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Editoriale

Le invasioni barbariche


lunedì 7 settembre 2009
    
Danilo LiboiL’Italia è un paese davvero strano, un paese dove una menzogna ripetuta decine di volte, aiutati da un buon supporto mediatico, diventa una verità, paese dove un inestimabile capitale naturalistico, venatorio e, perché no, anche economico, come gli ungulati selvatici, cinghiale compreso, viene barbaramente svilito a problema insormontabile, nemesi dell’agricoltura e pericolo pubblico di altissimo rischio.
 
Davvero incredibile che un patrimonio così importante come quello degli ungulati selvatici, che in tutte le altre nazioni europee viene valorizzato e gestito in modo adeguato, con giudizio e pragmatismo, capace da solo di rappresentare una voce importante nel bilancio economico di alcuni stati e in grado di diventare un volano per tutta l’economia rurale, in Italia venga trattato come un problema, strumentalizzato in modo fazioso e ignorante dalle opposte correnti che, senza averne gli strumenti cognitivi, urlano a gran voce il possesso delle soluzioni, impregnate di demagogia spicciola e di interessi di bottega.
 
Le persone per bene, quelle che la soluzione di questo finto problema la conoscono bene, ma che non sono abituate ad urlare per farsi ascoltare, così come i referenti scientifici, primo fra tutti l’Infs (che dovrebbe rappresentare l’unica voce autorevole sia per le conoscenze specifiche, sia per incarico istituzionale), ormai ingabbiato nell’immobilità del carrozzone Ispra, si trovano pizzicati fra i due estremismi altrettanto nocivi e pericolosi: da una parte chi urla asserendo che l’Italia si trova sotto l’assedio di branchi di famelici ungulati, in grado, da soli, di azzerare il reddito agricolo e di rappresentare un grande pericolo per la pubblica sicurezza, proponendo forme alternative al prelievo selettivo (leggi caccia a cervidi e bovidi con l’ausilio dei cani da seguita); dall’altro un ambientalismo ignorante e talebano, oramai così distante dalle vere esigenze del mondo naturale, che grida allo scandalo, alla barbarie di “prezzolare la vita di un animale selvatico” quando viene correttamente proposta una gestione del patrimonio con ritorno economico sul territorio.
 
Sia da una parte che dall’altra si sprecano comunicati pregni di demagogia, una vera escalation di bestialità, che sfociano inevitabilmente in un nulla di fatto (quando va bene) oppure in scelte gestionali molto discutibili di alcune amministrazioni che si trovano pizzicate fra l’incudine e il martello. E pensare che sarebbe tutto così semplice, e non si tratterebbe di inventare nulla, in quanto esempi, ben rodati e virtuosi, di gestione del patrimonio ungulati li abbiamo sotto gli occhi, è sufficiente guardarsi un po’ intorno. In Slovenia, per esempio, lo status della fauna selvatica è parificabile al nostro (patrimonio indisponibile dello Stato), e la gestione viene affidata alle cosiddette “famiglie di caccia” (lovske druzine), in pratica riserve di diritto su base comunale (o di più comuni se molto piccoli); i cacciatori partecipano a tutte le attività gestionali e, a seconda dell’andamento dei censimenti, si vedono assegnatari di un certo numero di capi, ma uno solo gli spetta in toto (carne compresa).
 
Le spoglie degli altri capi abbattuti previsti dai piani di tiro devono essere consegnate dopo un primo, corretto trattamento (eviscerazione e lavaggio), al centro di raccolta, munito di celle frigorifere per lo stoccaggio (in funzione da più di trent’anni…), dopodichè il cacciatore ha due possibilità: acquistare egli stesso la carne del capo abbattuto (l’eventuale trofeo è già di sua proprietà) a un prezzo vantaggioso oppure lasciarlo alla famiglia, che provvederà alla commercializzazione (un paio di volte la settimana le carcasse vengono ritirate da un camion frigorifero). I proventi della vendita della carne vengono investiti sul territorio, per apportare i necessari miglioramenti ambientali e per rifondere in modo snello e veloce i danni all’agricoltura provocati dalla fauna selvatica. Semplice vero? Il cinghiale è aperto 365 giorni l’anno, con chiusure riguardanti sesso e classi di età e viene cacciato prevalentemente il regime di prelievo selettivo; a completamento dei piani vengono organizzate alcune battute alle quali partecipano tutti i componenti della LD, a volte con l’ausilio di un limitatissimo numero di cani da seguita a gamba corta, jagd terrier e similari (le uniche mute di segugi che calpestano il terreno sloveno sono quelle che, totalmente fuori controllo o, meglio, “ben controllate” e illegalmente condotte, arrivano dalle Valli del Natisone…).
 
Dimenticavo: il piano di tiro ha un costo, non proibitivo, ma consistente, sono previsti pacchetti a pagamento per gli ospiti di altre LD o stranieri e chi porta al centro di raccolta una carcassa con ferite che ne inficino il consumo alimentare (ferite alle spalle o alle cosce e alla schiena) vengono penalizzati con una multa pecuniaria oppure con una riduzione dei piani di tiro per l’annata venatoria successiva. Ma la Slovenia è famosa anche per il pragmatismo con il quale vengono trattati gli incidenti stradali: da decenni vengono applicati e messi in opera tutti i sistemi attivi e passivi di prevenzione (sottopassi, sovrappassi, indicatori attivi, segnaletica opportuna, dissuasori ecc.).
 
A chi, malgrado queste azioni preventive, investe e uccide un ungulato o qualsiasi altro animale selvatico, non solo non viene riconosciuto alcun risarcimento, ma è chiamato a rifondere il danno biologico provocato dall’incidente. Fantascienza? Assolutamente no. Certo, in un paese come il nostro, dove le invasioni barbariche hanno portato ad occupare cariche istutuzionali individui che asseriscono che “la caccia di selezione ha fallito, in quanto gli ungulati sono aumentati in modo esponenziale con gravi danni all’agricoltura” e ai quali nessuno fa notare che la stragrande maggioranza dei danni deriva dal cinghiale, da tempo immemore “gestito” con le braccate, che hanno così dimostrato la loro totale inadeguatezza (e non ho più spazio parlare dello scandalo delle tonnellate di ottima carne portate a casa, o illegalmente commercializzate, a costo zero da questi zelanti e altruisti benefattori, ma lo faremo in un’altra sede) per motivi di opportunismo politico (i cacciatori di cinghiali in braccata sono tanti e hanno un certo peso politico) può sembrare davvero fantascienza, ma vi assicuro che non lo è!
 
Gli ungulati selvatici sono un patrimonio, sotto tutti gli aspetti; non caschiamo in questa trappola e non lasciamo che altri componenti sociali accampino diritti assolutamente falsi su questo patrimonio, ma muoviamoci tutti, ognuno con gli strumenti a propria disposizione, per far comprendere questa realtà; questa sarà la nostra missione nei tempi difficili e bui che la deriva culturale che stiamo vivendo
 
 
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70 commenti finora...

Re:Le invasioni barbariche

Caro Ispanico, la ringrazio per il complimento di questi tempi non è facile suscitare tenerezza, anche se il suo tono sarcastico mi induce a diffidare di quelli come lei. Però noto con piacere, da come conclude il suo ultimo commento,che anche lei vuole suscitare tenerezza. Non sarebbe mica sbagliato per la nostra categoria se ci sforzassimo un pò per suscitare in tutti questo semplice sentimento. PS- Approfitto per salutare e rinnovare la mia stima e simpatia al Sig. Danilo Liboi (Game Faire di Udine).

da francesco47 14/09/2009 21.24

Re:Le invasioni barbariche

Gentile sig. Ispanico (francamente non capisco l'utilizzo di pseudonimi, di che cosa si preoccupa nel firmarsi con nome e cognome come fanno tutte le persone per bene??) devo purtroppo ammettere che non sono così furbo come lei crede. L'editoriale mi è stato esplicitamente richiesto (già da circa un anno) dagli amici del sito che ci ospita; in secondo luogo la voglio rassicurare sul mio futuro e su quello delle riviste che dirigo: per fortuna vanno piuttosto bene e non ho bisogno né di mezzucci, né di "furbate" (altrimenti, come le ho scritto pocanzi, vista la mancanza di materia prima, sarei davvero spacciato) per vendere qualche copia in più. Piuttosto, per evitare di far scadere questa discussione in uno sterile personalismo, lei possiede dei dati su questo "aumento esponenziale e devastante" delle popolazioni di ungulati? Di questa invasione? Non bastano le parole e i sentito dire. Lei vada a controllare la Banca dati ungulati 2009 dell'ISPRA aggiornata proprio in questi giorni (l'unica fonte scientifica davvero attendibile sul monitoraggio delle popolazioni) poi possiamo discutere dell'entità del "problema ungulati" e di quanta demagogia, disinformazione, malafede alberghino nelle affermazioni di molti, cui lei sembra dar credito. Un cordiale saluto.

da Danilo Liboi 14/09/2009 20.52

Re:Le invasioni barbariche

Al di là della pubblicità per la CAFF e per "Cacciare a Palla", di cui Liboi è direttore (questa è sta una furbata Danilo ti auguro di vendere molte più riviste!) non vedo altre notizie interessanti. La faziosità e la capziosità si vede bene dove sta. I carabinisti non tentano neanche di nasconderla. Pensano proprio che questi "nobili selvatici", così mal gestiti da loro, con la preziosa collaborazione dell'ISPRA, sia roba loro! Francesco47 mi fa tenerezza, mentre sonzogni, scimmiottando la cultura tedesca con il suo saluto, la dice lunga sul suo livello culturale! Comunque io dico viva il segugio, con tutte le sue peculiarità, caccia ai cervidi compresa, ma dico anche viva la carabina e i carabinisti nonostante i disastri che state combinando con le vostre elucubrazioni gestionali. Ma perchè non ci vogliamo un po' più bene e non rispettiamo quello che la nostra storia, la nostra cultura, le nostre tradizioni ci insegnano. Cordialmente

da Ispanico 13/09/2009 21.58

Re:Le invasioni barbariche

ISPANICO , mi inviti ad andare ad abitare in Germania ? Stò benissimo a casa mia , soprattutto perchè ci sono pochi segugi e quei pochi che ci sono "rigano diritto", volenti o nolenti ... Se permetti vorrei consigliarti anch'io di andare ad abitare in qualche altro posto. Ho pensato a vari paesi .... mi andava di consigliarti il BURUNDI, ma temo che il livello culturale delle popolazioni di quel paese sia troppo elevato per Te...... Weitmannsheill !!!

da Sonzogni - BERGAMO 13/09/2009 20.28

Re:Le invasioni barbariche

L'unica cosa che vedo,al di la di qualche concetto tecnico pacato e valido,è che il male della caccia siamo noi cacciatori con il nostro egoismo e la nostra presunzione. Che cosa possiamo aspettarci di buono dalla politica con questi nostri atteggiamenti sempre ispirati a difendere in modo corporativo quella o questa forma di caccia? I segugi hanno un bel da fare a rincorrere lepri e cinghiali che bovidi e cervidi potrebbero essere tranquillamente risparmiati. Già per permettere la braccata al cinghiale,ogni Provincia ha il suo bel da fare per placare gli animi dai codaioli e/o migratoristi,sono state create zone fisse assegnate alle squadre di cinghialai, ora creiamo altre riserve per consentire la caccia a cervi e caprioli e sottrarre altro territorio alle altre legittime forme di caccia sopra citate. Sono circa dieci anni che seguo la caccia a palla, ma pratico anche le altre cacce, ed ho sostenuto l'esame per l'abilitazione a selecacciatore ma pochi specialmente nel centro sud erano interessati a questo tipo di prelievo snobbando il nostro impegno durante il periodo dei censimenti e dei controlli dei capi assegnati. Ora con l'aumento di questi nobili selvatici,oppressi anche da un bracconaggio inaudito, tutti sono interessati compresi i segugisti (lepraioli) per i quali ho sempre avuto la massima considerazione venatoria ed umana. Perchè tutto questo nuovo interesse? Qualche idea me la sono fatta, speriamo sia sbagliata.

da francesco47 13/09/2009 18.38

Re:Le invasioni barbariche

W il segugio!

da ema 11/09/2009 19.40

Re:Le invasioni barbariche

Concordo in pieno con te, Claudio Nuti!! Per come la vedo io, caro Ispanico, dal tuo ultimo post si capisce perfettamente dove sta l' ingnoranza e il puro egosismo!! Saluti

da SPRINGER TOSCANO 11/09/2009 9.42

Re:Le invasioni barbariche

Alla faccia di un confronto costruttivo! La propaganda faziosa e la mistificazione della realtà sono purtroppo diventate una triste abitudine anche tra i cacciatori. Tengo solo a precisare che in Germania io vado a caccia almeno un paio di volte l'anno ed è una realtà che conosco molto bene e vi assicuro che lì si caccia praticamente solo con "le carabine e con le ottiche" tanto vituperate. Per Danilo: ti ringrazio e se credi ti scrivo una mail alla redazione della CAFF. Saluti

da claudio nuti 11/09/2009 8.41

Re:Le invasioni barbariche

La caccia agli ungulati, anche cervidi e bovidi, con il segugio è consentita in tutto il mondo, e ribadisco TUTTO!!. Anche nella grande Germania, Vostra patria, dove invito ad andare ad abitare i vari Claudio Nuti, Danilo Liboi, Sonzogni e Springer vari. La caccia agli ungulati con il segugio veniva praticata sicuramente già 400 anni prima di Cristo ed è descritta meravigliosamente bene da Senofonte nel suo "Cinegetico". La caccia con le carabine e le ottiche, come la chiama, giustamente, il Dr. Bosio e nata ieri e non è per nulla quanto di meglio negli ultimi vent'anni ha prodotto il mondo della caccia italiana. Questo a fronte di dati reali e al disastro gestionale che ha provocato. Sovrapopolazioni di ungulati impossibili ormai da gestire e con una lobbi, quella delle carabine e delle ottiche, che pensa di essere la portatrice della scienza infusa. Bosio ha previsto questo disastro 15 anni fa. Disastro che progredirà fino all'esasperazione delle popolazioni rurali che non ne possono già più di avere branchi di "cornuti" che gli mangiano i raccolti. Per questo dico con convinzione viva il segugio e tutte le caccia per le quali da millenni viene selezionato. Leggete un qualsiasi standard di lavoro di segugio e vedrete che vi è scritto quello per cui è stato amorevolmente allevato e migliorato ovvero sia la caccia a: lepre, coniglio, capriolo,daino, cervo, cinghiale, volpe. Le vostre carabine continuate pure ad usarle ma smettetela di diffamare il segugio ed il suo utilizzo. La cinegetica è un arte! Voi continuate pure con i vostri tecnicismi. Mai nessun segugista vuole proibire la vostra tipologia venatoria voi si . E questo solo per ignoranza e puro egoismo.

da Ispanico 10/09/2009 22.04

Re:Le invasioni barbariche

Danilo Liboi srive: Non ho e non ho mai avuto né dimostrato (almeno credo) alcuna forma di razzismo nei confronti delle varie tipologie di caccia ... eppure, chissà perchè, tutte le volte fioccano le critiche e le diatribe, seppur, come in questo caso, molto costruttive...un motivo ci dovrà pur essere no? Francamente, sono portato a pensare che non sia perchè tutti gli altri non hanno ben compreso il messaggio!

da massimo zaratin 10/09/2009 20.14

Re:Le invasioni barbariche

Non entro nel merito se la caccia a certi ungulati sia un danno o meno per loro, perchè non ho conoscenze a sufficienza per esprimere un giudizio che sia quantomeno di sufficiente idoneità. Mi permetto solo di ribadire ciò che ho già scritto in più circostanze. A) - Nelle zone in cui caccio io (bassa e alta Langa Piemontese) il capriolo di fatto è già cacciato con il segugio. Infatti 7 volte su 10 quando si sente una seguita in un bosco è siu quel selvatico. Solo che poi non viene abbattuto. Il numero di detto selvatico nel frattempo è decuplicato negli ultimi 6/7 anni, perciò penso/credo che solo "farlo correre" non gli faccia sto granchè male... E se va avanti così, visto che pare stiano prendendo dei brutti vizietti, come quello di bruacare i germogli dei vitigni pregiati, se non ci pensa madre natura con qualche epidemia, prima o poi li faranno abbattere pure dall'esercito e così avremmo qualcos'altro su cui discutere. B) - Quando si caccia la volpe in battuta, nel mese di gennaio, i caprioli arrivano alle poste con tutta calma ed in quel periodo già si possono distinguere tranquillamente i sessi e l'età. Pertanto in quella circostanza si potrebbero abbattere anche con il criterio adottato in selezione. Ciao. Ezio.

da Ezio. 10/09/2009 18.29

Re:Le invasioni barbariche

Caro Claudio Nuti, voglio complimentarmi con te per l'equilibrio e la profonda conoscenza a 360° delle "cose di caccia" che dimostri nei tuoi interventi; hai una capacità comunicativa davvero fuori dal comune e ti assicuro che non si tratta di piaggeria. Per quanto riguarda l'argomento dell'editoriale devo specificare che, trattandosi del fondino di Cacciare a Palla di ottobre, è ovvio che faccia riferimento alla caccia a palla. Mi stupisce che non sia stato compreso. Non ho e non ho mai avuto né dimostrato (almeno credo) alcuna forma di razzismo nei confronti delle varie tipologie di caccia (che mettano in atto un prelievo sostenibile, ovvio), e men che meno reputo la caccia a palla più nobile di quella a pallini (che ho praticato, pratico e, spero, praticherò ancora per molti anni). In ogni caso ti rinnovo i miei complimenti e se ti capita di passare in qualche fiera in cui sia presente la CAFF (per esempio a Forlì) vieni a trovarmi; ti saluto proprio volentieri. Cordiali saluti a tutti.

da Danilo Liboi 10/09/2009 16.36

Re:Le invasioni barbariche

Vorrei dire a tutti quelli che credono che la caccia di selezione sia l'unica praticabile su cinghiale e cervidi, che ogni cacciatore è libero di scegliere la forma di caccia che più preferisce, tra quelle consentite dalla legge, badando se mai, non mettere a rischio la presenza della specie cacciata, con una eccessiva pressione venatoria, se poi la specie è in esubero, non è certo compito del comune cacciatore trovare la soluzione al problema. Comunque mi sembra una cosa ridicola considerare l'abbondanza di selvaggina un problema, cose che succedono solo in Italia. Vorrei infine ricordare, che se la lepre in alcune regioni si è quasi estinta non di certo per colpa dei segugi, la cause sono altre, alcune anche molto complesse e chi crede di essere un cacciatore competente, dovrebbe conoscerle.

da martino.f 10/09/2009 16.32

Re:Le invasioni barbariche

giusto giusto zaratin, puntuale e preciso come sempre... onori e diritti agli animali... dopo averli massacrati!!!

da nitraza 10/09/2009 14.56

Re:Le invasioni barbariche

Fantastico...le vostre testimonianze rinforzano il mio rammarico di non poter, per questioni di tempo, approfondire in maniera pratica tutte le forme di caccia che, non dimentichiamolo, anzi ricordiamocelo sempre, meritano, nel rispetto degli animali, della biodiversità e dell’ambiente, pari onori e diritti. Saluti.

da massimo zaratin 09/09/2009 17.11

Re:Le invasioni barbariche

Per quel che riguarda la mia esperienza, Massimo, ti posso dire che ho abbattuto numerosi cinghiali in battuta (prima di dedicarmi in toto alla caccia alla penna, beccacce soprattutto, andavo a caccia al cinghiale e possedevo negli ultimi anni anche due segugi maremmani) ed è sicuramente emozionante però devo ammettere che (forse sara anche questo episodio che mi ha fatto amare la selezione) quando dopo diverse uscite (l' inesperienza si paga come in tutte le cose della vita) mi trovai finalmente davanti il capriolo che ritenevo con ragionevole certezza "il capo" che prevedeva il mio piano di abbattimento, al momento di inquadrarlo nell' ottica iniziai a tremare (si prorpio tremare e non mi vergogno ad ammetterlo) talmente tanto che nonostante la distanza sicuramente irrisoria (neanche 80 mt) e la perfetta posizione dell' animale dovetti desistere dal premere il grilletto!! Solo nell' uscita successiva imponedomi in qualche modo la giusta calma potei prelevare quel capriolo. Comuque anche oggi dopo il tiro un leggero tremore e un po di affano si fanno ancora sentire!!!! Non ho dubbi sicuramente io il prelievo lo farei all' aspetto!! Senza con questo nulla toglere al piacere di una stupenda canizza....dietro però ad un cinghiale!! Ogni specie ha la sua caccia che in primis deve garantire una corretta gestione della specie stessa!! Questo secondo me è il concetto più importate e solo dopo vengono, ci mancherebbe altro, anche le emozioni e la soddisfazione personale!! Saluti

da SPRINGER TOSCANO 09/09/2009 16.55

Re:Le invasioni barbariche

Non ho dubbi. Dopo un anno intero di lavoro che prevede almeno due notti di censimenti al bramito e due altre uscite notturne di censimento con i fari e varie altre uscite volontarie di osservazione e accompagnamento di altri cacciatori, sarei ben felice di prelevare il capo assegnatomi con il minor clamore e disturbo possibile, ben attento ad effettuare un tiro preciso e letale per ridurre al minimo le sofferenze dell'animale e, perché no, per poter poi disporre di carne gustosa e dall'alto valore nutritivo non rovinata da una fucilata maldestra e non guastata dallo stress conseguente ad un più o meno lungo inseguimento. Magari potrei anche suonare l'Hirsch tot con il corno completando un rituale venatorio che rappresenta una forma di rispetto e di ringraziamento per il dono ricevuto da una natura di cui siamo noi stessi parte, pur con le maggiori responsabilità derivanti dalla nostra condizione di esseri umani. Tutto questo vale assai più di una semplice scarica di adrenalina.

da claudio nuti 09/09/2009 16.16

Re:Le invasioni barbariche

Vi ringrazio per i chiarimenti! Non so se sto rivolgendo una domanda “nonsense” però mi interesserebbe sapere, pienamente consapevole che la risposta non sarebbe comunque una valida motivazione per ammettere o meno il segugio, se è più emozionante (sentimenti da intendersi nella loro globalità ovverosia in tutte le sfaccettature che presenta quella determinata forma di caccia), “prelevare” un cervo con la selezione o in braccata. Insomma…dovete “prelevare” un cervo…come preferireste accadesse?

da massimo zaratin 09/09/2009 15.49

Re:Le invasioni barbariche

Se non avessi il timore che, aperto un varco, frani l'intero edificio legittimando ben più di adesso il già assai diffuso vezzo di sparare ai caprioli messi in movimento da cani da lepre, da cinghiale, da ferma e da scaccia, personalmente potrei benissimo ammettere battute a completamento dei piani di prelievo effettuate anche con alcuni cani ben addestrati. Oggi ancora infatti, non ostante un bracconaggio intensivo, i nostri ungulati prosperano. Fatto il gran salto non mi sentirei più di garantire il futuro. Dico questo perché siamo in Italia e per motivi le cui radici devono essere ricercate nella storia del nostro paese, la maturità dei cacciatori è generalmente ben lontana da quella dei colleghi di altri paesi europei.

da claudio nuti 09/09/2009 15.06

Re:Le invasioni barbariche

Massimo i miei complimenti per l' esposizione, ma secondo me il problema della caccia ai cervidi con il segugio è molto più pratico e cioè semplicemente che tale forma non consente un abbattimento sicuro di "quel capo" (inteso come sesso classe ed età) ma consente l' abbatimento di "un capo" con margini di errore enormemente superiori alla caccia con l' arma rigata. Inoltre che che se ne dica i risultati positivi che ha apportato la selezione sono sotto gli occhi di tutti con popolazioni di cervidi ben strutturate e in ottima salute. Parlando di cacce tradizionali inoltre ti posso dire che nella mia regione (la toscana) la caccia di selezione non può certo essere considerata tradizionale (ma dai sicuramente ottimi risultati) così come non sarebbe caccia tradizionale la caccia al capriolo con il segugio ( che inutile nasconderlo presenta numerosissime ombre i pochissime luci) quindi anche per quanto riguarda la difesa delle tradizioni il concetto non regge. Infine i parliamo di danni....il 90% li causa il cinghiale (anche qui inutile arrampicarsi sugli specchi il fatto è questo!) anche se cacciato con i cani, quindi dobbiamo parlare di insuccesso dei segugisti?? Personalmente sono un amante delle cacce di movimento (la mia caccia è quella con il cane da penna) e quando mi sono avvicinato alla selezione ero assai scettico però, ora, a distanza di anni mi sento di doverla difendere a spada tratta solo per i risultati pratici che ha portato. Un saluto e.....viva il confronto serio e a volte anche vivace tra chi la pensa diveramente!!

da SPRINGER TOSCANO 09/09/2009 14.53

Re:Le invasioni barbariche

...Una canizza che infrange il silenzio dei selecontrollori, quand’anche sapendola accadere a centinaia di chilometri, risuona un po’ come una bestemmia che echeggia tra le mura di un luogo sacro. La morte da selezione pare meno violenta, più rispettosa dell’ambiente che la ospita e dell’animale da abbattere. Per il selecontrollore la “morte da segugio” assume significati molto profondi, in un certo senso eretici. L’oggetto della fine pertanto non sarebbe rappresentato dal lato pratico della questione, ovverosia non si andrebbe ad incidere sulla quantità e sulla qualità dei nostri ungulati (o forse si, ma in maniera minima e solo in certe zone) ma riguarderebbe in particolare un problema sentito solo da chi pratica la caccia di selezione che si vedrebbe violentati i “sentimenti” che ne trae da essa. Preserviamo questi sentimenti o una forma di caccia? Saluti.

da massimo zaratin 09/09/2009 14.23

Re:Le invasioni barbariche

Infatti caro Claudio avevo intuito che la questione fosse proprio così! Rimane da chiedersi, e questo se lo devono chiedere in particolare i cacciatori di selezione, quale sarebbe il vero oggetto della fine. Non si è mai discusso tra segugisti e selettori su eventuali possibilità di inserire questa forma di caccia perché il muro innalzato a difesa della selezione sembra impenetrabile. Paragoni con gli anni passati mi sembrano improponibili in quanto la raggiunta maturità venatoria, dote che bisogna riconoscere in special modo ai selecontrollori, grazie anche alla “precisione” con la quale si effettuano i censimenti, permetterebbe forme di prelievo con il segugio “ecosostenibili” e sicuramente compatibili con la caccia di selezione. Tu sai meglio di me che l’introduzione del segugio non avverrebbe in forma irresponsabile ed irreversibile su tutto il territorio nazionale. Riservare questa particolare ed affascinante forma di caccia a qualche C.A., o A.T.C., che ne fa magari espressa richiesta, si sa, non precluderebbe alcunché. La prurigine dei selecontrollori è a mio avviso esclusivamente “psicologica” (concedetemi il termine). La selezione è una forma di caccia che ama il silenzio, la ritualità e la simbologia. Essa si innesta perfettamente nel lento ritmo vitale del paesaggio che la circonda in cui la vita sembra fluire a cadenze diverse rispetto a tutto il resto. I cacciatori, proprio come i montanari, sono gelosissimi dei loro “ritmi”...(continua)

da massimo zaratin 09/09/2009 14.22

Re:Le invasioni barbariche

Massimo, io vedrei la cosa sotto un'altra luce. I cacciatori di selezione, compreso il sottoscritto, sono convinti a torto o a ragione che l'introduzione dell'uso del segugio nel prelievo dei cervidi segnerebbe l'inizio della fine e la sconfitta di tutto ciò che, sia sul piano scientifico che etico, è apparso di nuovo e di positivo nel panorama venatorio italiano negli ultimi venti anni. Non è una questione di egoismo: anzi sarebbe opportuno che sempre un maggior numero di cacciatori si avvicinassero a questa forma di caccia, imparando a condividerne i principi e cercando di applicarli anche in altri contesti venatori. Un saluto

da claudio nuti 09/09/2009 12.47

Re:Le invasioni barbariche

Non è mia intenzione approfondire ulteriormente la questione e per quanto riguarda le letture preferisco tutt'altro genere. Mi chiedevo solamente il perchè, a parità di rispetto di un determinato piano di prelievo, questo non potesse praticarsi in "movimento". Gli ungulati sono facilmente censibili quindi non si corre il rischio di perseverare nell'errore fino ad eliminare la specie no?...semplici considerazioni che sollevando gesti di stizza in qualche lettore me la raccontano diversamente su quali potrebbero essere i veri motivi del diniego! Saluti

da massimo zaratin 09/09/2009 11.42

Re:Le invasioni barbariche

massimo Zarantin chiedi ulteriori spiegazioni ? Visto che questo è solo un forum , dove peraltro ci dei limiti di esposizione , Ti consiglio la lettura di qualche buon libro. Ecco tre titoli fra i tanti che si possono trovare sul mercato "IL PATRIMONIO CINGHIALE" e "IL PATRIMONIO CAPRIOLO" di Fulvio Ponti - Carlo Lorenzini Editore . C'è anche "CANI DA TRACCIA - Comprensione , addestramento , conduzione" di Fabiani-Ponti sempre della Carlo Lorenzini Editore. Quando hai finito fammi un fischio che te ne posso consigliare un'altra mezza dozzina ... Saluti calorosissimi !

da Sonzogni - BERGAMO 09/09/2009 8.00

Re:Le invasioni barbariche

grazie a dio voi verdi animalisti vi siete già estinti da qualche anno,siete spariti dal governo,siete spariti dalle provinciali,e alle ultime elezioni siete spariti anche dai comuni,ora aspettiamo con ansia il colpo di grazia finale,alle regionali,sarete totalmente estinti!!!( GRAZIE A DIO )!!!

da JO 68 08/09/2009 22.58

Re:Le invasioni barbariche

CACCIATORI E' INUTILE CHE CONTINUIATE A LITIGARE TRA DI VOI, TANTO SIETE UNA RAZZA IN VIA DI ESTINZIONE (GRAZIE A DIO) AHAHAHAHAHAHAHUAHUAHUAHAHAHAHAHAHAUAHAUAHASGUAHUAHUAHUAHSCIUHIUHIUHUAHUAHUAH!!!!!!!

da ITALICO 08/09/2009 22.37

Re:Le invasioni barbariche

Carissimo Massimo, sinceramente non capisco in che senso intendi contrapporre argomentazioni etiche e scientifiche in questo contesto. I fatti dicono che dove viene esercitata la caccia di selezione da quasi due decenni il patrimonio di cervidi si è conservato nel tempo ed anzi si è incrementato, colonizzando nuovi areali. Dove i cervidi diventano un problema, questo dipende esclusivamente da un eccessivo protezionismo e dalla miriade di ostacoli posti dagli ambientalisti ad una corretta gestione. D’altro canto se i cinghiali fossero prelevati anche in selezione nel periodo estivo, limitandosi esclusivamente agli esemplari dell’anno, il problema dei danni prodotti dal suide si ridimensionerebbe assai. Di contro l’impatto della caccia con i segugi su caprioli, daini e cervi (che non sono cinghiali e dunque assai meno prolifici, oltre che meno elusivi), nella migliore delle ipotesi è tutto da dimostrare e non mi sembra il caso di fare degli esperimenti avventati solo per compiacere la passione di qualcuno. Meglio farebbe la Pro Segugio a ricercare la naturale alleanza che potrebbe stabilirsi tra segugisti e selettori di ungulati sul terreno della caccia alla lepre, cui dovrebbero finalmente essere applicati i criteri di gestione conservativa e specializzazione, con tanto di censimenti e piani di prelievo, appannaggio esclusivo di squadre di segugisti iscritti ad un apposito registro provinciale. Poi mi sembra che il tema introdotto da Danilo Liboi fosse un altro e cioè quello di una adeguata valorizzazione del patrimonio rappresentato dagli ungulati, nell’interesse della caccia in generale.

da claudio nuti 08/09/2009 22.33

Re:Le invasioni barbariche

continuo a leggere solo ed esclusivamente argomentazioni "etiche"...io, per capirne un pò di più, vorrei quelle scientifiche! Chiedo troppo?

da massimo zaratin 08/09/2009 20.20

Re:Le invasioni barbariche

In questa discussione si vede la rivalità che c'è tra "cacciatori a pallini" e i "cacciatori a palla" siamo sempre uno contro l'altro e dopo ci chiediamo perchè gli ambintalisti l'hanno quasi sempre vinta

da Asterione 08/09/2009 19.36

Re:Le invasioni barbariche

E’ naturale che ciascuno ragioni pro domo sua. Quello che non sopporto sono le argomentazioni pretestuose che sanno di mala fede. Sono svariati lustri che la Pro Segugio preme per introdurre la caccia di cervidi e bovidi con il segugio. Finalmente pensa che sia giunto il momento favorevole grazie alla situazione politica e al gran clamore suscitato dai danni alle colture agricole. Tutto legittimo per carità. Quello che non sopporto è il continuo additare il cosiddetto fallimento della caccia di selezione come responsabile della sovrappopolazione di ungulati. Innanzitutto, è già stato detto, il cinghiale è il principale responsabile dei danni e, salvo rare eccezioni, non è cacciato in selezione. Poi se gli ungulati proliferano a dismisura le cause sono solo due: il numero eccessivo di aree protette o interdette alla caccia dove non viene fatta gestione e i limiti temporali troppo rigidi imposti al prelievo selettivo che rendo il completamento dei piani di prelievo assai difficile, soprattutto in periodi nei quali vengono svolte altre forme di caccia con l’uso dei cani. Per il resto lasciamo ai tecnici faunistici ad alla scienza la valutazione dell’impatto sulle popolazioni selvatiche delle varie forme di caccia. Non pensiamo sempre che ha ragione chi urla più forte, come è diventato triste costume della politica. In ultimo una precisazione sulla Germania: posso assicurare con estrema certezza che in Germania vengono effettuate nel mese di ottobre alcune battute di completamento dei piani di prelievo che prevedono l’esclusivo impiego di pochissimi segugi a gamba corta e, soprattutto, un discreto numero di battitori che procedono lentamente nel bosco. Posso assicurarvi per esperienza diretta che gli animali arrivano alle poste assai tranquilli offrendo tutto il tempo necessario per un tiro meditato.

da claudio nuti 08/09/2009 18.52

Re:Le invasioni barbariche

massimo zarantin allora te la spiego meglio. Oggi il Capriolo è l'animale più cacciato in Europa e si è già praticamente sperimentato tutto, e con la caccia a palla si è visto che si ottengono i risultati migliori. L'esempio Trentino che Ti ho citato precedentemente è uno dei più lampanti. Quaclcuno si chiede come mai c'è avversione fra mondo segugistico e cacciatori a palla ? Avete mai visto un capriolo con la bava alla bocca inseguito da una muta di segugi ? Avete mai visto il compiacimento che provano alcuni personaggi (che inquinano il mondo della caccia)nell'avere il muta un cane accapriolato. Avete mai sentito parlare di controlli della Polizia Provinciale dove in un frizer sono stati trovati svariati caprioli nonostante questi non abbiano mai avuto in mano alcun permesso di abbattimento? Nella mia realtà la presenza del capriolo è inversamente proporzionale alle presenza del segugio .... Potrei andare avanti per ore .....

da Sonzogni - BERGAMO 08/09/2009 18.39

Re:Le invasioni barbariche

Ricercare unità e coesione nel mondo venatorio: ecco la priorità! W la caccia in tutte le sue forme!

da segugista 08/09/2009 18.09

Re:Le invasioni barbariche

A ME MI RICORDA HITLER !!

da JO 68 08/09/2009 17.45

Re:Le invasioni barbariche

Non è la prima volta che molto imprudentemente mi avventuro tra le impervie montagne sulle quali attendono in agguato i “selecontrollori silenziosi”. :) Io veramente non riesco a comprendere i motivi di un astio così marcato nei confronti dei segugisti adducendo numeri e dati che non possono, per il momento, trovare riscontro nella realtà in quanto, se non erro, questa forma di caccia è praticamente vietata in tutto il paese. Cosa preoccupa i “selecontrollori silenziosi” se alcune zone del paese vengono riservate a questa forma di caccia in modo da poterne trarre un oggetto di studio? Il vostro “NO a priori”, senza possibilità di discussione o tentativi di prova, mi ricorda molto quello degli animal-ambientalisti.

da massimo zaratin 08/09/2009 17.02

Re:Le invasioni barbariche

scusate l'errore ...relicarla stà per REPLICARLA ... Hai ragione SPRINGER TOSCANO , la verità è che i regolamenti stanno indigesti a molti ... saluti

da Sonzogni - BERGAMO 08/09/2009 17.01

Re:Le invasioni barbariche

ISPANICO , non ci siamo capiti. A me fa solo piacere se sul territorio ci sono due caprioli da prelevare. Uno io ed uno tu cosi siamo contenti tutti e due . Naturalmente la cosa possiamo relicarla in favore di altri cacciatori . Con il rigato naturalmenete...

da Sonzogni - BERGAMO 08/09/2009 16.57

Re:Le invasioni barbariche

Non ho mai visto recinzioni inamovibili atte al solo contenimento danni degli ungulati!!! Scusa ispanico ma da quello che dici secondo te dovremmo ripulire i boschi da cervi caprioli cinghiali ecc perch[ questi possono causare incidenti stradali?? E poi cosa avalla quello che sostenete da tempo? Gli incidenti stradali?? Tutti possono praticare la selezione ricorda....basta fare il corso e sottostare alle leggi e regolamenti che indubbiamente sono abbastanza severe e articolate. Ritengo che la vera ragione di fondo dei segugisti (non tutti per carita) sia il fastidio che gli ungulati danno a chi non ha cani ben addestrati (ne conosco di Cacciatori che possiedono segugi che ignorano i caprioli e vanno dritti sul cinghiale) Senza ipocrisia saluti

da SPRINGER TOSCANO 08/09/2009 16.56

Re:Le invasioni barbariche

Un conto sono i recinti elettrificati un conto sono i recinti inamovibili con rete metallica. Tutte cose comunque inventate per far fronte ad emergenze che la caccia di selezione ha prodotto. In germania si può cacciare l'ungulato anche con il segugio. Tale forama non è preclusa. Adoperano gli steinbrake. Se comunque la strage degli ungulati e...degli umani che avviene annualmente in Germania sono sinonimo di buona gestione mi sembra che proprio non ci siamo. Tutto ciò avalla quello che si sostiene da tempo ovvero sia sono i selecontrollori (di che cosa bene non si sa visti i risultati) a non voler dialogare con i segugisti. Gelosi ed egoisti, lo si sapeva, volete garantirvi il vostro divertimento!, ma facendo così non si arriva da nessuna parte.

da Ispanico 08/09/2009 16.41

Re:Le invasioni barbariche

ISPANICO scrive ...sulle strade tedesche ogni anno muoiono 40.000 cionghiali e 400.000 tra caprioli e cervi... Verificati la fonte ( eventualmente falla sapere anche a noi ) perchè i cervi ed i caprioli mi paiono un po' troppi ... Comunque la Germania , dove ai cervidi si tira solo con il rigato , è un'altro esempio eclatante di dove possano arrivare gli ungulati correttamente gestiti. Grazie ISPANICO per avercelo ricordato Hai forse qualche altro esempio da riportarci dove, con il segugio, gli ungulati siano correttamente gestiti con gli stessi risultati ? (lascia perdere le Valli del Natisone che sono una bufala pazzesca)

da Sonzogni - BERGAMO 08/09/2009 16.26

Re:Le invasioni barbariche

Hai ragione Ispanico non mi rendo conto di quel che affermo....infatti abito in una zrc dove da anni i cacciatori (volontariato) si adoperano per posizionare recinti elettrici ha protezione di vigneti (tra i quali anche il mio!!) e anche di uliveti (in questo caso si tratta di nuove paintagioni). Per i cinghiali vengono fatti anche operazioni di controllo (all' aspetto nel periodo estivo e tramite la girata nel periodo autunno/inverno)i caprioli (numerosissimi) non vengono assolutamente toccati. I risultati.....ottimi sia come selvaggina che come danni alle coltivazioni che sono limitati. Come vedi credo che chi non si rende conto di casa sta scrivendo non sono io che in questo ho esperienza diretta!!! Caro Ispanico questa si chiama gestione!!! Conosci???

da SPRINGER TOSCANO 08/09/2009 16.23

Re:Le invasioni barbariche

In Germania Ogni 2,5 minuti viene investito un ungulato. Sulle strade tedesche muoiono ogni anno circa 40000 cinghiali e 400000 tra caprioli e cervi L’anno scorso sono morti per causa di questi selvatici 24 persone,inoltre molti veicoli sono finiti fuori strada ,senza prove certe,con notevoli danni ,probabilmente per evitare di investire tali animali. Quanto sopra non è forse una forma di prelievo notevolmente superiore alla caccia. Mi piacerebbe conoscere i dati italiani. Li sto raccogliendo e questi incredibili costi sociali vanno ad aggiungersi a quelli causati all'agricoltuta che non sono invenzioni ma dati reali. Per Sonzogni non sei affatto obiettivo, piuttosto isterico.Quanto a Spriger mi sembra che, ma ormai è cosa nota, relativamente alle recinzioni non ti rendi nemmeno conto di quello che affermi. Ispanico

da Ispanico 08/09/2009 16.11

Re:Le invasioni barbariche

C'è del vero in tutti commenti che ho letto. La cosa che però emerge è sempre la stessa; siamo più bravi a litigare che a costruire. Vedere il problema un pò più in là del proprio orticello non sarebbe male. La mia speranza è che la caccia futura sia legiferata in toto Regione per Regione nel rispetto delle proprie tradizioni, estendere a tutta la penisola dei dettami che sarebbero solo imposizioni mi sembra sbagliato. Esempi ce ne sono analizziamoli, ma per favore smettiamo di fare campanile. La caccia ha bisogno di unità. Altrimenti ci vorrebbero 700.000 Modifiche della 157 e forse non basterebbero.

da Vittorio 08/09/2009 15.48

Re:Le invasioni barbariche

SEGUE PRECEDENTE Non mi sembra che l'argomento che segue risponda a logiche di comodo Un esempio su tutti : in trentino negli anni cinquanta sono state introdotte norme che limitavano moltissimo l'uso del segugio. Guarda caso quella è stata la Regione che per decenni ha cacciato il più alto numero di Ungulati d'Italia. Se non sbaglio l'anno scorso, tra Trento e Bolzano, i cacciatori locali hanno abbattuto qualcosa come 20.000 ungulati senza azzerare le popolazioni. La stessa cosa non è successa ( parlo degli anni 50-60 sino ai novanta) nel resto d'Italia. Solo con l'avvento della 157/92 sembra che le cose siano decisamente migliorate a causa di una diversa programmazione territoriale Penso che chi come me avvalla il tiro a palla abbia esclusivamente a cuore la corrette gestione dei selvatici nell'interesse di tutti i cacciatori perché con più selvatici sul territorio si hanno più occasioni venatorie per tutti Il sottoscritto continuerà a cacciare il capriolo con il rigato e contemporaneamente continuerà a cacciare il cinghiale proprio con il meraviglioso Dake che possiedo , a dimostrazione che non ho alcuna preconcetto ideologico nei confronti di nessuno e di nessuna forma di caccia .

da Sonzogni - BERGAMO 08/09/2009 15.47

Re:Le invasioni barbariche

Massimo Zaratin scrive : .... Argomentazioni del genere quindi non fanno che propendere per un suo corretto uso in quanto fanno decadere quelle di chi pensa che questa forma di caccia incida notevolmente sul selvatico cacciato. I segugio non incide sul cinghiale semplicemente per il fatto che ha un tasso riproduttivo elevatissimo. poi mi scrive .... ......In Italia il segugio viene usato principalmente per il cinghiale e la lepre e, fino a prova contraria, non mi pare abbia mai creato alcun disagio alle specie... Mi permetto di ricordarLe semplicemente che per la Lepre , che non ha un tasso riproduttivo cosi elevato , esistono eclatanti esempi di azzeramento delle popolazioni autoctone tanto che si ricorre costantemente ai ripopolamenti dai paesi dell'Est, oppure a catturare nelle ZRC (Zone di ripopolamento e cattura), per ricostruire le popolazioni azzerate e/o ridotte al lumicino proprio con il segugio. poi mi scrive ancora ... Non mi pare, fino a questo momento, che la questione sul non impiego del segugio sui cervidi e bovidi (specie tutt’altro che in declino) sia stata validamente argomentata se non tirando in ballo tradizioni e motivazioni dalle apparenze etiche che sembrano rispondere più ad una logica di comodo che ad una logica scientifica sulla reale possibilità di prelievo anche con metodi diversi Non mi sembra che l'argomento che segue risponda a logiche di comodo Un esempio su tutti : in trentino negli anni cinquanta sono state introdotte norme che limitavano moltissimo l'uso del segugio. Guarda caso quella è stata la Regione che per decenni ha cacciato il più alto numero di Ungulati d'Italia. Se non sbaglio l'anno scorso, tra Trento e Bolzano, i cacciatori locali hanno abbattuto qualcosa come 20.000 ungulati senza azzerare le popolazioni. La stessa cosa non è successa ( parlo degli anni 50-60 sino ai novanta) nel resto d'Italia. Solo con l'avvento della 157/92 sembra che le cose siano decisamente migliorate a causa di una diversa pr

da Sonzogni - BERGAMO 08/09/2009 15.43

Re:Le invasioni barbariche

Caro Massimo, perche non confronti il tasso di crescita annuale del cinghiale con quello dei caprioli? Oppure dimmi dalle tue parti vedi capriole con 7/8 o ache piu cuccioli come le scrofe??? Per piacere cerchiamo di essere seri e di portare argomenti credibili a sostegno delle proprie idee!!! Ma ce qualche cosa di credibile a sostegno della caccia al capriolo con i segugi??? Saluti

da SPRINGER TOSCANO 08/09/2009 15.37

Re:Le invasioni barbariche

X IL SIGN. ANDREA. Lei afferma, come si legge benissimo nel suo commento:"altro che sparare ad un animale fermo in un campo che mangia, bello schifo e poi che difficoltà..." Poi poco dopo afferma: "per non parlare dei soldi dato che noi se ne spende anche troppi bisognerebbe girare il messaggio alle nostre associazioni venatorie dato che ne prendono anche troppi e vorremmo vederne i risultati dato che come ogni anno fagiani pernici starne se ne vedono pochi in giro come mai che fine fanno i soldi dei cacciatori?????????......." Caro Sign. Andrea, innanzitutto nessuna forma di Caccia è inferiore rispetto a qualche altra, e penso che i Veri Cacciatori siano d'accordo su questo, poi in secondo luogo si permette di criticare la caccia agli ungulati dicendo che si spara ai cervi mentre mangiano e poi rivendica di volere i fagiani, le pernici e le starne perchè vuole vedere che fine fanno i soldi che paghiamo! Secondo Lei i "selvatici" da lei citati sono scaltri e abbisognano di una certa esperienza per cacciarli? Forse trent'anni fa si, ma oggi non è così dato che sono poco più che polli d'allevamento. Inoltre Lei fa capire che i soldi derivanti dai nostri versamenti, vanno investiti per lanciare i fagiani, le pernici e le starne! Secondo Lei questa è Caccia? Non direi proprio! Concludo dicendo in primis che io caccio esclusivamente la migratoria, soprattutto turdidi e occasionalmente beccacce e poi andare a caccia all'estero è come fare sesso a pagamento, non so se rendo il concetto. I Veri Cacciatori devono avere l'umiltà di misurarsi quì in Italia, e non mi si venga a dire che non si può per via delle leggi restrittive, perchè è vero si che le leggi sono diventate molto restrittive, purtroppo, ma è anche vero che chi alimenta il nomadismo venatorio all'estero(con tutto il giro di soldi annessi) non fa altro che sancire la morte della Caccia in Italia! Cordiali Saluti.

da Nicola dalla Puglia (BARI) 08/09/2009 15.11

Re:Le invasioni barbariche

x Sonzogno Il fatto che la caccia al cinghiale venga praticata per il 99% con il segugio e, nonostante questo, non vengano registrate grosse incidenze negative sulla popolazione di questo ungulato che, anzi, continua ad aumentare in maniera esponenziale, gioca indubbiamente a favore di un suo impiego anche in altre forme di caccia tradizionali come quella ai bovidi ed ai cervidi. Argomentazioni del genere quindi non fanno che propendere per un suo corretto uso in quanto fanno decadere quelle di chi pensa che questa forma di caccia incida notevolmente sul selvatico cacciato. In Italia il segugio viene usato principalmente per il cinghiale e la lepre e, fino a prova contraria, non mi pare abbia mai creato alcun disagio alle specie. Allo stesso modo, laddove viene impiegato anche sui cervidi e bovidi, non si sono registrate valide motivazioni scientifiche che facciano propendere per un suo divieto. Pur comprendendo che il suo impiego possa “infastidire” i cacciatori silenziosi, motivazione questa sicuramente non valida per imporne il divieto, non possiamo fare esclusivamente i conti con culture e tradizioni locali ma dobbiamo cercare di rispondere con valide motivazioni scientifiche, portando dati e censimenti. Non mi pare, fino a questo momento, che la questione sul non impiego del segugio sui cervidi e bovidi (specie tutt’altro che in declino) sia stata validamente argomentata se non tirando in ballo tradizioni e motivazioni dalle apparenze etiche che sembrano rispondere più ad una logica di comodo che ad una logica scientifica sulla reale possibilità di prelievo anche con metodi diversi. Saluti.

da massimo zaratin 08/09/2009 15.02

Re:Le invasioni barbariche

Come al solito la faccenda danni alle coltivazioni viene cavalcata "dai soliti noti" per avvalorare le proprie teorie in merito alla gestione degli ungulati . Danni per il 90% attribuibili ai cinghiali , cacciati nel 99% dei casi con il segugio, vengono attribuiti ai cervidi al solo scopo di avvallare i propri appetiti venatori con una scorrettezza ideologica degna di miglior nome. Come tutti sanno oggi il cinghiale viene "gestito" con il segugio con il semplice risultato che non si risolve mai nulla : non si capisce come si pensi di risolvere eventuali problemi presenti con i cervidi attraverso il segugio . Personalmente caccio da 10 anni in Provincia di Savona e i problemi di sovrappopolazione presenti alla fine degli anni 90 sono stati brillantemente risolti con l'ausilio del tiro a palla senza ricorrere al altri metodi . Ritengo che per ogni selvatico vada praticata la caccia che più gli si confà : il cinghiale può tranquillamente continuare ad essere cacciato con il segugio, per la gioia di tutti coloro che apprezzano questa forma di caccia, mentre i cervidi ed i bovidi devono essere gestiti esclusivamente con il tiro a palla come la tradizione venatoria mitteleuropea insegna.

da Sonzogni - Bergamo 08/09/2009 14.10

Re:Le invasioni barbariche

La gestione degli ungulati in Italia ha dimostrato la sua inadeguatezza ed è venuto il momento di fare gestione seria nel rispetto della nostra cultura, delle nostre tradizioni e delle caratteristiche orografiche e fitocenotiche che caratterizzano la nostra penisola. da sempre sono il sostenitore del prelievo degli ungulati con il segugio e completamento della caccia con la carabina. Da quindici anni, putroppo scriv , relaziono ai convegni ed in varie sedi istituzionali che così come è impostata la caccia agli ungulati altro non fa che produrre sovrapopolazioni impossibili da controllare. Tuttoquesto si è verificato e si sta verificando in modo drammatico, e non strumentale, ai danni del comparto agricolo e silvano. I cinhiali sono un problema ma ancora più gravi danni stanno causando le sovrappolazioni di cervidi; cervi, caprioli e daini. Nel senese hannocominciato a comparire recinzioni alte due metri per non consentire ai cervidi la devstazione di vigneti pregiati. Non credo che la soluzione del problema sia la rete metallica!! Ne ritengo sia giusto che i danni, mal pagati, siano a carico degli agricoltori. Ritengo che tutte le forme di caccia possano coesistere per il bene della gestione della fauna ed è venuto il momento di sederci e parlare per trovare le soluzioni più adeguate. Il mondo della cinegetica (arte di cacciare con i cani) è sempre stato a disposizione ed oggi lo è più che mai. Che sia, però, il buon senso e l'onestà intellettuale a farla da padrone e non le posizioni integraliste espresse da Liboi in questo "editoriale". Ad maiora Gian Carlo Bosio

da caccia e cinofilia 08/09/2009 12.15

Re:Le invasioni barbariche

sono daccordissimo con SPRINGER TOSCANO e MARTINO.F. Anche io sono toscano e credo propiro che con la caccia di selezione, il problema cinghiale, almeno nella mia regione, si risolva ben poco. Poi non diciamo eresie risarcire anche il danno!! ci sono persone che sono morte per scontri contro gli ungulati. Vada a dire a queste famiglie di risarcire il danno perchè magari nello scontro è morto anche il cinghiale o chi che sia!!! Bisognerebbe diversificare regione per regione in base alla densità di questi animali, senza però scendere nel ridicolo, con sottopassi sovrappassi ecc. ecc. In certe zone d'italia non è facile nemmeno circolare a causa della scarsa presenza di viabilità e vogliamo fare le opere per far attraversare la strada agli animali!!! dai!!!

da Hunter 08/09/2009 12.13

Re:Le invasioni barbariche

E' veramente incredibile come ognuno di noi tenga la sua personalissima visione su metodi, tempi, usi e costumi di caccia. Tutte così diverse fra loro, tutte così sacre per ciascuno di noi!

da massimo zaratin 08/09/2009 11.56

Re:Le invasioni barbariche

Gli Sloveni pongono parecchia attenzione al tiro per una ragione molto semplice: l'animale abbattuto è una preziosissima e gustosissima fonte alimentare. Cosi facendo (introducendo penalizzazioni)disincentivano i tiri a lunga distanza e i tiri fatti ad animali non perfettamente di traverso Se l'abbattimento non è pulito voi sono elevate probabilità che l'animale venga ferito, con l'ulteriore rischio che la carne di tutto l'animale si deteriori e vada alla malora. Si incentiva inoltre l'allenamento al tiro a palla ed il mantenimento dell'arma/ottica in perfette condizioni. Sembrano banalità me nella caccia agli ungulati un capo ben abbattuto è una vera soddisfazione anche per il cacciatore.

da Silvano 08/09/2009 11.56

Re:Le invasioni barbariche

Ritengo che come sempre il giusto sta in mezzo!!! Giusto secondo me che dei capi assegnati uno solo appartenga in toto al cacciatore e che questi abbia la possibilità di acquistare la carne dei restanti capi. Ridicolo il fatto che se uno danneggia (si parla di qualche etto di carne) il capo con la fucilata gli venga diminuito il piano di prelievo (per il ferimento sono pienamente daccordo). Ridicolo anche pagare i capi (se la carne viene lasciata dal cacciatore mi sembra che abbia già contribuito o no??) Per quanto riguarda gli incidenti stradali....non commento ci mancherebbe anche dover risarcire il danno biologico non scherziamo (sicuramente in slovenia avranno una viabilità ben diversa ma in italia una cosa del genere è un' eresia) Io personalmente farei gestire la carne agli atc e il ricavato dovrebbe essere utilizzato per miglioramenti ambientali e risarcimento danni agli agricoltori (attenzione però con verifiche serie!!!). Comuque complimenti a Danilo che seguo assiduamente sulle varie riviste venatorie...però un piccolo appunto gli lo devo fare...Danilo nella nostra amata italia non tutto è da buttare anche in materia di caccia!!! Ritengo per esempio che gli ATC siano una grande idea andrebbero però gestiti in maniera un pò diversa e assolutamente no alla selvaggina come patrimonio privato!!!!!

da SPRINGER TOSCANO 08/09/2009 11.12

Re:Le invasioni barbariche

Il sig. Liobi parla di Talebani, ma non si rende conto che il Talebano è proprio lui, la presenza del cinghiale non è uguale in tutte le regioni italiane, dove c'è reale emergenza si possono adottare sicuramente le misure di cui parla, ma non capisco che male ci sia nel cacciare il cinghiale e gli altri ungulati anche con il segugio. Poi se si arriverà a fare una legge che consenta di fare ciò, è tutto da vedere.

da martino.f 08/09/2009 10.57

Re:Le invasioni barbariche

Perfetto...gentilissimo...grazie mille ci proverò....

da Ermanno 08/09/2009 10.47

Re:Le invasioni barbariche

L'equipollenza è un documento rilasciato dalla Tua provincia di residenza nel momento che Tu presenti un attestato di frequenza e sostenimento d'esame rilasciato in altra Provincia e/o Istituto che organizza corso ed esame. con l'equipollenza hai il mano il documento che dovrebbe autorizzarti ad esercitare l'attività all'interno della Tua provincia. E' utile specificare che alcuni organizzano corso/esame solo per l'ottenimento del permesso per singola specie mentre altre provincie si comportano in maniera diversa ovvero fanno un esame unico per tutti gli ungulati presenti. Quasi tutte le provincie qui al Nord organizzano questi esami/corsi. Penso che la regione che organizza qualcosa vicino a te siano le Marche. So' che alcuni corsi vengono organizzati anche nel lazio (Viterbo?) Ti consiglio di rivolgerti all'URCA locale ( sempre che abbia una sede nella tua Regione..)

da Silvano 08/09/2009 10.44

Re:Le invasioni barbariche

Io vivo all'Aquila...e qui non so se le province li organizzano....a questo punto chiederò a loro....o da una delle associazioni che mi hai indicato....ma cos'è l'equipollenza??? Grazie mille per le risposte

da Ermanno 08/09/2009 10.11

Re:Le invasioni barbariche

Dipende in che provincia cacci ... Di solito sono le Provincie che rilasciano questi attestati ... Poi ci sono dei centri specializzati che rilasciano un attestato che permette di ottenere l'equipollenza ( corsi ed esami sono fatti dall'URCA,UNCZA,e dal centro faunistico "Al Gallo"

da Silvano 08/09/2009 9.57

Re:Le invasioni barbariche

So che non c'entra molto con la discussione in atto, e di questo mi scuso, ma siccome dopo innumerevoli ricerche ancora non riesco a trovare informazioni su come ottenere il permesso o poatentino, che dir si voglia, da selecontrollore, volevo sapere se qualcuno di voi sa darmi informazioni a riguardo. vi ringrazio e chiedo ancora scusa per questa intromissione.

da Ermanno 08/09/2009 9.07

Re:Le invasioni barbariche

Evviva il pluralismo dell'informazione!

da Francesko 08/09/2009 7.49

Re:Le invasioni barbariche

sarebbe interessante sapere quali lovske druzine usano pochi segugi gambacorta sono 40 anni che caccio in slovenia e la maggior parte usano il segugio istriano le battute iniziano il 1 di ottobre e chiudono il 31 dicembre

da franko 08/09/2009 0.53

Re:Le invasioni barbariche

continua: dai produttori agricoli e potrebbe costituire fonte di reddito aggiuntivo per i medesimi, per gli operatori turistici e, perché no, anche fonte di finanziamento per ATC e aree protette. L’elemento in questione è rappresentato dal punto i) del paragrafo dedicato alla gestione degli ungulati ed alla prevenzione dei danni alle coltivazioni, dove si afferma la necessità di “verificare la possibilità di attivazione di una filiera corta basata sulla commercializzazione di capi provenienti da interventi di controllo.” E’ proprio il punto posto a conclusione di tale paragrafo quello che per primo è in grado di porre le basi economiche della soluzione di molti dei problemi sul tappeto. Soprattutto se da una iniziale commercializzazione di capi provenienti da interventi di controllo si passasse successivamente a far conferire in questa filiera su base volontaria anche capi prelevati in normale attività di caccia selettiva o in braccata.

da claudio nuti 08/09/2009 0.29

Re:Le invasioni barbariche

continua: sono sempre stati di contro ben contenti che in parchi e aree interdette alla caccia i selvatici potessero proliferare e diffondersi all’esterno. Inoltre restano tenacemente legati a forme e abitudini venatorie che spesso ben poco hanno in comune con l’applicazione dei principi di una corretta gestione del suide ormai condivisi da tutti i tecnici del settore e combattono con ogni mezzo l’introduzione di forme di prelievo alternative alla braccata. Esiste infine un ultimo aspetto della questione: la relativa novità per gli agricoltori italiani di doversi confrontare e in qualche modo convivere con il problema dei danni da ungulati, determinata dalla recente esplosione demografica di questi animali. Aspetto peraltro aggravato dalla peculiarità del “caso Italia”, che rende difficile e critico questo confronto. L’esclusione del diritto di caccia dalla sfera di quelli connessi alla proprietà fondiaria rende impossibile, fatto salvo il caso in cui questi diritti si ricompongano per altre vie nell’azienda venatoria, un cointeressamento diretto dell’agricoltore o proprietario con lo svolgimento della caccia sulle proprie terre e la quasi automatica affermazione di una razionale gestione faunistica sulla totalità del territorio utile. L’alto valore economico rappresentato dal patrimonio di ungulati presenti sul nostro territorio rappresenta il necessario strumento per ricomporre gli interessi apparentemente inconciliabili di agricoltori e cacciatori, lungo la via tracciata, pur se assai timidamente, dalla Conferenza Regionale della Caccia tenutasi ad Arezzo nei giorni 13 e 14 febbraio 2009 su iniziativa della Regione Toscana. Il documento programmatico conclusivo ha introdotto un elemento di novità che rappresenta, se adeguatamente sviluppato, una sorta di rivoluzione copernicana nella gestione degli ungulati selvatici in Italia, nonché di tutte le problematiche ad essa connesse. Porrebbe infatti le basi per una equa rifusione dei danni subiti dai produttori a

da claudio nuti 08/09/2009 0.23

Re:Le invasioni barbariche

Mi sembra che molti, nel mondo della caccia di oggi, abbiano la coda di paglia. Spesso si è portati a pensare che il parlare bene di una forma di caccia, automaticamente comporti di voler denigrare tutte le altre. E questo in particolare accade quando si parla bene della caccia di selezione, che rappresenta l’unica vera novità degli ultimi venti anni nel panorama venatorio italiano. Ci si ostina a non voler comprendere che l’abbondanza di ungulati e le trasformazioni culturali introdotte con la caccia di selezione sono e saranno gli unici elementi che potranno salvare la caccia in Italia e consentire anche ai migratoristi di continuare a coltivare la propria passione. I concetti di gestione conservativa e di prelievo programmato per periodi e per specie, progressivamente applicati a tutte le forme di caccia pur con i necessari adattamenti, sono i soli elementi capaci di restituire alla caccia dignità e di renderla accetta a chi cacciatore non è. Ma veniamo all’argomento introdotto da Danilo e a questo proposito voglio riproporre alcune parti di un mio blog già pubblicato su queste pagine. Il continuo clamore suscitato ad opera delle associazioni di agricoltori sul tema dei danni procurati alla produzione agricola dal numero eccessivo di ungulati presenti in alcune regioni d’Italia è, al di là di ogni possibile strumentalizzazione, sicuro sintomo di un problema reale. La causa degli eccessivi danni alle produzioni agricole deve essere obbligatoriamente individuata in una errata gestione delle popolazioni di ungulati, la cui responsabilità ricade certamente sulle spalle della pubblica amministrazione ma che non vede esenti da colpe ambientalisti e cacciatori. Gli ambientalisti hanno da sempre ostacolato con ogni mezzo qualsiasi seppur timido tentativo di realizzare un efficace controllo del numero degli ungulati presenti nei parchi e nelle aree protette. I cacciatori, soprattutto quelli ben organizzati nelle squadre di caccia al cinghiale, sono sempre stati di c

da claudio nuti 08/09/2009 0.19

Re:Le invasioni barbariche

W la caccia al cinghiale in battutta!W il segugio!

da ema 07/09/2009 17.22

Re:Le invasioni barbariche

Dal commento di andrea si evince come noi cacciatiori italiani non andremo mai da nessuna parte. I periodi di caccia devono essere adeguati alla specie che si vuol cacciare. Per gli ungulati è necessario un periodo lungo per poter completare i piani di tiro con la NECESSARIA perizia. Per la migratoria sono necessari tempi diversi da specie a specie proprio come indicato da andrea che , evidentemente, se ne frega delle caccie che fanno gli altri. Fintentochè dimostriamo questa divisione difficilmente otteremo delle migliorie per la nostra categoria. Io comunque condivido in toto quanto esposto da Danilo.

da Pettirosso 07/09/2009 15.16

Re:Le invasioni barbariche

Condivido in pieno quanto scritto da Andrea !!!!

da Roberto 07/09/2009 12.47

Re:Le invasioni barbariche

la caccia non è solo quella agli ungulati agli sloveni che facciano il loro che noi si farà il nostro la caccia aperta 365 giorni all'anno è uno schifo la caccia deve andare da settembre a febbraio per poter cacciare tortore colombi e quaglie agli inizi di settembre per termnare con il tordo e storno a febbraio questo è semplice!!!!! per non parlare del cinghiale del bello del cane da seguita che da emozioni quando arriva in posta altro che sparare ad un animale fermo in un campo che mangia bello schifo e poi che difficoltà... per non parlare dei soldi dato che noi se ne spende anche troppi bisognerebbe girare il messaggio alle nostre associazioni venatorie dato che ne prendono anche troppi e vorremmo vederne i risultati dato che come ogni anno fagiani pernici starne se ne vedono pochi in giro come mai che fine fanno i soldi dei cacciatori?????????

da andrea 07/09/2009 12.15

Re:Le invasioni barbariche

Non puoi osannare solo la caccia di selezione, nella mia zona dove ho anche un po' di terra che non riesco più a coltivare ma non solo per colpa dei cinghiali che con dissuasori si contengono ma per colpa dei vostri amati cervi, che rovinano anche le ceppaie delle tagliate oltre a divorare quello che cresce nei campi ma alla fine poi la colpa tocca ai cinghiali e di risarcimenti ma per piacere. E' comodo parlare quando il problema è in casa di altri, ma tra istrici, volpi, falchi, cornacchie ed ungulati non si salva più nulla. P.S. le cacce cmq sono tutte belle e vanno salvaguardate tutte. saluti Piersilvio

da Piersilvio da Torretta 07/09/2009 11.59