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Editoriale

I GIOVANI E IL NUOVO AMBIENTALISMO


lunedì 10 agosto 2009
    

Federica RicciQuando si parla di ambiente non possiamo dimenticare di anteporre ad esso la parola “tutela” viste le circostanze e i continui fatti di cronaca che narrano ogni giorno spiacevoli episodi di degrado ambientale.

Vorrei soffermarmi sul concetto di etica prima di intraprendere il discorso più ampio sul nuovo modo di Fare Ambiente.

L'etica (dal greco antico ἔθος/ήθος, "èthos"= comportamento), è quella branca della filosofia che studia la condotta umana in grado di distinguere i comportamenti in 'buoni', giusti, o ‘moralmente leciti’, rispetto a comportamenti ritenuti ‘moralmente inappropriati’.

L’etica è un complesso di norme di comportamento di una società. Etica è anche responsabilità che ognuno deve esprimere nei confronti dell’altro, dell’intera collettività e soprattutto nel rispetto delle generazioni future. L’atteggiamento morale dell’uomo deve esplicarsi non solo quindi nei confronti dei suoi simili, ma anche nei confronti dell’ambiente in cui vive.

Cambia il paradigma uomo-natura.  Non si assise più ad una visione dell’uomo al centro dell’universo, motivo per cui tutte le forme di vita presenti in natura sono a sua completa disposizione per il raggiungimento dei sui obiettivi di sviluppo nell’ottica del dominio assoluto sull’ambiente.

Si assiste se pur lentamente al passaggio dall’antropocentrismo” al biocentrismo", secondo cui  l'uomo è una delle innumerevoli parti costituenti l’universo. L'uomo  è chiamato a vivere e a comportarsi di conseguenza, rispettando tutte le altre forme di vita e vivendo in armonia con loro.
L'antropocentrismo che ha dominato fino ad oggi ed è tuttora presente nella cultura occidentale ha portato ad una indiscriminata depauperazione delle risorse della natura e ad una vita "artificiale" slegata dall'universo depredato.

E' evidente che il ritmo dello sfruttamento da parte degli uomini delle risorse primarie sta danneggiando ogni possibilità di vita per le generazioni future.
Pertanto il biocentrismo non è una scelta ma una necessità.

In qualità di Responsabile Nazionale dei Giovani di FareAmbiente  rivolgo maggiormente  l’attenzione sulla tutela delle generazioni future. Durante il Summit di Rio de Janeiro in cui sono stati messi in evidenza i principali problemi che affliggono il pianeta, e la nostra società, è emerso anche un documento importantissimo dal titolo “Un ambiente per le future generazioni”. I bambini rappresentano il 32% della popolazione mondiale mentre i giovani sono circa 1,7 miliardi; entrambi rappresentano il futuro della nostra umanità e in quanto generazioni future hanno il diritto di sopravvivere al degrado ambientale e di poter usufruire in futuro delle risorse presenti in natura.

La solidarietà e la salvaguardia delle risorse naturali rappresentano un dovere  etico con cui dobbiamo iniziare a rapportarci quotidianamente modificando quello che è  il nostro modo di pensare e di agire. Per esempio la legge n.36/94 in materia di risorse idriche considera tutte le acque superficiali e non, pubbliche e costituiscono una risorsa da salvaguardare e da utilizzare secondo i criteri di solidarietà. L’acqua è un bene pubblico limitato il cui uso deve essere solidale nel rispetto delle generazioni future.
Spesso nel nostro Paese, nonostante le normative vigenti sulla tutela e salvaguardia dell’ambiente non si è in grado di far rispettare adeguatamente queste ultime, favorendo il cattivo sfruttamento delle aree e delle risorse naturali. Tuttavia ritengo che la necessità di una maggiore etica ambientale non deve essere solo responsabilità delle Amministrazioni dello Stato ma deve diventare prerogativa di ognuno di noi. Bisogna sottolineare come la tutela dell’ambiente si materializzi troppo spesso con divieti ed omissioni volti maggiormente a tutelare interessi economici e politici propri, più che tener conto dei valori universali e trasversali dello stesso.

La tutela e la valorizzazione dell'ambiente si identificano nella conservazione e nello sviluppo sostenibile. Gli Organi istituzionali pertanto devono assumersi l’impegno politico ed economico di acquisire una strategia di sviluppo efficace ed organica lontano dalle politiche ambientali demagogiche e dei no a priori. Intervenire sul territorio, non significa danneggiarlo ma valorizzarlo nel rispetto delle sue peculiarità, attraverso un’attenta valutazione dell’incidenza ecologica, urbanistica e paesaggistica di ciascun intervento, garantendo sempre, ove possibile lo sviluppo sostenibile.
In Italia, oggi, è necessaria una cultura ambientale realista e non fondamentalista.

Uno degli obiettivi del nostro movimento è quello di diffondere  su tutto il territorio nazionale il concetto di  sviluppo sostenibile, in particolare attraverso l’educazione ambientale nelle scuole in ogni ordine e grado – “Puntare su giovani e su giovanissimi per un rilancio di un ambiente sostenibile è il filo conduttore di tutte le iniziative del Movimento”, come ha più volte sottolineato il Prof. Vincenzo Pepe, Presidente del Movimento ecologista Europeo FareAmbiente.

L’educazione ambientale nelle scuole è diventata obbligatoria in seguito al disegno di legge presentato alla Camera il 23 luglio 2008 da FareAmbiente. Voluta dal nostro Caro Presidente Vincenzo Pepe e sostenuta fina alla sua attuazione dai Parlamentari: On. Granata, On Ghiglia On. Giammanco e On. Lamorte.

Oggi, Fare Ambiente conta a livello nazionale più di 80.000 iscritti. Un numero sicuramente rilevante, se consideriamo che solo un anno fa il movimento era in una fase poco più che embrionale. Molto lo dobbiamo alla politica del Fare, basato sul no al demagogico NO a priori, impressa dal Presidente Pepe, e con essa, la posizione espressa su tematiche ambientali attuali  che hanno visto il Movimento coinvolto in prima linea: dall’emergenza rifiuti, alla TAV, al ponte sullo Stretto di Messina, e di recente sulle problematiche inerenti la caccia nelle aree protette e della gestione della fauna selvatica che ha visto il nostro Presidente Vincenzo Pepe, ospite ad Uno Mattina, insieme al Presidente di Coldiretti, Sergio Marini, ed il Presidente di Federparchi, Giampiero Sammuri.

In questa occasione il Prof. Pepe ha denunciato i danni provocati dal fondamentalismo ambientalista, ribadendo la necessità di superare anche in Italia, come nel resto d’Europa, il negazionismo che ha tanto nuociuto alla causa, dimostrandosi aperto verso la possibilità di estendere la caccia selettiva anche nelle aree protette.  Quando gli animali in eccesso alterano l’ecosistema bisogna intervenire e non lasciare che tutto si risolva da sé!

Molti tesserati e sostenitori hanno trovato in FareAmbiente il veicolo per far ascoltare la propria voce ambientalista, il più delle volte messa a tacere dalla mancanza di pluralismo nei media.
Molti risultati sono stati raggiunti e contiamo nel 2009 di portare avanti le nostre iniziative, sempre più motivati e animati dalla politica del Fare.
 
Ricollegandomi a quanto affermato precedentemente, ovvero sull’importanza della tutela delle generazioni future, ritengo che creare una classe dirigente formata da giovani in grado di assumersi grandi responsabilità è sicuramente uno degli obiettivi più urgenti da raggiungere. I giovani non devono solo pagare le conseguenze future di ciò che viene deciso da chi governa oggi, ma devono loro stessi esser coinvolti nei processi decisionali concernenti scelte politiche sulle tematiche ambientali.
 
Federica Ricci
Responsabile Nazionale Giovani di Fare Ambiente

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24 commenti finora...

Re:I GIOVANI E IL NUOVO AMBIENTALISMO

Caro Fabrizio, mi spiace ma dissento su questa tua ultima affermazione.Noi siamo parte integrante della natura,proprio perchè vogliamo piegarla a tutti i costi al nostro volere che la stiamo distruggendo.(non certo perchè noi andiamo a caccia)Di esempi ce ne sono tanti,incendi dolosi che distruggono migliaia di ettari di boschi,cosi poi dopo loschi individui si arricchiscono per il rimboschimento degli stessi,oppure per speculazioni edili. Non mi ricordo in quale oceano si è formato un continente di plastica,concentrazione di quest'ultima dovuta alle correnti marine,vogliamo parlare del petrolio,di cave che fanno sparire intere colline,devo continuare?.Questi danni e tanti altri ancora li provochiamo noi tutti,ambientalisti compresi,anche loro hanno le auto,(petrolio)le case e i mobili,(materiali edilizi dalle cave e alberi abbattuti per gli arredamenti)fanno la spesa,(bottiglie e buste di plastica)e mi fermo qui.Al contrario noi dovremmo amarla,carezzarla,cullarla,rassicurarla,perchè penso che la Terra sia il vero nostro unico Paradiso.Fraternamente ti saluto

da Nato cacciatore 01/09/2009 22.10

Re:I GIOVANI E IL NUOVO AMBIENTALISMO

per Andrea dimenticavo: noi di carne cruda ne mangiamo in abbondanza ...... informati !!! anche altri predatori mangiano volentieri prede cotte dal fuoco degli incendi....... la differenza e' che noi abbiamo imparato a dominare il fuoco. se fosse per te e per gente come te, dovremmo stare ancora nelle caverne ... perche' cosi' e' piu' "naturale" vero? l' Olanda sarebbe ancora meta' sotto l' atlantico; l' aspettativa di vita umana sarebbe si e non 35 anni; la medicina sarebbe ancora all' epoca degli stregoni; e via dicendo in un delirante crescendo antiumano...... la natura non e' madre ma matrigna, ed e' da essa per prima che l' uomo deve difendersi. Il progresso umano e' legato alla capacita' dell' uomo di piegare la natura a seconda delle proprie esigenze (purche' in modo intelligente). medita e molto a lungo!!

da Fabrizio 14/08/2009 19.22

Re:I GIOVANI E IL NUOVO AMBIENTALISMO

a forza di mangiar patate....

da detrusco 14/08/2009 11.16

Re:I GIOVANI E IL NUOVO AMBIENTALISMO

Andrea : - ignora che la vitamina b12 rimane integra nelle carni poco cotte (tipo la bistecca alla fiorentina) nella parte centrale, dove il calore non ha superato i 60 gradi centigradi; - ignora che esa rimane integra nelle numerose carni crude che noi mangiamo sotto forma di carpaccio, bresaola, sushi, salame, prosciutto crudo, e carne alla tartara, cioe' carne cruda con poco sale e limone 8di cui io sono ghiotto. ho 51 anni e le mie analisi sono quelle di un ventenne. e' sempre bene informarsi prima di parlare, anche per evitare di lasciare traccia scritta della propria insipienza.

da fabrizio 13/08/2009 17.02

Re:I GIOVANI E IL NUOVO AMBIENTALISMO

Buongiorno Sig. Andrea, la sua supponenza equivale solo alla sua mancata conoscenza.

da Silvano B. 13/08/2009 12.27

Re:I GIOVANI E IL NUOVO AMBIENTALISMO

E tu credi Andrea di sfamare 60 milioni di individui - abituati perdipiù alla cultura alimentare del 2009 - con l'attività venatoria? Dai ragazzi restiamo seri e realistici

da Claudio Mangini wolfemergency@yahoo.it 13/08/2009 11.09

Re:I GIOVANI E IL NUOVO AMBIENTALISMO

trallallera trallallallà... bella serata, vero? distruzione o trasformazione la sostanza (non) cambia, tu pensi di mangiare carne e invece mangi roba cotta, che è tutt'altro.

da andrea 13/08/2009 0.07

Re:I GIOVANI E IL NUOVO AMBIENTALISMO

"Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma" . Giustissimo Massimo. Ho letto con interesse il post di Fabrizio, e purtroppo non posso essere d'accordo con te sull'istinto predatorio umano. Nessun biologo, etologo, antropologo lo appoggerebbe dal momento che ci sono tantissimi studi fatti in ogni tempo che sconfessano quel pensiero che vule solo giustificare l'ingiustificabile. Bellissimo l'esempio del bambino e la lucertola dei ricercatori americani. L'uomo al cospetto della natura è la preda più facile in assoluto per un qualunque predatore. Non può attaccare un lupo o un orso a mani nude né può sfuggirgli se questo è stato scelto come bersaglio. Non ha le gambe né la velocità per sfuggire ad un felino, non h nessuna arma naturale. E' una vecchia storia che è stata usata spesso per dare un "perché" a certi atteggiamenti umani, quali l'idea di confine - anche se negli animali è riconducibile al "territorio". L'introduzione di spcie non autoctone, vedi i cinghiali, ha creato quello che ho definito un vero e proprio disastro ambientale, ma l'hanno fatto in passato. La cosa che stupisce è che si insista a farlo oggi, quando si conoscono bene certe cose. Io mi occupo di lupi e del loro rapporto con le attività umane; i cinghiai e le altre specie le lascio a chi e sa più di me. Cordialmente

da Claudio Mangini wolfemergency@yahoo.it 12/08/2009 22.37

Re:I GIOVANI E IL NUOVO AMBIENTALISMO

Il fuoco trasforma (primo principio della termodinamica)

da massimo zaratin 12/08/2009 20.37

Re:I GIOVANI E IL NUOVO AMBIENTALISMO

ahahahah fabrizio, se è per questo non ti viene l'acquolina in bocca nemmeno quando vedi un selvatico quando è ancora vivo, prima di impallinarlo... casomai ti viene dopo, quando vedi parte delle sue carni cucinate nel piatto! Tu credi di essere onnivoro, ma in realtà non lo sei perché mangi cose cotte, e il fuoco distrugge, non lo sapevi?

da andrea 12/08/2009 18.39

Re:I GIOVANI E IL NUOVO AMBIENTALISMO

caro claudo mangini, prendo atto della tua onesta’ intellettuale, e -se mai leggerai queste righe- espongo un po meglio il mio pensiero. Gli animali non conoscono confini, e che siano -o meno- reitrodotti o introdotti in un luogo dall’ uomo cambia poco. Il fagiano viene dall’ Anatolia, come il daino, per esempio. Al massimo cambiano gli equilibri tra specie esistenti sul territorio, ma non si ha notizia che l’ introduzione di una specie abbia messo in crisi un ecosistema …. tutto cambia …. l’ allarmismo per i famigerati “gamberi killer” (invenzione frutto dell’ ignoranza di molti giornalisti) ora non rappresentano piu’ un problema: sono diventati una risorsa alimentare in piu’ per pesci, ratti, gabbiani e via dicendo. le scimmie carnivore sono sempre esistite: siamo noi, ovvero i nostri lontani progenitori: basta guardare all’ apparato digestivo, al bisogno che abbiamo di vitamina B12 e di minerali in forma biodisponibile (cioe’ ricavati dalla carne di altri aimali). Infatti la pratica del vegetarianismo e’ contro natura per l’ uomo, tanto e’ vero che molti vegetariani sono costretti a integrare la loro alimentazione con vitamina b12 e minerali in forma biodisponibile, comprati in farmacia o inseriti artificiosmente in cibi preconfezionati. macachi rhesus e scimpanze’ non solo mangiano piccoli animali, nidiacei, insetti, uova, e via dicendo, ma vanno a caccia di altre scimmie (ci sono documentari del National geographic). Ad esempio, ora nessun marsupiale e’ carnivoro, ma il lupo della Tasmania lo era, perche’ la natura va avanti per adattamento e mutazioni genetiche. Abbiamo un naturale istinto predatorio, e -quando vedo un cavolfiore- non mi viene l' acquolina in bocca comda Siamo una specie predatrice, che da carnivora e’ diventata onnivora ( e di qui la modificazione della forma dei molari nel corso delle generazioni, ma il nostro intestino rimane piu’ simile a quello dei carnivori che a quello degli erbivori (non abbiamo omaso abomaso e rumine).

da fabrizio 12/08/2009 17.58

Re:I GIOVANI E IL NUOVO AMBIENTALISMO

Carissimo Silvano, raccolgo il tuo appunto e mi correggo: l'uomo. Un uomo che esercitava un'attività venatoria mirata e votata allo sterminio. Certo: da non mettere assolutamente in parallelo con quella attuale. La mentalità venatoria degli inizi 900 è stata da parte mia effettivamente un po' fuori luogo.

da Claudio Mangini wolfemergency@yahoo.it 12/08/2009 10.55

Re:I GIOVANI E IL NUOVO AMBIENTALISMO

Ma quanti soci ha questa sigletta, promanazione napoletana di Forza Italia ? 12 o 13 ???

da Guido 12/08/2009 10.21

Re:I GIOVANI E IL NUOVO AMBIENTALISMO

Riconoscendo da sempre al Sig. Claudio Mangini la sua onestà mentale lo pregherei di non imputare all'attività venatoria in quanto tale le estinzioni di cui parla. Mi piace molto di più ed è estremamente più corretto quando Egli ci parla dell'Uomo in senso lato e non del Cacciatore come responsabile di estinzione o di avvicinamento alla soglia di estinzione. Il Sig. Claudio sà benissimo che nella quasi totalità di quelle che lui addebita "all'attività venatoria" come colpe di estinzione in realtà sono frutto di una specie di "lotta di sopravvivenza" tra l'uomo-allevatore e il predatore animale che indebolisce le sue risorse. Errore gravissimo, certo, frutto di ignoranza e di luoghi comuni ma che niente, proprio niente, ha a che fare con l'attività venatoria intesa nella sua giusta accezione. La caccia è caccia solo se può essere non eco-compatibile perchè lo è da sempre nell'era moderna, ma anche eco-sostenibile. Un saluto.

da Silvano B. 12/08/2009 9.30

Re:I GIOVANI E IL NUOVO AMBIENTALISMO

E' vero: il lupo grazie agli interventi dell'uomo sta tornando a riprendersi qualche antico areale, ma non dimentichiaoci che proprio l'uomo lo ha portato sulla soglia dell'estinzione. Credo quindi, in virtù di quella maturità ambientale che citi, sia un atto dovuto. Ci sono specie omai estinte che sono diventate tali proprio grazie all'attività venatoria in buona parte del mondo (circa una cinquantina). Proprio un animale meraviglioso che studio con grande passione come il "Lupo di Tasmania" - marsupiale carnivoro chiamato anche "Tilacino", è fra questi. Sul discorso di proporre l'attività venatoria in sostituzione ai supermercati, credo che si dovrebbe essere realisti e capire n modo molto semplice che, data la cultura attuale, sia impossibile. La cosa mi risulta molto demagogica, ma è una considerazione personale.

da Claudio Mangini wolfemergency@yahoo.it 11/08/2009 22.51

Re:I GIOVANI E IL NUOVO AMBIENTALISMO

Zaratin: BLA, BLA, BLA e ancora BLA!! E' UNA FORTUNA PER VOI CACCIATORI CHE ESISTANO NUTRIE, CORVI E VOLPI, ALMENO COSI' VI POTETE ATTACCARE A QUESTE SCUSE PER GIUSTIFICARE LA NECESSITA' DELLA CACCIA! GUAI SE NON ESISTESSERO QUESTI PERICOLOSISSIMI MOSTRI!!!

da NITARAZ 11/08/2009 22.45

Re:I GIOVANI E IL NUOVO AMBIENTALISMO

Guai alle giustificazioni ambientaliste per l'attività venatoria...semmai il discorso si fa un pò più profondo per ricercare delle "giustificazioni" per la presenza dell'uomo su questo pianeta. Mi è sempre andato molto stretto l'appellativo di uomo distruttore della natura o quello che lo vede quale temibile virus da debellare. Se, come dice Claudio Mangini, la natura si regola sempre e comunque in maniera "perfetta" allora significa che l'azione dell'uomo finora condotta, e quella che condurrà, è altrettanto perfetta...a meno che, in una sorta di visione dualistica della natura, non ci si consideri parte completamente estranea del tutto...terribile concezione della nostra esistenza. Io penso che la ragione dell'uomo sia ora sufficientemente matura per comprendere l'importanza della salvaguardia ambientale. La caccia, in tale contesto, non è essenziale...non lo è mai stata! La caccia, in questo momento, è solamente una "ricerca di cibo" alternativa agli allevamenti intensivi e agli scaffali dei supermercati ed in particolari occasioni può diventare anche utile per una più corretta salvaguardia della biodiversità. Gli interventi dell'uomo su alcune specie animali come le nutrie, i corvidi, le volpi o alcune specie di ungulati (non necessariamente solo cinghiali) favoriscono senza ombra di dubbio altre specie minacciate dalla presenza di quelle che ho elencato. L'editoriale comunque parlava in generale. Intervenire sull'ambiente, in maniera ragionevole e responsabile e con qualunque mezzo a disposizione dell'uomo è senz'altro ciò che di meglio possa fare l'animale-uomo per la natura che lo circonda. Su quest'ultimo punto credo che Mangini sia d'accordo con me visto che la salvaguardia del lupo appenninico in Italia deriva anche da suoi precisi "interventi". Saluti.

da massimo zaratin 11/08/2009 16.19

Re:I GIOVANI E IL NUOVO AMBIENTALISMO

Sono pienamente d'accordo con l'ottima argomentazione di Massimo Zaratin; precisa e puntale. Non concordo sulla cacia come metodo di regolazione artificiale della biodiversità, dal momento che i "fagiani" (polli da allevamento travestiti) vengono immessi così come i cinghiali. Cominciamo intanto a NON inserire nuovi animali a fini venatori e poi teniamo monitorato il territorio. La caccia non ha bisogno di "scuse" pseudo ambientaliste. Mi scandalizza meno (anzi: non mi scandalizza per niente visto che è un suo diritto) il cacciatore che dice con tutta onestà le sue motivazioni venatorie che non "un'arrampicata etologica" - o presunta tale che vuole dare una giustificazione "eco compatibile" all'attività venatoria. Questo è il punto del mio intervento.; il resto non mi riguarda. Un caro saluto

da Claudio Mangini wolfemergency@yahoo.it 11/08/2009 14.09

Re:I GIOVANI E IL NUOVO AMBIENTALISMO

Il nuovo ecologismo si impone pertanto uno studio razionale e responsabile dei problemi ambientali non basandosi esclusivamente sull'importanza della vita individuale di ciascun essere vivente. E' un ambientalismo che poggia le basi del pensiero sul biocentrismo olistico piuttosto che su quello individualista...questa la profonda differenza di un ecologismo che finora, e solo in Italia, non era ancora riuscito ad affondare completamente le proprie radici. Ritengo peraltro anacronistico, come cita Felice Modica, parlare ancora di antropocentrismo dal momento che perfino la Chiesa, influenzata dai venti radical-ambientalisti di questi anni, ha rivisto alcune posizioni inerenti la "questione animale". La soluzione non può che risiedere in un biocentrismo olistico ove l'uomo non sia visto come dice Claudio Mangini il risolutore di tutti i problemi ambientali ma un uomo la cui raggiunta maturità ambientale e la responsabilità possa guidare il suo intelletto a distinguere ciò che è bene da ciò che è male. La caccia, la pesca, le attività rurali in genere si inseriscono perfettamente in questo nuovo contesto ambientale perchè "sfruttano" responsabilmente i frutti della terra e spesse volte agiscono da regolatore "artificiale" in virtù di una più ricca biodiversità. Saluti.

da massimo zaratin 11/08/2009 10.02

Re:I GIOVANI E IL NUOVO AMBIENTALISMO

Mi complimento con l'amica Federica per il chiaro e completo editoriale sull'ambientalismo e mi permetto alcune precisazioni traendo spunto dall'intervento di Felice Modica e quello di Claudio Mangini. Quando si spazia nel campo del pensiero filosofico ambientalista, argomento tutt'altro che semplice, si corre il rischio di confondere le "linee guida" delle diverse visioni che lo compongono. Ne consegue spesse volte una visione personale sulla trattazione dei problemi ambientali che attingendo un pò qua ed un pò la risponde solo alla cosidetta "logica di comodo". E' un pò come la contraddizione cui incorre il "non-vegetariano" contrario alla caccia. Se parliamo di "nuovo ambientalismo", quello che si rifà all'etica delle responsabilità, non c'è alcuna possibilità che questo possa confondersi con l'ecologismo tradizionale che ha imperato in Italia per 30 anni in quanto le linee di pensiero sono nettamente separate tra loro e spesse volte in antitesi. In realtà, la trattazione dei problemi ambientali non si basa solamente sull'antropocentrismo o sul biocentrismo perchè le sub-categorie di queste due visioni sono molto diverse anche rispetto alla categoria di derivazione. Per un addetto ai lavori invece, non c'è pericolo di confondere le diverse visioni perchè hanno confini molto chiari e varcarli significherebbe sconfinare nel pensiero opposto. Mischiare l'utilitarismo di Peter Singer (biocentrismo) con l'etica delle responsabilità di Hans Jonas (pur sempre biocentrismo), significa strappare le radici vitali che sostengono le due visioni per affondarle, a seconda dei casi da trattare, in terreni completamente diversi. Se utilitarismo e giusnaturalismo hanno visioni che talvolta potrebbero confondersi, il nuovo ambientalismo, quello responsabile e razionale, non può in alcun caso sconfinare in quelle posizioni fondamentaliste...(continua)

da massimo zaratin 11/08/2009 9.59

Re:I GIOVANI E IL NUOVO AMBIENTALISMO

Cito: "Quando gli animali in eccesso alterano l’ecosistema bisogna intervenire e non lasciare che tutto si risolva da sé!" Grande contraddizione con quanto ha scritto prima e dopo. L'uomo ha devastato il pianeta e prima o poi devasterà la sua galassia - è solo questione di tempo. La natura fa i conti da sola senza tanti problemi. Siamo toppi? Un bello tzunami, un paio di terremoti e tutto torna come prima. La natura - basta guardare l'evoluzione - sa fare molto bene il suo lavoro. L'illusione che l'uomo possa gestire tutto e tutti resta una grande illusione. I miei auguri a chi crede che l'uomo distruttore possa gestire il pianeta. In 14mila anni non lo ha ancora dimostrato. In ogni caso il fondamentalismo non va bene da nessuna parte. Ci vuole equilibrio nelle cose e nei progetti. Questo sopra riportato è abbastamza chiaro...come demagogico e fazioso, ma sarà sicuramente solo un dettaglio.

da Claudio Mangini wolfemergency@yahoo.it 11/08/2009 1.15

Re:I GIOVANI E IL NUOVO AMBIENTALISMO

Complimenti a Federica Ricci...questo è l'ambientalismo che chiediamo in Italia

da Fabio 10/08/2009 20.31

Re:I GIOVANI E IL NUOVO AMBIENTALISMO

E' una fortuna che siano questi i Giovani che rappresentano il futuro (dell'ambientalismo e non solo) in Italia. Complimenti a Federica Ricci!

da Un Ambientalista 10/08/2009 18.54

Re:I GIOVANI E IL NUOVO AMBIENTALISMO

non necessariamente la visione antropocentrica conduce al depauperamento delle risorse naturali. questo è semmai determinato dal siema consumistico-capitalistico. anche nella cultura occidentale ci sono luminosi esempi di antropocentrismo illuminato e, in quanto tale, rispettoso della natura. dall'imperativo kantiano che recita "agisci avendo sempre l'uomo come fine", alla regola benedettina dell'"ora et labora", alla visione della chiesa cattolica contemporanea che (ad esempio, con Paolo VI e successivamente cobn Giovanni Paolo II) considera gli animali "nostri fratelli minori". La superiorità intellettiva dell'uomo è un dato di fatto, direi biologico. Proprio per questo l'uomo è titolare di una pesante responsabilità morale nei confronti degli altri esseri inferiori. La prospettiva biocentrica è pericolosa, perché può condurre a devianze del tipo di quelle teorizzate da Peter Singer. Conduce, anzi, nelle sue incarnazioni storiche, a collocare l'uomo molto in basso in una ipotetica scala di valore tra le creature viventi. Più in basso di un'ameba. No, proprio non ci siamo! la difesa della natura non si attua declassando il bipede implume ma, al contrario, riqualificandolo, restituendogli la sua dignità e la sua responsabilità.

da Felice Modica 10/08/2009 12.10