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Editoriale

QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO


lunedì 27 aprile 2015
    

“L’uomo ha perduto la capacità di prevenire e prevedere. Andrà a finire che distruggerà la Terra”. E' questo il monito che probabilmente hanno dimenticato molti dei nostri ambientalisti e ornitologi, compreso, a quanto pare, qualche ricercatore dell'ISPRA.

Il monito, qualcuno lo ricorderà, almeno spero, lo lanciò nell'(ormai) lontano 1962 l'evidentemente dimenticata Rachel Carson, biologa della Pennsylvania,  col suo atto d'accusa (Silent Spring, Primavera silenziosa, un best seller, per quei tempi) nei confronti dell'uso (smodato?) dei pesticidi e dei prodotti fitosanitari, che stava decimando le popolazioni di piccoli uccelli, insettivori e granivori, un po' ovunque, in quei paesi che stavano cambiando totalmente le pratiche agricole.

Quindi, dato il successo planetario del libro, almeno da quella data (1962) tutto il mondo ornitofilo, ambientalista,  scientifico, sapeva quali erano le cause di queste morie di rondini, pettirossi, fringillidi, passeri, turdidi (ma anche dell'aquila testa bianca e di altri accipitrini e uccelli rapaci in genere).

Sorpende - ripeto: sorprende - che oggi, a distanza di più di cinquant'anni, ci sia ancora qualcuno che - come si dice - cade dal pero.  E' quanto si può dedurre leggendo, per esempio, un recente articolo di La Repubblica, dove tale Michele Zanetti (sè-dicente naturalista e divulgatore di Noventa di Piave, che ogni anno insegna a 5000 bambini geografia naturale ed ecologia) ha scoperto quello che la Carson raccontava già allora.

Fortuna che all'ISPRA, come racconta Lorenzo Serra primo ricercatore avifauna a Ozzano dell'Emilia, hanno preparato per il Ministero dell'Ambiente  il Rapporto sullo stato di conservazione sugli uccelli italiani (dal 2000 al 2012), di prossima pubblicazione. Dalle sue anticipazioni, veniamo a sapere - ancora tramite La Repubblica - che i passeri sono considerati - in Italia - "categorie vulnerabili". Veniamo a sapere, anche, tramite l'altrettanto citato Progetto Mito (Monitoraggio Italiano Ornitologia) finanziato dal Ministero dell'Agricoltura, che questa situazione dei passeri è confermata, e che riguarda anche l'allodola (unica specie cacciabile), ilverdone, la rondine, il torcicollo, il rigogolo. La causa? I prodotti chimici, ovviamente (visto che queste tragiche morie accadono - come leggiamo - in aree intensamente coltivate). Concausa? Il prevalere di predatori, da tempo non più oggetto di corretti prelievi, che le vecchie leggi sulla caccia invece contemplavano come indispensabili con una coerente ed equilibrata gestione del patrimonio avifaunistico.

Tutto questo, ovviamente, a noi cacciatori è noto da tempo, ma - voci clamanti nel deserto - fino ad oggi inascoltati, tutti impegnati  come sono, a partire dai massimi responsabili del benessere ambientale del nostro paese, a dar retta a quelle sirene di ambientalisti (???) che continuano a sparare balle contro la caccia e i cacciatori, misconoscendo anche quello che loro stessi scrivono. Tutta gente che ad ogni rapporto del genere... cade dal pero, appunto, continuando a recitare le solite litanie, per mortificare un mondo che fino a che lorsignori - gli ambientalisti di professione - non si occupavano di queste cose, queste cose funzionavano bene, grazie al presidio di persone esperte, sensibili e consapevoli, che racchiudevano in sè valori unici e complessivi, essendo all'un tempo ambientalisti, cacciatori e in molti casi anche contadini (non industriali dell'agricoltura).

Chissà se certuni saranno caduti dal pero anche stavolta, quando hanno letto la denuncia  inoltrata recentemente alla Commissione UE (Vai alla denuncia dell'Atc GR8 alla Commissione UE), dall'ATC di Grosseto, e il ricorso al Tar del Lazio delle Associazioni nazionali ( Ricorso al Tar del Lazio contro la Presidenza del Consiglio dei Ministri) che chiamano in causa fra l'altro l'operato di autorevoli operatori che da quanto appare oltre che cadere dal pero ogni volta, sembrano soffrire di strabismo (dov'erano in tutti questi anni, quando contestando anche aspramente la caccia, non altrettanto facevano nei confronti dello scempio che si consumava sotto gli occhi di tutti?) e di vuoti di memoria. Speriamo che riescano a convincerci del contrario. Non foss'altro per la loro salute (strabismo, vuoti di memoria), a cui, come timorati di dio, teniamo più di ogni altra cosa. Tuttavia, a parere diffuso, bisognerà insistere su questa strada.
 

Vito Rubini
 


P.S. Nel mio giardino - sono un fortunato, ho la casa in mezzo a un bosco in buona parte abbandonato; i campi intorno sono ancora trattati come i poderi di una volta, come la tradizione comanda  - come ogni anno, anche quest'anno sono arrivati a fare il nido merli, fringuelli, verdoni, cardellini, la stiampetta, l'upupa, il picchio rosso, il torcicollo, una coppia di tordi (finalmente), sul tetto ho un paio di famiglie di passeri, una di storni. Ogni tanto vedo anche qualche rondine. Tutti procreano garruli, sotto gli occhi  di un sanguinario cacciatore: il sottoscritto.

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50 commenti finora...

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

Sparare a un celletto al volo dandogli la possibilità di salvarsi è un (dis)valore mentre sparargli a fermo è un valore aggiunto. Munirsi di fonofil,gabbie scacarcianti,fischietto di plastica , doppietta/automatico è qualcosa di avveniristico da paracchiatori super tecnologici schifati dalla "società". Munirsi di AK47-Z6(i) 5-30x50 P (BT),MCP 50.000 lux. EOTech HOLOsight e sparare alle mucche al pascolo è di quanto più arcaico per sentirsi CACCIATORI socialmente utili e ben accetti.Più si è giovani, causa inquinamento ambientale e socio/culturale, più si è privi di identità al punto del proliferare mod.(lux) urina con culottes, merletti,smalto,rimmel,profumi,rossetti e plastica, e ognuno può esprimere la sua performance.

da M. democratico 03/05/2015 19.33

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

Liberissimo di continuare a dire la tua (non uso altri termini, ma sai cosa intendo). La pervicace cocciutaggine a non voler riconoscere che il mondo cambia rapidamente, che per stare a galla occorrono strumenti nuovi, moderni, la deriva democratica, che porta il candidato al seggiolone (anche associativo) a dare ragione allla pancia dell'elettorato piuttosto che all'intellighenzia, la voglia bulimica di portare a casa ciccia, sempre e comunque, la condizione di baluba ormai certificata dall'età del campione venatorio, sono tutti (dis-)valori che testimoniano la nostra incapacità a passare la nottata. Mancano i giovani, nessuno li ha cercati, manca la preparazione della classe dirigente, e lo sappiamo, più s'invecchia e meno testosterone si produce, per cui, si può anche sparare (col viagra) ma ai neuroni arriva poca linfa. Tutto questo produce i tanti ciao ciao e riduce il ruolo delle avanguardia. Quello che una volta era il bello della caccia, lo stare insieme, vivere il creato, convivializzare (con un bel bicchiere di vino) è diventato purtroppo la costante di rimessa. Quale sarà il futuro? Ungulati, loden sulle canotte dei lodolai, cinghiali a profusione e incazzature di quei bruciasiepi - magari supertecnologicizzati - che sberlatano al bel tempo andato, considerandolo tradizione, mentre era solo consumismo. A Milano riflettono sulla necessità di un nuovo modello mondiale di approccio alle risorse del pianeta. Si punta a una nuova frugalità contadina, ma si impegnano i migliori cervelli che abbiamo e si usano strumenti da fantascenza. Da noi, i più birboni si dotano dei marchingegni più all'avanguardia, ma per fare ciccia con meno fatica possibile.

da M. Cellaro 03/05/2015 15.50

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

Vecchio e rincoglionito ci sei tu e i tuoi compagni di merenda e d'associazione, inoltre, avendo facoltà di intendere e volere e con il cervello non portato all'ammasso, dubito per cose,fatti, circostanze, come e quando voglio con o senza il tuo benestare. A causa mia siamo ridotti in codesto modo? Forse è l'esatto contrario. Ti sei fatto prendere per il c@@@@ dal tuo presidente e suoi leccaculo con la promessa che si sarebbero adoperati per il ripristino ambientale, e ci sei cascato dentro con tutte le scarpe perchè il ripristino ambientale non è mai esistito, mai messo in programma, mai avvenuto ne nel tuo orto ne in qualsiasi altro luogo italiano. In compenso ti ha dimezzato le specie cacciabili tempi, territorio, rinchiuso in atc, ghettizzato e lasciato ghettizzare dal popolo, ti ha svuotato il portafogli per il suo benessere e quello dei suoi amici e compari . Ti ha venduto prima alla politica, poi e ancor oggi agli animalari, e tra non molto o fai il cecchino o appicchi il fucile al chiodo. Perdona qualche inesattezza ma proprio in questo portale non molto tempo fa un istituto o comunque qualcuno che conta, non certo tu, ha fatto i conti su quanto fa girare la caccia e credo di non sbagliare dicendo che muove un punto di PIL. Per quanto possa essere una miseria come da te sottolineato non credo che governo e stato si possa permettere e lasciarselo sfuggire. Pensa al tuo di rincoglionimento che fai un favore a te stesso e a molti altri.

da Ciao ciao 30/04/2015 21.23

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

da anonimo 30/04/2015 14.27

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

Ben detto galletto, classe dirigente priva di ogni kultura, specie in periferia (in altre parole una massa di ignoranti - anche in temi venatori - purtroppo totali). Difficile seminare nel deserto.

da vecchio cedro 30/04/2015 11.36

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

ciao ciao, ma sei proprio illuso, ti rendi conto che siamo ormai quattro vecchi rincoglioniti, con qualche cazzuto rompicoglioni che se lo perdi ti liberi di un peso. non abbiamo più alcuna influenza grazie proprio a quelli come te che hanno fatto pressioni per continuare con le marce su roma e con gli orgogli, invece di pensare che serviva una classe dirigente più colta, più sensibile sui temi che ormai a tutti stanno a cuore, la tutela dell'ambiente in primo luogo. il gior d'affari degli animalisti (e dell'ambiente, discariche comprese) è ormai enorme. i nostri soldi non sono neanche uno sputo in mare al confronto. ma cosa vuoi dubitare

da galletto 30/04/2015 11.29

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

Appurato da dirigenti Lipu, che sanno tutto delle varie specialità venatorie, ogni limitazione ed amputazione serve a scoraggiare e far appendere il fucile o riciclare i cacciatori verso altre cacce secondo loro più ecocompatibili.

da giusva 30/04/2015 8.55

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

Ciao ciao...vedendo cio che ogni giorno se ne sente sulla caccia e pure le ultime azioni di Galletti e soci penso proprio che ne uscirebbe qualcosa di non buono per noi. Loro credono ed hanno forse ragione che comunque a caccia vorremo andare lo stesso e quindi il rinnovo e automatico.non chiuderanno mai la caccia ma continueranno a chiudere qui stringee la, probabilmente purein buona fde essendo ignoranti in argomento e nkn conoscendo le mille sfaccettatutre che ogni tipologia di caccia ha....privare anche solo di un tassello ogni attivita venatoria significa amputarne un elemento fondamentale. Lensate all appostamento senza richiami, alla caccia alle lepre con magari solo un numero fisso di cani. Cacciare la migratoria a giorni fissi, anatre senza richiamo. Fagiani senza cane....per loro modifiche di poco conto, per noi essenziali

da carlo arcangeli 29/04/2015 21.55

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

Ma se il governo va a "rubare" nelle cassette dell'elemosina, sicuro che rinuncerebbe al conquibus dei cacciatori sformando un legge ancora più pessima della 157 se non addirittura chiude la caccia? Permettete che ne dubito?

da Ciao ciao 29/04/2015 18.58

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

Non ci pensate proprio a toccare la 157..se la toccano fanno piu danno delle cavallette,non e' oggi il clima per fare modifiche in avanti..ci sono gattare cavallare..zanzarare, sorciare, conigliare, canare...cicoriare..insomma un variegato e colorito sottobosco, nato da una sconsiderata politica della sinistra che porta avanti da oltre 25 anni..Igor nenache il modello francese oggi funzionerebbe qui..visto che scopiazzarono gli atc da quello....

da Freddo 29/04/2015 15.16

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

al pensiero di igor aggiungo un aspetto molto più pratico. modificare una qualsiasi legge sulla caccia, tantopiù la 157 potrebbe significare, tra un emendamento e l'altro, una modifica e l'altra una vera e propria ecatombe per noi. sicuramente qualque M5S o SEL farebbe carte false per inserire un suo emendamneto...meglio non toccarla secondo me potrebbe finire peggio

da carlo arcangeli 29/04/2015 14.58

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

FF, ma noi chi? A chi ti riferisci quando dici che butteresti a mare AA.VV., ATC, e che i rapporti con gli agricoltori li dovremmo tenere noi. La soluzione, fra le tante, può essere quella alla francese, con la selvaggina nella disponibilità del fondo (proprietario o conduttore) e la gestione della caccia alle ACCA. Che, diciamocelo una volta per tutte, è un sistema che appare simile a quello nostro degli ATC. In teoria. In pratica, due sono i problemi: il primo, che ci sono ATC e ATC. In Italia, a nord sono migliori che al sud, dove a volte esistono solo sulla carta, o non esistono proprio). Il secondo,che mettetela come vi pare, che siamo italiani. Più furbi che intelligenti. Geniali, ma disordinati, individualisti, intolleranti alle regole. Quindi, di cosa stiamo parlando? In Italia stiamo attraversando una congiuntura sociopolitica che è lo specchio delle nostre miserie, più che della nostra nobiltà. Cerchiamo di rendercene conto, una buona volta. Un po' più di nobilità non farebbe male. Aldilà dell'842.

da Igor 29/04/2015 14.54

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

su fb non ci sono...

da carlo arcangeli 29/04/2015 14.46

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

Carlo Arcangeli ti trovo su FB? Mi piacerebbe scambiare alcune opinioni con te. Ciao Andrea

da andrea ge 29/04/2015 14.32

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

Alvaro,la caccia sociale,come ben dici te con la 157 non e' mai esistita..di sociale ha solo il nome artatamente costruito da chi negli anni ci ha centocinquatasettizato...Non ti accorgi che anche i cacciatori quando vedono foto di carnieri esteri storcono il naso? Vivono per certi versi un disagio venatico..cercano l'avallo della societa(sic!) Parlano di spoglie della mucca..le spoglie son umane...

da Freddo 29/04/2015 13.47

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

Freddo perchè siamo tosti? Se leggi attentamente ho scritto (smantellamento della 157 )e con esso cadrebbe anche il vincolo dello stato sulla selvaggina a meno di non inserirlo di nuovo in altra legge. Ma si smantellerebbero anche gli atc i loro caporali,tutti i balzelli, ricatti,ripicche ecc..ecc... e sarebbe solo un bene per la caccia. La caccia sociale oramai è morta e sepolta perchè quando per 3/4 mesi di caccia, che poi a ben contare ne diventano due situazione meteo permettendo altrimenti ancor meno, sborsi minimo 600 €, la caccia sociale è andata a farsi fottere per la quasi totalità dei cacciatori.

da Alvaro 29/04/2015 13.06

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

Certo che siete tosti,l'842 con la nascita degli atc e' morto e sepolto.Se non sei iscritto a codeste strutture non scendi dalla macchina. Ma il problema e' un altro,la proprieta della fauna e' dello stato,non va soltanto modificato eventualmente l'842 ma altro, che dovrebbe assegnare la proprieta della fauna al proprietario terriero,il quale ne risponde in solido,su danni a cose e persone..Sai che ridere ..voglio vedere quale sara' quella compagnia che coprira simili danni,e se lo fa, i costi? E nelle aree vincolate dalla 394 chi e' il padrone? Chi risponde lo Stato? o il poraccio che ha la terra vincolata dalla 394.....Su belli....Per il resto gestione? Quale? Siamo solo dei bancomat per pagare danni agricoli e cacciare in maniera ridicola fuori da ogni logica tecnica e scientifica..Vincolati da politica e politici. Da uno scandaloso accordo nato oltre 20 anni complici tre associazioni venatorie..Non scordando che un all'epoca della 968,un noto presidente, artatamente tiro fuori, per farci chiudere la caccia prima al 15 marzo poi al 5,che l'italia aveva recepito la convenzione di Parigi sugli uccelli migratori,per accontentare gli animalisti..e salvare..va beh...via...

da Freddo 29/04/2015 12.20

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

Condivido in pieno quanto scrive nel suo ultimo post FF: chiarissimo!!! Necessita abolizione 843 CC . La frammentarietà della proprietà ( vera solo in parte, esistono proprietà comunali/usi civici di migliaia di ettari) è un problema superabile.

da vecchio cedro 29/04/2015 11.44

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

Il problema della non attuazione all'abrogazione Art.842 non è la frammentazione agraria ma lo smantellamento della 157. Legge che ci mangiano tutti tranne i cacciatori che pagano il "banchetto". La frammentazione la si può superare istituendo coop, che non sono un modello di onestà, ma i contadini ci si riconosceranno. Poi quando si tratta di arraffare soldi finiscono non solo le diverse tendenze sindacali di rappresentanza ma anche i conflitti tra confinanti.

da Alvaro 29/04/2015 11.08

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

Animalisti. Il copione delle loro azioni e i personaggi (meno di 10 persone che agiscono non per idealogismo animalista ma per interessi di altro tipo) sono sempre gli stessi ormai pateticamente noti. Offese gratuite con cori da stadio e parole pesanti al nemico di turno cacciatore, macellaio o pelliciaio che sia. Sarebbe sufficiente riprendere tutto con un cellulare e rivolgersi ad un qualunque avvocato e a questi passerebbe presto la voglia di andare a cazzonare fuori dal loro recinto. L ingiuria è un reato punito dal codice con pene pecuniarie oltre che detentive che prevedono aggravanti se fatte da parte di piu persone. Se ciascun cacciatore presente avesse sporto denuncia per offese personali a questi non rimaneva in tasca neppure il fazzoletto per asciugarsi le lacrime. Questa la strada lecita per azzittirli definitivamente ... agire. Ci stiamo organizzando per incontrarli in modo diretto alla prima occasione. Gli avvocati aspettano gia i filmati e sono gia pronti a farli a pezzetti

da HUNT67 29/04/2015 10.01

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

Sicuramente ora sei stato chiaro e propositivo anche se non condivido l'idea dell abolizione del 842...troppo frammentata l'Italia per una mossa del genere.dovremmo infoderare il fucile ohni 100 metri. Saluti

da carlo arcangeli 28/04/2015 20.53

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

carlo arcangeli Non è che non lo considero e non lo reputo utile per la selvaggina e la nostra passione, tutt'altro. E' che sono pienamente cosciente che nessuno è più in grato di metterci una pezza tanto meno le ass. ven. e mi ic@@@ come una bestia quando sento questi balordi puntare sul ripristino ambientale solo per accaparrarsi tessere sulla pelle di cacciatori con mediocre intelletto che le fanno proprie. Se vogliamo veder realizzare un minimo di ripristino ambientale dobbiamo mandare al diavole le ass.ven. e contrattare noi con il popolo agricolo. Per fare questo bisogna prima cosa abrogare l'Art. 842 poi sia i cacciatori che gli agricoltori chi ci sta ci sta chi non può e non vuole si attacca al c@@@. Spero di essere stato più chiaro e propositivo.

da F.F. 28/04/2015 17.02

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

PIù dell'Accordo con Legambiente, necesssario sicuramente, le guerre si vinvono facendo alleanze e i popoli prosperano grazie alle alleanzze medesime, bisognerebbe dimostrare che noi siamo più bravi di loro. E questo succederà solo quando riusciremo a capire che dobbiamo stare unito, avere obienttivi, anche minimi, condivisi e ci impegnaremo a combatter il degrado ambientale, le speculazioni, l'inquinamento. Se vogliamo la migratoria, prima di difendere la possibilità di cacciarla (la tanto sbandierata modifica della 157, di là da venire) si dovrebbero difendere le condizioni per le quali si potranno ancora avere in abbondanza avere nelle nostre terre i selvatici di pegio. Che non scendono dal celo per miracolo, ma sono qui e si fermano se c'è da mangiare da sostare da riposarsi. Tutte cose che sappiamo bene ma che spesso ci guardiamo da professare. Forse pensando più a sparare oggi invece di prevedere quello che potrebbe gare la nostra gioia domani.

da S. Ingeri 28/04/2015 15.57

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

non sono in accordo con te FF perchè a tutti i migratori serve un ambiente valido per loro cosa che tu non consideri in un tuo precedente post. il ripristino ambientale è fondamentale. magari inattuabile per le ragioni che conosciamo ma senza quello mancherà sempre più la materia prima(selvaggina).evito di commentare i toni che hai usato relativamente al far funzionare il cervello. come vedi dal momento che si scrive liberamente su un un forum lo sto usando in modo indipendente. saluti

da carlo arcangeli 28/04/2015 15.51

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

Scommetto che a sto giro la colpa e sempre dell'Europa, di Roma, della Regione e inoltre di... Ps: ma Vito Rubini, questa Legambiente più sentita, ricorsi a parte?!

da s.g. 28/04/2015 13.39

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

carlo arcangeli-- Poi con tempo e calma mi spiegherai perchè non sei d'accordo. Hai fatto una carrellata di situazioni che, come da te sottolineato,non esistono più. Il letame ad esempio è vietato per legge spanderlo ed è stato sostituito con lo stallatico a forma di pellet che certo non genera vermetti per turditi , beccacce ecc..ecc...Il bosco si ripristina da solo,non serve l'intervento del boscaiolo e cacciatore. Marcite, paludi, laghi, torrenti non gli serve l'intervento dell'uomo cacciatore ne pescatore anzi più lontano stanno e più sono in salute. Ma di cosa stiamo parlando? I proprietari agricoli se ne strafottono del letame, dell'agricoltura biologica, di dissodare il terreno ogni 20/30 giorni per non far crescere erbe infestanti prima della semina ma lo trattano con il diserbi selettivi appena spuntano le piantine anticrittogamici e schifezze varie. Sono ripetitivo ma di cosa stiamo parlando? I proprietari e/o conduttori di fondi agricoli non hanno nessun tornaconto a gestire i loro terreni per la selvaggina ne stanziale ne migratoria e non autorizzano NESSUNA ass.ven. al ripristino delle loro proprietà nemmeno se si mettono di traverso ass. amb. legambiente compresa perchè ciò andrebbe a ledere i loro interessi.Ti faccio una domanda a bruciapelo almeno leviamo di torno tutti gli indottrinati che hanno portato il cervello all'ammasso e pendono dalle labbra delle fallite ass. ven. Tu saresti disposto a rinunciare a una parte del tuo stipendio per far "giocare" sulla tua proprietà una categoria di persone che come tale ingloba anche qualche devastatore, arrogante e pure ladro? Non so tu, io sicuramente NO e sono certo che i proprietari terrieri la pensano esattamente come il sottoscritto. Ragiona con il tuo cervello e non con quelli che giocano per loro tornaconto sulle stupidita e l'ignoranza della massa dei cacciatori. Chi si fa scudo di queste esche attira boccaloni, mente sapendo di mentire.

da F.F 28/04/2015 13.13

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

ho paura anche io che la caccia alla migratoria abbia gli anni contati anche per un ricambio generazionale che non esiste...tra 10 anni quanti saranno i cacciatori di migratoria?la metà di oggi? forse meno. allora lancio una provocazione ai selecontrollori o cacciatori di cinghiali..che a quanto pare sono l'unico interesse del mondo politico/amministrativo: non abbatteteli per un po o quantomeno limitate gli abbattimenti; essi riprenderanno solo a fronte di una correttta gestione della caccia alla migratoria, a nostro vantaggio però.tengono buono il cacciatore perchè paga lui economicamente per il cinghiale...pensiamoci. probabilmente gli errori del passato vecchio cedro sono stati molti e gravi da parte delle aavv. ora mi sembra che l'aria sia cambiata e che queste si impegnino per noi.ricerca scientifica ecc. proviamo a dargli credito e menti positive e valide come la tua potrebbero dare una mano attiva affinchè le cose migliorino. Il cacciare tuto nn è più esistito dal 82 in poi. pensiamo però ad una cosa...se fringuello peppola e storno entrassero a fare parte del carniero quotidiano di quanto diminuirebbe la pressione venatoria su altre specie berasgliate come non mai? 30 saranno comunque i capi giornalieri...meno tordi merli cesene quindi....non male credo da spacciare per azione positiva no?

da carlo arcangeli 28/04/2015 10.51

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

Questa partnership con Legambiente, non la vedo di buon occhio, visti trascorsi di questa associazione ambientalista, che non ha mai fatto segreto, della sua propensione a limitare la caccia migratoria e i cacciatori a riciclarsi in altre categorie più adatte ai loro intenti, cioè stanzialisti, cinghialai e selecontrollori, loro non sono anticaccia, ma vogliono la caccia come dicono loro e questo non và bene, nell'attesa che la vecchia guardia appenda al chiodo, stanno facendo di tutto per portare la caccia migratoria ai 3 mesi, (1°ottobre-31 dicembre) al 31 gennaio solo su poche specie, per il futuro il nuovo cacciatore non sarà migratorista, chi non se nè accorto, apra bene gli occhi, è dal 92 che è iniziata questa manovra, le aavv sono state accondiscendenti, dopo di questo si arriverà alla sola caccia gestita, quindi si abolisce l'842 e le aavv si gestiranno le afv come quelle ambientaliste parchi ed oasi. Sono migratorista da 40 anni anch'io con un padre maestro, bhe farò di tutto affinchè ciò non avvenga.

da giusva 28/04/2015 10.39

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

Mi congratulo per il padre, grande maestro di caccia ed immagino quindi anche di vita. Buon lavoro per la sua attività nell'ambito delle aa. vv.. A mio avviso però sono queste che hanno completamente mancato nella formazione dei cacciatori e si sono limitate solamente a farsi la guerra per qualche tessera in più (io, schifato, da anni mi faccio l'assicurazione privata che mi costa circa 1/3 dell'iscrizione ad una a.v.). Non pretendo assolutamente che la mia sia la posizione giusta, ma vedo quotidianamente una realtà venatoria lontana anni luce da quello che succede in Europa. A mio modestissimo avviso è il modello italiano di una caccia a tutto, sempre e libera a tutti, che non regge (esiste addirittura una ass. libera caccia - che solo nel nome mi sembra improponibile, non so in realtà di preciso come agisca). Si aggiunga l'incompetenza e la demagogiadi politici/amministratori che cercano di trarre vantaggio da questa situazione: non vedo la luce in fondo al tunnel. Comunque in bocca al lupo a tutti!

da vecchio cedro 28/04/2015 10.15

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

Nel 1950 la superficie boscata italiana era di 9 milioni di ettari quadrati, nel censimento del 2010 è arrivata ad oltre 11 milioni di ettari quadrati, questo sta a significare che il bosco si è ripreso 3 mil. di Ha2 a spese di campagne e pascoli, in parte dovuto all'abbandono delle montagne da parte dell'uomo, questo è successo in 60 anni, mettiamoci anche la cementificazione odierna delle pianure ed il quadro è abbastanza completo, se dal satellite si fotografa l'Italia di notte si vede uno sterminato intreccio di luci, poche sono le zone ancora libere da insediamenti e questo non fa che del male alla biodiversita, infatti le uniche specie che traggono vantaggi da ciò sono gli ungulati ed i cinghiali e questo è sotto gli occhi di tutti, quindi il ripristino ambientale è necessario non solo nei boschi che vanno gestiti, ma anche nei parchi lasciati al loro destino pensando che sia naturale dai loro gestori.

da giusva 28/04/2015 10.15

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

Vecchio Cedro grazie dell'apprezzamento. Se non ho capito male però Marracci auspica che i cacciatori sia distolgano dalla lamentela fine a se stessa relativa al fagiano che non c'è perchè ne liberano pochi, ma si faccia largo nel cacciatore un idea più lungimirante dove la salvaguardia ambientale e i progetti ad essa legati sono la base per una corretta gestione del territorio e quindi un incremento della selvaggina cacciabile. Se mai si riuscisse in questo intento la domanda chiave per sarà: il cacciatore riuscirà a non distruggere ciò che di bello si avrà? vedo già gli occhi luccicare appena un fagiane in più farà capolino tra le stoppie.NON APPROFITTIAMONE, DICIAMO BASTA PER OGGI....utopia mi sa. Sono cacciatore da capanno da 30 anni anche se ne ho solo 37 però questo ho imparato da mio padre...non esagerare nel prelievo e tieni curato il posto dove cacci come se fosse il giardino degli uccelli, si fermeranno e avrai soddisfazione a vederli nel gioco...meglio di cento cartucce. Le aavv, delle quali sono sostenitore sono l'unico interlocutore che abbiamo per dialogare con i vari enti nei vari livelli. Ben venga l'accordo con legaambiente credo sia l'unico modo per mostrarci come siamo, non insensati prelevatori ma gestori del territorio e della fauna...Chi non ci sta con questo pensiero è giusto che non lo segua e lo contesti. pensate però che il muro contro muro ci darà forse una morte dignitosa(?) ma pur sempre di morte si parlerà. Con il dialogo forse possiamo farcela e uscirne pure bene. Per correttezza di informazione devo dire che sono pure consigliere regionale di FIDC.

da carlo arcangeli 28/04/2015 9.48

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

Carlo Arcangeli si che se ne intende!!! Il ripristino ambientale fa bene all'uomo prima di tutto, alla migratoria ed alla stanziale tutta!!! Cacciando all'estero, dove i conduttori dei fondi traggono un interesse economico diretto dalla caccia, vedo investimenti importanti in questo senso: ambiente migliore, più fauna, più entrate dai cacciatori. Da noi questo volano virtuoso non esiste! Marracci, apprezzo il suo intervento ma non si può continuare così pensando solo a "lanci " di selvaggina, ad un prelievo indiscriminato ed ignorando l'ambiente, inseguendo spesso in modo demagogico le istanze di cacciatori di bassissimo spessore per avere più tessere! E' L'ECONOMIA CHE MODELLA L'AMBIENTE! Cordialità.

da vecchio cedro 28/04/2015 9.28

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

F.F. non sono per nulla d'accordo. il bottaccio, la cesena hanno bisogno, per fermarsi dopo la furia migratoria, di un ambiente dove possano trovare rifugio, alimentarsi per poi ripartire...chissà perchè mio nonnno cacciava bene i tordi anche dopo i giorni di gran passo. quasti si fermavano.ora già nel pomeriggio sono spariti. lo stesso per le allodole..terreni incolti? utopia. il giorno dopo la mietitura iniziano già a diserbare, arare. nn si fermerà nulla mai in questo modo. il letame nei prati per le cesene e le tordele(anche se non cacciabile bella da vedere ) senza quello non ci stanno senonchè ci sia qualche sorbo ma finiti quelli? bye bye! il fatto che i boschi stiano di nuovo riconquistando i prati che i nostri vecchi avevano sottratto per creare foraggio per le bestie genera altri problemi ai migratori...gli uccelli mangiano nel prato non nel bosco. meglio un verme che mille bacche...la beccaccia dove sta di notte a rifcillarsi? nel prato...qui ho detto praticamente di tutte le specie migratorie cacciabili..non mi sembra poco.IL RIPRISTINO AMBIENTALE farà bene all'essere umano che va nella natura ad ammirarla e pure al cacciatore che la sfrutta a suo modo..ovviamente pure agli animali, tanto è vero che nelle zone umide dove si caccia si ha probabilmente una grande concentrazione di anatidi e trampolieri perchè sono curati come serve a loro. nelle aree totalmente riserva senza intervento umano di animali non ce ne sono. le torbiere del Sebino ne sono un esempio per chi le conosce. interdette alla caccia e solo in pochi momenti all'anno c sono 4 anatre per il resto non si ferma nulla..una volta invece quando ci cacciavano e vivevano l'area di animali era piena. saluti

da carlo arcangeli 28/04/2015 8.28

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

Al di la della Quaglia e Tortora che quando gli si apre il prelievo loro stanno già in bichini la nei paesi"tropicali" quale altro migratore cacciabile ha bisogno di ripristino ambientale? Non vorrai mica farmi credere che ripristinate e gestite marcite, fossati, paludi, abetaie,querceti, faggete, corbezzoli, sorbi, siepi ecc..ecc.. per sfamare e accogliere la migratoria? Queste barzellette nemmeno a Zelig le puoi raccontare.

da F.F. 27/04/2015 19.21

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

Non per niente si è voluta l'alleanza in materia territoriale da parte della triade con Legambiente. Da questo bisogna partire ! Per cui nelle varie assemblee degli ATC che sono in mano ai cacciatori bisognerebbe invitare anche esponenti ambientalisti così come al contrario nelle assemblee di Legambiente dove si discute di sanatoria ambientale (non so se le fanno) ci dovrebbero essere cacciatori e agricoltori. Che bello sarebbe questo, vedere confrontarsi ambientalisti cacciatori e agricoltori, per una seria risoluzione dei problemi ambientali. Lo dico ma nello stesso tempo mi viene da ridere e da pensare : ma si è mai fatto ? E allora.... Cordialit

da jamesin 27/04/2015 18.54

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

Egregio Felicetti, innanzitutto alla greppia ti ci alimenterai tu che non so nemmeno chi tu sia (almeno però ti firmi, mica come tanti altri che usano ridicoli nicknames...)quindi cortesemente vacci piano perché dall'esordio sembreresti proprio uno dei tanti qualunquisti in circolazione. In secondo luogo io non fomento proprio nulla, mi sono limitato a descrivere ciò che accade solitamente nelle assemblee degli ATC lombardi, né più, né meno, alle quali desumo che tu non abbia mai assistito altrimenti non potresti fare altro che concordare con quanto ho descritto. In terzo luogo, rammenta che solo gli idioti si fanno pilotare o fomentare come dici tu: gli idioti oppure coloro ai quali fa comodo, per svariati motivi, che le decisioni per loro le prendano sempre altri.... E chiudo con quanto segue: i miglioramenti ambientali servono a tutte le specie selvatiche, dunque a tutte le cacce e a tutti i cacciatori, stanzialisti o migratoristi che siano. O no?

da massimo marracci 27/04/2015 18.16

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

Marracci visto che fai parte della greppia dovete mettervi in capoccia che fino a quando esiterà questa baraonda che tutti ammazzano tutto le cose non miglioreranno mai. Si vocifera che il popolo l'italiano, altruista per cultura, stia diventando razzista. In questo c'è una grande verità ma lo sai chi lo ha fatto diventare tale? LA POLITICA CIALTRONA. Ti chiederai ma cosa c'entra questo con la caccia? C'entra, centra e come se centra perchè con il tuo scritto stai fomentando odio tra migratoristi puri e stanzialisti. Se tu /voi sperate che i migratoristi, che molto spesso per ragioni più svariate non posseggono neppure il cane, vengano a prestare opera per la stanziale avete sbagliato i calcoli anzi lo incattivite ancora di più perchè vede i suoi SUDATI soldi andare a beneficio di altri, che loro si dovrebbero prestare opera, invece chiedono e se ne sbattono il c@@@ di tutto e tutti campando sulle spalle di migratoristi. Il migratorista deve fare il migratorista, lo stanzialista lo stanzialista all'ora vedrete che la cosa prende una piega diversa e i furbetti stanzialisti o si allineano o cambiano hobby. Felice Felicetti

da F.F 27/04/2015 18.00

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

Vecchio ti sei perso qualche battuta. Ne carne ne pesce, quello caduto dal pero, fiaschetto, spara con tenerezza, hanno fatto la santa alleanza con la più "pulita" dagli animalari onde per cui non servono suggerimenti. Da adesso in poi pensano loro a ripristinare l'ambiente sempre che il bifolco non li carichi con il forcone e gli industriali non gli rompano il.........

da Adios 27/04/2015 17.06

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

Egregio Vecchio Cedro le AAVV fanno, bene o male, poco o tanto, organizzate o disorganizzate, veloci o lente lo valuti chiunque.... io posso solo testimoniare che in ogni assemblea di ATC (o quasi) cui partecipo in Lombardia le principali lamentele dei cacciatori (almeno di coloro che intervengono prendendo la parola) riguardano i soldi messi a bilancio per l'acquisto della selvaggina stanziale: soldi che non bastano mai.... coloro che parlano di interventi sugli habitat, fossero anche solo colture a perdere, sono sempre in percentuale ridottissima se non del tutto assenti: e non mi si dica che è colpa delle associazioni cotanto andazzo, perché altrimenti sarebbe come dire che i cacciatori intesi quali singoli individui sono dei cerebrolesi che aprono bocca solo se prima vengono programmati a parlare, come fossero macchine! le responsabilità sono tante e ben distribuite, ma le associazioni cambieranno veramente solo quando i cacciatori che le tengono in vita con le loro tessere dimostreranno di volere altro .... non qualcuno, dovranno farlo in tanti! Un saluto

da massimo marracci 27/04/2015 16.55

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

Caro Vecchio Cedro...tra l'altro se non te li avessi mai fatti, complimenti anche a te per il nick...con una buona dose di presunzione ed anzi collocandomi tra i poco intelligenti, mi sa che proprio tra gli esseri umani in genere l'intelligenza, l'onestà intellettuale, il tendere al benessere comune, sono qualità estremamente rare.

da Ezio 27/04/2015 15.47

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

Giusto Marco: siepi, colture a perdere, miglioramenti ambientali, il "creare ambiente" favorevole alla fauna ... non esiste! E poi è tutto colpa della caccia!!! E le aa. vv. cosa fanno in merito?

da vecchio cedro 27/04/2015 15.43

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

La cosa grave, è che questo signore dichiara di insegnare all'anno a 5000 bambini geografia naturale ed ecologica!!! Sicuramente plagiandoli a sua discrezione. Dobbiamo vigilare affinché questi sedicenti animalambientalisti non entrino nelle scuole ad inculcare la loro verità assoluta, senza contraddittorio e senza nessun filtro. Io non voglio sentire i miei nipoti che tornano a , da scuola e che mi dicono che sono un assassino perché sono cacciatore! Almeno io ho potuto spiegare loro che non era vero, ma agli altri bambini chi lod dice????

da Cence 27/04/2015 15.41

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

tanto agli animalisti non importa del passero o della rondine che muore per colpa dei pesticidi, a loro importa facci appendere il fucile e basta!! non so forse per una forma di impotenza-dittatoriale, data dal fatto di sentirsi inferiori a noi cacciatori, ma ce molto di psicologico ve lo posso assicurare..

da arturo 27/04/2015 14.26

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

E possibile avere il link dell articolo di repubblica?

da little john 27/04/2015 13.43

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

sono sempre più convinto che il giorno che chiuderanno la caccia, sarà la fine di tutti gli animali; visto che in certe zone qui nel nord Italia sembra di essere oramai in quelle immense distese Americane, senza più un rifugio per nessun animale piccolo o grande che sia. Chi ha veramente a cuore l'ambiente e la bio diversità dovrebbe vigilare e portare all'attenzione pubblica la continua distruzione di habitat, mai visto un animalista quando Falciano l'erba medica a velocità assurde con attrezzi che fanno paura; e con l'erba le poche nidiate di animali presenti è facile prendersela con chi caccia vero!!!

da marco 27/04/2015 13.00

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

Tutta questa gente parlano a vanvera non sanno niente di agricoltura e di animali. Il loro scopo è quello di abolire la caccia.

da Giovanni 27/04/2015 11.43

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

Ma a casa .... non ci va nessuno. E come potrebbe ? Soprattutto come si potrebbe fare per mandarne qualcuno a coltivare carciofi ? Mettiamoci in testa che è impossibile ; e per almeno due motivi : il primo -- è che se uno vanta laurea da 110 e lode su qualsiasi materia , è legittimato a sparare sentenze su tutto come fanno i veri tuttologi, compreso appropriarsi di cattedra e inquinare le menti giovani e desiderose di informazioni; poco importa se false o distorte. Tanto le altre --- quelle VERE -- ma non supportate da laurea conseguita( non importa la disciplina ) sono e vengono considerate meno di niente . Il secondo motivo - è che ,specialmente nel nostro bel Paese le cose vengono dette scritte e portate avanti soprattutto per moda e per interesse personale ( che si collega al primo punto ). Personalmente mi fido più di quello che può insegnarmi un contadino , magari sbagliando i congiuntivi ed i verbi ogni tre parole , su come si fa a coltivare una data pianta piuttosto che su come trattare un animale da profitto come vacca, cavallo, maiale , gallina ,oca e quant'altro . Va da se che i maltrattamenti a certi animali sono talmente evidenti da non potere essere nascosti . ma quest'ultimo è altro discorso. Chi vive con e per gli animali si guarda bene da distruggere il proprio capitale, ma non si sogna nemmeno di far dormire una vacca con il cuscino sotto la testa o lavare ogni lunedi l'intero gregge di pecore.... tanto meno vestire con cappotti colorati e impestati di luccicanti chincaglierie il cane che di mestiere deve sorvegliare il gregge di cui sopra . Scusate se sono prolisso ma la mia battaglia quotidiana e portata avanti per contrastare l'imbecillita e la disonestà di personaggi quantomeno "" strani ""

da Renzo 27/04/2015 11.34

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

La maggiorparte degli ambientalisti italiani hanno fallito obbiettivo, nel senso che orientano la loro battaglia per il recupero della biodiversità verso le persone sbagliate , i cacciatori, che avranno tutti i difetti, meno che odiare la natura, in altre Nazioni cè alleanza fra i due e non può essere che così, avendo noi più sottocontrollo il territorio che loro. Loro si limitano alla solita passerella di fronte ad una telecamera, dove si liberano rapaci o altri uccelli impallinati, dai soliti bracconieri, che a mezza bocca chiamano cacciatori, sempre il solito clichè confezionato per i loro estasiati soci, che si bevono tutto quello che gli raccontano, ma che mai si fanno delle domande o provano a sentire l'altra campana. Gli ambientalisti il pero lo stanno tagliando, purtroppo chi ci và di mezzo è la piccola avifauna sempre più martoriata da pesticidi e corvidi.

da Giusva 27/04/2015 10.33

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

vecchio cedro dice il vero...

da carlo 27/04/2015 9.30

Re:QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO

anche in italia come in tanti paesi d'Europa sarebbe opportuna una sana alleanztra caccaitori intelligenti ed ambientalisti intelligenti, merce rara da ambo le parti.

da vecchio cedro 27/04/2015 9.20