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Editoriale

Serra uno di noi. L'animalista coi baffi


lunedì 19 giugno 2017
    

Lo speciale Robinson, allegato a Repubblica nell'edizione domenicale, ha dedicato la copertina di domenica 18 giugno alla relazione tra uomini e animali, affidando al sagace  Michele Serra la delicata riflessione sul come e perché si sia trasformato in una sorta "zoofilia morbosa", che diventa il "pretesto politico per ragrenellare voti" (il riferimento in particolare è a Berlusconi, "salvatore di agnelli pasquali e ostensore di barboncini vezzosi, ma non conosciuto almeno fin qui, come nemico della cementificazione o artefice di misure contro l'effetto serra") e "pretesto culturale per evitare di fare i conti sul serio con la natura facendone una parodia domestica". Serra insiste sulla differenza tra i due termini, evidenziando l'ipocrisia di chi fa l'animalista ma si dimentica dei problemi ambientali. "Non può esistere un animalismo non ambientalista, sguarnito di strumenti critici nei confronti del modello di sviluppo e dell'impatto sugli equilibri naturali che homo sapiens ha prodotto" evidenzia.

E a tal proposito chi fu ad illuminarlo anni fa? Proprio i cacciatori. Racconta infatti di quando, durante un "rissoso dibattito" sulla caccia vicino a Reggio Emilia, un vecchio cacciatore gli fece notare che gli uccelli in realtà dovevano la loro decimazione ai veleni della chimica agricola e non certo a qualche cacciatore. "Era un intervento poco dialettico - ricorda Serra - ma mi servì a capire che il dibattito sulla vita selvatica, e sulla vita animale in generale, non ha alcun senso se prescinde da un'idea complessiva della natura e della sua interdipendenza con la civiltà umana". 

Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti. Ma i problemi del nostro patrimonio faunistico sono gli stessi. Dopo quell'episodio, e svariate letture sul tema, il giornalista ammette di aver cambiato la propria visione generale, anche grazie al fatto che ora che vive in campagna, conosce bene "la grande differenza tra il numero di specie selvatiche - uccelli soprattutto - viventi nelle zone poco inquinate e in quelle inquinate". Oggi quindi considera ambientalista il lappone che vive in stretta simbiosi con le sue renne, mangiandone la carne, bevendone il latte e vestendosi con le sue pelli, mentre per nulla ambientalista la signora che ama a tal punto le bestie da costringere il proprio cane ad una dieta vegana, distorcendo, spiega, la sua natura canina e la natura stessa.

Un concetto ribadito sullo speciale di Repubblica anche dall''intervento di Desmond Morris, zoologo ed etologo inglese, divulgatore scientifico, nonché autore della Scimmia Nuda (quella citata dal vincitore di Sanremo), che definisce l'umanizzazione degli animali “uno degli errori più grandi che possiamo fare”. Anzi, secondo Morris anche noi umani ci costringiamo ad una vita "innaturale". "Come per i gatti, i cani e gli altri animali cacciatori che sono costretti a vivere in appartamenti – evidenzia -, noi spesso siamo costretti a vivere in città. Ma non è il nostro ambiente naturale. Noi siamo una specie tribale, non a caso poi nei centri abitati abbiamo bisogno di formare piccole tribù, come quelle degli amici. E' nella nostra natura”.  

Tornando all'editorialista di Repubblica, è evidente che l'argomento animali e ambientalismo lo appassiona particolarmente. Quando la stretta attualità lo impone, vedi caso cinghiali a Roma o lo sbrago animalaro di Forza Italia, dalla sua rubrica L'Amaca non lesina le dovute tirate d'orecchie a quel certo andazzo animalista modaiolo, cittadino e distratto che ha perso completamente il senno e il contatto con la realtà. Con parole schiette e di buonsenso, Serra fa una netta distinzione fra quello che è apprezzabile e condivisibile, come le dovute pretese sul benessere animale (ad esempio nell'allevamento), e quello che invece è oggettivamente una sorta di negazione inconscia della natura e delle sue regole.

Una natura che “ha fauci e stomaci, denti e artigli”, una natura che è indiscutibilmente onnivora, dice. Il revisionismo di certi vegani integralisti nega la nostra di natura onnivora, in nome di un sentimentalismo che altro non è che un rifiuto del dolore e della morte, che esistono e ci toccano nel profondo. “Se non sono vegetariano è anche perchè mangiare ed essere mangiati è uno dei vincoli insormontabili (e impressionanti...) del grande cerchio della vita”, scrive Serra.

Fa male, forse, ma è così. Se proprio all'animalismo si può trovare un merito è quello di aiutarci a ragionare sulla nostra supremazia, dice Serra, “sulle responsabilità che comporta; sulla tracotanza e la dabbenaggine con la quale esercitiamo questo potere, distruggendo l'ambiente e infliggendo inutili sofferenze agli animali; sul consumo spropositato di carne, dannosissimo per l'ecosistema; sulle distorsioni insane, come la produzione di cibo senz'anima degli allevamenti industriali e delle colture intensive”. Ma certo “non può e non deve illuderci, l'animalismo, che esista una natura incruenta, pacifica e benevola”, spiega papale papale, elogiando chi, come Mario Rigoni Stern (“il più ammirevole naturalista che io abbia mai conosciuto”) ha mantenuto un rapporto di profondo rispetto con la natura nella sua complessità. Alle sue regole, non certo alle nostre. Nei confronti degli animali, "riconoscerne e rispettarne la non-umanità, la specifica e prodigiosamente varia identità biologica, è il solo possibile atteggiamento davvero animalista" sostiene Serra.

E' certo che i cacciatori in questo senso sono più animalisti degli animalisti, conoscendo la vita selvatica, occupandosene quotidianamente e preservandola da un degrado altrimenti inevitabile. E se, come non si stancano di ripetere Brambilla e Berlusca, gli amanti degli animali sono quelli che ne posseggono uno d'affezione, non si può non far notare che molti di questi amici pelosi sono carnivori dai denti taglienti (14 milioni tra cani e gatti) e che la loro vita esiste perché altri svariati milioni di polli, manzi, maiali (e pesci!) muoiono negli allevamenti per riempire le scatolette di cui si nutrono. Ecco quindi ancora il cerchio della vita citato dal giornalista. Non se ne esce. Nemmeno, come giustamente esplicava Serra in merito alla signora di cui sopra, prevedendo incaute diete vegan per loro.

Tra gli animali d'affezione anche conigli, criceti, pesciolini e uccelli contribuiscono a tenere alto il fatturato del pet food e del pet care. L'Italia quest'anno ha raggiunto un primato: siamo il paese in Europa che detiene il maggior numero di uccelli ornamentali in gabbia: sono ben 13 milioni i canarini, le cocorite e affini. Un numero altissimo. Ovviamente le tante contestazioni animaliste rivolte ai richiami vivi dei cacciatori non riguardano questi altri uccelli. Eppure la loro vita è la stessa: nascono in gabbia e lì ci rimangono fino a che ricevono cure amorevoli. La discriminante è il fine: se c'è di mezzo la caccia il rifiuto alla comprensione e al dialogo è cosa scontata.


L'animale per  quello che si prospetta essere l'elettorato ideale della Brambilla (la quale punta almeno al 10%), sembra essere quindi solo una sorta di pupazzetto animato il cui scopo è riempire certi vuoti affettivi (surrogato di figli, troppo impegnativi da fare e da mantenere) e sollazzarci nei momenti di svago. Per dirlo con le parole di Serra, “esiste e dilaga, nell’Occidente imbambolato, un animalismo antinaturalista che idealizza le bestie e le vezzeggia, e quel che è peggio le antropizza, con i cappottini, la cosmesi, la psicoterapia e altre svenevolezze”. 
 
Poi ogni tanto (sempre più spesso) spunta fuori qualche animale vero, selvatico, che non vuole essere accarezzato. "Esattamente come fa l'inconscio - scriveva Serra nei giorni delle tante segnalazioni di cinghiali a spasso per Roma -, la natura sputa fuori a tradimento ciò che abbiamo dimenticato di essere, o semplicemente ciò che lei continua ad essere indipedentemente da noi".

 

 
Cinzia Funcis

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15 commenti finora...

Re:Serra uno di noi. L'animalista coi baffi

E acdesso si dovrebbe sperare negli ambientalisti affinchè al senato venga bloccata questa farsa di riforma della 394 sui parchi e le aree protette, che se non modificata (ma ci credo poco) ci ruberà ancora territori buoni per la caccia. Quando capiremo che se vogliamo salvare la nostra caccia, le nostre cacce, dovremo tornare noi a fare i veri ambientalisti? A denunciare tutte le maialate che migliaia di esperti (compreso quei precari che pretendono lo stipendio fisso ma sono il simbolo del fallimento9 della politica italiana sulla ricerca e sulla tutela del nostro territorio), migliaia di dirigenti delle associazione animaliste ambientaliste non sono in grado di impedire. E non lo sono, perchè il sistema, loro compresi, vuole che nulla si faccia per impedire speculazioni e ingiustizie vergognose.

da Bruno m. 23/06/2017 8.13

Re:Serra uno di noi. L'animalista coi baffi

E' sicuramente un articolo che esprime osservazioni che chiunque leggendolo può trarre le dovute considerazioni e magari ricredersi sull'animalismo di facciata che da troppo tempo fa bella mostra. Prima dell'animalismo dovrebbe esistere un sano l'ambientalismo, ma come difendere l'ambiente? Teoria e pratiche elementari: Il dragaggio dei fiumi, l'eradicazione delle nutrie, il mantenimento dello stato dei grandi canali, la vigilanza per il rispetto delle zone a rischio (scarichi abusivi). Combattere le carenze di ossigeno? : in Italia abbiamo migliaia di Km. di autostrade, tangenziali, statali e provinciali. Basterebbe alberare gli interi percorsi, abbiamo poi nei centri cittadini situazioni di degrado, terreni abbandonati senza recinzioni e soggetti a discariche abusive, anche in questo caso una rigida vigilanza ed un piccolo impegno dei comuni e delle province renderebbero la vita più salutare. Oggi assistiamo all'opposto, tutti i più grandi disastri ecologici che fanno la notizia di una sola giornata passano poi nel dimenticatoio, infatti i colpevoli diventano soci onorari della sigla animalambientalista e tutto è passato, ma ancor peggio, tutto prosegue. Da questi avvenimenti poi si evidenzia il ricatto animalista: Pubblicità, ogni spot deve avere il cane o il gatto, grandi gruppi industriali : non devono osare minimamente di manifestarsi contrari agli animalisti, industrie alimentari: le uova sono di galline NON allevate in batteria, la gallina giudica i biscotti, il cane parla di assicurazioni e ca..ate varie. Non so se Serra un giorno avrà modo di approfondire certi aspetti dell'aniamlambientalismo, ma sicuramente se lo farà si renderà conto di come sia infido e corrotto questo sistema.

da Gimessin 21/06/2017 0.37

Re:Serra uno di noi. L'animalista coi baffi

Sono sempre stato ostile a Serra per ragioni politiche, l’ho sempre considerato il classico intellettuale comunista che se la tira, e in fondo non ho cambiato idea. Ma devo ammettere che è un uomo intelligente e dotato di rarissimo buonsenso, e quanto ha scritto ultimamente sulla caccia e sull’animalismo me ne ha dato conferma. Le sue parole, su questo argomento, sono le mie, e gli sono grato per avermi fatto capire che troppo spesso, sugli avversari politici, nutro gli stessi pregiudizi che in genere attribuisco loro. Grazie, Serra!

da Martino, Bologna 20/06/2017 19.38

Re:Serra uno di noi. L'animalista coi baffi

Caro W gli amici di sempre, giusto fidarsi degli amici di sempre, giornalisti di più o meno lungo corso, nati prima di tutto cacciatori, ma gente come Serra ne vorrei aavere almeno qualche decina. E' grazie a opinion leader come lui, che ha capito, che possiamo sperare in un'inversione di tendenza nell'opinione pubblica. Come disse De Gasperi all'ONU, ormai "tutto, tranne la vostra cortesia, è contro di" noi. E allora, non è questione di fidarci o non fidarci, abbiamo bisogno di fare breccia in un mondo che si sta metropolizzando culturalmente, e di conseguenza si allontana dalle campagne e dalla conoscenza delle regole della natura. Gli intellettuali, brutta parola oggi, in un contesto dominato dall'ignoranza e dalla rozzitudine, si stanno riappropriando delle campagne (come loro buen retiro), ma l'approccio è ordinariamente deleterio, poiche vi arrivano con tutti i pregiudizi salottieri di cui la Brambilla e il Berlusca sono gli ultimi sciagurati testimonial. Averne di Serra!

da Carlo F. 20/06/2017 10.06

Re:Serra uno di noi. L'animalista coi baffi

credo che questo articolo sia stato critto bene soprattutto rimanendo neutrale cosa che in ITALIA non ci riesce più.x da giornalai al di la delle tue ideologie ma se leggi bene l'articolo lo spiega il significato di sono più animalisti degli animalisti.

da mb 19/06/2017 23.00

Re:Serra uno di noi. L'animalista coi baffi

Di questi giornalisti non mi fido. Io sono rimasto a Giuliano Incerpi, Bruno Modugno e Giacomo Cretti

da W gli amici di sempre 19/06/2017 20.35

Re:Serra uno di noi. L'animalista coi baffi

"E' certo che i cacciatori in questo senso sono più animalisti degli animalisti" Ahhh sì sì sicuramente... e scommetto che sono anche contro le armi.

da Giornalai 19/06/2017 20.16

Re:Serra uno di noi. L'animalista coi baffi

Ahhhhhhhh! Spero che queste cose le leggano sempre piu' persone o meglio tutte quelle persone che non praticano la caccia, ne' vivono in campagna o montagna. Quelle sono le persone che hanno perso la bussola.... Carlo Rm1, quella decisione alla fine sara' un bene per la caccia e l' ambinetalismo vero. Chi di spada ferisce di spada perisce.....poensano di aver fatto uno sgambetto ai cacciatori ma in realta' sono talmente ignoranti cda non rendersi conto che si son dati la zappa sui piedi!

da Flagg 19/06/2017 18.13

Re:Serra uno di noi. L'animalista coi baffi

i giornalisti non sono granchè diversi dagli altri concittadini, politici, burocrati, imprenditori, artigiani, animalisti o cacciatori che siano. Poco più poco meno che calabraghe al potente di turno (ognuno di noi ce n'ha sempre qualcuno sopra, papa compreso), che offre mercè in cambio di sudditanza. Intesa come servitù pelosa, finchè fa comodo. Poi ci sono anche i servi sciocchi, ma questi, oltre che a restare fregati, leccano qualsiasi cosa, compreso le cacche dei dudù della Brambilla (prestati al Berlusca per la commedia invereconda). E c'è ancora chi gli dà retta, ma non è una sorpresa, appunto.

da Goldoni 19/06/2017 15.10

Re:Serra uno di noi. L'animalista coi baffi

La differenza fra un vero giornalista ed un pennivendolo, quanti sono i giornalisti che dicono veramente come stanno le cose? POCHI!

da giusva 19/06/2017 13.42

Re:Serra uno di noi. L'animalista coi baffi

Bello l'articolo, finalmente un giornalista che quando scrive oltre alla penna, usa il cervello.

da Il Nibbio 19/06/2017 12.39

Re:Serra uno di noi. L'animalista coi baffi

Grazie Michele!!!

da fabio 64 19/06/2017 11.56

Re:Serra uno di noi. L'animalista coi baffi

Tutte chiacchiere a vuoto....ora, la Corte costituzionale, ha deciso che ai cinghiali a spasso per le città ci penseranno i carabinieri...li inseguiranno e li arresteranno . Quindi animalisti in pace....che c'è vo'...

da Carlo rm1 19/06/2017 11.08

Re:Serra uno di noi. L'animalista coi baffi

Ennesimo articolo "monstre"e bell iniziativa di Serra ........un piccolo neo, secondo me nell analisi del voto.......quei marpioni dell enturage elettorale berlusconiano avevano "nascato "da tempo il crollo del 5stelle.....di qui la svolta animalista per accapararsene i voti degli scontenti. Io ritengo che ce ne sia abbastanza, di contaddizioni, perche quel mondo marcio imploda......ma se lo volessimo aiutare ad esplodere...........avanti con miccie come questi articoli.......mi raccomando.....avvertite il Sott 'Olio che in grembo qualcosa si muove !!! Complimenti.

da Annibale 19/06/2017 10.09

Re:Serra uno di noi. L'animalista coi baffi

ora che se ne occupa Berlusconi stai a vedere che anche la sinistra radical scik viene dalla nostra parte!!! ma si potrà essere più buffoni di questi sinistrati mentali?

da Rep 19/06/2017 10.03