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Editoriale

PRENDIAMO IL MEGLIO


lunedì 7 febbraio 2011
    
PRendiamo il meglioIn un mondo che spesso fa pensare a un imminente, ineluttabile disastro, le persone con la testa sulle spalle devono fare il possibile per usarla. E usarla bene. Le sfide che ci attendono come abitanti del pianeta sono immani. Ce ne dobbiamo far carico, ognuno per la propria competenza e per il ruolo piccolo o grande che riveste nella società. Lo faremo, lo dobbiamo fare. Ma a noi, che viviamo nella caccia e per la caccia, interessa anche quest’altro micromondo, e vogliamo occuparcene. Dobbiamo occuparcene. Il Senatore Collacchioni, un secolo fa, diceva che in mezzo agli affanni, è bello parlare di caccia.

Per una volta, quindi, dimenticando di guai più grandi, convinti che anche per sostenere la caccia si deve lottare quotidianamente, cerchiamo di darci forza e ricordare a noi stessi quello che spesso, nei momenti di sconforto, non riusciamo ad apprezzare. Anche perché, per raggiungere l’obiettivo, è indispensabile avere ben chiari i nostri punti deboli ma anche valorizzare i nostri punti di forza. E a noi, al nostro mondo, di sicuro non  mancano.

Partiamo dallo spirito. Dai nostri sentimenti. Giustizia, onestà, onorabilità, rispetto fanno parte del nostro modo di essere. Lo testimonia la nostra licenza di caccia. Se non fosse così, non ce l’avrebbero concessa. Siamo persone rispettabili. E ne dobbiamo andare fieri.

Siamo persone responsabili. Consapevoli di usare un arma. Chi contesta la nostra pericolosità lo fa sulla base di elementi inconsistenti. Sciare, cercare funghi, ad esempio,  sono attività molto più pericolose della nostra. Lo dicono le cronache, lo dicono i dati.

Andiamo a caccia negli scenari più ricchi di cultura del mondo. Il paesaggio è da millenni a nostra dimensione, modellato dal nostro ingegno, estratto dalle viscere della natura che a volte è madre, ma spesso è matrigna.

Il nostro impegno di cacciatori ha difeso un patrimonio faunistico che tutti ci invidiano. Dove non si pratica la caccia, spesso l’incuria, l’ingordigia speculativa, un ambientalismo di maniera producono il deserto. Altro che tutela dell’ambiente. Lo si capisce bene dal rapporto dell’ISPRA, che contrariamente a quanto ci vogliono far credere, non prevede l’attività venatoria fra quelle che mettono a rischio la biodiversità. E questo lo dobbiamo sostenere a gran voce.

Nonostante tutto, nonostante le campagne anticaccia messe in atto con virulenza da più parti politiche, abbiamo un sessanta per cento degli italiani che - se non ci apprezza appassionatamente - quantomeno non ci disprezza. Anzi, sono in molti moltissimi a professarsi nostri amici. Il nostro impegno dovrà essere quello di convincere l’altro quaranta per cento a capire l’importanza della nostra presenza sul territorio.

In Parlamento abbiamo ben  centotrenta fra deputati e senatori che ci sostengono ufficialmente. Contro di noi registriamo solo alcune decine di scalcagnati, spesso in contraddizione fra loro. La senatrice Poretti, radicale, mentre ci avversa in tutti i modi perché siamo minoranza nella società, ci accusa di aver imposto in Toscana una legge ultra permissiva. Dimentica però di dire che quella legge è stata fortemente voluta dagli agricoltori e dallo stesso presidente della Regione. E soprattutto, è stata approvata quasi all’unanimità (se non andiamo errati, su sessantacinque consiglieri, con la sola astensione di un verde e con il voto contrario di un rappresentante di rifondazione comunista). Caso eccezionale anche in Toscana. L’onorevole Giammanco, berlusconiana, discepola della ministra rossa animal friendly, mentre si strappa i capelli per le vittime della caccia, giura che nessun rappresentante della maggioranza ha mai avanzato proposte estremiste a favore dell’attività venatoria. Perché non ci spiega allora, poverina, come mai la proposta Orsi, fino a prova contraria suo collega di partito, giace lì, negletta, in commissione ambiente del Senato, a causa anche degli strali dei suoi accoliti Brambilladipendenti? Perché non la sostiene, la Giammanco? Perché non la fa sostenere dai suoi, invece di sottoscrivere mozioni di fuoco contro qualsiasi modifica della legge?

Abbiamo un associazionismo spumeggiante. Anche se, fra di noi, ci accusiamo a vicenda di non fare abbastanza. O di sprecare le nostre energie per sostenere l’insostenibile. Ognuna della decina e più di associazioni, fra riconosciute e non riconosciute, raccoglie migliaia e migliaia di attivisti. Un grande patrimonio. Non c’è categoria che possa vantarne altrettanti. Pensate un po’ se invece di dividersi sui dettagli, questi nostri animatori si unissero sui principi.   Un unico ideale, un unico obiettivo, un unico coordinamento. La caccia in Italia, si sa, non ha un’anima sola. Sull’arco alpino la si intende in maniera diversa che in Sicilia. In Calabria si fa fatica a introdurre i concetti dell’Alto Adige. Ma anche questa è una ricchezza. Pensate, per un momento, agli Ambiti territoriali di Caccia (ATC). A Cremona se ne contano sette, a Piacenza  diciassette, mentre a  Pistoia ce n’è solo uno. A Bolzano invece ci sono otto distretti, ma ogni comune ha una sua riserva con rigidi regolamenti: in sostanza, vi possono cacciare solo i residenti nel comune. In Puglia, escluso Foggia, che ne ha due, le altre province ne contano solo uno a testa. Una mappa variegata, come si vede, ma che dimostra una cosa importante. Aldilà delle consuetudini, delle situazioni faunistiche e venatorie, la gestione della fauna, dei territori di caccia, dell’ambiente favorevole al passaggio e alla sosta degli animali selvatici, è di nostra stretta competenza. Siamo noi che possiamo fare la differenza. E si vede. In molte aree a parco o comunque interdette alla caccia - e sono sicuramente più di un terzo del territorio italiano – ci si trova di fronte a situazioni faunistiche e ambientali a volte disperate. Mentre i nostri “Ambiti” sviluppano realtà ecologiche sicuramente più coerenti. Pensiamo per un attimo cosa potrebbero essere anche le aree a parco se ci consentissero di fornire la nostra esperienza, la nostra competenza,, la nostra dedizione anche in quelle zone. Per ora non ci è consentito di dire la nostra, ma noi ci dovremo adoperare fortemente  per entrare a far parte anche degli organi amministrativi dei parchi. In un modo o nell’altro. Qualcuno, alla chetichella, l’ha già fatto. E’ un buon segno. E ne dovremo essere orgogliosi.

Per questo, insieme al rinnovato impegno a difesa delle nostre tradizioni, della nostra storia, del nostro patrimonio umano che si applica con dedizione alla salvaguardia del comune bene ambientale, dobbiamo essere orgogliosi di vivere da protagonisti una vicenda, quella venatoria, che nella varietà delle sue espressioni riserva ancora gioie, emozioni, speranze.

 
Piero Galigan 
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14 commenti finora...

Re:PRENDIAMO IL MEGLIO

Se le associazioni venatore voglioni dire e proporre cose più serie in materia di effetto serra, energia, uso delle risorse, consumo del suolo, politica agricola comunitaria, che cosa gli lo impedisce ? Troppo difficile suonare un'altra campana ? O bastano gli opuscoli ekoclub sul cerino da non buttare acceso nel bosco , tanto per lavarsi la coscienza ?

da ginoilcoerente 30/09/2013 18.04

Re:PRENDIAMO IL MEGLIO

Se le associazioni venatore voglioni dire e proporre cose più serie in materia di effetto serra, energia, uso delle risorse, consumo del suolo, politica agricola comunitaria, che cosa gli lo impedisce ? Troppo difficile suonare un'altra campana ? O bastano gli opuscoli ekoclub sul cerino da non buttare acceso nel bosco , tanto per lavarsi la coscienza ?

da ginoilcoerente 30/09/2013 18.01

Re:PRENDIAMO IL MEGLIO

Ha tutti i cittadini Italiani possessori d'armi, i nostri colleghi e confinanti Svizzeri hanno dimostrato di avere le pa..e grandi quanto la Luna, i vari cantoni anno abrogato il referendum ANTI ARMI, abbiamo molto da imparare da i nostri vicini Svizzeri in materia di leslazione in fatto di armi, questo vale per insegnamento ai nostri signori Parlamentari Italiani! (ANSA) - GINEVRA, 13 FEB - No in Svizzera al referendum per il bando delle armi militari dalle case: una maggioranza di cantoni ha infatti gia' bocciato il testo dell'iniziativa popolare 'Per la protezione dalla violenza perpetrata con le armi'. In Svizzera, per essere approvate, le iniziative devono ottenere la doppia maggioranza dei cantoni (26 in tutto) e dei votanti e secondo i risultati definitivi di 18 cantoni, l'iniziativa sulle armi e' stata gia' respinta da 14 e approvata in quattro. Loro in casa detengono armi da guerra cioè a raffica, e qua fanno una legge dove definiscono ancora munizione da guerra il 9mm Parabellum, ma buttiamoli fuori questi parassidi della P.A. "A CASA NULLA FACENTI".

da Francesco G. 13/02/2011 23.11

Re:PRENDIAMO IL MEGLIO

Ottimo sig. Galigan, c'è poco da aggiungere al buonenso che trabocca dal suo scritto, e ad essere sincero non me la sento di contrapporre questa sua, allo schifo del Palazzo.Saluti.

da Giovanni59 12/02/2011 14.31

Re:PRENDIAMO IL MEGLIO

Forza! E' il momento giusto. Un po' di coraggio. E' meglio perdere qualche tessera o qualche voto, piuttosto che vedere la caccia immiserire giorno dopo giorno. Le associazioni venatorie si diano da fare. Si mettano tutte insieme, discutano ma trovino poi una sintesi. Passo dopo passo, forse si arriva anche a far capire che non c'è bisogno delle deroghe per cacciare i fringuelli. Basta dimostrare che siamo persone serie, corrette, evolute. Persone che vogliono il bene della fauna selvatica e dell'ambiente. E quelli che sono già in parlamento o nei consigli regionali, o in Europa, restino pure ne partito d'appartenenza, ma facciano squadra tutti insieme, al di sopra degli stessi partiti d'appartenenza. Berlato, Carrara, cercate il dialogo. Ci guadagnerete anche voi.

da Rob. Verdiani 11/02/2011 11.22

Re:PRENDIAMO IL MEGLIO

Mi pare che qualcosa cominci a funzionare. L'operazione Finzi/Face ha messo in evidenza che fino ad oggi c'è stata molta ignoranza sulla caccia. E una vergognosa strumentalizzazione. Alla Brambilla, non più adatta al bungabunga, hanno messo la museruola. Gli sciacalli del dolore, come li ha definiti giustamente BigHunter, sono stati messi al loro posto da un'azione efficace e sintonica fra Galan, Carrara, Face, Federcaccia, Cncn, giornalisti e stampa. Il RE-NUDO e i cortigiani indaffarati a nasconderlo hanno fatto il resto. Con un'opposizione scaraffata che sarebbe bene che pensasse un po' di più ai rifiuti di Napoli, alle infiltrazioni della camorra e a difendere noi poveri cacciatori che neanche più l'Ispra annovera fra le cause di rischio per la biodiversità. Perchè questo Della Seta, Realacci, Ciarafoni, Veneziano non lo dicono?

da Ilpiùsanohalarogna 11/02/2011 10.14

Re:PRENDIAMO IL MEGLIO

ORGOGLIO PERCHE' L'AMIAMO, ONORE PERCHE' LA DIFENDIAMO!! W LA CACCIA!!!!!!!!

da berettaA301 09/02/2011 14.45

Re:PRENDIAMO IL MEGLIO

A Torre del Lago Massaciuccoli, da quando hanno costituito il Parco, tutto quel bendiddio di uccelli che arrivavano soprattutto a primavera, non si vedono più. Prima c'erano i chiari che i cacciatori tenevano come un giardino e che invogliavano alla sosta. Adesso, l'incuria, il degrado, l'inquinamento sono merce corrente. E addio folaghe, addio moriglioni, addio stuoli infini di marzaiole e uccelli di primavera. Pittime, gambettoni, combattenti, piripiri, pettegole,.... ADDIO! Si vede qualche cavaliere d'Italia e con questo biglietto da visita gli impuniti protettori della natura salvano la faccia. Vi pare giusto?

da G. Caterini 09/02/2011 8.36

Re:PRENDIAMO IL MEGLIO

Complimenti Piero bellissime righe le tue sarebbero da pubblicare nei giornali.W LA CACCIA!

da NASO 08/02/2011 15.14

Re:PRENDIAMO IL MEGLIO

è indubbio. ma sarebbe opportuno dimostrarlo. perchè ognuno di noi non prova a fare un minimo di sopralluogo nei parchi e nelle aree protette che ha a portata di mano, e ne notifica le carenze, magari riportandole su questo sito o notificandole in via riservata direttamente alla redazione di Big Hunter? Comiciamo noi a denunciare gli sprechi, il malgoverno, l'inutile dispendio di risorse. Come diceva quel tizio, scava scava, qualche cosa resterà.

da topo tip 07/02/2011 16.21

Re:PRENDIAMO IL MEGLIO

una curiosita', ho fatto una passeggiata nel parco nazionale d'abruzzo dove una volta si poteva cacciare e non ho trovato traccia di lepri.Nel territorio immediatamente a confine dove si caccia,ci sono.Questo dimostra che gestiamo meglio noi la fauna e territorio.

da toni 07/02/2011 15.25

Re:PRENDIAMO IL MEGLIO

intanto continuano a offenderci. Un certo mauro furlan se la prende con noi su Libero.it, ripetendo le cavolate che circolano

da F. Ramucci 07/02/2011 14.45

Re:PRENDIAMO IL MEGLIO

w la caccia

da gino 07/02/2011 10.22

Re:PRENDIAMO IL MEGLIO

Aggiungerei che tutto quello che facciamo per la selvaggina e per la campagna lo facciamo gratis. Mentre altri, anche quelli che si professano ambientalisti, non fanno altro che mungere una mucca, lo Stato, che non ha piu un goccio di latte da dare.

da Milko S. 07/02/2011 10.20