HomeCacciaCaniFuciliNatura
Editoriale | Blog | Eventi | Meteo | Foto | I Video | Sondaggi | Quiz | Forum | Le Leggi | Parlano di noi | Amici di Big Hunter | Amiche Di Big Hunter | Downloads | Fresco di Stampa | Solo su Big Hunter | Tutte le news per settimana | Contatti | BigHunter Giovani |
  Cerca
L'AGNELLO E LA CICORIA PER ELISA - La dolce passione di una cacciatrice di carattere SOSTIENE LARA LUPO, QUANTO CI COSTI A UN PASSO DAL PARADISO - Dopo l' ISPRA ecco l'ONCFS francese ISPRA: C'ERA UNA VOLTA IL LABORATORIO PER NON PERDERE LA TRAMONTANA C'ERA UNA VOLTA... LUPO: CHE BOCCA GRANDE CHE HAI!!! Altro che caccia. Ecco quali sono le vere infrazioni italiane TABU' LUPO FIRMAMENTO SOCIAL ALTRO CHE CACCIA! E' L'HABITAT CHE RISCHIA GROSSO LUPO. ATTENDIAMO LUMI CHI DICE PARCHI DICE PORCHI, E... NOTERELLE SUL CANE DA CACCIA Cos’è la caccia La ri-proposta Cuore di beccaccia Cacciatori in Europa. Un'azienda da 16 miliardi LA GRANDE CUCINA DELLA SELVAGGINA Una bella scoperta CARI AMBIENTALISTI, NON SI COMINCIA DALLA CODA Osservatori regionali, avanti! Ungulati: una risorsa preziosa La mia prima volta al cinghiale: onore alla 110! Il cinghiale nel mirino. Braccata e selezione: una convivenza possibile ANIMALISTI. LA DEBOLEZZA DEI VIOLENTI TORDI TORDI STANNO TUTTI BENE ETERNA APERTURA TANTE MAGICHE APERTURE CI SIAMO! LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE LA SANA DIETA DEL CACCIATORE CELESTE ANCH'IO CACCIO MIGRATORIA, MA DI CHI? Biodiversità e specie opportuniste: l'esempio francese REWILDING ECONOMY – IL PASSATO PROSSIMO VENTURO Lasciate la carne ai bambini Uccellacci e uccellini, chi ce la fa e chi.... CINGHIALI D'UNA VOLTA DATEMI UN'APP, SOLLEVERO' L'ISPRA MONTAGNA, 22 ANNI DOPO Elegia per un vecchio signore LA GRANDE BUFALA Animali & Co: un problema di comunicazione LUPO O CINGHIALE? Papa Francesco: gli animali dopo l'uomo Le allodole, mia nonna e le vecchiette La caccia e gli chef UNGULATI CHE PASSIONE PARCHI E AREE PROTETTE: ECCO LA FRANCIA Le beccacce e il lupo QUESTIONE DI PROSPETTIVA La cinofilia ufficiale. Parte seconda con scuse PROBLEMA LUPO Bisturi facili. Cuccioli? No grazie Perché ho scelto il setter inglese? Galletti fa mea culpa Questa è la cinofilia ufficiale C'era una volta il cinghiale Bracconieri di speranze Gip, amor di cacciatore. Il piccolo francese SAVETHEHUNTERS, MATTEO TROMBONI SFIATATI I sistemi elettronici di addestramento GUANO CAPITALE In principio era una Dea C'era una volta l'orso bianco che campava di caramelle UNA TERRA DIVERSA MEMORIE. Da regina a regina informAZione? Iniziazione del cucciolone UNIONE AL PALO? LA PARABOLA DI CECIL CROCCHETTE VEGANE L'ecoturismo fa danni ALLODOLE PER SEMPRE TRUE LIES CI SIAMO? Natura. Madre o matrigna? LA CACCIA, PROTAGONISTA INCONFESSATA DI EXPO UN’APERTURA DA FAVOLA I cuccioli di oggi MACCHE' PREAPERTURA CACCIA, PROVE E VARIA UMANITA' Emergenza cinghiali ovvero: la sagra delle chiacchiere FORMAZIONE, FORMAZIONE! I cani da ferma oggi Arlecchino o Pinocchio? LA SANZIONE DELLA VERGOGNA Prima informarsi, poi farsi un'opinione Effetto Flegetonte Il cane domestico (maschio) Il valore della caccia Chi è diavolo, chi acquasanta? CANDIDATI ECCELLENTI PUBBLICO O PRIVATO? LA FRANCIA E I MINORI A CACCIA REGIONALI 2015: SCEGLIAMO I NOSTRI CANDIDATI Caccia vissuta “Se questa è etica” QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO Le contraddizioni dell'Expo QUESTIONE DI CORPO L'ultimo lupo e l'ignoranza dei nostri soloni Calendari venatori: si riparte DOVE ANCORA MI PORTA IL VENTO LUCI E OMBRE DI UN PROGETTO CANE DA FERMA: ADDESTRIAMOLO PURE, MA CON GIUDIZIO CHIUSO UN CICLO... A patti col diavolo... e poi? BIGHUNTER'S HEROES: LE MAGNIFICHE CACCE DI LORENZO MISTERI DELLA TELE CANI E BECCACCE: UN RAPPORTO DIFFICILE E' IL TORDO CHE TARDA. MA GALLETTI NON LO SA Tordi e beccacce tra le grinfie della politica Donne cacciatrici piene di fascino predatorio Italiani confusi su caccia e selvaggina Storia di una particella cosmica Vegani per moda Anime e animali MUSICA E NUVOLE L'uomo è cacciatore: parola di Wilbur Smith CHI LA VUOLE COTTA, E CHI.... Nutria: un caso tutto italiano - un problema e una risorsa ZIZZAGA, GALLETTI, ZIZZAGA! E se anche le piante provassero dolore? PASSO O NON PASSO, QUESTO E' IL DILEMMA Momenti che non voglio scordare Anticaccia? Parliamone CACCIATRICI SI NASCE. UN'APERTURA AL TEMPO DELLE MELE CATIA E LA PRIMA ESPERIENZA CHIARI AVVERTIMENTI PIU' VIVA E PIU' AMATA ECCE CANEM DE ANIMALISTIBUS ovvero DEGLI ANIMALISTI IL CATALOGO E' QUESTO.... CINOFILIA E CINOTECNIA QUALCHE SASSO IN PICCIONAIA ISPRA. UN INDOVINO MI DISSE... MIGRATORI D'EUROPA L'ipocrisia anticaccia fomenta il bracconaggio MIGRATORISTI GRANDE RISORSA Fauna ungulata e vincolismo ambientale Decreto n. 91 del 24 giugno 2014: CHI PIANGE PER E CHI PIANGE CONTRO Ai luoghi comuni sulla caccia DIAMOCI UN TAGLIO SPENDING REVIEW, OVVERO ABBATTIAMO GLI SPRECHI DOPO LE EUROPEE: VECCHI PROBLEMI PER NUOVE PROSPETTIVE Biodiversità: difendetela dagli ambientalisti GUARIRE DALLA ZAMBILLA Le specie invasive ci libereranno dall'animalismo EUROPEE: SCEGLIAMOLI BENE La rivoluzione verde è nel piatto La caccia al tempo di Facebook SOSTIENE PUTTINI: Pensieri e sogni di un addestratore cinofilo a riposo COSE SAGGE E MERAVIGLIOSE AMBIENTE: OCCHIO AL GATTOPARDO C'ERO UNA VOLTA ALL'EXA QUESTA E' LA CACCIA! EUROPA AL RISVEGLIO TOPI EROI PER I BAMBINI DELLA BRAMBILLA CACCIA LAZIO: quali certezze? ISPRA, I CALENDARI QUESTI SCONOSCIUTI UNITI PER LA BIODIVERSITÀ E LA CACCIA SOSTENIBILE LO DICO COL CUORE IL LUPO E' UN LUPO. SENNO' CHE LUPO E' I veri volontari dell'ambiente DIAMOGLI CREDITO PROMOZIONE GRATUITA PENSIERINI DEL DOPO EPIFANIA Ambientalisti italiani, poche idee ma confuse Anche National Geographic America conquistato dalle cacciatrici Più valore alla selvaggina e alla caccia Il cinghiale di Colombo Porto di fucile - NON C'E' MALE! PAC & CACCIA LILITH - LA CACCIA E' NATURALE Effetto protezionismo Ispra: il caso beccaccia Il grande bluff dei ricorsi anticaccia COME FARE COSA FARE Supermarket society Romantica Tipi di comunicazione: C'E' MURO E MURO Ambientalisti sveglia! Crisi e Parchi, è l'ora di scelte coraggiose SPRAZZI DI SERENO POINTER E NON PIU' SOGNO DI CACCIATORE UN CLICK E SEI A CACCIA FINALMENTE SI SCENDE IN CAMPO RIPRENDIAMOCI LA NOSTRA DIGNITA' DI CACCIATORI LA FAUNA SELVATICA: COME UN GRANDE CARTOON ALLA FIERA DELL'EST VOGLIO UNA CLASSE DIRIGENTE MODERNA IL NUOVO PARTITO DEI VECCHI TROMBATI “Caccia è cultura, amore e tradizione” L'assurda battaglia al contenimento faunistico CACCIA PERMANENTE CACCIATORI DIVISI Partiamo dalla Toscana ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia C’ERA UNA VOLTA… I cacciatori nel regno delle eterne emergenze Gli ambientalisti e la trave nell'occhio Addio alle rondini? L’Europa “boccia” l’articolo 842 (e la gestione faunistica di Stato) ITALIA TERRA DI SANTI, POETI... SAGGI..... SUCCEDE ANCHE QUESTO BASTA ASINI AMBIENTALISMO DA SALOTTO E CONTROLLO DELLA FAUNA Siamo tutti figli di Diana TOSCANA: ALLEVAMENTO DI UNGULATI A CIELO APERTO ALLARME DANNI DANNI FAUNA SELVATICA: Chi rompe paga… STALLO O NON STALLO CI RIVEDREMO A ROMA “L'ipocrisia delle coscienze pulite” UN DIFFICILE VOTO INTELLIGENTE SALVAGENTE CINGHIALE CACCIA DIECI VOLTE MENO PERICOLOSA DI QUALSIASI ALTRA ATTIVITA' ZONE UMIDE: CHI PAGA? Lepri e lepraioli QUESTA SI CHE E' UN'AGENDA SPENDING REVIEW E CERTEZZA DELLE REGOLE La Caccia, il futuro è nei giovani – Un regalo sotto l’albero A SCUOLA NON S'INVECCHIA I nuovi cacciatori li vogliamo così NEORURALI DE NOANTRI FRANCIA MON AMOUR LA CACCIA E' GREEN? Stupidità... stasera che si fa? NUOVA LINFA PER LA CACCIA TERRA INCOGNITA L’Italia a cui vorrei fosse affidata la caccia La marcia in più della selvaggina EPPUR SI MUOVE COLLARI ELETTRICI: LECITI O ILLECITI? DIVERSA OPINIONE IN PRIMA PERSONA PER DIFENDERE IL PATRIMONIO NATURALE Opinioni fuori dal coro - VACCI TU A MANNAIL!!! A CACCIA A CACCIA!!! PROVOCAZIONI Estate di fuoco MISTIFICAZIONI SICUREZZA A CACCIA, PRIMA DI TUTTO Sostenibili e consapevoli! COLPI DI SOLE COLPI DI CALORE Aiutati che il Ciel ti aiuta! Insieme saremo Forti! TECNOCRATI? NO ESPERIENTI LA RICERCA DIMENTICATA PARCHI: RIFORMA-LAMPO DE CHE'! Orgoglio di contadino Campagna o città? CACCIA: UNA RISORSA PER TUTTI. PRENDIAMO ESEMPIO DAGLI ALTRI CALENDARI VENATORI CON LEGGE REGIONALE: UN'OPINIONE CHE FA RIFLETTERE CONFRONTO FRA GENERAZIONI LA CACCIA CHE SI RESPIRA Rapporto Lipu: specie cacciabili in ottima salute GLI SMEMORATI DI COLLEGNO MUFLONE E CAPRIOLO IN ASPROMONTE: un sogno o una possibile realtà? Piemonte: Salta il camoscio/tuona la valanga... DELLE COSE DELLA NATURA Cultura Rurale: una soluzione per far ripartire l'Italia Il nodo delle specie aliene che fa capitolare gli ambientalisti LA CACCIA NELLA STORIA, PASSIONE E NECESSITÀ PAC IN TERRIS UCCELLI D'EUROPA GIRA GIRA..... STORIA SEMPLICE DI UNA CACCIATRICE LAMENTO DI UN GIOVANE ERRANTE PER LA CAMPAGNA TOCCA A NOI! CRISI. SOLUZIONE ALLA GRILLO IL SENSO DELLA CACCIA DI SILVIA VERITA' E CERTEZZA DEL DIRITTO PROCEDURE D’INFRAZIONE E DEROGHE: UN CONTRIBUTO ALLA CHIAREZZA BECCACCE DI BEFANA CACCIA, FASE DUE PROVOCAZIONI DI FINE D’ANNO RICERCA RICERCA SPIGOLATURE DI NATALE Dai pomodori alle lampadine LA RUMBA DEL CINGHIALONE NON ERA AMORE Finalmente autunno Il paradosso dell'Ispra IL PIANETA DEI CACCIATORI Le caste animali A CACCIA ANCHE DOMANI A CACCIA SI, MA DOVE? ORGOGLIO DI CACCIATORE Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei FINALMENTE A CACCIA APRE LA CACCIA! Amico cacciatore, guarda e passa Riforma sui Parchi in arrivo? E i cuccioli umani? MEDITATE, AMBIENTALISTI, MEDITATE LA FARSA DEI CALENDARI Armi, la civiltà fa la differenza Il Pointer e la caccia Col cane dalla notte dei tempi Contarli, certo, ma come? Questa è una passione! IL PENTOLONE LA LOGICA DELLA PICCOLA QUANTITA' SOLDI E AMBIENTE. DIECI DOMANDE NON SOLO STORNO QUEL CHE RESTA DELLA CACCIA AGLI ACQUATICI La lezione di Rocchetta di Vara BASTA CON LA STERPAZZOLA CON LO SCAPPELLAMENTO A DESTRA MIGRATORI TRADITI CORONA L'ERETICO Cacciatori e Agricoltori, due facce della stessa medaglia Deroghe: non è una missione impossibile AMBIENTALISMO E' CULTURA RURALE Sei il mio cane ALLE RADICI DELLA CACCIA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO: IMPORTANTE SENTENZA A FAVORE DELLA CACCIA COME DIREBBE LO STORNO, DEL DOMAN NON V'E' CERTEZZA... BOCCONCINI PRIMAVERA CACCIA, PASSIONE, POCHE CHIACCHIERE COMUNITARIA: RIMEDIARE AL PASTICCIO QUESTIONE DI CALENDARIO LA BAMBINA CHE SOGNAVA LA CACCIA PRENDIAMO IL MEGLIO BELLEZZA E AMBIENTE. LA NOSTRA RICCHEZZA TUTTI A TAVOLA RIFLETTERE MA ALLO STESSO TEMPO AGIRE LA CACCIA SERVE. ECCOME! METTI UNA SERA A CENA Urbanismo e Wilderness: un confronto impari CONFESSIONI DI UNA TIRATRICE DI SKEET GIOVANI, GIOVANI E ANCORA GIOVANI IL CAPRIOLO POLITICO NO - Per una visione storicistica della caccia in Italia Accade solo in Italia? L’ambientalismo tra ecologia profonda e profonda ignoranza FRA STORIA E ATTUALITA' Non sono cacciatore ma la selvaggina fa bene. Intervista a Filippo Ongaro “Solo” una passione Tra ideologia e strategia politica IL CATALOGO E' QUESTO TORNIAMO A SVOLGERE UN RACCONTO DA DONNA A DONNA: IL MALE DEL TURISMO. Lettera aperta di Lara Leporatti al Ministro Brambilla Italiani ignoranti della caccia CACCE TIPICHE E VITA IN CAMPAGNA Ed il giorno arriva DEROGHE E CACCIA ALLA MIGRATORIA: DA RISOLVERE. UNA VOLTA PER TUTTE! PRE-APERTURA DI CREDITO Domani sarà un altro giorno MIGRATORIA E SELEZIONE Alcune riflessioni sulla caccia in Italia Divagazioni per una rivoluzione culturale La senatrice Adamo va alla guerra PERCHE’ NON SCENDI, PERCHE’ NON RISTAI? ( versi di G. Carducci) Calendari venatori. Le bugie degli ambientalisti Un'arte chiamata caccia AREZZO SCONFESSA LA BRAMBILLA Animalismi e solitudini In un vecchio armadio STAGIONE VECCHIA NON FA BUON BRODO Belli, matti ed inguaribili SIAMO LIGURI! Ieri, mille anni fa, io caccio Cosa mangiano gli animali degli animalisti? SCIENZA, CONOSCENZA, CULTURA C'ERA UNA VOLTA UNA SCIMMIA MOVIMENTO STATICO, ANZI NO, REGRESSIVO ORSI. COMUNITARIA. PROVVEDIMENTO ZOPPO MA CON SICURO VALORE SIMBOLICO Aerei e trasporto munizioni - La situazione della caccia oggi: “Io speriamo che me la cavo” ALL'ARIA APERTA! Contro ogni tentazione. PORTIAMOLI A CACCIA IPSOS FACTO! DIAMOCI DEL NOI IN FINLANDIA SI', CHE VANNO A CACCIA! RIFLESSIONI DI UN PEONE IL PAESE PIU' STRANO DEL MONDO Fuoco Amico PER UNA CULTURA RURALE. MEGLIO: PER UNA CULTURA DELLA CACCIA CHE AFFONDA LE SUE RADICI NELLA TRADIZIONE RURALE E Jules Verne diventò anticaccia CULTURA RURALE E CULTURA URBANA A CONFRONTO L'Enpa insulta i cacciatori SELVAGGINA IN AIUTO DELL’ECONOMIA America: un continente di vita selvaggia LA LIBERTA’ DI STARE INSIEME A chi giova la selezione LA CACCIA COME LA NUTELLA? LUPO, CHI SEI? Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no? TOSCANA: ARRIVA LA NUOVA LEGGE A caccia con L'arco... A caccia con la storia... Interpretazioni e commenti di nuova concezione 10 domande ai detrattori della caccia IL BRIVIDO CHE CERCHIAMO La caccia come antidoto alla catastrofe climatica Per una educazione alla natura E' IL TEMPO. GRANDE, LA BECCACCIA IL CAPRIOLO MANNARO CONSIDERAZIONI E PROPOSTE PER IL FUTURO DELLA CACCIA IN ITALIA Caccia - anticaccia: alla ricerca della ragione perduta Allarmismo e vecchi trucchetti Ancora Tozzi ? REALISMO, PRIMA DI TUTTO Le invasioni barbariche APERTURA E DOPO. COSA COME QUANDO Piombo e No Toxic: serve un nuovo materiale per le cartucce destinate agli acquatici Di altro dovremmo arrabbiarci I GIOVANI E IL NUOVO AMBIENTALISMO Cinofili, cinologi e cinotecnici Un rinascimento ambientale è possibile Gelosi e orgogliosi delle nostre tradizioni LA CACCIA SALVATA DALLE DONNE? Nuovo catalogo BigHunter 2009 – 2010: un omaggio all' Ars Venandi Tutto e il contrario di tutto DALL'OLIO: UNITA' VO' CERCANDO... IL VECCHIO CANE: RICORDIAMOCI DI TUTTE LE GIOIE CHE CI HA DONATO La voce dei protagonisti sui cinghiali a Genova Tutti insieme... magicamente Ambiente: una speranza nella caccia SOLO SU BIG HUNTER: DALL’OLIO, PRIMA INTERVISTA La Caccia ha bisogno di uomini che si impegnano LA COMUNICAZIONE NON E' COME TIRARE A UN TORDO Il capanno: tra architettura rurale e passione infinita DONNE ...DU DU DU... DI-DI-DI I..... IN CERCA DI DIANA EUROPA EUROPA VICINI ALLA VERITA' Beccaccia sostenibile CACCIA E SOCIETA' Wilbur Smith, scrittore da best seller innamorato della caccia BAGGIO, CON LA CACCIA DALL’ETA’ DI CINQUE ANNI PARLAMENTO EUROPEO - Fai sottoscrivere un impegno per la caccia al tuo candidato CACCIA ALL'ORSI ORGOGLIOSI DI ESSERE CACCIATORI UN DOCUMENTARIO SENZA SORPRESE, ALMENO PER I CACCIATORI Ridiamo il giusto orgoglio al cacciatore moderno e consapevole Il cane con il proprio olfatto è il vero ausiliare dell'uomo, anche oltre la caccia. 157: PENSIERI E PAROLE MA COS'E' QUESTA CACCIA? 157 CACCIA: LA SINTESI ORSI E' UNA BOZZA DI DISCUSSIONE MIGLIORARE LE RAZZE? SI PUO’ FARE CINGHIALI CHE PASSIONE La cultura cinofila ATC DIAMOCI DA FARE Il vitello che mangi non è morto d'infarto! Ripensare la caccia? PER UN FUTURO DELLA CACCIA QUANTO CI COSTI, BELLA TOPOLONA PUCCINI CACCIATORE E AMBIENTALISTA ANTE - LITTERAM Un nuovo corso per gli ungulati Siamo noi le Giubbe Verdi Ruralità e caccia fra cultura, tradizione ed economia Rilanciamo il consumo alimentare della selvaggina La caccia secondo Giuliano, umorista de La Repubblica Questa è la caccia Il cane oggetto: attenzione alla pericolosa tendenza della civiltà dei consumi La cinegetica e la caccia col cane Gestione e tradizione BASTA TESSERE AMAR...TORD E il beccafico perse la via del nord Dimostriamo credibilità Apertura passione serenità editoriale - Fucili italiani come le ferrari Orgoglio di Cacciatore I Tordi e le Beccacce La Caccia è Rock

Editoriale

DANNI FAUNA SELVATICA: Chi rompe paga…


lunedì 11 marzo 2013
    
Da sempre i proverbi hanno accompagnato il corso della storia, i proverbi sono frutto di saggezza popolare, nascono dall’esperienza dell’uomo nella vita di tutti giorni. Il proverbio rappresenta la saggezza dei vecchi ed è senz’altro una saggezza che merita di essere tramandata ai giovani. Fatta questa piccola premessa su un vecchio proverbio “Chi rompe paga…..ed i cocci sono suoi” credo che potrebbe calzare anche in tema di eventuali responsabilità su aspetti legati anche  alla gestione faunistica ed al controllo delle specie problematiche.

Come in tutte le cose che vengono trascurate o quanto meno piccoli inefficienti interventi che in pratica non risolvono il problema ma lo spostano o lo prolungano all’infinito, con l’aggravio di ingenti somme di denaro pubblico spesi a vuoto: anche in questo caso la gestione ed il controllo della fauna problematica autoctona ed alloctona ormai ci pone davanti ad un domanda; è possibile ancora ed in particolare in questo periodo di estrema difficoltà economica che sta passando il nostro paese, continuare a sperperare denaro pubblico?  

È di pochi giorni la notizia che in Provincia di Siena a causa di un incidente automobilistico si è  dovuto far ricoverare il cervo a spese del contribuente, mentre la giovane donna rimasta coinvolta ha perso un braccio e non ha diritto ad alcun risarcimento perché la strada recava la segnaletica prescritta. Quella povera donna ha perso un braccio e non vivrà più una vita normale e per giunta non verrà risarcita, oltre al danno anche la beffa, a carico del contribuente il ricovero del cervo. Non entrando nei meriti di questa disgrazia, di esempi simili in Italia è pieno. Le cause chiaramente sono molteplici ed anche concatenanti. Di fatto però nel nostro paese a differenza che nel resto del mondo, nonostante abbiamo leggi che ci dicono come intervenire, troviamo sul percorso mille impedimenti e mille ricorsi, molte volte sempre generati dagli anticaccia.

Entrando nel merito legislativo di riferimento diciamo subito che Caccia e Controllo sono due attività completamente distinte: la prima è l’ uso sostenibile di una risorsa naturale rinnovabile;  la seconda è indispensabile per la migliore gestione del patrimonio zootecnico, per la tutela del suolo, per motivi sanitari, per la selezione biologica, per la tutela del patrimonio storico-artistico, per la tutela delle produzioni zoo-agro-forestali ed ittiche. LO DICE LA LEGGE e non io. Il controllo delle popolazioni di fauna autoctona ed alloctona rappresenta un’attività in deroga al regime generale di protezione di tutta la fauna che sia autoctona che alloctona. Questo è sancito dalla attuale normativa internazionale e nazionale:

Legge 157/92 (art. 19, commi 2 e 3)
Legge 394/91 (art. 11, comma 4; art. 22, comma 6)
Direttiva Uccelli 1979/409/CEE e 2009/147/CE (art. 9, comma 1, lettera a),
Legge 3 ottobre 2002, n. 221 nell’art. 19bis L.157/92
Convenzione di Bonn (art. III, comma 5 per le specie in ALLEGATO I )
Convenzione di Berna (legge 503/81, art. 9)
Direttiva Habitat 1992/43/CEE (art. 16) e DPR n. 357/97 coordinato DPR n.
      120/2003 (art.11, comma 1)

Di fatto queste norme ci danno nell’insieme le motivazioni per le applicazioni degli interventi in deroga per il controllo delle popolazioni animali problematiche:
- nell’interesse della salute e della sicurezza pubblica,
- nell’interesse della sicurezza aerea,
- per prevenire gravi danni alle colture, al bestiame, ai boschi, alla pesca e alle acque ed alle   
  proprietà,
- per la protezione della flora, della fauna e degli habitat,
- per la migliore gestione del patrimonio zootecnico,
- per la tutela del suolo,
- per la selezione biologica,
- per la tutela del patrimonio storico-artistico,
- per la tutela delle produzioni zoo-agro-forestali ed ittiche,
- per ricomporre squilibri ecologici.

Per intervenire, tutto quanto esposto ci da anche gli strumenti e le modalità tecniche e burocratiche,  sintetizzando: i piani di controllo faunistico devono quantificare il danno, menzionare le specie che ne formano oggetto, i soggetti, i mezzi, gli impianti e i metodi di prelievo autorizzati, le condizioni di rischio, le circostanze di tempo e di luogo del prelievo, il numero dei capi giornalmente e complessivamente prelevabili nel periodo, i controlli e le forme di vigilanza cui il prelievo è soggetto e gli organi incaricati della stessa.

Prendendo riferimento su dati relativi di moduli didattici in un Corso per l’abilitazione a selecontrollori nella Provincia di Lodi  - Aspetti Normativi - B. Franzetti ISPRA - Motivazioni ecologiche all’origine del conflitto – B. Franzetti ISPRA, abbiamo delle conferme con delle indicazioni precise riguardo le cause dell’aumento esponenziale della fauna alloctona ed alloctona: modifiche e/o alterazioni degli habitat - immissioni e rilasci a scopo venatorio anche con soggetti non idonei e quindi potenziali “prede” - relativa scomparsa dei grossi predatori - importazione di specie per motivi economici/ornamentali e loro successivo rilascio, accidentale o intenzionale - proliferazione di discariche - incremento della disponibilità alimentare foraggiamento, etc.

A questo aggiungiamo l’ andamento decrescente del numero di cacciatori dal 1991 al 2007 si è passati da 1.400.000 a 750.000 tra il 1991 e il 2007 si osserva una riduzione della pressione venatoria quindi del prelievo del 42%.

Le conseguenze sull’aumento della fauna selvatica autoctona ed alloctona che ricadono sul territorio sono: impatti sulle attività commerciali (agricoltura, allevamento, itticoltura); impatto sulle altre specie - predazione diretta, impatti indiretti (distruzione di nidi), competizione alimentare; ibridazione e inquinamento genetico; trasmissione di malattie; rischi per l’incolumità pubblica; incidenti stradali, danni alle arginature; danni al patrimonio storico-culturale.

Solo alcuni dati rapportati in euro tratto dalla pubblicazione: Motivazioni ecologiche all’origine del conflitto – B. Franzetti ISPRA. Questo è solo un piccolissimo spaccato dell’ingente mole di denaro pubblico che viene speso in Italia. Denaro che potrebbe essere utilizzato per altri fini.

Solo un esempio che riguarda il Piemonte.
Incidenti stradali: 1992-2002: 1683 incidenti periziati = € 2.190.000

Per la refusione dei danni causati dal Cinghiale Italia (2004) > € 7.000.000
Parco Nazionale del Pollino 2007-2009: € 2.212.000
Prov. Matera 2004-2010 € 1.200.000
Regione Val d’Aosta 2005-2012 € 646.659
Parco Ticino Pimonte 2003-2011 € 738.206
Parco regionale Colli Euganei
2003-2009: € 679.206 x controllo
2000-2009: € 140.396 x danni (liquidati)

La Nutria sempre più in espansione coprendo una superficie di 68.599 Kmq
€ 11.631.721 (refusione danni)
€ 2.614.408 (controllo)
costo medio: € 3.773.786/anno
Stima costi futuri > 9-12 milioni €/anno

Prendiamo ora ad esempio una specie che da anni è sotto l’occhio di tutti. Lo Storno Sturnus vulgaris. Ho letto recentemente su un forum, che solo in Emilia Romagna nel 2011 sono stati conteggiati danni causati dagli storni  pari a € 221.000. Questo la dice lunga sui danni causati in tutta Italia.

Per parecchi anni fino al 2010 se non erro  l’ISPRA ci diceva che non era opportuno includere nuovamente lo storno nelle specie cacciabili in Italia, in quanto un eventuale prelievo e continuativo nell’arco temporale che va dalla terza domenica di settembre al 31 gennaio andava ad incidere su popolazioni migranti nordiche in declino. Ora la situazione di quelle popolazioni in declino sembrerebbe migliorata??? Ecco giustamente cambiare le considerazioni dell’ISPRA sullo Storno nel 2011:

“CONSIDERAZIONI IN MERITO ALLA POSSIBILITÀ DI INSERIMENTO DELLO STORNO TRA LE SPECIE CACCIABILI IN ITALIA – estratto.
[…] Si può desumere pertanto che in Italia la caccia non avrebbe un impatto superiore a quello che si determina in realtà territoriali dove lo Storno è cacciabile in base all'allegato II/2 della Direttiva n. 2009/147/CE.
A) Sussistenza delle condizioni che permettono di consentire la caccia dello Storno in Italia - Assenza di criticità. A tale riguardo occorre valutare se si possa consentire la caccia rispettando i principi indicati dalla Direttiva n. 2009/147/CE e richiamati in premessa; pertanto, di seguito vengono analizzati alcuni aspetti relativi all’abbondanza della specie in Italia, allo stato di conservazione delle popolazioni e all'entità del prelievo venatorio.

1. Importanza dell'Italia quale area dl transito e svernamento dello Storno in riferimento al contesto europeo. La posizione dell'Italia è centrale rispetto all'areale di svernamento della specie nel Paleartico occidentale. Per questa ragione il Paese ogni anno viene raggiunto da un ingente quantitativo di soggetti provenienti da una vasta area che si estende nell'Europa orientale e settentrionale. Valutazioni effettuate sulla base dei dati di inanellamento e ricattura e sulle stime delle popolazioni nidificanti hanno fatto ipotizzare che l'Italia ogni anno sia interessata dall'arrivo di alcune decine di milioni di individui, corrispondenti a circa un terzo dell'intera popolazione paleartica.

4. La cacciabilità dello Storno non comporta problemi per la conservazione di specie protette. Non vi sono elementi che facciano supporre che la caccia allo Storno possa pregiudicare le azioni di conservazione intraprese in Italia. La specie è facilmente distinguibile dalle altre specie cacciabili e dalle specie protette, per cui non sussiste un rischio concreto che vengano abbattuti, per errore, uccelli appartenenti ad altre specie.

[…] Conclusioni  A livello mediterraneo esiste una sostanziale omogeneità di situazioni per quanto riguarda i contesti ambientali dove lo Storno sverna, la consistenza e lo stato di conservazione delle popolazioni, le modalità di caccia adottate e le problematiche gestionali esistenti. Le informazioni attualmente disponibili mostrano come in Italia vi siano le condizioni affinché lo Storno possa essere cacciato con modalità analoghe a quelle previste negli altri Stati membri dove la specie è già oggetto di caccia”.

Di fatto però in Italia, dati del 2004, si stimava una popolazione nidificante di 3 milioni di coppie con probabile tendenza all’aumento a cui si aggiungono gli storni migranti provenienti da un vasto areale che va dall’Europa centrale fino alla Russia europea, in questa vasta area si stima che nidificano da 13 a 31 milioni di coppie. Indicativamente si stimava che la popolazione migrante di storni che si riversava sull’Italia fosse di alcune decine di milioni di individui e solo su Roma circa 3-4 milioni di individui.

Se andiamo a vedere in Italia i dati del 2004 e i dati attuali del 2011 (vedi sopra considerazioni ISPRA) si riversano sempre 20 milioni di storni, quindi si poteva tranquillamente intervenire prima, come si può intervenire ora.

Di fatto nell’applicazione dello deroghe e quindi al controllo di questa specie, ci sono sempre stati mille complicazioni ed intoppi di carattere tecnico-burocratico e finanche di carattere emotivo, quindi come di consueto fioccano i ricorsi degli anticaccia.

Ora a fronte anche delle spinte emotive che portano sempre a cercare di bloccare gli interventi di controllo della fauna è ora di intervenire con quel sano proverbio in premessa e cioè CHI ROMPE PAGA. Sarebbe il caso che lo Stato, le Regioni, e le Amministrazioni che si occupano di gestione della fauna, emanino una norma che preveda:  Qualora non vengano applicati interventi di contenimento selettivi e o controllo sulla fauna selvatica autoctona, sulla fauna domestica inselvatichita e sulla fauna alloctona, in ottemperanza alla Legge 157/92, alle Leggi regionali di recepimento, alla Legge 394/91, alle Direttive Comunitarie, ad altre norme e disposizioni in materia: ovvero per motivi di igiene e sanità pubblica e veterinaria, ovvero per danni all’agricoltura, alla zootecnia, al patrimonio forestale, ovvero per danni alla piscicoltura, ovvero per motivi di sicurezza stradale o aeroportuale, ovvero per danni alle specie autoctone, ovvero a tutela dell’incolumità pubblica;  qualora si ravvisassero delle responsabilità ostative da parte di Enti, Amministrazioni, Associazioni, Istituti pubblici e privati, etc. non supportate da dati tecnico-scientifici, questi saranno tenuti in solido a risarcire gli eventuali danni, nonché responsabili civilmente e penalmente.

Sicuramente data l’entità economica dei danni sarà difficile che qualcuno si opponga immotivatamente al controllo della fauna problematica, se poi sarà chiamato a pagare di tasca propria. CHI ROMPE PAGA …….e i cocci sono suoi.

In ultimo voglio aggiungere, che lo Stato, le Regioni, etc., sempre in tema di risparmio economico, snellimento della burocrazia, etc. etc. dovrebbero promulgare una norma che validasse in tutto il territorio italiano le varie abilitazioni in tema di gestione faunistica, caccia di selezione, controllo specie problematiche, etc. etc. Quindi l’abilitazione presa in qualsiasi Provincia sia valida in tutto il territorio nazionale. Del resto tutte le province adottano le direttive dell’ISPRA. Quindi che si legiferi in tal senso:
Il prelievo selettivo degli ungulati e controllo della fauna è praticato da coloro che risultano in possesso di attestato di abilitazione rilasciato dalla Provincia, da Enti, da Associazioni, da Istituti di protezione (aree protette) che abbiano comunque predisposto ed organizzato corsi specifici secondo le linee guida dell’ISPRA .e con il parere favorevole dell’ISPRA.

Sono abilitazioni riconosciute in tutto il territorio nazionale come la licenza di porto di fucile ad uso caccia;

a) l'abilitazione all'esercizio della caccia di selezione agli ungulati;
b) l'abilitazione all'esercizio del controllo faunistico
c) l’abilitazione di conduttore cane da traccia e da limiere.
d) nonché tutte le altre abilitazioni in tema di gestione faunistica-venatoria.
 
 

Leggi altri Editoriali

11 commenti finora...

Re:DANNI FAUNA SELVATICA: Chi rompe paga…

@ Mariogene. Per quanto ne so io, con le modifiche apportate al codice della strada fatte l'anno scorso, il soccorso degli animali e le cure dovrebbero essere risarciti dal conducente ( ci sono assicurazioni che pagano?). Se non si presta soccorso si rischiano sanzioni amministrative (multa), in teoria basterebbe anche solo una telefonata per evitarla (e' sconsigliabile intervenire noi sugli animali e portarli con il proprio mezzo dal veterinario). Quindi oltre al danno al veicolo vanno pagate anche le cure all'animale investito (se e' un animale domestico, da reddito o protetto). Per quanto riguarda i mezzi di soccorso, le autoambulanze per le persone sono per legge paragonati ai mezzi di soccorso per gli animali. Hanno gli stessi diritti e doveri. Inoltre gli animali possono essere trasportati con mezzi privati non adibiti esclusivamente al soccorso, quindi possono essere trasportati con veicoli propri e avvalersi di "precedenza nella circolazione" se si trasportano animali necessari di urgenze cure veterinarie. Per ipotesi si potrebbe passare con il rosso o utilizzare le corsie di emergenza se il gattino o cagnolino sta gravemente male. E' necessario pero' avere dei "certificati di gravita' di salute" per il trasporto d'urgenza (se non ricordo male possono essere rilasciati dal medico veterinario entro 24 ore dall'accaduto). Per una semplice diarrea non e' possibile avvalersi di "aggevolazioni nella circolazione", servono motivazioni piu' valide che possano giustificare un trasporto d'urgenza, cioe' l'animale deve essere in pericolo di vita. Spero di essere riuscita a chiarirti qualche dubbio. Sembra una legge che "sottragga risorse economiche" a favore degli animali (come se a causa degli incidenti stradali alcune specie animali rischiano di estinguersi e per tanto vadano tutelate).

da Laura x Mariogene 11/03/2013 19.46

Re:DANNI FAUNA SELVATICA: Chi rompe paga…

Le teorie seppur ragionevoli non sono valide ne applicabili in Italia.Questa è una nazione in mano a sciagurati mantenuti e farabutti,gli unici a dettar legge sono coloro i quali NON producono ma sperperano a piene mani.È il paese dei negazionisti al oltranza in tutto e per tutto.Ci mancavano i grillini che in questo sono principi,adesso li abbiamo grazie a chi oltre che dare un voto di protesta(illudendosi),se è dato martellate sulle palle.

da vince50 11/03/2013 18.14

Re:DANNI FAUNA SELVATICA: Chi rompe paga…

@Alessandro, l'idea è buona, il fatto è che non ci si arriverà mai, bisognerebbe rifondare il sistema giudiziario, fare in modo che il giudice possa valutare subito se ci sono gli estremi per un qualunque ricorso....e non perdere tempo e denaro con ricorsi, controricorsi, ecc.....ch alla fine non portano a nulla....infatti nella maggior parte dei casi i ricorsi degli animalambientalisti vengono respinti...un giorno forse, chissà......

da begallo 11/03/2013 16.49

Re:DANNI FAUNA SELVATICA: Chi rompe paga…

Provate a leggere cio' che ha detto realmente Stefano De Vita. L'idea e' quella, che se una qualsiasi associazione animalista,ambientalista, osteggi senza darne prova scietifica-tecnica,con ricorsi su ogni eventuale azione Regionale o Provinciale nei vari contenimenti o altro sistema gestionale-contenitivo,i responsabili saranno loro e loro pagheranno, non piu' le giunte o altra figura Istituzionale.

da Alessandro. 11/03/2013 16.10

Re:DANNI FAUNA SELVATICA: Chi rompe paga…

quindi, Laura? Ha ragione Mariotto o ha ragione diogene. E' configurabile il caso che un automobilista possa passare col rosso per l'emergenza di un gatto con la diarrea? A quando la scorta della polizia? E per quel cervo che ha causato l'amputazione del braccio a una ragazza, chi dovrà pagare il ricovero e le cure, la ragazza? Facci sapere.

da Mariogene 11/03/2013 16.02

Re:DANNI FAUNA SELVATICA: Chi rompe paga…

Per Diogene. Il codice della strada prevede delle "eccezioni" per i mezzi di soccorso utilizzati durante il servizio di soccorso per le urgenze (i pazienti umani o animali devono essere in grave pericolo di vita, un medico deve stabilire la necessita' di trasporto urgente). Per la sicurezza e la necessita' di riconoscimento dell'urgenza e' necessario segnalare visivamente e/o sonoramente la richiesta di "strada libera". Per i trasporti d'urgenza servono dei documenti rilasciati dal vetrinario che ne certifichino la necessita' di soccorso rapido (es. emoraggie imponenti, dispnee, gravi traumi, ...).

da Laura 11/03/2013 13.44

Re:DANNI FAUNA SELVATICA: Chi rompe paga…

Lo storno potrebbe ritornare ad essere specie cacciabile..non è a rischio estinzione....ma qualcuno dei componenti di un certo Istituto, ogni tanto , quando si alza per andre a prendere un caffè, guardi fuori dalla finestra......gli unici uccelli che si vedono sono storni e colombi , in quantità industriali.....mi piacerebbe sapere in base a quali dati fanno le valutazioni i suddetti.....d'altronde in un Paese come l'Italia tutto è possibile...poi basta leggere come viene redatta la valutazione:Non vi sono elementi che facciano supporre che la caccia allo Storno possa pregiudicare le azioni di conservazione intrapresa..cioè si suppone...non si è sicuri, si suppone.........alla faccia...non cambierà mai nulla........mettiamoci il cuore in pace....

da begallo 11/03/2013 10.56

Re:DANNI FAUNA SELVATICA: Chi rompe paga…

Si Diogene, ti sei proprio perso. Il codice della strada, dal 1992 ad oggi, sul semaforo rosso dice sempre la stessa cosa: sanzione e perdita di punti. Quanto ai giudici di pace, hanno sempre detto tutto e il contrario di tutto in materia di verbali.

da pretoriano 11/03/2013 10.38

Re:DANNI FAUNA SELVATICA: Chi rompe paga…

MARIOTTO, FORSE DIMENTICHI GLI ULTIMI PROVVEDIMENTI LEGISLATIVI IN FATTO DI SOCCORSO AGLI ANIMALI. HO SENTITO PROPRIO IERI PARLARE DI UN DISPOSITIVO CHE A MIO AVVISO PIù CHE UN'ABERRAZIONE GIURIDICA E' UN'ABERRAZIONE MENTALE. DICONO CHE SE ATTRAVERSI COL SEMAFORO ROSSO, NON SEI PASSIBILE DI CONTRAVVENZIONE SE DICHIARI DI PORTARE IL GATTO DAL VETERINARIO. QUALCUNO MI CHIARISCA UN PO' LE IDEE, PERCHè MI SONO PERSO.

da DIOGENE 11/03/2013 10.34

Re:DANNI FAUNA SELVATICA: Chi rompe paga…

Ma di che parla ? Gli incidenti stradali tra veicoli e ungulati accadono anche dove cinghiali e caprioli sono cacciabilissimi, come in Liguria e Toscana, per l'appunto. Che un privato sia tenuto in solido a rispondere civilmente e penalmente di un danno che non provoca direttamente è un aborto giuridico che nemmeno un principiante del diritto può partorire.

da mariotto 11/03/2013 10.23

Re:DANNI FAUNA SELVATICA: Chi rompe paga…

Ottimo Sig. De Vita: ma non sarà mai applicato nulla perchè è intelligente, ragionevole e razionale.Amen.

da Arrabbiato 60 11/03/2013 9.55