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Editoriale

La rivoluzione verde è nel piatto


lunedì 5 maggio 2014
    

La rivoluzione verde Antichi paesaggi bucolici, verdi vallate, mulini e case di campagna pullulano nelle pubblicità dei grandi produttori alimentari. Cercano di venderci un'immagine stereotipata ben precisa: i loro prodotti amano la natura e rispettano le tradizioni. Peccato che ogni tanto, spesso, a volte, sia tutto il contrario.

Se ne parla molto poco ma è proprio la produzione agroalimentare a danneggiare maggiormente il mondo e le sue risorse. Entro il 2050 sulla terra ci saranno 9 miliardi di bocche da sfamare. Il nostro crescente bisogno di cibo (e la nostra abitudine a sprecarlo) è, al momento, la prima minaccia per l'ambiente. Già perchè è l'agricoltura, insieme all'allevamento degli animali da carne, ad inquinare e disboscare di più, in parallelo al cemento e alle automobili.

A dirlo sono i dati sulle emissioni di gas serra, le analisi delle acque di laghi e fiumi, l'evidenza dell'abnorme consumo di acqua dolce per l'irrigazione, l'avanzare del disboscamento a danno degli ambienti tipici. E' così che interi habitat vengono devastati, è così che, di conseguenza, si perde biodiversità.
L'Italia, secondo una recente indagine di Greenpeace sulla moria delle api in Europa, ha poi il primato sulla più ampia gamma di molecole contaminanti nei pollini, specialmente in prossimità dei vigneti. L'indagine ha accertato una diffusa contaminazione agrochimica nel polline (due terzi risultano velenosi), ciò di cui si nutrono le api e altri insetti impollinatori. La loro progressiva distruzione può essere la causa di una crisi a catena di tutto l'ecosistema, e della sicura scomparsa di specie vegetali e animali. Di qui l'appello alla Commissione europea e ai governi nazionali di vietare completamente l'utilizzo dei pesticidi clothianidin, imidacloprid, thiamethoxam e fipronil, attualmente sottoposti a un divieto temporaneo e a vietare gli altri pesticidi dannosi (compresi clorpirifos, cipermetrina e deltametrina).

Allargando il quadro, la situazione certo non migliora. Una delle principali cause dell'estinzione della fauna selvatica nel pianeta, duole ammetterlo perchè ci siamo invischiati tutti, è poi proprio l'espansione delle colture agricole per far fronte all'aumento della richiesta di cibo, che oggi ha raggiunto livelli mai visti. Questo sovrasfruttamento è la diretta conseguenza della crescita demografica. Nel primo dopoguerra eravamo nemmeno tre miliardi. La maggior parte della popolazione era povera e coltivava direttamente ciò che mangiava. Poi, grazie alla scoperta dei fitofarmaci, delle selezioni genetiche e di imponenti sistemi di irrigazione si sono create le condizioni per una vera rivoluzione, le carestie sono finite, il cibo ha cominciato ad abbondare e così anche il lavoro, subordinato e retribuito. Ciò che sta avvenendo allo stesso modo oggi nei paesi emergenti dell'Asia, e che sta determinando la crescita dei popoli nell'altro emisfero. Paesi come India e Cina, che da soli contano 2 miliardi e mezzo di persone stanno cambiando radicalmente la propria dieta, avvicinandosi ai nostri consumi. Il che ha già determinato un'impennata mai vista della domanda di carne, di latticini e uova, ma anche di cereali necessari all'allevamento degli animali da macello. Il paradosso è che questa tendenza positiva, ai ritmi attuali, sembra essere non sostenibile.

Se questa tendenza manterrà il passo, dice su National Geographic Jonathan Foley, Direttore del Institute on the Environment all'University of Minnesota, nel 2050 arriveremo ad aver necessità del doppio delle coltivazioni che abbiamo tuttora. Foley, insieme ad una squadra di scienziati, ha predisposto una formula in cinque passi per rispondere a questa semplice domanda: “come può il mondo raddoppiare la disponibilità di cibo riducendo contemporaneamente i danni ambientali causati dall'agricoltura?”. Niente più e niente di meglio di ciò che in Italia si va dicendo da decenni (anche grazie a Slow Food di Carlo Petrini): aggiornamento del diritto alimentare (analisi della sostenibilità su tutte le fasi della produzione e della vendita), promozione delle filiere corte e del giardinaggio urbano (consumare frutta e verdura che deve percorrere 3 mila km prima di giungere a destinazione non è sostenibile), utilizzo della tecnologia, preferenza per i cibi locali e cucinati a casa, acquisto di prodotti eco-sostenibili e riduzione drastica degli sprechi.

Ci vuole, insomma, una vera cultura del cibo, occorre recuperare il nostro rapporto con la terra e con la natura. Solo così potremo utilizzare intelligentemente le risorse disponibili e rimettere in circolo ciò che la natura ci ha solo prestato. L'Expo universale di Milano2015 ci dirà quialcosa in più? Speriamo. Intanto possiamo guardare con fiducia a ciò che già c'è. Il cacciatore, nel suo piccolo, pur portando avanti più la propria passione personale che l'interesse generale, fa esattamente questo. Tiene viva un'attività, che è più che compatibile, che non depaupera le risorse rinnovabili (la fauna selvatica), non le svilisce. E' abituato a ragionare in termini di sostenibilità: della serie: se caccio più del dovuto diminuiranno le probabilità di poter attingere all'amata risorsa nelle successive annate, il resto lo fanno le leggi che limitano, controllano e puniscono. Poter vantarsi a testa alta di avere un rapporto diretto con il proprio cibo, di consumare solo quello che in natura è disponibile in abbondanza e che ha bisogno di essere tenuto sotto controllo (vedi ungulati), non è certamente da tutti.
In tutto il mondo, è questo ormai il vero cavallo di battaglia della caccia del terzo millennio. Giorgia Pellegrini, la cacciatrice americana che scrive libri sulla crescita della caccia al femminile e tiene programmi televisivi per insegnare alle donne come cucinare la selvaggina, ha un enorme successo proprio per questo motivo: la sua filosofia di vita è al passo con i tempi. E' una spanna avanti perfino all'orto di Michelle Obama.

Checchè se ne dica il tempo delle bacchettonate del vetero ambientalismo è giunto al termine. Nell'era della riscoperta del cibo di qualità il ritorno alla tradizione ha un enorme successo. L'ultima star televisiva uscita dai canali del digitale terrestre è Chef Rubio: un'ex ruggbista che maneggia interiora, carne di cavallo e pesce crudo con una naturalezza disarmante. Mangia qualsiasi cosa, purchè sia cibo di strada, fatto con tutti i canoni della tradizione. E la gente, sono gli ascolti a dirlo, lo adora. E che dire poi di Mark Zuckenberg, il capo di Facebook, che mangia solo quello che caccia direttamente? Lo fa proprio per i motivi sopra scritti. E chissà quanti, con la sua enorme visibilità, avrà convinto a seguirlo.

Ecco perchè i dogmi animalisti e i progetti legislativi per vietare agnelli e carne di cavallo sono destinati a un declino sicuro. Sono fuori tempo, come la vecchia dirigenza ambientalista italiana che per anni ha cercato di chiudere l'ambiente al di fuori della vita delle persone. Per proteggerla l'ha imbalsamata. Per proteggere gli animali ha cercato di rendere immorale la cosa più naturale del mondo: mangiarli. Nutrirsi anche di carne, purchè sia selvaggina o carne proveniente da allevamenti eco-sostenibili, non solo fa bene, ma aiuta l'ambiente e tiene lontane le mire distruttive della produzione di massa. E' così che si protegge la natura. Ditelo in giro.
 
 

Cinzia Funcis
 
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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25 commenti finora...

Re:La rivoluzione verde è nel piatto

noi cacciatori impariamo tradizioni tramandate dai nostri padri, e ci piacciono le tavolate allegoriche a base di selvaggina, così capita anche da noi ogni fine stagione venatoria, e come dici tu Marcello 64, si affiancano alla tavolata molti non cacciatori, e guardandoci nell'assaggiare una beccaccia ne raccontiamo le gesta che la rendono regina astuta dei boschi, eppur facendola nostra, vincendo la sua astuzia noi chiniamo il capo d'innanzi a tanta scaltrezza, e chiniamo il capo su tutte le speci abbatture, questi partecipanti non cacciatori ci fanno pure delle domande, e come dici tu comprendono l'infamia che ci circonda tramite i media, pensa che un anticaccia convinta sono riuscito a farla venire a questa cena, ebbene spiegandogli le leggi ed i comportamenti ai quali siamo tenuti, ormai è la terza cena che onora, un saluto Marcello 64.

da dardo 12/05/2014 7.30

Re:La rivoluzione verde è nel piatto

X dardo,da qualche anno faccio "LA CENA DEI CACCIATORI"a caccia ci andiamo io,mio figlio e mio cognato,abbiamo iniziato con 8 amici,quest'anno eravano 25,tutta "GENTE DI CITTA'" dottori,postini ecc.ecc..e ogni volta che ci incontriamo non fanno che parlare ESTASIATI dalla "SELVAGGINA"io nel mio piccolo,faccio capire che vuol dire essere CACCIATORE NEL RISPETTO DELLE LEGGI E DELL'AMBIENTE DOVE CACCIO E QUELLO CHE LA NATURA CI OFFRE,lo hanno capito e molto bene chi sono gli animalari-ambientalisti, un saluto.P.S. CUCINE TUTTO IO,ANCHE LA PASTA FATTA IN CASA,NOI SAPPIAMO COSA MANGIAMO..LORO?.

da MARCELLO64 10/05/2014 18.42

Re:La rivoluzione verde è nel piatto

Avete ragione , ma io non intendo mollare , nessun cacciatore degno di questo nome deve arrendersi. Forse non servirà , ma non riuscirei a guardarmi allo specchio.

da Cristiano montano 10/05/2014 7.21

Re:La rivoluzione verde è nel piatto

purtroppo è così. e temo che non ce la faremo mai a recuperare. preferiremo che i nostri figli e nipoti trovino un mondo peggiore, piuttosto che noi si riesca a cambiare stile di vita. peccato. la pancia piena sarà la nostra condanna

da panta gruel 09/05/2014 14.13

Re:La rivoluzione verde è nel piatto

La verità è che siamo schiavi di tutto, compra,consuma e crepa

da david85 08/05/2014 23.12

Re:La rivoluzione verde è nel piatto

x Marcello64, ha buttato il pollo perchè duro? mamma mia che spreco, la carne nostrana con polli ruspanti che si fanno le zampe nel terreno mentre cercano lombrichi non è più apprezzata, vogliono quella di polli in batteria con antibiotici e senza poter fare movimento, e se prendi una coscia in mano e la sbatti ti rimane l'osso e vola via la carne, mah uomini di allevamento.....

da dardo 08/05/2014 13.00

Re:La rivoluzione verde è nel piatto

Ma che ci vuole...basta un bombetta li un missiletto di la,qualche cosa anche dentro il proprio paese,poi senza medicine e viveri facciamo il resto.

da Ironico ma preoccupato 07/05/2014 14.59

Re:La rivoluzione verde è nel piatto

speriamo nella buona scienza. alla cattiva scienza ci pensano le multinazionali, i governi, le accademie di prezzolati, i baroni tromboni, gli istituti di ricerca, le associazioni ambientaliste....al servizio di uno, due, tre, quattro...

da bertrando r. 06/05/2014 17.06

Re:La rivoluzione verde è nel piatto

Anche io,come alcuni di voi,faccio l'orticello,ho polli,conigli,galline e uova,poche sere fà viene a cena un'amico di mio figlio e stavo facendo pappardelle(fatte da me)al cinghiale e pollo alla cacciatora è rimasto ESTASIATO,gli ho regalato mezzo pollo,mi a richiamato dicendomi che sua madre lo aveva BUTTATO via perchè troppo duro,la carne non si staccava dall'osso,c'è troppa gente che non capisce qualè la carne o verdura fatta in casa,cioè senza VELENI e non sà gustare i VERI SAPORI E LA BUONA CUCINA,un saluto a tutti.

da MARCELLO64 06/05/2014 16.57

Re:La rivoluzione verde è nel piatto

mangiamo solo tordi, beccacce, trote di montagna, colombacci dopo che hanno mangiato ghiande per almeno una settimana. cinghiale, cervo, capriolo, lepre coi pallini incorporati. meglio il piombo, date retta, che antibiotici, anticrittogamici, veleni vari alla diossina. fanculo agli animalisti e quegli stolti dell'ispra, che ci nascondono la verità raccontando menzogne scientifiche.

da albert e. 06/05/2014 14.18

Re:La rivoluzione verde è nel piatto

Lo sapete che una persona che consuma una normale quantità di carne di allevamento assume una quota di antibiotici pari a 3 terapie complete ogni anno. Meditate gente , meditate.

da Appennino 06/05/2014 12.05

Re:La rivoluzione verde è nel piatto

Ragazzi ma che parliamo a fa'?contro aziende come Gaia,Antinori Sassicaia non c'e partita NEANCHE CI CAGANO A NOI,.Io abito a 700mt linea d'aria a vigneti Antinori e da 15 giorni,non vi dico cosa respiriamo dalla puzza di veleno.> Ho 2 bambini di 3 e 5 anni e bitano in un posto bellissimo,peccato però che in un posto bellissimo ,ci sia un tasso di malattie tumorali di altissima percentuale.PERò L'IMPORTANTE PERO' ANDARE A CENA FUORI E COMPRARE BOTTIGLIEDA 100/150EURO e far ruoteare il bicchiere per sentire i sentori sensoriali di quel vino.E INTANTO NOI ED I NOSTRI FIGLI MUORIAMO DI QUESTA MERDA CHE CI FANNO RESPIRARE.MA MORITE ANCHE VOI MERDE!!!!

da SIMO 06/05/2014 11.10

Re:La rivoluzione verde è nel piatto

è proprio così che si deve fare Stefano, anche il sottoscritto coltiva per se pomodori, patate, melanzane, piselli fagioli ecc..ecc.. quello che riesco a consumare lo consumo subito, il resto in congelatore per il consumo annuale, e per quello che riguarda la carne, polli e conigli nostrali e manzi della porta accanto, ci vuole il consumo a km. 0 sai che favore si fa a questa nostra terra.....! per poi non parlare di celletti allo spiedo e pappardelle alla becca, con contorno di tordini in salsa, basta mi sto facendo male.....

da dardo 06/05/2014 7.37

Re:La rivoluzione verde è nel piatto

Bravo stefano, anche io non compro più carne "commerciale" d anni proprio perché conosco allevatori e so cosa succede negli allevamenti . Esattemente come in natura le concentrazioni eccessive di animali in poco spazio vanno considerate patologiche e andrebbero vietate. Consumare meno , consumare meglio . Non c'è alternativa .

da Cristiano montano 06/05/2014 7.02

Re:La rivoluzione verde è nel piatto

Cinzia Funcis, sono anni e anni che nella mia famiglia mangiamo solo carne che cacciamo e peschiamo, l'orto casalingo e le galline per le uova, ma non solo, le verdure dei campi, ogni stagione ha le sue, basta conoscerle. Certo bisogna avere un lavoro che ti permetta di avere del tempo per l'autosostentamento, però in primis bisognerebbe cambiare stili di vita che ormai nell'uomo cittadino si sono persi i ritmi circadiani e l'importanza dello non spreco e dell'uso e getta, basterebbe poco per ritrovare un minimo di equilibrio.

da Stefano De Vita 05/05/2014 23.49

Re:La rivoluzione verde è nel piatto

Non mi entusiasmo all' idea della nutria in salmi', ma credo che sarebbero una eccellente fonte proteica per i mangimi per cani ,ad esempio. La parola d' ordine è "basta sprechi"

da Cristiano montano 05/05/2014 20.18

Re:La rivoluzione verde è nel piatto

Mia nonna buonanima che veniva da tempi in cui l'animalismo non esisteva eppure si aveva spesso più VERO rispetto ed attenzione per gli animali e per gli umani di adesso, era solita dire:" Pasà el gardiun, tut è bun!" "Passato il "gargarozzo" tutto è buono." Come si capisce che in quei tempi l'anticrittogamico più letale era il VERDERAME!!

da Ezio 05/05/2014 18.18

Re:La rivoluzione verde è nel piatto

Ezio l'articolo e'datato ma fedele.I numeri sono cresciuti.Per quanto alla commestibilita' ne parla anche il prof, Franco Nobile nel suo libro " la buca del Paradiso" .

da Toni el cacciator 05/05/2014 17.27

Re:La rivoluzione verde è nel piatto

http://mattinopadova.gelocal.it/regione/2011/04/20/news/invasione-di-nutrie-la-soluzione-in-cucina-1.1291640

da Ezio 05/05/2014 16.13

Re:La rivoluzione verde è nel piatto

260 nutrie abbattute in quattro mesi 2014 .Peso medio 5 kg ,circa dieci quintali di carne all'inceneritore..che spreco?...! Nutrire il mondo?? ( provocazione ?)

da Toni el cacciator 05/05/2014 15.00

Re:La rivoluzione verde è nel piatto

"...clothianidin, imidacloprid, thiamethoxam ,fipronil, clorpirifos, cipermetrina e deltametrina..." ... Solo a leggere certi nomi vengono i brividi anche solo per il fatto che non si capisce a cosa fanno riferimento. Ma l'ambientalismo italiano è "tranquillamente" adagiato sull'animalismo. Perciò il problema più grave continua ad essere il cacciatoraccio brutto e cattivo con il fucilone in mano!! :-(

da Ezio 05/05/2014 14.39

Re:La rivoluzione verde è nel piatto

Se proprio volessimo dirla tutta visto come sta andando l'economia del nostro paese con la selvaggina si potrebbe diminuire la spesa casalinga almeno della metà di quanto si spende adesso. Noi teniamo un paese bagnato per i 3/4 dal mare e dove ci sono monti colline e pianure a non finire. Se volessimo solo sfruttare questi doni di madre natura curandoli a dovere badando bene all'ambiente e all'acqua ( anche di mare) si andrebbe all'atto pratico ad avere verdure e frutti naturali, carne e pesci a migliaia di tonnellate facendo scendere il costo della spesa. Resta però il fatto che sia l'ambiente sia il mare che i monti devono essere curati, usando logicamente quanto meno possibile colture intensive che attirano i prodotti chimici velenosi e contribuiscono ad avvelenare le acque dolci e di conseguenza anche il mare. Tutto questo contribuirebbe sicuramente ad aumentare la selvaggina stanziale ed anche migratoria che come abbiamo detto migliaia di volte ha bisogno di ambiente ed habitat integri e con colture anche a perdere, le quali nel nostro paese hanno avuto piena estinzione. Resta allo Stato dare ascolto a noi cacciatori veri naturalisti !!! Mai nessun cacciatore farebbe estinguere un selvatico cacciabile di cui oltre alla passione di cacciarlo principalmente lo può anche mangiare. Sono anni che diciamo queste cose non ascoltati. Cordialit

da jamesin 05/05/2014 13.05

Re:La rivoluzione verde è nel piatto

x Cacciaforever, concordo con quanto dici, ma ...nel mondo presto saremmo 9.000.000.000 si stima nel 2050, adesso spiegami come si farà a dare da mangiare a tutte queste persone, la cementificazione leva terreno coltivabile, le aree inquinate non possono essere coltivate, certi terreni sono inglobati in interspazzi tra costruzioni e quindi incoltivabili, e la terra che rimane deve essere resa produttiva e sgrassata al massimo per poterla far rendere. Quindi, ogm, pesticidi per avere il massimo raccolto, addirittura si pensa agli insetti come futura fonte di alimentazione. Eppure basterebbe ridurre le nascite e portare la popolazione mondiale a quattro miliardi di persone, gli speculatori ingabbiarli, rigenerare terreni persi e decementificare aree e renderle produttive, abbassando la popolazione l'inquinamento diminuirebbe, sia di detersibi che di smog, ... dobbiamo solo avere l'umiltà di fare ciò che va fatto, e se continuiamo ancora ha ragionare con il profitto, agiamo su questo pianeta come parassiti, e sappiamo bene che la natura i parassiti se li è sempre scrollati da dosso, con calamità e catastrofi che sono odierne ed attuali, ma quello che vediamo non è che un piccolo assaggio di ciò che ci aspetta se non invertiamo la rotta, tanto il pianeta si rigenererà dopo una catastrofe, e si creerà una nuova specie, e rinizierà la storia, vedi i dinosauri, un saluto.

da dardo 05/05/2014 13.04

Re:La rivoluzione verde è nel piatto

Sono stati fatti dei referendum contro i pesticidi , che non hanno raggiunto il quorum necessario......di conseguenza continuiamo ad avvelenarci; anche se i pesticidi moderni sono meno tossici, rimangono pesticidi; inoltre se importiamo frutta e verdura da altri paesi, c'è la possibilità che questi paesi usino pesticidi vietati in Europa, quindi non si va da nessuna parte....sono i Governi che devono darsi una mossa, ma gli interessi delle Multinazionali dei fitofarmaci sono immensi......

da cacciaforever 05/05/2014 11.22

Re:La rivoluzione verde è nel piatto

con gli agricoltori bisogna fare finalmente un discorso serio. ok, che sono un comparto primario: mangiare si mangia tutti. ma non dobbiamo essere complici o conniventi con indirizzi gestionali del territorio che poi fanno danni a tutti, non solo alla caccia, non solo alla fauna, ma anche alla nostra salute e al nostro futuro. l'acqua è una risorsa che va ripensata, sia per la quantità divorata dalle moderne pratiche agricole sia per le schifezze che ci vengono immesse, anche a causa dell'agricoltura moderna (pesticidi, fitofarmaci ecc). questa storia poi dei prodotti chimici è una questione che prima la affrontiamo prima diamo una mano ai nostri nipoti. stiamo avvelenando tutto, anche il nostro futuro. dobbiamo smetterla.

da L. Bruni 05/05/2014 10.21