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Editoriale

Dove va la caccia? "Lo decidiamo noi"


lunedì 18 dicembre 2017
    

 
 
Dove va la caccia? Inchiesta BigHunter.it: Cosa ne pensano i giovani?

Rossano Baiamonte, trentun anni, siciliano di origine, vive a Reggio Emilia dove lavora come nutrizionista e commerciale per un'azienda che produce pet food per cani e gatti. Oltre a questo è anche allevatore di setter inglesi con l'affisso riconosciuto Enci-FCI "Del Baiaross".

Ma al pubblico di BigHunter.it si presenta soprattutto nelle vesti di giovane cacciatore. Una passione, quella per la caccia, nata, dice, dai primi anni di vita. "Nasco in una famiglia di cacciatori che mi ha cresciuto tra coturnici, quaglie e beccacce nella meravigliosa Sicilia, trasmettendomi al contempo l'interesse in particolare per il cane da ferma." Il che lo ha portato nel tempo ad interessarsi allo studio dell'allevamento del cane cacciatore.

Rossano, le cui cacce preferite sono quella "alla stanziale vera dell'Appennino Tosco Emiliano" e alla beccaccia, porta il suo punto di vista "giovane" sulla caccia che verrà. "Penso di far parte di una generazione che vive la caccia con sentimenti contrastanti - scrive -: da una parte nostalgica perché cresciuta con i racconti dei nostri padri-nonni-zii che ci hanno cresciuti con un'idea della caccia dalle sfumature poetiche per la grande libertà che godeva la nostra categoria e nel contempo per la quantità di selvaggina naturale presente lungo lo stivale".

E dall'altra? "Con la cultura della caccia eco-compatibile del cinofilo cacciatore e della corretta e responsabile gestione del territorio. Quest'ultimo aspetto dovrebbe portare noi giovani cacciatori illuminati a proteggere e preservare la nostra passione che via via sembra abbia preso per l'opinione pubblica una connotazione immotivatamente negativa. Personalmente ho sempre cercato di impegnarmi in questa direzione e con grosso rammarico devo dire che le associazioni venatorie che dovrebbero essere il nostro sindacato oggi hanno sempre più l'aspetto di un mercato politico di voti."

Anche per Marco Bergamelli (Val Seriana BG), che pratica da sempre esclusivamente la caccia con il cane da ferma, in Italia starne pernici e fagiani con un setter, e alla beccaccia, anche all'estero, l'ambiente è cambiato molto, e anche la selvaggina stanziale oggetto di ripopolamento: poche possibilità di alimentarsi, troppi predatori (volpi, tassi, gatti, corvidi).

Secondo lui, sarebbe bello che la caccia si valorizzasse in qualità, nel rispetto dell'ambiente e della selvaggina. Qualche segnale c'è, ma vede ancora colleghi interessati ai numeri e disattenzione nei confronti dei propri ausiliari. Una sensibilità che dovrebbe cambiare nel rapporto cane-cacciatore. Servirebbe qualcuno che fa da convinto conduttore di questo nuovo corso.

 
La redazione

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14 commenti finora...

Re:Dove va la caccia? "Lo decidiamo noi"

Se aboliscono l'art 842 dal codice civile,(SPERIAMO DI NO,SAREBBE DA INCOSCENTI) per chi come molti cacciatori percepisce la pensione minima,oppure è un lavoratore con famiglia monoreddito. DI SICURO vedremo tanti fucili appesi al chiodo,MAH ANCHE un aumento esponenziale del bracconaggio.

da Fucino Cane 24/12/2017 17.02

Re:Dove va la caccia? "Lo decidiamo noi"

Un promemoria soprattutto per i giovani, per contribuire a ribaltare la situazione, partendo dalla comunicazione. I social, se usati bene, sollecitando i tanti utenti cacciatori che hanno complessivamente milioni di followers, potrebbero essere dirimenti. Occorre una strategia condivisa e diffusa fra le aavv e le centrali economiche e commerciali della caccia (e del tiro, e della pesca e di tutto quel mondo ad essi collaterale), affinchè non ci si disperda in mille rivoli contraddittori. Basterebbero due o tre comunicati alla settimana (univoci) lanciati come si deve. argomenti? Niente diatribe inconcludenti, niente proteste sensa senso. Solo valori positivi da condividere, semmai attacchi alle centrali di produzione dei problemi ecologici e ambientali. Ovvero:anche individuare un nemico su cui convogliare le attenzioni critiche può servire alla causa, ma nel contempo bisognerebbe focalizzare sugli aspetti positivi prodotti dalla caccia e dalle attività volontaristiche dei cacciatori. Poi, oggi, per il problema dell'esubero degli ungulati (ma non solo) concentrarsi sulla valorizzazione dell'utilizzo della carne di selvaggina è un altro punto a favore da gestire con un coordinamento più oculato. Le TV? Presto saranno superate dal web, per cui un analogo utilizzo di youtube, per esempio, potrebbe far scaturire conseguenti risultati. La grande stampa? Quella che ci è ostile si palleggia e si rilancia grazie alla concentrazioni societarie. Repubblica, Espresso in capo a De Benedetti; Corriere, La7 (più l'ascaro Travaglio e i grillini) in capo a Urbano Cairo; Mediaset (con Striscia la notizia) e il Giornale in capo alla Brambilla. Ma sono sempre più in crisi di ascolti. Punterei sui giornali di provincia, in cronaca. Ma sempre con argomenti positivi. In parallelo, bisognerebbe formare i dirigenti locali all'uso degli strumenti informatici e alla gestione coordinata e pilotata della comunicazione.

da Roberto M. 22/12/2017 11.08

Re:Dove va la caccia? "Lo decidiamo noi"

Io credo che ognuno di noi veda le cose dal suo modesto e sicuramente limitato osservatorio. Pur con alti e bassi, non c'è mai stata tanta roba da cacciare come adesso. Siamo in meno, meno della metà, cacciamo si e no su un terzo reale del territorio italiano, con gli altri due terzi (aree protette, case strade e soprattutto pertinenze) interdetti alla caccia che fanno comunque da serbatoio, e con tutti i limiti di legge, chi sa fare (chi fa) il cacciatore serio (quello che ha passione, se ne intende, ha tempo parla poco e si dedica alla caccia come appunto si faceva un tempo, consumtionis seculorum antea), qualche soddisfazione se la toglie anche adesso. Basta che, come allora, si accontenti. Sento di carnieri di tordi che farebbero gola a Lucullo, colombi da invidia, qualche lepre, ancora beccacce, storni in deroga, cesene. Anatre, e i germani? Ma cosa volete? Poi c'è wehunter che ve lo certifica.

da Trimalcione 21/12/2017 16.34

Re:Dove va la caccia? "Lo decidiamo noi"

Ma quale nuovo corso ! La caccia è finita per mille ragioni diversi, ma anche noi abbiamo contribuito. Le uniche realtà sono la beccaccia ( ma fino a quando ? ) ed il cinghiale. Tutti parlano di beccacce, che hanno subito una pressione insopportabile, e tutti fanno filosofia sui cani, ma all'estero perché si va ? L'esaltazione dei numeri è sempre maggiore e nessuno fa niente. Siamo arrivati all'alba del giorno dopo.

da Nilo 21/12/2017 13.09

Re:Dove va la caccia? "Lo decidiamo noi"

Se dovesse essere abrogato l'art.842 del codice civile, la caccia in Italia finirebbe, e basta! Si ritornerebbe al passato, al medioevo, quando l'unico proprietario della selvaggina era il feudatario, il principe, il conte, il barone, ecc. L'art.842 è una conquista postrivoluzionaria, la sua abrogazione sarebbe perdita di libertà e di democrazia. Sarebbe il dominio della privatizzazione anche in campo venatorio.Meditate gente,meditate!

da Da cacciatorelibero. 20/12/2017 18.36

Re:Dove va la caccia? "Lo decidiamo noi"

O DI QUA O DI Là, SE NON CI DIAMO UNA MOSSA (ALL'ULTIMO PIANO, NON AL FONDO SCHIENA) SI RACCATTA PO'O

da MAPPOO 20/12/2017 18.07

Re:Dove va la caccia? "Lo decidiamo noi"

842 basta, chiuso!

da s.g. 19/12/2017 21.01

Re:Dove va la caccia? "Lo decidiamo noi"

La privatizzazione della caccia in Italia non è fattibile. Se vanno avanti in quella direzione chiudono tutto.

da W 842 19/12/2017 18.13

Re:Dove va la caccia? "Lo decidiamo noi"

C'è anche qualcun altro, oggi, che si è pentito della scelta che bloccò il referendum dal quale scaturì la 157. Il blocco agricolo che ci sostenne, infatti, sempre più chiaramente si sta orientando per l'abrogazione dell'842 c.c. Così, sotto mentite (o smentite?) spoglie, arriveremo a quello che era l'obiettivo di allora di una certa parte del mondo agricolo che foraggiava gli ambientalisti di ogni estrazione (qualcuno anche inconsapevole, soprattutto fra i militanti). E così sarai contento anche te, qui sotto, e tutti coloro che protestano per la 157 e per gli ATC.

da ATC per tutti, di cascina in cascina, a km 0. Paghi 2 e prendi uno. 19/12/2017 17.43

Re:Dove va la caccia? "Lo decidiamo noi"

:Dove va la caccia? LA CACCIA SE NE ANDO’ QUANDO FU APPROVATA LA 157/92 E LE RESPENSABILI DOPO AVER RAGGIUNTO I LORO SCOPI SE NE LAVARONO LE MANI "Lo decidiamo noi" NON, LO DECIDONO QUELLI CHE FANNO MANIFESTAZIONI ANTICACCIA COME NEL CASO DEL PRESIDIO: Roma, 17 dicembre 2017 - Oggi in 12 città italiane l'associazione ambientalista Lav ha organizzato una mobilitazione di fronte ai negozi Decathlon,

da Dove va la caccia? "Lo decidiamo noi" 19/12/2017 16.21

Re:Dove va la caccia? "Lo decidiamo noi"

Per Licurgo e altri. Facile a dirsi ma difficile a farsi, ovviamente. E più si aspetta e più sarà difficile. Quasi impossibile, ormai. C'è bisogno di un sussulto di dignità, raro da reperire nei nostri dirigenti venatori. Difficile anche per i padroni del vapore, che ormai stanno a Brescia, ma non più solo a Brescia. I cartucciai (Lecco, Bologna) hanno interesse soprattutto al consumo immediato, che inibisce una "prefigurazione" del futuro a medio e lungo termine. Diverso per chi vende fucili, che seppur garantiti per due durano anche dieci e più anni, prima di essere sostituiti. La ricetta: radicale cambiamento del paradigma, in via preliminare per preparare una nuova classe dirigente (venatoria), e soprattutto finalizzare questa preparazione ad affrontare i reali problemi della società e dell'ambiente. Contrastando le fac-news della Lav della Lac, quelle grilline e brambilliane, che hanno origine antica (chi non ricorda la Procacci, il Prof. Consiglio, Pecoraro Scanio?) e mettendo in evidenza i valori sociali e l'impegno della caccia a favore della società. La caccia in questi ultimi decenni è stata screditata agli occhi dell'opinione pubblica (qualcuno potrebbe eufemisticamente pensare anche grazie all'ignavia del cacciatori). Per cui, prima di accampare qualsiasi rivendicazione (pur legittima, in buona sostanza), si dovrà recuperare credibilità. Il dettaglio alla prossima.

da A. Manzi 19/12/2017 14.30

Re:Dove va la caccia? "Lo decidiamo noi"

Licurgo 19/12/2017 8.33: Spieghi come si fa:"Ma se non creeremo una nuova classe dirigente, colta, preparata, sensibile, intelligente che sappia affrontare la politica e la società, non riusciremo in niente.", allontanando gli attuali?!... Ps: La sedia, non la molla nessuno!!!

da s.g. 19/12/2017 13.05

Re:Dove va la caccia? "Lo decidiamo noi"

Quello che manca, oltre alla denuncia e a un minimo di consapevolezza della base, compreso i pochi giovani, è una volontà a cambiare concretamente l'approccio ai problemi della caccia, partendo da quelli della società che hanno un minimo di attinenza con le nostre cose. Prima fra tutti la questione ambientale. Ma se non creeremo una nuova classe dirigente, colta, preparata, sensibile, intelligente che sappia affrontare la politica e la società, non riusciremo in niente. E' un peccato che quei pochi giovani che abbiamo, anche appassionati, vengano lasciati a se stessi.

da Licurgo 19/12/2017 8.33

Re:Dove va la caccia? "Lo decidiamo noi"

Giovane appassionato cacciatore cinofilo perche oltre a sperare non ti batti perchè le associazioni venatorie si unifichino e si rinnovino con personaggi proiettati al futuro? Criticare e sperare non serve a niente. Bisogna mobilitarsi e credere in quello che si propone. I migliori saluti e buone feste,

da bretone 18/12/2017 18.35