UNA TRUPPA CONSAPEVOLE. FORZAAA! FINCHè SI PARTORISCONO SIGLE (ACRONIMI) COME FENAVERI, LA VEDO DURA, MA DURA!

da FORZACACCIA 05/09/2016 9.52

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

Per un anno nessuno rinnova la tessera con le Aavv, poi diciamocelo chiaro dobbiamo partecipare nn lasciar fare cosa che noi Italiani, io compreso, siamo maestri.

da Annibale. 05/09/2016 9.18

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

sono d'accordo, ma allora in concreto che si fa?

da vecchio cedro 05/09/2016 9.08

Re:LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE

Sante parole grand uomo ...........Presidente subito!!!!

da Annibale 05/09/2016 8.53