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Editoriale

ANIMALISTI. LA DEBOLEZZA DEI VIOLENTI


lunedì 17 ottobre 2016
    

In un mondo che cambia molto rapidamente è necessario di tanto in tanto analizzare le trasformazioni in atto per capire quale direzione prenderanno le varie parti attrici che concorrono in una determinata questione, e quella che a noi interessa maggiormente è la “questione animale”.

Sviluppatasi qualche decennio fa, gettate le basi della sua filosofia, la “questione animale” intesa quale ideologia dai risvolti etico-morali relativamente al rapporto uomo-natura, ha rapidamente coinvolto il nostro modo di pensare e di agire, provocando cambiamenti (anche positivi) nei rapporti che l’uomo ha con gli altri animali e l’ambiente. Personalmente seguo il fenomeno in Italia dell’animal-ambientalismo da quando è nato ed ho notato che se è pur vero che anche nel mondo della caccia e della ruralità in generale, ci sono state in questi anni delle trasformazioni importanti, spesso legate più a fattori ambientali che a trasformazioni sociali, il mondo di chi si professa “difensore dell’ambiente” additando come male assoluto tutto ciò che guarda alla ruralità ed alle tradizioni dell’uomo, ha subito trasformazioni più veloci e radicali che meritano, oggi, una considerazione in anticipo sui tempi che verranno. In principio erano i cosiddetti ambientalisti che si occupavano della questione animale e, con il senno di poi, dobbiamo dire che a volte lo facevano anche molto bene. Negli anni ’70 il movimento verde, prendendo di mira solo alcune attività rurali, ha gettato le basi di questa rivoluzione ambientale che nel corso degli anni si è però clamorosamente persa per strada. Nell’ultimo decennio abbiamo assistito ad una improvvisa virata dell’ambientalismo tradizionale verso l’ideologia animalista che, come ben sappiamo, ha cominciato ad occuparsi di tutte le categorie rurali, rifiutando qualsiasi tipo di dialogo e provocando un profondo distacco dell’uomo dalla natura e dalle sue tradizioni, presentando all’opinione pubblica l’utopia di una natura buona, un uomo cattivo ed una concezione della vita in generale che corrisponde alla realtà solo se ci si distacca completamente dalla natura e si vive “rinchiusi” nelle città.

E’ però in atto in questi ultimi tempi un cambiamento del movimento animalista molto importante e che influenzerà sicuramente le componenti interessate alla “questione animale”; e di questo cambiamento dobbiamo approfittare!

Per cambiamento intendo “la modalità di azione del movimento” che, come per tutti i movimenti sociali, segue diverse fasi di sviluppo ed ha un suo ciclo vitale ben definito. Fasi e sviluppi dei movimenti in generale sono infatti stati analizzati e descritti dal sociologo statunitense Herbert Blumer e nelle sue analisi ritroviamo anche il ciclo vitale del movimento animalista. Il sociologo affermava che in tutti i movimenti si usano forme di protesta non convenzionali che si trasformano in azioni atte ad interrompere quel che viene definita la “routine quotidiana”. Queste forme di protesta si suddividono in non violente, perturbative e violente. Ebbene: le forme di violenza vengono utilizzate dai movimenti sociali nel momento in cui le azioni non-violente e perturbative perdono la capacità di colpire l’antagonista e non influenzano più di tanto l’opinione pubblica.

I fatti violenti e terroristici portati avanti da alcuni gruppi animalisti come ad esempio i recenti e continui atti vandalici alle auto dei cacciatori (e non solo a quelle dei cacciatori), le consuete rappresaglie negli allevamenti, gli atti terroristici sempre più frequenti alle altre attività rurali, gli assalti a cacciatori e pescatori, confermano che siamo nella fase della violenza. Una violenza “dovuta” proprio perché le azioni precedenti di protesta non hanno, se non in parte, scalfito l’obiettivo da colpire e non stanno più sortendo la visibilità mediatica di un tempo, cosa quest’ultima che è ritenuta fondamentale per la propaganda di un movimento sociale. I fatti violenti nel movimento animalista erano un tempo sporadici, più che altro posti in essere da qualche isolato soggetto dal quale gli animalisti stessi, seppur molto timidamente, prendevano a volte le distanze. Le prevaricazioni e le violenze a persone o i danneggiamenti materiali sono invece diventati ultimamente fatti di cronaca settimanale e, cosa assai grave, il resto del mondo animalista non le condanna più, anzi, altri gruppi simili le esaltano. Secondo Blumer è il passaggio dalla logica dei numeri, quella che attraverso azioni non violente tipo il volantinaggio informativo o la manifestazione pacifica punta a far vedere un grosso numero di sostenitori e simpatizzanti del movimento, alla logica della prevaricazione tramite violenza in quanto le azioni precedenti non sono più sufficienti a garantire obiettivi, visibilità e quindi propaganda. Come conclude il sociologo statunitense? - I movimenti sociali che si radicalizzano, usando forme di azione meno convenzionali e quindi violente, tendono con il tempo ad isolarsi dal mondo esterno.

In una società civile e democratica è naturale pensare che gruppi violenti debbano essere emarginati ed isolati, quand’anche condannati e puniti con leggi giuste. Ma c’è anche dell’altro che possiamo fare: il nostro compito è quello di mostrare sempre questo volto violento dell’animalismo all’opinione pubblica, far capire che il loro obiettivo non è solo il cacciatore, il contadino, il pescatore o l’allevatore ma tutti quelli che non la pensano come loro e non seguono alla lettera le regole di questa ferrea ideologia. Lo scrittore Wolfgang Goethe, considerato uno degli uomini più rappresentativi di sempre nel panorama culturale europeo, diceva che “chi è nell’errore compensa con la violenza ciò che gli manca in verità e forza”. E’ questo il messaggio che dobbiamo far arrivare chiaro e forte all’opinione pubblica.
 

Massimo Zaratin
 

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22 commenti finora...

Re:ANIMALISTI. LA DEBOLEZZA DEI VIOLENTI

Bekea scusa l'ingenuità, visto che avete dato 10.000 ( diecimila ) voti al caro Sergiolino, non si potrebbe in Veneto incominciare a pensare alla nascita di un partito a nostro favore, al posto di andare in prestito da altri che ci possono lasciare da un giorno all'altro ? O forse anche da voi siamo nelle stesse condizioni, che si sta bene come si sta.

da jamesin 23/10/2016 11.05

Re:ANIMALISTI. LA DEBOLEZZA DEI VIOLENTI

x Jamesin. Beata ingenuità, cosa credi che quelli che hai nominato siano politicamente capaci ???. Loro stanno bene dentro alla loro Av , pagati e con annessi benefit nelle varie AFV e valli private. In politica sarebbero dei semplici Zero visto che nelle regionali non sono stati capaci di mettere un loro tirapiedi. in consiglio regionale

da Bekea 22/10/2016 16.20

Re:ANIMALISTI. LA DEBOLEZZA DEI VIOLENTI

Tamburino caro sono d'accordo con te, sotto un'unica bandiera ci stiamo già e sarebbe a dire la FENAVERI, che da poco ha unito LEGALMENTE quattro delle maggiori associazioni riconosciute. Dobbiamo solo aspettare e vedere cosa saranno capaci di fare. Intanto stanno per approvare la nuova legge sui parchi e non ne sappiamo nulla di quello che vogliono fare. Io comunque mi domando e dico : perchè per esempio un Dall'olio esimio presidente Fidc o un vice presidente come Carnacina che potrebbero se uno di loro si candidasse prendere un sacco di voti visto gli iscritti alla federazione, non lo fa ? Ciao

da jamesin 22/10/2016 14.02

Re:ANIMALISTI. LA DEBOLEZZA DEI VIOLENTI

Non è semplice far sapere al mondo,quale è il vero volto dell'animalismo.In Tv non c'è spazio per chi mangia la carne o chi caccia o chi pesca.Veniamo tacitati subito come è successo a Roberto Calasso la cui intervista è impossibile sentirla sul PC.

da agostino 21/10/2016 17.03

Re:ANIMALISTI. LA DEBOLEZZA DEI VIOLENTI

Jamessin, apprezzo la tua passione, e per questo raccomando che si faccia di tutto per favorire l'unità dei cacciatori, non la frammentazione ulteriore. Non abbiamo ormai più (visto che non l'abbiamo avuta in tempi più favorevoli) la forza per organizzare partiti, pagare campagne, recuperare credibilità fra i politic(ant)i che guardano purtroppo solo ai numeri. Quindi, solo impegnandoci a non sperperare le poche risorse che abbiamo, e grazie a una necessaria mediazione, possiamo costituire una forza unitaria che utilizzi al meglio le proprie capacità. Federcaccia, volendo o nolendo, è l'unica che può costituire un riferimento e bisogna in ogni caso prenderne atto. Come fare? Raccomandare a tutti, soprattutto a quelli più appassionati, di fare azione di convincimento per confluire (il modo è secondario, ma la consapevolezza è uindispensabiele) tutti sotto un'unica bandiera.

da tamburino 20/10/2016 10.14

Re:ANIMALISTI. LA DEBOLEZZA DEI VIOLENTI

Zaratin solo un appunto visto che ami fare citazioni spesso un po' a sproposito: Ortega non è mai stato un cacciatore ma era fraterno amico del conte di Iebes che lo invita a fare la prefazione del suo libro sulla caccia. Così, tanto per mettere i colpi dentro i cerchi giusti. Luciano

da Luciano 19/10/2016 19.14

Re:ANIMALISTI. LA DEBOLEZZA DEI VIOLENTI

Eppure non è difficile risolvere la questione. Si allungano pochi biglietti allo zingaro del quartiere e ti risolve il problema con le "buone maniere". Lo zingaro non ha porto d'armi.

da Argo 18/10/2016 21.54

Re:ANIMALISTI. LA DEBOLEZZA DEI VIOLENTI

Ragionamenti e opinioni fatti già da molti anni a questa parte. Qualcuno ha dimenticato del partito dei cacciatori istituito qualche anno fa... Che fine ha fatto ? Proprio Giovanni 59 l'ha dimenticato ? il partito ha smesso se non sbaglio per mancanza di sostentamento. E che forza diamo al SVI ( ancora in vita) non facendoci la tessera. Perchè mai una interrogazione del genere non la facciamo ai vari presidenti nazionali di tutte le associazioni a cui versiamo i nostri soldi di tessere ? Poniamogli il quesito di Giovanni 59 : (finche non saremo in grado di "pesare" dal punto di vista politico-elettorale, cioè essere in grado di smuovere una certa massa di voti, siamo destinati a scomparire). Vediamo cosa ci rispondono visto che qualcuno dice che ci leggono in molti, FORSE ci leggono pure loro, ammesso che ci rispondano. Cosa ne dite, al posto di fare solo le solite chiacchiere.

da jamesin 18/10/2016 18.18

Re:ANIMALISTI. LA DEBOLEZZA DEI VIOLENTI

Il problema dell'animalismo, se da una parte è un business, dall'altra è un grave danno per gli agricoltori e gli allevatori, figuratevi cosa incide la caccia. Può comunque darsi che essendo l'anello più debole della catena, possa essere additata come utile sacrificio. Sta a noi organizzarci per debellare il disegno.Ma ce li abbiamo i cervelli giusti? Perchè il progetto non è mica uno scherzo.Una soluzione abbordabile? Mi dispiace dirlo, ma è la privatizzazione della caccia. Se diventasse patrimonio di privati, allora sì che potrebbe essere organizzata un'adeguata difesa.

da Riflettiamoci 18/10/2016 18.03

Re:ANIMALISTI. LA DEBOLEZZA DEI VIOLENTI

ma no ragazzi, da quando esiste il mondo c'è sempre stato il bianco e il nero... il cattivo e il buono...il bello e il brutto... fanno cose eclatanti per sensibilizzare l'opinione pubblica e sperare nella chiusura della caccia, cosa impossibile.

da Pino 18/10/2016 15.46

Re:ANIMALISTI. LA DEBOLEZZA DEI VIOLENTI

La vedo anche io cosi come l'ha pensata Andrea ge.... ci sta un disegno macchiavellico dietro a certi accadimenti. Secondo me il disegnino è ben più ampio che il semplice sospendere l'attività venatoria...da quando non si va a votare?? e sto governo?? l'ha votato o scelto qualcuno?? Mah...io ci sento puzza di bruciato.

da MarcoC 18/10/2016 14.28

Re:ANIMALISTI. LA DEBOLEZZA DEI VIOLENTI

Nulla mi toglie l'idea che dietro ci sia un disegno più preciso, ossia giungere a far sospendere le attività ittiche e venatorie tramite atti che possano comprometter l'ordine pubblico. Sono convinto che più di un parlamentare (se così si può dire) abbia già pronto il disegnino o l'interrogazione da presentare ai ministeri competenti per premere su tale scopo.

da andrea ge 18/10/2016 13.37

Re:ANIMALISTI. LA DEBOLEZZA DEI VIOLENTI

Non è solo questione di politica. La politica è conseguente, come sempre. Perchè ci sono più politicanti che uomini politici, e qui sta l'inghippo. La vera questione è economica. Avete notato quanta pubblicità per mangimi e medicine per cani gatti e topolini c'è in televisione? La ragione è legata al fatto che abbiamo più animali da sfamare che bambini. E dove c'è il soldo, ci si buttano a corpo morto tutti, affaristi, opportunisti e conseguentemente politicanti, che puppano di qua e di là. Voti da questi disadattati che comprano pappine senza glutine per il gattino, e soldi dai poteri forti del business animalista per favorire leggi animaliste. Serve soprattutto un sussulto di dignità nella gente, che ormai indigente per larghi strati della popolazione, non può, non deve più accettare sperperi. Una volta, quando la morigeratezza era costume diffuso nella popolazione, al cane e al gatto di casa si davano gli avanzi, magari riciclati in una zuppa. Oggi gli avanzi dei cani si danno alla Caritas. E' vergognoso.

da E' vergognoso 18/10/2016 8.27

Re:ANIMALISTI. LA DEBOLEZZA DEI VIOLENTI

Allora tutto questo movimento violento vale a dire che sono arrivati...l'istinto animale soppravvale la ragione di mostrare la verità' e la forza di questo movimento perché anche loro sanno di essere in errore, come nel processo naturale umano di commettere errori ogni giorno perché a sua volta la nostra ragione ci porta a commettere errori

da Da matteo 17/10/2016 21.33

Re:ANIMALISTI. LA DEBOLEZZA DEI VIOLENTI

Come cacciatori e veri ecologisti dobbiamo pretendere dalle ns. associazioni venatorie e dai politici a noi vicini di darsi una mossa perchè andando avanti così si arriva al conflitto e noi cacciatori ne subiremo le conseguenze con il ritiro del porto d'armi. Questo però non giustifica lo stare alla finestra e aspettare gli eventi,dobbiamo pretendere la mobilitazione del mondo venatorio e di tutto quello che gli gira intorno che produce un 0,8% del P.I.L. nazionale e non le balle di questi mascalzoni ignoranti .

da bretone 17/10/2016 19.19

Re:ANIMALISTI. LA DEBOLEZZA DEI VIOLENTI

E certa gentaglia di certe pagine di Facebook, altro non fanno che offendere e gioire della morte ddei cacciatori. Ma lo sanno che anche loro devono morire? Passare la loro inutile esistenza sempre alla ricerca di notizie contro la caccia e denigrare, ma andate a lavorare che è meglio!!! E vergognatevi per ciò che scrivete!!!

da Giovanni Aiello 17/10/2016 18.40

Re:ANIMALISTI. LA DEBOLEZZA DEI VIOLENTI

tutto giusto...cmq questi atti violenti stanno già portando alcuni risultati dalla nostra parte.leggendo i commenti lasciati sui siti dei giornali che pubblicano le notizie delle violenze,il 95% di commenti sono contro questi personaggi.io credo che se questi continuano con la violenza non fanno altro che portare acqua al nostro mulino

da ale genova 17/10/2016 18.15

Re:ANIMALISTI. LA DEBOLEZZA DEI VIOLENTI

Noi non saremo mai in grado di mettere insieme un numero tale di voti da mettere insieme un nostro partito da sentirci garantiti. Noi dobbiamo prima capire chi siamo e cosa vogliamo, poi dobbiamo essere rappresentati da validirappresentanti delle nostre AAVV, che sappiano trattare con il potere legislativo,anche se pochi ma ben conoscitori dei diritti dei cittadini -cacciatiri..Purtroppo non abbiamo dei mediatori,ad anche quelli che si ritengono amici dei cacciatori( vedi Veneto) non sono altro che agguerriti competitori di altre AAVV.

da toni el cacciator 17/10/2016 13.21

Re:ANIMALISTI. LA DEBOLEZZA DEI VIOLENTI

...volevo aggiungere un'altro episodio "eroico"a danno dei cacciatori, a Davagna in Liguria, gomme forate a tutti.

da Giovanni59 17/10/2016 12.52

Re:ANIMALISTI. LA DEBOLEZZA DEI VIOLENTI

Ecco, "opinione pubblica"... sta tutto qui, se è vero come è vero che la suddetta opinione venga "plasmata" dai media, allora non solo le azioni violente (per noi) aumenteranno, ma saranno destinate ad esserlo sempre di più, in quanto tali azioni sono e saranno considerate gesta non dico eroiche, ma alla stregua o quasi di"atti dovuti". Il motivo di tutto ciò?... sempre lo stesso, i media si fanno influenzare dalla politica, essa stessa succube di certe lobby, un un giro vizioso dove noi veniamo identificati come "assassini". Finchè non saremo in grado di "pesare" dal punto di vista politico-elettorale, cioè essere in grado di smuovere una certa massa di voti, siamo destinati a scomparire. Questo avverrà e sta già avvenendo, basta solo guardare i numeri, quanti eravamo 20/30 anni fa e quanti siamo rimasti.

da Giovanni59 17/10/2016 11.33

Re:ANIMALISTI. LA DEBOLEZZA DEI VIOLENTI

I media danno spazio a qualsiasi albero produca "frutti" così come allo stesso albero impiccano quando quei frutti non piacciono più;sta a noi mettere in risalto il marcio quasi quotidianamente mostrato da quella infiorescenza ed è,per me,anche sufficiente attenzionarne il risalto prevalentemente(visto che è difficile riuscirci in altre sedi)su siti come questo perchè,credetemi,certe notizie vengono lette anche dai non addetti molto più spesso o frequentemente di quanto non si creda.

da Pietro 2 17/10/2016 11.27

Re:ANIMALISTI. LA DEBOLEZZA DEI VIOLENTI

Animalismo, veganesimo è puro fondamentalismo. Quello che non riesco a capire è che i media gli danno spazio.

da Bepi 17/10/2016 11.02