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Editoriale

Questa è la caccia


lunedì 3 novembre 2008
    

Bruno ModugnoQualche tempo fa, dopo aver presentato in libreria l’ultimo romanzo di uno scrittore amico, giunti al momento degli interventi del pubblico – interventi, peraltro, da me sollecitati –  una signora non più giovanissima mi interpellò con una domanda che voleva essere provocatoria, ma della quale fui felice perché mi consentì di  aprire un dibattito su un tema del tutto estraneo a quella particolare occasione.

Senza alzarsi dal suo posto, la signora, che mostrava ancora le tracce di una luminosa bellezza, mi chiese, senza tanti giri di parole: “Ma come fa una persona come lei, un esteta, uno scrittore che si dice amante della natura, ad uccidere quei poveri cinghiali?” Risposi, con una punta di volontario sarcasmo: “Sa, signora, vivi non mi riesce ancora di mangiarli!” Ci fu un attimo di gelo. Poi infierii, aprendo la bocca: “Vede signora? Questi sono i canini. E rappresentano la prova più palese che sono anch’io, e sicuramente anche lei e tutti i presenti, un predatore!”

Si parla sempre più spesso di etica della caccia. Sembra che  le due parole “etica” e “caccia” siano in stridente contraddizione fra di loro, per l’idea,  insita nella parola “caccia”, dell’uccisione di una creatura. Può la caccia essere “etica”?  Per prima cosa occorre ridefinire il significato di questa parola, che tante passioni suscita.

Che cos’ è la caccia? E’ ancora uno sport, un hobby, un uso del tempo libero? E’ una risposta culturale all’istinto di aggressività? E’ l’uso razionale di una risorsa, economica e alimentare, non in contrasto con il mantenimento e  lo stato di salute   di popolazioni animali?  E’ gestione e conservazione della fauna selvatica? E’ un lavoro che si svolge, nell’interesse di tutti, per il mantenimento delle strutture sociali di determinate specie in armoniosa relazione con le altre specie selvatiche, con il territorio e la produzione agricola e forestale? E’ qualcosa che ci ricollega con i nostri istinti più ancestrali ai quali far risalire ogni tappa del progresso umano, dalla costruzione del linguaggio, alla creazione delle comunità sociali, all’identificazione dei ruoli e delle gerarchie all’interno del gruppo? E’ un modo di sentirsi partecipe degli eventi naturali, anche dei più drammatici? Rappresenta quindi la condizione umana? Può  essere anche una metafora poetica della vita?

In realtà la caccia è tutte queste cose insieme. Ognuno di noi può , in diversa misura, scegliersi le risposte più vicine al suo modo di sentire.
E’ chiaro che alcune di queste motivazioni vanno utilizzate, con opportuni interventi pubblicistici, per modernizzare gli atteggiamenti del mondo venatorio, ma anche per rendere più accettabile all’esterno il senso di questa nostra amata, ma anche criticatissima attività, che viene percepita spesso come un gratuito atto  di violenza sugli animali.

Negli strati più responsabili del mondo degli ambientalisti  si stanno superando molte delle incomprensioni di un tempo, alla  luce anche dei grandi cambiamenti che si sono verificati in questi ultimi anni e che hanno visto, ormai in quasi tutta Italia, i cacciatori svolgere per conto delle amministrazioni provinciali un ruolo insostituibile di controllo sulle specie di ungulati, oramai  così diffusi sul territorio, da costituire un serio problema per l’ambiente, le colture, ma anche per le altre specie meno versatili.  Stanno cadendo, proprio per il nuovo corso dell’attività venatoria che viene intesa sempre di più come gestione della fauna selvatica, le incomprensioni che nel passato hanno contrapposto ambientalisti, cacciatori e agricoltori.

Ci sono continue e frequenti scaramucce, ma spesso solo  di facciata. E’ invece impossibile – e lo sarà sempre - ogni contatto con il movimento degli  animalisti che, al suo interno, vede crescere sempre di più le frange estreme, oltranziste e spesso anche violente. L’animalismo è una sorta di disumana religione moderna, praticata da chi vive in città e da tempo ormai ha perso ogni rapporto con  i fatti naturali. Si basa su un’immagine falsa e idilliaca della natura, dove invece tutto è conflitto cruento, dove la vita nasce dalla morte, continuamente, in un perpetuo rinnovarsi. 

A parte ogni altra considerazione, la caccia è etica quando è naturale, quando non è spreco, insensato consumo, gratuita crudeltà.
Interessante è la posizione delle diverse religioni nei confronti della caccia. Nessuna delle grandi confessioni la proibisce. a condizione che venga praticata in modo naturale. Il famoso calciatore italiano Baggio è un fervente buddista e al tempo stesso un appassionato cacciatore. Il monaco zen Gigi  Mario,  che ha la responsabilità di un monastero buddista nei pressi di Orvieto, tempo fa mi chiese se fosse possibile  abbattere un po’ di quei cinghiali che gli devastavano l’orto.

Maggiori sono invece le distanze con l’animalismo. Civiltà Cattolica, l’autorevole rivista dei Gesuiti, ha dichiarato tempo fa guerra a queste frange estreme dell’utopia verde sottolineando i rischi di una filosofia che per innalzare i diritti degli animali riduce quelli degli uomini.  Ironizzando sui pretesi diritti degli animali sostenuti dal movimento, l’editorialista di Civiltà Cattolica si chiedeva: “Per difendere la vita degli animali anche dagli altri animali, dovremmo tutta la nostra vita separare i gatti dai topi? E come si giustifica il fatto che si uccidano le pecore per alimentare Fratello Lupo?” 

Torniamo agli ambientalisti o anche a tutti coloro che, pur non essendo impegnati in un’attività di “volontariato critico”,  sono semplicemente infastiditi dalla caccia, perché ormai influenzati da almeno venti anni di propaganda contraria, o anche soltanto a causa di tutte le implicazioni evocative della violenza presenti anche nella migliore e più “etica” attività venatoria. 

Abitualmente noi diamo  risposte di tipo biologico ed economico:
1)il cacciatore svolge le funzioni dei grandi predatori ormai scomparsi;

2) il cacciatore ristabilisce l’ordine nella struttura sociale delle popolazioni; 

3)il cacciatore lavora per tutto l’anno per contribuire a mantenere e migliorare l’ambiente e per questo è anche disposto a spendere di tasca sua (vedi quanto ha fatto il CIC in Senegal dove ha ricreato 52 mila ettari di zone umide); 

4)dove la caccia è stata proibita sono esplose epidemie (come è avvenuto nei massimi parchi italiani); altrove alcune  specie si sono moltiplicate a danno di altre meno versatili e si sono rivelate un vero flagello per le colture. Nel cantone di Ginevra , dove la caccia è stata interdetta da un referendum popolare, vengono spesso impiegati i militari per limitare i capi in sovrannumero; 

5)la fauna selvatica è un bene della terra, come il grano, o meglio ancora, come un gregge: se ho dieci ettari di prato e dieci pecore, dovrò intervenire per tempo per raccogliere l’incremento annuo, altrimenti in capo a due o tre anni morranno tutte.

Di  fronte a queste argomentazioni,  un interlocutore ragionevole riconoscerà magari che la caccia è utile, che a volte è necessaria, sempre che tutti i cacciatori si comportino bene. Ma la reazione degli “altri” spesso è riassunta in una sola frase: “Sì, ma voi uccidete, voi vi divertite a uccidere.”  Questo è il vero problema etico. E’ vero? E quali risposte dare?

La prima: ci sono anche le guerra giuste, le guerre difensive. Ora la caccia è come la guerra: spesso è necessaria, indipendentemente dal fatto che un militare di carriera possa trovarvi le proprie soddisfazioni. Se il tuo Paese è minacciato, che cosa fai? Scappi, passi dalla parte del nemico, professi l’obiezione di coscienza? O più onestamente rischi la tua vita per la salvezza tua e dei tuoi compatrioti, per difendere i tuoi valori, il tuo stile di vita, la tua cultura, la tua religione, anche il tuo benessere? Oppure: se devi farti tagliare un braccio, preferisci sottoporti al bisturi di un chirurgo che svolga il suo lavoro con soddisfazione, con una sorta di professionale piacere, o da chi non ama quel suo lavoro sanguinario? E’ chiaro, infatti,  che la caccia, pur rivestendo una funzione biologica, economica e anche sociale, deve essere praticata da chi intende rispondere a un’intima e arcaica pulsione, che possiamo chiamare “piacere”, anche se l’atto implica la  morte di creature viventi.

Ma ancora una volta, l’etica può trovare conforto nella biologia: in natura, ogni specie vivente si nutre a danno di altre specie viventi. La volpe uccide, ed è naturale.  Diecimila anni fa l’uomo  ha imparato ad allevare quegli animali che cacciava e a seminare quei frutti che raccoglieva, per potersene cibare più facilmente, cosa che continua a fare anche oggi senza sollevare eccessive obiezioni. Anche se allevati o coltivati per ragioni alimentari, polli, tacchini, fagioli e melanzane, sono tutte creature viventi  ( e non è detto che i vegetali non abbiano una loro sensibilità, anche se assai rudimentale). L’uomo, come qualsiasi altro essere presente su questa terra , si ciba di cose vive, non di minerali. La caccia (come la macellazione) si serve di un atto cruento per trasformare una proteina in energia. In questo non c’è niente di scandaloso, perché questo è naturale. Tutto dipende da come  si giunge ad un abbattimento, ad un’uccisione. 
E per questo il cacciatore si è dato delle regole per non far soffrire l’animale, e per non far danno alla specie. E in più si è inventato nei secoli una serie di rituali che danno nobiltà alla caccia, come le cerimonie che si fanno sia per onorare l’animale ucciso sia per esorcizzare il senso di colpa. E l’arte (sotto forma di musica, pittura, letteratura) è da sempre una fedele testimone dell’atto del cacciare.
Come si può vedere,  il discorso porta molto lontano e difficilmente può essere racchiuso nell’angusta griglia di una formula.

Bruno Modugno

 

Bruno Modugno Amico di BigHunter

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21 commenti finora...

Re:Questa è la caccia

ma tu ma tu Matteo... che cazzate spari?? Wilbur Smith chi è? il verbo divino? anche spiegare l'istinto del pedofilo a noi che ne siamo nati privi è come pretendere... eccetera eccetera!!!

da Wilbur_Smith_coglione 02/07/2010 22.50

Re:Questa è la caccia

"Spiegare l'istinto della caccia a qualcuno che ne è nato privo, è come pretendere di spiegare il colore a un cieco".(Wilbur Smith) Cara Mary, se riesci a comprendere a fondo questa frase, non farai piu' commenti su una cosa della quale ignori la radice ancestrale piu' profonda. Al contrario, se vuoi avere ragione ad oltranza, significa non solo che non hai capito il concetto e che ragioni solo per particolarismi, ma anche che da buona intollerante e presuntuosa, non ammetti che la si possa pensare diversamente da te. A proposito, se ti accenno al Libero Arbitrio tu a cosa pensi ? All'arbitro di calcio che deve essere libero ?

da Matteo 08/06/2010 14.51

Re:Questa è la caccia

X MARY E LE ALTRE. PURTROPPO ACHE QUANDO SIETE NATE VOI QUALCUNO HA PREMUTO IL GRILLETTO.....!!!!

da DA PAOLO T FANO PU 20/04/2009 22.04

Re:Questa è la caccia

vooolaaaareeeeee oooohhh oooohhhh.... spaaaaraaaareeeeeee oh oh oh ohhhh! e bravo modugno, ne hai sparate tante, di cazzate!! x Mary: sei grande!! e non andare dietro a questi della redazione per cui solo loro e i "C"acciatori non hanno lacune nel modo di pensare!! già, loro... non pensano!! premono solo il grilletto!!!!!!

da mary_sei_grande 16/03/2009 17.10

Re:Questa è la caccia

Per la redazione di BH. Sono tre volte che non riesco a pubblicare commenti su questo sito una volta sul blog del passo e due volte su questo editoriale. Gradirei spiegazioni in quanto su altri blog del vostro sito non ho avuto problemi ne mi è sembrato peccare di volgarità su questo. Cordiali saluti.

da Minos 10/11/2008 9.49

Re:Questa è la caccia

Grande Modugno e.....Big Zaratin

da lucio 07/11/2008 16.52

Re:Questa è la caccia

Per Mary. Siamo convinti che tu, Mary, abbia delle sensibilità che ti condizionano. Come Zaratin, crediamo che nel tuo modo di ragionare ci siano delle lacune. Ci piacerebbe incontrati, o sentirti telefonicamente, per rappresentarti il nostro punto di vista, con più argomentazioni di quelle che si possono esprimere in un blog in un colloquio costruttivo e rispettoso di ogni posizione. Sentiamoci se vuoi. Redazione BigHunter Magazine

da REDAZIONE BIGHUNTER MAGAZINE 06/11/2008 18.50

Re:Questa è la caccia

Proprio perchè appartengo anch'io a quella specie animale conosciuta con il nome di homo sapiens sapiens ho l'intelligenza necessaria per non pensare di camminare su una mano per non schiacciare i vermi,ma ho il diritto di passeggiare anch'io nei boschi come voi senza avere la paura di essere impallinata anche nei giorni di silenzio venatorio.Mi pare tanto che voi cacciatori pensiate tanto ai vostri di diritti e non pensiate che c'è gente che non la pensa come voi e ha il diritto di godere delle stesse cose di cui godete voi

da Mary 05/11/2008 12.54

Re:Questa è la caccia

(continua) Sempre quel qualcuno che mi ha voluto qui, mi ha imposto a livello biologico di fare di tutto per preservare quella materia il più a lungo possibile e mi ha dotato di alcune caratteristiche particolari, che ribadisco, non ho scelto io. Una di queste, per esempio, è quella di avere un apparato gastro-intestinale molto simile a quello dei grandi predatori e non a quello degli erbivori. Pur tirando in ballo le teorie evoluzionistiche, questa nostra materia viva ha mantenuto inalterate nei millenni queste caratteristiche, segno evidente che quel qualcuno ci ha voluti così. Ora dimmi, non noti delle umane debolezze tendenti alla megalomania, quel volersi inserire a tutti i costi in qualche contesto sopra evidenziato per cambiarlo? Comprenderai che qualsiasi nostra idea sull’argomento, non varia di una virgola quanto precede perché questa nostra condizione se ne frega altamente di ciò che nasce dalla nostra fantatica-mente. Puoi anche decidere di muoverti su una mano sola per tutta la vita per non schiacciare i vermi che strisciano per terra, e che domani si ciberanno di noi, ma queste nostre particolari caratteristiche biologiche non cambieranno. Saluti PS: Per me la caccia è anche vivere con più consapevolezza quanto ho scritto!

da massimo zaratin 05/11/2008 11.08

Re:Questa è la caccia

Per la Mary cercherò di partire da molto lontano… Dopo 14 miliardi di anni sono apparso su questa pianeta ed ho assunto una certa consapevolezza di essere in una condizione in cui questo agglomerato di materia che mi compone e che convenzionalmente chiamiamo uomo, appartiene al regno animale ed è, per così dire, vivo. Non ho voluto io nascere così anzi, proprio non ho chiesto a nessuno di partecipare a questo strano giro di vita e di morte; mi sono improvvisamente ritrovato qui, in questa condizione e se ne avessi avuta la possibilità, di certo non avrei chiesto di nascere in quella specie animale conosciuta con il nome di homo sapiens sapiens. Tra un po’ il mio ciclo vitale si concluderà ed è molto probabile, a dispetto di ciò che mi dicono certi miei simili, che ritorni a fare semplicemente le stesse identiche cose che ho fatto nei 14 miliardi di anni precedenti la mia nascita…ovverosia nulla!...o perlomeno “nulla” in relazione a ciò che mi suggerisce questo tipo di consapevolezza. L’universo, che si dice sia infinito, sottostà a determinate leggi fisiche che in parte l’uomo è riuscito ad afferrare con delle cose che parrebbero in dotazione solo a lui ovverosia la logica e la ragione. Anch’io, mio malgrado, sottostò a queste leggi fisiche, non posso farci nulla e se voglio proseguire nel tempo (esisterà poi?) in questa determinata condizione, la materia viva della quale sono composto, necessità di energia tratta da altra materia viva. (continua).........

da massimo zaratin 05/11/2008 11.06

Re:Questa è la caccia

Le regole della natura non le rispetta chi non rispetta le regole che gli sono state imposte.Non serve avere un fucile in mano per ammirare le bellezze della natura e non è giusto che lo possiate fare solo voi.Sono tante le cose che non sopporto della vostra categoria ma l'egocentrismo è la cosa principale...Sappi che si può vedere una bellissima alba pur non mettendosi una cartuccera a tracolla o vedendo una beccaccia che vola piutosto di una che cade

da MARY 05/11/2008 7.23

Re:Questa è la caccia

X Mary:è mille volte più vicino alla natura chi ne accetta le regole e le sente sue non reprimendo uno degli ultimi legittimi istinti della nostra specie, come quello di cacciare, di chi vorrebbe ammirare dalla comodità di un divano una natura sotto vetro....Per costoro provo solo tristezza perchè vivono una vita fatta solo di plastica!

da Fabrizio 04/11/2008 22.28

Re:Questa è la caccia

la caccia è uno stile di vita. un cacciatore lo è tutto l'anno o non lo è affatto.............

da il beccacciaio 04/11/2008 16.59

Re:Questa è la caccia

Per Mary Guarda caso siamo animali predatori anche noi. La differenza è che usiamo intelligenza e raziocinio, non sterminiamo, cacciamo e mangiamo quello che uccidiamo, con criterio e se proprio vuoi saperlo lo trovo molto più etico di comprare carne al banco di un supermercato. O forse quella carne arriva dal cielo senza bisogno di uccidere? Ed ora dimmi pure che non ho bisogno di uccidere a caccia per sopravvivere, andrò al supermercato dove il "lavoro sporco" è già stato fatto senza spari di un fucile. Non sentirò il colpo e la mia coscenza sarà salva. Odio L'ipocrisia ! Un saluto cordiale. Elvezio

da Elvezio 04/11/2008 14.52

Re:Questa è la caccia

Caro Elvezio,tra quello che scrivi tu citando la bibbia io leggo la parola DOMINARE,non ammazzare uccidere o qualsiasi altro sinonimo.Inoltre tu usi la parola raziocinio e in tutto questo non c'è niente di razionale,anche gli animali cacciano,ma loro lo fanno per istinto di sopravvivenza,questa è la differenza

da MARY 04/11/2008 13.05

Re:Questa è la caccia

Carissima Mary Siamo in molti e certamente qualcuno di noi si dice cacciatore ma cacciatore non è. Credimi però, la statistica del 90% è tua e solo tua. Ci sono regole chi sbaglia paghi così come ritengo giusto sia. Per quanto rigurda poi cosa è la caccia nessun cacciatore che si ritenga tale la vive come uno sport e tantomeno come hobby, la caccia è passione e pulsione da sempre. Ti allego un brano della Genesi 1 che in un certo modo stabilisce regole e comportamenti spirituali da seguire: 24 Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie». E così avvenne: 25 Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. 26 E Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». La caccia è trasversale ad ogni cosa proprio perchè passione, passa attraverso le colorazioni politiche, il raziocinio e la spiritualità rimanendo intatta ed anzi affrancata. Un saluto cordiale. Elvezio

da Elvezio 04/11/2008 11.35

Re:Questa è la caccia

bravo modugno!

da gio' 04/11/2008 10.57

Re:Questa è la caccia

Il problema sta nel fatto che x il 90% dei cacciatori la caccia è solo uno sport o un hobby E questa è solo una delle cose sporche,senza dimenticare richiami,abbattimenti di animali protetti o superamento del limite di abbattimento.QUESTA è LA VERITà!

da MARY 03/11/2008 20.48

Re:Questa è la caccia

Articolo assolutamente eccellente. Come sempre grazie, caro Modugno.

da Martino 03/11/2008 20.00

Re:Questa è la caccia

Grande Bruno!! Ti ammiro. Un unico appunto: volevo sollevare anche la questione caccia alla piccola selvaggina, in quanto il cacciatore incide forse per il 10 x 1000 sugli abbattimenti

da Danilo 03/11/2008 17.18

Re:Questa è la caccia

Bruno, Grande Lezione a Tutti! Questo è la caccia nella sua verità spazzando via ogni forma di ipocrisia.

da Massimo 03/11/2008 12.41