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Editoriale

CHI DICE PARCHI DICE PORCHI, E...


venerdì 13 gennaio 2017
    

 

Non si vuole insultare nessuno. L'intenzione, invece, è quella di riflettere insieme sulle cause profonde di un conflitto, direi quasi tutto italiano, che vede da decenni in forte competizione il mondo dell'ambientalismo nostrano con ampie fette del resto della società, su posizioni vetero-protezionistiche e spesso fasulle. I porchi a cui si allude sono genericamente quei quarti di buona, ottima carne  che popola le nostre amene convalli. Il cinghiale, soprattutto, appunto, ma anche e ancora di più se valutato in prospettiva, quel rigoglioso patrimonio fatto di cervi, daini, caprioli, mufloni, camosci (e stambecchi). Tanta roba, se solo si prova a dargli una identità ponderale.
 
Basta affacciarsi ai resoconti (per difetto) degli ATC e delle squadre di cinghialai, per capire che quando gli agricoltori sbraitano, quando gli animalisti/ambientalisti si strappano le vesti, le ragioni non sono protestatarie e tantomeno etiche, ma strettamente mercantili. Teoricamente, come testimoniato ormai da anni nei rapporti più affidabili, l'abbondanza (a dismisura secondo qualcuno) di ungulati dipende dai limiti della 157 e dai divieti (sempre più teorici) della legge sui parchi. Legge, la 394, che il Senato (di cui si chiede da tempo la rottamazione) ha da poco varato, sembrerebbe all'insaputa del colto e dell'inclita, visto che gli ambientalisti protestano e i cacciatori  "cadono dalla nubi" a proposito delle paventate ulteriori restrizioni.

Insomma, analizzando la filigrana di questa riforma, che dovrà passare alla Camera e se maiora NON premunt se ne parlerà forse entro l'anno, si capisce che qua si continua a litigarsi sul... diritto di prelievo. Non solo fra cacciatori (cinghialai e selettori, con la scusa dell'etica che l'Ispra incarta con una luccicante quanto pencolante confezione scientifica) e fra cacciatori e agricoltori (che dicono danno ma  intendono trofei e prosciutti da vendere in agriturismo), ma anche fra cacciatori/agricoltori e apparati dei parchi (organizzati soprattutto in Federparchi - peraltro esclusa all'ultimo momento dalla competenza diretta - e supportati sotto sotto da almeno una parte degli ambientalisti) che intendono portare allo scoperto quelle attività di cattura, abbattimento e commercializzazione che da tempo effettuano più o meno in sordina. Sostenendo oggi, sempre col paravento dell'etica, o della più oculata gestione, che la competenza dei parchi si dovrebbe allargare anche alle aree contigue, e pure alle SIC e alle ZPS (te l'immagini cosa combinerebbero??!).

Infatti, per riassumere, è noto almeno agli addetti che nei parchi è già possibile rimpinguare le esangui casse (che adesso, secondo il nuovo corso,  in un modo o nell'altro si dovrebbero  far carico delle prebende da erogare a presidente - da scegliere nella casta degli ambientalisti di lungo corso -  e consiglieri, a suo tempo escluse dal Governo Monti) con gli introiti derivanti dalla vendita della selvaggina in esubero (non è che vendono vipere, o faine, o cornacchie, ma cinghiali, daini...) a peso morto (abbattuta) o a peso vivo (che peraltro cambia presto condizione, visto che nessuno sa più cosa farsene di daini o cinghiali che pascolano in giardino o nell'orto).
 
L'abbattimento (all'austrungarica, mi raccomando) avviene per mano dei guardacaccia o di personale appositamente abilitato (perifrasi ipocritamente inventata per non far sapere che potrebbero essere anche cacciatori, peraltro già evocati nelle norme correnti). I più dotati di senso degli affari, fra gli amministratori e  i dirigenti dei parchi,  già da tempo (magari sotto...copertura) promuovono un'etichetta, sicuramente "bio" da usare per reclamizzare la bontà di quelle carni. Verità incontrovertibile, ben nota ai cacciatori e ai buongustai ma anche agli agricoltori (in buona parte cacciatori o ex-cacciatori), ma che al di fuori delle tabelle "no-kill" trova un'opposizione feroce da parte delle frotte di animalisti, ancora oggi finanziate direttamente (contributi) o indirettamente (5x1000) dallo stato.

Il palese dissesto bio-faunistico-ambientale,  dove troppi - cinghiali, cervi, caprioli - dove pochi o niente - uccelli di larga che frequentano lande con agricoltura industrializzata - ad ormai 25 anni di applicazione denunciano il totale fallimento della legge 394 sui parchi e le aree protette. Le paventate modifiche trasmesse dal Senato alla Camera per la definitiva revisione nella sostanza non cambiano niente, se non per le vessazioni  ulteriori nei confronti dei poveri untorelli dei cacciatori. L'appello sullo stop alla veloce e violenta perdita di suoli agricoli lo dimostra. Come, analogamente, e di conseguenza, è sotto gli occhi di tutti il fallimento della Direttiva Uccelli, in Italia soprattutto, che mentre imponeva ai governi (e ai referenti primari, ovvero gli ambientalisti) di vigilare sulla integrità degli habitat, ha fatto di tutto perchè ci si accanisse esclusivamente contro la caccia.

Una morale, difficilmente contestabile. Con una premessa: con un territorio teoricamente protetto ma sicuramente escluso alla caccia almeno per ill 30%, non ci può essere specie selvatica a rischio per mano dei cacciatori. Le campagne antibracconaggio sono in gran parte un tentativo maldestro per nascondere la verità. Il che non significa che non si debba insistere per migliorare la sensibilità di parte - a mio parere sempre più insignificante, marginale - di certi personaggi eccessivamente ruspanti. La morale, eccola: archiviata la caccia come causa (ma sarà dura recuperare nei confronti di un'opinione pubblica sempre più condizionata dalla cultura metropolitana: la popolazione urbana ha ormai superato quella del contado), riconosciuto che i principi su cui si basano le nostrane politiche ambientali sono inadeguati, vengono in mente  alcune considerazioni che già si affacciarono all'epoca del dibattito preliminare all'approvazione della 394. Ovvero, anche alla luce dell'esagerato rigore della legge sulla caccia (157/92 e suoi insulsi aggiornamenti): per l'attività venatoria non sono necessarie ulteriori vessazioni, mentre non sarebbe male riflettere su soluzioni alternative, come una diversa e complessiva tutela di tutto il territorio, i cui habitat (direi meglio: paesaggi, cioè natura ma soprattutto cultura dei territori)  altrimenti, con la foglia di fico dei parchi e delle aree protette, rischiano la completa ablazione.

Un monito, infine, che è una inquietante domanda: ma le nostre associazioni venatorie, che non mancano occasione per contendersi un tesserato e accapigliarsi per una coscia di cervo, se ne sono accorte che questa approvanda legge sui parchi ci sta massacrando ulteriormente? Perchè?, visto che -  stando a quanto si paventa almeno sui media - questa minaccia di danni all'agricoltura e al patrimonio naturale da parte di orde di ungulati e specie opportuniste (storni, piccioni, corvidi, istrici, tassi, per non parlar delle nutrie)  dipende in gran parte dalle aree protette (sicuro rifugio di tanti cornuti e setoloni), perchè non si pretende che in una legge riformanda (questa del Senato no, per carità, va contestata!) sia prevista anche la presenza di rappresentanti dei cacciatori nei consigli di amministrazione dei parchi e delle aree protette? In fin dei conti, se non ci pensiamo noi a ristabilire gli equilibri, con l'aria che tira, altro che danni!

Chi si professa sincero amico della natura dell'ambiente e della caccia correttamente intesa ci faccia un pensierino...



Vito Rubini


Post Scriptum: la nomina in autorevoli consessi pararurali di noti personaggi dell'italico ambientalismo sconfitto dai fatti e dalla storia, appare come la più evidente contraddizione, che anche la mente più fervida non avrebbe potuto immaginare. Suscita sorpesa, ma anche qualche grassa risata. Se gli daranno retta, come faranno gli agricoltori a eliminare il danno (occupazione delle campagne da parte degli ungulati)? Come faranno, in alternativa, a trasformare questo danno in risorsa (prosciutti) come incoffessabilmente vorrebbero fare?
 



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25 commenti finora...

Re:CHI DICE PARCHI DICE PORCHI, E...

Questa faccenda del lupo mi ricorda da vicino quella dei danni provocati dai piccioni, un bel gioco al rimbalzo tra chi compete risarcire gli agricoltori...e temo finirà allo stesso modo e cioè...peggio per chi li ha subiti perché se li dovrà pagare da solo....purtroppo p.s. approfitto dell'occasione per chiedere se qualcuno ha qualche notizia sul utilizzo delle cartucce con pallini di piombo, se non ricordo male entro il 2017 dovevano essere vietate, ma ...non ne parla più nessuno, o per lo meno io non riesco a trovare qualcuno che abbia delle notizie

da bughiu 23/01/2017 15.47

Re:CHI DICE PARCHI DICE PORCHI, E...

Questa faccenda del lupo mi ricorda da vicino quella dei danni provocati dai piccioni, un bel gioco al rimbalzo tra chi compete risarcire i danni agli agricoltori...e temo finirà allo stesso modo e cioè...peggio per chi li ha subiti perché se li dovrà pagare da solo....purtroppo p.s. approfitto dell'occasione per chiedere se qualcuno ha qualche notizia sul utilizzo delle cartucce con pallini di piombo, se non ricordo male entro il 2017 dovevano essere vietate, ma ...non ne parla più nessuno, o per lo meno io non riesco a trovare qualcuno che abbia delle notizie

da bughiu 23/01/2017 15.46

Re:CHI DICE PARCHI DICE PORCHI, E...

Secondo me, se la caccia è in condizioni non apprezzate da più o meno cacciatori, dipende solo da questi più o meno cacciatori. Nel senso che spesso quelli che si lamentano di cacciatore-cacciatore hanno poco. Ma, lo sanno tutti ormai, siamo italiani. Ormai ha preso il sopravvento il socialkazzone, che facendo la voce grossa rende inascoltaboli le tante voci di persone sagge. Come dice Padoan, è vero che molti dei nostri guai dipendono dall'Europa, è anche vero che i populismi non nascono e crescono per caso, ma siamo noi, singoli o gruppi o categorie, a doverci rimboccare le maniche, ma ci vuole anche gnegnero, tanto gnegnero...

da Matteo non salvifico 20/01/2017 14.36

Re:CHI DICE PARCHI DICE PORCHI, E...

Gli ATC hanno portato alla rovina la caccia, prima si eliminano e meglio è. Se proprio devono esistere ne basta uno per Regione. Altrimenti siamo destinati a scomparire, anno dopo anno.

da Giovanni 20/01/2017 12.02

Re:CHI DICE PARCHI DICE PORCHI, E...

Sui cicciai potrei anche essere d'accordo, ma sui parchi la differenza non è granchè, tranne che fra Italia e Francia e - soprattutto - fra italiani e francesi la differenze è ben percepibile. A noi da una parte ci fa bene e dall'altra ci fa male lo stellone che riverbera calore sulle nostre membra. Siamo più "mediterranei". E anche un po' più levantini....

da Aladdin 20/01/2017 9.28

Re:CHI DICE PARCHI DICE PORCHI, E...

Jeanpier, in Francia non ci sono i parchi e aree protette paragonabili a quelli che abbiamo noi in Italia, territorio vietato alla caccia che da quanto si vocifica supera il 30%. In più sono veri cacciatori e non cicciai. Ciao

da jamesin 18/01/2017 20.59

Re:CHI DICE PARCHI DICE PORCHI, E...

x Illusi : credi che sia facile entrare in un direttivo di ATC ( io la chiamo la "cuppola") se non sei un politico schierato o un simpatizzante te la scordi la sedia ! OLTRE A QUESTO Perché NON SI FANNO LE ELEZIONI TRA I SOCI DEGLI ATC e non dai rappresentati che vengono nominati dalla varie associazioni? però sei bravo hai scoperto l'acqua calda anzi tiepida! Però hai ragione su una cosa , meglio le Repubbliche Marinare e non 100000 atc per rubare i soldi ai cacciatori e anche a te fai il fenomeno ! INFORMATI !

da Vergogna 18/01/2017 16.50

Re:CHI DICE PARCHI DICE PORCHI, E...

Chi pensa di tornare alle repubbliche marinare è bene che impieghi meglio il suo tempo. Conciglierei di applicarsi, questo si, a dare sostanza alla gestione degli atc, affinchè costino meno e rendano meglio. La burocrazia il malaffare e la cattiva gestione si vinvono quando ci si impegna direttamente, si controlla, si pretende competenza.

da Illusi! 18/01/2017 15.14

Re:CHI DICE PARCHI DICE PORCHI, E...

Da vergogna, sono pienamente d'accordo sugli ATC, ne basta uno per Regione. Sono sicuro che funziona meglio e ci sono meno persone a mangiare.

da Giovanni 17/01/2017 11.35

Re:CHI DICE PARCHI DICE PORCHI, E...

Mah, dati ormai incontrovertibili, pubblicati da ricercatori portati su un palmo di mano, dicono che l'abbondanza di ungulati (e non solo) dipende dall'inefficienza dei controlli nei parchi e nelle aree protette. Tutto il resto è aria fritta. Fede ne fa il fallimento della legge obbiettivo in Toscana, denunciato non solo dai cacciatori ma anche e soprattutto dagli agricoltori. Il carrozzone dei parchi, redarguito da Monti per questioni di ristrettezze economiche generali,che ha portato anche alla crisi finanziaria e di vocazioni della associazioni ambintaliste che là in buona parte sguazzavano autossegnandosi incarichi e ricerche mono-orientate, sta per essere rivitalizzato da questa legge. La stessa Federparchi (nelle note a compendio per la Commissione Ambiente della Camera, relatore on. Borghi) denuncia gli effetti deleteri della 394 (pericoloso sperpero del suolo non protetto). Quanto agli ATC, cocnordo con Jamesin, ma vorrei anche sapere da chi ha conoscenza profonda della caccia francese, se sa qual è la media della superficie delle ACCA, e quante ce ne sono in Francia (secondo me almeno una novantina), tanto per fare un raffronto con le dimensioni e il numero dei nostri ambiti (e Comprensori).

da Jeanpier 17/01/2017 10.14

Re:CHI DICE PARCHI DICE PORCHI, E...

a me il tipo che scrive sembra un forestale? ha il tipico pizzetto e ghigno che ne dite?

da luciano 17/01/2017 8.12

Re:CHI DICE PARCHI DICE PORCHI, E...

Manca una R scusate tanto non vi è difficile collocarla.

da S:S 16/01/2017 17.52

Re:CHI DICE PARCHI DICE PORCHI, E...

Non essendo l'autore la vedo diversamente. DIMMI QUANTO POCO SEI E TI TROVO IL TUO PARCO DA GESTIRE.

da S:S. 16/01/2017 17.31

Re:CHI DICE PARCHI DICE PORCHI, E...

vero. il problema però è che i furbi fregano gli onesti e questo a me fa girare le scatole! sai jamesin non vedo l'ora di leggere su qualche giornale di un gruppo di cacciatori onesti che prenda a calci una commissione di ATC ! sarebbe il primo passo verso la libertà dai cialtroni. Per ho scritto un solo ATC per ogni regione Perché SI PUO CONTROLLARE mentre 100 ATC sono ingestibili e incontrollabili come tutte le cose che non FUNZIONO IN ITALIA. rassegnati , come me.

da Vergogna 15/01/2017 19.10

Re:CHI DICE PARCHI DICE PORCHI, E...

Dobbiamo crescere siamo ancora incivili in questo settore...<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<< no caro Vergogna, c'è la furbizia!! malattia puramente Italiana.

da jamesin 15/01/2017 12.04

Re:CHI DICE PARCHI DICE PORCHI, E...

Pantalone: cerca di far pace con te stesso ma la vuoi o non la vuoi la caccia privata? se hai capito io no. anzi voglio un unico atc per tutta la regione e non le suddivisioni territoriali da terzo mondo. in Francia ( guarda caso ho una moglie francese della Bretagna Quimperlè dove regolarmente ogni anno mi reco a caccia di colombacci e pesca del salmone atlantico senza troppi problemi) ma sai come funziona in Francia o scrivi per sentito dire??) In Italia il cancro sono gli ATC la Federcaccia e l arci caccia e le poche palle dei cacciatori. Se in Francia gli fai girare le balle ai cacciatori questi scendono a Parigi in massa e spaccano tutto. Per questo il Governo li lascia in pace. Noi siamo una manica di pecore ammaestrate senza balle. Certo. in Italia beccarsi una denuncia penale serve una frazione di secondo mentre in Francia neppure sanno cosa sia una denuncia penale per la caccia anzi quando racconto si mettono a ridere SONO DUE MONDI COMPLETAMENTE DIFFERENTI non tirarli in ballo se non sai come funziona. Noi giochiamo a guardie e ladri mentre in Francia collaborano con le guardie e i cacciatori sono RIEPSETTATI ma l'educazione civica di un cacciatore francese è totalmente differente da un italiano. Dobbiamo crescere siamo ancora incivili in questo settore.

da Vergogna 15/01/2017 9.39

Re:CHI DICE PARCHI DICE PORCHI, E...

Caro vergogna, cerco di chiarire: in tutto il mondo la selvaggina cacciabile (non solo la caccia) è di competenza del proprietario o del gestore del fondo. In ogni caso quando il meccanismo è più articolato (rapporto di affari/contratto fra proprietario e organizzazioni dei cacciatori) i confini sono territorialmente limitati, vedi ACCA francesi o distretti comunali dell'est Europa, a cui i singoli cacciatori devono chiedere l'autorizzazione. Pagando, ovviamente. L'alternativa, in Italia, lo ripeto, è la privatizzazione feroce della caccia, che è quello che veniva chiesto con la stagione dei referendum anticaccia, sostenuti soprattutto da alcune categorie di agricoltori, che all'epoca promossero e dettero sostanza alle associazioni ambientaliste. Cosa che oggi, sotto gli occhi di tutti, è fenomeno generalizzato. Anche Coldiretti, allora insieme ai cacciatori, oggi ha rapporti collaborativi molto stretti con gli ambientalisti. Ultima ciliegina l'incarico che hanno dato a Pecoraro Scanio in Campagna Amica.

da Pantalone 14/01/2017 10.58

Re:CHI DICE PARCHI DICE PORCHI, E...

Complimeni a Vito Rubiniper la disamina.

da jamesin 13/01/2017 23.11

Re:CHI DICE PARCHI DICE PORCHI, E...

Nel valutare l'impatto degli ungulati sul territorio ricordatevi sempre che, per gli agricoltori,i danni da ungulati sono inversamente proporzionali al prezzo del latte.Più cala il latte e più crescono le richieste di danno!

da Frank 44 13/01/2017 18.01

Re:CHI DICE PARCHI DICE PORCHI, E...

pantalone un atc per regione un cacciatore deve poter girare liberamente in tutta la sua regione con un SOLO ATC non 50 come adesso! ma che cosa hai capito ? ma sai leggere ?

da vergogna 13/01/2017 17.35

Re:CHI DICE PARCHI DICE PORCHI, E...

oh vergogna, vorresti passare al privato? allora sì che dovresti pagare. ma contento te

da pantalone 13/01/2017 17.22

Re:CHI DICE PARCHI DICE PORCHI, E...

ogni regione dovrebbe consentire la caccia su tutto il territorio regionale lo schifo degli atc è solo per ripulire le tasche ai cacciatori e non vado oltre perché succede di peggio

da vergogna 13/01/2017 15.16

Re:CHI DICE PARCHI DICE PORCHI, E...

I parchi sono un'altra cosa rispetto agli atc. Dall'abolizione dei parchi a quella degli atc c'è un abisso. la costituzione degli atc fu ed è, nonostante tutto, un modo soft per scongiurare l'abrogazione dell'842. abrogare il quale, darebbe più o meno lo stesso risultato ottenuto con gli atc. sorprende che chi professa e sostiene l'abolizione degli atc, poi segue ciecamente che è per l'abrogazione dell'842, cosa che stava alla base di tutte le campagne referendarie degli anni ottanta. nel merito, più che la privatizzazione della caccia (abrogazione dell'842), comune in tutta europa,anche dove la caccia è ancora molto praticata, il problema sta nel concetto di selvaggina bene indisponibile dello stato. qui sta il neo. perchè se è dello stato, è anche di coloro che avversano la caccia, e costoro, sciocco chi non se n'è ancora accorto, stanno aumentando a dismisura.

da tecapì? 13/01/2017 14.21

Re:CHI DICE PARCHI DICE PORCHI, E...

il modello di caccia "all'italiana" sta portando alla fine della caccia: aboliamo l'842!

da vecchio cedro 13/01/2017 13.49

Re:CHI DICE PARCHI DICE PORCHI, E...

I parchi e gli ATC stanno portando alla fine della caccia.

da Giovanni 13/01/2017 11.33