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Editoriale

Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei


lunedì 26 settembre 2011
    
Marco Castellani Insisto: un reale processo unitario del mondo venatorio è assolutamente indispensabile per garantire un futuro migliore alla caccia e ai cacciatori italiani.

Un futuro che sia fatto di maggiori certezze e maggiori opportunità ma, soprattutto, di maggiore considerazione e rispetto da parte delle Istituzioni e di tutta la società.

I cacciatori non sono retrogradi, non vivono nel passato. Vivono nel presente ma certamente hanno “nostalgia del futuro”: vogliono un futuro di rispetto della loro cultura, delle loro radici e tradizioni, dei loro valori, perché sanno che non sono superati, inutili o addirittura dannosi come qualcuno sostiene, ma rappresentano invece un bene non solo per l’ambiente ma per tutta la società.

Dobbiamo allora riuscire a portare a galla tutte le falsità e le strumentalizzazioni, di qualsiasi origine e natura, che sono state invece dette e diffuse sino ad oggi al riguardo della caccia in Italia.

In altre parole dobbiamo riuscire a comunicare la vera faccia della caccia con metodo ed efficacia, facendone riconoscere l’insostituibile ruolo sociale, economico ed ambientale e quindi finalmente facendola considerare non un problema, ma una risorsa ed una opportunità per la collettività, da sostenere, tutelare e promuovere anche con una nuova legislazione di settore, compresa quella in materia di aree protette, che finalmente garantisca ai cacciatori italiani pari opportunità, pari diritti e pari doveri rispetto ai loro colleghi europei.

Ma per raggiungere questi obiettivi non si può andare avanti divisi al nostro interno e senza una vera e strategica alleanza con il mondo agricolo. Per questo è essenziale un nuovo modo di lavorare tutti insieme, facendo davvero sistema e favorendo con ogni mezzo il concreto e rapido avvio di un sostanziale processo di integrazione verso una nuova ed unica Organizzazione dei cacciatori italiani, una vera e propria “Casa Comune” ove ognuno di noi possa riconoscersi e lavorare attivamente per un futuro migliore, dando il meglio di se a seconda delle professionalità e delle esperienze acquisite sino ad oggi.

E’ davvero tempo di lasciarsi alle spalle ogni inutile divisione, ogni tentazione di rivangare il passato o di fomentare nuove inutili, stupide e controproducenti lotte intestine, e di finalmente dimostrare che ognuno di noi ha solo a cuore il bene della nostra grande passione: la caccia. E
’ evidente, però, che non tutti condividono questa valutazione. Eppure avremmo importanti esempi da seguire a livello europeo.

Qualche mese fa ho avuto modo di toccare con mano come sono organizzati anche i nostri “colleghi” cacciatori del Nord Europa. Sono stato a visitare l’Associazione dei cacciatori svedesi nella loro prestigiosa sede di Öster Malma, 180 km a sud-ovest di Stoccolma, assieme ai danesi, finlandesi, norvegesi, francesi, greci e spagnoli.

Siamo geograficamente distanti solo poche migliaia di chilometri, che un aereo percorre in due ore e mezza, ma per quanto riguarda l’organizzazione della caccia, purtroppo, siamo ancora distanti migliaia di anni luce.

I nostri problemi di oggi loro li hanno vissuti, affrontati e risolti vent’anni orsono, prima di riunirsi in una grande unica organizzazione (oltre quelle, ovviamente, nazionali) tra Finlandia, Svezia, Norvegia, Danimarca e Islanda, ossia l’efficientissima Nordic Hunters’ Cooperation.

In Svezia i cacciatori sono oggi riuniti in una unica grande Associazione con circa 300.000  soci che gestisce a Öster Malma una splendida realtà di ricerca faunistica con oltre 50 tra ricercatori ed operatori dipendenti, con una sede prestigiosa in una vecchia villa e altri edifici ristrutturati modernamente, pur nel rispetto dell’architettura rurale, ove addirittura i ricercatori possono portarsi in ufficio i loro cani, se li hanno, dove un ottimo ristorante è sempre attivo, una accogliente foresteria accoglie gli ospiti, una funzionale sala riunioni è a disposizione di meeting sino a 200 persone, dove si fa formazione, informazione, aggiornamento e divulgazione per dirigenti, cacciatori, opinione pubblica, scuole (producendo libri, brochure e altre pubblicazioni di grande qualità), dove si occupano di  gestione del territorio, dove sviluppano la loro capacità propositiva con il mondo politico e istituzionale, assolutamente liberi dalle loro concezioni personali, collaborando attivamente e proficuamente (anche in termini economici) con i diversi Ministeri interessati godendo di ampia credibilità ed autorevolezza.
E la stessa cosa accade negli altri Paesi del Nord presenti all’incontro che, con dvd e presentazioni dettagliate, hanno illustrato le loro realtà organizzative del tutto analoghe a quella svedese.

Le giornate di Öster Malma hanno dimostrato che i nostri auspici di unità non sono solo parole: la dove ci sono unità, concretezza, professionalità, gestione del territorio, comunicazione e informazione, la caccia è conosciuta e non viene rifiutata.

Anzi la caccia è accettata quale componente di interessi generali per la tutela della natura e per la corretta gestione della fauna e del territorio, come ha anche sancito la Corte di Giustizia dei Diritti dell’Uomo (CJDH n. 9300/07 – 20.01.2011).

Io voglio continuare a lavorare in questa direzione per favorire anche in Italia questo indispensabile processo di crescita che, inoltre, deve arrivare a riconoscere con fatti concreti nel mondo agricolo il partner ideale e prioritario con cui tentare, nel rispetto di quelle che saranno  le sue legittime valutazioni e disponibilità, di sancire nuove alleanze organizzative sulla base di concrete, credibili e percorribili proposte di reciproca utilità.

Dobbiamo inserirci nel circuito virtuoso che il mondo agricolo ha già attivato proponendoci come nuovi soggetti attivi e collegati ai temi di interesse collettivo suggeriti dallo stesso, assolutamente evitando che i suoi unici alleati continuino a restare solo le rappresentanze organizzate del mondo ambientalista.
Dobbiamo, dove possibile, collegarci alle iniziative che il mondo agricolo ha già impostato e soprattutto proporne di nuove e più specifiche sui temi della gestione del territorio e della collaborazione agricoltori/cacciatori.

Solo così, con i fatti, si diventa parte attiva, propositiva e quindi valorizzatrice della cultura rurale e con essa della caccia. Vivendola attivamente e proponendola all’Opinione pubblica in positivo con azioni concrete e non ponendosi sulla difensiva semplicemente limitandosi a chiederne il rispetto.

Auspico che, quanto prima, l’intero mondo venatorio si evolva davvero e si organizzi adeguatamente, anche con le professionalità specifiche che occorrono nei vari campi d’azione che deve affrontare, per essere sempre più forte, incisivo, autorevole, credibile ed efficace nei confronti soprattutto delle Istituzioni e della politica nel suo complesso da cui – ci piaccia o no - dipendono le scelte finali per la soluzione dei nostri problemi, nell’interesse non solo di tutti i cacciatori ma dell’intera società.

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44 commenti finora...

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

Premesso che,ovviamente,sarebbe l'ideale la caccia esercitata dovendo rispondere solo o quasi al proprietario del fondo, chiedo:perche' la certezza " non piu'842 -non piu' patrimonio "disponibile"?In un paese dove si legifera sulla prnsioneg nel dgs del ca' none. R A I?

da Pietro 2 30/09/2011 7.53

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

Re: Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei. Copiamo andandoci per chi ha la possibilità di farlo, qui in Italia non si copia nulla, ce lo hanno insegnato le maestre alle elementari..!!!! l'Italia in europa è come la repubblica di San Marino, uno stato tutto a C...i suoi.Volevo spendere due parole per Lucio Parodi, il mondo agricolo qui in puglia pensa ad arare e bruciare steppie già dal mese di luglio, quante migliaia di quaglie muoiono? vaglielo a spiegare tu..a me hanno risposto: " devo preparare il terreno per la prossima coltura". Provaci tu, sono nel foggiano, se vuoi te li faccio incontrare gli agricoltori del posto, come vorrei farglieli incontrare a tutti quelli che dicono che noi siamo la distruzione della caccia, in una steppia ho trovato centinaia di carcassine di quaglie. Tavoliere delle puglie una delle zone più belle d'italia per le quaglie, tutto bruciato dal mese di Luglio.. cordiali saluti, Adamo.

da Adamo - Foggia 30/09/2011 6.28

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

Almeno una confederazione e la seria ricerca di uno stretto rapporto con il mondo agricolo sono fondamentali per il nostro futuro.

da Lucio Parodi 29/09/2011 22.35

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

from... ho capito benissimo che non era rivolto a me... ho fatto la battuta per il fenomeo gini,,magari è proprio quel merli di cui lui va dicendo... VABBBBBèèè!! Brigante sarebbe un SOGNO....VEDERE TUTTI QUEI PARASSITI CHE DIVENATANO BIANCHI COME STRACCI... e tutti i kompagni che si sono fatti le riserve a costo zero sulla cosa pubblica..con l'arroganza tipica di questi personaggi...sarebbe un sogno...ma tale resterà...purtroppo...ciao

da mart 29/09/2011 16.02

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

mart non c'è NESSUNO CHE CONOSCA BENE LA CACCIA ALL'ESTERO IN TUTTE LE SUE SFUMATURE. quando sento uno che va a caccia all'estero e torna con un carniere che in Itallia non si fa neanche in 10 anni ed ha anche il coraggio di vantarsi , preferisco non conoscere le sfumature.

da renato 29/09/2011 15.55

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

mart, mi sono espresso male, non intendevo dire che chi caccia all'estero è un coglione, bensì 'sarebbe un coglione?' me ne scuserai, anche se comunque hai già inteso giusto... x brigante M. l'hai detto, fare un referendum? vi saluto

da Fromboliere 29/09/2011 13.12

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

pensate che scena se fanno il solito banchetto per la raccolta di firme per abolire l'art.842 e ci presentiamo a firmare tutti i 700.000 cacciatori.

da il brigante Mammone 29/09/2011 12.49

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

x gini le frenacce le dici tu... e chi sarebbe sto merli??? uno che al massimo è andato a caccia a san marino...dai gini ... lascia perdere e non dire cazzate...se sei un kompagno...va bene lo stesso ...basta dirlo che problema c'è?? ma tu dove vai a caccia?? cosi x curiosità? sei per caso un presidente di qualche ATC ..che fa il suo sporco comodo?? ahhaha ahahah Fromb hai detto bene io che vado a caccia all'estero sono un deficente...perchè questo merli ( chi caz e???) ha scritto la bibbia della caccia all'estero...non c'è NESSUNO IN ITALIA CHE CONOSCA BENE LA CACCIA ALL'ESTERO IN TUTTE LE SUE SFUMATURE... neppure i giornalisti che fanno tanto i fighi per fare un viaggetto all'anno... quindi Gini ... lascia perdere...non ne sai nulla dell'estero..NULLLAAA!! saluti.. NB. aboliamo subito la 842...giusto cedro!

da mart 29/09/2011 12.20

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

Oggi l'economia governa tutti i nostri fenomeni:per un'accettazione del mondo venatorio nella ns. società anche noi dobbiamo inserirci in una dinamica economica e contribuire a produrre reddito. quindi abolizione dell'art.842 del CC,reddito aggiuntivo per gli agricoltori dalla caccia, la selvaggina appartiene a chi ha la disponibilità dei terreni.Fine delle associazioni venatorie e delle loro mafie e finalmente la caccia in mano ai cacciatori. diamoci una mossa ed entriamo anche con la caccia in Europa!

da vecchio cedro 29/09/2011 10.40

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

@ M. Gini: dicci di più di questo Merli, nome e città, per lo meno. Muoio dalla curiosità di conoscerlo e non vedo l'ora. D'altro canto che si può dire, tornando a noi? Siete ancora convinti di sbloccare la situazione nella quale ci troviamo? Domando, perché è evidente che da una parte ci sono sobillatori di masse popolari, che forse non trovano di meglio da fare che ripetere sempre, da decenni, le stesse cose e dall'altra parte ci sono i loro amici, assai contenti dei frutti del loro orto, sempre disposti a dargli ragione; intanto, a loro, che cazzo gliene frega? trovano un libercolo, scritto da un emerito, nemmeno troppo conosciuto, e credono di farlo passare per la costituzione. Allora chi sono quei coglioni che spendono un sacco di soldi per andare a caccia all'estero? analfabeti????

da Fromboliere 29/09/2011 10.30

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

mart, c'è un bel libro pubblicato di recente, di tale Merli,che presenta La caccia in Europa in tutte le sue sfaccettature. Forse non ti farebbe male dargli un'occhiata. Eviteresti di dire fregnacce.

da M. Gini 29/09/2011 7.52

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

Mart sai come funziona per le cosidette riserve di caccia?Te lo dico in due secondi e in soldoni per comodità:basta avere il consenso del 60%dei proprietari dei fondi su cui si estende la riserva;l'altro 40%viene inglobato volenti o no!Ho solo riportato a gigantesche linee,solo per far capire il concetto.

da pietro 2 28/09/2011 16.41

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

e basta con sta cazzata della caccia solo per i ricchi...non è vero un tubo ... all'estero vanno a caccia tutti quelli che vogliono...e sono anche più di noi in rapporto! E che qui hanno fatto della cosa pubblica un cosa privata... qui un presidente di ATC fa e disfa quello che vuole ...un dirigente dell'ufficio caccia viene a casa tua sulla tua terra e crede di comanadare anzi comanda...qui tutto è dello stato ( mi sembra di essere sotto la russia durante la guerra fredda) ma lo stato che cosa vuole sulla mia terra??? la mia terra? la proprieta privata non esiste in Italia per la materia caccia, per la pesca, il trekking, la bici , la moto, i fuoristrada , le scampagnate ...ecc. ecc. un diritto violato e sacro santo dei proprietari... che invece di far la fame con la caccia potrebbero far girare l'economia familiare...e guadagnare qualcosa invece di vedersi defraudati di un diritto...sacro santo...!

da mart 28/09/2011 9.51

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

x vico: è una cosa che anch'io dico spesso, quella sul referendum. Oggi abbiamo esempi dall' Europa, sono maggioritari. Un'altra cosa voglio dire, senza sollevare polemiche: Nulla è facile ora e nulla lo sarà nel futuro, credo. Però, Francia, Spagna, Belgio, non so la Germania, mi pare anche la Svizzera, funzionano così e credo parecchie altre nazioni, vogliamo credere che li la caccia sia solo per i ricchi? fate il conto della percentuale di cacciatori in rapporto alla popolazione totale e raffrontatela alla nostra realtà, vedrete che le percentuali non si discosteranno troppo dalle nostre, anzi, i alcuni casi saranno pure maggiori....

da Fromboliere 27/09/2011 20.30

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

Semplice Vince:perchè,forse(do una ipotetica spiegazione ai tuoi interrogativi)gli interessi di pochi che emergerebbero dopo l'abolizione della caccia "pubblica",prevalgono,per introiti,su quelli di molti:1+1=2!

da pietro 2 27/09/2011 19.20

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

Una cosa che noi sappiamo fare molto bene è il gioco al massacro.La caccia come altre attività dà da vivere a numerose famiglie,come può la maledetta politica italiana permettere anzi favorire tutto questo?in italia comandano mafiosi zoccole e fanatici e mantenuti e non abbiamo nessun potere per cambiare tutto questo.L'unica differenza tra una dittatura e questa democrazi è che ci viene consentito di lamentarci,questa è la realtà.

da vince50 27/09/2011 17.30

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

Bene, Sergio Berlato, ma perchè - se t'interessano tanto i soldi - non confluisci in un'associazione riconosciuta? Se hai tanti iscritti quanto dici, non ti ci vorrà molto a diventarne uno dei leader. E allora, i soldi ti spetteranno di diritto. Invece, se pensi che sia un'ingiustizia, perchè attraverso i tuoi collegamenti politici, che come hai sempre detto non ti mancano, perchè non fai fare una leggina per abolire questo balzello, oppure devolverlo in beneficenza? Ai poveri e agli indigenti. Se invece, ti dessero ascolto e passasse una leggina per orientare i finanziamenti sull'associazione che ha il 90% dei cacciatori, chi pensi che comandi? Toccherà sempre all'associazione maggioritaria. E allora, perchè non entri in Federcaccia e la fai finita? Chissà, visto il gap generazionale, prima o poi ti potrebbe toccare di fare il presidente.

da Daghelavantiunpasso 27/09/2011 17.21

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

non male come idea... ma torno a ribadire che sarebbe meglio chiudere la caccia ... non ha più senso di esistere in questo modo...vedi storno! ahahha

da mart 27/09/2011 16.39

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

Emendamento all’art. 24 della legge statale 157/92 La lettera c) dell’art. 24 è così sostituita: c) 95 per cento alla struttura associativa che dimostri di rappresentare almeno il 90% dei cacciatori italiani la quale, dedotte le spese per il suo funzionamento e l'espletamento dei suoi compiti istituzionali, ripartirà la quota rimanente alle associazioni venatorie che vi aderiscono, in proporzione alla rispettiva e documentata consistenza associativa. Note: l’art 24 della legge statale 157/92 istituisce un fondo presso il ministero del tesoro alimentato dall’addizionale di lire 10.000 (euro 5,16) che ogni cacciatore deve pagare annualmente, indipendentemente dal fatto che sia esso iscritto ad un’associazione nazionale riconosciuta o non riconosciuta. Il 95 per cento dell’ammontare di queste somme pagate da tutti i cacciatori, viene ripartito tra tutte le associazioni nazionali riconosciute in proporzione alla rispettiva, documentata consistenza associativa. Questo significa che le sette associazioni nazionali attualmente riconosciute non si ripartiscono solamente le 10.000 lire pagate dai propri iscritti, ma anche quelle pagate da tutti i cacciatori italiani iscritti ad associazioni non riconosciute. La debolezza del mondo venatorio italiano è rappresentata dall’eccessiva frammentazione e divisione dell’associazionismo venatorio. Per favorire l’unione del mondo venatorio italiano, con questo emendamento non si obbligano le associazioni venatorie ad unirsi in un’unica associazione ma si stabilisce che il finanziamento pubblico viene erogato non più alle singole associazioni ma alla struttura associativa che dimostri di rappresentare almeno il 90% dei cacciatori italiani. Se le associazioni decidono di non convergere in una unica struttura associativa nazionale che dimostri di rappresentare almeno il 90% dei cacciatori italiani, perdono il finanziamento pubblico.

da SERGIO BERLATO 27/09/2011 15.51

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

s.crate...hai ragione...

da mart 27/09/2011 15.24

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

Bravo Presidente ! Ma finchè in Italia caccia - politica e poltrone saranno la stessa faccia della medaglia non si potrà fare nulla. Lode ed onore comunque al suo impegno, noi ANUU migratoristi ci proviamo da sempre sotto la sua Presidenza a proporre UNA UNICA ASSOCIAZIONE, la palla passa agli altri che come al solito faranno orecchie da mercante per non perdere i piccoli ed inutile centri di "potere" degli atc.

da grifonenero 27/09/2011 10.55

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

Caro Marco,mentre tu continui a lottare contro i mulini a vento x una eventuale unione,e che intelligentemente hai capito che il cacciatore non si scosterà mai dal proprio credo politico,qui c'è ancora gente che pensa di unire il nostro mondo sotto una sola bandiera politica,quindi se la tua è utopia credo che altre vie qui proposte siano addirittura scellerate.

da cele 27/09/2011 10.41

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

Crate, non siete buoni nemmeno come carta da culo. LAVORARE LAVORARE LAVORARE, QUESTA PAROLA A VOI SCONOSCIUTA.....

da nicola la spezia 27/09/2011 10.00

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

Io vi capisco. Ma provate a guardarvi in televisione.(oppure, fatevi registrare cion una telecamerina mentre parlate , e riguardatevi). Sinceramente, chi è quel matto che si azzarderebbe a difendervi? Provate a maturare! Culturalmente!

da S. Crate 27/09/2011 8.37

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

@Mart.ci vuole poco a capire che ciò che dice Fromboliere è giusto.ti sei mai chiesto perchè sia le nostre aavv,sia gli ambientalisti(vi ricordate a porta a porta....?)non vogliono l'abolizione del art.842,perchè sia per gli uni che per gli altri sarebbe la fine.

da max 60 27/09/2011 1.56

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

Avete visto striscia?.. signori questo è troppo...possibile essere presi per il culo da questi pagliacci.. chi di dovere agisca nelle sedi opportune!

da Libero 26/09/2011 22.29

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

Buoni propositi, tanta passione e una classe politica, sinistra centro destra, tutta uguale...tutti contro tutti...il bello è che noi cacciatori per primi siamo uno contro l'altro...poi mettiamoci per esempio le guardie volontarie delle TROPPE associazioni, certi sono anche cacciatori ma scarsamente interessati a difendere, educare e spiegare la VERA CACCIA: solo verbali. Gli ATC con rappresentanze a volte un po troppo di parte, coldiretti ad esempio...cacciatori stanchi che abbandonano e chi rimane spera sempre e soltanto in un futuro migliore. Privatizzare???...maaah... I "SIGNORONI" già fanno ugualmente stragi nelle riserve a pagamento...i "SOLDINI" fanno e faranno sempre la differenza. Un saluto a chi va e a chi sperando rimane...

da treuor 26/09/2011 21.40

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

Ecchccaz@o!!!!!!!!!Ecco Un'altra bella valangata di me@@a da striscia!!!ed e' solo la prima puntata!!li mortacci loro!!

da Presidente 26/09/2011 21.23

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

X Fromboliere.Sono totalmente d'accordo,sono di questa idea da almeno 10 anni. Ne parlo ad ogni occasione e devo dire che trovo consensi anche in settori inimmaginabili.Occorre qualcuno che abbia il coraggio di prendere l'iniziativa,ma quel qualcuno non può essere una delle AV.La base stessa si rivolterebbe e poi sono troppo occupati a mantenere le tessere.Con il senno del poi se avessimo perso il referendum per l'abrogazione del 842 ,forse sarebbe stato meglio.Ma purtroppo la storia non si fa con i se.

da vico 26/09/2011 21.10

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

Complimenti Presidente la leggo sempre con attenzione e partecipazione, ma ho la sensazione che gli altri presidenti delle troppe associazioni che abbiamo remino in altre direzioni. Buon lavoro e avanti così.Daltronde è l'unica strada percorribile anche se altri non vogliono capire. Ma Lei insista, mi raccomando!!!

da rinaldo bucchi 26/09/2011 20.49

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

Castellani, cose gbia dette e ridette da Lei. Si ricorda quando fu nominato presidente? Le tuonava da tutte le parti,salvo poi scomparire nell'ignoto. Quanto da Lei proposto qualcuno lo stà gia mettendo in campo ed è già partito prima che venisse illuminato dal viaggio profetico, e quella realtà si chiama ACR. L'unità che cercate l'avete dimostrata in Veneto uscendo assieme a fidc dal CAAV. Ora che venga a propinarci le stesse menate ad un'anno di distanza non è più credibile. Certe favole le racconti ai nipotini, abbia rispetto per l'intelligenza dei cacciatori. La caccia futura la può leggere per bene sul post di Fromboliere, e quanti non avranno possibilità economica per continuare ad esercitare la nobile arte vi ringrazierà spero a pedate nel posteriore. Vada a fare certi discorsi a fidc o arci, o a tutte le riconosciute, che spendono i NOSTRI euri per ricorsi contro associazioni venatorie anzichè contro le amenità che vengono profuse quotidianamente dagli animaltalebani. Sia cortese, ci risparmi certe farneticanti eresie.

da henri (Radere igor) 26/09/2011 20.46

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

tutto sommato, Fromboliere non ha mica tutti i torti...... tanto ormai la caccia popolare l' hanno ammazzata con la legge 157.....quindi tanto vale prendere il toro per le corna, con zone di caccia autogestite (e obbligatorie per i proprietari dei terreni) come ad esempio in Germania. I cacciatori iscritti pagano la loro quota a seconda della caccia -o delle cacce- che praticano....e tanti saluti alla burocrazia.....e alle associazioni venatorie.

da Fabrizio 26/09/2011 19.08

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

e bravo fromboliere... questo è il vero futuro della caccia...altrochè le riserve private dei presidenti degli atc e dei suoi clan... una mafia vera e propria ... a casa!! bravo fromb...

da mart 26/09/2011 17.58

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

concordo con Fromboliere al 110%......

da max 60 26/09/2011 17.04

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

C'è una sola risposta, caccia privata, abolizione dell '842, cooperative di cacciatori italiani uniti in una unica lega. La selvaggina appartiene a chi ha la disponibilità dei terreni. Fine delle licenze di caccia, dei tesserini, le associazioni si fondono nelle cooperative ed agiscono, non dalle poltrone ma con gli scarponi ai piedi, nella gestione o nella acquisizione di nuovi terreni da aggiungere al patrimonio sociale. Fine dei litigi, animalisti fuori dalle... paline e fine di ogni ingestione politica o simil venatoria. La caccia in mano ai cacciatori. Se si vuol cambiare ci vuole coraggio. Parole di una monotonia continua, assillante, ogni presidente di questa o di quella associazione, partito o similari, alla fine, ripete sempre e solo le stesse cose, da anni!

da Fromboliere 26/09/2011 15.59

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

@ Fabrizio.i motivi li sasppiamo,nessuno vuole togliere il culo dalla propia poltrona,e portare acqua al suo mulino.la cosa la possiamo risolvere solamente noi,come,mandando al quel paese le nostre care aavv,facendo tessere private.un'altro nostro problema sono i vari circoli che fanno le tessere per questa o quell'altra associazione,pensaci,e poi dite se non ho ragione.

da max 60 26/09/2011 15.33

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

Iniziamo ad unirci sotto un'unica associazione(chiamiamola come vogliamo)e dimentichiamoci i ns. orticelli privati.Parliamo tutti una stessa lingua ed iniziamo a modificare la legge sulle aree protette che fino ad oggi ha portato solo cose negative sia alla caccia ma sopratutto alle popolazioni che vivono rinchiuse ed in ostaggio di quei territori spacciati come parchi(ma istituiti solo per abolire la caccia in determinati luoghi).Dico, iniziamo con i pseudo parchi perche' questa fino ad adesso e' stata la rovina strategica operata dai soliti noti solo per colpire una classe di cittadini ,incensurati e paganti materialmente solo perche' hanno un nome e sono invisi ad un certo movimento estremista che si autodefinisce ambientalista : e si chiamano cacciatori.Dunque ben venga l'Europa ,pero' a questa Europa applichiamo sia i diritti che i doveri ed uniformiamoci in tutto e per tutto agli altri cittadini -cacciatori europei e solo cosi' potremo far continuare la ns. passione.Un saluto.

da ettore1158 26/09/2011 14.24

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

Marco Castellani ha centrato in pieno il nocciolo del problema: unita' del mondo venatorio e collegamento di esso alle altre attivita' tradizionali, in primis il mondo agricolo. allora una domanda mi sorge spontanea: ma quali sono i motivi che frenano l' inevitabile e imprescindibile unita' del mondo venatorio?? penso che noi cacciatori dobbiamo partire da questa semplice domanda, e operare dalla base per sconfiggere un inammissibile immobilismo. Comunque chi ne sa piu' di me mi corregga pure, se sbaglio.

da Fabrizio 26/09/2011 14.16

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

scusi Castellani,ma ha scoperto l'acqua calda,è una vita che diciamo le stesse cose,e una vita che diciamo che ci vogliamo adeguare agli altri paesi Europei.ma guardi chi abbiamo noi....l'ispra,ma dove vogliamo andare,è da riformare tutto,da ricominciare dacapo,iniziando dall'informazione che è ha senzo unico per colpa delle nostre care aavv che sono state solamente ha guardare.lei parla dei paesi nordici che sono a mille miglia da noi per civiltà e rispetto dei diritti,ma guardi in che paese viviano,ma dove vogliamo andare.

da max 60 26/09/2011 12.22

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

questo ha scoperto l'acqua calda...ma in Italia è impossibile ! Da noi c'è gente che venderebbe moglie e i figli ... in nome del partito ... anche se poi sei continuamente preso per i fondelli...! Siamo un paese di politici ... falliti ... ah ah ah ... che pena! la politica ha rovinato tutti e tutto ... e la caccia andrà sempre peggio con sta gente quà ...meglio CHIUDERE LA CACCIA PER SEMPRE... che ci pensi la polizia provinciale a fare il nostro lavoro..ahahah ... noi andiamo a caccia all'estero...

da marcello 26/09/2011 12.22

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

un dirigente di una associazione venatoria non può dire dopo vent'anni queste cose. se foste stati capaci sarebbe stata l'europa a prenderci come esempio e non il contrario. oggi sia lei che gli altri dirigenti potete solo ammettere le vostre colpe per aver gestito in maniera disastrosa e fallimentare la caccia. per il bene e per il futuro della caccia fatevi da parte.

da il brigante Mammone 26/09/2011 12.15

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

A parole tutti vogliono l'unità ma nei fatti dimostrano il contrario. Nessuno oggi può negare che è indispensabile avere un'unica associazione venatoria ed un unico partito che ci rappresenti, il Sig. Castellani dia il buon esempio con i fatti convocando le associazioni e schierandosi con Caccia Ambiente, altrimenti saranno le solite parole al vento.

da Giovanni Tenti 26/09/2011 11.41

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

Insisto: è talmente ovvio che una unica AV, in questo contesto storico, porterebbe ENORMI benefici al nostro settore, talmente semplice, banale, che proprio per questo NON SI FARA' MAI!!

da Ezio 26/09/2011 11.38

Re:Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei

In Scandinavia sono avanti anni luce rispetto a noi. Bisognerebbe indagare su qual è il segreto della considerazione che hanno da parte dell'opinione pubblica e quali sono i valori che propongono. Sicuramente ci sono tante differenze fra noi e loro. Lo stesso altissimo numero di praticanti denuncia questo differenziale. Eppure la società scandinava è una società all'avanguardia. Wellfare, democrazia, emancipazione, ambientalismo la connotano come "neoambientalista", se si vuol adoperare un termine coniato in questi giorni per le ardite dichiarazioni del Papa in Germania. E gli stessi verdi (e pirats) tedeschi sono diversi dai nostri. Non sarà che il declino ambientalista/verdista e il declino della caccia nel nostro paese sono facce della stessa medaglia? Ci rifletta Ciarafoni, ma ci riflettano anche i nostri leader, compreso quelli che propongono culture della ruralità un po' retro'. Non è che questo "neoambiantalismo" potrebbe essere anche la nostra bandiera?

da P. Sacconi 26/09/2011 10.48