HomeCacciaCaniFuciliNatura
Editoriale | Blog | Eventi | Meteo | Foto | I Video | Sondaggi | Quiz | Forum | Le Leggi | Parlano di noi | Amici di Big Hunter | Amiche Di Big Hunter | Downloads | Fresco di Stampa | Solo su Big Hunter | Tutte le news per settimana | Contatti | BigHunter Giovani |
  Cerca
L'AGNELLO E LA CICORIA PER ELISA - La dolce passione di una cacciatrice di carattere SOSTIENE LARA LUPO, QUANTO CI COSTI A UN PASSO DAL PARADISO - Dopo l' ISPRA ecco l'ONCFS francese ISPRA: C'ERA UNA VOLTA IL LABORATORIO PER NON PERDERE LA TRAMONTANA C'ERA UNA VOLTA... LUPO: CHE BOCCA GRANDE CHE HAI!!! Altro che caccia. Ecco quali sono le vere infrazioni italiane TABU' LUPO FIRMAMENTO SOCIAL ALTRO CHE CACCIA! E' L'HABITAT CHE RISCHIA GROSSO LUPO. ATTENDIAMO LUMI CHI DICE PARCHI DICE PORCHI, E... NOTERELLE SUL CANE DA CACCIA Cos’è la caccia La ri-proposta Cuore di beccaccia Cacciatori in Europa. Un'azienda da 16 miliardi LA GRANDE CUCINA DELLA SELVAGGINA Una bella scoperta CARI AMBIENTALISTI, NON SI COMINCIA DALLA CODA Osservatori regionali, avanti! Ungulati: una risorsa preziosa La mia prima volta al cinghiale: onore alla 110! Il cinghiale nel mirino. Braccata e selezione: una convivenza possibile ANIMALISTI. LA DEBOLEZZA DEI VIOLENTI TORDI TORDI STANNO TUTTI BENE ETERNA APERTURA TANTE MAGICHE APERTURE CI SIAMO! LA SFIDA DELLA COMUNICAZIONE LA SANA DIETA DEL CACCIATORE CELESTE ANCH'IO CACCIO MIGRATORIA, MA DI CHI? Biodiversità e specie opportuniste: l'esempio francese REWILDING ECONOMY – IL PASSATO PROSSIMO VENTURO Lasciate la carne ai bambini Uccellacci e uccellini, chi ce la fa e chi.... CINGHIALI D'UNA VOLTA DATEMI UN'APP, SOLLEVERO' L'ISPRA MONTAGNA, 22 ANNI DOPO Elegia per un vecchio signore LA GRANDE BUFALA Animali & Co: un problema di comunicazione LUPO O CINGHIALE? Papa Francesco: gli animali dopo l'uomo Le allodole, mia nonna e le vecchiette La caccia e gli chef UNGULATI CHE PASSIONE PARCHI E AREE PROTETTE: ECCO LA FRANCIA Le beccacce e il lupo QUESTIONE DI PROSPETTIVA La cinofilia ufficiale. Parte seconda con scuse PROBLEMA LUPO Bisturi facili. Cuccioli? No grazie Perché ho scelto il setter inglese? Galletti fa mea culpa Questa è la cinofilia ufficiale C'era una volta il cinghiale Bracconieri di speranze Gip, amor di cacciatore. Il piccolo francese SAVETHEHUNTERS, MATTEO TROMBONI SFIATATI I sistemi elettronici di addestramento GUANO CAPITALE In principio era una Dea C'era una volta l'orso bianco che campava di caramelle UNA TERRA DIVERSA MEMORIE. Da regina a regina informAZione? Iniziazione del cucciolone UNIONE AL PALO? LA PARABOLA DI CECIL CROCCHETTE VEGANE L'ecoturismo fa danni ALLODOLE PER SEMPRE TRUE LIES CI SIAMO? Natura. Madre o matrigna? LA CACCIA, PROTAGONISTA INCONFESSATA DI EXPO UN’APERTURA DA FAVOLA I cuccioli di oggi MACCHE' PREAPERTURA CACCIA, PROVE E VARIA UMANITA' Emergenza cinghiali ovvero: la sagra delle chiacchiere FORMAZIONE, FORMAZIONE! I cani da ferma oggi Arlecchino o Pinocchio? LA SANZIONE DELLA VERGOGNA Prima informarsi, poi farsi un'opinione Effetto Flegetonte Il cane domestico (maschio) Il valore della caccia Chi è diavolo, chi acquasanta? CANDIDATI ECCELLENTI PUBBLICO O PRIVATO? LA FRANCIA E I MINORI A CACCIA REGIONALI 2015: SCEGLIAMO I NOSTRI CANDIDATI Caccia vissuta “Se questa è etica” QUANDO GLI AMBIENTALISTI CADONO DAL PERO Le contraddizioni dell'Expo QUESTIONE DI CORPO L'ultimo lupo e l'ignoranza dei nostri soloni Calendari venatori: si riparte DOVE ANCORA MI PORTA IL VENTO LUCI E OMBRE DI UN PROGETTO CANE DA FERMA: ADDESTRIAMOLO PURE, MA CON GIUDIZIO CHIUSO UN CICLO... A patti col diavolo... e poi? BIGHUNTER'S HEROES: LE MAGNIFICHE CACCE DI LORENZO MISTERI DELLA TELE CANI E BECCACCE: UN RAPPORTO DIFFICILE E' IL TORDO CHE TARDA. MA GALLETTI NON LO SA Tordi e beccacce tra le grinfie della politica Donne cacciatrici piene di fascino predatorio Italiani confusi su caccia e selvaggina Storia di una particella cosmica Vegani per moda Anime e animali MUSICA E NUVOLE L'uomo è cacciatore: parola di Wilbur Smith CHI LA VUOLE COTTA, E CHI.... Nutria: un caso tutto italiano - un problema e una risorsa ZIZZAGA, GALLETTI, ZIZZAGA! E se anche le piante provassero dolore? PASSO O NON PASSO, QUESTO E' IL DILEMMA Momenti che non voglio scordare Anticaccia? Parliamone CACCIATRICI SI NASCE. UN'APERTURA AL TEMPO DELLE MELE CATIA E LA PRIMA ESPERIENZA CHIARI AVVERTIMENTI PIU' VIVA E PIU' AMATA ECCE CANEM DE ANIMALISTIBUS ovvero DEGLI ANIMALISTI IL CATALOGO E' QUESTO.... CINOFILIA E CINOTECNIA QUALCHE SASSO IN PICCIONAIA ISPRA. UN INDOVINO MI DISSE... MIGRATORI D'EUROPA L'ipocrisia anticaccia fomenta il bracconaggio MIGRATORISTI GRANDE RISORSA Fauna ungulata e vincolismo ambientale Decreto n. 91 del 24 giugno 2014: CHI PIANGE PER E CHI PIANGE CONTRO Ai luoghi comuni sulla caccia DIAMOCI UN TAGLIO SPENDING REVIEW, OVVERO ABBATTIAMO GLI SPRECHI DOPO LE EUROPEE: VECCHI PROBLEMI PER NUOVE PROSPETTIVE Biodiversità: difendetela dagli ambientalisti GUARIRE DALLA ZAMBILLA Le specie invasive ci libereranno dall'animalismo EUROPEE: SCEGLIAMOLI BENE La rivoluzione verde è nel piatto La caccia al tempo di Facebook SOSTIENE PUTTINI: Pensieri e sogni di un addestratore cinofilo a riposo COSE SAGGE E MERAVIGLIOSE AMBIENTE: OCCHIO AL GATTOPARDO C'ERO UNA VOLTA ALL'EXA QUESTA E' LA CACCIA! EUROPA AL RISVEGLIO TOPI EROI PER I BAMBINI DELLA BRAMBILLA CACCIA LAZIO: quali certezze? ISPRA, I CALENDARI QUESTI SCONOSCIUTI UNITI PER LA BIODIVERSITÀ E LA CACCIA SOSTENIBILE LO DICO COL CUORE IL LUPO E' UN LUPO. SENNO' CHE LUPO E' I veri volontari dell'ambiente DIAMOGLI CREDITO PROMOZIONE GRATUITA PENSIERINI DEL DOPO EPIFANIA Ambientalisti italiani, poche idee ma confuse Anche National Geographic America conquistato dalle cacciatrici Più valore alla selvaggina e alla caccia Il cinghiale di Colombo Porto di fucile - NON C'E' MALE! PAC & CACCIA LILITH - LA CACCIA E' NATURALE Effetto protezionismo Ispra: il caso beccaccia Il grande bluff dei ricorsi anticaccia COME FARE COSA FARE Supermarket society Romantica Tipi di comunicazione: C'E' MURO E MURO Ambientalisti sveglia! Crisi e Parchi, è l'ora di scelte coraggiose SPRAZZI DI SERENO POINTER E NON PIU' SOGNO DI CACCIATORE UN CLICK E SEI A CACCIA FINALMENTE SI SCENDE IN CAMPO RIPRENDIAMOCI LA NOSTRA DIGNITA' DI CACCIATORI LA FAUNA SELVATICA: COME UN GRANDE CARTOON ALLA FIERA DELL'EST VOGLIO UNA CLASSE DIRIGENTE MODERNA IL NUOVO PARTITO DEI VECCHI TROMBATI “Caccia è cultura, amore e tradizione” L'assurda battaglia al contenimento faunistico CACCIA PERMANENTE CACCIATORI DIVISI Partiamo dalla Toscana ITALIA: un paese senza identità. Nemmeno per la caccia C’ERA UNA VOLTA… I cacciatori nel regno delle eterne emergenze Gli ambientalisti e la trave nell'occhio Addio alle rondini? L’Europa “boccia” l’articolo 842 (e la gestione faunistica di Stato) ITALIA TERRA DI SANTI, POETI... SAGGI..... SUCCEDE ANCHE QUESTO BASTA ASINI AMBIENTALISMO DA SALOTTO E CONTROLLO DELLA FAUNA Siamo tutti figli di Diana TOSCANA: ALLEVAMENTO DI UNGULATI A CIELO APERTO ALLARME DANNI DANNI FAUNA SELVATICA: Chi rompe paga… STALLO O NON STALLO CI RIVEDREMO A ROMA “L'ipocrisia delle coscienze pulite” UN DIFFICILE VOTO INTELLIGENTE SALVAGENTE CINGHIALE CACCIA DIECI VOLTE MENO PERICOLOSA DI QUALSIASI ALTRA ATTIVITA' ZONE UMIDE: CHI PAGA? Lepri e lepraioli QUESTA SI CHE E' UN'AGENDA SPENDING REVIEW E CERTEZZA DELLE REGOLE La Caccia, il futuro è nei giovani – Un regalo sotto l’albero A SCUOLA NON S'INVECCHIA I nuovi cacciatori li vogliamo così NEORURALI DE NOANTRI FRANCIA MON AMOUR LA CACCIA E' GREEN? Stupidità... stasera che si fa? NUOVA LINFA PER LA CACCIA TERRA INCOGNITA L’Italia a cui vorrei fosse affidata la caccia La marcia in più della selvaggina EPPUR SI MUOVE COLLARI ELETTRICI: LECITI O ILLECITI? DIVERSA OPINIONE IN PRIMA PERSONA PER DIFENDERE IL PATRIMONIO NATURALE Opinioni fuori dal coro - VACCI TU A MANNAIL!!! A CACCIA A CACCIA!!! PROVOCAZIONI Estate di fuoco MISTIFICAZIONI SICUREZZA A CACCIA, PRIMA DI TUTTO Sostenibili e consapevoli! COLPI DI SOLE COLPI DI CALORE Aiutati che il Ciel ti aiuta! Insieme saremo Forti! TECNOCRATI? NO ESPERIENTI LA RICERCA DIMENTICATA PARCHI: RIFORMA-LAMPO DE CHE'! Orgoglio di contadino Campagna o città? CACCIA: UNA RISORSA PER TUTTI. PRENDIAMO ESEMPIO DAGLI ALTRI CALENDARI VENATORI CON LEGGE REGIONALE: UN'OPINIONE CHE FA RIFLETTERE CONFRONTO FRA GENERAZIONI LA CACCIA CHE SI RESPIRA Rapporto Lipu: specie cacciabili in ottima salute GLI SMEMORATI DI COLLEGNO MUFLONE E CAPRIOLO IN ASPROMONTE: un sogno o una possibile realtà? Piemonte: Salta il camoscio/tuona la valanga... DELLE COSE DELLA NATURA Cultura Rurale: una soluzione per far ripartire l'Italia Il nodo delle specie aliene che fa capitolare gli ambientalisti LA CACCIA NELLA STORIA, PASSIONE E NECESSITÀ PAC IN TERRIS UCCELLI D'EUROPA GIRA GIRA..... STORIA SEMPLICE DI UNA CACCIATRICE LAMENTO DI UN GIOVANE ERRANTE PER LA CAMPAGNA TOCCA A NOI! CRISI. SOLUZIONE ALLA GRILLO IL SENSO DELLA CACCIA DI SILVIA VERITA' E CERTEZZA DEL DIRITTO PROCEDURE D’INFRAZIONE E DEROGHE: UN CONTRIBUTO ALLA CHIAREZZA BECCACCE DI BEFANA CACCIA, FASE DUE PROVOCAZIONI DI FINE D’ANNO RICERCA RICERCA SPIGOLATURE DI NATALE Dai pomodori alle lampadine LA RUMBA DEL CINGHIALONE NON ERA AMORE Finalmente autunno Il paradosso dell'Ispra IL PIANETA DEI CACCIATORI Le caste animali A CACCIA ANCHE DOMANI A CACCIA SI, MA DOVE? ORGOGLIO DI CACCIATORE Per il nostro futuro copiamo dai colleghi europei FINALMENTE A CACCIA APRE LA CACCIA! Amico cacciatore, guarda e passa Riforma sui Parchi in arrivo? E i cuccioli umani? MEDITATE, AMBIENTALISTI, MEDITATE LA FARSA DEI CALENDARI Armi, la civiltà fa la differenza Il Pointer e la caccia Col cane dalla notte dei tempi Contarli, certo, ma come? Questa è una passione! IL PENTOLONE LA LOGICA DELLA PICCOLA QUANTITA' SOLDI E AMBIENTE. DIECI DOMANDE NON SOLO STORNO QUEL CHE RESTA DELLA CACCIA AGLI ACQUATICI La lezione di Rocchetta di Vara BASTA CON LA STERPAZZOLA CON LO SCAPPELLAMENTO A DESTRA MIGRATORI TRADITI CORONA L'ERETICO Cacciatori e Agricoltori, due facce della stessa medaglia Deroghe: non è una missione impossibile AMBIENTALISMO E' CULTURA RURALE Sei il mio cane ALLE RADICI DELLA CACCIA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO: IMPORTANTE SENTENZA A FAVORE DELLA CACCIA COME DIREBBE LO STORNO, DEL DOMAN NON V'E' CERTEZZA... BOCCONCINI PRIMAVERA CACCIA, PASSIONE, POCHE CHIACCHIERE COMUNITARIA: RIMEDIARE AL PASTICCIO QUESTIONE DI CALENDARIO LA BAMBINA CHE SOGNAVA LA CACCIA PRENDIAMO IL MEGLIO BELLEZZA E AMBIENTE. LA NOSTRA RICCHEZZA TUTTI A TAVOLA RIFLETTERE MA ALLO STESSO TEMPO AGIRE LA CACCIA SERVE. ECCOME! METTI UNA SERA A CENA Urbanismo e Wilderness: un confronto impari CONFESSIONI DI UNA TIRATRICE DI SKEET GIOVANI, GIOVANI E ANCORA GIOVANI IL CAPRIOLO POLITICO NO - Per una visione storicistica della caccia in Italia Accade solo in Italia? L’ambientalismo tra ecologia profonda e profonda ignoranza FRA STORIA E ATTUALITA' Non sono cacciatore ma la selvaggina fa bene. Intervista a Filippo Ongaro “Solo” una passione Tra ideologia e strategia politica IL CATALOGO E' QUESTO TORNIAMO A SVOLGERE UN RACCONTO DA DONNA A DONNA: IL MALE DEL TURISMO. Lettera aperta di Lara Leporatti al Ministro Brambilla Italiani ignoranti della caccia CACCE TIPICHE E VITA IN CAMPAGNA Ed il giorno arriva DEROGHE E CACCIA ALLA MIGRATORIA: DA RISOLVERE. UNA VOLTA PER TUTTE! PRE-APERTURA DI CREDITO Domani sarà un altro giorno MIGRATORIA E SELEZIONE Alcune riflessioni sulla caccia in Italia Divagazioni per una rivoluzione culturale La senatrice Adamo va alla guerra PERCHE’ NON SCENDI, PERCHE’ NON RISTAI? ( versi di G. Carducci) Calendari venatori. Le bugie degli ambientalisti Un'arte chiamata caccia AREZZO SCONFESSA LA BRAMBILLA Animalismi e solitudini In un vecchio armadio STAGIONE VECCHIA NON FA BUON BRODO Belli, matti ed inguaribili SIAMO LIGURI! Ieri, mille anni fa, io caccio Cosa mangiano gli animali degli animalisti? SCIENZA, CONOSCENZA, CULTURA C'ERA UNA VOLTA UNA SCIMMIA MOVIMENTO STATICO, ANZI NO, REGRESSIVO ORSI. COMUNITARIA. PROVVEDIMENTO ZOPPO MA CON SICURO VALORE SIMBOLICO Aerei e trasporto munizioni - La situazione della caccia oggi: “Io speriamo che me la cavo” ALL'ARIA APERTA! Contro ogni tentazione. PORTIAMOLI A CACCIA IPSOS FACTO! DIAMOCI DEL NOI IN FINLANDIA SI', CHE VANNO A CACCIA! RIFLESSIONI DI UN PEONE IL PAESE PIU' STRANO DEL MONDO Fuoco Amico PER UNA CULTURA RURALE. MEGLIO: PER UNA CULTURA DELLA CACCIA CHE AFFONDA LE SUE RADICI NELLA TRADIZIONE RURALE E Jules Verne diventò anticaccia CULTURA RURALE E CULTURA URBANA A CONFRONTO L'Enpa insulta i cacciatori SELVAGGINA IN AIUTO DELL’ECONOMIA America: un continente di vita selvaggia LA LIBERTA’ DI STARE INSIEME A chi giova la selezione LA CACCIA COME LA NUTELLA? LUPO, CHI SEI? Le fonti energetiche del futuro: nucleare si o no? TOSCANA: ARRIVA LA NUOVA LEGGE A caccia con L'arco... A caccia con la storia... Interpretazioni e commenti di nuova concezione 10 domande ai detrattori della caccia IL BRIVIDO CHE CERCHIAMO La caccia come antidoto alla catastrofe climatica Per una educazione alla natura E' IL TEMPO. GRANDE, LA BECCACCIA IL CAPRIOLO MANNARO CONSIDERAZIONI E PROPOSTE PER IL FUTURO DELLA CACCIA IN ITALIA Caccia - anticaccia: alla ricerca della ragione perduta Allarmismo e vecchi trucchetti Ancora Tozzi ? REALISMO, PRIMA DI TUTTO Le invasioni barbariche APERTURA E DOPO. COSA COME QUANDO Piombo e No Toxic: serve un nuovo materiale per le cartucce destinate agli acquatici Di altro dovremmo arrabbiarci I GIOVANI E IL NUOVO AMBIENTALISMO Cinofili, cinologi e cinotecnici Un rinascimento ambientale è possibile Gelosi e orgogliosi delle nostre tradizioni LA CACCIA SALVATA DALLE DONNE? Nuovo catalogo BigHunter 2009 – 2010: un omaggio all' Ars Venandi Tutto e il contrario di tutto DALL'OLIO: UNITA' VO' CERCANDO... IL VECCHIO CANE: RICORDIAMOCI DI TUTTE LE GIOIE CHE CI HA DONATO La voce dei protagonisti sui cinghiali a Genova Tutti insieme... magicamente Ambiente: una speranza nella caccia SOLO SU BIG HUNTER: DALL’OLIO, PRIMA INTERVISTA La Caccia ha bisogno di uomini che si impegnano LA COMUNICAZIONE NON E' COME TIRARE A UN TORDO Il capanno: tra architettura rurale e passione infinita DONNE ...DU DU DU... DI-DI-DI I..... IN CERCA DI DIANA EUROPA EUROPA VICINI ALLA VERITA' Beccaccia sostenibile CACCIA E SOCIETA' Wilbur Smith, scrittore da best seller innamorato della caccia BAGGIO, CON LA CACCIA DALL’ETA’ DI CINQUE ANNI PARLAMENTO EUROPEO - Fai sottoscrivere un impegno per la caccia al tuo candidato CACCIA ALL'ORSI ORGOGLIOSI DI ESSERE CACCIATORI UN DOCUMENTARIO SENZA SORPRESE, ALMENO PER I CACCIATORI Ridiamo il giusto orgoglio al cacciatore moderno e consapevole Il cane con il proprio olfatto è il vero ausiliare dell'uomo, anche oltre la caccia. 157: PENSIERI E PAROLE MA COS'E' QUESTA CACCIA? 157 CACCIA: LA SINTESI ORSI E' UNA BOZZA DI DISCUSSIONE MIGLIORARE LE RAZZE? SI PUO’ FARE CINGHIALI CHE PASSIONE La cultura cinofila ATC DIAMOCI DA FARE Il vitello che mangi non è morto d'infarto! Ripensare la caccia? PER UN FUTURO DELLA CACCIA QUANTO CI COSTI, BELLA TOPOLONA PUCCINI CACCIATORE E AMBIENTALISTA ANTE - LITTERAM Un nuovo corso per gli ungulati Siamo noi le Giubbe Verdi Ruralità e caccia fra cultura, tradizione ed economia Rilanciamo il consumo alimentare della selvaggina La caccia secondo Giuliano, umorista de La Repubblica Questa è la caccia Il cane oggetto: attenzione alla pericolosa tendenza della civiltà dei consumi La cinegetica e la caccia col cane Gestione e tradizione BASTA TESSERE AMAR...TORD E il beccafico perse la via del nord Dimostriamo credibilità Apertura passione serenità editoriale - Fucili italiani come le ferrari Orgoglio di Cacciatore I Tordi e le Beccacce La Caccia è Rock

Editoriale

Deroghe: non è una missione impossibile


martedì 26 aprile 2011
    
Deroghe non è una missione impossibile Anche nella passata stagione venatoria si è ripresentato in modo dirompente in molte Regioni d’Italia il problema del prelievo venatorio in deroga (applicazione dell’art. 9, comma 1, lett. a) e c) della Direttiva Uccelli n. 79/409/CEE (oggi direttiva 2009/147/CE).

Dando per assodato che tale vicenda, la quale prosegue ormai da molti anni, ha definitivamente assunto dei connotati squisitamente politici più che tecnici, cerchiamo di comprendere dove e come intervenire per ricondurre l’intera questione su di un livello più oggettivo e ancor più rispondente al dettato della Direttiva stessa.

Per altro questo oggi è un problema tutto “italo - italiano” atteso che, seppure i contenziosi giuridici con la Corte di Giustizia europea abbiano interessato praticamente tutti o quasi gli Stati membri, sempre in riferimento alla corretta applicazione delle prescrizioni della Direttiva “Uccelli”, dopo la stesura della nota Guida interpretativa sulla caccia per una corretta applicazione della Direttiva medesima, le cose in Europa sono profondamente mutate.

E’ tuttavia accertato che, relativamente al prelievo in deroga, gli altri Paesi che lo utilizzano hanno incontrato difficoltà e ostacoli molto minori rispetto a quanto è avvenuto e avviene in Italia anche se vi è una differenza sostanziale nell’oggetto della deroga: in Italia la deroga viene prevista per prelevare specie, nel corso della normale stagione venatoria, non comprese nell’elenco di quelle cacciabili e utilizzando un mezzo consentito per la caccia (fucile); negli altri Stati membri, solitamente la deroga concerne invece specie cacciabili ma rese prelevabili al di fuori della stagione venatoria oppure con mezzi diversi dal fucile (reti, sostanze collanti, particolari trappole).
In questo contesto si inserisce anche la “deroga” recentemente concessa a Malta per consentire, seppur in modo rigorosamente codificato e contingentato, la tradizionale caccia primaverile a quaglie e tortore, a dimostrazione del fatto che il principio di derogare ai dettati della normativa comunitaria è tutt’altro che inapplicabile.
Il ricorso allo strumento della deroga non è dunque “privilegio” italico, bensì risulta ampiamente diffuso – e non avrebbe potuto essere diversamente – nell’intera Unione.
Cosa possiamo fare per cominciare a ridurre i motivi di contestazione così diffusi in Italia, pervenendo finalmente a un’applicazione serena o quanto meno non continuamente rimessa in causa, di questa importante opportunità che la Direttiva offre?

Altri, ben più competenti del sottoscritto in campo tecnico-giuridico, hanno già recentemente riepilogato le vicende “giudiziarie” relative all’applicazione del prelievo in deroga nel nostro Paese e quindi non tornerò sull’argomento.

Voglio, invece, limitarmi a sottolineare alcuni principi generali che, a mio avviso, potrebbero se correttamente applicati, farci uscire una volta per tutte dalle secche in cui oggi siamo purtroppo arenati.
Parlando, si badi bene, delle deroghe di cui all’art. 9, comma 1, lett. c) – perché per il controllo delle specie che arrecano danni alle attività agricolo - zootecniche ci troveremmo invece nell’ambito delle deroghe di cui alla lett. a), per le quali le previsioni della Direttiva sono, ci si passi il termine, meno complesse – sei sono i principali punti da tenere in considerazione:

1) assenza di soluzioni alternative soddisfacenti;
2) specie prelevabili;
3) periodi di prelievo;
4) piccole quantità prelevabili per specie;
5) soggetti autorizzati al prelievo;
6) sistema di controllo dei prelievi.

Tutti devono essere resi aderenti al dettato della Direttiva “Uccelli”, riducendo al minimo i rischi di contrapposizione o incompleta applicazione della stessa, ma contemporaneamente garantendo a tale prelievo il più alto livello possibile di praticabilità, a tutela delle tradizioni e costumi delle aree interessate.

Come azzerare o perlomeno ridurre in maniera significativa tali rischi? Facendo in modo che i sei punti precedentemente elencati trovino una traduzione pratica rigorosa, senza voli pindarici ma nemmeno rinunciando a priori a quanto di ragionevole si potrebbe ottenere.
 
In parole povere:

  • deve essere dimostrata l’assenza di soluzioni alternative soddisfacenti, perché se ve ne fosse anche una soltanto, la deroga non troverebbe fondamento in una esigenza sostituibile con altro (ma questo per le deroghe in base alla lettera c) dovrebbe essere un falso problema atteso che si tratta di rendere possibile il prelievo di alcune specie, cosa che di per se non ha alternative soddisfacenti);
  • le specie da individuarsi devono godere con certezza di un favorevole stato di conservazione, sulla base dei più recenti dati scientifici a disposizione;


  • i periodi devono essere mirati preferibilmente sulle decadi della migrazione post-nuziale di ciascuna delle specie interessate dalla deroga;


  • le piccole quantità devono essere calcolate a livello nazionale, sulla base dell’1% del tasso di mortalità naturale delle singole specie (che può giungere fino al 5% per quelle il cui status di conservazione sia NON SPEC secondo la classificazione internazionale), per una successiva ed equa ripartizione tra le Regioni interessate a prevedere la deroga;

 

  • i soggetti da autorizzarsi devono avere un manifesto ed effettivo interesse, per motivi di tradizione e cultura locale, al prelievo delle specie in deroga, per non appesantire inutilmente il numero delle autorizzazioni le quali farebbero inevitabilmente lievitare anche il calcolo degli uccelli da prelevarsi con le conseguenti difficoltà che ciascuno intuisce;


  • il sistema di controllo deve essere chiaramente indicato, sia in merito ai Corpi di vigilanza che lo effettuano sul territorio nel periodo in cui la deroga è concessa, sia per un efficiente e costante monitoraggio dell’andamento dei prelievi.


  • Per altro tutte le competenti Istituzioni devono tener conto del fatto che alcuni recenti provvedimenti regionali, sia in forma di legge sia in forma di atto amministrativo, hanno superato “indenni” il vaglio dei TAR e del Consiglio di Stato e quindi non si capisce, da un punto di vista tecnico-giuridico, cosa impedisca di assumere atti di analoga impostazione.

Evidentemente si ha la riprova che il problema deroghe è tale solo da un punto di vista politico.

Rimangono comunque aperti due altri grandi problemi: il primo è la posizione dell’ISPRA (ex INFS), pregiudizialmente contrario a questo genere di prelievo venatorio; il secondo è quello dell’imparzialità o terzietà dei giudici, il quale però si configura quale elemento non affrontabile in questa sede, esprimendo ricadute sociali ben più rilevanti che non rispetto all’attività venatoria.

Per quanto riguarda l’ISPRA, già organo della Presidenza del Consiglio dei Ministri e ora del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per la consulenza di Stato, Regioni e Province autonome in materia faunistico-venatoria, è dato oggettivo riscontrare come per diversi anni si sia espresso in materia di deroghe  con una sorta di “non parere”, ossia dichiarando di non possedere sufficienti dati per il calcolo delle “piccole quantità” prelevabili per ciascuna specie soggetta a deroga ai sensi della lett. c) del succitato art. 9 della Direttiva (quello, per intendersi, che concerne i Fringillidi – fringuello e peppola – e altre specie come pispola, frosone e prispolone), giungendo così a dichiarare di non essere in grado di stabilire se i quantitativi definiti dalla Regioni interessate soddisfacessero o meno le condizioni previste dalla Direttiva stessa.

Tali “non pareri”, si sono in alcuni casi mutati in senso esplicitamente sfavorevole, denotando così un’evoluzione negativa della posizione dell’ISPRA, che comunque anche in precedenza non ha più fornito il supporto tecnico necessario.

La Conferenza Stato/Regioni sarebbe la sede teoricamente deputata alla definizione di un accordo tra le Regioni interessate alle deroghe (che tradizionalmente sono in numero limitato) e lo Stato per l’individuazione delle piccole quantità per specie a livello nazionale da ripartirsi poi tra le singole Regioni, che però da diversi anni (precisamente dal 2004 in poi) non è stata più convocata. Occorre inoltre che, pur a seguito di accordi, non si creino discrasie come già avvenuto in passato, ossia che tutte le Regioni coinvolte nell’accordo ne rispettino scrupolosamente i termini per non crearsi problemi le une con le altre.

Vi è poi il problema cronico dei dati scientifici di riferimento, ossia della scarsità di dati concernenti le specie che solitamente vengono sottoposte a regime di prelievo in deroga. Ciò discende anche dal “rifiuto” dell’ISPRA ad avviare una volta per tutte un serio programma di monitoraggio correlandosi con istituti omologhi degli altri paesi europei.

Per questo è importante che anche il mondo venatorio si attrezzi in proposito non limitandosi a raccogliere direttamente propri dati, cosa che in parte già si fa, ma ottenendone la validazione scientifica collegandosi a realtà europee come OMPO, per poterli portare utilmente in discussione in sede istituzionale.

Quindi per una risoluzione definitiva del problema, occorre e occorrerà agire su diversi fronti e soggetti, nell’ambito però di una strategia complessiva cui partecipino, ciascuno per la propria parte e competenze, lo Stato e le Regioni.

Lo Stato deve farsi parte diligente nei confronti dell’UE, rivendicando la correttezza dell’art. 19-bis della legge n. 157/92 nei confronti del dettato della Direttiva “Uccelli” e provvedere e formalmente all’integrale recepimento nella legge n. 157/92 della Guida interpretativa sulla caccia della Commissione UE, per conferire alla medesima un valore giuridicamente pregnante.

Lo Stato, inoltre, deve provvedere a convocare annualmente la Conferenza permanente con le Regioni e le Province autonome, per i doverosi accordi preliminari su specie e quantitativi prelevabili ed intervenire sull’ISPRA, affinché tale istituto abbandoni posizioni politico-ideologiche che da statuto non gli appartengono, tornando a esercitare l’importante ruolo tecnico che la legge n. 157/92 gli affida, soprattutto incrementando gli sforzi per la raccolta di quei dati troppo spesso definiti carenti o mancanti.
Le Regioni devono provvedere all’istituzione, al finanziamento e all’attivazione degli Osservatori (o Istituti) faunistici regionali, per un concreto contributo alla raccolta di dati sull’avifauna migratoria in cooperazione con l’ISPRA, ed impegnarsi in sede di Conferenza permanente con lo Stato a giungere ad accordi specifici e a tenervi fede.
 
Leggi altri Editoriali

25 commenti finora...

Re:Deroghe: non è una missione impossibile

ti posso dire che in Franci cacciano il doppio delle nostre specie...quindi siccome molte specie di acquatici da noi non passano devono essere integrate specie del nostro passo...specie che il nostro caro stato membro guidato dal buon Ciampi si è dimenticato di inserire x accontentare frange estremiste anticaccia!!l'agricoltura non è immiserita ma semplicemente monocoltura il che non crea habitat a molte specie migratrici...ed è da che mondo è mondo che un buon posto da caccia lo si paga + caro di un semplice campo o monte che sia dove non c'è "passo"...diverso è invece il discorso della stanziale...dove il territorio e la gestione di atc...può rendere una buona zona oppure pessima a secondo del lavoro gestionale che viene fatto.

da fabio 30/04/2011 0.16

Re:Deroghe: non è una missione impossibile

Qualcuno sa dirmi in quale altro paese d'Europa si caccia il fringuello, il frosone, la peppola, il prispolone, la pispola? Io ho capito, che a proposito della piccola migratoria, se la praticassimo solo da appostamento fisso, non ci sarebbe quasi alcun problema. Poi, visto che il "parco carne" in questi ultimi trent'anni è aumentato a dismisura (grazie ai cacciatori, ma anche alla legge che prevede circa un terzo di territorio non cacciabile, veri e propri serbatoi di ungulati, cinghiale soprattutto, ma anche di acquatici come nelle valli venete)gli appetiti sono aumentati, e un'agricoltura sempre più immiserita vede nella risorsa caccia organizzata (vendita di capi/trofei, capanni per colombi, tordi e botti per acquatici)una buona occasione per incrementare i fatturati. Come del resto fanno ovunque nel mondo. Ecco che sotto sotto, anche quelli che si professano nostri amici, puntano a una sempre più stringente privatizzazione. Altro che bella vita vagabonda.

da E. Barinson 28/04/2011 15.52

Re:Deroghe: non è una missione impossibile

Sì infatti, sono d'accordo. Basterebbe un po' di buona volontà e le cose sarebbero semplici da realizzare. Ma pare che i governi siano specializzati nel complicare le cose semplici per avere poi una scusa per non riuscire a farle. E pensare che quando ho preso la licenza io i fringuelli, i passeri e gli storni erano ancora in calendario. Oggi nonostante lo storno e il fringuello siano abbondanti non sono più cacciabili se non in deroga. E' proprio una presa per i fondelli...

da Inforziato 28/04/2011 11.18

Re:Deroghe: non è una missione impossibile

vedi se la pensassero come noi anche chi abbiamo ai vari governi su molte questioni non solo di caccia vivremmo meglio e più tranquilli. ti voglio dire che quando sono nato il 02/01/1965 mio nonno mi arrostiva fringuelli e verdoni poi prendeva il petto ed io ci succhiavo vicino quasi prima del latte materno quindi certe cose non le digerisco

da emiddio 28/04/2011 10.54

Re:Deroghe: non è una missione impossibile

Emiddio: sono d'accordo con te che in altri Paesi si cacci più che da noi, e si cacci più liberamente, con meno complicazioni. Sono anche d'accordo che la soluzione migliore sarebbe qualla di avere un calendario di specie cacciabili dal tal giorno al tal giorno, e bella finita. Senza inutili complicazioni di deroghe e quant'altro. Purtroppo questa è la nostra situazione, e ci tocca fare di necessità virtù. Io caccio prevalentemente la stanziale con il cane, ma sono nato in una famiglia di migratoristi e la prima caccia che ho conosciuto è stata quella alla migratoria. Ancora oggi dedico delle giornate alla migratoria. Personalemente evito di usufruire delle deroghe, perché non mi piacciono le complicazioni, dover compilare carte e inviare continuamente rendiconti, né dover vivere la caccia nell'attesa che il tribunale sospenda, o che si raggiunga il tetto massimo di prelievo e la regione fermi le deroghe, con il pericolo di non venirlo a sapere in tempo. Capisco le esigenze dei migratoristi, e non ho nulla in contrario alle deroghe. Anche se preferirei, come dicevo, una caccia più libera come accade altrove.

da Inforziato 28/04/2011 10.48

Re:Deroghe: non è una missione impossibile

caro amico inforziato ed altri ti fanno onore i tuoi pensieri ma la caccia è altro secondo menon si limita allo storno o al fringuello pensa alla migratoria tutta da noi si caccia in poco più di tre mesi in altri paesi per parlare come te si cacciano per 6 mesi e senza tante restrizioni se poi noi in italia dobbiamo esserre la riserva di caccia per la migrazione delle specie e farle cacciare da altri non credo che siamo daccordo io comunque mi arrangio a malinquore ma se sei appassionato di caccia con il cane certe cose non le digerisci tutti questi cianci non portano a nulla solo la chiusura della caccia pagare ed andare a piedi cordiali saluti

da emiddio 28/04/2011 10.11

Re:Deroghe: non è una missione impossibile

Emiddio: le deroghe le attuano tutti i Paesi soggetti alla direttiva uccelli. Perché pensi che, ad esempio, in Irlanda, in Scozia, ecc. si cacci il colombaccio anche durante il periodo di nidificazione nonostante ciò sia proibito dalla direttiva uccelli? In Italia la competenza per l'attuazione delle deroghe spetta alle Regioni e non allo Stato. Per poter inserire una specie nell'elenco di quelle cacciabili e quindi toglierla dall'elenco delle specie soggette a protezione occorre che la decisione venga presa dall'Europa, almeno con riferimento al Paese che ne faccia richiesta. L'Italia non fa pressioni in Europa per inserire lo storno tra le specie cacciabili. Per cui spetta alle regioni far cacciare certe specie in deroga al divieto (questo è il significato di "deroghe"). Il fatto che ciò porti ad una differenziazione tra regioni che attuano le deroghe e regioni che non lo fanno, non è certo una colpa da imputare alle regioni che permettono le deroghe. Se ti trovi oltre il confine della regione che permette le cacce in deroga non puoi sparare alle specie in deroga. Anche perché esiste un sistema di monitoraggio dei prelievi che, almeno qui in Veneto, prevede la consegna di schede ripeilogative quindicinali alla provincia in modo che la regione abbia cognizione dei quantitativi prelevati in tempo reale, e quando il quantitaivo si avvicina al tetto massimo le deroghe vengono chiuse, anche se il periodo di caccia è ancora in corso. L'equiparazione della caccia in tutta Italia non dipende dalle regioni e le sperequazioni non vanno imputate alle deroghe, ma all'incapacità o alla non volontà di certe regioni di dare attuazione alle deroghe. In Veneto sono anni che si caccia in deroga, da ottobre a dicembre, e i provvedimenti di autorizzazione alla caccia in deroga sono sempre stati adottati entro l'inizio del periodo di caccia in deroga.

da Inforziato 28/04/2011 9.21

Re:Deroghe: non è una missione impossibile

a tutti quelli che sono daccordo con le deroghe voglio chiedere se sono ad un confine di regione o di provincia dove vige la deroga ad una o più specie io cosa faccio li sparo oppure li debbo solo guardare forse io non ho gli stessi diritti che avete voi? per fare le deroghe perdono almeno tre mesi di discussioni ed alla fine la caccia si è chiusa pensate a fare le cose importanti equiparare la caccia in tutta italia e se possibile ad i paesi a noi confinanti dove si caccia non si discute di deroghe

da emiddio 28/04/2011 8.52

Re:Deroghe: non è una missione impossibile

della legge vanno cambiati i quantitativi credo sia la stessa cosa x la Delibera...lo storno è un problema (al sud) di "confusione" con lo storno nero...poi al nord ad esempio in Lombardia 2 anni or sono era stato lasciato fuori x lasciare posto ad altra specie...anche qui siamo succubi di mentalità del "non esagerare"ma si sappia che la Direttiva non pone limite al numero di specie...

da cele 27/04/2011 21.33

Re:Deroghe: non è una missione impossibile

Cele: sì, infatti il TAR quest'anno non ha sospeso la delibera fino al giudizio. Ogni anno la impugnano sempre per gli stessi motivi, penso che anche il TAR ormai si sia reso conto che i ricorsi sono pretestuosi. Anche perché la Regione lavora bene, nel senso che cerca di parare le mosse avversarie non distaccandosi dalle modalità che ormai hanno avuto il vaglio dei tribunali e sono state ritenute legittime. L'unica cosa che varia sono magari le specie (quest'anno c'era il frosone se non sbaglio), però il prelievo viene previsto sempre con le stesse modalità e negli stessi termini che ormai si è visto che non sono attaccabili. Penso che questa sia la strada giusta, almeno fino a che qualche governo non deciderà di chiedere all'Europa la reintroduzione in calendario di specie migratrici che oggi possiamo cacciare solo in deroga alla direttiva, tipo lo storno la cui protezione europea, francamente, è un paradosso.

da Inforziato 27/04/2011 18.42

Re:Deroghe: non è una missione impossibile

la stagione 2010/11 il TAR del Veneto non ha applicato la sospensiva...anche a Brescia non è stata applicata (mi sembra x il numero delle giornate di caccia)..potrebbe (x il momento)essere un buon segno...poi concordo in pieno che con la legge regionale non in contrasto con la 157 sia il massimo.

da cele 27/04/2011 18.27

Re:Deroghe: non è una missione impossibile

Cele: la Regione Veneto ha adottato per la maggiore delle delibere di giunta per consentire la caccia in deroga. Che puntualmente sono state impugnate dai soliti (lac, lav, ecc.). Però il ricorso è stato sempre respinto dal TAR Veneto, a parte forse una volta. Qualche anno fa aveva attuato le deroghe con legge regionale. Anche quest'anno era intenzione utilizzare la legge regionale, però alla fine si proceduto con delibera. Le Regioni ci provano, ma c'è una sentenza della Corte Costituzionale che non lascia spazio a dubbi interpretativi a mio avviso, e secondo la quale lo strumento della legge regionale non è utilizzabile. Se si approva la legge e poi il Governo la impugna (e questo governo si è dimostrato, nella persona del Ministro Fitto, piuttosto propenso ad impugnare le leggi sulla caccia) la bocciatura della Corte è quasi certa. L'unico sistema è quello di rispettare i parametri, di fare richiesta di parere all'ISPRA, di attuare un sitema di monitoraggio del prelievo, di concedere quantitativi massimi inferiori ai parametri di mortalità naturale,ecc. Pare che il sistema finora adottato in Veneto abbia consentito di far superare alle delibere il vaglio del TAR. Tuttavia io spero che si giunga ad un'abrogazione o quantomeno a una riformulazione del sistema di controllo governativo che è previsto adesso. Perché è chiaro che non si può lasciare in vita un sistema che espone i cacciatori a rischi e li costringe a continue ricerche di informazioni per sapere se il giorno seguente le deroghe sono ancora aperte o se invece il TAR ha sospeso l'atto, e se poi il ricorso è stato rigettato o accolto; senza contare che i tempi tecnici delle impugnazioni vanificano il provvedimento della giunta anche se poi il ricorso è respinto (i TAR prima sospendono e poi decidono dopo mesi, cioè a caccia ormai chiusa, oppure a dicembre, quando ormai sarebbero a scadere i termini di prelievo in deroga previsti dalal delibera).

da Inforziato 27/04/2011 16.38

Re:Deroghe: non è una missione impossibile

x inforziato hai espresso tutto alla perfezione e tecnicamente corretto.La Regione Lombardia ha già approvato e richiesto la modifica del 19 bis...ci vorrà tempo e non è certo che venga attuato ma nel frattempo sarebbe un gesto apprezzabile la Delibera di Giunta vada come vada...nei ultimi tempi anche il TAR non si appropria di Sospensiva e questo fa si che si riesca a cacciare in deroga x i tempi stabiliti.Ora una domanda che spesso mi pongo:se tutto ciò detto è dannatamente vero e tecnicamente ineccepibile,com'è che la Regione Veneto caccia in deroga ininterrottamente da oltre 10 anni??

da cele 27/04/2011 13.17

Re:Deroghe: non è una missione impossibile

X Fabrizio: di sicuro lo strumento della legge regionale sarebbe preferibile. Anche perché una legge regionale deve passare dalla discussione in consiglio regionale, per cui al vaglio pure dei consiglieri contrari: sarebbe quindi lo strumento più democratico in assoluto. Inoltre perché, come dici tu, la legge regionale non è impugnabile davanti ai giudici amministrativi, e quindi è un atto a forte carattere di certezza del diritto. Tuttavia nessuna regione, a rigor di legge, potrebbe normare le deroghe con legge regionale. Il 4° comma dell'art. 19-bis della legge statale 157/92 (proprio quell'articolo che disciplina le deroghe), prevede un articolato meccanismo per l'esercizio governativo del potere di annullamento degli atti regionali in materia di deroghe. Sembra nulla, a leggerlo. Ma nelle pieghe di questo macchinoso sistema di annullamento dei provvedimenti regionali (il Min. Affari Regionali inoltra proposta al Presidente del Consiglio; di concerto con il Min. Ambiente e previa delibera del Consiglio dei Ministri, annulla il provvedimento regionale dopo aver diffidato la regione) è implicito il divieto di usare la legge regionale. Perché la legge regionale può essere impugnata dal Governo solo di fronte alla Corte Costituzionale. Il Governo non può, di propria autorità, annullare una legge regionale. Per poter far funzionare il meccanismo dell'art. 19-bis comma 4, occorre che l'atto regionale da annullare non sia una legge, ma un altro tipo di provvedimento. Ecco perché si usa la delibera di giunta per normare le deroghe. Delibera che, ovviamente, è impugnabile al TAR. Quello che limita la possibilità di esercizio delle prerogative regionali, che limita l'autonomia regionale nella scelta dello strumento normativo più idoneo da utilizzare, è questo comma della legge quadro. Per cui, al di là dei proclami e delle buone intenzioni, non è possibile normare le deroghe con legge regionale, a meno che questo comma non venga abrogato.

da Inforziato 27/04/2011 11.19

Re:Deroghe: non è una missione impossibile

Ed io che sono un semplice lettore cacciatore di questo sito cosa potrei fare? Questi problemi credo che esistano da tempo,ed io mi chiedo,come mai coloro che sono ai vertici di aavv e la politica stessa non si sono mai occupati delle ingiuste restrizioni che ci toccano anno dopo anno? e poi mi chiedo il perchè noi cacciatori non siamo guidati per una vera rivolta di massa a Roma per far valere i nostri diritti,visto che siamo rappresentati da incompetenti scaldasedie? Io credo che tutto questo un giorno si potrà risolvere solo se in CACCIA AMBIENTE troveremo della gente onesta che con convinzione presenterà questi problemi al governo magnaccio.

da Adamo 26/04/2011 20.38

Re:Deroghe: non è una missione impossibile

fringuello storno cacciabili in tutta italia le multe europee sono solo bufale inventate come scusanti..svegliatevi cacciatori

da andrea 26/04/2011 20.14

Re:Deroghe: non è una missione impossibile

x mirco castellani credo intenda x dati scientifici studi fatti da osservatori e convalidati da OMPO...caro Marco il problema politico è risolvibile solamente lasciando perdere le provincie lombarde che non vogliono le deroghe!!..solo così si può contare su meno ostruzione...tecnicamente il Veneto dimostra oltre alla volontà dei veneti stessi che le motivazioni sono plausibili...resta solo il nodo "dati scientifici" dove la responsabilità va data all'ISPRA....quindi il tutto va imputato alla questione politica

da cele 26/04/2011 15.39

Re:Deroghe: non è una missione impossibile

in puglia lo storno deve essere cacciabile da ottobre fino a fine febbraio,ci fa troppi danni!!! e non è x niente in estinsione!!!

da beretta390 26/04/2011 15.30

Re:Deroghe: non è una missione impossibile

per ricerche, castellani probabilmente intendeva quelle esperite da istituti scientifici, con la collaborazione volontaria dei cacciatori, visto che all'ispra ancora si perdono nell'indagine sull'occhiocotto ballerino. i tesserini comunque,aldilà di qualche irresponsabile, sarebbero una fonte documentale importante per sfatare i catastrofismi a cui spesso si accodano dalle stesse nostre fila, vedi arcicaccia quando si aggregò alla canea che denunciava un'inesistente minaccia di "caccia selvaggia". ma qui, per i dati dei tesserini, sarebbe responsabilità delle regioni (+ATC), che si perdono invece in ricerche spesso fine a sè stesse su specie e realtà di secondaria importanza, rispetto al bisogno di sfatare baggianate.

da mirco s. 26/04/2011 14.52

Re:Deroghe: non è una missione impossibile

molte amministrazioni regionali giocano sull' ambiguita' e emanano delibere che -sanno benissimo- vengono poi impugnate coi motivi piu' pretestuosi dai nostri nemici. LE DEROGHE DEVONO ESSERE STABILITE MEDIANTE LEGGE REGIONALE (non impugnabile di fronte ai TAR) uniformemente per tutto il territorio regionale. E' SOLO UNA QUESTIONE DI VOLONTA' POLITICA.

da Fabrizio 26/04/2011 14.50

Re:Deroghe: non è una missione impossibile

xdattiunaregolata non intendevo dire di sparare ai fringillidi ma di non fare leggi locali come ben noto si sono fatte deroghe per queste specie voglio dire o si cacciano o non si cacciano ma in tutta italia poi in europa si pratica la caccia in modo e tempi diversi solo da noi ci sono tasse esagerate controlli zero vedi la posta e territorio chiuso oltre il 70% considerando le aree urbane non mi sento un dio ma sono un cacciatore da sempre ho 46 anni e vado a caccia che camminavo appena ed i fringillidi si cacciavano . adesso da più di 10 anni non pago e vado solo con i cani e qualche volta mi arrangio .si continuano a prendere con le reti caro amico siamo in italia che per fare uno .... c'è bisogno di un parere. con rispetto

da emiddio 26/04/2011 12.46

Re:Deroghe: non è una missione impossibile

x vittorio 66 i resserini si compilano solo in italia e non hanno attendibilità nel fornire dati scientifici nel calcolo delle mortalità naturale (1/5%)avrebbero valenza dati forniti da osservatori se dovessero avere convalidazione da OMPO...x questo è stato chiesto a tutte le aavv aderenti a FACE italia un contributo di 0,7 centesimi di euro x ogni associato (da detrarre dalla quota associativa)ma a parte l'associazione del Presidente Castellani nessun'altra intende aderire.

da cele 26/04/2011 12.18

Re:Deroghe: non è una missione impossibile

certo che da cacciatore leggere una affermazione come questa."Per questo è importante che anche il mondo venatorio si attrezzi in proposito non limitandosi a raccogliere direttamente propri dati, cosa che in parte già si fa, ma ottenendone la validazione scientifica collegandosi a realtà europee come OMPO, per poterli portare utilmente in discussione in sede istituzionale." è ridicolo la stragrande maggioranza di colleghi cacciatori compila i tesserini segnando non la realtà degli abbattimenti , ma quello che la legge gli consente di abbattere. Ho personalmente visto abbattere specie protette , o esemplari in sovrannumero , mentre non ho mai visto compilare con scientificità un tesserino. E vorremmo che i dati prodotti da noi fossero utilizzati dal mondo scientifico? Ma per favore , lasciamo la scienza come lavoro agli scienziati, e la caccia come svago ai cacciatori.

da vittorio66 26/04/2011 11.05

Re:Deroghe: non è una missione impossibile

forse emiddio non sai che fringilli e passeracei in genere in Europa - in tutta Europa, mi pare - non sono oggetto di caccia. Probabilmente, visto che ti consideri mezzo dio, vedi di far funzionare l'altro mezzo e fai tu il miracolo. Ma io ci credo poco. Una volta si prendevano (anche con le reti) uccelletti di vario genere, oggi non più. Non so se è un bene o un male, ma poichè bisogna convivere in una società più vasta (siamo ormai cittadini del mondo) bisogna trovare una sisntesi che accontenti tutti. Non vorresti mica anche tu tornare agli statarelli preunitari?

da dattiunaregolata 26/04/2011 9.56

Re:Deroghe: non è una missione impossibile

ma al posto di fare le deroghe non è meglio fare una legge nazionale. il fringuello o altre specie oggetto di deroghe è uguale in tutta italiaoppure volano in modo diverso da regione a regione dimenticavo i dialetti perdete del tempo e denaro dietro le stronzate

da emiddio 26/04/2011 9.21