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Editoriale

Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?


lunedì 7 dicembre 2009
    
Nelle prossime due settimane a Copenaghen si svolgerà il tanto atteso e discusso vertice mondiale dell'Onu sul clima (7 - 18 dicembre).  Se le promesse degli ultimi giorni si concretizzeranno con la firma di un documento vincolante, l'evento potrebbe imporsi come punto di partenza finalmente efficace al ristabilimento di equilibri infranti riguardo alla condizione climatica e ambientale (ormai, sembra, sull'orlo dell'irreversibilità).
 
L'accordo vincolato avrebbe come conseguenza più o meno diretta quella di dare vita ad una “rivoluzione” nel panorama economico; spostando forse definitivamente l'asse del guadagno su nuovi parametri che contemplano anche e soprattutto il benessere del pianeta e la sostenibilità. I grandi protagonisti dell'economia mondiale, USA in testa ma anche Cina e non ultima la nostra Europa, hanno infatti azzardato ipotesi di riduzione dei gas di scarto che vanno dal 17 al 50 per cento entro il 2050. In quest'ottica si inserisce  l'incremento della ricerca e dei relativi investimenti nel settore pubblico e privato per lo sviluppo su larga scala di fonti energetiche alternative a petrolio e carbone.

La scelta di una o l'altra dipende da una vasta gamma di variabili e dalla loro combinazione: solo per citarne alcune, giocano un ruolo fondamentale fattori come: la conformazione geofisica del territorio, il grado di urbanizzazione, la disponibilità delle materie prime necessarie ma anche i costi effettivi e la possibilità di reperire gli investimenti. Ogni Paese sta studiando a fondo la questione ed alcuni hanno già attuato, o sono in procinto di farlo, scelte più o meno vincenti e innovative. C'è chi sta studiando il modo di estrarre energia dalle alghe, chi punta tutto su batterie autoricaricabili, chi ipotizza l'istallazione di pannelli solari nelle zone desertiche e persino sulla luna.

Soffermandoci sulle energie generate dallo sfruttamento di elementi naturali e rinnovabili come sole, acqua, vento, biomasse e geotermia, non si può non considerare il loro bassissimo impatto in termini di inquinamento diretto, anche se per ognuna di queste in realtà già operanti in forma ancora ridotta, si apre il terreno alle più disparate obiezioni che rimettono in gioco il problema dell'impatto ambientale. Occorre quindi tenere in considerazione che per esempio finora l'istallazione dei pannelli necessari a produrre l'equivalente dello 0,5 per cento del fabbisogno mondiale occupa 15 mila ettari di terreno (pari a 20 mila campi da calcio); stesso discorso vale per l'eolico (che peraltro è fattibile solo in zone interessate da venti molto forti), per la produzione di energia  pari allo 0,3 per cento di quella utilizzata nel mondo, occorrono infatti pale eoliche disposte su 720 km di terreno. Spreco di territorio anche per le biomasse che necessitano coltivazioni pari a 30 mila km quadrati per produrre solo il 4 per cento del fabbisogno mondiale. Limiti simili li ha la geotermia, che seppur molto conveniente e pulita, nel 2007 ha coperto soltanto lo 0,2 per cento della richiesta energetica.

Puntare sulle rinnovabili è necessario ed intelligente ma se si dà una scorsa ai numeri sovraesposti ci si accorge che serve ben altro per soppiantare le fonti energetiche che finora hanno dominato il mercato dell'energia. Il 38 per cento dell'energia prodotta nel 2007 si deve infatti al petrolio, il 25 per cento al carbone e il 23 ai gas estratti dal sottosuolo. Per raggiungere queste cifre con le sole energie rinnovabili avremmo bisogno di un pianeta di riserva. In attesa di colonizzare Marte e la Luna e di istallare lì i nostri pannelli solari, c'è chi vede un'alternativa pulita ed eco–sostenibile nel nucleare. In Italia si è tornati a parlarne da quest'anno, da quando il Governo Berlusconi ha sancito per legge (23 luglio 2009) la possibilità di aprire nuove centrali, scavalcando di fatto l'esito del vecchio referendum del 1987 con il quale i cittadini italiani avevano rinunciato a differenza di molti altri paesi europei, alla possibilità di sfruttare l'energia atomica.

Su questa questione l'opinione pubblica è divisa su due fronti. Dalla parte del no pesano le considerazioni sul rischio, più o meno consolidato nella popolazione, che si possa verificare un incidente grave, una fuoriuscita incontrollata di radioattività, causata per esempio da uno dei moltissimi terremoti con cui il nostro paese deve fare i conti; a ciò si aggiunge la questione dello smaltimento delle scorie e le considerazioni relative agli alti costi per l'avvio e il funzionamento di una centrale a dispetto dei bassi ricavi prospettati nel futuro. Inoltre l'Italia non dispone di uranio, necessario per la fissione e delle enormi quantità di acqua necessarie al raffreddamento del reattore, a differenza per esempio della vicina Francia.

Dall’altra parte sono tuttavia in aumento gli ambientalisti favorevoli all'uso dell'energia atomica. Uno su tutti: James Lovelock, l'ideatore di “Gaia”, una teoria che concepisce la Terra come un unico organismo vivente, sulla quale si basano un gran numero di movimenti ecologisti, tra i quali anche Greenpeace, in passato tra i più fermi oppositori al nucleare. Il nucleare per questi ambientalisti rimane l'unica forma di energia in grado di sostituire efficacemente i combustibili fossili senza produrre gas nocivi. Sul fronte dei costi Patrick Moore (tra i fondatori di Greenpeace) ricorda uno studio comparativo del 2008 pubblicato da Brattle Group per conto dello stato del Connecticut che dimostra che di contro agli alti costi paventati per l'avvio della centrale, essa produce in realtà l'energia meno costosa al mondo. Ancora secondo Moore è falso che le scorie siano pericolose per migliaia di anni. Se trattate nel giusto modo, dopo 40 anni manterrebbero solo un millesimo (o meno) della loro pericolosità.

A rispondere sul rischio di catastrofi nucleari a vent'anni da Chernobyl, interviene anche l’ oncologo Umberto Veronesi (ha da poco lanciato la fondazione “Il progresso delle scienze”), il quale sostiene che il rischio è oggi ridotto al minimo, grazie allo sviluppo di nuove tecnologie che non permetterebbero il ripetersi di quello che a Chernobyl è stato causato da un errore umano.

D'altra parte, tornando sulle ragioni del no, non si può non dare atto alle riserve del premio Nobel per la Fisica Carlo Rubbia, che in questi giorni ha avanzato alcune domande a cui occorre dare al più presto risposta se si vuole seriamente pensare al nucleare e tranquillizzare i cittadini italiani: "Si sa dove costruire gli impianti? Come si smaltiranno le scorie? Si è consapevoli del fatto che per realizzare una centrale occorrono almeno dieci anni? Ci si rende conto che quattro o otto centrali sono come una rondine in primavera e non risolvono il problema, perché la Francia per esempio va avanti con più di cinquanta impianti? E che gli stessi francesi stanno rivedendo i loro programmi sulla tecnologia delle centrali Epr, tanto che si preferisce ristrutturare i reattori vecchi piuttosto che costruirne di nuovi? Se non c'è risposta a queste domande, diventa difficile anche solo discutere del nucleare italiano".

Sul fronte ambientale la battaglia oggi si gioca in gran parte sul settore energetico. Non escluso il risparmio nei sistemi di produzione e consumo, anche grazie a diversi e più morigerati stili di vita, che potrebbero davvero fare la differenza. Si tratta dunque di riflettere attentamente e portare questa ed altre importanti discussioni fuori dalle aule parlamentari, creando e favorendo sensibilità che sollecitino i nostri politici a ponderare scelte importanti che riguardano il futuro economico, ambientale e sociale di tutti noi. Voi che ne pensate?

C.F.

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45 commenti finora...

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

Nucleare? SI ho moltissima fiducia nella nuova ticnologia.

da cacciatore 24/05/2010 21.34

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

ma è una materia che non conosco pertanto non posso dare giudizi;tuttavia se vado in Corsica vedo numerose pale eoliche e sopratutto molti pannelli solari,e parlando vedo che attingono anche al nucleare che ho sentito dire compriamo anche noi. Dunque se dobbiamo andare avanti con il nucleare non so ma se siamo contro evitiamo di comprarlo dalla Francia scusate eh.

da nappa 28/01/2010 7.51

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

Infatti! questo conferma che resto solo con pochi altri, nella convinzione di doverci fermare, prima di arrivare al punto di non ritorno. Tali affermazioni sono fatte per intimo convincimento, non per far piacere a qualcuno.

da Nato cacciatore 29/12/2009 13.12

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

Il Pakistan ne ha una in costruzione in Kundian, nel Punjab. Cinque in Cina, due dei quali a Taiwan. La Russia ne sta costruendo 7 in aggiunta alle 31 già operanti; sta anche affiancando la Cina nella realizzazione delle sue Due sono in costruzione in Ucraina. Gli USA ne stanno costruendo una in Tennessee Ad agosto 2007 vi erano 439 centrali nucleari operative nel mondo, in 31 diversi stati che attualmente producono il 17% dell'energia elettrica mondiale E qui in questo quartiere che è l’Italia ancora qualcuno si masturba mentalmente su nucleare si nucleare no- ma per piacere.

da gi tr 28/12/2009 12.30

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

Che dire se ancora esistono personaggi che vedono il nucleare come il mostro Cerbero figlio di Tifone e di Echidna o come il Minotauro ,allegoricamente posto a guardia del girone dei violenti, perché nel mito greco esso simboleggia proprio la parte istintiva e irrazionale della mente umana, quella che ci accomuna agli animali (la «matta bestialità») e ci rende inconsapevoli. , quando siamo circondato da centrali nucleari in Ungheria 4, Lituania 1, Ucraina 15, Romania 1, Rep slovacca 5, Slovenia 5, Paesi Bassi 1, Russia 31, Svizzera 5, Svezia 10, Spagna 8, Germania 17, Belgio 7, Rep Ceca 6 ,Bulgaria 2 ,Finlandia 4, Francia 59,. USA 104, Giappone 53, . La Cina si sta preparando a costruire 10 centrali nucleari all'anno, arrivando a un totale nel prossimo decennio del triplo di quelle esistenti in tutto il mondo. I'industria nucleare civile cinese - che conta su 11 reattori operativi e sulla costruzione di 10 all'anno. Ad agosto 2007 vi erano 439 centrali nucleari operative nel mondo, in 31 diversi stati che attualmente producono il 17% dell'energia elettrica mondiale 34 impianti nucleari in costruzione. Uno in Argentina, la centrale Atucha vicino alla capitale Buenos Aires. Due in Bulgaria, vicino alla città settentrionale di Belene Uno in Finlandia, Olkiluoto, che, quando sarà completato, sarà il più grande impianto. Data prevista dell'entrata in funzione: 2011. Uno in Francia, a Flamanville, in Normandia, data prevista di connessione: 2012. Sei in India che dovrebbero aggiungersi ai 17 in funzione. Sembra che l'India ne stia progettando altri 7. L'Iran sta provando a costruire un impianto a Bushehr, sulla costa del Golfo, nel sud. E' il soggetto delle ispezioni IAEA e la base della tensione diplomatica tra Iran e Occidente Il Giappone ha una centrale in costruzione, costruita dalla Tokyo Electric Power Company. L'avvio è stato posticipato al 2015/16, a causa di nuove misure di sicurezza. Tre dovrebbero essere in costruzione in Corea del Sud Il Pakistan ne h

da gi tr 28/12/2009 12.26

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

Nucleare terza e quarta generazione? Si grazie!

da cal.20 12/12/2009 23.08

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

NON PENSO CHE NOI AVREMO VOCE IN CAPITOLO,COMUNQUE SIA FATTA LA COSA PIU'PULITA POSSIBILE PER L'AMBIENTE!!!E CHE NON DOBBIAMO DIPENDERE DA ALTRI!!!

da JO 68 12/12/2009 14.16

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

Re Salomone diceva che laddove l'albero cade, là rimane. È caduto e noi non possiamo più rimetterlo in piedi. Ma è ciò che decidiamo di fare da questo punto in poi, che farà per noi la differenza.

da Nato cacciatore 11/12/2009 17.57

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

Mentre scrivevo un mio commento, mi sono accorto di usare parole diverse, ma era palese! mi rifacevo a vari stralci ora di fromboliere, ora di Mario, ispanico e così via.... premessso di essere contrario al nucleare, come già ampiamente esposto dagli amici intervenuti, le nostre attività negli ultimi 100/150 anni hanno avuto un impatto devastante sulla terra, e prima di arrivare ad un punto di non ritorno, al di là dei numeri truffaldini di alcuni scienziati, sono dati di fatto incontrovertibili, i danni provocati al nostro pianeta, abbiamo il dovere di pensar bene al da farsi, altrimenti avremo ben poco da restituire ai nostri figli, (prov. Masai bravo fromboliere) al solo guardare in casa nostra, il 99,9% degli italiani è dipendente dalla tecnologia più sfrenata e alla modernizzazione selvaggia,(basti pensare che c'è gente che paga per vedere il grande fratello) scusate la divagazione. dipendesse da me non avrei nessun dubbio, ma temo resterei solo con pochi altri, mi fermerei, e magari se possibile farei anche un passo indietro. Utopia? certo! è fuor di dubbio, ma è anche fuor di dubbio che il nostro habitat, è la terra, e come tutte le specie viventi, legate per la vita e per la morte al proprio ecosistema, e senza di esso si mettono in moto quei meccanismi che portano all'estinzione, non visibili all'occhio umano perchè lenti nel tempo.Ritornando ai Masai, nella nostra arrogante presunzione di supuriorita di uomini evoluti e acculturati, facciamo una ficuraccia meschina,di fronte ad un pensiero così semplicemente pulito e scevro da interessi di parte, ma rivolto alle generazioni future. Un caro saluto

da Nato cacciatore 11/12/2009 17.22

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

Anzitutto!.... per costruire una centrale nucleare ci vogliono una decina d'anni oltre che a tanti soldi che sarà difficile ammortizzare nel giro di poco. Pertanto quando andra in funzione, sarà già vecchia. Poi ci saranno da smaltile i rifiuti della centrale che andremo ad interrare come stanno facendo i nostri confinanti, con l'aggravio che la superficie italiana è inferiore come rapporto terreno libero e abitanti (è un nostro problema anche negli ATC per la caccia, non abbiamo il territorio FRANCESE esempio). L'alternativa sta crescendo a vista d'occhio con il fotovoltaico che non surriscalda la terra e l'eolico dove c'è il vento. Da solamente 2 anni a questa parte le dimentìsioni di un fotovoltaico si sono dimezzate. Che qualcuno mi spieghi il perchè la Germania e la Francia oltre a tutti i paesi del nord Europa stanno investendo in questi settori anche se hanno meno sole di noi ed abbandonano il nucleare?... il più grosso impianto fotovoltaico lo sta facendo la Germania nel deserto del Sahara e non sta costruendo nel deserto una centrale nucleare... ATTENDO RISPOSTE!...

da POLLO 11/12/2009 15.31

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

X massiomo-Perchè no in Italia??ma è semplice....non sappiamo mantenere bene le cose piu comuni e dovremo tenere un centrale nucleare?tutti i soldi andranno a finire nelle tasca di qualcuno e di manutenzione ne vedremo poco...quindi a voi.

da Selous 10/12/2009 18.00

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

Siamo veramente italiani...nucleare si ma non in italia. Allora se diciamo No al nucleare perchè vari governi anche con i verdi hanno comprato energia nucleare dalla Francia?

da nappa 10/12/2009 16.48

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

x pollo e quale sarebbe l'energia aternativa? non voglio e non sono in grado di affrontare un simile argomento, ma una riflessione la voglio fare, da quanto tempo ci fanno mangiare le peggio cose da quanto tempo respiriamo aria malsana, da quanto tempo andiamo avanti con le eco balle di rifiuti che interrano, da quanto tempo nella nostra agricoltura immettono diserbanti, (vedi pozzi inquinati), allora io dico, se, e ripeto se, con l'avvento di centrali definite sicure possiamo procurarci energia alternative al petrolio che di danni ne ha fatti abbastanza perche' no?, il nostro standard di benessere e' talmente cresciuto che in ogni casa siamo pieni di attrezzi a corrente nessuno si vuole far mancare niente e come facciamo in futuro? cari amici non facciamoci prendere dalle emozioni, io guardo in paesi piu' evoluti di noi primo l'america da quanti anni hanno il nuclearee non mi sembra siano successi catastrofi, d'altronde loro sono molto piu' attenti di noi europei all'ambiente, e facendo un paragone tra quello che ho appena detto nel mio intervento,e il degrado ambientale, ce ne abbiamo molto piu' noi che loro con il nucleare. saluti gianni

da gianni 10/12/2009 15.06

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

Caro Gianni!... oramai la tecnologia ha fatto passi da gigante e pertanto anche il famigerato nucleare è superato... ci sono delle soluzioni molto più vantaggiose che non avranno nel tempo il famoso effetto danno collaterale di smaltimento o quant'altro. POI TI VORREI CHIEDERE SE TI FAREBBE PIACERE CHE LA COSTRUISSERO A 1 KM DA CASA TUA!... Se la risposta è no lascia stare questi discorsi!...

da POLLO 09/12/2009 15.41

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

A Gianni: amico mio, io sono contrario, non ti spiego il perché, non ce la faccio più!!! Ora le centrali le faranno!!! finalmente, così non ci scasseremo più a discuterne. Spero di campare cinquanta anni ancora e tu anche di più, poi, chissà, ne potremo riparlare!

da Fromboliere 09/12/2009 15.39

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

scusate, ma sapete quante centrali nucleari ci sono in europa? allora vi domando, se succede qualcosa in francia germania inghilterra ecc, non pensate che anche noi siamo a rischio? non e' che io ci goda ad un simile pullulare di centrali ma se ce l'abbiamo a due passi che vogliamo fare? continuiamo a comperare energia per il nostro paese dalla francia che ce l'ha disseminate su quasi tutto il nostro confine, e noi sempre piu' dipendenti da questi signori, ditemi voi se e' una cosa logica!!!!

da gianni 09/12/2009 14.36

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

Stimati interlocutori: al mio paese quando si guardano due persone che parlano di un argomento intercalando allusioni bonarie e dandosi di gomito si capisce che quanto prima si metteranno d’accordo con buona pace reciproca. Quando invece li vedi infervorarsi, divenire solenni ed elargire attorno a se lunghi sermoni su argomenti che, calca e ricalca, spropositano il ragionamento, capisci che, sebbene dicano più o meno le stesse cose, presto andranno a litigare. E’ la sindrome del ‘mirami a mmé‘! L’egocentrismo argomentaiolo che s’ispira, la maggior parte delle volte, al qualunquismo e alla ripetitività dei concetti già espressi pacificamente, ma che protervamente li vuole capovolgere. L’oggetto del dire è ormai ininfluente e si è anche perso di vista. Questi sono i G vari e ieri questo si è visto a Copenhagen. Intanto in Italia si parla già, pardon, si teme già, dove faranno le centrali. C’è stato un referendum, Mario, dove un segno ha superato il suo contrario, non solo non l’ha annullato ma ne è stato di fatto soverchiato, la sindrome ‘del mirami a mmè’ inverte le leggi, seppure incontestabili, della matematica, e tu mi ricordi che ‘noi possiamo e dobbiamo renderci conto ecc ecc……‘? Per questo non mi rimane minimamente da essere Gaio: “ma voi mi ccapite a’ mme??!!!” Ciao.

da Fromboliere 09/12/2009 12.48

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

A me invece diverte molto leggere certi deliri di onnipotenza dell’uomo. L’ipotesi gaia, condivisibile nella spiegazione delle delicate sinergie che mantengono in vita la vita, è una delle tante costruzioni mentali dell’uomo che continua a darsi spiegazioni valutando il tutto dalla sua ristrettissima angolazione. Io credo invece si debba tener conto di diverse componenti tal per cui a volte dovremmo essere così umili a non sconfinare su territori a noi incomprensibili (in tal senso condivido l’idea che l’universo possa essere compreso solo dai fisici e dai poeti ma mai da uno solo di essi). Lovelock, nelle sue teorie postula che al pianeta terra possa interessare la vita su di esso ma non riesce ovviamente a dare una spiegazione del perché a Gaia dovrebbe interessare una cosa del genere. Perché? Io credo che alla terra e all’universo intero poco importi cosa succede e men che meno si interessi dell’uomo distruttore o riparatore. In paragone ai cataclismi naturali devastanti avvenuti in questi 14 miliardi di anni di “vita” del nostro pianeta, lo scoppio di tutte le bombe nucleari del mondo, oltre ad interessare ben poco alla terra e agli altri pianeti dell’universo, avrebbe solo lo scopo di “modificare” ciò che è ora nella visione “positiva” di vita dal punto di vista umano. Se si rende necessario agire per il bene e protendere a quel senso positivo lo si deve solo e semplicemente a noi, e per noi. Immaginare una natura che si ribella all’opera dell’uomo ha contribuito ad alimentare una visione antropocentrica che sfocia appunto in questi deliri di onnipotenza occidentali. Ecco perché, come dice Fromboliere, pur non sapendo cosa fosse un’università, grandi uomini saggi ed umili del passato avevano già inscritto nel loro DNA quale rapporto dovevano avere con il tutto. Saluti.

da massimo zaratin 09/12/2009 12.18

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

X Mario: Trattiamo bene la terra su cui viviamo: essa non ci è stata donata dai nostri padri, ma ci è stata prestata dai nostri figli.(prov.MASAI) X Zaratin: Questo noi sappiamo: la terra non appartiene all'uomo, è l'uomo che appartiene alla terra. Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Non è stato l'uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso.(SUQUAMISH)Questa gente, di cui sopra, non sa che cosa sono le università, ma è in grado di capire meglio di uno scienziato, perché? perché la terra la sa vivere e ne vive, o ne ha vissuto finché noi gliela abbiamo tolta. Questa è la differenza. Noi non capiamo nulla della terra, nonostante la scienza, la politica o la filosofia, perché non capiamo nulla di noi stessi, allucinati dai miraggi. Continuate pure a ragionare,... mi diverte.

da Fromboliere 09/12/2009 10.44

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

…Tutte le opere dell’uomo, centrali nucleari comprese ed in qualunque parte della terra l’uomo decida di porle, fanno parte di questo sistema pertanto verrebbe da pensare che tutto quello che abbiamo fatto, e ancora faremo, sia esattamente ciò che Gaia ha previsto, e vuole! Con questa teoria non è possibile pensare ad un pianeta, o ad un universo, in cui una sua componente non esegua i compiti ad essa prefissati o peggio, agisca contro la sua vita stessa. Personalmente ritengo che l’ipotesi Gaia sia fallace laddove vorrebbe entrare con forza nel “campo spirituale” a colpi di scienza. Se davvero l’uomo è l’unico sfuggito al controllo allora significa che questo non è più la creatura perfetta e dio ha sbagliato clamorosamente! Quali risposte a siffatte domande? Fortunatamente per noi, quella di Gaia rimane solo un’ipotesi! Saluti.

da massimo zaratin 09/12/2009 9.55

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

X Mario C’è una palese contraddizione nell’ipotesi Gaia di Lovelock come se la sua ecofilosofia non contemplasse un sistema olistico a tutto tondo. Concordo con la visione di un pianeta o meglio, dell’intero universo quale unico organismo vivente autoregolantesi. Ad ogni azione corrisponde una reazione contraria affinché vengano ripristinate le condizioni originali atte alla presenza di ciò che è! Sul quel “cio che è” però Lovelock ad un certo punto si pone una domanda: Qual è il nostro ruolo sul pianeta terra? Da buon scienziato, scremando il valore dell’esistenza di qualsiasi componente spirituale, Lovelock presume che la parte di organismo rappresentata dall’uomo necessaria alla vita di Gaia, sia il suo sistema nervoso. A Gaia, io mi chiedo, non può essere sfuggito il controllo di una sua parte di organismo perché se così fosse dobbiamo veramente considerare l’uomo come una specie di cancro da debellare. Non è difficile immaginare che qualsiasi cosa tenda a ripristinare le sue condizioni originali (una nostra ferita si rimargina, un cancro si debella etc) pertanto alla stessa maniera, se l’uomo fosse una cellula impazzita di Gaia, il declino dell’uomo sarebbe già iniziato da tempo oppure se lo sarebbe già scrollato di dosso. Se invece per esempio al pari di certi insetti che entrano in gioco per ripristinare parti chimiche dell’atmosfera quando questa pecca di metano e diminuiscono quando l’equilibrio è ripristinato, dobbiamo supporre che il sistema nervoso dell’uomo sia in una perfetta condizione tale da garantire a Gaia ciò di cui ha bisogno...(continua)

da massimo zaratin 09/12/2009 9.53

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

Ecco come va a finire a Copenhagen! per fortuna non c'eravamo (rappresentanza cacciatori) se no qualcuno ci avrebbe dato la colpa del mancato accordo!!! In compenso si sa dove faranno le centrali nucleari in Italia?

da Fromboliere 08/12/2009 19.20

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

Segue -Solo negli ultimo 150 anni (un batter di ciglia in conffrontato ai tempi geologici) l’uomo ha accelerato la sua produttività in modo esponenziale per cui le sue molteplici attività producono un impatto rapido e imponente sugli equilibri ambientali esistenti che la “Natura” saprà certamente riequilibrare, ma in che modo e con quali “costi”? e l’uomo sarà in grado di adattarsi con la stessa velocità ai nuovi equilibri? Concordo che i politici (di bassa lega aggiungo io) che oggi imperversano sullo scenario nazionale (ricordiamoci che sono al governo perché li abbiamo votati noi tutti anche coloro che si sono astenuti o che non sono andati a votare) vogliano trovare appoggio per le decisioni già prese pensando così di “salvarsi l’anima”, ma noi non dobbiamo prestarci al giuoco. Abbiamo il diritto/dovere di farci un’idea di come vogliamo il nostro futuro e quello delle generazioni che verranno e di assumere coerentemente le nostre posizioni senza farci strumentalizzare. In una democrazia tutti politici, nessuno escluso, devono fare i nostri interessi e non noi i loro. Per un problema di pura logica se il mio ragionamento è totalmente condivisibile non può essere contemporaneamente totalmente incondivisibile perché significherebbe che non esiste il ragionamento. Concordo con Gabriele M. poco potremmo risparmiare tanto e fare tanti danni i meno.

da mario 08/12/2009 19.19

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

X-Fromboliere. E’ fin troppo ovvio che una quantità positiva si annulla con una quantità negativa, ma perché questo avvenga le due quantità devono essere uguali (es +/-1; +/- 100.000), ma se le quantità non sono uguali allora il risultato sarà positivo o negativo (nell’esempio di prima potrebbe essere +/– 999.999). Non appartengo alla categoria dei “nimby” in senso stretto perché, concordando con l’idea di James Lovelock che vede la Terra come un unico organismo vivente, considero la terra nel suo insieme il mio cortile e ciò che succede in casa d’altri succede anche in casa mia e viceversa. Se si vuole, si può considerare la terra come una grandissima astronave che viaggia nello spazio. Questa rappresentazione può farci meglio capire come le risorse terrestri, benché immense ai nostri occhi, siano da considerarsi finite. Per questo ritengo profondamente sbagliato pensare che la costruzione di centrali nucleari fuori dal nostro giardino così come la deforestazione dell’Amazzonia o della foresta equatoriale africana (di cui non si parla) non interessi anche noi perché non ne siamo direttamente interessati. L’uomo, nell’arco dei secoli, con le sue attività ha sempre modifica la “natura” e sempre nell’arco dei secoli l’uomo si è adattato alle modificazioni naturali. segue

da mario 08/12/2009 19.17

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

Nessuno considera il fatto che ogni abitazione,casa isolata,palazzina,grattacielo si potrebbe rendere autosufficiente sia per l'energia elettrica sia per il riscaldamento dell'acqua,la tecnoclogia non manca,il problema e' sempre quello:la speculazione.Quanti di voi lavorano giornalmente davanti ad un computer,quanti di voi potrebbero lavorare a casa propria sfuttando l'e-mail,non recarsi sul luogo di lavoro risparmierebbe:1) soldi al privato ,2) soldi all'azienda, 3) inquinamento atmosferico.Questo e' un esempio che non c'entra niente con l'energia nucleare,e solo per dire che le buone idee per migliorare il mondo ci sono,ma cozzano contro gli interessi di pochi ricconi che ci tengono in mano.

da Gabriele M. 08/12/2009 15.55

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

Alla domanda proposta dalla redazione non è affatto difficile rispondere NO!. Piuttosto risulterebbe più arduo rispondere se ci chiedessero: energia: si o no?, oppure economia si o no? tenore di vita attuale si o no? e potrei continuare con acqua calda a volonta, col riscaldamento delle case al massimo, ecc ecc. La domanda alla quale dovremmo prima o poi rispodere sarà la seguente: che cosa siete disposti a fare, e a cosa rinunciereste x contribuire al benessere del Pianeta?. Saluti.

da Giovanni59 08/12/2009 13.36

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

Ed intanto che noi giustamente ci dilaniamo l'animo su Italia si ed Italia no, perchè questo a mio avviso è il problema giusto su cui discutere,trovo una riconducibilità forse fin troppo spinta, alla caccia alla migratoria. Cosa vogliamo fare ereggere reti fino alla luna per non far entrare l'eventuale passo di tordi per proteggerli -credo basti il giusto equilibrio risparmiando le reti- e muri di eguale altezza intorno al BelPaese per -proteggerci- da possibili disastri nucleari di vicini che un una leggera brezza potrebbero entrare anche da noi? Ciascuno rimarrà della propria idea, nel frattempo più o meno correremo gli stessi rischi degli altri, non avendo centrali ed acquistando energia dai Paesi che ne hanno. In fondo come morale spicciola spicciola, stiamo finanziando quello che molti di noi non vorrebbero. Ma concordo sulla necessità che sia la scienza che ci indichi la strada giusta, quella scienza un pò utopistica, che non dipende. Buona giornata.

da Silvano B. 08/12/2009 10.20

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

X Mario. Totalmente e formalmente condivisibile, ma altrettanto formalmente e totalmente incondivisibile. Positivo e negativo si compendiano, ma si annullano contemporaneamente. Questo argomento dell'atomo ha agglomerato masse contrapponendole solo su i pro ed i contro, ma in Italia si è voluto vestire queste masse di un colore politico o forse è meglio dire che il colore politico ha voluto accaparrarsi le fazioni, non tanto per decidere si o no, perché comunque anche chi le vuole... le vuole in casa d'altri e non certo a casa propria! ma bensì per esacerbare ulteriormente gli animi. A che serve, ora, chiedere ai cacciatori, che forse rappresentano una delle categorie tra le più esacerbate politicamente?! vogliamo esacerbarci ancora di più su di un argomento che in Italia è oggi solo campanilistico? no signori, c'è il tranello: l'esortazione è velata ma percettibile e non vi chiede che cosa preferite, è già deciso per il si nucleare, vi chiede solo di unirvi compattandovi su questa decisione almeno per questa volta. Fare leva sul senso di colpa per poi sentirsi assolti se votiamo tutti si nucleare. Viceversa perché chiedercelo? l'opinione generale è già conosciuta e si ripete sopra e da come si potrà magari leggere di seguito: tanti sì uguali a tanti no: fine della corsa.

da Fromboliere 07/12/2009 23.46

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

segue -- fatto è che ci sia in atto una campagna di controinformazione tesa a minimizzare gli effetti perversi che il nostro modello di sviluppo economico sull’intero pianeta (cambiare stile dei consumi costa nell’immediato e non è ben accetto dal modo produttivo legato alle produzioni tradizionali). Perché dico queste cose perché, anche se è vero che il clima sulla terra è cambiato più volte provocando più di un’era glaciale, quello che è importante è la velocità del cambiamento e dalla mia esperienza (ho più di 60 anni) mi sono accorto (quindi in un tempo limitatissimo rispetto ai tempi geologici) che le stagioni sono climaticamente cambiate, primavera estate, autunno e inverno si confondono e non si riconoscono più agevolmente. Questo, che posso osservare con i miei sensi, vorrà pur dire qualcosa. Concordo sia sul idea di James Lovelock che vede la Terra come un unico organismo vivente per cui una modificazione apparentemente insignificante di un qualsiasi valore può portare a conseguenze irreparabili; e noi possiamo dire di alla perfezione gli equilibri che regolano la vita sulla terra? Concordo pure con le domande poste dal Premio Nobel Carlo Rubbia. Questa questione non è da trattare come se fossimo Guelfi o Ghibellini, ognuno intransigentemente arroccato sulle proprie posizioni, ma va affrontata con pacatezza, consapevolezza e determinazione e, se alla fine, sarà necessario sacrificare qualche “pseudo” comodità a favore della sicurezza della salute io non ho alcun dubbio: LA SALUTE PRIMA DI TUTTO perché se non c’è questa tutto il resto è inutile.

da mario 07/12/2009 22.42

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

segue -- il rischio delle centrali degli altri paesi confinanti Francia, Svizzer, Austria e Slovenia. (per inciso ricordo che negli ultimi mesi si sono verificati alcuni incidenti di contaminazione radioattiva in Francia e Slovenia che sono state classificate irrilevanti e per non creare allarme sociale; la notizia non è stata nemmeno data se non in qualche agenzia ANSA. Che si sia utilizzato lo stesso criterio dell’atrazina? Si innalzano i limiti massimi tollerabili e il problema non sussiste. Tanto la popolazione non si accorge subito dell’aumento della radioattività (non si viaggia quotidianamente con il contatore geiger in tasca); inoltre (come dimostrato dai più grandi laboratori umani di Nagasaki, Hiroshima e Chernobyl) gli effetti negativi delle radiazioni sull’essere umano si vedono nel tempo. Allora come possiamo farci un’idea sufficientemente chiara per permetterci di decidere? Già perche decidere dobbiamo se non vogliamo che altri decidano per noi e questa è una di quelle decisioni che non desidero affidare ad altri è troppo importante. Bisogna, secondo me, decidere in primo luogo le priorità (la salute va sacrificata per le comodità o viceversa), poi è necessario sviluppare la nostra capacità critica (non ipercritica distruttiva e paralizzante), non accontentarci delle risposte fideistiche e semplicistiche che ci vengono propinate. Abbiamo valutato con attenta convinzione opzioni percorribili e alternative al nucleare? Per esempio, considerato che siamo in Europa, non sarebbe i caso di affrontare il problema del fabbisogno energetico a livello comunitario e promuovere accordi, fra i paesi UE, per la gestione, il miglioramento e il potenziamento delle centrali esistenti prima di costruirne delle nuove? Non sarebbe forse più utile promuovere l’utilizzo di processi produttivi meno energivori e favoririre la ricerca su come migliorare l’efficienza energetica dei nostri più comuni apparati ecc. Per quanto riguarda lo “scandalo climagate” l’idea che mi sono fa

da mario 07/12/2009 22.40

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

Nucleare si nucleare no. Bella domanda. Con che grado di conoscenza ne parliamo? Non certo con quella di chi studia gli effetti delle radiazioni nucleari sugli esseri viventi! Conosciamo bene gli effetti negativi della radioattività e sappiamo anche che negli ultimi anni sono cresciute enormemente le sicurezze degli impianti nucleari. Ma questo è sufficiente per convincerci sulla bontà di questa soluzione? Qualcuno di voi ricorda il problema dell’atrazina che inquinava le falde della val padana? Come è stato risolto? Semplice: quando ci si è resi conto che non vi erano soluzioni (se non quella di chiudere i pozzi con una conseguente crisi di approvvigionamento idrico per la cittadinanza) la questione è stata risolta inalzando i limiti di tossicità e, come per incanto, il problema è sparito; di botto non sono più stati fatti studi ufficiali sugli effetti negativi che tali sostanza hanno sugli esseri umani. Cosa c’entra questo con il nucleare? Apparentemente nulla, ma sostanzialmente molto: rappresenta il modo con cui il nostro “bel paese” affronta e risolve le questioni ambientali quando le soluzioni sono, da taluni, considerate non economicamente convenienti. Non siamo neanche in grado di gestire e smaltire correttamente le scorie radioattive prodotte dagli ospedali!! Figuriamoci quelle di una centrale nucleare. Altra considerazione: sappiamo che una fabbrica di fuochi di artificio (polveriera), per il materiale in essa custodito e lavorato, è a rischio di esplosione, ma sappiamo anche che gli ottimi sistemi di sicurezza e di lavorazione adottati ci garantiscono al 99 % che questo evento non si verifichi. Rimane pur sempre l’ 1% di possibilità di una esplosione. Ora se costruisco più di una polveriera in una determinata area, poniamo 100 km/q, secondo voi il rischio in quei 100 Km/q è rimasto invariato? Come aumenterebbe il rischio se costruissimo centrali nucleari (come proposto) a ridosso dell’arco alpino? Già perche al rischio delle nostre centrali si sommerebbe

da mario 07/12/2009 22.37

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

un disegno politico, economico e culturale che ha tutt’altri scopi (si legga al proposito R. Cascioli – A. Gaspari, Che tempo farà, Piemme 2008). E tanti scienziati sono stati al gioco, chi per convinzione, chi per interesse (pensate alla massa di soldi che si è concentrata sugli istituti e centri di ricerca sul clima pro-riscaldamento globale), ma in ogni caso facendo la propria fortuna grazie a questa isteria di massa. Come grande fortuna hanno fatto i movimenti ecologisti – che pure non sono stati gli iniziatori di questo circo -; i giornalisti dei grandi media, che ora coprono lo scandalo di cui sono stati complici e corresponsabili ; i politici che hanno fatto e fanno a gara a chi è più verde; la grande industria, che mette fuori gioco la concorrenza a colpi di brevetti “verdi”. Tutti uniti ora in questa congiura del silenzio, compresi i leader dei Paesi in via di sviluppo che vanno a Copenhagen come si va alla fiera delle vacche: ognuno reclamando il proprio stato di “vittima dei cambiamenti climatici” per aggiudicarsi quanto più possibile del bottino, costituito dai miliardi di dollari messi in palio da un Occidente che si scarica così dei suoi sensi di colpa per essere ricco e potente. Soldi che oltretutto andranno nelle casse di governi che hanno già dato ampia prova di saperli far sparire a beneficio di pochi. Paesi africani che soffrono di siccità, atolli del Pacifico che affermano di affondare, governi dell’Asia meridionale spazzati dai cicloni: tutti in fila alla cassa, ma neanche un soldo andrà per l’unico progetto che può aiutare i popoli: lo sviluppo. Eppure il problema di queste popolazioni non è il clima che cambia (il clima è sempre cambiato) ma la povertà, il sottosviluppo, che rende estremamente vulnerabili ai capricci del clima così come alle malattie, alle crisi economiche globali e a qualsiasi evento che, per quanto piccolo, è in grado di sconvolgere esistenze tanto precarie. Ma lo sviluppo, con le sue emissioni di CO2, è il nemico nu

da ispanico 07/12/2009 21.51

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

A COPENHAGEN MUORE LA SCIENZA Riccardo Cascioli Alla vigilia del vertice di Copenhagen sul clima c’è un dato che emerge con chiarezza: qualsiasi decisione verrà presa, la scienza – che pure dovrebbe essere il fondamento di tali scelte politiche - non c’entra assolutamente nulla. La questione è apparsa evidente dopo lo scoppio del “Climagate”, ovvero la pubblicazione di migliaia di e-mail “rubate” all’Università di East Anglia (Regno Unito) da cui emerge con chiarezza che decine di scienziati tra i più influenti si sono scambiati informazioni e pareri per “truccare” i dati sulle temperature in modo da mantenere alto l’allarme riscaldamento globale. Se davvero la “politica del clima” avesse a che fare con la “scienza del clima” ce ne sarebbe abbastanza almeno per fermarsi un momento e vederci chiaro, ponendosi qualche domanda: è vero che questi scienziati ci hanno presi in giro? E se sì, qual è il punto vero della conoscenza scientifica riguardo il clima? E la conoscenza attuale giustifica le drastiche scelte economiche e politiche che abbiamo già preso e quelle ancora più costose che stiamo cercando di prendere? Domande di puro buon senso per governanti e amministratori che stanno impegnando risorse finanziarie pubbliche enormi in politiche e scelte economiche che hanno come giustificazione “evitare la catastrofe climatica”. Ma sono ormai passati più di 10 giorni e non abbiamo visto neanche un politico o un governante di un certo peso prendere in considerazione queste domande. Né abbiamo visto alcuno turbarsi o porre domande quando è emerso con chiarezza che dal 1998 le temperature globali non sono più aumentate, anzi: più di uno scienziato parla ora di un possibile raffreddamento per i prossimi decenni. Si va avanti come se nulla fosse accaduto, come se – appunto – la “scienza del clima” non avesse nulla a che fare con la “politica del clima”. E in effetti è proprio così, la scienza è stata usata in tutti questi anni strumentalmente per far avanzare

da ispanico 07/12/2009 21.48

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

Perchè no in Italia?

da massimo zaratin 07/12/2009 20.26

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

Energia nucleare???perchè nò....ma in italia no grazie!!!!!!!!!!

da Selous 07/12/2009 19.55

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

Sendo me è giusto che costruiscano centrali nucleari anche in italia...Così almeno diventiamo meno dipendenti dagli altri per l'energia...Anche se sarebbe opportuno costruire anche centrali per l'energia pulita come quelle eoliche...La paura del nucleare è un pò costruita su un castello di paglia perchè in fin dei conti ne espola (solo un reatore) una e basta...E' come la paura dell'aereo che è il mezzo di trasporto più sicuro al mondo e chi più chi meno a paura ad usarlo

da Asterione 07/12/2009 18.43

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

Sono proprio d'accordo!!! Una associazione che, magari, seppure a malavoglia, rinunci un pochino, nel nominativo, alla parola caccia o cacciatori e che si sposti più sul culturalrusticovenatorio. Ma che poi ci dia dentro alla grande! e su tutti i fronti e quando i fronti cominceranno a sfaldarsi i vantaggi per la caccia e i cacciatori ci ricadranno addosso a pioggia.

da Fromboliere 07/12/2009 18.39

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

Sulle "cose che devono nascere" molto probabilmente la penso come te! Io credo che dobbiamo solo unire quello che già c’è e che, purtroppo, risulta già troppo! Come unirlo? trovando delle valide "battaglie" che dovranno essere combattute per forza, seppur a malavoglia, dai nostri regimenti (le ass. venatorie), pena l’esclusione da un dibattito che sempre più sta portando il mondo venatorio a non occuparsi solo di cartucce come lo definisci giustamente tu. Sicuramente la prima associazione che comprenderà questo passaggio che ritengo ormai obbligato, sarà avvantaggiata rispetto alle altre!

da massimo zaratin 07/12/2009 17.52

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

Ascolta Massimo, quando sento uno che dice: “chiediamo ai cacciatori…….“ o rido o m’incinghialisco. Perché? perché l’entità “cacciatori” è un entità ondivaga, nota per essere pluridentità, un diavolo o un angelo, ma comunque con mille teste. Oggi devo sentire un’aria nuova, sento cose che vogliono nascere, ma non ancora, quindi chi si siede al tavolo? mille teste? allora non ci credo. Ma dammi un corpo solo con una testa sola che sia lui a sollecitare l’incontro buttando sul tavolo la propria identità, dicendo che sia arrivato il momento di parlare, anche di tutto, bene! allora guarda, anche se decidesse per il nucleare a me non rimarrebbe che stare zitto. Ma ora esaudisco la richiesta dell’argomento. Io non ho pregiudizi, forse, condivido all’ennesima potenza quando dici che gli argomenti ai quali dobbiamo partecipare sono molti, che noi dobbiamo finirla di parlare sempre delle nostre cartucce, quando poi abbiamo le lance spuntate. Ragiono per utopie? forse si, però attenzione, abbiamo di fronte dei mulini potenti che girano con le loro pale, questa è la potenza del progresso, un progresso sperimentale, rappresenta una scommessa cominciata. Scagliamoci contro questi mulini e finiremo come Fanfulla!

da Fromboliere 07/12/2009 16.43

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

Per questo ti dico che dobbiamo esprimere giudizi che ci competono, in maniera ragionevole e responsabile ed epurati da componenti “politiche”, ideologiche o di “ripicca” (non dire per forza il contrario di quello che dicono i nostri “nemici”). Solo in questa maniera saremo inattaccabili, indipendenti e maturi. Se diciamo no all’eolico, lo diciamo perché il mondo venatorio non può essere favorevole alla deturpazione dell’ambiente ed al massacro dei volatili, anche rapportandolo agli scarsi benefici che se ne trarrebbero. Se poi questo lo dice anche la Wilderness Italia, ed infatti lo dice, significa che il loro tipo di ambientalismo si sposa perfettamente con le nostre idee. Se queste vengono sostenute anche da una parte del mondo politico (di qualsiasi colore), benvenga…se lo dice la Lipu ed il WWF ancora meglio. Noi dobbiamo esprimere giudizi coerenti con il nostro modo di vedere e fare ambientalismo ed attendere partners…purtroppo abbiamo sempre fatto il contrario o peggio, come nel caso dell’ecologismo, non ce ne siamo proprio mai occupati! Comprendo che il parere del mondo venatorio sul nucleare esuli dalle nostre competenze e possa suonare per certi versi “ridicolo” ma su tantissime altre cose il nostro apporto potrebbe essere determinante…penso ad esempio ai dibattiti sulla biodiversità! Perché dovremmo sottrarci dal discutere di cose che più di altri, ci riguardano da vicino?

da massimo zaratin 07/12/2009 15.55

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

Certamente il merito degli argomenti è di vitale ed irrinunciabile importanza. In un paese che si ritiene democratico nessuno si può ritenere escluso da qualsivoglia argomento, per cui bisogna esserci, ma il vessillo va tenuto bene in vista sopra le nostre teste, per scoraggiare ogni strumentalizzazione alla quale entità fragili ed in crescita, o meglio alla ricerca dell'identità perduta, come la nostra, potrebbero, e si sa bene che le sono, essere soggette.

da Fromboliere 07/12/2009 15.29

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

Non posso darti torto Fromboliere anche se la tua visione, che in parte condivido, non c'entra poi granché con la caccia. Il rammarico è partire solo ora ad occuparsi di cose che dovrebbero essere state da sempre di nostro interesse e sicuramente questo coinvolgimento dovrà prescindere dalla "politica" e da come si presenta ora questa povera Italia. In quanto fruitori dell'ambiente è invece necessario che anche il nostro mondo si esprima sugli avvenimenti che lo interessano direttamente. Sulle pale eoliche per esempio il no dei cacciatori dev’essere forte e deciso, a prescindere appunto da chi gestisce gli affari od ha interessi o meno ad un suo ampio impiego. In tal senso, una posizione ragionata e responsabile può essere valutata anche sulla questione nucleare.

da massimo zaratin 07/12/2009 14.48

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

Non credo in nessun modo che il mondo della caccia si confronti solo ora con il problema del nucleare, quando l’odierno governo ha già deciso per tutti. D’altronde penso che già antecedentemente, per lo meno lo spero, di atomi si sia già a suo tempo discusso e ognuno, magari in altre sedi, abbia già espresso il proprio parere. Dico lo spero perché sarebbe veramente poco lusinghiero che i cacciatori siano interpellati ancora per ultimi, quindi un articolo nel merito rivolto così in ritardo, aggregando una categoria all’altra non fa altro che insospettirmi. Difatti non è nemmeno necessario leggere bene tra le righe per capire, se si strizza o no, l’occhio al nucleare. Ma dei pro e contro si sono già riempiti i libri. Io vado quindi oltre alle motivazioni personali e guardo questo italico paese: guardo alle orde barbariche che questo paese se lo stanno spartendo. Compagnie di “bandiera” della sanità, dell'università, dei treni, della telefonia, dell’energia, dei voli, dello smaltimento, delle autostrade, del territorio e anche recentemente dell’acqua, si sono spartite in modo piratesco le risorse di questo paese, dove albergano tra l’altro le peggiori mafie internazionali e ora vorremmo mettergli in mano niente popò di meno che il nucleare? State attenti uomini!!!! Come si comincia appena a parlare di un nostro partito nascituro ecco che spuntano i sondaggi orientativi per capire se il cucciolo sarà commestibile. Uomini non sforziamoci di capire se nucleare si o no. Battiamo sulla noce per capire se quello che c’è dentro ce lo potremo mangiare o se invece c‘è il verme!!!!!

da Fromboliere 07/12/2009 13.43

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

Innanzitutto fa molto piacere leggere questi editoriali ambientalisti su un sito di caccia…era ora! Io credo che il mondo venatorio, interessato direttamente alla questione del clima, dovrebbe dare una risposta chiara e precisa. La potrebbe dare in collaborazione con i nuovi ambientalisti in quanto le idee di questi ultimi combaciano perfettamente con la nostra visione in tema di salvaguardia ambientale. Ci dovremmo opporre all’eolico e sostenere, o perlomeno valutare pro e contro in maniera ragionevole, il nucleare. Un punto di intesa tra il nuovo ambientalismo, gli agricoltori, i cacciatori ed i pescatori credo sia facilmente raggiungibile ed un’unica voce che rappresenta milioni di cittadini italiani travolgerebbe l’ecologismo delle “non soluzioni”.

da massimo zaratin 07/12/2009 11.47

Re:Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no?

La tecnologia fa passi da gigante....è l'uomo che rimane sempre lo stesso! Nucleare MAI!!!

da Fromboliere 07/12/2009 11.33