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Editoriale

Ritorniamo al mito


lunedì 1 aprile 2019
    

 Artemide Di Efeso, dea della fertilita'
 
 
I parchi, dateceli a noi, fateci il piacere. Tanto, peggio di quello che avete fatto voi, politici politicamente corretti e ambientalisti della domenica, non potrebbe fare nemmeno quell'orco della favola che voleva papparsi Pochettino, o Poghettino che dir si voglia a seconda del vernacolo di riferimento.

Del resto, i parchi, in origine furono i "barchi" da caccia, famoso soprattutto il Barco Reale Mediceo, sulle colline del Montalbano, una ventina di chilometri a ovest di Firenze,  voluto dal Granduca Ferdinando II dei Medici per praticarvi la caccia.  E lo dice la parola stessa, che si perde nella notte dei tempi, barricus in latino, poi parricus e quindi  parco in italiano, con le varianti localisitiche più disparate, e pferch in tedesco. Ma tutte a indicare un'area piuttosto vasta, recintata,  adatta a racchiudere, trattenere animali. Per la maggior parte selvatici, quasi sempre per i piaceri della caccia, cui si dedicavano i signori del luogo.
Nel Barco Mediceo, ricco di boschi, circondato da cinquanta chilometri di muro, stanziava o si fermava in abbondanza ogni specie di selvaggina, la tipica toscana e italiana delle colline e delle pianure: lepri e cinghiali, cervi e daini e caprioli. E uccelli, ovviamente, stanziali, e nelle epoche giuste quelli di passo.  Nel Museo Storico della  Caccia nella Villa Medicea di Cerreto Guidi era conservato un bel "capanno" da caccia "a portantina", che consentiva al Granduca di giungere al luogo di caccia senza sporcarsi le scarpe (e sparare dalla finestrella). Con una gestione oculata del territorio, anche il bosco era protetto, si prevedeva un taglio della legna per decime,  la caccia era consentita solo al signore e a coloro da lui invitati.

Stesse storie per Venaria Reale immersa nel parco della Mandria, lascito dei Savoia e ancora oggi meravigliosamente conservato. E' stata la caccia a preservare i territori, sono stati i cacciatori, con la loro passione, che hanno inventato l'idea di parco. D'altra parte, la stessa massima ancora oggi in voga, ce lo ricorda: senza ambiente non c'è selvaggina, e senza selvaggina non c'è caccia. Quale migliore affidamento, dunque, se non ai cacciatori, per preservare il patrimonio faunistico ambientale dagli innumerevoli assalti della modernità? Quale competenza migliore se non la nostra, per mantenere un equilibrio dinamico fra i diversi e a volte conflittuali livelli trofici? Il marasma attuale, che causa non pochi allarmi anche nell'opinione pubblica, fra catastrofisti ("stiamo perdendo la biodiversità") e gente infuriata (troppi cinghiali, troppe nutrie, troppe cornacchie, fra poco troppi colombacci), appalesa il fallimento di questi ultimi trenta-cinquant'anni di politiche ambientali. Una legge sui parchi che altro non ha fatto se non imbalsamare un esangue esistente, accentuare gli squilibri, lasciare mano libera ai rottamatori del Belpaese, spargere ovunque serbatoi di veleni, ecoballe, terre dei fuochi. Una legge sulla caccia che ne ha semplicemente snaturato il concetto. Dichiarandola in pratica proibita,  salvo minime concessioni ("L'esercizio dell'attività venatoria è consentito purché non contrasti con l'esigenza di conservazione della fauna selvatica e non arrechi danno effettivo alle produzioni agricole"), per un "prelievo" non più di selvaggina da proporre in tavola, ma di "fauna selvatica patrimonio indisponibile dello Stato", su cui tutti hanno facoltà d'interdizione, mentre nessuno è in grado di garantirne la tutela. Col risultato, in questi decenni, che l'unico reprobo è il cacciatore, quando tutti gli altri attori sul territorio concorrono allegramente alla distruzione degli habitat. O quantomeno ne sono indifferenti spettatori.

Diversa aria tira altrove, in Francia per esempio, dove si riconosce alla caccia un ruolo determinate per la tutela dei beni naturali. E così in Spagna, nel Regno Unito, in tutta Europa, praticamente. Dove ai fasti delle cacce di un tempo si collegano ancora i miti eponimi, le tante leggende. Dal Nimbrod (Nembrotte) mesopotamico, alla Artemide Diana dell'era classica, dea della caccia e della fertilità, castigatrice di Atteone, che Ovidio nelle Metamorfosi ridusse a cervo sbranato dai cani della dea, a Uberto (Sant'Uberto) protettore dei cacciatori, vescovo merovingio di Maastricht (più santo europeo di così!), che ancora oggi i nostri..."nembrotti" celebrano in chiesa nelle sonorità dei corni di caccia, moderno retaggio dei corni naturali che risuonarono nelle selve omeriche per spronare cani e cacciatori all'insidia di cinghiali mitologici, o braccare la lepre secondo i precetti di Senofonte, discepolo di Socrate.

Chissà se quelli dei cinquestelle sanno di cosa si parla. Se sono in grado di capire le radici profonde della caccia nella cultura della gente mediterranea, che nel corso dei millenni  e del susseguirsi delle sempre più vaste dominazioni, portò la civiltà in tutta Europa e in gran parte del mondo. Chissà!


Piero Galetti






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25 commenti finora...

Re:Ritorniamo al mito

Ci sono alcuni CICCIAI che continuano a scambiare la caccia con la CICCIA DI UNGULATO e che chiedono la privatizzazione. Questi CACCIATORI INCAPACI dopo aver distrutto ogni forma di vita che non sia di ungulati vogliono mettere la pietra tombale sulla caccia intera.

da LA CACCIA NON È CICCIA 05/04/2019 18.29

Re:Ritorniamo al mito

Di sicuro andiamo a grandi passi verso la privatizzazione della caccia, visto che oggi lo sanno tutti che la selvaggina e la sua carne (più la caccia come attività del tempo libero) sono una risorsa economica di tutto rispetto. Per questo, se ci sono ancora persone che pensano (casa di cui si può dubitare visto quello che succede), non sarebbe male riflettere sulla possibilità di anticipare questa scelta da parte dei cacciatori e soprattutto dei loro dirigenti. La soluzione francese, con le associazioni locali dei cacciatori che riconoscono (pagando un affitto) un guadagno agli agricoltori o ai conduttori delle aziende agricole, potrebbe essere da valutare con molta ma molta attenzione. Altrimenti ci ritroveremo tutti a ciucciare il solito calzino.

da Caprimulgus rificollis 05/04/2019 17.01

Re:Ritorniamo al mito

x partecipazione.. ma di cosa stai parlando ? perché ti fanno entrare nel festino privato? siete sempre voi i soliti 5 gatti che fate quello che vi pare PIANI DI CONTROLLORO PRIVATI AI PICCIONI, STORNI, TORTORE, CINGHIALI , CAPRIOLI cacciate tutto l'anno , se c'è un appostamento fisso buono è del presidente o consigliere atc , se c'è un atc da prendere fuori regione prima lo prendono i consiglieri e la cricca dell ATC se c'è un agevolazione prima vengono i consiglieri e la cricca, lo sai PARTECIPAZIONE io mi sono già compresso perché ho preso per il cravattino un tuo amico della cricca e sono finito in Tribunale e sai dove te le devi mettere la tua partecipazione….

da Marcello 05/04/2019 12.08

Re:Ritorniamo al mito

Victor Piazza non hai capito una mazza

da Zazza 05/04/2019 11.49

Re:Ritorniamo al mito

è il modello di gestione italiano che è sbagliato!!! la caccia "sociale" è finita da tempo! No all'art. 842 del CC e seguiamo l'esempio degli altri paesi d'europa. Introducendo dinamiche economiche nel sistema si attueranno miglioramenti ambientali significativi con beneficio per la fauna e quindi per la caccia.

da Victor Piazza 05/04/2019 10.50

Re:Ritorniamo al mito

Ha ragione marioP. Chi sta alla finestra o al bar non ha diritto di protestare. Prima bisogna impegnarsi, darsi da fare, partecipare.

da PARTECIPAZIONE 05/04/2019 8.56

Re:Ritorniamo al mito

Da me gli atc si occupano solo di cinghiali e altri ungulati. Da chiudere e buttare la chiave!

da Dario 04/04/2019 17.28

Re:Ritorniamo al mito

Premetto che non ho incarichi in ATC e non ci tengo ad averne però, ammesso che gli ATC non funzionano, una considerazione la devo fare, ogni volta che l'ambito propone qualche iniziativa, qualunque essa sia, ci sono sempre i soliti tre o quattro.

da MarioP 04/04/2019 13.41

Re:Ritorniamo al mito

Johnny cominciamo a far funzionare gli ATC che sono vergognosi invece di parlare di parchi (altrettanto vergognosi).

da Deep 03/04/2019 6.44

Re:Ritorniamo al mito

Prendiamo il parco più brutto e i loro soldi per due anni. Se non ci saranno miglioramenti riconsegneremo le chiavi....Troppi sono gli interessi e gli incarichi ai politici sfigati. Ci farebbero una guerra spietata. La nostra classe politica è quello che ci meritiamo. In altri paesi non succede perchè?

da Johnny 03/04/2019 4.51

Re:Ritorniamo al mito

Per curiosità, avete visto il LOGO del Ministero dell'Ambiente? Dategli un'occhiata. Una stella a più colori, a cinque punte. Mutatis mutandis, un ministero di punta...a cinque stelle. Siamo fritti.

da Paranza 02/04/2019 17.25

Re:Ritorniamo al mito

Appunto. Gli ATC sono in pratica esclusiva competenza dei cacciatori e dei loro rappresentanti. Il fatto è che a rappresentarci ci vanno (si propongono, senza un minimo di opposizione critica) i soliti, che sono i più dinamici, i più interessati, a volte i più furbetti, come del resto a dirigere le nostre associazioni. Il fatto è che il nostro livello socioculturale avrebbe bisogno di un bel salto in avanti, maggiore sensibilità civica, più altruismo. Ho imparato, a volte a mie spese, che niente succede per caso. Quindi, se non semini, non raccogli e se non raccogli è segno che non hai seminato.

da Il seminatore (mancato) 02/04/2019 14.06

Re:Ritorniamo al mito

Sono questi gli argomenti che dovrebbero trovare riscontro nella dinamica politica delle nostre associazioni venatorie. Spesso si dimentica che i nostri dirigenti, di qua o di là, hanno ancora una posizione di rilievo nel contesto politico locale. Nazionale sempre meno, e questo la dice lunga, a causa dei veti incrociati e dei maneggi anche sul fronte delle relazioni con gli ambientalisti. Per esempio, ci sono almeno tre o quattro associazioni ambientaliste che fanno capo al modo di pensare dei cacciatori. Senza contare quelle degli agricoltori, che dovrebbero essere affini. Ma intanto, sia l'associazione fondata da Berlato sia quella della Federcaccia sono poco più che silenti. Probabilmente quando battono un colpo è per avere un rappresentante in ATC. Non parliamo poi dell'URCA, che fa saltare il banco (il suo) ogni volta che scappa un cervo dal controllo del metodo Cencelli. E Wilderness che pensa soprattutto alle vicende del Parco d'Abruzzo. Eppure, il potenziale ci sarebbe. Un'idea per i giovani che fra un'ingenuità e l'altra si stanno organizzando: perchè non farsi carico della questione ambientale? Perchè non inserirsi in questo fenomeno pseudospontaneo dei filo-greta? Fenomeno che sancisce il definitivo fallimento, almeno in Italia, dell'ambientalismo de noantri. Tutto salotti e comparsate a suon di baiocchi.

da Mangiafuoco 02/04/2019 11.31

Re:Ritorniamo al mito

scusate ma gli atc non sono gestiti da cacciatori

da cidjt 02/04/2019 11.19

Re:Ritorniamo al mito

Tanti sono gli esempi di cattiva gestione delle aree protette (quando non addirittura si può parlare di mala gestio) da parte degli ambientalisti, quanto buoni e purtoppo sconosciuti sono quelli di buona gestione delle aree affidate alla cura dei cacciatori. In Italia manca una vera sensibilità del valore della cosa pubblica o dei soldi pubblici affidati alle multiformi e tentacolari congregazioni. Il cosiddetto terzo settore è diventato uno stipendificio e un luogo di sfruttamento e malversazione, come abbiamo visto anche in recenti casi giudiziari. Che hanno riguardato un po' tutti, di destra e di sinistra (e di mezzo), e che in buona parte hanno funto da reddito di cittadinanza mascherato e da turpe sfruttamento dei lavoratori: cooperative che pagano una miseria e che succhiano denaro pubblico che - come nei parchi, lo ricorda anche Zunino - va a ingrassare portafogli di personaggi trombati della politica o di arrivisti con la cimice del WWF o della LIPU. Le ultime vicende sono vergognose. Abbiamo Mamone Capria, presidente LIPU nella stanza dei bottoni, e Donatella Bianchi pesciaiola e presidente del WWF alla presidenza del Parco delle cinqueterre. E noi che ci si accapiglia per una tessera in più, per un giorno di caccia di febbraio, un cinghiale ferito piuttosto che morto, perchè se è morto finisce conferito, se (formalmente) ferito (ma naturalmente morto) lo recupero dopo alla chetichella e me lo metto in frigorifero. Vedo che certe associazioni imperterrite spingono ancora per evitare l'842, ma credo che non otterranno altro che peggiorare la situazione. E noi, italiani, continuiamo a fare gli struzzi mentre la casa brucia. E il mondo va avanti a velocità inaudita, con gli occhi a mandorla, la pelle sempre più scura e il riporto color carota splendens. Quando ci renderemo conto che quel certo bruciore disagevole è una pannocchia che ci va su e giù nei bassifondi? Di tutti, cacciatori non esclusi.

da Victor Rudeness 02/04/2019 10.01

Re:Ritorniamo al mito

Cose giuste, condivisibili. Tuttavia.in Italia più che altrove, l'agricoltura è assistitita. Certo arrivismo ha fatto si che i fondi comunitari (tanti) siano andati in gran parte alle organizzazioni mafiose e a chi non ne aveva gran bisogno, peraltro favorendo inquinamento grave da una parte (pianure) e abbandono dall'altra (Appennino), mentre doveva essere il contrario. E qui non c'entrano i cacciatori. L'agriturismo è fenomeno recente, anche contrastato dal sistema turistico, di per sè bolso e frammentato. Causa in particolare l'individualismo e il localismo tutto italiano. Per caso (grazie a Xijin Ping che si è impegnato per orientare verso l'Italia milioni di turisti cinesi) abbiamo capito che il "pacchetto Belpaese" rende di più che la promozione del barocco pugliese. Così per la caccia. Gli ATC concettualmente non sono altro che le riserve comunali alpine (oggi Comprensori) che al nord (con qualche bisticcio) funzionano, mentre al sud fanno pena, in Sardegna non li vogliono (confidando ancora nella legge barbaricina, non scritta e che avrà vita ormai solo nelle sagre di paese e nella cavalcata). E vengo ai parchi. e alle aree protette. E' vero. Sarebbe già una soluzione consentire che i consigli di gestione potessero usufruire della presenza e della competenza venatoria. Può essere che alcuni presidenti di parco fossero cacciatori. Ma non se n'è accorto quasi nessuno. Anche perchè il sistema ambientalista nostrano ha fatto di tutto per nasconderlo e i soggetti interessati se ne sono quasi vergognati. Il fatto è che l'ambientalismo italiano. anche sfruttando le risorse riservate ai parchi ha fatto da fiore all'occhiello ai peggiori inquinatori del paese, ecoballe, terre dei fuochi, atrazina, mercurio, dissesto idrogeologico, cementificazione selvaggia son qui, oggi, a dimostrarlo. Nell'indifferenza, bisogna dirlo, anche dei cacciatori (e dei loro dirigenti). Volti al particulare senza accorgersi che sparivano i fondamentali.

da Prigogine 02/04/2019 8.29

Re:Ritorniamo al mito

Parole sante caro Piero Galetti, ma chi ci ascolta ? Se i cinque planetari come dicono sono quelli che non mettono mano alla tasca degli Italiani, allora dovrebbero essere i primi a leggersi questo tuo punto di vista forse condiviso da migliaia se non milioni di cittadini italiani, tante volte fino a che non gli entri nella centrale neuronica. Noi sui siti di caccia sono decenni che lo diciamo purtroppo inascoltati, evidentemente la lobby è molto potente. Ad ogni modo. non è solo il Ministero che deve avere l'intera gestione parchi, ma per il turismo venatorio italiano morto proprio con i parchi a iosa, il turismo ambientale e nazionale, la gestione dei selvatici e dell'agricoltura, dovrà essere sicuramente gestita anche dal MIPAFT (dove la T sta per turismo) del Ministro Centinaio, dando a Cesare quello che è sempre stato di Cesare. Un accordo tra i cinque e la Lega potrebbe risanare questo immenso territorio sottratto alla gioia di goderselo degli italiani. Pace e bene.

da jamesin 01/04/2019 21.17

Re:Ritorniamo al mito

"I parchi, dateceli a noi, fateci il piacere." AHAHAH AHAHAHA HAHAHAHAH AHHAHAHAHHA Sì sì ceerrrtoooo , ma perchè non ci hanno pensato prima. Tranquillo, adesso ve li danno!!!!! AAHAHAH AHAHAH AHAHAHAHAH AHAHAHHA AAHHAHA...

da Stai sereno 01/04/2019 20.56

Re:Ritorniamo al mito

In effetti la gestione degli ATC è PIETOSA!

da Rino 01/04/2019 20.45

Re:Ritorniamo al mito

i 5 stelle? perchè quale partito negli ultimi 50 anni ha capito di caccia? perchè continuate a fare propaganda? cosa vi viene in tasca? gli atc sono gestiti anche da cacciatori ed i risultati in 25 anni non si sono visti è ora di smetterla con le polemiche spesso sterili e sempre inutili...

da il brigante mammone 01/04/2019 19.53

Re:Ritorniamo al mito

i 5 stelle? perchè quale partito negli ultimi 50 anni ha capito di caccia? perchè continuate a fare propaganda? cosa vi viene in tasca? gli atc sono gestiti anche da cacciatori ed i risultati in 25 anni non si sono visti è ora di smetterla con le polemiche spesso sterili e sempre inutili...

da il brigante mammone 01/04/2019 19.52

Re:Ritorniamo al mito

Mai fatto un elenco di quanti cacciatori fanno o hanno fatto il direttore o il presidente di parchi regionali o nazionali italiani ? Ci sarebbe qualche sorpresa...

da Granitico 01/04/2019 19.08

Re:Ritorniamo al mito

Cucù!

da Nei denti! 01/04/2019 16.04

Re:Ritorniamo al mito

Egregio signor Galletti;Non solo i parchi noi cacciatori siamo in grado di gestire nel migliore dei modi;ma anche le Oasi potevamo almeno chiedere per legge di essere gestite egregiamente da noi; invece per dei compromessi politici li abbiamo lasciati in mano a chi è contrario alla caccia, ed oggi ne paghiamo le conseguenze delle sciagurate scelte fatte in passato!!!! Cordialità

da Fucino Cane 01/04/2019 14.24

Re:Ritorniamo al mito

Oggi la rovina della caccia sono gli ATC e i Parchi dove non puoi toccare niente. Servono soltanto per cinghiali, caprioli, ecc.

da Giovanni 01/04/2019 13.48