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Editoriale

Il cane domestico (maschio)


lunedì 29 giugno 2015
    

La maggior parte dei padroni ha la convinzione che il cane sia intelligente, capace di sentimenti e di comprendere il linguaggio.
I cani, dal canto loro, fanno il possibile per rafforzare questa opinione perché si conformano con accorta piaggeria a tutto ciò che il padrone mostra di gradire, e questi interpreta le moine come affetto, dando una lettura antropomorfica a quello che è un opportunismo istintivo.
Sembra un paradosso, ma in effetti il cane domestico è uno sconosciuto perché non è mai stato oggetto di studio scientifico (con l'eccezione della teoria dei riflessi condizionati): solo l'etologia da alcuni decenni ha intrapreso una ricerca sistematica.
La scienza dice che il cane è un animale e, come tale, non ha coscienza di sé, è dominato dall'istinto, non ha sentimenti, non ha senso morale, non sa programmare il futuro, non sa stabilire rapporti logici tra causa ed effetto, non è intelligente.
Differisce dagli altri animali per lo straordinario spirito di adattamento (di cui il tasso di addestrabilità è un aspetto) e per la fedeltà commovente al padrone che una volta stabilita è immutabile ed eterna.
 
Per capire la natura del cane domestico occorre fare riferimento all'istinto del lupo, suo progenitore (da cui deriva per selezione), un carnivoro predatore primo ad essere addomesticato tra tutti gli animali, per la sua plasticità neuronale che lo rende sensibile alla selezione, e per la sua capacità di adattamento che gli consente di vivere in qualunque ambiente e in qualunque condizione.
La pressione selettiva ha cercato di accentuare gli aspetti caratteriali più vantaggiosi per lo sfruttamento del cane, senza intaccare l'istinto di fondo del lupo cioè il corredo genetico della specie funzionale alla sopravvivenza (fissatosi nei millenni per selezione dei più adatti).
Inquadrate nella loro propria cornice istintuale, molte abitudini del cane nella vita in casa e in città (condizioni assai lontane dallo stato naturale), appariranno in una luce inattesa: mi soffermo sul rituale di accoglienza al rientro in casa del padrone e sul meticoloso esame olfattivo del terreno durante le uscite in strada.
 
Del lupo il cane ha conservato la territorialità, che lo vincola alla abitazione del padrone; la socialità (tipica dell'animale che vive in branco) che lo induce a prediligere la vita in comunità ordinata secondo una scala gerarchica; la gregarietà che lo fa assoggettare volentieri al padrone (visto come capo-branco); la capacità di adattamento che lo uniforma alle più varie modalità di convivenza con l'uomo.
Un meccanismo innato (istinto di sopravvivenza) spinge il cucciolo neonato a cercare con tutte le sue forze il capezzolo materno che dà più latte e, dopo i primi giorni, ogni suo sforzo è teso a rafforzare e consolidare il rapporto con la madre (capo-branco, fonte di alimentazione e sicurezza); contemporaneamente nella convivenza con i fratelli si evolve la sua socialità in un assetto gerarchico.
Con la madre si prodiga in un repertorio di moine, contatti, leccamenti, uggiolii, posture di sottomissione tese a provocarne effusioni di ritorno tranquillizzanti.
 
Le esperienze precoci fatte con la madre orientano lo sviluppo dell'adattamento del cucciolo per sempre, in un "imprinting" che viene ritualizzato, ed emergerà anche nell'età adulta con gli stessi protocolli di sottomissione e allettamenti ogni volta che si tratta di ottenere il favore di qualcuno, o placare l'aggressività di uno più forte.
Quando separato dalla madre e dai fratelli viene trapiantato nella famiglia di accoglienza, il cucciolo si adatta con facilità alla nuova convivenza, fa propri rapidamente i ritmi della vita domestica, identifica la casa con il territorio, socializza con i familiari e si mette in relazione con la nuova realtà attraverso i suoi meccanismi mentali (dotazione genetica).
 
In base ad imperscrutabili criteri sceglie il padrone (capo-branco) che può non essere il capo famiglia, ne accetta la dominanza con una fedeltà eterna.
Stabilisce una scala gerarchica tra i familiari: al vertice c'è il padrone e poi vengono gli altri, ai quali riserva una obbedienza aleatoria.
Manifesta una sprezzante indifferenza verso la servitù al punto da escluderla financo dalla scala gerarchica.
L'istinto lo induce a comportarsi con il padrone (e capo-branco) e con i familiari (sostituti dei fratelli) come si comportava con la madre per rafforzare il vincolo: il destinatario è cambiato, ma le procedure accattivanti sono le stesse.
Il padrone occupa l'intero universo del cane, ed è il suo costante punto di riferimento.

La liturgia di accoglienza al rientro in casa del padrone evoca l'atteggiamento infantile e accattivante che aveva con la madre per cementare il rapporto: salti, serpentine vorticose, scatti, saltelli, finti assalti, uggiolii, rondò, leccamenti, contatti, che cessano solo con le carezze del padrone o con il tono rassicurante della sua voce.
Le stesse moine, ma in tono ridotto, rivolge anche ai familiari quando si accorge che sono interessati a lui. Il padrone e i familiari scambiano queste effusioni per affetto e inevitabilmente sentono di doverle ricambiare.
L'atteggiamento di questo essere che non parla, si esprime con una mimica corporale, è indifeso e non autosufficiente (come i neonati), e che vive per adorare il padrone e i familiari, evoca in questi il latente istinto parentale alla cura della prole inetta.
E infatti gli adulti si rivolgono al cane (come fosse un bimbo) con toni carezzevoli, parole semplificate, linguaggio scandito, diminutivi, vezzeggiativi, elogi, carezze. Indulgono a giochi scriteriati solo perchè il cane sembra gradirli.
 
Questo modo infantile di comportarsi del cane in casa è dovuto all'istinto che gli fa collegare le attenzioni che riceve con le sue maniere accattivanti.
La territorialità gli fa considerare la casa e le aree nelle quali viene di solito condotto per le necessità fisiologiche, come un "suo" territorio.
Si irrita al suono del campanello della porta, perchè il segnale preannuncia un estraneo ("sa" che i familiari usano la chiave).
I visitatori della casa sono sconosciuti che violano il suo territorio, da sottoporre ad un diffidente esame olfattivo e la introduzione in casa di un suo consimile è di regola considerata un affronto.
Le uscite in città per le necessità naturali sono considerate dal cane (animale territoriale) come una doverosa ispezione del "suo" territorio per rilevare presenze estranee e ribadire il proprio dominio.
Appena in strada infatti si concentra attivando tutti i suoi ricettori per setacciare il terreno.
 
Il cane "sembra" che usi solo l'olfatto, ma in realtà il suo "radar" si avvale di forme di sensibilità a noi sconosciute per "marcare", con la massima attenzione, invisibili e impercettibili reperti lasciati da altri cani (urina, feci, liquidi, deiezioni, feromoni o altre emissioni ormonali a noi ignote), che analizza con il suo "computer", tracciando sia una cartella clinica che una carta d'identità dell'autore (sesso, stato ormonale, caratteristiche, disponibilità all'accoppiamento, aggressività da evitare o da soggiogare).
Contestualmente si sente obbligato a lasciare in risposta sul posto le sue "credenziali" con appropriate emissioni organiche, che forniranno risposte esaurienti ad ogni ignoto interlocutore.
E' uno scambio di "comunicazioni" che dimostra come il cane non possa fare a meno della "socialità" e di inter-reagire con i suoi simili, in ogni occasione, anche con le deiezioni che sono una sua forma di "corrispondenza".
 
Il rapporto con i suoi simili cambia se sta al guinzaglio (o dentro un recinto) o se è lasciato libero.
Il cane (maschio) al guinzaglio in città, assume nei confronti di tutti i cani che incontra un inedito atteggiamento aggressivo e provocatorio: strattona per avventarsi al combattimento, abbaia, ringhia, sembra voglia annientare un nemico che odia da sempre e che solo il guinzaglio salva dallo sterminio: è la sua territorialità istintiva che si manifesta in forma impropria.
Quando invece è lasciato libero, "dimentica" ogni ferocia, si avvicina agli altri cani per la consueta ispezione genitale olfattiva, gira intorno all'estraneo con cautela e poi o lo ignora o cerca di giocare.
 
E' raro che aggredisca un collega, e di fronte ad un avversario con cattivo carattere cerca di evitare il confronto allontanandosi con molta dignità.
Se si trova in un recinto, o dietro le sbarre di un cancello, è in stato di continua tensione: qualunque altro cane passi nel suo raggio visivo viene considerato un pericoloso "provocatore" al quale con ringhi e latrati dichiara una guerra senza quartiere che di colpo (e senza vergogna) si trasforma in atteggiamento di blanda curiosità se con la inopinata apertura del cancello il contatto fisico diventa possibile.
 
 
Enrico Fenoaltea

 

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26 commenti finora...

Re:Il cane domestico (maschio)

Per tutti i sostenitori delle tesi contenute nell´articolo: sono pronto ad offrire una cacciata in riserva a colui che e´ in grado di citare anche un solo articolo scientifico che dimostri che il cane non e´ un essere intelligente. Attendo con ansia...

da Cincillä 06/07/2015 0.23

Re:Il cane domestico (maschio)

Enzo972, Sei un GRANDE!

da ZERO ASSOLUTO + breton INOX 03/07/2015 21.35

Re:Il cane domestico (maschio)

Il Dr.Fenoaltea,grande cinofilo e cacciatore romano che vive "immerso" nella sua passione ci offre un spunto interessante ed erudito di discussione.Grazie di cuore

da Alessandro Pani 03/07/2015 21.32

Re:Il cane domestico (maschio)

Caro Ciro proprio perché la scienza dimostra cose totalmente differenti da quelle sostenute nell'editoriale (leggi i testi da me citati!) Il sig. Fenoaltea poteva riflettere e farsi aiutare documentandosi un po' meglio!

da paolo 03/07/2015 18.23

Re:Il cane domestico (maschio)

ANONIMO E CINCILLà, LA SCIENZA è UNA COSA, LA PASSIONE è UN'ALTRA, L'AMORE UN'ALTRA ANCORA. VI RACCOMANDEREI DI SCINDERE LE CATEGORIE E DI FARVI A IUTARE A RIFLETTERE DALLA SCIENZA, QUELLA VERA. POI, SE VOLETE INSISTERE, BASTAVA CHE LEGGESTE ZANNA BIANCA O IL LIBRO DELLA GIUNGLA. RILEGGETELI, MALE NON VI FA. MA LASCIATE STARE PER IL RESTO, NUN'E'CCOSA

da CIRO 03/07/2015 14.25

Re:Il cane domestico (maschio)

L'autore in questione è in grado di citare pubblicazioni scientifiche che dimostrino che il cane "non ha coscienza di sé, è dominato dall'istinto, non ha sentimenti, non ha senso morale, non sa programmare il futuro, non sa stabilire rapporti logici tra causa ed effetto, non è intelligente" ? Perché altrimenti siamo di fronte all'ennesimo solone sputa sentenze che pensa di avere capito tutto nella vita e di possedere il dono della verità assoluta..

da cincillä 03/07/2015 13.29

Re:Il cane domestico (maschio)

da anonimo 03/07/2015 13.24

Re:Il cane domestico (maschio)

Consiglierei al sig. Fenoaltea di documentarsi un po' meglio prima di sproloquiare su materie a lui evidentemente Po note. Potrebbe ad esempio leggersi "Gli manca solo la parola" di Hare e Woods o i testi di Graeme Sims poi ci dirà che ne pensa.

da paolo 02/07/2015 18.49

Re:Il cane domestico (maschio)

Bellissimo editoriale...complimenti!

da massimo zaratin 02/07/2015 15.46

Re:Il cane domestico (maschio)

Un'analisi comportamentale impeccabile; territorialità, sottomissione, mimica. Ma sono più che sicuro che ognuno di noi, in questo sito avrebbe da raccontare decine di aneddoti che la scienza, o l'etologia che dir si voglia, non saprebbe spiegare. Questi misteri, rendono il rapporto tra l'uomo e il cane qualcosa di unico, che rifugge dai testi e dalle teorie, e risiede solo nell'animo dell'uomo, e perché no, anche del cane. A me piace pensarla cosi.

da Enzo972 01/07/2015 15.57

Re:Il cane domestico (maschio)

i cacciatori difficilmente abbandonano i loro cani, uno perchè il cane andando a caccia matura una affinità con il cacciatore, e diventa come un amico, basta ti guarda e sai già cosa vuol fare, e questo comportamento non matura in un giorno, per noi il cane è un amico e fratello, altro che abbandono, quando muoiono andiamo in depressione.....

da dardo 01/07/2015 12.40

Re:Il cane domestico (maschio)

Guarda David che per me l'articolo non sminuisce affatto il cane,anzi;difatti come vedi ha permesso a moltissimi cacciatori di portare testimonianze dirette dei sentimenti li legano ai compagni di caccia per una vita(a proposito:ma non erano i cacciatori quelli che abbandonavano i cani?Beh,certo che se i sentimenti che ci uniscono ai 4 zampe sono di questo genere si può benissimo distinguere chi è il bugiardo tornacontista tra noi e gli anticaccia).Oltretutto se l'autore è chi credo ti posso assicurare che proviene da una famiglia di cacciatori(a proposito ancora:ma non una parola sull'affidamento a persone di fiducia per il "giretto" sotto casa?:-)).Ripeto:per me ben venga qualsiasi articolo che permetta di farci vedere per come la pensiamo.

da pietro 2 01/07/2015 9.19

Re:Il cane domestico (maschio)

Sono meglio di noi!!!! Fidatevi!!! La cattiveria che abbiamo noi loro non ce l' hanno!! Per me basta questo. Il cane è fedele e non guarda ne alla bellezza e ne ai soldi. Noi si. Big hunter evitate di mettere degli articoli che sminuiscono gli animali specialmente i cani, eviterete di essere criticati. Il primo sono io

da David85 01/07/2015 1.43

Re:Il cane domestico (maschio)

"anticaccia" non "antipatica"(correttore).

da pietro 2 30/06/2015 16.13

Re:Il cane domestico (maschio)

Intuizione felicissima quella di felice modica!E anche l'unica spiegazione della tanta isterica acredine degli antipatica:non sono mica masochisti suicidi!

da pietro 2 30/06/2015 16.09

Re:Il cane domestico (maschio)

comunque un cane che si lega al padrone arriva al punto di non volere più lasciare neppure la tomba, e lasciarsi morire di fame in quel luogo, uomini capaci di tanto non ne conosco.

da dardo 30/06/2015 15.52

Re:Il cane domestico (maschio)

embè? anche l'uomo è un animale. e ce ne sono tanti che nemmeno sembrano essersi troppo evoluti...

da felice modica 30/06/2015 15.39

Re:Il cane domestico (maschio)

E' ISTINTO !

da Renzo 30/06/2015 15.09

Re:Il cane domestico (maschio)

Come il mio gordon ,peccato che si senta Balotelli

da Toni el cacciator 30/06/2015 14.35

Re:Il cane domestico (maschio)

Quando vede i colombi sulla carrabile dei garage, diventa una pantera perchè non c'è il prato ed è scoperto, va rasente il suolo ed al posto di andare direttamente a fermare sul colombo se ci sta una macchina che sosta di fianco al muro di cinta si infila dietro la macchina per non farsi vedere e tenerlo li a bada in ferma fino a che non lo vado a prendere. Se non è intelligenza questa ? Cordialit

da jamesin 30/06/2015 13.10

Re:Il cane domestico (maschio)

Ma si,ma quale intelligenza!Nessuna;il mio è stato capace di con il cinque di denari di calare il due e gli ha fatto fare scopa con il settebello.

da pietro 2 30/06/2015 8.12

Re:Il cane domestico (maschio)

Tutto vero, tranne che per i cani da caccia. Lí fuori, tra la natura selvaggia, il cane torna protagonista e spesso è lui che diventa il principale attore. E' nella natura che si esprime la sua vera intelligenza. Chiunque ha cacciato con i cani ha assistito a vere manifestazioni di intelligenza, ovvero ragionamenti improvvisi volti a risolvere un problema. I cani da caccia sono un'altra cosa.

da La spina nel fianco 30/06/2015 7.12

Re:Il cane domestico (maschio)

Mia figlia dissente dalla interessante disamina. Afferma che Tom il nostro attuale gordon e'intelligente.Moltointelligente.Dal canto mio ho qualche dubbio ,perche' devo ammentere che quando vuol farmi dispetti ,si comporta da vero "mariuolo"

da Toni el cacciator 29/06/2015 21.00

Re:Il cane domestico (maschio)

Mi è caduto un mondo ! Allora dicevo cosa corretta quando criticavo le signore che accompagnano volentieri il loro cagnolino a contatto di un altro affermando che < si danno i bacini ... > ,salvo poi dover dividere i contendenti con gridolini isterici del tipo : - il mio è tanto bravo, è il suo che è maleducato.. gli insegni, no ? ----

da Renzo 29/06/2015 19.45

Re:Il cane domestico (maschio)

TUTTO VERO. E SE VOGLIAMO CHE CI AIUTI ANCHE IN BRUTTI PERIODI COME QUESTO, VI REGALO IL CONSIGLIO CHE MI HA DATO UN ASSICURATORE. CONTRO I LADRI D'APPARTAMENTO O PER EVITARE ACCESSI INDESIDERATI IN CASA, OVUNQUE SIA, NON C'E' ALLARME CHE TENGA. E NON VALE NEPPURE IL CANE IN GIARDINO, CHE VIENE FACILMENTE ADDORMENTATO CON UNA POLPETTINA, SPESSO ANCHE LETALE. SE INVECE LO TIENI IN CASA, DIETRO LA PORTA, BASTA IL SUO ABBAIO PER DISSUADERE I MALINTENZIONATI. PROVARE PER CREDERE.

da C. RAG. 29/06/2015 14.30

Re:Il cane domestico (maschio)

...e per la fedeltà commovente al padrone che una volta stabilita è immutabile ed eterna,... trovatemi una essere umano che si comporta cosi'?? nemmeno la moglie!! anzi!! comunque il mio parla pure.

da arturo 29/06/2015 14.12