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Editoriale

Un saluto


lunedì 27 luglio 2020
    

 
 
In questo anno orribile, anche Bruno Modugno, compagno di tante battaglie, ci ha lasciato.  E' passato appena un mese da quando volle organizzare - in tempo di block down - una videoconferenza sul "suo" canale televisivo per ricordare pubblicamente il comune fraterno amico Gianni Bana, raccogliendo idealmente le testimonianze di chi più di altri, insieme a lui, ne avevano condiviso l'amicizia: Stefano Masini, Marco Ciarafoni, Marco Castellani, Massimo Marracci.  E adesso siamo a piangere la sua scomparsa. Praticamente lo consideravamo inossidabile, tetragono a qualsiasi intemperie, a qualsiasi  aggressione del tempo. E invece no. Siamo tutti costernati, perchè in poco tempo abbiamo perso due grandi pilastri della nostra caccia. Due protagonisti delle vicende venatorie italiane degli ultimi cinquant'anni. Questo mi spinge a scriverne un commosso ricordo, un saluto che non sarà l'ultimo, perchè comunque li terrò sempre nel cuore.
 
 
Con Bruno fu proprio Gianni Bana una quarantina d'anni fa a creare la nostra amicizia, in occasione - se non ricordo male - di una delle tante trasferte fuori casa, in Francia in quel caso, per sostenere le ragioni della caccia italiana nel contesto europeo.  Ne nacque un'amicizia, un sodalizio, che sono  andati avanti praticamente fino... a ieri, appunto. Allora, Bruno era caporedattore del TG1 Rai, per poi passare a condurre una  trasmissione d'intrattenimento a sostegno dell'ambiente, dove fra i primi non mancò di dare valore alle nostre eccellenze gastronomiche, con i piatti di selvaggina in bellavista sulla tavola. Con Carlo Peroni (allora presidente del CNCN) organizzammo quattro puntate dedicate alle belle cose della caccia. Poi vennero i referendum e lì non mancarono le occasioni per dare battaglia a quei movimenti che ci volevano cancellare. La spuntammo, anche con qualche colpo gobbo di cui forse un giorno avremo modo di dare qualche dettaglio. tante furono le iniziative che ci videro insieme, nell'Unavi, nel CIC, nella Face. Con piacere accettò di far parte del Comitato di Redazione di "Diana", per la quale tenne per anni una sua rubrica quindicinale, regalandoci pagine di saggezza. Con l'Editoriale Olimpia pubblicammo il suo secondo romanzo (Ballata Saracena). Tanti gli incontri a caccia. Spesso complice Bana, altre volte in Valle (memorabile una giornata io e lui in botte e controbotte a Cavallino - rese uniche da Gino Fantin, presidente di Euroducks -  dove organizzammo anche una di quelle puntate per la Rai) o a Monterongriffoli, nelle Crete Senesi, con Enrico Vallecchi e altri comuni amici, e nelle tante braccate maremmane, in Lazio e in Toscana, dove lui era davvero superlativo, come cacciatore e come compagno di caccia. Un'amicizia insomma che in tante occasioni si allargò alle rispettive famiglie, con frequenti scambi di ospitalità. A Bracciano, in occasione dei diversi Game Fair, a Pescia, per alcune ricorrenze. Ricordo con piacere che mi fu padrino quando Rosini e la Federcaccia decisero di assegnarmi un prestigioso riconoscimento, che anche lui ha ricevuto. In tutti questi anni ho fatto tesoro dei suoi grandi insegnamenti, mi è stato fratello maggiore e guida. La sua saggezza, la sua eclettica cultura, le sue sfide, il suo coraggio hanno reso orgogliose generazioni di cacciatori, che come me non lo dimenticheranno.
 
 


Con Gianni Bana, fu più o meno lo stesso. Stessa Amicizia, stesse condivisioni, stesso legame familiare. Quando gli avevano appena conferito l'onorificenza di Commendatore, mi chiamò al microfono della 50a Assemblea dei Migratoristi, in un teatro di Bergamo, se non sbaglio - proprio in tandem con Bruno Modugno - per portare un saluto ai convegnisti e a un parterre di prestigiosi ospiti nazionali e internazionali:  rompendo come mio solito il protocollo, mi permisi di aprire con una battuta, abbinando la sua commenda al chioccolo, simbolo dell'arte dei suoi migratoristi. A distanza ormai di più di dieci anni,   posso riconoscere che fu irriverente. Ne approfittai, però, per lanciare l'ennesima filippica censoria (oh tempora, oh mores) a sostegno della caccia e soprattutto della caccia alla migratoria. E un invito all'unità dei cacciatori, rampognando i presenti in prima fila, cioè lo stato maggiore della caccia italiana. Col Minosse di turno (sempre l'impeccabile Massimo Marracci, uno dei due "giovani" dioscuri di Gianni Bana; l'altro, Marco Castellani, come sapete, ne è valido successore), che - esorbitando io ampiamente  dai cinque minuti raccomandati - provò a più riprese a strapparmi il microfono di mano. Senza riuscirci, ovviamente.

Ma con Gianni Bana, il mio rapporto era così - familiare, amicale, spesso ruspante, da toscanaccio - tale  che anche nelle occasioni ufficiali dimenticavo quel poco di etichetta di cui ero e sono in grado di disporre.

Fu grazie a quel meraviglioso libro - Gli uccelli attraverso il cielo e la terra - dello zoologo svedesa Curry Lindahl, che diventammo amici nei lontani, ormai, anni sessanta. Io ero appena approdato alla redazione di "Diana" e lui, Gianni, giovanissimo avvocato e appassionato ornitologo, curava per noi la rubrica del passo, sotto la guida del padre Antonio, fondatore e presidente di quella che allora si chiamava familiarmente la Gasparotto. Una passione comune, quella per gli uccelli migratori, che ci fece subito familiarizzare. Su quel libro, che lui mi consigliò, passai nottate incantevoli a scoprire le meraviglie di un mondo che fino ad allora amavo da semplice cacciatore da capanno.

Per le quotidiane pressanti vicende legislative, travagliate anche allora, non sempre ci trovavamo d'accordo. Lui, ...giurista di rito meneghino, aveva gran dimestichezza con l'arte del cavillo, io, poco aduso ai sofismi, spingevo per sbaragliare il campo. Eravamo nel sessantotto, non a caso.
 
 


C'incontrammo di persona quando, con Enrico Vallecchi, editore e mio Mentore, e Riccardo Todeschini, l'allora direttore effettivo della rivista, organizzammo a Firenze l'incontro fra i presidenti nazionali delle associazioni venatorie, grazie al quale nacque il CIAV (Comitato d'Intesa fra le Associazioni Venatorie), che poco tempo dopo dette vita all'UNAVI.

Da allora, nel rispetto reciproco dei ruoli, ebbe inizio e si consolidò un rapporto di collaborazione e d'amicizia che è durato fino a poche settimane fa, quando purtroppo si è interrotto. Nel tempo, incalzati dalla burrascose vicende referendarie e dal mondo che tumultuosamente si stava trasformando, il suo dinamismo vivificò un affiatato gruppo di lavoro fra il formale e l'informale, che ci offrì l'opportunità di rafforzare l'amicizia e contribuire a dare forma a iniziative e progetti per la caccia. A giro per l'Europa alla ricerca di sintonie "corporative" e istituzionali, ai tavoli italiani, principalmente fra Roma, Milano e Brescia, per inquadrare i problemi e prospettare soluzioni. Lui sempre propositivo, positivo, dinamicissimo. Alle riunioni Unavi, ricordo chi diceva scherzando che prima che lo stato maggiore avesse quagliato su una iniziativa, lui, Gianni Bana,  aveva già dato disposizioni qua e là per l'Italia per passare dall'idea ai fatti.

Metodico, da gran lombardo, andava al sodo senza preamboli. Con garbo, ma sostanzialmente chiaro. Anche a casa, o all'osservatorio, non derogava. Scandiva i secondi, tanto che appena partiva dall'ufficio per rientrare a cena, telefonava alla Pia, la paziente Pia, perchè la tavola fosse apparecchiata e la minestra in tavola.

Alla domenica, aveva preso l'abitudine di telefonarmi alle otto di sera. Tanto che scherzando io gli dicevo che aspettavo quella telefonata per rimettere l'orologio. Consuetudine che dai primi anni settanta si è prolungata fino a poche domeniche fa, quando - in questi giorni bui, a telefono silente - avevo immaginato che stava succedendo l'irreparabile.

Come ci mancherà il Bruno Nazionale, ci mancherà anche il caro Gianni. Mancherà alla caccia. Mancherà il suo stare addosso alle cose, senza mollare mai. Diceva l'altro suo e mio caro amico, Carlo Peroni, in risposta a chi si opponeva a volte a sue maldigerite insistenze: "Ascolta: se non ci fosse, un Bana, bisognerebbe inventarlo".

Sicuramente, anche per rendergli onore, occorrerà fare tesoro della sua inventiva, per rilanciare questa nostra amata caccia alla migratoria, il più possibile uniti, il più possibile su piani scientifici e culturali. La ricerca, da lui sempre sollecitata e coltivata, sia in Italia sia in Europa, fin dall'epoca delle coinvolgenti pagine di Curry Lindahl, la sua cultura giuridica, il suo amore per le nostre tradizioni, la sempre coltivata attenzione alla cucina della selvaggina.

Ci sarà modo, se questi tempi malvagi ce ne daranno l'occasione, di ricordarli tutt'e due, molto più compiutamente,  il Bruno e il Gianni. Già c'è chi ha iniziato.  La mia età, le mie a volte casuali e inusitate esperienze - spesso mi sono immaginato come il Forrest Gump della caccia - possono contribuire, spero,  a dare forma al folto fogliame  di quell'alloro ideale che il nostro mondo deve assegnare alla loro memoria di cacciatori appassionati e di uomini di vaglia in questi tempi bui.


Ciao, cari amici miei.


 
 

Giuliano Incerpi



Nota: Ringrazio Bighunter.it, che mi ha concesso questo grande privilegio.
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21 commenti finora...

Re:Un saluto

Bruno, persona trasparente,amica della natura e del mondo venatorio. Il suo ricordo si manterrà nel tempo.

da bretone 01/08/2020 17.33

Re:Un saluto

x simpli! che sostanze usi? ma cosa credi che siamo tutti drogati come te? usa la tua testa e non quella degli altri e smettila con le sostanze che poi ti fanno scrivere cose di cui neppure conosci i VERI risvolti politici! per favore fa basta! W BRUNO MODUGNO !

da Sovranista 31/07/2020 10.49

Re:Un saluto

LA POLITICA PERVADE DA SEMPRE TUTTA LA SOCIETà, CHE NON PER NIENTE SI CHIAMA "POLIS". PER L'EUROPA E PER L'ITALIA ESISTONO FIOR DI DATI EMESSI DA ORGANISMI INTERNAZIONALI SUPER PARTES CHE DELINEANO ORMAI INCONTROVERTIBILMENTE GLI SCENARI FUTURI E ANCHE LE POSSIBILI CONSEGUENZE DI SCENARI SOVRANISTI. E PURE CIò CHE SAREBBE SUCCESSO SE NON CI FOSSE STATA L'EUROPA. ANDATEVELI A LEGGERE. PERSONALMENTE HO CONOSCIUTO FIOR DI CERVELLI DIPENDENTI STATALI CHE SE IMPEGNATI SOTTO UN "CAPANNONE" AVREBBERO FATTO LA FORTUNA DI QUESTI SOVRANISTI DA BOTTEGA. E DA QUANDO L'UOMO E' UOMO, SI E' SPOSTATO DA SUD A NORD E DA EST A OVEST IN CERCA DI MIGLIORI "PASCOLI" (CHE SIGNIFICA RIEMPIRE LA PANCIA). OGGI QUESTO FENOMENO E' PIù VISIBILE GRAZIE ALLA DIVERSA VELOCITà DEI MEZZI DI COMUNICAZIONE E DI TRASPORTO. CONFRONTARE PER QUESTO (VELOCITà DI SPOSTAMENTI IN FUNZIONE DEI NUOVI MEZZI NEL CORSO DEL TEMPO) IL "PAPER" DI CESARE MARCHETTI (IIASA, International Institute for Applied Systems Analysis).

da SIMPLICITER 31/07/2020 9.18

Re:Un saluto

Addio, Bruno. Ora sei negli infiniti campi di caccia del Valhalla, liberato da questo mondo di checche e di infami.

da Martino, Bologna 30/07/2020 12.56

Re:Un saluto

non credo questo sia il luogo del confronto politico. Ma preferisco l'ombrello USA all'europa comunista e intransigente. In 20 anni di europa siamo diventati tutti più poveri, sempre piu vecchi e zeppi di Mussulmani pericolosi e senza scrupoli. Se questa è la visione meglio i Sovranisti populisti che almeno difendo la nazione e non la svendono come sinistrati mentali che ci hanno venduto a cani e porci! Ma scusa Sic cosa fai di lavoro ? l'impiegato statale????

da Sovranista cacciatore 30/07/2020 12.09

Re:Un saluto

Bana presente, e di casa praticamente, in tutti i contesti europei (grazie a FACE) e internazionali (con il CIC); idem Modugno, con forti agganci familiari di matrice mitteleuropea. Per questo ambedue in grado di interpretare le avvisaglie futuribili. Uno con propensione ai problemi della migratoria, l'altro con una visione mitteleuropea, appunto, della caccia. In ogni caso, se saremo saggi, cosa di cui si può legittimamente dubitare, prima o poi ci accorgeremo che il paracadute americano si sta riempiendo di buchi, e che il morbido e raffinato imperialismo cinese è sempre più incombente. Unica salvezza per noi il rafforzamento dei legami europei, altro che sovranismo populista: tutti insieme siamo ancora - almeno per un altro po' - il più grande mercato mondiale. Se non ne approfittiamo, siamo persi.

da sic 30/07/2020 10.07

Re:Un saluto

hanno scelto altre strade perchè ci siamo fatti mettere i piedi in testa da tutti!

da Fine 29/07/2020 16.37

Re:Un saluto

Convinto anch'io che siamo vecchi e come minimo demotivati. Ma i giovani hanno scelto altre strade. E quelli che ci sono non combattono abbastanza. È questa società, di cui noi abbiamo tutta la responsabilità, che ci condurrà a perdere. Non come cacciatori, ma come italiani. Neri, gialli, colorati nel giro di una generazione ci sostituiranno. E speriamo che siano meglio di noi.

da Probabilmente 29/07/2020 15.38

Re:Un saluto

Forse/ non ti sei accorto che la caccia è ancora gestita da vecchi egoisti INCAPACI , la NOSTRA classe dirigente è vecchia , egoista e NON VUOLE NESSUN CAMBIAMENTO!Classe che fa fuggire i giovani volenterosi e ostacola il ricambio generazionale portano la nostra passione al CIMITERO! Personaggi come Bruno sono delle pietre miliari per la nostra passione ma sono pochi e insostituibili! Sarebbe meglio farsi tutti un bel esame di coscienza invece di delegare agli altri le colpe , che sono nostre! BRUNO riposa in pace!

da Arturo 29/07/2020 9.18

Re:Un saluto

Carissimo Giuliano... grazie di cuore!

da Massimo Marracci 29/07/2020 9.05

Re:Un saluto

Quando cadono i Giganti il frastuono è assordante e i nani che restano appaiono ancora più piccoli.

da GAME OVER 28/07/2020 14.13

Re:Un saluto

bravo Giuliano!!!

da pascmar 28/07/2020 13.29

Re:Un saluto

Ogni stagione ha i suoi frutti. Oggi la società esprime prodotti diversi da quella del '900. Questi signori si possono intendere come delle avanguardie del mondo che cambiava, che diventava globale. Giravano il mondo, esprimevano esigenze appena percepite dal corpaccione del paese. Oggi, che tutti vivono la globalizzazione, o meglio la subiscono per certi versi inconsapevolmente, le masse esprimono necessariamente un diverso sentimento nei confronti di una realtà che sta già bruciando anche le verità di domani. C'è più pragmatismo, più arroganza anche. In genere meno sensibilità di gruppo. Egoismi e individualismi che pervadono in tutti i settori. Una classe dirigente, insomma, che fa acqua da tutte le parti. Nella caccia si nota ancora di più, perchè le nuove intelligenze (obbligatoriamente giovani) se ne sono allontanate. Sono cresciuti i bisogni primari, si sono perse le culture di popolo a vantaggio di un consumismo ormai di necessità, come fosse una droga. Un tempo, i ragazzini andavano a raccogliere le cicche per recuperare tabacco da "brillare" in improbabili sigarette, vere e proprie bombe per i polmoni dei diseredati. Oggi non si riclicano più neanche gli avanzi della cena. Si va direttamente alla coop o alla conad e si compra la panzanella. E chi può, cacciatore, tira a far "ciccia". Ci sono, non si può negare, anche categorie più sensibili, più consapevoli dei valori della caccia, ma si perdono in tecnicismi che evidenziano la mancanza di quell'esperienza che si fa sul campo, che una volta si acquisiva fin da bambino, in casa, nei luoghi di socializzazione, con i gentitori e i nonni, i vicini di casa, il prete, il maestro. Esempi virtuosi che oggi si fa fatica a reperire. Pessimismo? Forse.

da Forse 28/07/2020 8.46

Re:Un saluto

se poi credono di trovare il sostituto nel canale tematico di Sky c'è da ridere!

da Paolo 27/07/2020 15.15

Re:Un saluto

Purtroppo x ora nn vedo degni sostituti ,mancheranno al ns mondo ,come persone è molto di più come funzione..........parere personale ????

da Lisandru 27/07/2020 14.08

Re:Un saluto

Gente d'altra stoffa. Due pilastri nel mondo venatorio Italiano ed Europeo.

da A.le 27/07/2020 13.30

Re:Un saluto

DUE GRANDI.

da GIANNI 27/07/2020 12.09

Re:Un saluto

Ho conosciuto personalmente Bruno , una grave perdita per tutti. Qualcuno , a torto, crede di poterlo sostituire ma sarà dura anzi IMPOSSIBILE. Personaggi di questo calibro sono difficilmente eguagliabili ma staremo a vedere ! Di certo c'è questa grave lacuna incolmabile sebbene il ricordo di Bruno Modugno sarà sempre vivi dentro ognuno di noi che hanno avuto la fortuna di conoscerlo nel bene e nel male! Grande Bruno ci mancherai ......

da un amico 27/07/2020 12.08

Re:Un saluto

Grazie a Giuliano per aver messo in risalto due Grandi persone, sia come cacciatori, ma prima di tutto come uomini, trasmettitori di alti valori e ideali. Di loro ne sentiremo la mancanza come cacciatori e ne sentirà la mancanza tutto il mondo venatorio.

da Terfiro 27/07/2020 12.04

Re:Un saluto

due grandi persone

da gino de piadena 27/07/2020 11.32

Re:Un saluto

Ho avuto la fortuna di conoscerli personalmente tutti e due;con loro se parlavi di caccia NON IMPORTAVA di quale associazione venatoria eri,eri un cacciatore questo bastava| Per il mondo venatorio è stata una grande perdita!!! Riposate entrambi in pace

da Fucino Cane 27/07/2020 10.37