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Editoriale

America: un continente di vita selvaggia


lunedì 11 gennaio 2010
    

Il continente americano dal punto di vista venatorio è un vero e proprio giacimento aurifero. Le immense praterie, il deserto, i lunghissimi fiumi che irrompono in imponenti cascate, le montagne rocciose, rappresentano un ambiente e un panorama di una bellezza straordinaria. Per noi che veniamo dal vecchio continente, trovarsi di fronte a quegli spazi immensi e selvaggi dona delle emozioni che difficilmente si possono raccontare.

Ma volendo provare a fare un piccolo excursus con la immediata consapevolezza che sarà certamente parziale vista l’enorme quantità delle specie e delle sottospecie e partendo per comodità da nord, dal grande freddo, dove per quasi otto mesi all’anno la neve è la padrona assoluta, si possono cacciare i Caribù, i Mountain Goat e i Dall Sheep.  il Caribù di montagna fa parte della famiglia delle renne e ne è il più grande membro, sia le femmine che i maschi presentano dei palchi ramificati che vengono rinnovati ogni anno. La specie è originaria delle regioni artiche e sub-artiche quali la Siberia, il Nord America e la Groenlandia; nel 1892 è stato introdotto in Alaska. Come tutti gli animali che vivono nei climi particolarmente freddi il caribù possiede uno spesso strato di sottopelo lanoso che lo isola dalle basse temperature mantenendo il calore corporeo.


Il Mountain Goat è uno dei trofei più ambiti del grande nord, è un animale la cui struttura lo rende un grandissimo arrampicatore, lo si trova spesso in pareti quasi verticali, il pelo e di un colore bianco candido che contrasta con le corna che sono presenti sia sui maschi che sulle femmine e possono arrivare a venticinque centimetri di lunghezza; durante il periodo più freddo i Mountain Goat si trovano spesso nei versanti maggiormente assolati e limitano al massimo la mobilità al fine di risparmiare energie. Alcuni animali sono così sedentari che sono considerati come in un semi-letargo. I maschi adulti possono raggiungere gli 85 chili di peso e conducono una vita solitaria, vivono fino ai dodici anni anche se il primo anno di vita è quello più critico per via dei luoghi accidentati dove vivono e per le rigidità del clima.

Altro ungulato che si caccia in questa fascia di territorio è la pecora di Dall (Dall sheep); prima particolarità di questo animale è il candido manto bianco, sia le pecore che gli arieti presentano delle corna permanenti, ma mentre per le femmine sono più gentili e corte, i grossi arieti possono presentare trofei che misurano anche più di un metro di lunghezza e raggiungono i 115 chili di peso. A differenza però del cugino Bighorn, la Dall Sheep ha le corna con un diametro parecchio inferiore.

La pecora di Dall è una specie esclusiva del nuovo mondo ed è possibile trovarla e cacciarla solo nel nord ovest del Canada e in Alaska, anche se qualcuno sostiene che la pecora delle nevi (snow sheep) della Siberia è più o meno la stessa specie. Durante i mesi di luglio e agosto gli animali compiono una vera e propria migrazione dai territori rocciosi ai pascoli alpini dove si “rimpinzano” letteralmente delle grasse erbe che nascono al discioglimento delle nevi. Una particolarità riscontrata è che gli stessi gruppi usano le medesime rotte di migrazione di generazione in generazione. L’habitat tipico della Dall Sheep è rappresentato per circa nove mesi da pareti con forte pendio spazzate dal vento, rivolte verso sud.


In generale si può dire che ognuna delle tre specie descritte vive in ambienti particolarmente difficili pertanto anche la caccia di questi animali comporta non poche difficoltà; lunghe camminate a piedi in mezzo alla neve e con una temperatura esterna spesso ben al di sotto dello zero, Le attrezzature devono essere scelte con particolare cura, ed il consiglio è quello di affidarsi a delle guide locali con forte esperienza dei luoghi e degli animali da cacciare. Per quanto riguarda le armi da utilizzare è bene indirizzarsi su calibri  molto potenti e che presentano delle traiettorie radenti; non è raro che in queste condizioni si debba sparare a distanze notevoli, quindi a partire dal mitico 7 mm Rem Mag, per andare al .300 Win Mag  o al .300 Weatherby Mag. Naturalmente sono fondamentali strumenti ottici di altissima qualità e non è pensabile andare a caccia in questi luoghi senza un ottimo binocolo, un lungo, indispensabile per effettuare l’attenta valutazione del capo da abbattere, un telemetro che insieme al cannocchiale da puntamento, munito di reticolo balistico o della moderna torretta balistica, ci può fornire indispensabili indicazioni su dove piazzare il colpo.

In bocca al lupo a tutti.

Federico Cusimano

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25 commenti finora...

Re:America: un continente di vita selvaggia

X cacciatore sadico cambia sito!!!!!!!!!

da anti - cacciatore sadico 18/01/2010 9.12

Re:America: un continente di vita selvaggia

bravi cacciatori, che ve ne frega dell'etica, fate come gli americani, fatele soffrire il più possibile quelle bestiacce

da cacciatore sadico 17/01/2010 21.47

Re:America: un continente di vita selvaggia

Quanti cacciatori da salotto,magari pieni di soldi,arroganti che nulla sanno di caccia vera,libera,come ogniuno ha il diritto di sentirsi,nel rispetto altrui,MA LIBERO,non bastavano gli animalisti,ci mancavate solo voi,uomini piccolissimi abituati a farvi calpestare sempre e comunque.

da libero come l'aria 17/01/2010 17.06

Re:America: un continente di vita selvaggia

il problema, in italia, è il cosiddetto nomadismo, che anche molti di noi che vivono e tutelano il proprio territorio non gradiscono. non è quindi questione di anticaccia, è questione di mettere delle regole a questo fenomeno che da una parte potrebbe creare reddito aggiuntivo agli agricoltori e al settore turistico, e dall'altra eviterebbe di essere ogetto di critiche e contrasti da parte dell'opinione pubblica. ben regolato, in accordo con tutti, potrebbe sbloccare anche la situazione di ostilità nei confronti di pratiche (tempi e specie) che adesso sono avversate.

da massimo 17/01/2010 11.00

Re:America: un continente di vita selvaggia

Perchè altrove, aggiungo io, andrebbe incontro a cocenti delusioni. e si renderebbe conto che richiedere a gran voce anche in Italia le regole dell'Europa è una sonora idiozia.

da erasmo 16/01/2010 11.16

Re:America: un continente di vita selvaggia

quanto agli anticaccia, anche a casa nostra è più o meno così. In campagna, anche chi vi è arrivato dalla metropoli in molti casi si è ravveduto e ha capito le ragioni dei cacciatori. almeno di quelli veri, non di quelli che vanno a sparare sotto le finestre. la cultura anticaccia alligna incece nelle città, dove il rapporto con natura e ambiente è artefatto. Per quanto riguarda il diritto di caccia, a guardarsi in giro, a est come a ovest, in europa, in america, asia, africa, australia, le regole sono piuttosto severe, e comunque devi chiedere l'autorizzazione caso per caso ( a meno che tu non sia un proprietario terriero) e comunque devi pagare. E molto! Chi professa la caccia libera, è bene che resti in Italia

da bacone 14/01/2010 15.29

Re:America: un continente di vita selvaggia

Salve, una domanda per Claudio: in America esistono gli anticaccia (anche se credo proprio di si) e che atteggiamento hanno nei confronti dei cacciatori? Un cacciatore è visto negativamente dall'opinione pubblica? Grazie

da Andrea-Comacchio 12/01/2010 16.10

Re:America: un continente di vita selvaggia

Claudio erano parole di una canzone che cantavano spesso i nostri nonni, ironia per il malessere nel quale vivevano, aspirazioni per una vita migliore, l'America simbolo di un futuro più ridente. Beato te che ci sei stato, ci saresti rimasto?

da Fromboliere 12/01/2010 15.38

Re:America: un continente di vita selvaggia

Forse cento lire non basteranno...Comunque il cabio adesso è favorevole e vale la pena di tentare. Io sono stato in Oregon una decina di anni fa e devo dire che la natura è meravigliosa e somiglia al paradiso terrestre dei cacciatori e dei pescatori. E poi ci sono poco più di tre milioni di abitanti in uno stato della superficie dell'Italia. Lì chi ha un po' di soldi si diverte sicuramente molto e chi non li ha può comunque sfogarsi a fucilare i poveri varmints.

da claudio nuti 12/01/2010 15.11

Re:America: un continente di vita selvaggia

Mamma mia dammi cento lire che in america voglio andar.....

da Fromboliere 12/01/2010 12.13

Re:America: un continente di vita selvaggia

C'è anche un altro aspetto. In alcuni stati i calendari venatori e le quote di prelievo vengono ripartiti in base ai mezzi di caccia utilizzati (arco, fucile ad avancarica, pistola). Dunque se un cacciatore ha tempo, denaro e abilità può accedere a più quote di prelievo ripartite in diversi periodi dell'anno, a patto che utilizzi per ciacun periodo l'arma consentita. Viva dunque il liberismo e il consumismo venatorio.

da claudio nuti 12/01/2010 11.10

Re:America: un continente di vita selvaggia

Inoltre l'etica degli abbattimenti non fa parte delle questioni americane: la caccia è caccia, senza alcuna ipocrisia e se si abbatte un cervo con l'arco raramente succede che venga fulminato dalla freccia, tutt'altro. Inizierà quindi la seconda fase della cattura, seguendone le tracce fino a che la ferita completerà il suo corso.

da Fromboliere 12/01/2010 10.58

Re:America: un continente di vita selvaggia

Dimenticavo: la premessa di tutto quanto detto ovviamente è che tutti i piani di prelievo sono contingentati sulla base di stime di cui non conosco il meccanismo ma che presuppongono censimenti o qualcosa di simile. La selvaggina è abbondante ma capita che non ci siano, ad esempio, orsi o puma o renne o elk sufficienti per tutti coloro che aspirano a cacciarli. A questo punto penso che diventi una questione di soldi, con meccanismi più o meno trasparenti.

da claudio nuti 12/01/2010 10.43

Re:America: un continente di vita selvaggia

Solo i nativi americani (pellerossa) mantengono normalmente i loro diritti di caccia senza troppa burocrazia. Il caso dei comuni cittadini americani è ben diverso. Come avviene con molte leggi negli Stati Uniti, la legislazione della caccia e dei relativi regolamenti varia da Stato a Stato. Diversi stati avranno esigenze molto specifiche che coinvolgono le specie protette, ma raramente si limitano a regolamentare la caccia delle sole specie protette. E’ normalmente libera la caccia alle specie opportuniste e dannose (i nocivi o varmints). I varmints sono considerati una minaccia per i raccolti agricoli, per altri animali selvatici, per il paesaggio, per infrastrutture o animali domestici. La caccia ai varmints è considerata come un mezzo per controllare animali predatori indesiderati e i regolamenti che disciplinano il prelievo di questi animali (roditori, coyote, maiali selvatici e alcuni uccelli) sono molto semplificati. Assai diverso è il discorso per quanto riguarda la grande selvaggina (pecore Bighorn, cervi, renne, alci, orsi, puma) e gli uccelli acquatici o altri uccelli pregiati (tacchino, fagiano, pernici e forcelli). Occorre una licenza subordinata alla frequenza di un corso. Poi gli animali che si intende cacciare, sulla base di specifici calendari, devono essere acquistati a prezzi che variano da stato a stato e non sempre ci sono animali per tutti. In questi casi si può ricorrere al sorteggio tra chi ha fatto richiesta o alle graduatorie di merito. In ogni caso tutta la caccia funziona con il sistema della vendita delle quote di caccia e dei singoli diritti di prelievo anche sul territorio di proprietà federale o dei singoli stati. Spero di aver dato un contributo alla discussione.

da claudio nuti 12/01/2010 9.47

Re:America: un continente di vita selvaggia

bravo emanuele condivido,anche x far sapere a tutti come funziona nei vari stati,leggi,regolamenti,tipi di caccia,tradizioni e poter fare dei confronti !!

da JO 68 12/01/2010 0.26

Re:America: un continente di vita selvaggia

A me questo editoriale è piacuto molto.Invito la redazione a pubblicare una serie di editoriali che descriva la caccia nei vari continenti...Che ne dite?

da Emanuele Castelli 11/01/2010 21.55

Re:America: un continente di vita selvaggia

in america,fanno un corso accelerato !! si riunisce un gruppo di persone in una casa di caccia,li fanno scuola,prove di tiro su sagome vagante,conoscono le armi,comportamento ecc..a fine settimana ti danno la licenza !!

da JO 68 11/01/2010 19.10

Re:America: un continente di vita selvaggia

In america qualsiasi cosa succede non si ritroveranno mai come nel calendario venatorio della liguria da più di 30 anni!!!!! mestolone gallinella d'acqua, moriglione, alzavola pavoncella,... e tanti altri che, sappiamo come sono fatti solo tramite enciclopedia o museo di storia naturale alla faccia delle minoranze quà ci hanno sempre preso per il culo peggio che gli indiani. ( almeno loro vanno in riserva )

da gianni cacciatore genova 11/01/2010 19.05

Re:America: un continente di vita selvaggia

Per avere la licenza di caccia in america se non mi sbaglio non devi fare tutti gli esami (che cmp servono) come da noi in italia...Poi la caccia alla piccola selvaggina non è molto tenuta in considerazione,ad eccezione del sud dove cacciano molto le anatre...

da Asterione 11/01/2010 18.59

Re:America: un continente di vita selvaggia

in america non credo che si possa andare a caccia senza l'autorizzazione dei proprietari del terreno. qualcuno ne sa di più? grazie

da pasquale 11/01/2010 18.08

Re:America: un continente di vita selvaggia

Ho risposto ( ad ortega ) quanto mi ha suggerito il cuore

da gianni cacciatore genova 11/01/2010 17.11

Re:America: un continente di vita selvaggia

con chi ce l'hai ??

da JO 68 11/01/2010 16.58

Re:America: un continente di vita selvaggia

ortega vai un po sulla luna e chiedi se nel mar della tranquillitas si può pescare senza licenza di pesca. Per scrivere tali scemenze non sai proprio cosa fare.

da gianni cacciatore genova 11/01/2010 16.47

Re:America: un continente di vita selvaggia

non mi sembra sia in europa !! che tradizioni hanno gli americani ?? sai che pagano solamente una tassa governativa x poter cacciare ??

da JO 68 11/01/2010 12.32

Re:America: un continente di vita selvaggia

provate a chiedere ai 22 milioni di cacciatori americani, nella più grande democrazia del mondo, se hanno libero accesso ai territori di caccia e quanti fringuelli possono prendere in deroga.

da ortega 11/01/2010 11.15