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Editoriale

TECNOCRATI? NO ESPERIENTI


lunedì 16 luglio 2012
    
Si parla spesso dell'inadeguatezza della nostra classe dirigente. La cosiddetta rappresentatività individuata attraverso una qualche forma di consenso elettorale, che è un tenue barlume di quella luce che da duemila anni si chiama democrazia, a volte porta a fare scelte inappropriate. E' vero che la classe dirigente è sempre lo specchio dei cittadini che l'hanno eletta. E' vero che specialmente nell'odierna società della comunicazione, chi dispone dei relativi mezzi (di comunicazione) ha la vittoria facile. Ma è anche vero che esistono altri parametri che possono ribaltare queste verità. Lo scontento, per esempio. L'indignazione. La vessazione. L'accanimento fiscale (un refrain all'ordine del giorno). La consapevolezza che chi ti guida non è all'altezza dei problemi.

E' allora di solito che scatta l'orgoglio, la protesta. Ma, come spesso accade, tutto si conclude all'alba, perchè i sogni, le speranze sono una cosa, la realtà è un'altra.

Al proposito, ma lo dico solo en passant, si fa un gran parlare del governo dei tecnici, che per la verità appena assumono un ruolo politico, tecnici ovviamente non lo sono più. Altrimenti dovremmo cambiare l'appellativo dei “politici” stessi, in quanto se fossero politici di professione, anch'essi – automaticamente sarebbero dei... tecnici.

No, credo che il nostro problema, di cittadini, sia quello che nell'ultimo mezzo secolo abbiamo deciso più o meno consapevolmente di sposare quello che veniva (e viene, per carità!) chiamato progresso (oggi caratterizzato dal fenomeno del consumo per il consumo, che genera qualcuno recentemente ha definito turboconsumismo). Che promette tante belle cose, ma comporta anche degli oneri che impongono, e ci hanno imposto, di cambiare certi comportamenti, individuali e sociali. In una società in via di sviluppo, per esempio, i figli, tanti figli, sono una risorsa. In una società moderna, invece, molto spesso sono un problema. Economico in primo luogo, ma anche pratico. Al punto che se in questi ultimi decenni, appunto, abbiamo assistito addirittura a una pianificazione delle nascite per legge (in Cina), altrove, e anche da noi, questa pianificazione è avvenuta per decisione dei singoli. Decisione presa più o meno consapevolmente, più o meno per necessità. Fatto sta che a questo punto la natura, che sembra strana ma invece non fa altro che il suo mestiere, si trova in difficoltà. Va fuori giri. Non essendoci più sufficienti energie che spingono per affacciarsi sulla scena, quelle che sulla scena già ci sono da una parte si impoltriscono, dall'altra consolidano l'abbarbicamento, dall'altra ancora fanno di tutto per non mollare. E mentre il mondo gira, sempre più vorticosamente, questi frenano, si attardano nel presente senza accorgersi che ormai è... passato, diventano sempre più inadeguati a capire e a proporre qualcosa di futuribile. Sono sazi di quello che hanno, fanno di tutto per consumare al meglio quello scampolo di vita che gli resta.

Questo è il quadro. E non c'è barba di becco che tenga. Per cambiarlo, c'è bisogno di forze esterne, magari diverse, magari più rozze, magari inconsapevoli, che... inaspettatamente e a volte brutalmente si presentano  a chiedere il conto. Funziona così in tutti i contesti, da quelli più elementari a quelli più sofisticati. Una volta, alla terza età  veniva ritagliato un ruolo, importantissimo, di supporto. Gli anziani erano i saggi, coloro ai quali si ricorreva prima di prendere decisioni importanti. Oggi, questo genere di sviluppo tecnologico ha deciso di farne a meno. Anzi, poiché gli ex boss rampanti sono invecchiati nella stanza dei bottoni, in pratica si sono fusi con il loro sgabello e per autoconvinzione hanno abolito la categoria. Nessuno è vecchio, nessuno è inadeguato, e le giovani generazioni s'arrangino. Per cui anche quelli che si autodefiniscono tecnici - e il cielo sa quanto bisogno ce ne sia -  sono spesso in là con l'età e la loro “tecnica” comincia ad essere un po' datata. Insomma, siamo in mano a gerontocrati a loro insaputa.

Eh sì. Lo riscontriamo tutti i giorni, i giovani stanno ai margini. Per emergere devono sgomitare, eccome se devono sgomitare. Nella caccia, questo paradigma è ancora più evidente. Da quando le nostre comunità sono state indotte a lasciare la terra, da quando si è pompata l'idea (sbagliata?) di progresso, da quando una cultura metropolitana è stata imposta e gradualmente sostituita alla tranquilla, millenaria, consolidata società rurale, le mille luci della città hanno fatto perdere l'orientamento a masse sempre più folte di nostri conterranei. Col risultato che la campagna si è trovata oggetto di mille aggressioni, di mille  speculazioni, vittima di quegli stessi figli che se n'erano allontanati. Un ecologismo malato ha fatto il resto, imponendo regole che ancora di più hanno allontanato i giovani dal contatto vero, continuato, con la terra, le sue bellezze, le sue fatiche. Esempio più eclatante: i nostri bambini ingrassano, mai sazi di merendine,  la società (e i genitori) invece che provvedere con una dieta più sana, li sottopongono a vessazioni muscolari (footing, palestra, et similia), mentre basterebbe una sana vita in campagna per ovviare allo sconquasso.

Tuttavia, per quanto di caccia, malgrado le remore sociali (andare a caccia non è più concepibile, dicono), le restrizioni (mentre ovunque nel mondo l'età di accesso alla licenza è intorno ai quindici-sedici anni, da noi s'impongono i diciotto), stanno arrivando schiere di donne e di maschietti non più teen-agers ma ancora nel pieno della giovinezza. Forze fresche che se ben amministrate potranno di sicuro costituire la nostra risorsa per il riscatto. Sono sicuramente più aperte al nuovo, sono più consapevoli delle nuove e diverse e infinite sfaccettature dell'oggi, dispongono di maggiori strumenti culturali, hanno accesso alle tecnologie e – soprattutto – mettono energia e passione in quello che fanno. Riusciranno a cambiare le nostre stanche liturgie? Avranno la forza di affrontare quelle sfide che un mondo in continuo divenire ci sta proponendo a raffica?  Chi, malgrado l'anagrafe,  dispone ancora di aria fresca per alimentare le sue sinapsi, gli dovrà dare una mano. Aiutare nell'avvicinarsi ai problemi complessi. Trasmettergli le conoscenze tecniche, si, facendoli misurare sugli artifizi della politica, non c'è dubbio, ma soprattutto infondendogli passione, tanta passione, perchè si innamorino della terra, dei suoi misteri, delle sue insidie, delle sue meraviglie.

Insomma, nel mentre non abbiamo bisogno di balie col pannolone, non abbiamo bisogno nemmeno di tecnici senza un briciolo di passione. Nella società come nella ...società dei cacciatori. Vorremmo un mix di saggezza e di freschezza, di prudenza e di coraggio, di ragione e di passione.

Difficile? Chissà. L'uomo è sostanzialmente natura. E la natura a volte è sorprendente.
 

Alberto Bassini

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12 commenti finora...

Re:TECNOCRATI? NO ESPERIENTI

Ok. Ma noi, semplici cittadini appassionati di caccia, siamo altrettanto stufi di tecnocrati fasulli che perchè hanno un potere di firma s'inventano politici e indirizzano pesantemente le scelte che a loro non dovrebbero competere. Un organo tecnico deve dare pareri il più possibile asettici. Invece questi impuniti continuano a dare ordini quasi sempre immotivati per nascondere i loro errori e la loro nullità.

da Alfredo 21/07/2012 8.30

Re:TECNOCRATI? NO ESPERIENTI

Diceva mia nonna:"il medico pietoso fa andare la gamba in cancrena". Nel punto socio-economico in cui eravamo (e non siamo ancora usciti) era necessario una operazione drastica che solo i "tecnocrati" potevano fare. I politici non sono stati capaci di "ambutare gli arti" malati perchè essi stessi sono malati. Non smetterò mai di ringraziare il Presidente Napolitano che con la Sua lungimiranza ha evitato all'Italia il default che oggi colpisce la Grecia e la Spagna. Il prezzo che stiamo pagando è altissimo ma era inevitabile.

da Vito Antonio Buscicchio 20/07/2012 18.10

Re:TECNOCRATI? NO ESPERIENTI

Anch'io sono convinto che dovrà trascorrere almeno una generazione, ammesso che la nuova si sganci completamente da quella vecchia. Molto dipenderà anche da quale sarà il futuro dell'Europa. Se diventeremo uno stato federato, con leggi amministrazione controlli unificati (con propensione ad acquisire i comportamenti virtuosi dei nostri nuovi concittadini del nord; e non intendo quelli della "padania libera" che non sono molto diversi dagli altri italiani)allora certe vecchie abitudini nostrane potranno diventare minoritarie e non più "apprezzate", nè da noi nè dai nostri governanti, che nel frattempo c'è da augurasi che vengano madati in pensione o....in galera.

da ga no 20/07/2012 8.30

Re:TECNOCRATI? NO ESPERIENTI

CI VUOLE GENTE COMPETENTE IN MATERIA,NO GENTE MESSA LA X CASO,O X OCCUPARE UN POSTO VAGANTE.E VEDRETE COME CAMBIEREBBERO TANTE COSE.

da BRED67 17/07/2012 16.50

Re:TECNOCRATI? NO ESPERIENTI

"..... E' vero che la classe dirigente è sempre lo specchio dei cittadini che l'hanno eletta. E' vero che specialmente nell'odierna società della comunicazione, chi dispone dei relativi mezzi (di comunicazione) ha la vittoria facile. Ma è anche vero che esistono altri parametri che possono ribaltare queste verità. Lo scontento, per esempio. L'indignazione. La vessazione. L'accanimento fiscale (un refrain all'ordine del giorno). La consapevolezza che chi ti guida non è all'altezza dei problemi..." Giusto, caro Bassini, ma il problema é che siamo in Italia. Non scordiamocelo mai. Di conseguenza, l'indignazione, la vessazione, ecc. sono cose che ci fanno incazzare solo per un paio di giorni, poi ci rassegniamo. Torniamo ai nostri problemi e cerchiamo in qualche modo di sbarcare il lunario. E questo, i nostri politici (tecnici o non ) lo sanno benissimo ed é su questo che fanno il loro gioco prepotente. La nostra Italia é democratica, infatti, ma purtroppo solo per i cittadini: per i Politici é dittatura, spesso peggiore di quella fascista. Infine, noi cacciatori, egoisti, politicizzati e incapaci di unirci in un'unica forza, siamo al vertice del menefreghismo, anzi sfioriamo il masochismo. Potremo mai avere un'Italia libera e democratica, con leggi e politici che possano onorarsi di fregiarsi di tale stemma? Una stretta di mano,Nino

da ninohuter.07@katamail.com 17/07/2012 16.38

Re:TECNOCRATI? NO ESPERIENTI

Secondo me dovrebbero essere gli ambientalisti seri che cercano la nostra collaborazione. Perchè i veri unici cittadini che si preoccupano del patrimonio faunistico e ambientale siamo noi. O almeno la stragrande maggioranza di noi. Poi ci sono le frange esagitate, ma poichè per avere la licenza di caccia dobbiamo essere sicuramente più buoni e più bravi degli altri, anche qui - come categoria - mi riterrei un privilegiato. Quanto alla storia di popolo, non c'è dubbio, saremo anche un popolo di santi poeti e navigatori, ma dalle recenti esperienze mi pare che siamo soprattutto un popolo che sta facendo di tutto per farsi del male, dando ancora fiducia, malgrado tutto, a una classe dirigente (parlamentari, governo, amministratori etc) che - non dimentichiamolo - è lo specchio delle nostre... virtù.

da Rodolfo D. 17/07/2012 10.09

Re:TECNOCRATI? NO ESPERIENTI

In italia è il "modello" venatorio fasciocomunista che è sbagliato,escludendo di fatto i proprietari dei fondi agrosilvopastorali dai vantaggi economici di una corretta gestione (vedi altre nazioni europee dove caccia e cacciatori sono assolutamente rispettati ed inseriti nella dinamica economica).Quindi auspico l'abolizione dell'art. 842 del cc (eresiarca!!!) ma non vedo altre vie d'uscita.

da vecchio cedro 17/07/2012 9.26

Re:TECNOCRATI? NO ESPERIENTI

Ogni popolo ha la classe dirigente che si merita. Io m'imbatto quotifìdianamente nella furberia, nella disonestà, nella meschinità della gente, "vizi" talmente diffusi, talmente radicati, da farmi pensare che siano scritti nei geni di questo popolo. Questi politicanti, questi "tecnici", questi mascalzoni che ci governano e amministrano ad ogni livello, li trascenerei in strada per impiccarli ai lampioni. ma poi non so chi potrebbe sostituirli. Avete presente la storia di Masaniello? Ecco. Allora continuate a suonare il mandolino, cari italiani. 'O sole... 'o mare... chi ha avuto... chi ha dato... 'a pummarola...

da Martino Hammer, Bologna 17/07/2012 2.36

Re:TECNOCRATI? NO ESPERIENTI

invece lo dicono , caro Claudio, lo dicono e fanno vedere che combattono tutto quello che dici, e lo combattono anche bene per fortuna di tutti . Solo che noi siamo presi di mira perche abbiamo lo schioppo in spalla e facciamo la figura dei marines incazzati ........L'ho già detto e lo ripeto ,: se fossimo alleati seri degli ambientalisti SERI , non potrebbero attaccarci così come fanno . Poi, la politica è talmente stravagante che è sotto gli occhi di tutti

da renzo 16/07/2012 18.33

Re:TECNOCRATI? NO ESPERIENTI

Dice che la rivoluzione anche di una sola persona porterà al cambiamento di tutta una nazione! dice

da fiore 16/07/2012 18.29

Re:TECNOCRATI? NO ESPERIENTI

Gino, sono d'accordo con te, ma non è facile fare così. Chi li toglie dalle poltrone questi incompetenti. Quando lo capiranno, se lo capiranno, sarà tardi, ma non solo per la caccia, anche per il lavoro, la scuola, gli anziani e soprattutto per il bene dell'ambiente in cui viviamo. Si scandalizzano se ci fanno ammazzà 50 fringuelli, ma non dicono niente sulle cisterne petrolifere che lavano in mare, sugli scarichi dei fiumi, sulle discariche abusive e tutti i soprusi che succedono di nascosto ed in pieno silenzio.

da CLAUDIO 16/07/2012 15.14

Re:TECNOCRATI? NO ESPERIENTI

bastano un manipolo di cacciatori seri APOLITICI veri appassionati senza tessere gente che va a caccia siamo stufi dei dottoretti che non sanno neppure da dove inizia la FATICA CACCIA

da Gino 16/07/2012 12.17