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Editoriale

Dai pomodori alle lampadine


lunedì 5 dicembre 2011
    
Agricoltura energia E' uno dei vanti del nostro bel paese baciato dal sole: grazie a miracolose combinazioni di microclimi particolareggiati, di regione in regione, anzi di provincia in provincia, si raccolgono delizie altrove irriproducibili come il pomodoro di Pachino, la nocciola del Piemonte, le lenticchie di Castelluccio di Norcia o il Fagiolo di Sorana, solo per citare alcuni degli 84 ortaggi che si sono guadagnati la certificazione IGP sul campo, sugli stessi terreni coltivati da centinaia di anni da generazioni di contadini. Produzioni Dop come il Parmigiano Reggiano, il Prosciutto di Parma, le centinaia di etichette di vini di altissima qualità e di olio extravergine d'oliva per tutti i gusti e per tutte le tasche, completano il quadro del patrimonio agro alimentare italiano: una vera e propria punta di diamante per il made in Italy, moltiplicatore della domanda turistica insieme al patrimonio artistico e culturale.
 
Eppure molti paesaggi rurali spariscono inesorabilmente di fronte all'avanzare delle periferie cittadine e su grandi appezzamenti di terreno fioriscono come funghi pale eoliche devastanti per l'ambiente circostante e distese di pannelli solari. E' l'effetto della corsa sregolata alle energie rinnovabili, condotta per lo più da affaristi di ogni sorta e in alcuni casi dagli stessi agricoltori, che cercano nuovi modi per stare sul mercato.

E' un dato di fatto che il maggior margine di crescita lo dà in questo momento il settore dell'energia verde. Pannelli solari installati su serre e appezzamenti di terreno, biomasse, biocarburanti, impianti eolici: un numero sempre maggiore di imprese agricole scelgono di autoprodurre l'energia che serve per far funzionare i propri impianti e, possibilmente, di guadagnare su quella prodotta in eccesso. 
“L'agricoltura vuole essere protagonista degli investimenti sulle rinnovabili, ma senza sacrificare la sostenibilità e la tutela del territorio” si legge in un accurato lavoro sul tema realizzato da Comunicare energia in collaborazione con Coldiretti. E' proprio sul tema della sostenibilità che l'agricoltura intende puntare, cogliendo l'occasione di sfruttare il sistema degli incentivi pubblici per supportare le proprie campagne sulla filiera corta e il biologico (ad esempio con impianti alimentati da biomasse di origine locale), e, al contempo divenire attori importanti sul piano dell'approvvigionamento energetico.  

L' “agroenergia” viene infatti presentata come un'opportunità di sviluppo per le imprese agricole. E i numeri aiutano a capire perché: con 300 mila impianti fotovoltaici installati presso le aziende  agricole (per un totale di 500 MW di energia), 53 impianti per le biomasse solide (573MW), 521 produttori di biogas a 350 MW,   il contributo al bilancio energetico delle rinnovabili agricole, è già del 2,2 % del bilancio energetico nazionale. Ma è soprattutto in prospettiva che il fenomeno mostra tutta la sua potenzialità. Lo scenario previsto da Coldiretti immagina un raddoppio della produzione energetica agricola entro il 2020, stimando la quota di espansione potenziale al 5,9% del fabbisogno nazionale. Negli ultimi anni la crescita del numero e della potenza degli impianti fotovoltaici è avvenuta a ritmi molto sostenuti. Gli impianti esistenti a fine 2008 sono circa cinque volte di più rispetto a quelli installati fino al 2007. Nel 2009 e nel 2010 più che raddoppiano rispetto all’anno precedente: in testa nella produzione energetica solare c'è la Puglia che, con meno di 10 mila impianti, grazie ovviamente alla sua posizione soleggiata, produce il doppio dell'energia della Lombardia, che ne conta quasi 25 mila. Seguono, a sorpresa, altre regioni non particolarmente baciate dal sole, come Emilia Romagna, Veneto e Piemonte.

Ma se le fonti rinnovabili si presentano come qualcosa di estremamente intelligente in grado di abbattere le emissioni tossiche, nel nostro paese, che spesso certo non brilla per lungimiranza, c'è ancora molto lavoro da fare per raggiungere quella sostenibilità tanto agognata, di cui spesso ci si fodera entrambi gli occhi a tutto vantaggio di meri interessi corporativi. In molte zone d'Italia infatti l'agricoltura non è stata aiutata da qualche pannello solare ai margini delle coltivazioni, ma le ha sostituite e sacrificate a fronte di guadagni facili. Per molti agricoltori, vessati dai danni causati da fenomeni atmosferici e specie invasive, e dal crollo del prezzo sui mercati dei prodotti, il ricorso al solare, al di là dei bei discorsi sull'energia pulita, è una comprensibile via d'uscita dopo mille porte chiuse di fronte alle legittime richieste di una maggiore tutela del loro preziosissimo lavoro.

A ciò si aggiungono speculazioni di ogni sorta, che non escludono, purtroppo, le intromissioni da parte della malavita organizzata. Non è un caso che gran parte dei pannelli solari installati siano ancora non integrati ad edifici o altre strutture (condizione niente affatto conveniente vista l'estensione territoriale italiana e la doverosa tutela del paesaggio, vincolo – spesso aggirabile - che giustamente riguarda molte regioni). In Puglia si raggiungono addirittura l'87% di impianti a terra (ovvero circa 15 milioni di metri quadrati di terreno), seguono Basilicata (66%) e Sicilia (56%), tutte regioni ancora fortemente rurali, in cui l'agricoltura costituisce un motivo di orgoglio e un pezzo importante delle tradizioni locali. La situazione cambia al nord dove il rapporto è a vantaggio dei sistemi integrati, con esempi virtuosi come la Valle d'Aosta e il Trentino Alto Adige (regioni da anni convertite al solare domestico) ma anche la Lombardia, con l'89% di pannelli integrati o parzialmente integrati. Scenario simile per l'eolico, fiorito in molte regioni del sud in maniera eccessiva, senza per altro portare vantaggi alle economie locali (le pale sono installate da società private, spesso straniere, che non reinvestono nulla dei loro consistenti introiti nelle zone interessate). Per l'eolico poi si aprono ulteriori problemi che riguardano la salute umana e l'impatto negativo sull'ambiente e sulla fauna selvatica.

Le giuste obiezioni sull'impiego delle rinnovabili non devono farci dimenticare però l'oggettiva importanza di investire risorse e impegno per arrivare ad ottenere energia davvero pulita al minimo dei compromessi possibili. A onor del vero l'Italia sta facendo la sua parte nella fase più importante, quella della progettazione e della ricerca. Come lo studio su celle solari di nuova generazione, molto più efficienti di quelle attualmente in commercio, condotto dalla società pubblica Rse a Piacenza o i nuovi modelli di mini eolico (piazzabile su tetti e pali della luce) lanciati sul mercato dalla ditta torinese Deltatronic.

Non si può far finta di nulla di fronte all'evidenza dei danni prodotti all'ambiente da petrolio e carbone e alla certezza che queste fonti siano agli sgoccioli. Se ne sta accorgendo anche il mercato automobilistico, che inizia a mettere in circolo modelli ibridi sempre più efficenti. Si calcola che entro il 2040 i tre quarti degli spostamenti in auto saranno elettrici. Questo vuol dire che le energie rinnovabili sono per forza di cose destinate a crescere. E che se non si investirà pesantemente sulla scienza su nuove soluzioni meno impattanti, anche che dovremo probabilmente sacrificare altri pezzi del nostro prezioso territorio. E per evitare questo, lo diciamo da cacciatori che si preoccupano di quel  paesaggio antropizzato che per secoli ha “protetto” il nostro patrimonio faunistico, non basterà tutta la tecnologia di questo mondo, se non cominceremo a riflettere sullo sciagurato modello di sviluppo che sta soffocando il pianeta.


Cinzia Funcis

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23 commenti finora...

Re:Dai pomodori alle lampadine

Scusate amici cacciatori, quando appare un' intervento estremista, offensivo, arrogante, diffamatorio ecc. perchè non continuiamo a scrivere delle nostre cose di caccia senza cag...o neanche di striscio. Scendere in basso per rispondere a dei cretini non mi sembra il caso. Diverso è invece discutere con chi ha idee diverse ma mentalità rispettosa. Cordialità

da Gainassa 09/12/2011 14.12

Re:Dai pomodori alle lampadine

Beh,ma è risaputo:il cornuto è l'ultimo a saperlo!Si lamentano per la morte di un animale ma nulla dicono quando si INNEGGIA e ci si AUGURA la morte di esseri umani!Sono sempre le mogli,le figlie,le madri e le sorelle degli altri ad esercitare!

da pietro 2 07/12/2011 13.22

Re:Dai pomodori alle lampadine

ci sono persone che non sanno apprezzare l'ospitalità! entrano in uno scompartimento riservato ai fumatori... solo per lamentarsi del fumo, emettono qualche rantolo inconcludente e poi schiattano e come al solito.... deve intervenire la redazione...

da Fromboliere 07/12/2011 12.48

Re:Dai pomodori alle lampadine

REDAZIONE BIGHUNTER MAGAZINE Commento Rimosso

da Chiediamolo a Clini 07/12/2011 8.33

Re:Dai pomodori alle lampadine

ahhahahhhhahhhhhhh: salvate una pianta, mangiamoci un vegano!!

da Fromboliere 06/12/2011 19.34

Re:Dai pomodori alle lampadine

da quando sono nato a oggi vedo solo peggioramenti di ogni tipo basta guardare lavoro,ambiente,pensioni,caccia,ecc. ecc.siamo in caduta libera che DIO ci aiuti!

da TRINITA' 06/12/2011 19.31

Re:Dai pomodori alle lampadine

X TROLLS&Affini: "la caccia non è un problema serio, nel senso che NON dovrebbe essere tema di discussione politica e sociale in generale." Ma se dici che è 'ORA DI FINIRLA'? come conti che si possa arrivare ad una simile conclusione? Dovrai decidere tu da solo. Allora si che possiamo stare tranquilli! 'Dai pomodori alle cipolle' ... leggiti il trattato del Prof. Cipolla... sulla stupidità... :-)))))))))))))))

da Fromboliere 06/12/2011 14.14

Re:Dai pomodori alle lampadine

Su questo non ci piove caro Pietro...su questo non ci piove.

da enzo972 06/12/2011 13.09

Re:Dai pomodori alle lampadine

C'è un documento dell'ultimo congresso di Legambiente che (con tutte le riserve del caso)per quanto riguarda il mondo ambientalista a me pare il più avanzato. E in ogni caso, in quel contesto sembra proprio che ci sia voglia di discutere di ragionare e di adottare posizioni serie, ragionevoli, meditate. Non sono oro colato, ma intanto là ci sono persone che ragionano. Altrove, pare proprio di no, se si leggono certi interventi di postaioli come "Chiediamolo a Clini". E in ogni caso, da Clini e da Monti (ma anche da Catania) vorrei davvero sapere quali misure intendono prendere sugli argomenti che ci riguardano. In ogni caso, un silenzio su queste cose dimostra ogni ragionevole supposizione che i problemi (dell'ambiente, del patrimonio faunistico e naturale) sono ben altri e anche quelli sono stati ampiamente affrontati al congresso di Legambiente, dove è stata lanciata anche una contromanovra green sulla quale sfido chiunque (cacciatori compresi) a trovarvi controindicazioni.

da Piero B. 06/12/2011 10.59

Re:Dai pomodori alle lampadine

"Sig. Silvano, la caccia "non è un problema serio" nel senso che NON dovrebbe essere tema di discussione politica e sociale in generale.Cosa intendo? Semplice: signori cari siamo nel 2012 quasi ed è ORA DI FINIRLA, visto che tra l'altro ormai è assodato che CREATE danni biologici immani e siete PERICOLOSI per voi stessi e per gli altri. Punto." Che dire se non : Mi compiaccio per il suo alto spirito democratico. I suoi concetti sociali e democratici sono frutto di quali basi ideologiche: L'imporre?

da Silvano B. 06/12/2011 8.45

Re:Dai pomodori alle lampadine

Come disse un comico,egregio enzo,"signori si nasce" e noi,sicuramente,come categoria,rispetto alle loro,"lo nascemmo"!

da pietro 2 05/12/2011 20.34

Re:Dai pomodori alle lampadine

"Quando avranno inquinato l'ultimo fiume, abbattuto l'ultimo albero, preso l'ultimo bisonte, pescato l'ultimo pesce, solo allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nelle loro banche. Toro Seduto" ........ Sempre più attuale....

da Ezio 05/12/2011 20.30

Re:Dai pomodori alle lampadine

questo blog si riempe sempre piu di gente con seri problemi alle spalle,ma trovatevi un obbi magari andate a caccia vedrete che i problemi passano.poveri idioti!!!!!

da skippy 05/12/2011 20.01

Re:Dai pomodori alle lampadine

Mi chiedo come mai delle sottospecie di esseri umani ( come chiediamolo a clini) abbiano ancora la possibilità di venire qui a sputare le loro sentenze mentre noi se vogliamo ribattere in qualche sito animalaro dobbiamo registrarci e superare degli esami. Non che io non voglia confrontarmi con loro,o perggio ancora,sia un anti-democratico,ma solo perchè mi piace sapere chi devo ringraziare. Se il signore in questione avrà degli account falsi( come presumo) allora li userà,e la redazione deciderà il da farsi...se invece avrà delle cose serie da dire..allora ben venga lui e quelli come lui. ma almeno che si metta un filtro altrimenti arrivano tutti qui!

da enzo972 05/12/2011 18.37

Re:Dai pomodori alle lampadine

Sig. chiediamolo...ecc..,noto con dispiacere le sue continue contraddizioni in termini ed idee.1)Afferma che la caccia non dovrebbe essere tema sociale e contemporaneamente che creiamo enormi danni,anzi"immani",biologici e che siamo pericolosi per lasocietà tutta(noi e non ben identificati,forse le vittime di incidenti,altri).2)Ma se per lei il problema è minimo,perchè(già glielo ha fatto notare Silvano)continua imperterrito a frequentare questo blog?Cos'è :masochismo o accanimento terapeutico?3)Forse le è sfuggito qualche articoluccio o notiziola sull'indotto economico (che vuol dire anche lavoro)della caccia.4)La sua apparente calma viene tradita non solo dal numero di interventi su un sito di persone che lei detesta,ma anche dall'improvviso ricorrere a termini offensivi.Il consiglio può seguirlo o meno,non credo cambi la vita o le idee di ognuno di noi,ma:non se la prenda più di tanto,perchè la nostra attività esisterà sempre;mi dia retta cerchi,oltre il dialogo con i cacciatori(sic!)altre forme di interesse!

da pietro 2 05/12/2011 18.33

Re:Dai pomodori alle lampadine

Sig. Silvano, la caccia "non è un problema serio" nel senso che NON dovrebbe essere tema di discussione politica e sociale in generale. Cosa intendo? Semplice: signori cari siamo nel 2012 quasi ed è ORA DI FINIRLA, visto che tra l'altro ormai è assodato che CREATE danni biologici immani e siete PERICOLOSI per voi stessi e per gli altri. Punto. Ah, se cambio nick è solo per puro spirito goliardico, come qualche IDIOTA che sta dalla sua parte. Di essere "riconoscibile" non me ne preoccupo, per il semplice motivo che la cosa è voluta vista che non ho da temere niente e nessuno. Cordialità

da Chiediamolo a Clini 05/12/2011 18.14

Re:Dai pomodori alle lampadine

Quelli come "chiediamolo a Clini" non hanno ancora capito che sono loro e probabilmente solo loro, quando si occupano di caccia, che favoriscono il restante andazzo. La caccia, stranamente lo riconosce anche lui,non è un problema per la conservazione della natura, è solo la foglia di fico dietro la quale si nascondono le peggiori nequizie che quotidianamente si perpetuano nei confronti dell'ambiente. Sicuramente non ha capito che la caccia, pur avendo proporzionalmente pochi discepoli praticanti (ma è sempre stato così, nel mondo) racchiude valori che se utilizzati e sostenuti potrebbero quantomeno aiutare a risolvere i veri, ma VERI problemi ambientali di questo nostro paese. Sfido chiunque, da componente di questa minoranza, a dimostrare che sul territorio ci sono altre componenti della società più disponibili, più attive, più consapevoli nei riguardi della conservazione del patrimonio naturale. Non c'è becco di socio lipu-wwf-eccompagniabriscola che riesca a dedicare proficuamente il proprio tempo per questa causa, come invece lo fanno quotidianamente, tutto l'anno, i cacciatori. Loro, quelli là, tutti chiacchiere e distintivi, sul territorio li vedi solo una volta all'anno, con vistosi cappellini, a far finta di raccogliere le immondizie. Datevi da fare in Campania, andate là e di immondizia ne troverete quanta ne volete, ce l'ha lasciata ben impacchettata il vostro rapprensentante numero uno, quel Pecoraro Scanio che da Ministro dell'ambiente inventò le ormai mitiche ecoballe. Che di eco avevano solo le balle che per anni era riuscito a raccontare, e voi, signori ambientalisti dei miei stivali, voi con lui.

da ghigo 05/12/2011 17.40

Re:Dai pomodori alle lampadine

Perchè "uomo dai mille nikname" se la caccia non è un problema serio come dice, lei ci legge? Gardi che i nikname si possono cambiare quando e quanto si vuole ma il proprio modo di scrivere resta, ed ovunque lo si faccia. Ed il suo è tragicamente inconfondibile.

da Silvano B. 05/12/2011 16.05

Re:Dai pomodori alle lampadine

Ma per lei,chiediamolo....,basta non occuparsi più di icaccia,in Italia,per occuparsi(e magari risolvere)dei "PROBLEMI SERI"?Non me ne voglia,ma lei agli altri problemi aggiunge quelli di un"visionario"!

da pietro 2 05/12/2011 15.31

Re:Dai pomodori alle lampadine

"....IRRISOLUZIONE dei reali problemi ambientali"... Ti sembrerà strano, ma su su questo concordo con te. Che nel nostro sciagurato Paese vi sia sostanzialmente NON volontà o, peggio, malafede, nell'ostinarsi a mantenere lo status quo su determinate, tragiche a volte, urgenze (vedesi dissesto delterritorio) non ci sono dubbi. Però buttarla come al solito sulla "gestione venatoria" panacea di ogni male è, quanto meno, sospetto o di altrettanta malafede. E visto e considerato che siete una MINORANZA, una SPARUTA MINORANZA che si ostina a coltivare un INUTILE E PERICOLOSO SFIZIO, si dovrebbe dire BASTA!!! Una volta per sempre, in modo tale che ciascuno torni ad occuparsi dei PROBLEMI SERI! E problema "serio" in Italia, nel Mondo, NON E' CERTO LA CACCIA che, semmai, crea PROBLEMI di facile risoluzione se solo si volesse.

da Chiediamolo a Clini 05/12/2011 14.38

Re:Dai pomodori alle lampadine

Caro mio, quando i tuoi assistenti psichiatrici proveranno a spiegarlo anche a te, per te sarà troppo tardi. Speriamo che chi ha responsabilità superiori, Crini in testa, ma anche Monti, Catania, Passera, Grilli, se ne rendano conto prima..... Lo dico non per te, che sei irrecuperabile, ma per chiunque, finora a sua insaputa, ha contribuito a ingrassare dei parassiti funzionali al sistema della corruzione, del malaffare, dello spreco, e della IRRISOLUZIONE dei reali problemi ambientali. Amen

da Ghigo 05/12/2011 14.09

Re:Dai pomodori alle lampadine

...........si nascondo i meriti di una genstione venatoria che potrebbe ancora fare di più la differenza............ ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah................... ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah................... ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah....... MA CI CREDETE DAVVERO A QUESTE CAZZATE O LE BUTTATE LI' TANTO PER FAR SCENA??

da Chiediamolo a Clini 05/12/2011 13.23

Re:Dai pomodori alle lampadine

Sante parole! Ma le capiranno? La soluzione sta ovviamente in un nuovo modello di sviluppo, più equilibrato e più equo, a livello mondiale (ma cerchiamo di guardare soprattutto a casa nostra), ma anche in un diverso approccio alle diverse problematiche. E' inutile affrontare il problema naturalistico e ambientale, quando non ci si collegano funzionalmente piani regolatori e piani strutturali del territorio. Quando il petrolio la fa da padrone e gli speculatori edilizi contano più dei geologi. Quando un geologo che fa il presidente di parco se la prende con i cacciatori e non utilizza i suoi poteri per la regimazione dei sistemi tenendo conto del massimo risparmio possibile. Quando in televisione si fa parlare a sproposito un Bonelli (successore di Pecoraro Scanio), ad esempio, che non rappresenta più nessuno e invece si nascondo i meriti di una genstione venatoria che potrebbe ancora fare di più la differenza, soprattutto oggi che mancano i soldi. I cacciatori pagano e non prendono niente nelle tasche degli italiani (perchè questo Berlusconi non l'ha mai detto?); le deliranti idee degli ambientalisti/animalisti costano al contribuente in via diretta (parchi, clientele delle Associazioni ambientaliste) e più di altrettanto in via indiretta (danni all'agricoltura, soluzioni di controllo alternative alla caccia etc. etc). Si può continuare così? Chiediamolo a Monti, chiediamolo a Clini.

da Buffalmacco 05/12/2011 11.19