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Editoriale

Il paradosso dell'Ispra


lunedì 7 novembre 2011
    
Bisognerà che qualcuno si decida a mettere con forza la “questione dell’ ISPRA” e della sua adeguatezza e credibilità all’ordine del giorno, perché di un Istituto (individuato dalla legge come primo se non unico referente di Stato e Regioni per pareri e consulenze tecnico/scientifiche, di fatto sovente vincolanti, in materia faunistica e venatoria) che oramai un giorno si e l’altro pure su argomenti sensibili come le deroghe risponde in sostanza “non sono in grado di fornire dati, dunque il parere è negativo”, francamente non si vede la necessità e tanto meno l’utilità.

La vicenda recente del parere alla richiesta della provincia di Perugia per il prelievo in deroga del fringuello è solo l’ultima della serie (all’inizio dell’anno analoga risposta alla Toscana – che ha proposto ricorso al Tar del Lazio, affiancata ad adiuvandum dalla Federcaccia regionale, ricorso ancora da discutere dal Tribunale -, poi a Lombardia e Veneto: pareri negativi in fotocopia con il suddetto ritornello del non sappiamo, quindi non vi possiamo dire si) e forse neppure la più paradossale.
Sembrerebbe che alla Regione Toscana sia arrivata nei giorni scorsi un’altra risposta, stavolta alla richiesta di parere per il prelievo in deroga, ai sensi della lettera c) del comma 1 dell’art. 9 della Direttiva, dello storno.

Ricordiamo che l’Ispra, solo pochi mesi fa, ha redatto un articolato documento con il quale esprime e motiva il suo parere favorevole alla reintroduzione dello storno nell’elenco delle specie cacciabili, parere nel quale si afferma in buona sostanza che la specie può essere tranquillamente cacciata normalmente durante la stagione venatoria non ricorrendo condizioni di rischio per la sua consistenza.

Era logico (meglio: sarebbe stato logico!) aspettarsi che con una simile premessa la richiesta della Toscana sarebbe stata accolta, che una qualche piccola quantità prelevabile in deroga sarebbe stata dall’Istituto indicata, che, insomma, visto che l’Ispra da il via libera alla caccia non ci sarebbero stati problemi nell’autorizzare un prelievo in deroga che senza dubbio alcuno avrebbe inciso in misura estremamente ridotta sulla specie rispetto a quanto accadrebbe (accadrà) con l’inserimento della stessa in calendario.

Pare che non sia così. Pare che l’Ispra, argomentando sulla diversità dei dati che vengono richiesti per le deroghe rispetto a quelli necessari per la caccia normale, abbia anche stavolta negato l’assenso!

E’ evidente che così non è possibile continuare.
Istituzioni elette dai cittadini che esprimono la volontà di adottare atti (in questo caso il prelievo in deroga) per i quali hanno la competenza e che vengono bloccate nelle loro decisioni da un organo tecnico che candidamente afferma di non essere in grado di rispondere.

L’Ispra è vigilato dal Ministero dell’Ambiente, dunque ad esso spetterebbe garantire che faccia il suo lavoro. Semprechè, e il perdurare di questa situazione paradossale spinge a sospettarlo, non sia questo il lavoro che secondo il Ministero l’Ispra deve svolgere.
 
Pietro Gori
 

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30 commenti finora...

Re:Il paradosso dell'Ispra

da realacci alla brambilla ci corre come dal giorno alla notte. almeno lui va a pesca sub e mangia selvaggina cacciata dai cacciatori. poi ci si può ragionare, nel rispetto delle posizioni.

da nic m. 13/11/2011 16.15

Re:Il paradosso dell'Ispra

Concordo con te Luigi 49.

da Francesco 13/11/2011 2.16

Re:Il paradosso dell'Ispra

Si francesco...ma voci insistenti dicono che nel nuovo governo il ministro dell'ambiente sia Realacci....se fosse così c'è davvero da fare rivoluzione!

da luigi 49 12/11/2011 23.18

Re:Il paradosso dell'Ispra

IL PARLAMENTO ITALIANO LICENZIA L'EX MINISTRO BRAMBRILLA. DIO C'E' ED E' GRANDE.

da Francesco 12/11/2011 22.09

Re:Il paradosso dell'Ispra

Buonasera,sono Adriano Zanni,vicepresidente fidc genova,avrei bisogno di pubblicare un'annuncio sul vostro sito per reperire materiale distrutto a seguito alluvione,potete aiutarmi dandomi le coordinate per inviarvi il testo. grazie

da adriano zanni 12/11/2011 16.51

Re:Il paradosso dell'Ispra

Ilgoverno ormai non c'è più. Monti,se riuscirà, avrà da fare ben altre cose. Ilministerodell'ambiente non potrà avere più soldi di quelli di adesso. l'ispra idem. è bene che ogni regione orienti la spesa-caccia non sui fagiani da batteria ma sulla costituzione di osservatori scientifici efficienti e su tecnici preparati e non pecoraro-oriented. E di ambientalisti e di tecnici di questo tipo ne conosciamo davvero tanti, alcuni che stanno sia fra gli uni sia fra gli altri senza nemmeno cambiare distintivo. Se invece andremo a votare, e comunque quando ci andremo, non sarà ragionevolmente possibile convincere tutti i cacciatori e le loro famiglie a votare per un partito dei cacciatori. quindi, se vogliamo avere un futuro quantomeno accettabile, chiediamo ai nostri candidati se hanno la licenza di caccia e solo quando l'abbiamo vista promettiamogli il voto. In ogni caso, per la caccia, l'un partito vale l'altro. Sono tutti costituiti da soggetti che vanno dove li porta il......seggiolone

da buffalmacco 11/11/2011 18.10

Re:Il paradosso dell'Ispra

SIAMO ALLE SOLITE A COSA SERVE L'ISPRA? SONO I SOLITI CALDERONI CHE SERVONO SOLTANTO A SISTEMARE LE POLTRONE DI QUALCHE RACCOMANDATO.E' ORA DI FARE PIAZZA PULITA. MA NESSUNO HA IL CORAGGIO DI FARLO E CHI CI RIMETTE SONO I CACCIATORI, GENTE ONESTA, SERIA E CON LA FEDINA PENALE PULITA AVETE CAPITO BENE PULITA.

da NANNI 11/11/2011 13.13

Re:Il paradosso dell'Ispra

se a scuola dico non lo so mi bocciano, cosa aspetta lo stato(o chi di competenza a bocciarlo?)ma adesso che ci penso come si chiama quella sciaquetta detta ministro del'ambiente? se 1+1 fa 2 (o no?)magna magna?

da francuzzo la spezia 09/11/2011 21.53

Re:Il paradosso dell'Ispra

se a scuola dico non lo so mi bocciano, cosa aspetto lo stato(o chi di competenza a bocciarlo?)ma adesso che ci penso come si chiama quella sciaquetta detta ministro del'ambiente? se 1+1 fa 2 (o no?)magna magna?

da francuzzo la spezia 09/11/2011 21.50

Re:Il paradosso dell'Ispra

Si pensi che le regioni hanno dovuto istituire gli osservatori faunistici per colpa di questo Ente. Quindi costi su costi solamente perche chi tira i fili dell'ispra è anticaccia. E attenzione perchè se cade questo Governo possiamo dire addio alla caccia.

da Marco(PE) 09/11/2011 21.25

Re:Il paradosso dell'Ispra

A cosa serve un Istituto che non serve a niente?E' un carrozzone mangia soldi per mantenere dirigenti,funzionari,tecnici e dipendenti vari,per mantenere la struttura ma che poi non ha risorse per svolgere i compiti istituzionali a cui è preposto. Se si legge bene l'acronomo si capisce,alla luce di tutto quello che è accaduto in Liguria,Toscana,Campania,Isola d'Elba ecc,che non fa niente e non serve a niente.Una volta per queste cose c'erano i Geni Civili e forse le cose andavano un pò meglio in quanto avevano anche responsabilità civili e penali per quello che facevano.Per quanto riguarda la gestione della fauna sarebbero sufficienti le Regioni e le Province,finchè esisteranno,e una buona legge uniformata a quelle europee.

da francesco47 08/11/2011 18.35

Re:Il paradosso dell'Ispra

Cari amici, forse siamo finalmente alla resa dei conti !! andremo alle elezioni e i soliti st...i di politicanti ci verranno a chiedere i voti !! ci siamo già fin troppo scottati, ora il coltello dalla parte del manico lo abbiamo noi !! o costoro scrvono nero su bianco che verranno incontro alle nostre richieste nei primi 100 giorni altrimenti dalle elezioni locali le boicotteremo da cittadini inascoltati. Le richieste a mio parere sono poche : andare a caccia come in europa con diritti e doveri alla pari . Calendario venatorio europeo o almeno nazionale sulla base di quelli dell'europa. uniformazione gestionale prendendo spunto dalla normativa francese che mi sembra più che buona.e non che ogni regione, provincia e ...comune facciano tutti come meglio gli aggrada.

da falco 08/11/2011 11.38

Re:Il paradosso dell'Ispra

http://www.isprambiente.gov.it/site/it-IT/ forse consultando il sito ISPRA qualcuno può rendersi conto che la missione di questo istituto, che ne ha accorpati precedenti 3, non è precisamente quella di accontentare i capricci dei "fringuellari".

da 30_06 08/11/2011 9.56

Re:Il paradosso dell'Ispra

La situazione attuale ha visto l'Italia avanzare a suo tempo una serie di proposte che, per ogni specie, sono state connotate da una ortodossa osservanza dello spirito della Direttiva Uccelli,facendo un uso sostanzialmente improprio del principio di massima protezione. Lo stesso non è accaduto per altri stati, che hanno opportunamente mediato tra principi di Direttiva ed opportunità nazionali. In questa situazione,a suo tempo all'atto della presentazione dei dati italiani sui KC al comitato Ornis nel 2001-fornì "l'esperto" una lettura dei dati propri e di quelli di altri autori in maniera non obiettiva, chiaramente dettata da preconcetti ideologici nei confronti dell'attività venatoria. La strategia , per accorciare ancora di più il periodo di prelievo venatorio, e di conseguenza far saltare l'antico accordo del 31 gennaio, sono quelli di seguire due strade ben precise; forzare la mano sullo stato di conservazione delle specie in Spec 3 e Spec 2, e l'accorciamento dei kc per le specie e no spec. Stesso identico discorso sulle deroghe,per non giustificarle sostengono di non aver dati,specialmente in lettera C Una nuova lettura corretta e obiettiva dei dati contenuti nelle pubblicazioni italiane ed estere che sono oggi disponibili, non necessita, in questo caso, di un ulteriore avallo scientifico perché non sono frutto di una ricerca scientifica di parte, ma sono risultato di un'attività di ricerca scientifica condotta dallo Stato Italiano, consolidata e certamente non sospetta.Nell'analisi di rilettura di dati, sul tordo,ma presente in quasi tutte le specie,si osserva, nelle controdeduzioni che diede l'ispra nel 2003-2004 per NON avallare lo spostamento delle decadi al 28 feb, si cita chiaramente tutta una letteratura e testi scienfici che avallano,e confermano, l'ipotesi di migrazione pre-nuziale alla fine di gennaio-prima decade di febbraio. Ci risulta difficile credere, che sia corretto il suo pensiero al 10 gennaio per i tordo.

da Alessandro Cannas 08/11/2011 9.10

Re:Il paradosso dell'Ispra

Il cacciatore del domani deve essere un cacciatore preparato e rispettoso dell'ambiente che lo circonda. Le Associazioni del domani si DOVRANNO avvalere di ornitologi e osservatori riconosciuti dalla stessa Ispra, in modo da rispondere con preparazione agli studi non proprio neutrali

da Johnny 08/11/2011 7.00

Re:Il paradosso dell'Ispra

Cerchiamo di svegliare dal loro torpore le nostre associazioni e costruiamo insieme i NOSTRI OSSERVATORI, è l'unico modo per contrastare le decisioni Istituzionali dell'ISPRA e dei suoi verdi alleati.

da Fabrizio RM 07/11/2011 22.22

Re:Il paradosso dell'Ispra

Può sembrare un paradosso,l'ispra non è un paradosso,ma una fonte di reddito almeno fino a quando le cose andranno così,in futuro speriamo che "qualcuno" li rimetta in riga.

da vince50 07/11/2011 21.07

Re:Il paradosso dell'Ispra

Quello che è più grave è che chi legifera in materia di caccia per affinità ideologica gli è succube e pronto anche a tentare di convincerci della preziosa collaborazione. Questa collaborazione difatti a noi così indigesta è molto gradita dal mondo anticaccia.

da vittorio cavaliere-bari. 07/11/2011 19.32

Re:Il paradosso dell'Ispra

Purtoppo lì non è solo il parere dell'Ispra, ma è il risultato di un incrocio di dati provenienti dai KeyConcept Eu. Che sono vecchi, ma finchè non saranno aggiornati, quelli sono. E valgono, in conseguenza anche della scellerata approvazione della Comunitaria dell'anno scorso. Avvenuta grazie a una terribile complicità di amici dei cacciatori del PDL e della Lega, la spietata e colpevole realpolitik del PD connivente con gli anticaccia e anche di qualche dirigente sprovveduto delle associazioni venatorie e non solo

da nino 07/11/2011 15.20

Re:Il paradosso dell'Ispra

Omai non è possibile andare più avanti. Nel calendario della regione Puglia la caccia alla beccaccia e al tordo in generale si chiude al 18 gennaio su parere dell'ispra, come era già successo l'anno scorso, dove però ci fu ricorso da parte federcaccia e la data fu portata al 31. Il fatto assurdo è che pur se il TAR aveva dato ragiona ai cacciatori, quest'anno la cosa si è ripetuta, insomma si esprimono pareri senza studi effettuati e in barba alla legge che dice che gli studi vanno fatti nell'anno in corso x la stagione successiva, e che su richiesta delle associazioni nessuno è in grado di documentare le ricerche fatte, e la regione approva subordinatamente.

da hook 07/11/2011 15.02

Re:Il paradosso dell'Ispra

L'INFS era un ente indipendente x questo dava i dati reali e non ci metteva i bastoni tra le ruote ma il PECORARO da quando l'ha tramutata in ISPRA l'ha assogettata al ministero dell'ambiente e hanno cominciato a darci contro e a trovare un sacco di storie x darci conto.

da Lonewolf 07/11/2011 14.58

Re:Il paradosso dell'Ispra

Guardate che per quanto ci riguarda, non è cambiato niente. L'Ispra ha solo messo un'etichetta diversa sull'INFS, che per quello che riguarda l'ornitofauna è nè più nè meno quello di prima. Tant'è vero che Rapporti ufficiali dell'ISPRA, quella vera, danno la caccia come un non-problema, individuando l'elenco vero delle specie selvatiche a rischio (e di quelle cacciate non ce n'è neanche una), mentre l'Ispra-ex-INFS/settore-ornitofauna - dove figurano funzionari che fanno anche i tecnici-consulenti di associazioni ambientaliste sicuramente avversarie dei cacciatori italiani - continua a mettere i bastoni fra le ruote, insistendo fra l'altro a dare pareri negativi sulla scorta di non-documenti. E infine, perchè i funzionari Ispra-Infs non dicono alle associazioni ambientaliste con le quali sono collegati che il parereIspra alle regioni è obbligatorio ma non vincolante, come è ormai chiaro dalle sentenze dei diversi TAR regionali? Si professano scienziati, ma se li sentisse Galileo si rivolterebbe nella tomba. Negano infatti il suo principio, ma negano soprattutto l'evidenza.

da Nino 07/11/2011 14.06

Re:Il paradosso dell'Ispra

una domanda.vi risulta che funzioni bene qualche cosa in Italia...?siamo il penultimo paese Europeo,l'ultima è la grecia,di cosa ci meravigliamo......

da max 60 07/11/2011 13.02

Re:Il paradosso dell'Ispra

Dato che l'ISPRA è stata istituita(se non sbaglio) dal PECORARO al posto dell'INFS,non si potrebbe ritornare come prima? Ma purtroppo a molti dei mostri politicanti verdastri stà bene cosi.

da Lonewolf 07/11/2011 11.53

Re:Il paradosso dell'Ispra

Quoto sulla necessità di istituire degli Osservatori Regionali. L'ISPRA è assolutamente inadeguata e lo dimostra quotidianmente come nei dai relativi alle linee guida per la stesura dei calendari. In quella occasione ha presentato dati che porterebbero alla chiusura ( immotivata ) a turditi alla 2° settimana di Gennaio e al 31 dicembre per la beccaccia. Peccato che qualche anno prima per "bloccare" le richieste politiche di prorogare la caccia be oltre il 10 febbraio e addirittura per alcune specie di Acquatici anche Marzo ( come era un tempo ) la stessa ISPRA fornì dei dati completamente diversi dove come per incanto tordi e Beccaccia non avevano simili problemi. Tanto che il ricorso al TAR sul calendario del LAZIO fu perso da quella compagine anticaccia che ne fece ricorso. Tanto che quast'anno il calendario del LAZIO ben motivato non è stato impugnato. TAnto è che si sta cercando di trovare una uscita "politica onorevole" dell'ISPRA per le CAZZAT@ che alcuni autorevoli tecnici hanno portato al tavolo Stato-regioni, tavolo fallito appunto per l'opposizione da parte di qualche AAVV che ha presentato dei controdati... ops gli stessi ISPRA di qualche anno prima. Insomma un ente che gioca e scopiazza ( malamente) con i numeri. Un carrozzone che costa e che non funziona.

da MarcoC 07/11/2011 10.52

Re:Il paradosso dell'Ispra

Lino, ha perfettamente ragione, se questo ente non l'hanno abolito, si vede che fa comodo a qualcuno. Cosa ci fanno con gli euri che gli alimenta lo stato? ... è meglio che mi fermi qui!!!!!!!!!

da CLAUDIO 07/11/2011 10.13

Re:Il paradosso dell'Ispra

Quel che lascia del tutto allibiti è che un ente, delegato per legge ad essere il referente, risponda candidamente "Non lo so ...". Questo è assolutamente inammissibile ! Come è inammissibile che risponda " ... e visto che non lo so, ti dico di no". Follia pura ! Liberiamoci da questa inutilità, che scredita tutti, mondo scientifico (quello vero) compreso

da OLD_Hunter 07/11/2011 10.02

Re:Il paradosso dell'Ispra

Cominciamo da dove nasce il problema. Le regioni, e le associazioni venatorie che alle regioni sono collegate, si diano da fare per costituire un osservatorio regionale o a collegarsi con una rete di istituti scientifici (università) sul territorio, e creiamo noi, sul territorio, gli strumenti per dare risposte certe alle istituzioni. La recente decisione del Tar della Liguria dimostra che aldilà di quello che dicono gli ambientalisti, una soluzione del genere, adottata dall'assessore Spriano, è valida, anzi validissima.

da Buffalmacco 07/11/2011 9.39

Re:Il paradosso dell'Ispra

L'ISPRA E' UN CARROZZONE MANGIA SOLDI, UN ENTE CHE DOVREBBE SVOLGERE IL SUO LAVORO NELLA PIENA IMPARZIALITA', CHE INVECE COME ACCADE SPESSO IN ITALIA, LAVORA FAVORENDO GLI AMICI

da vittorio 07/11/2011 9.22

Re:Il paradosso dell'Ispra

la brambilla voleva i fondi da destinare non so a cosa! comincino ad eliminare gli enti inutili.

da lino 07/11/2011 8.46