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Editoriale

MERAVIGLIOSA BECCACCIA


lunedì 26 giugno 2017
    

C’è poco da scherzare. Tranne rarissime eccezioni, in Italia chi ama la caccia con il cane da ferma può contare su di un unico selvatico ancora degno di tal nome: la beccaccia. Sì, certamente esistono ancora ottime zone da beccaccini, come pure aree particolarmente vocate per il transito, la sosta e il ricasco delle quaglie; ma con la scomparsa dell’agricoltura tradizionale e l’abbandono delle campagne, tutto ciò che si salva – e che anzi cresce ogni anno – è il bosco, la macchia, gli spini. E la beccaccia proprio lì ama dimorare. Inutile parlare, poi, della selvaggina da penna stanziale: velo pietoso su starne e fagiani allevati e liberati (nella maggioranza dei casi) per ingrassare volpi a due e quattro zampe, nella speranza che almeno qualche pollo giunga fino all’apertura per essere infine recuperato da questo o quel fucile. Gli unici pennuti davvero selvatici che ancora l’Italia ospita sulle proprie montagne, a parte forcelli e bianche, sono le coturnici, ormai rarefatte anche nei parchi, vittime sacrificali sull’altare del protezionismo all’italiana, cioè senza gestione, che poggia sull’assioma “proteggere uguale abbandonare, chiudere alla caccia e basta”, senza favorire in alcun modo la biodiversità.

Ma lasciamo perdere parchi, politica e politica venatoria. Oggi si parla di beccaccia, patrimonio del Mondo ancor prima che dell’umanità; selvatico libero, impossibile da catturare e allevare e, proprio per questo, vero fino in fondo. Sempre diversa eppur sempre uguale, la beccaccia è l’unica preda del cacciatore cinofilo italiano capace ancora di stuzzicarlo nei sogni, di tenerlo alzato fino a tardi, di svegliarlo ben prima del sorgere del sole e, soprattutto, di provocare in lui quel brivido che non si può descrivere, quel sussulto nell’anima che si prova soltanto dinanzi alle grandi emozioni. Quasi infantile, questa sensazione: paragonabile più al primo bacio che alla prima donna vera. Ma soprattutto, mai come per la beccaccia vale il detto, che qui trova conio, di “Paese che vai, beccacce che trovi”.

Chi, infatti, è talmente arso dal fuoco della passione per la Regina al punto di farle la corte fino all’ultimo giorno utile, inseguendola lungo tutto il Paese – se non oltre –, è ben consapevole del fatto che lo stesso selvatico, cacciato in zone, in periodi e a latitudini diverse, è in grado di adottare strategie e comportamenti talmente differenti fra loro da costringere cani e cacciatori a modificare costantemente i propri, pena la certezza di tornare a casa a mani vuote.

Come non pensare, ad esempio, alle dolci Regine in faggeta, d’attacco: primi frutti d’ottobre, bambole mansuete ma che non danno una seconda chance il giorno dopo, nel caso in cui le si lasci andare assolte. Paragonarle alle streghe di gennaio, saette nevrotiche in mezzo ai lecci più fitti, è come parlare di altre specie animali. Eppure è lo stesso selvatico, forgiato dal freddo, dalla fame e dal piombo sentito fischiare. Tra questi due estremi si trova una miriade di casi, ambienti, beccacce: non vi è che l’imbarazzo della scelta e, ovviamente, la voglia di camminare.

C’è la beccaccia malleabile di entratura, ma che per un caso strano decide di sostare al di sotto della linea dei faggi, tra i carpini, con la stagione ancora agli inizi e le foglie tutte bene attaccate alle piante: semplicemente impossibile spararle, ma al contempo vera e propria nave-scuola per le giovani leve a quattro zampe. E se le pinete ricche di sottobosco, non lontano dagli Appennini, saranno la palestra ideale durante le prime gelate, con beccacce di passo che terranno la ferma “perdonando” ai cani qualche errore veniale, è sulle macchie rade di alto fusto della Sila che si compie il gesto cinofilo più esaltante, almeno per l’occhio, con i cani costretti a prendere le beccacce lunghissime, decine e decine di metri, per dare al cacciatore una ragionevole possibilità di tirare una fucilata a distanza utile.

Una prestazione, quella richiesta agli ausiliari sulla Sila, paragonabile soltanto al lavoro degli stessi cani da ferma nei castagneti, per esempio nel Reatino: luoghi in cui un filo d’erba è spesso l’unico nascondiglio utile per la Regina, leggerissima, quasi intrattabile. Ed è proprio quel “quasi” a distinguere un cane che ferma le beccacce da un cane beccacciaio. C’è poi la macchia mediterranea del Gargano, ring di massimo livello per cani di tutto rispetto, laureati in cerca del Master pronti a cimentarsi con guidate interminabili, uste a intermittenza e prove che richiedono grandissimo equilibrio olfattivo e mentale. Impossibile, poi, non citare gli sporchi, le selve, ma anche le pinete scogliose della Sicilia, i mirti e le ginestre in Sardegna, le macchie infinite e umide del Potentino, gli anfratti scoscesi del Tifernate o del Mugello, gli spini della Tolfa e i fossi del Viterbese, come pure i boschi del sud della Calabria, ancora oggi misteriosi, non lontani dall’Aspromonte.

C’è poi chi caccia la beccaccia con profitto nelle paludi (beato lui!) o in quel che ne resta, ultime superstiti delle campagne di bonifica portate avanti nel secolo scorso. Dato che la maggior parte di questi luoghi è al giorno d’oggi preclusa alla caccia, ci asterremo dal citarne i nomi sottolineando tuttavia come l’odore della beccaccia, e con esso il suo reperimento, cambino a seconda del clima e dell’alimentazione, che – com’è facile immaginare – variano profondamente rispetto alle zone di pascolo bovino, in genere oltre i 1000 metri, con vento costante per gran parte della giornata.

Ovvio che, come per i comportamenti della Regina a seconda degli habitat nei quali la si insidia, anche per l’alimentazione e l’olfattazione tra gli estremi del pascolo d’altura e la zona umida esiste tutta una scala di valori intermedi, che contribuiscono a rendere ancor più varia ed interessante questa disciplina dell’arte venatoria. L’umidità, le condizioni atmosferiche, l’esperienza individuale di ogni singolo selvatico - che può avere o non avere ancora avuto precedenti incontri con cani e cacciatori -, il tipo di alimentazione, la sua quantità e qualità, sono tutti fattori che cambiano le carte in tavola, trasformando ingenue debuttanti in smaliziate matrone, streghe di macchia pronte a metterla nel sacco anche ai più esperti conoscitori di zone, rimesse e comportamenti dello scolopacide. Ogni terreno, ogni vegetazione, ogni muffa ha un suo odore ben distinto che complica oltremodo il lavoro dei cani, impegnandoli in grattacapi sempre diversi fra loro eppure uguali nella loro soluzione: il reperimento e la ferma della Regina. Starà poi al cacciatore, al suo manico e alla sua fortuna, il saper capitalizzare o meno il preziosissimo lavoro del proprio ausiliare, premiandolo e premiandosi con il piacere di un abbattimento pulito e di un riporto in piena regola. Quest’ultima parte della recita, questa sì, rende la beccaccia sempre uguale in ogni posto in cui la si trovi.

Insomma: che sia tra i faggi in ottobre o nei fossi in gennaio, tra i lecci di dicembre o in pineta a novembre inoltrato, nelle isole o sulla terraferma, la beccaccia è sempre diversa e sempre uguale a se stessa. Un selvatico meraviglioso, unico, in grado da solo di tenere in piedi la cinofilia da ferma in Italia, ma soprattutto di rinnovare, ogni anno, il miracolo della migrazione, premiando quell’uomo e quel cane talmente folli da presentarsi puntuali all’appuntamento con i vizi e le diavolerie della Regina. 
 
 
 
Daniele Ubaldi

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21 commenti finora...

Re:MERAVIGLIOSA BECCACCIA

Beati voi se piove, qui solo qualche nuvoletta, vento caldo , temperatura oltre i 30, non piove...non me lo ricordo, acqua razionata , fossi secchi, abbeveratoi secchi, erba gialla , terra con spacchi profondi....ci ho infilato una canna, è sparita....parlare di beccacce, qui, mi sembra prendermi per il culo .

da Carlo rm1 30/06/2017 7.50

Re:MERAVIGLIOSA BECCACCIA

Tante fungacce tante beccacce, si diceva un tempo. I funghi sembra che comincino adesso. Se continua a piovere, chissà! Speriamo.

da black 29/06/2017 17.29

Re:MERAVIGLIOSA BECCACCIA

Vedrai che poi arriva, magari tutta insieme e allora passano i cefali. E a beccacce si va con lo scafandro.

da Maiorca 29/06/2017 14.26

Re:MERAVIGLIOSA BECCACCIA

posso immaginare, anche dalla liguria mi dicono che boccheggiano come cefali e sperano nelle piogge preannunciate! .....magari vacanze, mi prendo il buon lavoro!....grazie e buona serata!

da Bios 27/06/2017 18.52

Re:MERAVIGLIOSA BECCACCIA

Ah...e allora, beato te, non ti rendi conto di cosa sto dicendo....forse se stavi ad Algeri potevi capire. Cm, se stai per vacanze....buone vacanze, se per lavoro...buon lavoro.

da Carlo rm1 27/06/2017 18.17

Re:MERAVIGLIOSA BECCACCIA

belin tra l'altro ora come ora sono in Germania e qua piove di continuo....se riesco te ne spedisco due secchi!

da Bios 27/06/2017 17.44

Re:MERAVIGLIOSA BECCACCIA

Spingila giù BIOS, al di là di tutto, ne abbiamo proprio bisogno....se continua così qui le cose si fanno serie veramente . La cosa che più mi preoccupa che queste non sono stagioni particolari, nel senso che quest'anno è così ma poi cambia, è l'inizio di una tendenza un cambiamento proprio ed è velocissim....nulla sarà più come prima.

da Carlo rm1 27/06/2017 17.21

Re:MERAVIGLIOSA BECCACCIA

he non lo so, diciamo che spero che almeno tanta per le beccacce arrivi da qua a novembre. Domani mi pare diano piogge in liguria, spero sia vero e che arrivino anche dalle tue parti....almeno tanto da ammollare il terreno

da Bios 27/06/2017 16.49

Re:MERAVIGLIOSA BECCACCIA

Adesso come adesso non riesco ad essere ottimista. Per ripristinare i livelli dei bacini dovrebbe iniziare a piovere da adesso fino a dicembre...minimo, dovrebbe inaugurarsi una stagione piovosa....lo credi possibile? Il clima, la natura ci sta presentando il conto...

da Carlo rm1 27/06/2017 16.46

Re:MERAVIGLIOSA BECCACCIA

dai dai non disperare Carlo chè c'è ancora tempo, non è detto. Aggiungo una cosa, e questa l'ho notata anche io nel giro di 10 anni,fino a qualche anno fa qua a beccacce si andava da fine ottobre (anche metà, in base a quanto si sale in quota), sino a fine novembre, poi da dicembre si continuava su quelle "ferme" specie sul versante mare, ma si trattava di non molti incontri. ultimamente si iniziano a vedere prima (già ai primi di novembre/fine ottobre) anche sul versante mare e poi a dicembre il nmero di incontri è decisamente più alto di qualche anno fa, ovviamente non tutti gli ani sono uguali, ma in media è così. Un altro esempio che non centra con le beccacce è che da qualche anno ad esempio qua vi sono dei colombacci nidificanti, mai successo prima e durante il passo se ne vedono parecchi anche su poste non da colombi.

da Bios 27/06/2017 16.20

Re:MERAVIGLIOSA BECCACCIA

Bios,non conosco i tuoi posti (solo da turista) ma la tua considerazione sulla scomparsa e ricomparsa altrove la condivido perché è successo anche da queste parti - non qui da me - più all'interno verso l' Appennino dove la campagna per un periodo è stata abbandonata . Proprio qui, versante mare, se non fosse per la scarsità dell'acqua sarebbe il massimo per le becche ..tipo Sardegna. Quest'anno non lo so la vedo dura,se non succede qualche miracolo è meglio starsene a casa . Fra un po si asciugano pure i laghi e allora parlare di caccia ....

da Carlo rm1 27/06/2017 16.10

Re:MERAVIGLIOSA BECCACCIA

E' ormai scontato che dove non interviene l'agricoltura (moderna) la fauna selvatica sopravvive alla grande. Fino ad oggi, le centrali agricole (prima Confagricoltura che vuole ancora privatizzare la caccia, poi la Cia che cerca di identificarsi da sempre con una sinistra da operetta, infine Coldiretti che sta studiando da multinazionale, l'unica in Italia, nel settore, con i Chimici e la Federconsorzi come truppe di complemento) hanno finanziato quelle parvenze di associazioni ambientaliste-animaliste che hanno proliferato nel paese, condizionando la politica, ponendo l'accento - grazie alla grande stampa foraggiata dalla grande finanza - sui problemi della caccia. Oggi, che il gioco è ormai scoperto, gli ambientalisti senza soldi sono ormai alla canna del gas. Esistono ancora e crescono invece gli animalisti (LAV in testa) sostenuti dal business delle diete vegetariane per gatti, In tutto questo gioco, la caccia s'impoverisce e la proposta politica latita. Sarebbe l'ora, se vogliamo continuare ad avere voce in capitolo, che ci prendessimo noi l'onere di fare gli ambientalisti veri. Ci riusciremo? Temo sia difficile, fino a che consumiamo tutte le nostre (poche) risorse intellettive a combattere solo sul fronte del fringuello, o del cinghiale.

da A. Duboni 27/06/2017 14.47

Re:MERAVIGLIOSA BECCACCIA

Carlo rm1, sisi chicchierare, mica voglio "aizzare questioni":), la mia esperienza diretta è di 10 anni con p.a. (ho 28 anni), più da sempre con mio padre, quindi lucidamente direi che ho ben presente la situazione (dalle mie parti, liguria) da circa 15 anni ad oggi, più l'esperienza di mio padre (35-40 direi), io di persona non ho visto decresecere la specie e mio padre (e zii etc...) affermano da anni che qua anzi se ne vedono di più di 30 anni fa (mentre sono estinte le rosse che un tempo erano autoctone e selvatiche), e si vedono molti meno tordi durante l'anno. credo sia plausibile che sia collegato al totale abbandono dell'appennino ligure e scomparsa di agricoltura e oliveti sui versanti marittimi, considera che quà è tutto bosco e rii e in autunno l'acqua non manca praticamente mai (il sottobosco è quasi perennemente umido se non fradicio). Però un altro aspetto interessante è che per esempio anni fa mio padre etc.....frequentavano il piemonte e l'emilia, dove "rendeva" di più, da qualche anno in quelle zone si fanno meno incontri e non vale neanche la pena andarci in quanto si fanno più incontri qua dalle nostre parti. credo che il calo si osservi nelle zone più "pianeggianti e agricole"......in appennino sembrerebbe (anche a sentire in giro) che la tendenza sia addirittura opposta. come dici te è plausibile che dalle tue parti (roma credo??) il problema delle piogge si faccia sentire maggiormente

da Bios 27/06/2017 14.38

Re:MERAVIGLIOSA BECCACCIA

Sicuramente non corre pericoli, ma BIOS,tanto per chiacchierare, la tua esperienza che arco temporale abbraccia? Per quanto mi riguarda il calo c'è, eccome, anche se ripeto non corre pericoli, ma c'è. Lo dimostra il fatto che si sono, per forza, dovute affinare le tecniche e i mezzi per poter ancora tirare a questo animaletto.Inoltre si è un po rarefatta per l'aumento degli appassionati che grazie a queste nuove tecniche. ....come si dice....ci hanno preso gusto. I siti, almeno dove sto io, sono tali e quali a quelli di oltre 40 anni fa,con bestiame brado ovunque, semmai il terreno a causa delle sempre meno pioggie non è più quello . Allora c'era fanga sempre, non faceva a tempo ad asciugarsi che subito si ammorbidiva di nuovo e va da sé che la becca ci godeva....e poi ancora tanti altri fattori ma la storia qui sarebbe lunga.

da Carlo rm1 27/06/2017 13.35

Re:MERAVIGLIOSA BECCACCIA

mmmmm io credo che in verità la beccaccia sia una specie che in Italia non soffre la riduzione degli habitat, oggettivamente ha bisogno solo del bosco, in generale dove stanno cinghiali stanno beccacce, per lo meno dalle mie parti è così, difatti non è in declino come che sò le rosse, pur subendo un'analoga pressione venatoria. la beccaccia sta bene come popolazione ed è uno di quei casi dove gli interventi di "gestione" sono sostanzialmente inutili proprio per le caratteristiche stesse dell'animale

da bios 27/06/2017 11.51

Re:MERAVIGLIOSA BECCACCIA

Penso anch'io che la caccia non sia da considerare, assolutamente, un pericolo per la beccaccia. Il pericolo sta negli habitat, che malgrado la legge sui parchi, in fase di revisione fasulla ma mortale per la caccia, habitat che si stanno riducendo, soprattutto per la beccaccia, che ha bisogno di terre umide (alla vecchia maniera, secondo il turnarsi delle stagioni consono alla tradizione metereologica, ormai rivoluzionata) pascoli frequentati da vaccine, bosco.

da Humus 27/06/2017 11.07

Re:MERAVIGLIOSA BECCACCIA

Ahahaha....no,vedi come sono moderato? Basta che nessuno mi sfruguglia. Toscano,ascolta,se fosse possibile qui dialogare pacatamente,senza che nessuno se ne abbia a male per come la vedo, spiegherei il perché della mia posizione,spiegherei perché è male è deleterio ad accanirsi in quel modo su questo animaletto....spiegherei tante cose ma....non è possibile qui se c'è gente che la prende come un attacco alla propria persona. Non lo so quest'anno come buttera' ,di certo non sarò io che inizierò,dirò le mie cose sempre.

da Carlo rm1 27/06/2017 10.36

Re:MERAVIGLIOSA BECCACCIA

carlo rm1 ti stai gia allenando x quando apre il forum?

da toscano 27/06/2017 10.25

Re:MERAVIGLIOSA BECCACCIA

vabbè ora tutta questa cosa degli "artifizi tecnologici", l'unica cosa è il beeper ma che comunque non è che fà raddoppiare i carnieri chi le prendeva prima le prende uguale, chi non le prendeva ne prende comunque poche.......giusto qualche caso di qualche cane che si allunga e non c'era verso di tenerlo "a vista". E poi in genere quelli si si riempiono di etica sono i primi a non rispettare le regole, tipo limiti di carniere

da Bios 26/06/2017 19.00

Re:MERAVIGLIOSA BECCACCIA

LA BECCACCIA è MITICA, ANCHE PERCHè SUSCITA DA SEMPRE INTERESSI GASTRONOMICI, PREZIOSI PER LA SUA RARITà D'INCONTRO (PIù ANTICA CHE ODIERNA), PER LA COMPETITIVITà INTERPERSONALE CHE SI SPRIGIONA ESSENDO DA SEMPRE UN SELVATICO IN ETERNO CONFLITTO CON L'ECCELLENZA DEI CANI E L'INTELLIGENZA DEI CACCIATORI. INTELLIGENZA CHE STA PURTROPPO VENENDO MENO, QUANDO NON SI RISPETTANO REGOLE E SI METTE L'ETICA SOTTO I PIEDI. PURTROPPO, AGGIUNGO, IL PROGRESSO HA MESSO A DISPOSIZIONE DI TUTTI QUELLO CHE PRIMA ERA DI POCHI, CHE COMUNQUE DOVEVANO SELEZIONARE. NON è TUTTAVIA QUESTIONE DI SOPRAVVIVENZA DELLA SPECIE CHE HA LE SUE CAPACITà DI RISPOSTA (ASTUZIE SEMPRE PIù RAFFINATE) E RIESCE A METTERE LA PELLE IN SALVO, COMUNQUE, IN QUEL 30% DI TERRITORIO IN CUI, ETICA O NON ETICA, LA DOPPIETTA ENTRA DIFFICILMENTE E CON RISCHIO.

da BACONE 26/06/2017 18.08

Re:MERAVIGLIOSA BECCACCIA

Ho letto con interesse, bello tutto l'articolo, condivido tutte le considerazioni su questo animaletto...unico, però se mi addentro nelle considerazioni su come lo si caccia oggi, come lo si insidia proprio per quelle caratteristiche egregiamente descritte nell'articolo, allora devo dire che non lo si rispetta affatto devo dire che l'ingordigiadell'uomo lo ha spinto ad elaborare strumenti di caccia che, dal mio punto di vista, è un'offesa che si fa a questo meraviglioso folletto del bosco. Mi fermo per non riaccendere diatribe...che so che arriveranno.

da Carlo rm1 26/06/2017 11.23