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Editoriale

ZONE UMIDE: CHI PAGA?


lunedì 28 gennaio 2013
    
Zone umide Mesi fa si è fatto un gran parlare di certi fondi pubblici che si ipotizza siano finiti - ma qualcuno sostiene che ancora finirebbero e continuerebbero anche in futuro a finire - nelle voragini dei bilanci dei parchi e delle aree protette. Addirittura, è stata presentata più di una interrogazione parlamentare per sapere se era vero  e a quanto eventualmente sarebbero ammontati.

In periodi di vacche magre, con gli italiani che devono sempre di più stringere la cinghia, c'è stato anche un momento che si era addirittura sperato che non ci fossero praticamente più soldi per quegli stipendifici che sono i consigli di amministrazione dei parchi. Mentre invece qualcuno sostiene, oggi, che il governo lacrime e sangue di Monti li avrebbe ripraticamente riattivati. Sono notizie appena  sussurrate, che non trovano nè risposta nè gran riscontro, visto che nel nostro paese la regola della trasparenza è tanto propagandata quanto disattesa. Provate a cercare - che so - sul sito della Corte dei Conti qualche voce di spesa di qualsivoglia ente pubblico. Se vi va bene, la trovate frammentata in centinaia di rivoli e nascosta fra le volute fumose di un pedante linguaggio da azzeccagarbugli, con termini a dir poco risalente ai borboni.

Sinceramente, non ne possiamo proprio più di questi modi di amministrare la cosa pubblica, e i soldi pubblici, che ci fanno sentire sempre meno cittadini e sempre di più sudditi di uno stato accartocciato su se stesso, tanto succube degli apparati quanto insensibile ai bisogni della gente comune.

Non parliamo poi delle cose che ci riguardano. La caccia e il patrimonio naturale.  Proposti all'opinione pubblica come due facce della medaglia, l'una ormai consunta, indistinguibile, diafana, dietro la quale si consumano i peggiori crimini ambientali (vedi Ilva, discariche tossiche, ecoballe), l'altra ben scolpita e riproposta al pubblico ludibrio con una frequenza da "tutto il calcio minuto per minuto", che fa apparire la nostra attività come l'unica causa di tutti i mali della società.

Prendiamo ad esempio la questione delle zone umide. Quelle  residue. Nell'ultimo secolo il progresso ce ne ha mangiate almeno il sessanta per cento. E nonostante tutto, ne abbiamo ancora quasi ottocentomila ettari (fonte WWF). Sono un patrimonio inestimabile, dicono. E anche noi, che le frequentiamo ancora - quasi unici in Italia, ormai -  lo sappiamo bene. Ecco, se andate a a chiedere, sembrerebbe che se questi ambienti ospitano ogni anno due miliardi (due miliardi, si) di uccelli migratori, il merito è degli ambientalisti che ne curano si e no il 6% (in buona parte inseriti nel sistema della Convenzione di Ramsar). Ovviamente, attingendo alla grande dai fondi pubblici. Spesso anche dai fondi specifici che al centro e alla periferia provengono dalla caccia e che per legge dovrebbero alla caccia tornare.

Una foglia di fico, insomma, che da sola non potrebbe risolvere niente, ma che basta per far credere alle masse distratte quanto bravi siano alcuni, e quanto sciagurati siano invece i molti: noi cacciatori. Che invece - diciamolo per l'ennesima volta, ma non diciamolo solo fra noi, facciamolo sapere a tutti, cominciando dai nostri amici, conoscenti, vicini di casa -   con soldi nostri, e pagandoci anche le tasse, continuiamo a sostenere gli oneri per far sopravvivere questi ambienti, condannati altrimenti a scomparire, visto che ormai anche il pesce che troviamo sui banconi degli ipermercati proviene da ben altre destinazioni.

Non è che con questo si voglia demonizzare convenzioni, trattati internazionali, direttive comunitarie. No. La protezione dell'ambiente e del patrimonio faunistico è cosa importantissima.  Tuttavia sarebbe l'ora di far capire che non è con i soldi pubblici che si può sostenere un sistema fine a sè stesso. E non è certo col turismo di massa che si fa del bene alla fauna selvatica, nè si dà ossigeno a bilanci da sempre asfittici. Sarebbe un controsenso. Mentre chi ha occhi per vedere e orecchi per ascoltare, impara facilmente che per quanto riguarda le aree palustri un numero esiguo di cacciatori (fra tutti, siamo poco più dell'uno per cento della popolazione italiana, i cacciatori di selvaggina acquatica sono molti meno) si fa carico degli oneri, pesantissimi, della loro gestione.  I greci, che la sapevano lunga, avevano coniato un unico termine (oikos) come radice dei concetti di ecologia ed economia. Perchè la loro saggezza - nel tempo - li aveva educati a collegare il "bello" all'"utile". Cosa che ormai, i nostri modelli planetari (profitto, profitto, e solo profitto, riconducibile al motto: prendi i soldi e scappa) rischiano di farci dimenticare.

Concludendo. C'è bisogno in assoluto di collegare le nostre zone umide, per salvarle,  alla convenzione di Ramsar? A occhio e croce a me sembrerebbe ininfluente. Diventerebbe tuttavia pernicioso se con Ramsar si volesse passare il concetto di tutela totale, che da noi implica il divieto di caccia. Senza i cacciatori che si fanno carico economicamente di queste aree ormai ineconomiche, si creerebbero solamente dei deserti palustri a cinque stelle, per "ecologisti" da strapazzo.
 

Alberto Belloni

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16 commenti finora...

Re:ZONE UMIDE: CHI PAGA?

Beato te e allora di cosa ti lamenti?? se non ci fossero le AFV private tu sparesti solo a qualche spippolo!! ma in Italia va di moda rompere le pelotas a tutto e tutti... NB. io non ci sono mai stato ma è meglio per loro ...potrei fare il triplo della miglior canna della riserva...ma mi bastano le mie poche anatre se poi ne arrivano tante...io le prendo quasi tutte amico...ciaoo

da alzavola 31/01/2013 10.36

Re:ZONE UMIDE: CHI PAGA?

Alzavola, io non ho fatto nessuna guerra di classe ,era una semplice osservazione,di come cambiano i tempi,..oppure l'osservazione di qualche eccesso.Oggi ero ospite in una di queste AFV vallive,...saluti.

da Toni el cacciator 30/01/2013 21.51

Re:ZONE UMIDE: CHI PAGA?

X Toni... il problema delle pasturazioni "NOTTURNE" vale per tutto il Delta lo sappiamo tutti ... ci sono migliaia di anatre e "fuori" non se ne spara unA! purtroppo è cosi ma pebsa se non ci fossero PER NIENTE DENTRO! io non consocerò la tua area e neppure mi interessa ( ha già la mia a cui pensare) però non mi piace questa guerra tra cacciatori RICCHI E POVERI anche perchè NOi siamo fortunati ad avere un ambito vallivo SAI QAUNTI FAREBBERO CARTE FASLE PER UN PAIO DI GIORNATE DI CACCIA ANCHE SENZA SPARARE UN COLPO? Caro Tono siamo nel 2103 30 annni fa tutto era diverso ma il peggio deve ancora arrivare. saluti

da Alzavola 30/01/2013 15.18

Re:ZONE UMIDE: CHI PAGA?

bisogna mettere sui giornali il costo di ogni singolo parco oasi ecc... cosi che la gente veda quanto ci costano questi stronzetti

da lollo 29/01/2013 20.38

Re:ZONE UMIDE: CHI PAGA?

Gli ho pure comperato le maglie a quel Sig. Ma niente nomi..nessuno si lamenta se e' la piu bella valle d Italia,sta' di fatto che ci sono cose che tu non conosci a fondo mentre io li ci sono nato e ricordo tempi interessanti ,nessuno ha scritto di far chiudere anzi ,ma ripeto non esce niente ed in provincia si cerca di regolare almeno le pasturazioni......

da Toni el cacciator 29/01/2013 18.34

Re:ZONE UMIDE: CHI PAGA?

Gli ho pure comperato le maglie a quel Sig. Ma niente nomi..nessuno si lamenta se e' la piu bella valle d Italia,sta' di fatto che ci sono cose che tu non conosci a fondo mentre io li ci sono nato e ricordo tempi interessanti ,nessuno ha scritto di far chiudere anzi ,ma ripeto non esce niente ed in provincia si cerca di regolare almeno le pasturazioni......

da Toni el cacciator 29/01/2013 18.34

Re:ZONE UMIDE: CHI PAGA?

Resta il fatto che dove l'hanno adottata, in Italia, la caccia non è consentita, caro Loano. E per di più, c'è la bandierina del WWF messa lì con i soldi nostri. Vedi anche elenco su sito Minambiente.

da Luana 29/01/2013 17.56

Re:ZONE UMIDE: CHI PAGA?

l'editorialista non sa neppure cos'è la convenzione di Ramsar (connverrebbe leggerla), fermo restando che non prevede il divieto di caccia automatico

da Loano 29/01/2013 14.28

Re:ZONE UMIDE: CHI PAGA?

Jesolo ? sarà dragojesolo amico ... la consoco bene e so quello che spendono e so pure che ci vanno personaggi famosi stranieri e politici italiani e so anche chi è il proprietario che paga MILIONI DI TASSE allo stato italiano e Tu ti lamenti perchè non ti arrivano le anatre? ma ringrazia che c'è gente "pazza" come quella che ti permette ancora di vederle le anatre TU COSA SPENDI PER TRATTENERE LE ANATRE? NIENTE DI NIENTE e per il tuo egoismo saresti capace di far chiudere le uniche aree dove le anatre si fermano ancora!! ma tu vai a caccia di anatre o allodole? non mi sembri uno da valle da come scrivi tu neppure sai da dove inzia questo tipo di caccia se non sai far arrivare fuori qualche anatra. certo, vedere quel ben di Dio e non poterlo toccare fa male al cuore...ma questa di chiama LIBERTA' ... NON SCORDARLO AMICO ..saluti

da x Toni da pazzetto ... non sono veneto. 29/01/2013 10.40

Re:ZONE UMIDE: CHI PAGA?

fai anche te come loro, allora...

da ghigo 29/01/2013 9.39

Re:ZONE UMIDE: CHI PAGA?

Alzavola - sarsegna- hai ragione se non ci fossero i magnati che spendono molti soldi per trattenere la selvaggina----piccola nota polemica ,in quel di jesolo c e' una meravigliosa valle che se la trattiene poprio tutta ! Tra perfetta regimazione delle acque ,piantumazioni perimetrali di pioppi e pasturazioni abbondanti , dai confini vedi un ben di Dio , anatre oche compresi i fenicotteri rosa ,ma per te non arriva niente ! Accontentati di vedere..

da Toni el cacciator 28/01/2013 17.58

Re:ZONE UMIDE: CHI PAGA?

se queste voci,così come le altre,non risultano alla corte dei conti,gatta ci cova.in qualunque altro paese democratico,il tutto è alla luce del sole.il motivo...,non rubano.in Inghilterra esempio,i regnanti,addirittura nelle spese mettono quanto è costato mantenere i cani,così come nel sito della casa bianca.ma all'Italiano non importa niente dove finiscono i soldi,l'importante è che non paga.questo si vede in questi giorkni di campoagna elettorale,dove chi promette di togliere l'imu e altre stronzate simili,guadagna punti.

da max 60 28/01/2013 16.53

Re:ZONE UMIDE: CHI PAGA?

Se non cio fossero i MAGNATI delle riserve private che sepndono MILIONI di euro per trattenere la selvaggina di palude con i lavori della WWF avremmo salvato solo pantegane e nutrie. I nostri politici neppure si immaginano cosa costa mantenere una valle EFFICENTE certo per la caccia dove solo il 5% viene prelevato il resto si riposa, mangia e cura nelle valli private altrochè gli inutili parchi che non vengono NEPPURE TABELLATI cosi si può rovinare la gente che ci casca dentro per caso! VERGOGNA ,.VERGOGNA... VERGOGNA...

da Alzavola 28/01/2013 16.40

Re:ZONE UMIDE: CHI PAGA?

Sarebbe a dire che, cambiano le carote ma i culi sono sempre gli stessi!... Ahh poveri noi Fratelli d'Italia!

da s.g. 28/01/2013 13.05

Re:ZONE UMIDE: CHI PAGA?

praticamente l'itaglia. (errore di ortografia e minuscolo sono voluti)

da big hunter rm 28/01/2013 12.10

Re:ZONE UMIDE: CHI PAGA?

Chi paga?,noi tutti.Chi ne trae profitto?no comment.Chi paga non ha il diritto di sapere,chi riceve,non ha il dovere di dire.

da vince50 28/01/2013 10.38