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Editoriale

Più valore alla selvaggina e alla caccia


lunedì 16 dicembre 2013
    

E' una risorsa rinnovabile, sana, praticamente gratuita e buonissima. Aggiungeteci che è disponibile in grandi quantità, che deve essere controllata per motivi di equilibrio ambientale e pubblica sicurezza, che a fare il lavoro “sporco” sono migliaia di volontari felici di farlo, e sarà subito chiaro che è una follia continuare a pagare (con le tasse dei cacciatori) i danni che animali come cinghiali, caprioli, cervi e daini causano all'agricoltura, senza trarre alcun beneficio economico per la comunità e continuando a non riconoscere e difendere il grande servizio pubblico svolto dalla caccia. A togliere le classiche fette di salame dagli occhi degli amministratori, e a metterle sui banchi di macellerie e ristoranti, ci penserà forse ora un progetto toscano, su cui da tempo lavorano le province di Pisa, Firenze e Pistoia.


La prima filiera in Toscana

L'idea, giunta ora alle fasi operative in Toscana, è quella di avviare una rete capillare che, come era nelle intenzioni dalla legge regionale di tre anni fa, riesca finalmente a coinvolgere cacciatori, ristoratori, province e Atc, in maniera sistematica. Il tutto per rendere più incisive, e valorizzare in termini economici, quelle operazioni di controllo faunistico richieste a gran voce dagli agricoltori.


In Toscana, ma situazioni molto simili riguardano ormai tante regioni, Liguria, Marche, Emilia Romagna, Abruzzo e Lazio per esempio, sono infatti i numeri allarmanti della crescita di cinghiali e altri ungulati ad obbligare le istituzioni ad incentivare i prelievi. Qui infatti sono stimati circa 350 mila ungulati (
160 mila caprioli, 4200 cervi, 8400 daini e  180 mila cinghiali). Ai soli cinghiali sono imputabili il tra il 70 e l'80% dei danni a colture e produzioni agricole, visto che da soli rappresentano la metà della popolazione totale di ungulati. Stando ai numeri dei nuovi nati per anno, tratti dalla relazione del Dott. Vito Mazzarone (dirigente alla Fauna selvatica alla Provincia di Pisa) al convegno La valorizzazione delle carni dei selvatici abbattuti (Pisa, 9 novembre 2013), si ha un incremento medio annuo (minimo) del 100% di cinghiali, del 50% di caprioli, e del 20% di cervi.  Numeri allarmanti, senza ombra di dubbio. Ma guardandola in positivo, bisogna anche ammettere che ogni anno queste risorse possono fornire in tutta la Toscana qualcosa come quasi 11 milioni di porzioni di carne (dato che emerge dal prelievo di 117 mila ungulati del 2010). E non carne qualsiasi, ma di ottima qualità perchè povera di grassi, ricca di ferro e proteine nobili, priva di antibiotici e altri farmaci che vengono somministrati negli allevamenti e, oltretutto, prelevata a costo zero (nessuna spesa di allevamento, manodopera volontaria e ben organizzata).

A San Miniato il primo centro di raccolta

Per cominciare occorrerà far funzionare i centri di analisi e raccolta delle carni, dove i cacciatori potranno portare le proprie prede e cedere (vendere) la carne di cinghiali, cervi, caprioli e daini. Per il momento si è mossa Pisa. Con il nuovo Piano faunistico provinciale (2012-2015) è stato infatti deciso l'avvio a San Miniato del primo macello pubblico che effettuerà tutti i controlli necessari sulle carcasse, sia per l'autoconsumo che per destinarle alla vendita. Il piano pisano prevede la creazione di punti strategici di raccolta per Aziende Faunistiche, Agrituristiche, squadre di caccia e distretti per gli Ungulati, ma anche per il singolo cacciatore. In questo modo sarà possibile fornire agli esercizi di rivendita e ai ristoranti un sistema di approvvigionamento sicuro della carne di selvaggina e sarà possibile contrastare efficacemente la cessione illegale di carne ed assicurare la sicurezza dei consumi da parte degli stessi cacciatori. I centri di raccolta saranno collegati ad un centro di lavorazione della carne selvatica (con bollo UE), con la possibilità di una successiva trasformazione e quindi, presumibilmente, con conseguenze positive in fatto di occupazione e nuove opportunità turistico-ricettive.


Cinghiali a Km 0 nei ristoranti

Ma Pisa vuole fare molto di più che regolarizzare la vendita delle carni dei selvatici. L'obbiettivo è anche culturale: incrementare il consumo di carne di selvaggina come fonte alimentare alternativa a quella prodotta negli allevamenti intensivi, farà infatti bene all'ambiente e alla salute, oltre che all'economia e al turismo. La filiera certificata sarà lì a testimoniare la qualità di una delle tipicità territoriali più preziose e ricercate della gastronomia locale, che nelle trattorie e nei ristoranti va già alla grande, soprattutto in Toscana, dove il "marchio" cinghiale è uno dei più inflazionati.

In questo senso l'idea toscana potrebbe costituirsi come l'inizio di una sorta di operazione verità, che rimette al centro l'utilità del cacciatore e che potrà forse un giorno  contribuire a demolire tutte le costruzioni anticaccia mascherate di ambientalismo, che insistono a ritenere il cacciatore un usurpatore dell'ambiente. Al contrario questa filiera lo riabiliterà in pieno. A patto che si abbiano cacciatori sufficientemente informati e pronti a interagire con queste nuove strutture territoriali. Per questo, almeno a Pisa, presto verranno realizzati corsi per informare e formare adeguatamente i cacciatori, che saranno i veri protagonisti dell'intera operazione.

Se la cosa funzionerà, si potrà pensare di estendere questo modello a tutte le altre regioni che hanno problemi con la fauna in eccesso. Insomma un'opportunità da non farsi sfuggire per il mondo venatorio, che questa volta ha letteralmente il "coltello" dalla parte del manico. Molti, soprattutto tra gli ostili alla caccia grossa, storceranno il naso e diranno che questo non è lo spirito vero della caccia. Ma portare sulle tavole dei nostri concittadini la carne prelibata di alcuni selvatici potrà servire a farci capire meglio e da un più vasto pubblico... quindi perchè no? Del resto per questo succede in tantissime parti del mondo non solo per i cinghiali e per altri ungulati, ma anche per specie che da noi sono considerati no limits come certi tetraonidi,  anatre, colombacci, beccacce....
 

Cinzia Funcis

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12 commenti finora...

Re:Più valore alla selvaggina e alla caccia

io vado a caccia e a pesca mangiando cio che riesco a prendere perchè sono contrario a chi mangia vegetali indifesi che vengono costretti a stare in campi al'aria aperta spesso senza riparo e strappati ai loro cari con mezzi crudeli...........hahahahahahhahah

da riccardo 30/12/2013 19.29

Re:Più valore alla selvaggina e alla caccia

@ P.G.non sono vegana..ma sfrutto " il mio cervello"anche un bambino di 4 anni,capisce che la selvaggina,e' piu' sana della LOLA!

da elena 21/12/2013 22.19

Re:Più valore alla selvaggina e alla caccia

dai Calibro 20. diamoci da fare. Almeno in periferia. Invitiamo a cena testimonial, personaggi influenti, che fanno tendenza, giornalisti locali, organizziamo cene di beneficenza per anziani e indigenti, regaliamo carne di selvaggina ad asili scuole, tutto in regola, ovviamente, ospedali eccetera...

da P.R. 19/12/2013 8.54

Re:Più valore alla selvaggina e alla caccia

Hai ragione "Peter Pan" bisogna incentivare i giovani e noi della base, nel nostro piccolo lo facciamo tutte le volte che ne abbiamo l'occasione, ma ci vuole altro... Ci vuole buona volontà e più altruismo da parte delle associazioni venatorie, tutte, nessuna esclusa,che prima di chiunque altro dovrebbero darsi da fare per incentivare nuove leve, contribuendo alle spese per la loro prima licenza di caccia, per i vari corsi di specializzazione di caccia agli ungulati (cinghiali, cervi, caprioli,daini ecc) per il contenimento nocivi e per il primo anno, iscrizione gratuita all'ambito di residenza.... Darebbero così, un senso a tutti i soldi che ogni anno, i cacciatori versano nelle loro casse.... Parallelamente, anche i produttori di armi dovrebbero incentivare le "nuove licenze" applicando loro, sconti importanti sull'acquisto del primo fucile o carabina,... ti sembra molto??? Non credo che tutto ciò sia utopia, credo invece che sia l'unico buon investimento per il futuro della caccia in Italia, o no???

da Calibro 20 17/12/2013 22.43

Re:Più valore alla selvaggina e alla caccia

alla prova del cuoco già ne parlano. almeno di cinghiale e altri ungulati. Poi c'è Bigazzi che ci dà una mano. Non è difficile, basta sapere e la comunicazione potrebbe fare la differenza. Altro argomento per la comunicazione: mancano giovani, le licenze calano. Quando vi deciderete a fare una bella campagna, ma bella, per recuperare qualche giovane virgulto alla caccia? Lo dico agli armieri, che cincischiano (ormai vendono in America)e alle associazioni venatorie, non solo a livello nazionale, ma soprattutto locale. Si può anche cominciare dal basso. Giovani, ci vogliono. Giovani!!

da Peter Pan 17/12/2013 8.51

Re:Più valore alla selvaggina e alla caccia

Alla faccia dei vegani...tiè.

da P.G. 16/12/2013 18.50

Re:Più valore alla selvaggina e alla caccia

in televisione alle rubriche di cucina si vede spesso ormai qualche cuoco che presenta un piatto a base di selvaggina. basta insistere

da rino A. 16/12/2013 18.32

Re:Più valore alla selvaggina e alla caccia

Proponete l'argomento alla "prova del cuoco" dove una simpatica conduttrice ,leale e per niente prevenuta' potrebbe dare risalto al tema.

da Toni el cacciator 16/12/2013 12.34

Re:Più valore alla selvaggina e alla caccia

Dove vivo esiste ancora oggi una macelleria che non meno di quaranta anni fa esponeva e vendeva Fagiani, Pernici, e i tanto ricercati Tordi. Durante la stagione di caccia aveva la fila di clienti.Poi è nata la 157 e i Verdi, gli animalari, e le innumerevoli associazioni ""onlus"" che difendono PRIMA gli animali POI l'essere umano. Per chi vive in Liguria a Genova sa bene di chi parlo, solo un nome Piazza dei Miconi a Sestri Ponente.

da Renzo 16/12/2013 11.27

Re:Più valore alla selvaggina e alla caccia

e l'assessore sta gestendo una serie di conferenze per mettere a posto - finalmente - quelli scriteriati di ex hippy che rispondono ancora al nome di ambientalisti...

da singer 16/12/2013 10.40

Re:Più valore alla selvaggina e alla caccia

Grande, grande, grande Cinzia Funcis!! Ovvio che ci vuole il modo giusto in ogni cosa ma il paradosso è che per andare a tirare ad un cinghiale all'estero si sborsano migliaia di euro, qui è quasi considerato come uno ...scarafaggio. Giusto per fare un esempio.

da Ezio 16/12/2013 10.05

Re:Più valore alla selvaggina e alla caccia

Tanto di cappello ai toscani. Questo è il sistema giusto per sfondare il muro di gomma animalambientalista, così facendo si apre una prateria, ma non dimentichiamoci la piccola selvaggina e quella migratoria, anche quella andrebbe commercializzata.

da Giannirm 16/12/2013 9.24