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Editoriale

Le magnifiche sorti e progressive


lunedì 1 giugno 2020
    

 
In questo periodo di pandemia, ci ricordano che la parola crisi può essere declinata in positivo, perchè aiuta ad aguzzare l'ingegno. In oriente, addirittura,  adoperano lo stesso  termine per esprimere il concetto di "opportunità".

Per questo - se ci è consentito utilizzare analoga duplicità per le nostre piccole cose, pur grandi per noi che amiamo la caccia - la perdita di tanta conoscenza e tanta saggezza di questo sciagurato periodo che ci ha privato di molti anziani e valorosi cacciatori, può e deve farci riflettere su come dare nuovo impulso al nostro impegno.

D'improvviso, infatti, come se il problema s'affacciasse solo adesso, si alzano voci per l'allarmante calo delle nostre schiere. Che ovviamente non dipende solo dalle amare perdite di adesso, ma da ragioni più complesse e più profonde che per più di mezzo secolo sono state ampiamente trascurate.

C'è carenza di vocazioni, si dice. I giovani non sono più attratti da questa nostra passione, non siamo stati capaci di dare loro una sufficiente educazione e formazione zoologico-ambientalistica.  All'estero sono più bravi. Da quelle parti l'esame di caccia è molto più performante.

Giusto. Tutto vero, anche se non basta per inquadrare il problema. Soprattutto se vogliamo trarre insegnamento dal passato,  come di solito si deve fare. Il raddoppio dei cacciatori dall'80 al '90, documentato dall'Istat, fino a raggiungere il picco di oltre 1.700.000 doppiette, aveva fatto sperare in un costante mantenimento dei "contingenti", senza contare che le repentine trasformazioni della nostra società, da profondamente rurale a violentemente industriale, avevano irrimediabilmente modificato il rapporto fra gli italiani e la campagna. La nostra campagna, che non era natura ma profonda cultura, ricca di abitudini, pratiche e paesaggi millenari. Col boom economico, l'abbandono delle terre per un reddito sicuro in città, in fabbrica o nei servizi, le nuove disponibilità  avevano consentito agli ex contadini, maschi, di rimanere legati  alla tradizione, alle vecchie passioni, dedicando il finesettimana alla caccia. Nel contempo però, nelle città che si allargavano, un'idea di consumismo esasperato si portava dietro una cultura disneyana, l'immagine di una natura incontaminata da contrapporre allo stress e allo smog delle fabbriche, di cui ancora soffriamo le conseguenze. Fu così che all'aumento di cacciatori si costituì quel fronte di opposizione, mascherato da un ambientalismo all'inizio anche di matrice venatoria, elitaria, che in un primo momento puntò alla privatizzazione della caccia, ma che poi - sotto la spinta di altri interessi economici - si trasformò sempre di più in animalismo peloso, per distrarre da una parte l'attenzione dell'opinione pubblica dai veri disastri ambientali, dall'altra per consolidare quegli affari che hanno portato a una ottusa parcomania, al business dei pets, ai naturalisti della domenica, al turismo alternativo, da qualche salottiero ancora oggi definito "intelligente".

Per la caccia, cominciò il calvario, additata ingiustamente come la causa di tutti i mali della natura. L'esame di caccia obbligatorio (e per certi versi necessario), il contingentamento delle specie cacciabili, la riduzione dei calendari e delle giornate e la limitazione del carniere, ma soprattutto il divieto di conseguire la licenza di caccia ai minori di 18 anni, furono le risposte che il mondo dei cacciatori, sostanzialmente in difesa, dovette subire. Impegnato fino allo sfinimento in quella guerra intestina, che perdura fino ad oggi, provocata dalla sentenza della Corte Costituzionale che favorì la nascita di un fiorilegio di associazioni venatorie che a colpi di promesse spesso impossibili da mantenere impedirono e impediscono che ci si possa  applicare intelligentemente a quella riforma dei cervelli, necessaria a tornare protagonisti in questa società assolutamente diversa e continuamente in movimento, che non solo noi cacciatori si fa fatica a interpretare.

Poi, per tornare alle vicende passate, arrivò la vittoria del referendum, che invece di darci un po' più di respiro, partorì l'accordo di compromesso (fra cacciatori, una parte cospicua di agricoltori, chimica che parallelamente rischiava forti ridimensionamenti) - la legge quadro 157/92 - che dai grandi numeri di allora in trent'anni ha riportato i cacciatori a consistenze pressochè anteguerra, con l'aggravante che oggi ci mancano i giovani. E senza di loro, ce ne  siamo finalmente accorti, è impossibile frenare il declino.

Quindi, ben venga un bel dibattito,  come preludio a una rapida presa di coscienza su come capovolgere questa spiacevole tendenza.  Di sicuro, non sarà una cosa nè semplice nè facile. Anche se ci metteremo tutta la nostra passione. Il mondo oggi è molto complesso, ci muoviamo su dimensioni planetarie, con spinte tuttavia a rifugiarci di nuovo in angusti e a volte gretti localismi. Dovremmo perciò fare di necessità virtù e affrontare la crisi nella convinzione che sia una opportunità. Con obiettivi chiari. Tanto rivoluzionari quanto antichi.

Nella nostra cultura mediterranea c'è un termine che va oltre la  duplicità. E' la parola greca Oikos. In origine ha il significato di casa, famiglia, unità culturale e sociale. Ma che acquisisce anche il valore di ambiente vitale, ecologia, economia. Un insieme di concetti che riportano a un armonia fra natura e cultura, in cui si dovrà esprimere il nostro approccio a quel mondo dei giovani, ma più ampiamente a tutta la società, per dare corpo al nostro riscatto.

 
Valter Brunori


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21 commenti finora...

Re:Le magnifiche sorti e progressive

Non è solamente Mauro che dovrebbe studiare. vedo che ce ne sono anche molti altri.

da Valea 08/06/2020 8.37

Re:Le magnifiche sorti e progressive

costa ( ho scritto male)

da Mario 06/06/2020 13.31

Re:Le magnifiche sorti e progressive

al di la del costo! ci sono troppe regole , vincoli, burocrazia ! Perchè all'estero non serve nessun esame? E la caccia cosa niente ? MENTRE da noi è una babele? lo sai perchè? COLPA DEI CACCIATORI ! e non vado avanti!

da Mario 06/06/2020 12.32

Re:Le magnifiche sorti e progressive

X Mario,in Lombardia la licenza di pesca costa € 23 annui,e peschi 365 giorni all'anno,sino a 18 anni e oltre i 65 anni e gratis!!! La caccia invece in lombardia SOLO di concessioni governative e concessioni regionali,il puro costo è di oltre € 227,(tralasciado il costo di socio dell'ATC,o CAC)oltre a quello assicurativo. Come vede la caccia costa 10 volte tanto con soli 70 giorni annui usufruibili? e niente esami da sostenere! Ecco perchè i giovani si avvicinano di più alla pesca!!! un saluto

da Fucino Cane 05/06/2020 23.37

Re:Le magnifiche sorti e progressive

resta il fatto che la pesca attira i giovani e la caccia rimane dei vecchi coglioni!! w la pesca!

da Mario 05/06/2020 18.39

Re:Le magnifiche sorti e progressive

giusto!

da Giusto 04/06/2020 15.00

Re:Le magnifiche sorti e progressive

rapportarsi con un idiota è una delle cose più complicate della vita!

da mauro 04/06/2020 14.46

Re:Le magnifiche sorti e progressive

Vedo che non vuoi studiare...bye bye

da giosuè c. 04/06/2020 9.26

Re:Le magnifiche sorti e progressive

non è questione di poca fede ma di palese cazzata di gente che scrive cose di cui non conosce neppure il significato!! Umberto quanti nomi hai?? usane uno please!!!

da Mauro 03/06/2020 18.53

Re:Le magnifiche sorti e progressive

Uomo di poca fede, il mauro, che propala verità ma nega quelle degli altri. Studiasse un po' di più....

da Umberto E. 03/06/2020 17.03

Re:Le magnifiche sorti e progressive

per curiosità dove saresti stato? e per che cosa ? e in che periodo? per me te l'Alaska te la sei sognata ! pensa te un cacciatore di fringuelli che va in Alaska c'è da sbellicarsi dalle risate !!

da mauro 03/06/2020 15.24

Re:Le magnifiche sorti e progressive

Anch'io sono stato a caccia in Alaska. Ma preferisco i miei fringuelli. Peccato che per colpa di questi pescatori nostrani non li posso più cacciare. E non è una battuta....

da Spadolino 03/06/2020 14.59

Re:Le magnifiche sorti e progressive

Mario hai ragione. la pesca è 1000 volte meglio della caccia per quanto riguarda burocrazia e giovani! la pesca - specialmente quella con gli artificiali -è molto diffusa in Italia e in tutto il Mondo! Facile e sportiva! la caccia invece è una babele di norme e in Italia patrimonio esclusivo di vecchi pallosi , stupidi e analfabeti! io vado a caccia ma come entro in un ATC mi viene il vomito la stessa cosa mi capita nelle associazioni! Che non servono a niente! i miei due figli hanno la licenza di caccia ( 20 /21 ) ma faccio fatica a portarli fuori ! Lo scorso anno gli ho proposto una vacanza venatoria dove volevano hanno scelto i salmoni in Alaska dicendomi che si divertono molto di più e sono più liberi. Ciapa su!

da Mauro 03/06/2020 14.19

Re:Le magnifiche sorti e progressive

Caro Nautilus io vado a pesca e ci trovo tanti ragazzi e perfino bambini, vado a caccia e trovo i nonni col pannolone. Trova le differenze....

da Mario 03/06/2020 12.31

Re:Le magnifiche sorti e progressive

100 parchi in piu è una proposta sensata cosi TU che credi hai il posto migliore dove io non posso venire godi e io rosico ! voi vi lamentate perchè pensate solo per voi avete una visione ristretta della caccia e cioè E' MIA PERCHE' ABITO QUI !! invece siete i soliti incapaci che hanno le ombre e come vedono uno vanno in panico !!! perchè? PERCHS' NON SIETE CACCIATORI !! Nautilus e Pistolone svegliatevi e iniziate a camminare con le vostre gambe siamo nel 3000 !!!

da atc no grazie 03/06/2020 10.45

Re:Le magnifiche sorti e progressive

Mario, fai un corso accellerato di comprensione. Non attribuire tue idee ad altri che non l'hanno neanche pensate. Cerca di essere positivo, esprimi proposte sensate. Vai a pesca che è meglio.

da Nautilus 03/06/2020 8.27

Re:Le magnifiche sorti e progressive

Sono pienamente d'accordo con PISTOLONE. I parchi e le innumerevoli riserve naturali orientate, (non si sa orientate a cosa), hanno tolto il piacere di andare a caccia. Si sta sempre con l'ansia di incappare in una delle migliaia di ZONE INTERDETTE, col rischio di incappare nel giustiziere di turno che, atteggiandosi a sceriffo, gode nel toglierti quel tanto amato pezzo di carta che tanto hai custodito con onore, magari perchè sei dentro una ZPS e neanche tabellata, come previsto dalla tanto vantata 157/92. Smettiamola. Siamo seri. Le associazioni venatorie tutto ciò lo sanno. Ma non sono in grado, non hanno la forza di contrastare questa avanzata della parcomania.

da Hunter74 03/06/2020 0.19

Re:Le magnifiche sorti e progressive

Se con i parchi avessero preso i tuoi posti migliori di caccia vedevi come ti bruciava il mazzo.

da Pistolone 02/06/2020 21.18

Re:Le magnifiche sorti e progressive

Articolo confuso. I cacciatori non sono raddoppiati tra l’80 e il 90. La Costituzione col suo art 16 e’ del 1948. L’esame per la licenza di caccia data 1967. La caccia ha troppi vincoli a differenza della pesca: infatti a pesca i giovani ci vanno eccome. Sburocratizzate la caccia e vedrete che (un po’) migliora.

da Mario 02/06/2020 14.32

Re:Le magnifiche sorti e progressive

ma chi se ne frega dei parchi basta con sta barzelletta ! INIZIA A RIDURRE GLI ATC E DARE SPAZIO A TUTTI E NON A POCHI come avviene adesso ! il cancro della caccia sono i cacciatori e gli atc MA BASTA CON STI PARCHI ne dovrebbero fare altri 100 cosi ve la smettete di piangere sul nulla! GLI ATC SONO IL VERO PROBLEMA !!! e chi li gestisce una manica di farabutti !!!

da ATC NO GRAZIE 02/06/2020 10.41

Re:Le magnifiche sorti e progressive

Quindi, ben venga un bel dibattito, come preludio a una rapida presa di coscienza su come capovolgere questa spiacevole tendenza. ------------------------------------------------------ ma cosa volete dibattere !! Se non togliete la maggior parte dei parchi e aree contigue per far uscire territorio buono per la caccia i giovani senza divertimento non spenderanno mai tanti soldi per ottenere che cosa !! Il nulla. Avete rovinato un mondo fatto apposta per i giovani da farli ovviare al male che danno i vari divertimenti attuali sulla loro salute sia fisica che mentale. non c'è più niente da fare la caccia è finita, vi dovete vergognare per quello che avete fatto e che ancora state facendo. Territorio libero con poche zone di protezione al di sOtto del 30% QUESTA è LA MEDICINA, PUNTO E BASTA. Adesso sentiamo gli affaristi di turno cosa dicono.

da Punto e basta 01/06/2020 15.04