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Editoriale

Animalismi e solitudini


lunedì 28 giugno 2010
    
Gli spazi diminuiscono e la popolazione aumenta, eppure ci sentiamo sempre più isolati. Tra il traffico delle nostre città, i ritmi sempre più veloci, le porte sempre chiuse di condomini tutti   uguali e sempre più piccoli, le persone trovano sempre meno il tempo e il modo di incontrarsi, di raccontarsi e confrontarsi.
 
Sono finiti ormai i tempi delle chiacchierate intorno al focolare di casa, i tempi in cui i bambini giocavano insieme nelle aie delle vecchie corti di campagna.  I bambini di oggi (che saranno politici, dottori, scienziati, architetti e pensatori di domani), o la maggior parte di loro, non hanno nemmeno più bisogno di stare insieme per tirare due calci al pallone. Per questo ci sono i videogiochi, sempre più perfezionati, in grado di emulare la realtà e di crearne altre perfette. Ci sono poi le merendine confezionate che hanno sempre lo stesso sapore e ci sono genitori e nonni che sempre meno ne sanno di natura e di vita di comunità, tanto meno della sana vecchia bella vita di campagna, sacrificata nelle loro esistenze all'esplosione del cemento  e della produttività. 

Rinchiusi nei rispettivi appartamenti, nessuno si accorge più degli altri e spesso non sappiamo nemmeno chi sono i nostri vicini di casa. Le cronache locali riportano di frequente piccoli grandi drammi legati alla solitudine. Poche settimane fa da quel di Prato abbiamo saputo increduli del ritrovamento di una ragazza, che si è lasciata morire, a 25 anni, perchè troppo sola. Ha semplicemente smesso di nutrirsi e nessuno se n'è accorto. Come spesso succede in questi casi, il corpo è stato ritrovato per caso, addirittura dopo alcuni mesi dalla morte, nessuno l'aveva cercata. Non è che uno dei tanti casi, su cui ci si interroga, per uno o due minuti quando i media ne parlano. Spesso protagonisti di queste notizie sono gli anziani, che vengono abbandonati a loro stessi quando sono solo un peso, proprio come tanta gente fa ormai, in estate, con i cani che sono un’impiccio per le vacanze. E la cosa triste è che questo problema, quello della solitudine,  come ogni tabù che si rispetti, ha paradossalmente meno risonanza in confronto a quello degli amici a quattro zampe, che invece sono ogni anno al centro di infiniti appelli al buonsenso (così come la nuovissima campagna Animal Friendly del Ministero del Turismo).

Ma la solitudine coinvolge tutti, è un fatto ormai patologico della società post industriale. Ci sentiamo numeri, macchine e piccoli ingranaggi ogni giorno, quando ci rechiamo da medici che non conoscono il nostro nome, quando lavoriamo in fabbriche, cantieri o uffici di  enormi multinazionali, capaci di venderci al peggior offerente in ogni momento e senza battere ciglio.  L'uomo di oggi, svuotato di senso e privato della sua individualità, si lascia consolare dall'ultimo modello di telefonino sul mercato o da falsi idoli propinati dalla tv e colma il grande vuoto che sente riempiendo i carrelli dei supermercati. Se poi gli affetti più stretti mancano, ecco che entrano in gioco gli animali, su cui, loro malgrado, si riversano le nevrosi di milioni di depressi.

L'inesorabile aumento di cani, gatti, conigli e criceti nelle case degli italiani è, in parte, un chiaro sintomo di questa sofferenza. Ognuno di noi ha conosciuto anziane signore sole capaci di parlare per ore (col e) del proprio animale o ha provato un moto di umana compassione nei confronti della dedizione con cui le cosiddette “gattare” si occupano di felini abbandonati (capaci per altro di gestirsi da soli per natura); o ancora sarà capitato di rimanere atterriti di fronte ad alcune attenzioni eccessive imposte agli animali, talvolta vestiti e pettinati come dei pargoli di buona famiglia. Tutti impettiti e inamidati, con cravattino e brillantina.  Questo istinto di protezione (più forte in persone che non hanno avuto figli o altri affetti) è una delle tante risposte alla solitudine creata da una società che compensa il disinteresse per l'essere umano con un esagerato affetto per gli animali e con la conseguente volontà di scrivere sulla carta che a loro spettano gli stessi diritti degli uomini.

Il fatto stesso che chi parla di coscienza animale la consideri alla stessa stregua di quella umana, stravolgendone il senso stesso della specifica - termine guarda caso che ha la sua radice in “specie” - natura, la dice lunga sul tentativo di rapportarli il più possibile a noi. Che la natura abbia dato a tutti i mammiferi un particolare attaccamento alla propria prole e talvolta al proprio partner (così da favorire la crescita e la protezione della progenie), è un mero fatto biologico che non deve e non può essere un parametro esclusivo. Il fatto che un pitone non provi sentimenti lo rende meno dignitoso? O meno tutelabile?

Quando una società si lascia andare a certe irrazionalità, è segno  che per strada si sta perdendo qualcosa di importante e che stia annaspando senza sapere dove intende andare a parare.
Tutti noi, chi più chi meno, siamo disposti a prenderci cura di un animale, di affezionarci e di considerarlo parte della nostra famiglia.  Ma dare una precisa dimensione a questi affetti è un fatto di identità, a cui il genere umano non può sottrarsi, questa si che sarebbe una grande conquista civile del nostro tempo.

Un cacciatore, per esempio, non frequenterebbe i salotti newyorkesi con un roseo porcellino al guinzaglio, come invece fanno certe dive del cinema e della televisione. Un cacciatore conosce il valore del paradosso di Singer, capofila della più rigorosa corrente filosofica animalista. Ovvero che il maiale, per il tempo che vive e per la infinita quantità delle sue “popolazioni”, deve.…”ringraziare il prosciutto”. Chissà se la Brambilla, che recentemente ha adottato un cinghialino, arriverà mai a capirlo.
 
Cinzia Funcis
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18 commenti finora...

Re:Animalismi e solitudini

x Alice: perbacco.... tu sì che vai sul difficile, bisognerebbe essere andati oltre, per lo meno, alla lettura del libretto di spiegazioni del proprio telefonino, per molti di noi è una fatica oltre la quale non è mai stato possibile accedere.... per problemi encefalici

da Fromboliere 04/07/2010 23.45

Re:Animalismi e solitudini

Per tutti coloro che non vogliono credere a quanto scritto da Cinzia: Un signore un po' alienato aveva imboccato l'autostrada in senso vietato. Pochi chilometri e una pattuglia della polizia diramò l'allarme. L'alienato, che aveva la radio accesa, ascoltò sorpreso: attenzione attenzione, sull'autostrada c'è un matto che viaggia contromano!! Uno solo? Urlò l'alienato che non riusciva più a tener testa a tutte le automobili che gli si paravano contro. Altro che uno, qui son tutti matti!!!!! Ecco, la stragrande parte dgli animalisti non hanno capito che i protagonisti della barzelletta sono proprio loro.

da la sai l'ultima? 03/07/2010 15.20

Re:Animalismi e solitudini

x divoto, fromboliere e altri: consiglio la lettura di "Alice nel paese delle meraviglie", è ancora meglio.

da Alice 02/07/2010 22.56

Re:Animalismi e solitudini

REDAZIONE BIGHUNTER MAGAZINE. Commento rimosso.

da albertone 02/07/2010 21.56

Re:Animalismi e solitudini

x Caccia Leo Condivido in toto il tuo pensiero in merito all'autrice Cinzia Funcis,veramente brava e da 10 e lode.Devo dissentire sul tuo pensiero per quanto attiene al SACCENTE,egli non è presentabile nè per il GF,nè tantomeno per l'Isola degli Idioti,infatti come diceva Confucio: L'IGNORANZA è la notte della mente, ma una notte senza luna né stelle.A fronte di cio' presumo che il cervello del Saccente è composto da un buco nero.Salutoni

da spartacus60 30/06/2010 9.17

Re:Animalismi e solitudini

rosario è sicuramente uno che guarda il grande fratello o l'isola dei cretini come lui.Cinzia non ha fatto altro che mettere a fuoco una triste realtà.BRAVA 10 E LODE

da caccia leo 29/06/2010 22.05

Re:Animalismi e solitudini

x Trampoliere: Bene amico mio, se leggi N. C. e il libro citato e non lo capisci, sei messo male. E' come leggere, da una rivista, un'intervista. Leggi il capitolo: 'sfuggire dall'indottrinamento', parla di media, di telefilm, di giornali, le cose che noi mastichiamo o ci fanno masticare tutti i giorni. Se invece vai a leggere i suoi testi scientifici è chiaro che non ne esci, ma lui ne scrive? ti saluto

da Fromboliere 29/06/2010 16.39

Re:Animalismi e solitudini

guarda fromboliere, che il libro citato di Fromm non sono anche che storielle su vari stati clinici di eprsonaggi noti, compreso quello di Hitler, a cui penso G.D si riferisce. Per inciso, anche Chomsky non mi pare che sia tanto semplice, nel linguaggio.

da Trampoliere 29/06/2010 15.45

Re:Animalismi e solitudini

X G. Divoto: suggerisco, piuttosto, la lettura di Noam Chomsky, esempio, nel 'Capire il Potere'. E'più moderno, molto più semplice da leggere, di comprensione immediata e alla portata di chiunque, ti saluto.

da Fromboliere 29/06/2010 9.39

Re:Animalismi e solitudini

REDAZIONE BIGHUNTER MAGAZINE. Commento rimosso

da Rosario Madaffari 29/06/2010 8.40

Re:Animalismi e solitudini

REDAZIONE BIGHUNTER MAGAZINE. Commento rimosso.

da Rosario Madaffari 29/06/2010 8.08

Re:Animalismi e solitudini

A Madaffari e a tutti coloro che vivono su quei malaffari collegati all'animalismo come concimazione del consumismo (la Colò che propina all'orso bianco una fresca caramella col buco) suggerisco la lettura di "Anatomia della distruttività umana", di Eric Fromm, alla conoscenza del quale - nel caso non sapessero chi è - tutti possono accedere tramite internet, anche su wikipedia.

da Gianluca Divoto 28/06/2010 14.55

Re:Animalismi e solitudini

EVVIVA! idda, è viva o è solo virtuale? però esiste, inserita sottopelle, come un chip, nelle coscienze rubate. Bravo Tagliacarne.

da Fromboliere 28/06/2010 14.17

Re:Animalismi e solitudini

Ma la cretina, secondo Madaffari, chi è? La Ministra? Putroppo, anche secondo i risultati delle ultime analisi sociologiche, l'avvento mediatico ha portato allo stravolgimento dei fatti, e alla totale mistificazione della loro percezione. Sembra infatti che il fatto in sè non esista più. E' la televisione, come già aveva preconizzato Mac Luan, unico moloch onnipotente e onniscente, che progetta - virtualmente - i fatti, li descrive come avvenuti e li commenta, inducendo i fruitori (ovvero la totalità dei cittadini, ormai, fra cui immagino il Madaffari e tutti quelli che la pensano come lui) a credere che quella sia la realtà. La Brambilla, utile strumento nelle mani del massimo comunicatore che abbiamo sulla piazza (un piazzista, direbbe qualcuno), non fa altro che adoperarsi per far apparire vere le grossolanità che racconta. Per cui, con tutti i nostrani operatori del turismo che si lamentano, all'opinione pubblica risulta che in Italia il Turismo e l'attività del relativo Ministero (o meglio, della Ministra) passino di successo in successo. Evviva!

da Tagliacarne 28/06/2010 12.04

Re:Animalismi e solitudini

X E Castelli: solo contro allevatori e cacciatori? ...se vogliamo essere ottimisti, allora siamoli.

da Fromboliere 28/06/2010 12.03

Re:Animalismi e solitudini

Caro Fromboliere, l'atto finale? Chi non vorrà adattarsi a queste barbarie verrà eliminato, in un modo o nell'altro. è già avvenuto in passato con gli indiani d'america, sta avvenendo oggi con i cacciatori, gli allevatori ecc... corsi e ricorsi della storia!

da Emanuele Castelli 28/06/2010 11.28

Re:Animalismi e solitudini

Post pubblicato sul gruppo facebook "Contro il DDL del Sen. Orsi e gli altri DDL che liberalizzano la caccia!" Rosario Madaffari Leggete, tutto d'un fiato se possibile, le cazzate di questa CRETINA! Animalismi e solitudini - BigHunter www.bighunter.it Editoriale

da Alberto 28/06/2010 11.22

Re:Animalismi e solitudini

Dice Cinzia: "Quando una società si lascia andare a certe irrazionalità, è segno che per strada si sta perdendo qualcosa di importante e che stia annaspando senza sapere dove intende andare a parare." Aggiungo che se è la POLITICA a lasciarsi andare a certe irrazionalità, si capisce benissimo dove intende andare a parare: l'instupidimento collettivo necessita di prove e va quindi monitorato; essendo, l'uso della droga, limitato solo ad alcune categorie di cittadini, si è cercato d'incrementare la diffusione della stupidità con anni di televisione barbarica, con paranoie razziali e con ogni altra forma di destabilizzazione, atta ad annullare il pensiero individuale. Oggi si verifica, con questi mezzi, il grado di perdita della coscienza, e quanto prima non avremo più modo di distinguerci dalle pecore, con il debito rispetto che esse meritano. L'animale pecora riconduce, immediatamente il pensiero al lupo, che però questa volta non va inteso come animale. Quando e cosa ci riserverà l'atto finale?

da Fromboliere 28/06/2010 10.29