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Editoriale

Siamo tutti figli di Diana


martedì 2 aprile 2013
    
Uno sguardo alle nostre origini, a quelle comuni di tutti gli uomini, farebbe bene ai tanti vegani e fruttariani che spesso sacrificano ogni ragionevole dubbio alla loro nuova religione animalista. Non farebbe male a costoro leggere il bellissimo saggio di Edward O. Wilson, pubblicato sul New York Times e tradotto su Repubblica qualche settimana fa (La storia siamo noi – Perchè cooperare fa bene alla specie), un riassunto del percorso evolutivo della nostra specie che ci permette di guardarci con occhi disincantati e consapevoli. “Come l'umanità è arrivata a essere quello che è?”. Partendo da questa semplice domanda il padre della moderna sociobiologia, ovvero la scienza che a partire dagli anni 70 ha messo in relazione i meccanismi biologici degli esseri viventi con la comparsa e lo sviluppo delle società animali (e quindi anche umane), spiega il fondamentale contributo della scienza, o meglio dire delle scienze,  per riuscire a comprendere chi realmente siamo, compito spesso demandato al cosiddetto sapere umanistico: alla filosofia, alla storia e alle espressioni artistico – letterarie.

E' la scienza, questo complesso e meraviglioso strumento (Wilson pensa ad una stretta correlazione tra biologia, neuroscienze e paleontologia) che ci permette di comparare tutte le informazioni possibili come perfetti minuscoli pezzettini di puzzle, a darci tutte le risposte, comprese quelle di ordine etico, morale e spirituale.  Nozioni che ci fanno capire per esempio che l'essenza di ciò che siamo risiede proprio nelle origini della complessa organizzazione della nostra società, straordinaria sì, ma non poi così differente da quelle replicate da poche dozzine di specie (insetti soprattutto). Poche, pochissime se pensiamo che sono milioni quelle apparse sulla terra. Anzitutto, e questa è una tesi finora inconfutabile, non è possibile dividere la nostra straordinaria unicità (come ci piace credere) dal ruolo fondamentale della caccia, che ha permesso ai nostri progenitori di sviluppare non solo le proprie qualità cognitive (sviluppo del cervello) e fisiche (aumento delle dimensioni, salute e una morfologia adatta alle attività manuali), ma anche dei nostri modelli sociali, di quelle interazioni che ci hanno portato fino a qui. Lo spiega così Wilson: “da studi condotti su esseri umani moderni, incluse popolazioni di cacciatori-raccoglitori, la cui vita ci dice molto sulle origini della razza umana, gli psicologi sociali hanno dedotto la crescita mentale innescata dalla caccia e dagli accampamenti”. Il mondo dei cacciatori itineranti, che tornavano al focolare dopo estenuanti e pericolose battute, è ciò che ci ha reso ciò che siamo. “Le relazioni personali fra i membri del gruppo, calibrate al tempo stesso sulla competizione e la collaborazione, hanno acquisito un ruolo predominante – spiega il sociobiologo -. Il processo è stato incessantemente dinamico e difficoltoso, superando largamente in intensità qualunque esperienza analoga dei branchi itineranti e scarsamente organizzati prevalenti nella maggior parte delle società animali”.

E' proprio da lì, quindi, che è partita la scintilla che ci ha portato fino a noi.  Continua Wilson: “Serviva una memoria efficiente per valutare le intenzioni degli altri membri del gruppo, prevedere le loro reazioni di volta in volta: e il risultato è stato la capacità di inventare e simulare internamente scenari conflittuali di interazioni future. L’intelligenza sociale dei preumani ancorati all’accampamento si è evoluta come una sorta di partita a scacchi senza fine”.

Certo da quelle remote origini le cose sono cambiate. Col tempo ci siamo reinventati, abbiamo creato sistemi di valori nuovi e spesso bizzarri, ci siamo persino permessi di chiudere la porta a quel che eravamo, dimenticando che, come tutti, non siamo altro che animali. Un errore imperdonabile, che non fa altro che allontanarci dalla realtà e farci sentire estranei alla natura, di cui, anche se non ne siamo pienamente consapevoli, continuiamo a far parte. “Vi siamo legati – spiega Wilson - dall’emozione, dalla psicologia e, non ultimo, da una storia radicata. È pericoloso pensare a questo pianeta come a una stazione intermedia verso un mondo migliore, o continuare a convertirlo in un’astronave programmata dall’uomo. Contrariamente all’opinione generale, non ci sono demoni e dei che si contendono la nostra devozione. Siamo frutto del nostro operato, siamo indipendenti, soli e fragili. Capire noi stessi – conclude lo scienziato - è la chiave per sopravvivere nel lungo periodo, per gli individui e per le specie”. Vien da sé che se sapremo farlo,  sapremo anche guardare con maggior serietà anche al nostro posto nel mondo e sapremo finalmente proteggerlo senza cercare di dominarlo o di reinventarne le regole. Più ci sentiremo figli di Diana e meglio ci riusciremo.

Cinzia Funcis

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30 commenti finora...

Re:Siamo tutti figli di Diana

se dobbiamo diventare come voi cacciatori allora si, è molto meglio restare scimmie, anche per il bene di questo meraviglioso capolavoro sospeso nel cielo.

da adriano 07/04/2013 23.54

Re:Siamo tutti figli di Diana

e daje!allora quelli che vanno a funghi, che scalano i monti, che vanno al mare che corrono con le moto o con le macchine, che vanno sugli sci, che provocano valanghe,che si buttano con parapendio, e avanti così: a questi non viene mai rinfacciato nulla con la stessa veemenza che viene riservata ai cacciatori. Ma vegani, vegetariani , erbaioli, animalisti, ecc. sono cacciatori anche loro e se nò, con cosa vivono se non vanno a caccia di semi,erbe radici, funghi e quant'altro? L'uomo è per forza di cose nato caaciatore e lo è di più quando caccia i suoi simili altrimenti come si spiegano tutti i morti guerra, sulle strade o nella vita di tutti i giorni?

da elio52 07/04/2013 17.18

Re:Siamo tutti figli di Diana

Non c'è bisogno di aggiungere altre parole al pensiero di Frombo se non ribadire che sulla sicurezza,troppi, troppi incidenti accadono che stanno a significare che non ci si rende conto di avere un'arma in mano e che la caccia non và presa come un gioco ne come una gara.Divertirsi si ma con la testa sulle spalle e non spappolata da una schioppettata.

da Tordaiolo 05/04/2013 8.05

Re:Siamo tutti figli di Diana

...finché la politica considererà la caccia e i suoi annessi e connessi, come un' attività dopolavoristica e le sue associazioni come delle società bocciofile, capaci solo di organizzare gare ed eventi, da lei non avremo mai niente! La politica si prostituisce alla vista del pendere dei piatti della bilancia, tra caccia, animalismo e ambientalismo. Eppure il peso della concretezza, di cui potrebbe godere la caccia, cede di fronte al peso delle retoriche, delle ipocrisie, delle insinuazioni e peggio delle calunnie. Quindi, lo ripeto per la milionesima volta, che nessuno speri nella politica o in qualche falso profeta che sventola bandiere di partito. Per lo meno fino a che non si sia creta una struttura nazionale, competente, pluriarticolata, in grado di interloquire capillarmente nei settori che la caccia la interessano: legge, ambiente e agricoltura, creando spazi modello sparpagliati da nord a sud. Entrando nel merito, ricordo ancora fino a sfinimento, sempre, ovunque, la sicurezza venatoria ci viene rinfacciata; è inutile ricorrere alle statistiche, gli incidenti di caccia ci rovinano la reputazione! Tiriamo fuori l' orgoglio e mettiamo la sicurezza come nostro primario obiettivo personale, scriviamocela sul calcio del fucile, ricordandocela tra di noi, nelle battute, sgridandoci reciprocamente ad ogni minima imprudenza commessa nello sparare e nel maneggio delle armi, sempre e a sfinimento.

da Fromboliere 04/04/2013 12.01

Re:Siamo tutti figli di Diana

Quel che diceva Claudio Martini (PD) durante la campagna elettorale ad un'iniziativa promossa da Federcaccia Toscana: Claudio Martini, già Presidente della Regione Toscana, candidato al Senato ha affermato fra l’altro: “La piattaforma presentata da Federcaccia Toscana contiene proposte positive ed equilibrate, tese a far continuare l’attività venatoria in un clima di certezza e serenità, senza forzature nè scontri ideologi ormai anacronistici. Abbiamo tutti interesse a uscire dalle stagioni di scontri e incomprensioni. Ci sono ormai esperienze positive di legislazione e programmazione razionali e concertate, vedi in primis il caso Toscana, ove Istituzioni, cacciatori, agricoltori e ambientalisti hanno saputo trovare situazioni di equilibrio e di innovazione organizzativa. Questo è il modello che funziona e che dobbiamo replicare. L’azione del Governo nazionale deve sostenere le esperienze virtuose e non esprimere vincoli e incertezze che impedirebbero esiti positivi per tutti.” Quel che afferma Claudio Martini una volta raggiunto l'obiettivo dello scranno del Senato: In qualità dei senatori del Partito Democratico, firmatari della presente, facciamo appello al Presidente della Provincia di Siena per esprimere la nostra disapprovazione per la annunciata “caccia alla volpe in tana” già autorizzata dal 1^ aprile e ora sospesa per un mese, come “attività di controllo” negli Istituti faunistici della Provincia di Siena. Molti di noi disapprovano la caccia in generale, ricordando che anche la stagione venatoria appena terminata ha prodotto, come ogni anno, vittime tra gli uomini, oltre la strage di animali e i danni all’ambiente. La caccia alla volpe in tana rappresenta una ulteriore crudeltà, che non ha fondatezza dal punto di vista scientifico, e non tutela l’ambiente; tale caccia in tana si svolge in pieno periodo riproduttivo, i cuccioli appena nati sono cacciati, sbranati da cani addestrati e le madri, intente ad allattar

da Alla ricerca della coerenza perduta 04/04/2013 0.54

Re:Siamo tutti figli di Diana

con le parole non è mai morto nessuno... ciao.

da fiore 03/04/2013 19.58

Re:Siamo tutti figli di Diana

hahahahahaaaa... non si sa mai... che mi querela... per apologia venatoria. :-) :-) Ciao

da Fromboliere 03/04/2013 19.20

Re:Siamo tutti figli di Diana

@ Frombo, mi sono preso la libertà di postare il tuo racconto anche sulla pagina di Zanoni ... non si sa mai.

da fiore 03/04/2013 19.05

Re:Siamo tutti figli di Diana

... comunque la questione rimane più materialista che romantica. Interloquire sui grandi temi dell' ambiente, attraverso strutture professionali, rappresentate da giovani cacciatori laureati nei nuovi mestieri ambientali, di cui spesso veniamo a conoscenza della loro esistenza, ai quali bisognerebbe solo offrire una struttura nazionale ed organizzata dalla buona volontà di associazioni ed atc. Allora, giustamente, come detto sopra, tutto, anche il discutere di prelievi e dei loro tempi, potrebbe diventare in seguito più semplice. Questo non accadrà se non rioccupiamo lo spazio che ci compete nella società, primariamente come cittadini dotati di larghe vedute, capaci di occuparci dei problemi che siano di tutti e non solo nostri.

da Fromboliere 03/04/2013 18.55

Re:Siamo tutti figli di Diana

Siete forti! Frombo, Tordaiolo, Renzo sono persone che potrebbero diventare i rappresentanti della nostra categoria nella società. Avete capito, secondo me, la vera essenza della caccia e del cacciatore, che tutto è fuorchè numeri e fucilate. Non lo dico perchè sono romantico, e neanche per sentirmi la coscienza più pulita (sarebbe un atteggiamento ipocrita al pari degli animalisti). Lo dico perchè le sensazioni che descrivete sono la verità. La faccia con la quale presentarsi al mondo è esattamente questa, non quella di un colpo in più da sparare o di una settimana in più da cacciare. Non si difende così la dignità dei cacciatori. Qualunque richiesta ampliativa che volessimo avanzare, perchè è anche possibile che scientificamente ve ne sia bisogno, potrà essere ottenuto con tranquillità solo se i cacciatori avranno prima saputo conquistarsi il rispetto e l'autorevolezza sociale che non può che derivare dalle cose che avete così ben descritto su questo blog. Per ottenere successi e per conquistare un diritto aggiuntivo non occorrono urla o muscoli da mostrare, non serve alzare la voce o battersi con fierezza per orgogli sbagliati, è molto più efficace la gentilezza, la cultura e la conoscenza. Essere "romantici" alla fine conviene,avremmo più speranza di garantire un futuro alla nostra straordinaria passione e di farci anche molti più alleati di quanti ne abbiamo fin ora. Chissà, in questo modo anche gli ambientalisti potrebbero diventare nostri amici.

da fagianaio 03/04/2013 13.49

Re:Siamo tutti figli di Diana

... e qui caro Tordaiolo ti posso aggiungere che non solo vivo la mia caccia come ho detto , ma ho anche cercato molto umilmente di raccontarla, scriverla, descriverla in un tentativo molto timido , purtroppo inutile , di far apparire questa attività come un benessere interiore prima che puramente materiale . Chissà che un giorno possa far apprezzare quello che dico . Chi mi conosce di persona sà quello che sto affermando, anche se soffocato da vera malinconia . Un saluto

da Renzo 03/04/2013 13.29

Re:Siamo tutti figli di Diana

...e qui Renzo ritorna la mia litania,quella che mi ha fatto tirare addosso le ire di molti cacciatori quando ho detto che la caccia và vissuta in scioltezza, in serenità con meno ansia. Invece noi nel tempo non abbiano dato una bella immagine , quella immagine che oggi ci si ritorce contro di sparatori di sterminatori perchè solo quello abbiamo mostrato...contava solo sparare e fare numeri. POi se qui nel blog lo fai notare...apriti cielo.La caccia come ho sempre detto dà un piacere interiore che non può essere dato solo dallo sparare e fare numeri ma e sopratutto anche dalla somma di tutte quelle cose che hai giustamente elencato

da Tordaiolo 03/04/2013 13.19

Re:Siamo tutti figli di Diana

Niente di più vero di quello che hai scritto . E te lo dice uno che compie mediamente dalle 18 alle 20 uscite a stagione e brucia, per così dire , nemmeno una scatola e mezzo di cartucce , vale a dire meno di trentacinque ( 35 ) , un terzo delle quali sparate al vento causa padelle ( e va bhè, ci sono anche quelle ... ) Il piacere più grande lo trovo però nel guardare ed avere la compagnia del cane , ammirare paesaggio, vento, sole, anche pioggia perche nò. Ma forse sono solo un sognatore.. eppure è la semplice verità. Eppure sono considerato da qualcuno un brutale assassino !

da Renzo 03/04/2013 12.58

Re:Siamo tutti figli di Diana

Tordaiolo e Renzo, grazie per l' attenzione, come già detto, quelli erano tempi dedicati più al cuore,in previsione di una prossima apertura della caccia che già rimandavo da molti anni. Oggi, è vero che sono coerente, per lo meno a parole, ma di meglio non mi riesce di fare, i tempi richiedono maggiore coscienza, maggiore riflessione. L' apertura è ancora lontana e verso la nostra passione siamo sempre meno sereni. Se è vero che siamo tutti figli di Diana 'certuni' sono figli snaturati, ai quali sarebbe nostro dovere, improcrastinabile, ricordare che la civiltà deve essere primariamente il mezzo per conservarla la natura e non per distruggerla. Ci chiederanno: " detto da un cacciatoreee?" Ecco il problema, la sfida che dobbiamo cogliere è questa: uscire dai nostri soliti cliché, dei giorni di caccia e dei prelievi di selvaggina e invadere anche altri spazi, che peraltro ci competono, relativi alla vita rurale, alla salute di tutti e di tutto, vegetali, polli e fagiani, visto che indistintamente ce ne nutriamo, indistintamente da come mettiamo fine alla loro esistenza. Sarebbe una lotta doppiamente giusta, perché non c' è più spazio per l' ipocrisia, contribuirebbe finalmente a mettere fine alla visione falsamente divulgata del cacciatore considerato come un soggetto a parte, col fucile a tracolla e la cartucciera sulla panza, estraniato da tutto se non a sparacchiare, casualmente, a qualche animale. Il messaggio deve comprendere che noi, come veri figli di Diana, ci vogliamo battere per una natura integra, sana e pulita, per preservare ed usufruirne poi dei suoi frutti, sani e puliti.

da Fromboliere 03/04/2013 12.44

Re:Siamo tutti figli di Diana

L’esito della caccia è che alla fine gli animali ci rimettono la vita e questo schiaccia le coscienze, se accade sparando. ----------------------------------------------------------- Ecco, dopo aver letto l'editoriale di Fromboliere di Luglio 2010, che mi era sfuggito , ho trovato la frase che dà lume a tutto lo scritto ; soprattutto le tre ultime parole della stesa:....... SE ACCADE SPARANDO. Sono convinto che se al posto del fucile usassimo qualcosa che non è così visibile e rumoroso le cose andrebbero diversamente. Forse ho detto una castroneria, ma non ne sono tanto sicuro . Resta il fatto estremamente triste nel constatare che i ""soliti noti "" si scandalizzano solo quando gli animali vengono uccisi da altri , salvo poi ingozzarsene alla grande , ma loro rimangono con la coscienza - pulita -

da Renzo 03/04/2013 11.06

Re:Siamo tutti figli di Diana

Di solito non lo faccio mai ma questa volta Frombo, solo per curiosità visto il tenore della risposta che hai dato a Fiore, sono andato a leggere a quell'indirizzo. Nel premettere che condivido tutto quello che hai scritto e come lo hai scritto, due frasi in particolare mi hanno colpito perchè le sento mie "..., il passato a favore, il futuro contrario..." e "..., chi è cacciatore nel passato, lo rimane per tutta la vita...", quello che non capisco però - forse perchè ancora non sono sveglio bene- è il riferimento al colpo basso. Mi sembra tutto coerente con quello che scrivi da sempre.

da Tordaiolo 03/04/2013 8.14

Re:Siamo tutti figli di Diana

bello fiore, e grazie... del colpo basso :-) :-) :-) c' è il tempo per il cuore e il tempo per il cervello... ma non ostante non mi pento di essere tornato cacciatore

da Fromboliere 02/04/2013 21.52

Re:Siamo tutti figli di Diana

http://www.bighunter.it/Home/Editoriale/Editoriale/tabid/197/newsid707/5970/Default.aspx

da fiore 02/04/2013 21.04

Re:Siamo tutti figli di Diana

Tordaiolo, la questione non sta tanto nell' accertare quanto, dove e come siamo inquinati. E' che noi siamo totalmente destrutturati, anche di fronte ai problemi ecologici. Se si denunciassero le varie situazioni disastrose attraverso una sezione nazionale, a nome di tutti i cacciatori italiani, se nelle cause ci si costituisse parte civile e via dicendo, allora vedremmo, magari, che ci sarebbero meno petizioni, meno interrogazioni parlamentari contro la nomina di un cacciatore come presidente di un parco naturalistico, (vedi Santini)e giusto solo per fare un esempio dal quale si possa capire che cause per apparire, come principali protettori della nostra natura, l' Italia ce ne offrirebbe, purtroppo, a dismisura. Quel che è peggio è che se ci facciamo sentire, è solo per deprecare le scelte relative alle energie rinnovabili. Sole e vento sono certamente appartenuti agli elementi di Diana, petrolio e nucleare, le plastiche, il pcb, i diserbanti e la diossina certamente no

da Fromboliere 02/04/2013 19.02

Re:Siamo tutti figli di Diana

Proprio l'altro ieri sera alla TV ( non ricordo quale) in una inchiesta sull’inquinamento ambientale a Brescia è venuto fuori la Caffaro, hanno trovato avvelenamento da PCB nel sangue di molti cittadini nell’area di una decina di chilometri da questa industria che ha inquinato tutto il territorrio circostante (che non è poco) mi sembra sin dal 2002. L’alto tasso di inquinamento sta portando gravi malattie tumorali del cervello,del seno, e del fegato anche nei bambini. Sembra che purtroppo da come si diceva, il ministero dell’ambiente fino ad ora non ha fatto molto per disinquinare tutta quest’area. Sembra che addirittura non possono tenere animali come le galline fuori a pascolare. E allora cosa si vuole fare ? Lo chiediamo agli stessi ambientalisti Bresciani che hanno bambini che corrono questi pericoli.

da jamesin 02/04/2013 18.44

Re:Siamo tutti figli di Diana

....caro Frombo l'elenco è lungo ma da quell'orecchio non ci sentono. Gli animali possono riuscire a schivare una schioppettata ma tutti i giorni devono mangiare e bere e lì non si schiva niente...la stessa sorte che cmq tocca a noi.Se l'essere umano non ha rispetto neanche per se stesso che ci aspettiamo?I figli di Diana con gli aniumali si sono evoluti per diventare "bestie"!!!!

da Tordaiolo 02/04/2013 17.02

Re:Siamo tutti figli di Diana

http://ambientebio.it/caffaro-la-fabbrica-che-ha-avvelenato-brescia/

da Fromboliere 02/04/2013 16.28

Re:Siamo tutti figli di Diana

Il brutto della faccenda è che, nell'era preistorica fortunatamente capirono dopo diverse inc.... che per poter cacciare ed anche fare tutte le altre cose che servivano per vivere e non estinguersi (imparando a rispettare così i propri simili), era meglio unirsi in una sola ASSOCIAZIONE e con un solo scopo di vita, portare la carne a casa. Allora, io mi domando e dico : ma noi cacciatori siamo rimasti a che punto nel corso degli anni della nostra esistenza ? Forse al punto dove lo sviluppo mentale per merito della caccia ha incominciato a farci capire che era meglio ficcarlo, al vicino di casa ? Come facevano gli animal-man prima di capire la comunità ! Gira che ti rigira la colpa è sempre della caccia, maremma beccacciara. Cordialit

da jamesin 02/04/2013 14.44

Re:Siamo tutti figli di Diana

Hai detto tutto quello che ANDAVA DETTO . Bravissimo !

da Renzo 02/04/2013 14.12

Re:Siamo tutti figli di Diana

Bello, ben fatto! E' confortante che su questi temi fondamentali siano le donne ad essere le protagoniste assolute. Prima Simona Pelliccia, ora Cinzia Funcis. Tutto questo dimostra che le critiche che sono state rivolte a Napolitano per la composizione delle due commissioi quella di oggi.ni di "saggi" non erano del tutto infondate. Continuo a credere che se il mondo venatorio, in tutti questi anni, avesse svolto una battaglia comune su questi temi anziche' impegnarsi sulle rivendicazioni ampliative sui tempi e sulle specie, avrebbe avuto molti piu' argomenti per convincere la societa', in special modo la grande maggioranza dei cittadini che non sono cacciatori. Gli argomenti riportati da questo editoriale, se fossero stati il biglietto da visita del mondo venatorio italiano, ci avrebbero consentito una legittimita' culturale molto piu' grande e autorevole d

da fagianaio 02/04/2013 13.47

Re:Siamo tutti figli di Diana

Leggere l'umanità è come leggere un grafico nemmeno tanto complesso. Inizia con una linea che sale tratteggiata dalla matita dell'evoluzione,e si arresta un poco quando raggiunge il nostro presente , senza però fermarsi del tutto e sempre in salita . Il foglio da qui in poi è ancora intonso ma , basta poco per immaginare dove andrà a finire il tratto del pennino : inesorabilmente in basso. Basti pensare a cosa accade se manca l'energia elettrica per un tempo abbastanza lungo da farci cadere nel panico totale ; non per mancanza di luce bensì per mancanza di aiuto in tutte le faccende umane perche siamo ormai succubi di ogni tipo di servitù elettronica. Penso che nessuno di noi, anche se ottimo cacciatore, sappia sopravvivere se disperso in una giungla e gli mancasse definitivamente l'aiuto del cellulare o del pc, piuttosto che dello sbattiuova ( ad esempio ). Forse solo pochissimi umani addestrati ( con tutte le comodità accanto sempre e comunque ) potranno prolungare anche se di poco la loro inevitabile agonia rispetto ad altri che solamente CREDONO di cavarsela perche vanno in overdose di documentari ( finti anche essi ) Bene tutti gli studi di personaggi culturalmente sopra la media ; penso lo stesso ,però, che ci sia ben poco da stare allegri

da Renzo 02/04/2013 13.21

Re:Siamo tutti figli di Diana

Vorrei dire poche semplici frasi, raccolte in giro, nel web, che sintetizzano lo stato in cui tutti ci troviamo, sia come cittadini ed ancor più come cacciatori: " Le tre fasi del capitalismo: 1° Chiedere soldi allo Stato. 2°Arricchire i manager e dare un misero stipendio agli operai. 3° Inquinare l' ambiente e licenziare gli operai, facendo così crollare l' economia locale. Ecco, questa è la realtà dell' uomo civilizzato e contro questa situazione oggi si dovrebbero battere tutti ed ancor meglio a cominciare dai cacciatori, con le loro associazioni, i loro intellettuali e i loro giornalisti, che invece altro non sanno fare che continuare a cantarcela per noi e tra di noi, come fossimo la categoria degli eccelsi, come se il suolo che calpestassimo altro non sia che il paradiso donatoci in premio e che tutto il resto siano cose che appartengano ad un' altra realtà. I nostri animali mangiano e bevono veleni, i nostri amministratori sono spesso conniventi in questi delitti, girano somme stratosferiche di denaro pubblico, che mai vanno a finire nel posto giusto e di questi problemi nemmeno si sanno occupare le associazioni ambientaliste che altro non trovano che prendersela con noi. E noi che facciamo nel frattempo? Perdiamo un' occasione dietro l' altra perché siamo sempre a rimirarci allo specchio.

da Fromboliere 02/04/2013 11.31

Re:Siamo tutti figli di Diana

Sembrerà strano, ma per quello che riguarda la caccia e i cacciatori, le specie selvatiche godono di maggiore salute oggi piuttosto che in passato, anche remoto. Gli antropologi ci fanno sapere che molti spostamenti delle popolazioni primitive avvennero perchè i bacini di caccia si erano esauriti. Semmai, è da quando la caccia diventa più passione che mezzo di alimentazione, che le specie cosiddette "pregiate", ovvero quelle oggetto di caccia ritualizzata, godono di migliore fortuna. Il mondo è complesso, le formulette funzionano poco. Bisognerebbe applicarsi e approfondire, prima di sparare massime a vanvera. Molto tempo fa ho letto Sociobiologia, di Wilson, e ho imparato più da quel manuale che da tutti i libri di filosofia e di sociologia, di politica e di religione che ho consultato.

da S. M. 02/04/2013 11.14

Re:Siamo tutti figli di Diana

Bisognerebbe leggere tutto il saggio per capire meglio. Cmq dalla sintesi di Cinzia mi sembra di capire che sia stato evidenziato, da questo studioso,i benefici che la caccia avrebbe prodotto nel tempo sullo sviluppo psico-fisico dell'essere umano....la caccia, i cacciatori itineranti ecc.Ok, va bene è senz'altro così o meglio è stato senz'altro così fino a quando la caccia era l'unico mezzo di sostentamento dei "membri del gruppo"...ma possiamo dire oggi le stesse cose? Magari la caccia ritornasse ad essere svolta come allora - con l'arco e con le frecce-...oggi le cose sono leggermente cambiate. Non c'è più la spinta dovuta alla necessità della sopravvivenza e l'arco e le frecce sono stati sostituiti da moderne carabine con ottiche extragalattiche....ma gli animali sono rimasti quelli di allora.Qualcosa è cambiato. La società moderna và a caccia per divertimento non per necessità e allora la domanda che mi faccio e che vi faccio....oggi la caccia,alla condizioni di oggi, può ancora produrre gli stessi benefici che ha prodotto da allora? Che siamo tutti figli di Diana...non ci piove, è chiaro,è evidente ma io metterei un punto interrogativo quando in conclusione lo scienziato dice "..sapremo anche guardare con maggior serietà anche al nostro posto nel mondo e sapremo finalmente proteggerlo senza cercare di dominarlo o di reinventarne le regole"...punto interrogativo?

da Tordaiolo 02/04/2013 10.37

Re:Siamo tutti figli di Diana

Quindi,se siamo quel che siamo e' perche' abbian fatto quel che che i nostri avi han fatto. Diversamente saremo ancora scimmie... Animalisti,ambientalisti,(specisti?) vegani ,vegetariani ecc,ecc, preferivate restare scimmie???

da Toni el cacciator 02/04/2013 10.00