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Editoriale

Le specie invasive ci libereranno dall'animalismo


lunedì 19 maggio 2014
    

Europa nuovo regolamento Specie invasive L'Italia nei prossimi anni dovrà fare passi decisivi per mettersi in pari con altri paesi europei in fatto di specie invasive. Finora gli apparati ministeriali hanno fatto orecchio da mercante sugli allarmi dell'Europa, strizzando una volta l'occhio agli animalisti, un'altra agli agricoltori inferociti, ma di fatto non intervenendo mai, da quando, dopo il 1997 con il recepimento della Direttiva Habitat, fu introdotto l’obbligo di una specifica autorizzazione da parte del Ministero dell’Ambiente per l’immissione in natura di specie alloctone, e demandando di fatto le problematiche eventuali con la fauna problematica alle regioni e agli enti locali nella 157/92.

I danni causati da questa politica assente e costantemente in trincea sono molteplici: quelli concreti in termini di danni al patrimonio biologico ed economico (solo per la nutria la stima è che fra il 1995 e il 2000 abbia provocato danni per un totale di 11,6 milioni di euro, oltre alla spesa di 2,6 milioni per attività di controllo), oltre che quelli culturali e sociali, visto che la maggior parte dei cittadini non sa nulla di questo argomento, anche se è, di fatto, uno dei più urgenti sul fronte della protezione ambientale.

Le specie aliene e invasive al momento sono infatti la minaccia più grave per la biodiversità, seconde solo al depauperamento degli habitat. L'Italia ne conta ben duemila. Cosa che ci classifica al terzo posto in Europa, subito dopo Belgio e Francia, che ne hanno oltre 2.500 e Gran Bretagna, (oltre tremila), tra i Paesi più a rischio per la perdita della biodiversità autoctona. Spaventoso l'impatto sull'economia: si stima siano stati persi 12 miliardi in tutta Europa per i problemi legati alla diffusione di specie estranee. Ecco perchè dirsi ambientalisti e poi fare campagne per la difesa delle nutrie o degli scoiattoli grigi, utilizzando per altro i consistenti introiti versati dallo Stato (come fanno gran parte delle associazioni riconosciute dal Ministero dell'Ambiente), è qualcosa di estremamente contraddittorio e dannoso. Se hanno credito (e soldi) associazioni che umiliano il lavoro di scienziati e tecnici, come possiamo aspettarci che piccoli comuni e provincie si oppongano alle migliaia di firme che minacciano i loro provvedimenti? Che cedano al primo soffio di vento, è semmai più che scontato.

Eppure è un italiano il primo a promuovere la spinta all'azione da parte dell'Europa. Piero Genovesi, tecnico Ispra (pare, da poco nominato direttore) dirige l'organismo internazionale di IUCN che raggruppa i maggiori esperti di specie invasive. Grazie ai loro studi l'Europa ha finalmente uno strumento per imporre ai diversi Paesi come e dove agire in tempo ed evitando ulteriori danni. Non appena la disciplina sulla lotta alle specie aliene sarà legge europea ne vedremo delle belle, in Italia. Con ogni probabilità dovremo adeguare la legge 157/92, inserendo un sistema di intervento chiaro per l'avvio di piani di eradicazione e l'individuazione di specifiche responsabilità. Dovremo anche modificare certe impostazioni protezioniste che finora hanno frenato la praticità spicciola di Comuni e Atc, che potranno finalmente affrontare le emergenze chiamandole con questo nome, attraverso piani d'azione ben determinati e comuni a tutta l'Europa.

Un' indagine conoscitiva redatta dalla dottoressa Maria Laura Pasqua, anche lei ricercatrice Ispra, parla proprio della necessità di adeguare il quadro normativo italiano, contemplando efficaci misure di prevenzione e repressione delle introduzioni non autorizzate e programmi di controllo ed eradicazione. Se esiste il divieto di introdurre specie alloctone, è per esempio inconcepibile che per questi atti, accidentali o voluti, non siano previste responsabilità e sanzioni. “L’introduzione di specie alloctone invasive – dice la Pasqua senza girarci troppo intorno - comporta il rischio della perdita di un elevato numero di specie, con una progressiva omogeneizzazione delle biocenosi e l’alterazione profonda degli ecosistemi”. Il problema è che le specie esotiche possono entrare in competizione con le specie autoctone per la conquista delle risorse e spesso accade che le une, soprattutto se invasive, arrivino a soppiantare le altre. Inoltre le specie animali introdotte possono predare le specie autoctone che, incapaci di sfuggire ai nuovi predatori, diminuiscono rapidamente, giungendo talvolta anche a livelli prossimi all’estinzione locale. Le specie invasive possono agire anche indirettamente, interferendo nei rapporti interspecifici tra i componenti di una comunità e modificando i processi e la funzionalità degli ecosistemi.

Si legge nella relazione: “la legge 157/92, che rappresenta il principale strumento normativo nazionale per la tutela e la gestione della fauna selvatica, non fa alcun riferimento esplicito alle problematiche legate alla diffusione di specie alloctone. Le attività di eradicazione e controllo delle specie naturalizzate di mammiferi ed uccelli possono essere condotte solo in ottemperanza al dettato dell’art. 19 della legge n. 157/92, che delega alle Regioni la programmazione di piani di abbattimento, formulati sulla base di un parere dell’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica. Tali piani di abbattimento devono essere attuati dalle guardie venatorie dipendenti dalle Amministrazioni provinciali eventualmente coadiuvate da altri soggetti (ovvero dalle guardie forestali, dalle guardie comunali, dai proprietari o conduttori dei fondi agricoli su cui si attuano gli interventi stessi)”. Quindi non è prevista la possibilità di intervento diretto da parte di organismi nazionali (Ministero dell’Ambiente, Ministero per le Politiche Agricole, Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica), neanche in casi di rilevante interesse nazionale o per popolazioni la cui distribuzione si estenda a livello sovra-regionale. Ad eccezione di ratti e topi, uniche specie escluse dal campo di applicazione della legge n. 157/92. Secondo la biologa dell'Ispra sarebbe ora opportuno formalizzare il sistema e "individuare un unico soggetto istituzionale cui affidare compiti autorizzativi, di monitoraggio e di sperimentazione in materia” dice Pasqua.

C'è ancora molto da fare. Attualmente, a parte alcuni casi specifici, esiste solo una semplice lista di specie, ma ha l’obiettivo futuro di essere arricchita con i dati di presenza, i motivi di introduzione, i danni alle attività dell’uomo, gli effetti sulla biodiversità e le principali azioni di intervento proposte. La valutazione dell’impatto causato dalle diverse specie verrà effettuata considerando i danni reali o potenziali relativi al contesto italiano.

Tra i mammiferi più dannosi in Italia, in grado di esercitare un impatto negativo sull'ambiente, ci sono nutria, ondatra e coniglio selvatico, che creano problemi per le loro attività di scavo o per il loro modo di alimentarsi, il visone americano per la predazione nei confronti di altre specie. Lo scoiattolo grigio, invece, è da tempo indicato come il colpevole della diminuzione delle popolazioni di scoiattolo rosso, con cui è entrato in competizione avendo poi la meglio. Altre specie invasive italiane sono Lepre sarda, Silvilago,  Scoiattolo variabile, Tamia siberiano,  Topo domestico, Ratto nero o dei tetti, Ratto delle chiaviche, Cane procione, Visone americano, Daino, Muflone.

Per quanto riguarda invece gli uccelli la situazione è più tranquilla: i rischi maggiori sono rappresentati dalla capacità di incrociarsi con specie autoctone con conseguente inquinamento genetico. L'elenco comprende: Pellicano rossiccio, Airone schistaceo, Ibis sacro, Fenicottero cileno, Cigno reale, Cigno nero, Oca indiana, Oca del Canada, Oca egiziana, Anatra muta, Anatra sposa, Anatra mandarina, Gobbo della Giamaica, Colino della California, Colino della Virginia, Coturnice orientale, Pernice sarda, Francolino, Francolino di Erckel, Quaglia giapponese, Fagiano comune, Fagiano versicolore, Tortora domestica, Parrocchetto dal collare, Parrocchetto monaco, Amazzone fronte blu, Usignolo del Giappone, Becco a cono, Astrilde becco di corallo, Astrilde comune, Bengalino comune, Maina comune.

“L'Italia non dovrà insomma ripetere la drammatica esperienza vissuta nel caso dello scoiattolo grigio americano” ha detto Genovesi, facendo presente che "Nonostante gli allarmi, ci abbiamo messo anni per attuare un piano di controllo".


Cinzia Funcis


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22 commenti finora...

Re:Le specie invasive ci libereranno dall'animalismo

Vegani ?.....una moda passeggera...una condizione da esibire come status symbol, in questo mondo di personaggi patetici disposti a tutto pur di farsi notare...bestialisti da strapazzo con problemi caratteriali..ho letto che in Italia sono 7 milioni.....vediamo un po' tra qualche anno.......finito di brucare gramigna e quant'altro torneranno a tavola, ansiosi di farsi un bel piatto di bucatini all'amatriciana......e ingollare qualche bicchiere di Frascati......

da cacciaforever 23/05/2014 16.54

Re:Le specie invasive ci libereranno dall'animalismo

Io tra' le specie dannose aliene ci metterei pure i VEGANI e le loro cazzate sull'alimentazione....non sarebbe male che per legge venissero tacciate le loro prerogative dannose per l'uomo e per lo stesso ambiente. Toglierceli dalle palle forse sarebbe un ottima scelta anche per le generazioni future

da Cicalone 23/05/2014 9.49

Re:Le specie invasive ci libereranno dall'animalismo

referendum? è finita l'epoca, i referendari sono ormaai con l'ossigeno, qualcuno alla canna del gas. si vocifera di referendum, si, ma per mandare al gabbio un'altra po' di gente. c'è un giro di manette che tintinnano quanto le campane di roma. se di referendum sulla caccia si dovesse parlare, saarebbe per rendere la caccia libera, visto che ormai anche il più imbecille ha capito che senza cacciatori sarebbe un disastro. presto ci dovranno stipendiare a carico della comunità. abbiamo fatto talmente tanto bene alla fauna selvatica che ce n'è troppa. intanto incominciamo a mangiarla, che è buona e fa bene. e a pannella, fra un ricovero e l'altro, un digiuno e l'altro, facciamogli recapitare un bel piatto di cinghiale in umido. a zannoni, auguriamogli che per la sua salute, torni a fare il piccolo travet in provincia. a bruxelles, facciamoglielo capire con tutta la simpatia possibile, abbiamo bisogno di gente che si occupi della nostra economia, e non di gente che faccia di tutto per crearci ancora più problemi

da mimmo c. 22/05/2014 16.21

Re:Le specie invasive ci libereranno dall'animalismo

Toni el cacciator 20/05/2014 14.14: Da me, per le volpi capitolo chiuso e certificato. In loro assenza ora posso godermi qualche bella nidiata di pulcini di fagiano grandi come una nespola, strano ma vero dove si è raccolto il fieno. Comunque anche quì resta il piccolo problema piccioni domestici (torraioli)e lasciamo perdere i randagi gatti compresi!

da s.g. 20/05/2014 21.43

Re:Le specie invasive ci libereranno dall'animalismo

Mai sentito di nessun referendum in vista!

da Luca atc11 20/05/2014 20.45

Re:Le specie invasive ci libereranno dall'animalismo

Qualcuno sa gentilmente qualcosa sul referendum per la caccia in luglio ho sentito qualcosa ma non ho capito bene di cosa si tratta grazie

da lupo 60 20/05/2014 20.35

Re:Le specie invasive ci libereranno dall'animalismo

Gentile redazione, in merito al pensiero animalista che sta attanagliando la mente di qualche italiano (pochi per fortuna) potreste per favore approfondire la notizia riportata da Grillo nella trasmissione porta a porta di lunedì 19 maggio dove il sopramenzionato nella sua esposizione dei problemi e dei personaggi che hanno contribuito a creare problemi portava a conoscenza dei telespettatori e di noi tutti delle attività di berlusconi il quale secondo grillo a fronte di una nuova passione animalista contrappone una delle sue attività ( per la precisione una casa farmaceutica ) dove si svolge sperimentazione sugli animali(n.b. la notizia è riportata anche su MSN )ponendo un forte accento su come da un lato berlusconi esalti il suo Dudù e dall'altro guadagna diverso denaro da una attività dove i dudù( non suoi) servono per gli esperimenti. Grazie.

da P.G. 20/05/2014 19.46

Re:Le specie invasive ci libereranno dall'animalismo

Con oggi dal 10 gennaio 262 Ed anche gli altri grandi numeri .Pensa che razza di problema...Metodo ,ricerca notturna con pila 1000 lumes da un lato dei canali a piedi o dove si puo' in macchina, avvistamento ed abbattimento .funziona al 55% .perche' rimane sempre un lato oscuro.Poi arrivano le segnalazioni di tutti gli agricoltori molto collaborativi ,anzi di piu'.Per i colombi torraioli ,non ti dico.Per le volpi,se ne percepisce la presenza dalle tracce ,ma niente....Ciao

da Toni el cacciator 20/05/2014 14.14

Re:Le specie invasive ci libereranno dall'animalismo

Toni el cacciator 19/05/2014 22.18: Cazzo..., personalmente quì da me, con oggi 45! Ma quella amministrazione è proprio come se dice a Roma! De coccio!...

da s.g. 20/05/2014 13.28

Re:Le specie invasive ci libereranno dall'animalismo

azzz....volevo fare una battuta ma non riesco a farmi capire......pazienza...

da cacciaforever 20/05/2014 13.18

Re:Le specie invasive ci libereranno dall'animalismo

Cacciaforever, guarda meglio.,storni forever .

da Toni el cacciator 20/05/2014 13.07

Re:Le specie invasive ci libereranno dall'animalismo

Storno ? effettivamente non se ne vedono molti in giro...

da cacciaforever 20/05/2014 8.50

Re:Le specie invasive ci libereranno dall'animalismo

Ma lo storno non è una specie invasiva

da antoni rc 19/05/2014 23.35

Re:Le specie invasive ci libereranno dall'animalismo

Perdonate l'ignoranza, ma in che senso pernice sarda e lepre sarda?

da Bernardo 19/05/2014 22.50

Re:Le specie invasive ci libereranno dall'animalismo

S.g, lo sai che sono esperto ,siamo a quota 260.... La' dove sappiamo noi stanno lavorando per costruire la pista ciclabile,proprio a bordo valle....ciao

da Toni el cacciator 19/05/2014 22.18

Re:Le specie invasive ci libereranno dall'animalismo

Ciao, Toni el cacciator 19/05/2014 14.06: Non devi supporre, era proprio più grande di uno springer spaniel. E' risaputo che oltre il 75% dell' animale,quando nuota si trova sott'acqua!

da s.g. 19/05/2014 20.53

Re:Le specie invasive ci libereranno dall'animalismo

Dare dei fessi egli animalisti?profondamente sbagliato,i veri e irriducibili fessi sono quelli che credono in loro.

da vince50 19/05/2014 16.09

Re:Le specie invasive ci libereranno dall'animalismo

Quasi tutti gli ambienti palustri che sono passati agli ambientalisti, sono delle distese di cannucce,perchè non fanno gestione e lavori, sono buoni solo a staccare i biglietti per i visitatori ed i risultati sono quelli che vedete zero uccelli in riproduzione, si riproducono di più nei chiari di caccia, che sono ospitali e fatti con maestria, che in queste oasi, che spesso hanno sottratto alla gestione venatoria.

da giusva 19/05/2014 15.02

Re:Le specie invasive ci libereranno dall'animalismo

@Toni el cacciator.....ho visto anch'io il servizio, ho visto la nutria, che sicuramente faranno passare per Lontra.........ma mi sembra di aver vista anche qualche cornacchia, non c'è che dire un'oasi di tutto rispetto, gestita nel modo migliore......fulgido esempio di impegno e lungimiranza di un'associazione bestialista da strapazzo......

da cacciaforever 19/05/2014 14.53

Re:Le specie invasive ci libereranno dall'animalismo

è di sicuro, caro toni, il fallimento di un'ambientalismo che non trova riscontri di consenso in italia, mentre in europai verdi viaggiano anche intorno al 15%. di sicuro c'è una ragione, cioè la miopia pelosa di questi signori di casa nostra che con la scusa di difendere il piropiro hanno consentito che si consumassero tutte le nefandezze ambientali oggi sotto gli occhi di tutti. basta finanziamenti a queste consorterie

da matteo grillo 19/05/2014 14.25

Re:Le specie invasive ci libereranno dall'animalismo

Vado fuori tema ma sopportatemi.Ieri giornata oasi del wwf.Reportage dalla valle Averto oasi wwfSplendida inquadratura dall'alto di un ambiente palustre meraviglioso!Poi inquadrature diangoli suggestivi.Neanche un uccello,quando da noi qualsiasi pozza ha aironi ,germani,folaghe ,porciglioni.gallinelle ,cavallieri d'italia,trampolieri di tutte le specie.Vuoto assoluto ,anzi no il cameramen ha inquadrato un animaleche nuotava ,NUTRIA ,grande suppongo come uno springer spaniel

da Toni el cacciator 19/05/2014 14.06

Re:Le specie invasive ci libereranno dall'animalismo

Ma c'è bisogno di specie invasive per liberarsi degli animalisti?E' un continuo insulto a coloro che studiano e si adoperano per cercare di risolvere il problema(non che i cacciatori collaboratori gratuiti).Ma i continui ostacoli animalisti impediscono di liberarsi dalle specie alloctone e invasive.

da agostino 19/05/2014 12.12