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Editoriale

ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia


lunedì 10 giugno 2013
    
Caccia Italia Da sempre si discute sulle problematiche che attanagliano l’italico stivale fino a sentir dire che il piacere degli italiani è quello di complicare le cose, quasi fosse un gene del DNA che modifica il nostro pensiero. Suppongo che su quanto stia per scrivere non tutti siano d’accordo, il dissenso anzi la farà da padrone certamente, attirando su di me enormi critiche se non qualche offesa, sicuramente del tutto gratuita.

Ritengo personalmente che il popolo italiano non sia  unico e indivisibile, un popolo che abbia uniche idee, pensieri, sogni, educazione e, soprattutto unica civiltà di nascita. Sbirciando sui libri di storia tutti abbiamo potuto notare come lo stivale sia stato da sempre meta di popoli provenienti da tutte le parti dell’Europa e del Nord Africa, che giunti sulle spiagge dopo traversate di giorni, o giunti nelle valli del nord dopo aver valicato le Alpi, certamente dopo non poche fatiche, si sono stabiliti e hanno regalato, se non imposto, la loro cultura.

Questa è la caratteristica, o meglio, la colonna portante della civiltà italiana: il continuo adeguarsi ai cambiamenti senza mai chiedersi cosa fosse giusto per sè. Fino a giungere a metà ‘800 quando i fermenti dei popoli oppressi del nord Italia contro gli austriaci, quelli del centro Italia oppressi da pontefici (che tutto erano tranne che uomini di chiesa) e quelli del sud Italia (non di tutti) che sognavano un mondo migliore, hanno iniziato un processo che dura fino ai giorni nostri, di unificazione non solo geografica.

Chiaramente un popolo quale quello del Nord Italia, fortemente influenzato da idee tipiche del centro Europa, cosa ben visibile ancora oggi nelle cose semplici (e lasciamo da parte campanilismi stupidi quali meridionali mafiosi etc etc), abituato a fissarsi delle regole basate su dati di fatto, non può che scontrarsi con un popolo come quello della mia Italia meridionale, che influenzato dalla civiltà arabo-greca ha modi di agire e di pensare molto diversi, che sicuramente non è devoto alla trasgressione delle regole ma alla semplicità, al non complicarsi la vita per cose che sono normalmente ritenute di secondo livello rispetto ad altre ritenute preminenti, quali l’accoglienza, il convivere per aiutarsi a vicenda ecc. Questo ha da sempre generato un senso di timore da parte delle diverse civiltà, l’una verso l’altra al punto che spesso si parla di fantomatiche differenze tali da far sembrare gli uni agli occhi degli altri come extraterrestri, il tutto alimentato da politiche storiche e conseguenti dicerie (quali quella che il nord paga le tasse e il sud no, o che il nord ruba i soldi del sud per costruire al nord).

Nulla di più sbagliato soprattutto se riflettiamo sugli eventi storici che hanno generato tali differenze, quelli predetti e quelli di cui si è venuti a conoscenza negli ultimi tempi, quando dai registri dell’Archivio di Stato è saltato fuori che non solo il Cavour aveva ben altre idee che quella dell’unione dell’Italia, ma piuttosto quella di depredare il ricchissimo sud Italia (cosa che per altro è stata compiuta a pieno, farcita da barbare e macabre uccisioni e stupri di massa per purificare la razza meridionale, imbastardita dai nord africani), portando al nord fabbriche intere, operai e capomastri che dovevano insegnare il lavoro ai futuri operai del nord, ma cosa ancora più particolare era quella di ridurre lo stato del Vaticano alla grandezza di un fazzoletto di terra, impoverirlo e ridurlo al nulla (se si considera l’influenza che il potere del denaro ha, se arricchito dal potere temporale).

Tutto questo non ha fatto altro che “impoverire” sempre di più una futura unione nazionale, al punto che oggi - succubi di politici furbi che hanno creato nel giro di pochi anni, dal dopoguerra ad oggi, una vera e propria casta a protezione degli interessi di pochi con danno altrui, e impoveriti da, appunto, una identità nazionale che non c’è, e non solo, non c’è mai stata, peraltro rinvigorita da una sudditanza che c’è nel nostro DNA nei confronti di quello che sembra essere più forte (altrimenti non sarebbe esistita la mafia) - hanno costretto a subire e costringono a subire ancora, senza dare invece quella forza necessaria a reagire contro l’oppressore di ogni tipo e genere.

Ed è così che ogni volta leggiamo su questo sito di lamentele, pianti e rimpianti per quello che siamo costretti a subire, nonostante la nostra condotta integerrima, visto che per portare avanti la nostra passione siamo costretti a non subire nemmeno una multa per divieto di sosta, pena il mancato rinnovo della licenza di caccia. Cosa abbastanza facilmente dimostrabile dalle numerose associazioni venatorie che, anziché difenderci, si affossano a vicenda mentre il nemico, il falso ambientalista, come una fenice risorge dalle nostre ceneri e si nutre dei nostri resti, senza mostrare un po’ di pietà o riconoscenza per quello che abbiamo dato e che diamo. E continuiamo a chiederci il motivo di questa situazione, senza chiederci cosa effettivamente possiamo fare noi per risorgere. Subiamo attacchi vili basati su menzogne immani che in altri lidi troverebbero solo pedate nei glutei, mentre da noi trovano terreno fertile nelle nostre divisioni.

Assistiamo a scene in cui dirigenti di AA. VV. si avvicinano a partiti politici pur di farsi promettere mari e monti per poi rimanere a terra mentre gli altri volano alto; scriviamo dei nostri desideri, dei propositi, delle speranze su un sito nella speranza che qualcuno legga quello che scriviamo, senza però ricordarci di questa gente quando un semplice gesto di penna potrebbe far loro capire che il vero potere è nostro.

A volte mi chiedo quando riusciremo a vedere un mondo, anzi una Italia, in cui una persona onesta non si deve vergognare di andare a caccia, cosciente del fatto che non distrugge e non distruggerà mai quanto una parola o un falso articolo di un giornale fazioso. Spero solo che almeno mio figlio possa godere un giorno dei risultati delle battaglie che ogni giorno combatto e che tutti noi combattiamo e magari perché no, poter dire che l’Italia è UN paese bellissimo, dove tutti insieme si combatte per migliorarlo sempre di più.


Pier76

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72 commenti finora...

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Chiedo ancora una volta scusa per gli errori. Troppo spesso di fretta che aggiunto ai limiti personali produce strafalcioni, scusate. :-( Spero che almeno il senso di ciò che volevo esprimere sia riuscito a farlo emergere.

da Ezio 17/06/2013 18.14

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

La storia di gran parte delle associazioni, di vario genere, e quelle venatorie non fanno eccezione, nasce come costituzione di gruppi di "portatori d'acqua" alla politica. Un tempo la politica era attenta e grata a chi l'aiutava e comunque ogni partito rappresentava un ben delineato, o quasi, pensiero in cui chi lo desiderava, secondo le sue idee, ci si poteva riconoscere. E chi non era più in linea usciva da quella determinata compagine politica o veniva cacciato dalla stessa. Oggi, visto che TUTTI i partiti sono un calderone ove convive tranquillamente il tutto ed il contario di tutto, le associani intese come un tempo si trovano spiazzate. Tant'è che dovrebbero dovuto adottare ormai da tempo una strategia diversa. Più tecnica, più scienza, più autonomia rispetto alla politica.

da Ezio 17/06/2013 8.19

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

@Nato cacciatore: mi verrebbe da rispondere con un'altra frase celebre scritta da quel poetuccio che hai citato prima (uso questo dispreggiativo non perchè lo consideri tale ma perchè qualcuno non in grado di dimostrare che sa più bravo dell'altro allora butta merda sul povero malcapitato di turno): "Non ti curar di loro, ma guarda avanti e passa".. Disse il sommo Vorgilio all'italico Dante... ma purtroppo non riesco, perchè la mia lettera voleva parlare d'altro, piuttosto che animare discussioni sul Codice Penale o altri codici o leggi varie. Mi sarebbe piaciuto che il discorso si fosse incentrato su una problematica tutta italiana che è quella dei numerosi gruppi che non si uniranno mai, come le Ass. Venatorie, che hanno tutte lo stesso scopo ma ognuno lo deve raggiungere a modo proprio e secondo i propri interessi. Per rispondere ad altri post poi aggiungo: può darsi che il mio sia un discorso vaneggiane ma è pur vero che le divisioni ci sono sempre state e hanno resistito a numerosi tentativi di unione che sono costate la vita a numerose persone... Quindi torno a ringraziare sia chi ha commentato positivamente che chi lo ha fatto in modo negativo, ma ne sono felice perchè è col confronto e la discussione che si possono trovare soluzioni e non con la guerra. Saluti

da Pier76 16/06/2013 21.39

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Cosi' per caso ho letto il post di "erbivoro" e sono rimasto alibito! Ma davvero ci puo' essere un umano con si fatta sensibilita'??? Mi chiedo cosa faccia uno cosi nella vita di tutti i giorni ,come si rapporti con il prossimo,che persone frequenti?? Avra' fatto il servizio militare ??? Nessun razzismo per carita' ,ma non credo si senta spesso a suo agio ....

da Toni el cacciator 16/06/2013 14.59

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Ciao Pier, non mi voglio dilungare faccio parlare Dante per me. “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!” (Dante Alighieri)

da Nato cacciatore 16/06/2013 13.32

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Ciao Pier, non mi voglio dilungare faccio parlare Dante per me. “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!” (Dante Alighieri)

da Nato cacciatore 16/06/2013 13.32

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

x erbivoro,tu pensi che l'insalata,le verdure non siano incotaminate con gli OGM?con pesticidi ecc...per far venire bene dell'insalata mi ci vogliono dalle 3 alle 4 settimane(l'unico concime che uso è letame di coniglio)che poi salto in padella con dei funghi raccolti quando vado a caccia e io mi dovrei preoccupare di qualche pallino?Si vede che mangiate"ERBA" e neppure tanto buona,perchè come "AMATE" gli animali VOI c'è da essere solo MALATI MENTALMENTE.Aspetto con serenità che la NATURA faccia il suo corso,così come le NUTRIE del nord,arriveranno cani randaggi il doppio di adesso e tutti gli ANIMALI DA VOI PROTETTI IN QUANTITA'ENORMI ALLORA DOPO CI SARA' SOLO UN RIMEDIO....ABBATTERLI AHAHAHAHAHAHAH CIAO

da MARCELLO64 15/06/2013 17.42

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Ma allora Erbivoro,lo ammettete:anche per voi c'è un Dio!Grande passo avanti!E anche voi vi nutrite delle le sue creature?

da pietro 2 15/06/2013 17.38

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

"...l'importante(ripeto:importante,non necessario)è farlo in buona fede e non voler obbligare altri alla propria visione,nè con la forza nè con le chiacchiere..." Ovviamente non posso che essere d'accordo e spero solo che chi mi invita a farmi curare perchè non stano, non rincorro, non fucilo, non mangio i mei figli, "conti" nella società in cui vivo ed in cui vivranno i miei figli, cacciatori o animalisti che VORRANNO diventare, sempre e solo tanto quanto "conta" ora.

da Ezio 15/06/2013 16.19

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Che Dio abbia pietà della vostra cattiveria verso gli animali: li stanate, li rincorrete, li fucilate, li mangiate con il piombo stesso. Esseri crudeli, fatelo con i vostri figli e con i vostri nipoti se siete coerenti. Fatevi curare !

da Erbivoro 15/06/2013 15.48

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

@ma che so...Troppe cose ci sarebbero,oltre;ma è preferibile così,credimi!Ezio:lo sai qual'era la verità per l'umanità prima che l'intestatario di numerosi Istituti Tecnici di scuole medie superiori affermasse con forza la struttura astrofisica dell'insieme dei luoghi dove cacciamo?E allora?Ognuno può vedere e credere in ciò che vuole,l'importante(ripeto:importante,non necessario)è farlo in buona fede e non voler obbligare altri alla propria visione,nè con la forza nè con le chiacchiere,perchè come ho scritto chiudendo,OGNUNO è in grado di giudicare da solo e per le proprie esperienze;sarà difficile anche con una campagna elettorale convincere un elettore che ha conosciuto solo "bravi" cacciatori che questi siano solo assassini assetati di soddisfazioni psicotiche;così come è facile farlo con le menti deboli;ma se ci riesce,io dico che sia meglio così,primo perchè non è stata una grande perdita per una altrettano grande passione;secondo,perchè molto meglio "un solo giusto tra..."che molti ignavi tra qualche giusto(pure questa,altro che in ufficio la dovresti scrivere;la posso rivendere come motto per una nuova UNICA associazione).

da pietro 2 15/06/2013 13.29

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

X Tan90,se dici che siamo dei PECORONI,dici la VERITA',come dice TORDAIOLO di un pulman x manifestare a Roma in tre...e allora.La caccia è bella TUTTA,"penna,migratoria,seguita..."il problema è di RISPETTARLA e di FARCI RISPETTARE.Nel mio piccolo mi GODO TUTTI I GIORNI CHE RIMANGONO FINO ALLA GIUSURA TOTALE.Che prima o poi arriverà,ma sempre a combattere sino all'ultimo momento.W la caccia e tutti i PASSIONARI di questa DISCIPLINA.

da MARCELLO64 15/06/2013 12.22

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Caro Pietro2, credo che il fatto non sia tanto di convincere "qualcuno" rimanendo arroccati sulle proprie posizioni ma semplicemente di constatare la realtà. Essere condannati a qualche mese di arresto (pena detentiva prevista per le contravvenzioni penali) certamente con i benefici di legge e con tutto ciò che ne consegue in termini di sanzioni accessorie, per un reato contravvenzionale venatorio, è sicuramente una pena, ancor più pesante perchè comminata certo ad una persona che in genere ha commesso un errore e non certo ad un delinquente abituale. Il non essere perseguiti in alcun modo per mancanza di querela per delitti quali certi tipi di furto, la violenza carnale, gli atti persecutori, la diffamazione, ecc ecc ecc, significa il NON subire alcuna pena per un reato ben più grave di QUALSIASI illecito venatorio, in quanto perpetrato in danno di un ESSERE UMANO. Ovviamente qui torna in gioco il solito e semplice nocciolo della questione. Per chi equipara un topo ad un bambino, o magari il secondo lo pone al di sotto del primo, il punto di vista cambia totalmente. Spero di poter almeno ancora dissentire su questo modo di intendere le cose della vita e rimanere dell'idea che l'essere umano debba rimanere al centro dell'interesse generale. Sicuramente mi pare ovvio che questo comporti grandi privilegi ma responsabilità enormemente superiori. E di questo dovremmo farcene carico TUTTI! Colgo l'occasione per ribadire, qualora l'avessi già fatto, i miei complimenti a Pier 76. Se "76" sta per il tuo anno di nascita, complimenti doppi e avanti così!! ;-)

da Ezio 15/06/2013 10.45

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

"...per noi voleva dire:farci sentire, attirare l'attenzione, farci consapevoli delle decisioni che prendono per noi senza interpellarci, ecc...... " Non fa una grinza. In bocca al lupo e buon lavoro!!

da Ezio 15/06/2013 10.29

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Su 57 commenti una decina saranno inerenti all'editoriale, ed è su questo che chi ci comanda conta, che ci azzuffiamo tra di noi e perdiamo di vista loro. Condividiamo l'editoriale e dovrebbe unirci anzichè dividerci.A Ezio, ci dispiace che Tu non habbia vistio le virgolette, per noi voleva dire:farci sentire, attirare l'attenzione, farci consapevoli delle decisioni che prendono per noi senza interpellarci, ecc...... Ti preghiamo non vogliamo aprire nessun dibattito,grazie, e comunque ognuno deve poter esprimere la propria opinione.Credeteci non è cosi,noi ci stiamo scontrando con persone che accettano solo pareri favorevoli, e ci fermiamo qui. rinnoviamo la nostra proposta se ci sono Cacciatori che ci credono ancora, uniamoci, grazie a Pier 76 e grazie a chi perde tempo a leggerci.

da Gruppo Cacciatori Finalesi 15/06/2013 10.05

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Guardate che la 394/91,la legge sui parchi,parla di introduzione di armi,senza distinzioni tra pistole e fucili.

da Ma che ce so venuto a fa 15/06/2013 6.52

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Gliela do la risposta signor Ezio, anche se in fondo sappiamo entrambi che lei non vuole nessuna risposta, anche perché la risposta la conosce benissimo da solo: il fatto che per procedere contro un reato come il furto di una caramella sia necessaria la querela di parte, non cambia in alcun modo la constatazione che, normativamente (e paradossalmente) sono previste pene di gran lunga più severe per il furto di una caramella, rispetto alle pene riservate a qualunque reato venatorio previsto dalla 157/92, quindi in sostanza a qualunque reato venatorio previsto dall’ordinamento. Giusto per chiarire, con la legge venatoria vigente, il cacciatore che uccide una rara specie protetta (persino se lo fa con premeditazione e nella piena consapevolezza di ciò che sta facendo) commette un reato contravvenzionale; viversa chi ruba una caramella commette un reato delitto, con tutte le differenze a livello penale che questo implica…E oltre che esser tante, queste differenze sono anche rilevanti, sebbene lei la voglia far passare come se la differenza fosse "solo nella dicitura" (ovvero nella forma): in ambito giuridico la sostanza è forma, e la forma ha rilevanza sostanziale. La questione che il furto di un bene privato per essere perseguito richieda la querela di parte, non modifica questa realtà. In soldoni, per il reato venatorio si procede d’ufficio poiché è un reato che ha per oggetto un patrimonio dello Stato (la fauna, ovvero un patrimonio di tutti noi) senza che vi sia un proprietario (privato) specifico, come invece ha la caramella! Ecco spiegato perché per i reati venatori si può procedere d’ufficio mentre per il furto di una caramella occorre la querela dello specifico proprietario. E con questo prendo atto di quanto scritto dal sig pietro, e chiudo anche io.

da elettore 15/06/2013 1.56

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Elettore,ovviamente potremmo continuare a parlare (anzi,meglio:postare)per ore che non solo rimarremmo ognuno fermo nelle proprie convinzioni(come è logico,umano e giusto)ma anche nella convinzione che la nostra "esperienza" sia quella più vicina alla realtà;ed è per questo che,non solo ritengo preferibile terminare qui questo reciproco "confronto" sugli argomenti trattati,ma,non potendo nè io nè lei esporre(per ovvissime ragioni)quei dati di fatto che hanno contribuito a crearci queste convinzioni,lascio ai lettori (i miei colleghi di passione per ciò di cui sono venuti a conoscenza o per diretta esperienza e a coloro dalla sua parte schierati se hanno obiettivamente accertato notizie in tal senso)il giudizio sulla applicazione di questa discrezionalità.Per ciò che riguarda il "razzismo"(mi auguravo fosse capita la battuta,che pomposamente ho definito aforisma)il mio è e sarà sempre la più grande discriminante in favore di quella umana.Cordialità(non ironiche).

da pietro 2 14/06/2013 21.30

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Sono decenni, ormai, che una certa linea di pensiero cerca di distorcere ciò che invece è evidente. La verità, quella semplice, persino banale, ormai pare veramente solo più una chimera. Tutto ed il contrario di tutto convivono allegramente insieme e non vale certo solo per la questione "caccia". Se così fosse, in fondo sarebbe il male minore. Espresso questo mio pensiero di carattere generale, che sono consapevole non servirà certo a cambiare in meglio alcunchè, mi permetto di puntualizzare che nei confronti di chi perpetra reati come il furto, quest'ultimo in certe circostanze e/o luoghi, magari proprio se riguarda un pacchetto di caramelle e comunque anche molto di più, ed altri reati ancora che incidono ben più gravente sulle vittime, quelle UMANE, sono perseguibili a QUERELA di parte. Ovvero se viene a mancare quest'ultima tanti saluti e baci per il reo, che non è ovviamente più considerato tale. Quali sono i reati venatori per cui, invece, non sia prevista la procedibilità d'UFFICIO??? Ovvero che l'A.G. o gli ufficiali e/o agenti di P.G. non abbiano l'OBBLIGO di procedere?? Grazie per le eventuali risposte.

da Ezio 14/06/2013 19.59

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

io conosco tanta gente che ha fatto fuori qualche cristiano e che sta fuori pure lui. conosco gente che ha rubato miliardi e che sta fuori pure lui. conosco gente che ha picchiato la moglie e sta fuori pure lui. conosco gente che ha fatto mercimonio con il culo (e non solo, anche con la dirimpettaia del c.)degli altri e delle altre e sta fuori pure lui.....vi basta? e volete venire a rompere a noi poveri untorelli???

da cacciatore onesto ma esacerbato 14/06/2013 18.46

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

“Un'ultima cosa che lei sembra non sapere o non conoscere” No infatti non conosco su quali basi lei affermi che “è stata nella quasi totalità dei casi,interpretata in modo restrittivo”; mi piacerebbe vedere quale è la base di tale affermazione oltre la sua personale esperienza, visto che per la mia esperienza risulta l’esatto opposto: cioè questa discrezionalità, proprio in quanto tale –discrezionalità- raramente viene esercitata. In merito ci sono stati persino casi riportati dalla cronaca di cacciatori denunciati per minacce a cui la licenza di caccia non è stata affatto tolta cautelativamente. Né mi sembra di aver fatto alcuna confusione tra SOSPENSIONE, revoca o rinnovo. Quanto ad altre categorie a cui venga sospesa l’attività (ma di quale attività parliamo? Lavorativa? O ludica, come è la caccia), c’è da considerare che la maggior parte delle altre attività (lavorative o ludiche che siano) non prevedono l’uso delle armi, come invece accade a caccia ed anche questa è una differenza sostanziale su cui dovrebbe essere valutata ed esercitata la discrezionalità di cui sopra; questo che i cacciatori come lei lo accettino o no. E riguardo al suo aforisma finale, lei confonde semplicemente il “razzismo”, con quelli che sono dati di fatto normativi puri e semplici (di nuovo: che a lei piaccia o meno, poco importa): tutti i reati venatori sono di tipo contravvenzionale; normativamente ha di gran lunga più guai qualcuno che ruba un pacchetto di caramelle, rispetto qualunque (QUALUNQUE) reato venatorio possa commettere un cacciatore; vi sono “misfatti” venatori identici in cui il colpevole viene imputato diversamente (ovviamente a vantaggio del cacciatore) a seconda che si tratti di un cacciatore o meno. Quindi sì, per certi versi il suo virgolettato è corretto “state buoni che le leggi attuali fin troppo benevolmente regimentano la vostra attività”; sarò razzista? Bho…E lei?

da elettore 14/06/2013 18.14

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Vede sig. pietro2 è il suo esempio, come anche quelli da lei citati più sopra, che non quadra visto che lei cambia appositamente i termini del confronto, per far quadrare il cerchio: lei confronta un soggetto che introduce in parco un fucile da caccia e uno che vi introduce una pistola; dovrebbe invece confrontare il capo di imputazione di due soggetti che introducono entrambi un fucile da caccia… uno dei due soggetti con il pda uso caccia e uno senza: è convinto che il primo dovrebbe rispondere di capi di imputazione (relativi a leggi non venatorie, si badi bene, perché è di questo che sta parlando lei!) cui invece non sarebbe sottoposto il secondo? E per il pescatore dimenticone, di nuovo per favore non prediamoci in giro: il pescatore dimenticone è più o meno come il cacciatore “dimenticone”, quello dimentica di segnare la giornata sul tesserino o il capo abbattuto… “Dimenticoni” a senso unico, cioè che dimenticano solo quelle cose dalla cui dimenticanza possono trare un vantaggio. Vuol scommettere che se i soldi della licenza invece che doverli pagare ci fosse da prenderli, il vecchietto con la cannuccia non se ne dimenticherebbe?!

da elettore 14/06/2013 18.12

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

"...se poi lei conosce altre categorie(tra i milioni di italiani contrari alla caccia)alle quali,di fronte a violazioni che riguardino la loro attività,vengano adottate misure che interrompano la stessa in maniera cautelativa,alla sola notizia della ipotizzata violazione e prima della definizione,a qualsiasi titolo questa avvenga,del procedimento instauratosi,vorrà dire che non saremo certo i soli con il diritto alla lamentazione,ma da qui a sostenere"state buoni che le leggi attuali fin troppo benevolmente regimentano la vostra attività",non le sembra,per chi,presuppongo,asserisca di didfendere dei diritti,quelli animali,un pochino razzista(debbo spiegare anche l'aforisma?"... Pietro 2, visto che "San Pietro" esiste già, almeno Presidente della Res Publica!!!!! :-)

da Ezio 14/06/2013 12.46

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Segue.La "storica"sentenza di Torino(che lei,ovviamente conosce benissimo,sul 727 bis,mi scuso per i non proprio addetti,ma è per economia redazionale),si riferisce a normali cittadini o a cacciatori?Un'ultima cosa che lei sembra non sapere o non conoscere:la "discrezionalità" della SOSPENSIONE(l'ho scritto maiuscolo per evitare le confusioni fin qui,non so' quanto casualmente fatte tra rinnovo,revoca e la stessa)che hanno i prefetti e le questure in caso di violazione di una norma venatoria(ovvio che possono commetterla SOLO i cacciatori),è stata nella quasi totalità dei casi,interpretata in modo restrittivo e,dove ciò non sia accaduto,non lo è stato per altre ragioni(come magari quella dell'essere sfuggita);immagino ancora,sia stato questo il senso che Pier 76 volesse dare quando ha parlato di condotta integerrima,se poi lei conosce altre categorie(tra i milioni di italiani contrari alla caccia)alle quali,di fronte a violazioni che riguardino la loro attività,vengano adottate misure che interrompano la stessa in maniera cautelativa,alla sola notizia della ipotizzata violazione e prima della definizione,a qualsiasi titolo questa avvenga,del procedimento instauratosi,vorrà dire che non saremo certo i soli con il diritto alla lamentazione,ma da qui a sostenere"state buoni che le leggi attuali fin troppo benevolmente regimentano la vostra attività",non le sembra,per chi,presuppongo,asserisca di didfendere dei diritti,quelli animali,un pochino razzista(debbo spiegare anche l'aforisma?):

da pietro 2 14/06/2013 9.12

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Noto con enorme piacere,elettore,la sua "apertura"alle istanze della nostra società,ce,se fosse stata ispirata dai suoi orizzonti progressisti("premesso che chi ha una condotta integerrima non ha motivo di chiedere di depenalizzare i reati")forse un vecchietto con una cannuccia da pesca,per essersi dimenticato di effettuare un versamento in tempo utile,si troverebbe iscritto sul registro degli indagati presso una qualsiasi Procura(magari anche con l'aggravante di uso di esche non consentite o appartenenti a specie protette)rischiando anche qui una pena per un reato "contravvenzionale"(poi sarebbe sorpreso dalla definizione di "amenità",tanto per spiegarle,visto che non l'aveva capito cosa volessi indicare,con questo termine).Ha mai letto una motivazione su un capo di imputazione in un procedimento apertosi nei confronti di un cacciatore(pardon:cittadino-cacciatore),pescato a percorrere una strada che scorre all'interno di un parco,trasportando nel portabagagli della stessa un fucile da caccia chiuso,scarico e in custodia e lo stesso provvedimento nei confronti di chi è stato sorpreso (nella stessa fattispecie)con al fianco,alla cintura,una 7,65 oltretutto con il caricatore,ma senza colpo in canna?E lei afferma ancora:"...e come tali possono essere imputati a tutti quei cittadini non cacciatori..."?

da pietro 2 14/06/2013 8.58

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Dopo una prima parte delirante l'articolo dice grandi verità nella seconda parte.

da grifonenero 13/06/2013 22.01

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Noi non dobbiamo far paura a nessuno, noi dobbiamo suscitare un benevolo interesse. E' quello che abbiamo sempre fatto da sempre. Siamo quel che siamo in quanto esseri umani, cacciatori si nasce ed ogni bambino, almeno quelli che nascono in zone di campagna, è cacciatore sin da quando inizia a camminare.

da Ezio 13/06/2013 19.24

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Siamo un gruppo di cacciatori di Finale Ligure,sistematicamente proviamo a spiegare agli altri che le AA.VV.,basta guardare le conquiste degli ultimi 30 anni,non fanno i nostri interessi,ebbene non capiamo per quale ragione siamo noi i "coglioni,reazionari e ignoranti" perchè non cerchiamo di unirci e fare sentire insieme la NOSTRA VOCE solo uniti avranno "paura" di noi,VI ricordo che loro (i politici) ci hanno diviso,noi siamo disponibili,come facciamo ad unirci anche solo su internet?Fatecelo sapere,grazie.

da Gruppo Cacciatori Finalesi 13/06/2013 18.28

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

"Bizzeffe", concretizzando, consterebbe in quanti "monellacci", su 700mila cacciatori?? In percentuale molti di più dei seguaci della religione fondamentalista animalista beccati anche loro con le mani nella marmellata?? O quanti di più in relazione ad ogni "categoria" umana ed in particolare italica??? Grazie.

da Ezio 13/06/2013 16.49

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Rispondo per l’ultima volta perché a questo punto si finisce solo per ridire le stesse cose. Premesso che chi ha una condotta integerrima, non ha motivo di chiedere di depenalizzare i reati, ma anzi semmai chiede un inasprimento delle pene per chi quelle norme non le rispetta (e ciò è in contrasta con le richieste di depenalizzazione propugnate con costanza dal mondo venatorio), e premesso anche che la condotta integerrima non è prerogativa dei soli cacciatori ma anche di milioni di comuni cittadini contrari alla caccia (questo tralasciando poi il fatto che ad ogni stagione venatoria di cacciatori beccati a comportarsi in maniera tutt’altro che integerrima ce ne sono invero a bizzeffe), va osservato che i reati non connessi alla 157/92 sono reati in cui può incappare anche un cittadino non cacciatore, poiché si tratta di norme (per lo meno quelle relative agli esempi sopra portati) legate alla pubblica sicurezza e/o alla normativa sulle armi, non alla caccia. Anzi semmai come dicevo prima, paradossalmente è proprio la 157/92 che mette i cacciatori al riparo da procedimenti penali riconducibili all’ambito dei reati delitti in cui invece incapperebbe un soggetto non cacciatore che commettesse lo stesso identico “misfatto” venatorio. Quindi se i reati in cui può incappare un cacciatore non si esauriscono solo nella 157/92, ciò deriva dal fatto che questi reati non fanno specifico riferimento alla figura del cacciatore, e come tali possono essere imputati anche a tutti quei cittadini non cacciatori, che ad esempio detengano PDA ma senza licenza di caccia; invece tutti i reati venatori che fanno riferimento alla specifica figura del cacciatore e all’attività venatoria, sono di tipo contravvenzionale e si può generalmente usufruire (tranne casi particolari di motivato diniego del magistrato) dell’oblazione; diversamente da quando accade ad un soggetto senza licenza di caccia che abbia compiuto lo stesso identico ‘misfatto’.

da elettore 13/06/2013 14.34

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Perché avremmo dovuto offenderti?Bravissimo Piero76

da agostino 12/06/2013 23.03

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

"E sarà bene puntualizzare anche che l’AMPIA discrezionalità dell’autorità di pubblica sicurezza, proprio in quanto “discrezionalità”, vale in entrambe le direzioni: quindi non solo quando si tratta di sospendere o revocare la licenza, ma anche quando si tratta di NON sospendere e NON revocarla.".... Sono assolutamente d'accordo e il nocciolo della questione, ovviamente a mio modestissimo avviso, è SOLO questo. Tutto il resto è praticamente "fumo". Pertanto ribadisco che, in Italy, bisogna essere non solo osservanti delle più o meno 250MILA leggi, norme e normette vigenti ma pure, e forse soprattutto, mooooolto fortunati. E certo non vale solo per la questione "caccia" e/o "porto d'armi" di vario "genere".

da Ezio 12/06/2013 19.16

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

E le RIPONGO la domanda:i reati connessi alla figura del cacciatore,vista la critica all'editoriale che parla di"..rimpianti per quello che siamo costretti a subire nonostante la nostra condotta integerrima..." e non di caccia nel senso stretto e reale di esplicazione dell'attività venatoria,per lei,si esauriscono SOLO in quelli previsti dalla 157/92,perciò contravvenzioni e in quanto tali(non tutti e non con quegli automatismi che si vorrebbero far credere,art.162 bis)oblabili?

da pietro 2 12/06/2013 18.43

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Sig giusva, mi permetta, non ci siamo capiti: il reato è SEMPRE penale, per definizione. Non esistono reati non penali. Dire “reato penale” dimostra solo che non si ha ben chiaro ciò di cui si vuol parlare. Sig. pietro 2: lei può definire amenità qualunque cosa desideri, resta il fatto che i reati venatori previsti dalla 157/92 sono tutti (dal primo all’ultimo) reati contravvenzionali. Se proprio vogliamo cercare un’amenità in questo sistema, essa è ravvisabile nel fatto che una stessa fattispecie finisca per esser contestata come reato delitto se compiuta da qualcuno senza licenza (c.d. bracconiere), e come reato contravvenzionale se invece compiuta da un cacciatore con licenza… ripeto: una stessa fattispecie. Eccola l’amenità! E visto che parla di onestà intellettuale, per cortesia non prendiamoci in giro : la stragrande maggioranza dei cacciatori che vengono trovati a cacciare in aree protette o interdette alla caccia, sa benissimo quello che sta facendo e dove si trova… del resto mi pare che siate proprio voi cacciatori a definirvi continuamente i migliori conoscitori del territorio. E comunque ignorantia legis non excusat. Per il resto, anche se avessi ravvisato qualcosa di offensivo nei suoi post, me ne farei una ragione, non si preoccupi.

da elettore 12/06/2013 18.08

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Se non le dispiace sig. elettore,io continuerei a parlare di amenità nel voler sostenere la natura contravvenzionale della violazione quando,in ottima buona fede e solo perchè la zona non è tabellata,si caccia all'interno di un'area interdetta alla stessa(e non 500 metri più in là);o perchè si trasporta all'interno del portabagagli dell'auto un fucile da caccia e si percorre con la stessa auto una strada che attraversa un parco;evidentemente per molti la 157/92 rappresenta l'unica e non la maggiore fonte di riferimento normativo,non tenendo presente che l'attività venatoria è sottoposta o,per meglio dire,collegata,dipendente e regolata da altre leggi.Se poi,nei miei post ha voluto ravvisare qualcosa di offensivo dei suoi concetti,non era nelle mie intenzioni,che sono e saranno sempre,al massimo,appena scherzose(a proposito:ritiene "intellettualmente onesto" uno o più nik?).

da pietro 2 12/06/2013 15.51

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

@elettore non sono un'avvocato come forse è lei vista la veemenza con cui argomenta, il reato penale è tutto ciò che porta al dibattimento davanti ad un giudice, ma alcuni reati penali vista la loro inconsistenza possono essere tramutati in sanzione pecuniaria se l'attore del reato patteggia, ma ciò non toglie che non incorra in una sospensione di qualche mese ad opera del verbalizzante se trattasi di PG. è a loro discrezione, trova tutto sulla 157/92.

da Giusva 12/06/2013 13.57

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Senza dimenticare che comunque l’oblazione non costituisce precedente per la recidiva e quindi per la revoca della licenza! Questo giusto se vogliamo entrare nei tecnicismi. E se poi lei considera l’iscrizione dell’oblazione nel casellario come una macchia nella fedina penale a tutti gli effetti, allora cadrebbe anche l’ultima foglia di fico: il cacciatore che obla ma non si veda contestualmente revocata la licenza di caccia, di fatto sarebbe un soggetto che può andare a caccia senza avere la fedina penale pulita. Pier76. Nessuna offesa, si figuri: ma se il divieto di sosta era, nelle sue intenzioni, un eccesso, quantomeno non la si voglia far passare come disonestà intelletuale altrui se si dice che non è affatto vero che con una semplice multa per divieto di sosta, si va incontro “al mancato rinnovo della licenza di caccia”, nè si parli di "amenità" quando qualcuno fa notare che i reati venatori sono tutti reati contravvenzionali. Infine Giusva: scusi se mi permetto, ma uno che esordisce parlando di “reati penali”, dimostra che non ha ben chiaro di cosa sta parlando.

da elettori 12/06/2013 11.52

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Per il sig pietro che afferma che “la multa per divieto di sosta comporta certamente la eventuale sospensione del porto d'armi”: intanto se la comporta “certamente”, non si capisce perché subito dopo usi il termine “eventuale” (la certezza esclude l’eventualità!) ; in secondo luogo, vedo che dall’alto della sua “onestà intellettuale” è andato a prendere un caso di violazione (divieto di sosta) commessa in “determinati luoghi”, come tali sottoposti a normative tutt’altro che ordinarie! Insomma mentre all’inizio si diceva che basta una semplice multa per divieto di sosta per non vedersi rinnovata la licenza adesso invece, pur di far quadrare il cerchio, lei si attacca alla precisissima puntualizzazione di casi particolarissimi e che potrebbero verificarsi solo in luoghi particolari e dove la discriminante non è il divieto di sosta in sè, bensì la violazione di specifiche ordinanze. Ah l’onestà intellettuale, vero? Sa anche se uno parcheggia davanti all’uscita dei mezzi dei VVFF, impedendo a questi ultimi di svolgere un’operazione di soccorso, rischia di andare incontro ad una denuncia penale… e questo significa forse che il divieto di sosta sia di solito sanzionato penalmente? Inoltre, riguardo all’oblazione in particolare, lei deve leggere meglio: io non ho detto che l’oblazione non risulta, ma che non risulta alcun reato sulla fedina penale, quindi se ne esce del tutto puliti come se nessun reato sia stato commesso, benché di fatto esso sia stato commesso! Dalla fonte da lei stesso citata poco sopra e che tutti potranno verificare alla voce oblazione: “Il pagamento di tale somma estingue per ogni effetto di diritto il reato e non consegue alcuna iscrizione nel certificato del casellario giudiziale dell'indagato/imputato”. In ogni caso visto che vogliamo spaccare il capello in quattro, faccio notare che la quando il reato è punito con l’ammenda, nemmeno l’oblazione è iscritta sul casellario.

da elettore 12/06/2013 11.48

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

La differenza tra delitti e contravvenzioni non è “il come si chiama la pena”: è una differenza formale e sostanziale dal punto di vista giuridico e normativo, Sigg.ri Ezio e pietro 2. Giusto a titolo di esempio: per i primi non è prevista l’oblazione, di cui invece si avvalgono moltissimi cacciatori e che permette di uscirne completamente puliti pur avendo di fatto compiuto dei reati! Se poi siete seriamente convinti che si tratti solo di una questione FORMALE, immagino che non ci siano da parte vostra problemi a chiedere FORMALMENTE (presso gli organismi politici e i soggetti istituzionali che vi rappresentano, o che si fanno portavoce delle istanze del mondo venatorio) di trasformare tutti i reati venatori in reati delitti anziché contravvenzionali… Tanto se la differenza è solo FORMALE, che problema c’è? E’ però chiarificante osservare che quel che accade è esattamente il contrario: istituzionalmente il mondo venatorio non perde occasione per chiedere FORMALMENTE di depenalizzare molti reati venatori che di fatto, proprio in quanto contravvenzionali, sono già sanzionati in maniera tutt’altro che esemplare. E sarà bene puntualizzare anche che l’AMPIA discrezionalità dell’autorità di pubblica sicurezza, proprio in quanto “discrezionalità”, vale in entrambe le direzioni: quindi non solo quando si tratta di sospendere o revocare la licenza, ma anche quando si tratta di NON sospendere e NON revocarla.

da elettore 12/06/2013 11.33

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

@ Elettore Se ci fà caso, sempre se si alza presto la mattina vedrà che i cacciatori fanno colazione sempre negli stessi bar, sono bar adatti per poter controllare le auto, inoltre cè sempre qualcuno di loro sulla porta o in auto di guardia. Alcuni reati penali possono essere oblati con sanzione se riconosciuta la colpa, ma altri saranno sempre dibattuti davanti ad un Giudice e sono tutti quelli riguardanti i periodi di caccia, le armi o le specie particolarmente protette, per far capire anche per un fringuello (specie protetta)si và sul penale, ma in genere si tramuta in sanzione, cè però a volte la sospensione della licenza per 1-2mesi e la cosa mi sembra equa. Ecco noi cacciatori in genere siamo favorevoli a ciò capendo l'iniquità del reato, ma per gli altri siamo ultracontenti, se le mele marce si levano dai nostri ranghi.Quando la fedina penale viene sporcata non viene rinnovato il Pda alla scadenza, qualunque reato ci finisca scritto al casellario giudiziario, anche pere una denuncia qualsiasi, la Questura per precauzione non rilascia, fin quando non viene cancellata, come vede siamo piuttosto come si suol dire "sotto botta", non siamo per niente liberi di fare tutto ciò che vogliamo. saluti

da Giusva 12/06/2013 9.20

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Segue(per personale "autismo" tecnologico.Ancora se non le spiace,qualche precisazione ad uso e consumo di fantasiosi ipotetici lettori:chi le ha detto e su quali basi afferma che,in caso di oblazione,dal certificato del casellario giudiziario la stessa non risulti(o,come dice lei :la fedina penale non viene toccata);un solo suggerimento,se lo accetta(altrimenti mi getterà nella disperazione più nera):si informi,PRIMA.

da pietro 2 12/06/2013 9.05

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

@ elettore. probabilmente, e mi scuso se involontariamente la offendo, non è riuscito a leggere tra le righe: il nostro comportamento per potere andare a caccia deve essere a dir poco esemplare, il divieto di sosta è un eccesso voluto solo per far capire a che stress siamo sottoposti per esercitare una passione addirittura riconosciuta dalla legge. E quello che mi fa rabbia è che io devo essere più bravo di un chierichetto mentre molti altri, mafiosi, cocainomani, prostitute e magnacci (la redazione mi perdoni per il linguaggio poco consono all'argomento) sono addirittura al governo. Concorda? Cordialità

da Pier76 12/06/2013 8.41

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Caro e OBIETTIVO elettore(onestamente e intellettualmente corretto),le faccio notare,aggiungendomi al post di Enzo(e lo possono controllare TUTTI bastando consultare la bibbia dell'enciclopedia alla portata del web:wikipedia)che la differenza tra reati contravvenzionali e quelli "tecnicamente" definiti delitti è solo FORMALE;ragione per la quale ho portato l'esempio della condanna IDENTICA ad un anno (di reclusione o di arresto,non credo cambi molto per il reo);vorrei ancora sottolineare che(è ciò che lei ha scritto)la multa per divieto di sosta comporta certamente la eventuale sospensione del porto d'armi,poichè(ma questo lei,vista la sua "onestà intellettuale"immagino non l'abbia nemmeno ipotizzato,mentre ricorre ad ipotesi quando le conviene:"....Senza contare poi quante altre ne avrà combinate l'ipotetico cacciatore...")se la violazione è stata commessa in determinati luoghi,come un porto,dove il divieto di sosta comporta automaticamente la violazione di una ordinanza del comandante della capitaneria o in altri luoghi a cui la sua fertile immaginazione potrà condurla.

da pietro 2 12/06/2013 8.24

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

La differenza sostanziale tra delitti e contravvenzioni penali è il "come si chiama" la pena. Per i primi ergastolo (di fatto pressochè abolito), reclusione e multa, per le seconde arresto e ammenda. Al di la di questo, ovvero delle questioni di carattere penale/giudiziario, parrebbe opportuno ricordare quanto AMPIA sia la discrezionalità dell'Autorità di P.S.... ovvero in questo caso del Questore che rilascia il p.a. caccia.... nel rilasciare, sospendere o revocare tale licenza.

da Ezio 12/06/2013 7.50

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Pietro 2. L’onestà intelletuale: bella parola su cui riflettere, dopo aver visto raccontare che per una multa per divieto di sosta vi vedreste negata la licenza di caccia, o che avete tutti la fedina penale pulita (il che non è difficile nemmeno per chi reati contravvenzionali ne commette, visto che oblando il reato -leggasi: pagando- la fedina penale non viene toccata e il reato commesso non costituisce nemmeno precedente!). E per supportare la sua onestà intellettuale non trova di meglio che portare come esempio, qualcuno che dopo essere già stato contravvenzionato per aver infranto un “articoluccio”, come lo chiama lei, della 157 (attenzione, si badi bene: si sta parlando di qualcuno che ha commesso un reato venatorio, roba da penale, seppur contravvenzionale, non di qualcuno che ha subito una sanzione amministrativa per un illecito venatorio!), viene poi ribeccato a commettere un altro reato (lasciare l’arma incustodita, andando al bar… come fan tutti, aggiunge serafico lei… quasi fosse una cosuccia da niente). Senza contare poi quante altre ne avrà combinate l’ipotetico cacciatore in questione senza che l’abbiano beccato, visto che è un po’ difficile volerla farla passare come se le uniche due volte che qualcuno combina qualcosa da penale, proprio quelle uniche due volte guarda un po’ viene colto sul fatto. La contravvenzione è una violazione più lieve, certo… e il punto è proprio questo: che tutti i reati venatori sono reati contravvenzionali, niente di più; e così uno che ruba un pacchetto di caramelle se la vede di gran lunga peggio, di un cacciatore che con intenzionalità e premeditazione uccide specie protette: il primo caso ricade tra reati delitti, il secondo è considerato un semplice reato contravvenzionale. Ah, le amenità del “contravvenzionale”, vero pietro 2?

da elettore 12/06/2013 1.19

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Ma dai ragazzi, ancora continuate per quello che ho scritto , non rovinate la categoria, i cacciatori ritengo che siamo gente matura e responsabile,non continuate e sfottere, perché io sono cacciatore , non un mitomane, ciao

da tan9o 11/06/2013 21.35

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Secondo i cretesi o secondo lui,Martino?

da Pietro 2 11/06/2013 21.17

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Un cretese disse: i cretesi mentono. Mentiva o diceva la verità?

da Martino, Bologna 11/06/2013 21.09

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

x Marcello64, la mia era una provocazione,e ovvio che gente come Hitler non merita neanche essere nominata, ho scritto quello solo per non scrivere che siamo un popolo di gran PECORONI!!!!

da tan9o 11/06/2013 20.28

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Si scarroccia sempre dal nocciolo della questione però è sempre bene chiarire le cose.

da tordaiolo 11/06/2013 18.36

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Veramente sig.elettore lei sta ponendo questa domanda?Allora le rispondo subito:l'onestà intellettuale!Questo non mi torna!E non dovrebbe tornare a molti suoi pari giureconsulti che sicuramente sapranno interpretare lo stato d'animo tra chi è arrestato per un anno e chi per lo stesso periodo si trova nello stato giuridico di recluso(che so',magari per omessa custodia di arma,perchè scendendo a far colazione al bar e lasciando il fucile da caccia in auto,come fan tutti,in quel momento lo stesso gli viene rubato e non potrà usufruire della sospensione condizionale perchè,magari,ma solo come esempio,due anni prima era stato "contravvenzionato" per un articoluccio della 157 per il quale è prevista la violazione del cp);ma cosa importa?Quella era una contravvenzione,non un delitto e si sa:tutti i lettori,anche OCCASIONALI,conoscono la differenza tra delitti e contravvenzioni!Mica pensano che la contravvenzione sia una violazione più "lieve"!

da pietro 2 11/06/2013 18.32

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Cosa c'è che non le torna sul "contravvenzionale", pietro 2

da elettore 11/06/2013 17.42

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

D'accordo al 100% sull'editoriale e anche con chi scrive che alle prossime elezioni andranno solo gli "iscritti" e neanche i loro parenti !!!

da AlbertoRoss 11/06/2013 15.10

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Grazie a chi ha fatto i complimenti, grazie a chi invece è contrario alle mie parole, perchè credo che il confronto unisca e aiuti.

da Pier76 11/06/2013 14.43

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Magari Fromboliere:neanche un orfano tra gli eletti!Gli iscritti,quelli ci andranno,solo quelli(cosa che già fanno:parlo di iscrizioni a loggie).Ero sempre stato contrario alla "censura" perchè ritenevo utile un confronto;ma quando in un post si arriva a leggere(oltre le amenità"...di natura contravvenzionale...",anatomicamente classificate in modo fotografico)"...cosa che purtroppo di fatto non avviene mai...",chiedo anch'io che simili personaggi che dimostrano con i fatti la loro buona fede e volontà di dialogo, vengano bannati!

da pietro 2 11/06/2013 11.50

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Ben riletto Fromboliere! In quanto al calo dei votanti ed alla fiducia che ha ancora la gente verso la politica, è sufficiente far riferimento alle ultime amministrative. E si trattava di votare Sindaci !! Non so se rendo l'idea.

da Ezio 11/06/2013 11.22

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

... continuate così e vedrete che alle prossime elezioni non ci andranno nemmeno i vostri parenti...

da Fromboliere 11/06/2013 10.58

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Certo che no, le persone oneste non si devono vergognare di niente. Però, sempre per onestà, bisogna dire che il cacciatore essendo una persona per bene (la gran parte), appassionato ecc. non gli và di mettersi in mezzo agli impicci magari di una manifestazione “agitata”. Nel mondo della caccia ci convergono tutte le categorie sociali dall’operaio al dipendente al libero professionista, di diverse formazioni culturali, in altre parole e per fare un esempio, qui tra noi – che io conosco benissimo- c’è un notaio che scrive con uno pseudonimo, anche un avvocato e sicuramente altri che non conosco, ma voi ce lo vedete il notaio in piazza ad agitare uno striscione con il fischietto in bocca? Dico questo perché è capitato a me che qualche anno fa c’era da andare a Roma per una ns manifestazione. Il circolo organizza un pullman, appuntamento in piazza di buon mattino, la sera si preparano gli striscioni, gran fermento….sul pullman siamo saliti, l’autista il presidente e chi vi scrive.Dopo un giro di telefonate ognuno aveva qualche c…zzo da fare. Ecco questo per dire che noi non avremo mai una forza d’urto come quella di un metalmeccanico incazzato, ecco perché alla fine ci lasciamo guidare da una pecorella.

da tordaiolo 11/06/2013 8.03

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

“una persona onesta non si deve vergognare di andare a caccia, cosciente del fatto che non distrugge e non distruggerà mai quanto una parola o un falso articolo di un giornale fazioso. Spero solo che almeno mio figlio possa godere un giorno dei risultati delle battaglie che ogni giorno combatto e che tutti noi combattiamo e magari perché no, poter dire che l’Italia è UN paese bellissimo, dove tutti insieme si combatte per migliorarlo sempre di più.”Questo pensiero vale per tutto,non solo per il nostro mondo venatorio,in cui centinaia di migliaia di cacciatori si lamentano ad ogni occasione,ma che poi si lascia guidare da pecorella facendo l’IGNAVO. Solo se un giorno mi giungerà notizia che sono stato invitato a sfilare a Roma in mezzo ad almeno 100-200 000 altri cacciatori ,per bloccare solo il traffico senza violenza,e ,per chiedere ad alta voce ,l’azzeramento di tutte le attuali federazioni che ci rappresentano solo per convenienza loro personale,ed,a non sfilare cantando solo “bella ciao,bella ciao”.Una sola dovrà essere la nostra richiesta:chiedere una sola” nostra” rappresentanza per tutti,eletta da noi iscritti a tutti gli ATC italiani, sopravvissuti . Chiudo dicendo a tutti noi, Grillo qualcosa ci ha insegnato. Oggi li mezzo c’è per farci veramente prendere in considerazione seria,perché non sfruttarlo pure noi

da Gerry 1 10/06/2013 22.08

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Giusto per citare UN solo esempio su tantissimi che avrei in mente, e certo non solo per la questione caccia, un mio Amico che ogni tanto scriveva anche qui, un paio di anni fa è stato contravvenzionato per la mancata raccolta di un bossolo, peraltro caduto in una pozza d'acqua e perciò non recuperabile, e la mancata segnatura di un germano reale. Ovvero due sanzioni amministrative che non prevedono alcuna "accessoria". Ebbene, gli è stato sospeso il porto d'armi caccia per due mesi. Il veramente bello è che lui non si era accorto che gli avevano annotato sul verbale due articoli non confacenti alle mancanze, cioè sbagliati, perciò ha pagato per una contravvenzione errata. Quando se n' è accorto lo ha segnalato sulla memoria difensiva all'atto della notifica dell'avvio della pratica di sospensione ma nonostante quello ha fatto a meno del p.a. caccia, ripeto, per due mesi. Per fortuna in periodo estivo per cui ne aveva relativamente bisogno, ovvero solo per il tiro al piattello ed eventuali battute di contenimento a certe specie. Detto questo, chi non ha ancora preso atto che in questo Paese, ormai da troppo tempo, vige all'unisono il "tutto" ed il "contrario di tutto" e che quello Stato che ha insegnato il Diritto a tutto il mondo (nelle Università americane si studia ancora oggi quello romano) ora è diventato in sostanza la patria del rovescio, è una persona o molto disattenta, o molto fortunata, o completamente in mala fede.

da Ezio 10/06/2013 18.22

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

A m e n.... me esco da questi discorsi.Quando vi date una calmata ne possiamo riparlare.

da tordaiolo 10/06/2013 16.17

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

X tan90,io prego tutte le sere il SIGNORE,perchè mi dia una sola volta la possiblità d'incontrare gentaglia come te in un bosco,(a mani nude,con il fucile è troppo facile)e farvi un c...o così GROSSO altro che buonanima(de lì mejo mortacci tua)Hitler SEI FULMINATO,CAMBIA SPACCIATORE..................

da MARCELLO64 10/06/2013 15.51

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Caro Tan90, se fosse vero, non avremmo avuto il privilegio di leggere il tuo commento, una perdita inimmaginabile...

da lupo69 10/06/2013 15.11

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

i penso solamente che la buonanima di Hitler, altro che ebrei, doveva iniziare dagli italiani!!!

da tan90 10/06/2013 14.56

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

vorresti dire - giano - che l'italia repubblicana è stata governata per settant'anni da meridionali? come possibile, se su base percentuale meridione e isole non fanno neanche un terzo? poi, caro mio, di solito governa chi vince e da più di un secolo la vittoria è stata dei settentrionali. non poteva essere altrimenti, poichè quassù, a casa mia, risiede da sempre l'industria e la finanza. il denaro, il vile denaro. a palate. solo di recente, proprio per la dominanza miope del denaro, si è consentito che capitali mafiosi si siano diffusi nel ricco nord, senza che noi nordici sia sia mosso un capello. anzi, abbiamo fatto di tutto per accaparrarcelo, compreso il concedere circoli della sinistra per riuninioni mafiose (cronache giudiziare ci videoillustrano questi incontri in zone lombardo-pimontesi). nessuno ricorda che anche per expo2015 a milano si continuano a lanciare allarmi per le mani della ndrangheta sulle grasse commesse per i lavori?

da pier luigi v. 10/06/2013 14.38

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Credo che in Italia ci siano due/tre culture e quindi 2/3 stati. Cavour per la verità' voleva fare una confederazione di 3 regioni al cui vertice unificante voleva mettere il Papa essendo, secondo Cavour, la religione l'unica cosa che univa nord centro e sud della penisola italiana. Fu Garibaldi che andò' oltre combinando il disastro del quale da oltre 150 anni paghiamo le conseguenze. Tutti le paghiamo, sia quelli del nord che quelli del centro che quelli del sud. Per la caccia ormai il danno e' fatto. Restano ungulati e specie opportuniste....

da Gionny 10/06/2013 14.20

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

L'editoriale secondo me presenta diverse inesattezze, ma non sto qua ad elencarle, basta solo dire che la classe politica italiana è stata ed è rappresentata principalmente da personaggi meridionali, quindi tutto il resto fa acqua. Per la questione venatoria che mi trovo completamente d'accordo con l'autore.

da Giano dell'umbria 10/06/2013 13.13

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

xMicheloni Nicola, che dire non potrei aggiungere di meglio a quanto hai già esposto, tranne chè secondo me trigo caccia su marte ammesso sia cacciatore, perchè qui sulla terra i più cacciati siamo proprio noi cacciatori, creiamo reddito, fedina penale pulita, pensa basta che sei vicino ad una rissa ed un poliziotto dovesse prenderti il nome come implicato nella stessa, tu dal giorno seguente non hai il porto d'armi, (R.I.T.I.R.A.T.O.) te lo dico in quanto ho un conoscente al quale è andata così, poi dopo aver portato testimoni, aver pagato un avvocato ed aver dimostrato che non centrava nulla, (quindi un anno venatorio perso ) ha riavuto il porto d'armi, ma pensa senza aver commesso nulla un anno senza permesso ed euri all'avvocato, quindi bravo micheloni!

da dardo 10/06/2013 12.38

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Trigo, caro amico mio, sai che hai scritto tante di quelle cazzate, che se invii il pezzo al VERNACOLIERE ( noto giornalino satirico Livornese ) , ti fanno come minimo capo redattore, se non Direttore. Vai e infondi le tue esternazioni del cazzo su libri per ricette d'insalata. Dai retta hai un futuro. TRIGO, già dice tutto...... Complimenti Pier, Santa verità !!!!!

da Micheloni Nicola 10/06/2013 11.40

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

“per portare avanti la nostra passione siamo costretti a non subire nemmeno una multa per divieto di sosta, pena il mancato rinnovo della licenza di caccia”… Ma per favore!!!!!!! Basterebbe questo a far capire la caratura dell’editoriale. Tralasciando la sciocchezza che a chi riceve una multa per divieto di sosta non verrebbe concesso il rinnovo della licenza di caccia (perché ciò E’ DI FATTO una sciocchezza, assolutamente senza il benchè minimo riscontro normativo), sarà bene ricordare che tutti i reati venatori sono di tipo contravvenzionale: questo significa che nella maggior parte dei casi, pur davanti a reati gravi (compresa l’uccisione di specie protette da parte di un cacciatore con licenza di caccia o sparare senza rispettare le distanze dall’abitato), se ne esce completamente puliti con il semplice pagamento di una ammenda, e senza che la licenza di caccia non solo non sia revocata (la revoca “definitiva” addirittura è prevista solo per casi gravissimi e comunque sempre e solo in presenza di recidiva: in pratica bisognerebbe avere la sfiga di essere beccati due volte a commettere lo stesso grave reato venatorio), ma non sia nemmeno sospesa (a meno che discrezionalmente e di sua iniziativa spontanea intervenga il prefetto e proceda alla sospensione… cosa che purtroppo di fatto non avviene praticamente mai). Quindi la realtà è che solo chi la combina grossa, ma grossa davvero rischia (rischia!) di vedersi temporaneamente precluso il rinnovo della licenza di caccia… e spesso grazie all’oblazione non basta nemmeno combinarla grossa; altro che multa per divieto di sosta.

da Trigo 10/06/2013 11.10

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Il titolo dell'editoriale " un paese senza identità. Nemmeno per la caccia"...direi sopratutto per la caccia.Non possiamo pretendere che per la caccia troviamo l'unità quando non la troviamo nella vita socio-politica di tutti i giorni.Ce la prendiamo con le associazioni che non ci tutelano. Per onestà ce la dobbiamo prima prendere con noi stessi. Per me, la ns deriva, nasce da lontano...dal "68. E' li che concettualmente l'idea dell'unità, quel senso dell'unità, si è andato disgregando in nome della libertà....effimera, falsa, illusoria.E' li che è scoppiato il pluralismo che come conseguenza ha generato tanti effimeri liberi, ognuno a creare un qualcosa dove distinguersi. Così si sono formate le nostre associazioni, ognuna legata a un carrozzone, seguendo quella logica. Nell'editoriale precedente si è fatto cenno ad un ritrovamento, una traccia di quella che è stata la prima associazione di cacciatori, la F.C.I. che esprimeva l'unità ma, allora, il senso di unità era una sentimento fresco,l'Italia era stata unificata da poco. Ormai l'abbiamo perso questo sentimento, siamo italiani ma del Nord, del Centro , del Sud ... e la caccia non può restarne immune.Pier76 le tue sono belle parole, intenti ecomiabili, come non si può non essere d'accordo ma già un italiano doc aveva individuato il ns male riassunta con una famosa frase " Pur troppo s'è fatta l'Italia, ma non si fanno gl'Italiani."

da tordaiolo 10/06/2013 9.52

Re:ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia

Offese per cosa ? Per aver scritto la verita' ? Gran bel pezzo, secondo me rappresenta in pieno cio' che siamo...

da lupo69 10/06/2013 9.11