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Editoriale

Il catalogo è questo


lunedì 28 dicembre 2020
    

 
 
 
Ma non è quello del Don Giovanni mozartiano. No. Niente Vienna, niente armonie settecentesche. Viene da Bruxelles quest'elenco che dovremmo mandare a memoria, farlo nostro - secondo chi scrive - e diffonderlo il più possibile. Fra di noi, ma soprattutto all'esterno del nostro mondo. Fra gli scettici, gli ignari, gli ambientalisti in buona fede. 

È quel malloppo di considerazioni - Europe's huntable birds: a review of status and conservation priorities - prodotto dalla Face, che in questi giorni fa discutere ma che a occhio e croce potrebbe segnare il punto di svolta per un approccio coerente al problema della "conservazione" delle nostre cacce. Affronta di nuovo il problema, coniugando i dati aggiornati negli annessi della Direttiva Uccelli (Stato della natura nella UE 2020), ma implicitamente anche quelli di IUCN (International Union for the Conservation of Nature) e Birdlife, con altri consistenti dati e soprattutto considerazioni che se introdotte e diffuse negli ambienti che contano, in Europa ma anche nei singoli paesi, potranno aiutare a far riflettere  anche i più scettici e i più distratti.

E' la prima volta, io credo, che riusciamo a mettere insieme una messe di informazioni che supera i confini dei singoli stati e richiama a ben più concrete responsabilità. Mette infatti in evidenza una serie di particolari che sarà difficile contestare. Un quadro articolato che prende corpo da fatti noti, avvalorati da dettagli che i nostri detrattori fino ad oggi sono stati abili a occultare.

Ecco quanto a mio parere dovremmo acquisire e sostenere, elaborando un "catalogo" di principi-verità tratti anche da questo prezioso  rapporto.

1- Il calo di una parte delle oltre cinquecento specie di uccelli del nostro areale riguarda più o meno uniformemente sia quelle cacciabili sia quelle non cacciabili. 

2 - fra queste cinquecento specie di uccelli, solo 82 (meno di una su sei) sono oggetto di caccia e per un periodo molto ristretto nel corso dell'anno. Con assoluto divieto nel periodo di ripasso, nidificazione e allevamento dei piccoli. Per la stragrande maggioranza non è consentito alcun prelievo, eppure è fra questi che si registra il numero più alto di specie  minacciate.

3 - la maggiore sofferenza per le specie cacciabili (come per quelle non cacciabili) è riconducibile al periodo della nidificazione. La maggior parte degli uccelli migratori, oggetto delle nostre cacce tipiche, nidifica nel nord e nel nord-est dell'Europa ed è soggetto ai cambiamenti di habitat in quelle aree. Fra le specie di migratori nidificanti in Italia non ci sono specie cacciabili sotto "minaccia critica" (Colore rosso nella Red List).

4 - Le principali cause di queste minacce dipendono per ordine d'importanza dall'agricoltura, dall'urbanizzazione, dalla silvicoltura. Segue un raggruppamento di cause sotto la voce "Sfruttamento delle specie", che comprende in piccola parte anche il prelievo, insieme all'invasività di  specie esotiche, processi naturali, modifica dei regimi idrogeologici, produzione di energia, cambiamenti climatici, inquinamento,

5 - Rispetto al calo delle popolazioni nidificanti, per oltre il 58% delle specie cacciabili si registra un aumento delle specie svernanti, addirittura superiore a quelle non oggetto di caccia.

6 - La caccia praticata da ben sette
milioni di europei rappresenta un forte incentivo al mantenimento degli habitat, alla salvaguardia delle specie, anche e soprattutto di quelle non cacciabili, attraverso un "uso sostenibile" e un controllo ecologicamente equilibrato, grazie anche agli interventi in deroga.

7 - Ultima ma non ultima, la caccia non c'entra. Anche se venisse totalmente vietata in tutta Europa, cosa impossibile,  il patrimonio alato non ne riceverebbe alcun vantaggio.

8 - Il primo obiettivo dei cacciatori nell'immediato futuro sarà quello di far conoscere le vere cause del calo degli uccelli europei (in gran parte non oggetto di caccia) e impegnarsi per sollecitare un rapido  ripristino delle condizioni ambientali utili alla loro sopravvivenza.

9 - Nel dettaglio, fa piacere rilevare che colombaccio, germano reale, beccaccia, come molte altre specie di uccelli cacciabili godono di ottima salute. Anche tutti i tordi se la cavano bene, la cesena è in consistente aumento e anche la situazione del tordo sassello sta migliorando. Fra gli anatidi, in calo nelle aree di nidificazione, soffrono soprattutto l'edredone e il quattrocchi, specie che in Italia non sono neanche oggetto di caccia, e il moriglione e il fischione, che tuttavia dalle nostre parti, in particolare nelle valli venete, sono ancora in discreta abbondanza e ben protetti dal nostro sistema venatorio.

10- Discorso a parte per gli uccelli stanziali, fagiano, starna, pernice, coturnice, lagopedi, che dipendono assolutamente dal disturbo antropico di terzo tipo (cioè alieno alla "caccia": agricoltura, cambiamento degli habitat, inquinamento). E qui dipende solo da noi e dalla nostra consapevolezza ambientalista. 

 
Alvaro Marchi

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22 commenti finora...

Re:Il catalogo è questo

insinna gilettti luxurio diaco strabioli quanti Progioni in rai che schifo! che schifo questi sogapesielli

da Basta rai 02/01/2021 16.15

Re:Il catalogo è questo

Mauro, ti consiglio di rileggerti il rapporto del ministero sulla nidifucazione in Italia. Sarà approssimativo quanto vuoi, ma di sicuro fa un quadro più preciso di chiunque altro.

da leggere è più di blaterare 31/12/2020 10.08

Re:Il catalogo è questo

Dalle mie parti(brianza comasca)l'unica specie in aumento consederevole,sono stati gli STORNI,L'ALTRA SETTIMANA SU DI UN ALBERO DI KAKI,tutti si fermavano per fotografare l'evento, ce ne erano almeno TREMILA che banchettavano allegramente,QUESTA SPECIE quando viene riinserita nelle specie caciabili,è sempre tardi!!!!!

da Fucino Cane 30/12/2020 16.23

Re:Il catalogo è questo

Non diciamo idiozie. La diminuzione degli uccelli, nell'appennino Alessandrino fagiano e starna sono estinti da anni, dipende al 99% dai predatori. Gatti semiselvatici, volpi, faine, poiane, corvidi fanno scorpacciate di nidiacei aiutati dall'esplosione numerica dei tassi e degli istrici che distruggono sistematicamente i nidi. Chi fa un nido a terra non ha scampo.

da Mauro 29/12/2020 18.12

Re:Il catalogo è questo

Il fatto è che l'Europa dà direttive anche in fatto di agricoltura e soprattutto di ambiente. Ma qui nascono due problemi. Il primo è che molti migratori nidificano al di fuori dei confini della UE. Il secondo è che molti stati della UE non le rispettano. Fra i primi a non rispettare queste direttive agricolo-ambientali è proprio l'Italia. E' per questo che paghiamo fior di sanzioni e tutti stanno zitti. Soprattutto le associazioni ambientaliste, che evidentemente hanno altri interessi. Per questo, allora, toccherebbe a noi fare la voce grossa, invece di perdere tempo e soldi per cose che non ci avvantaggiano. Quando lo capiremo? Quando ci convinceremo che potremmo avere anche i calendari e gli elenchi migliori del mondo, ma se non ci sarà l'ambiente adatto saremo costretti a sparare a corvi, cornacchie e zanzare?

da Romano M. 29/12/2020 15.15

Re:Il catalogo è questo

Ma se si fa un censimento a livello di selvatici europei dando delle direttive a cui poi ogni stato i calendari li fanno badando ai loro interessi mentre noi in Italia siamo sempre contenti anche quando le nostre restrizioni annuali e ripeto per i ciechi annuali, le saprebbe valutare anche un profano in materia di caccia a cosa serve ? Stiamo dicendo da anni che l'Europa se volesse proteggere praticamente e non a chiacchiere oltre agli elenchi dei selvatici in cattivo stato ed in ottimo stato dovrebbe mettere in atto un calendario venatorio europeo che riguardasse non solo i selvatici ma anche direttive sul modo di gestire l'agricoltura che possa dare vita ad un'alimentazione uniforme in tutti i paesi EU per i selvatici oltre alla protezione distribuendo le aree protette la dove effettivamente servono. Il resto per me sono solo chiacchiere, forse anche le mie sono solo chiacchiere. Intanto a caccia in Italia ci andiamo con l'immaginazione, occhi pieni e mani vuote che paghiamo profumatamente. Salutiamo

da jamesin 29/12/2020 13.01

Re:Il catalogo è questo

Il mio post sotto qui elencato 28/12/2020 21.56 è stato copiato qui per errore andava da un'altra parte nel post della Caretta chiedo venia.

da jamesin 29/12/2020 12.39

Re:Il catalogo è questo

Al di la di quello che viene riportato in questo editoriale credo che ognuno di noi si sia reso conto che negli anni, per alcune specie , si è constatato un calo di presenze di specie migranti in diverse aree del paese, in contrapposizione sono aumentate le specie di corvidi. Quanto successo e che è ancora in atto, non può essere attribuito alla caccia, specie in Italia, ma alla evoluzione che ha avuto l'agricoltura negli ultimi 20 anni a livello planetario. Quindi cosa fare: ????

da bretone 29/12/2020 12.11

Re:Il catalogo è questo

Tortore e quaglie sono in calo perchè non c'è più quell'ambiente che le faceva sostare in primavera estate; per la tortora i girasoli (finanziati dalla UE) e per la quaglia maggesi e coltivi a cereali. C'è ispra e Ispra. Quella vera, almeno, dice le cose come stanno. Quella legata alla 157 (ex INFS) da quando è passata al ministero dell'ambiente (prima era alla presidenza del consiglio e prima ancora, quando c'erano soldi da spendere, all'agricoltura) è finita in mano agli ambientalisti (ieri G. Bologna dirigente pubblico e rappresentante del WWF, oggi Mamone Capria, prima portaborse di Pecoraro Scanio e presidente Lipu, oggi nella stanza dei bottoni di Costa)prendono ordini dagli ambientalisti, oltre ad avere una formazione quasi disneiana. Per i soldi, mi spiace ma molti risparmi sono stati sottratti alle giuste tasse, in collusione fra categorie e politica. Per lo storno poi, si sta assistendo a un'anomalia. E non solo per lo storno, a dire il vero, certi acquatici per esempio. Nel suo complessivo areale è in calo, e non lo possono aver dimostrato i dati italiani, e qui da noi grazie soprattutto agli oliveti è abbondante e fa danni. Bisognerebbe avere un po' più di capacità di riflettere prima di sentenziare. Resta il fatto che qui, in deroga, stante la situazione a livello internazionale, lo possiamo cacciare. Anzi, in molte zone è diventata un'attività molto praticata, nonostante le complicazioni burocratiche, mentre un tempo era in gran parte disdegnato. Concordo con Hunter74, guardate la luna, e non il dito.

da Federico F. 29/12/2020 9.05

Re:Il catalogo è questo

Magari (sicuramente) il loro areale di svernamento e riproduzione si è abbassato di latitudine scendendo dal nord Europa verso l'equatore..... ma dire che sia in declino vuol dire non sapere cosa si sta dicendo oppure non aver mai visto fuori dalla finestra. Ottime le intenzioni di Face ma serve più professionalità: non serve fare le cose se si fanno.... a cacchio.

da A.le 29/12/2020 7.19

Re:Il catalogo è questo

Torno un istante sul "serio lavoro" svolto da Face. Ultima pagina, ultima riga : sturnus vulgaris, proiezione nel medio termine : in declino. Avete letto bene il "serio lavoro" o siete soliti solo leggere i titoli degli articoli ?? Secondo questo studio lo storno è in declino. Perché quelli della Face non passano una di queste sera a Roma a vedere quanti milioni ( e ripeto.... milioni) ne volano in aria ad ogni tramonto ?? E questo accade solo a Roma.... figuriamoci in tutta Italia... Serio lavoro.... storno in declino....

da A.le 29/12/2020 6.26

Re:Il catalogo è questo

Cari amici del forum, l’articolo di cui sopra, ha evidenziato un resoconto molto importante, pubblicato da un istituto anch’esso molto importane come la FACE. Un resoconto frutto di un’indagine svolta a livello europeo e che scagiona del tutto il mondo venatorio, quale responsabile del declino di molte specie di avifauna. Una notizia che personalmente, da cacciatore ignorante quale sono, ho sempre sostenuto. Detto ciò, tengo a precisare, che far scadere i nostri commenti sull’articolo trattato, ai soldi ed ai rimborsi delle concessioni pagate, mi sembra davvero a dir poco deludente. Sa di pochezza. Preciso che non sono un riccone bensì un impiegato e che anch’io in Sicilia quest’anno, ho perso molte giornate di caccia a causa di divieti, ricorsi ambientalisti, covid, ecc.ecc.. Ma non è qui che dobbiamo chiedere i rimborsi. Non sotto questo articolo. Quello che abbiamo letto deve servire alle AAVV come propellente per partire in quarta a difesa di tutto il mondo venatorio italiano, combattendo l’ignoranza e la vergognosa falsità delle associazioni ambientaliste italiane. Deve servire da spunto ai nostri europarlamentari per far capire ad un governo miope e spudoratamente anticaccia come il nostro attuale, che è ora di smetterla con faziose ideologie contro i cittadini cacciatori e che piuttosto dovrebbe iniziare a rimboccarsi le maniche per combattere seriamente tutto ciò che è causa del vero degrado ambientale. Inquinamento in primis. Concludo ringraziando FACE per il serio lavoro svolto.

da Hunter74 29/12/2020 0.01

Re:Il catalogo è questo

Io suggerirei alla presidente Caretta, (e mi dispiace come qua sotto nessuno ci abbia pensato) : ma perchè parlare di soldi, è così semplice ridare a Cesare quello che è di Cesare caro Luca. Per quanto mi riguarda giustamente ci sono regioni che hanno dato facoltà di cacciare nel proprio ambito di caccia e per questo credo che giustamente non si ha nulla a pretendere, ma, ci sono cacciatori che in queste regioni hanno fatto il tesserino per andare fuori regione e non hanno assolutamente potuto, tesserini che si pagano anche oltre i 200 Euro. Per questo secondo me il giusto sarebbe che chi non ha potuto cacciare sia nella regione propria che fuori regione abbia diritto non alla restituzione ma di andare a caccia dove non ha potuto con lo stesso tesserino di quest'anno sia per gli ATC regionali sia per quelli fuori regione, mi sembra equo non ti pare caro Luca. Salutiaaamo

da jamesin 28/12/2020 21.56

Re:Il catalogo è questo

I soldi dei cacciatori puzzano ! Poi andiamo con il piattino in mano a chiedere soldi e ci si lamenta che in Italia le banche sono piene di risparmi cercando di prenderli di mira sorpassando sul fatto che se quei soldi li spremi esce sangue e sudore di chi li ha guadagnati con fatica e con privazioni. Allora cosa dobbiamo dire ? Non si sa incassare come fanno i privati all'estero con la caccia, i parchi Italiani quanti cacciatori, potrebbero ospitare a pagamento sempre considerando il prelievo giusto ed è ora che ce ne facciamo una ragione la caccia in Italia è questa ! Caccia i soldi e guarda come passano niente di più.

da jamesin 28/12/2020 19.49

Re:Il catalogo è questo

Uliveti senza ulivi perchè si raccolgono con le macchine, frutti di boschi spariti nella maggior parte e non si rimbosca a frutta, stoppie inesistenti in inverno, lo stallatico come concime inesistente alberi da frutta in campagna senza un frutto ci mangiamo anche le foglie ! Ecco spiegato l'arcano che si sa bene da parte di quelli che vogliono la caccia all'estero, altrimenti come si spiega che la Spagna, Grecia, etc. sono pieni ? Il riferimento all'Italia da parte di chi di dovere come giustamente dice A.le non si fa si guarda dove ancora la natura viene conservata dai grandi proprietari proprio per la caccia privata a pagamento. In Italia c'è la caccia e come se c'è !?? C'è e la caccia soldi e quando passano battigli le mani. Salutiaaamo.

da jamesin 28/12/2020 19.18

Re:Il catalogo è questo

Quando la politica ti obbliga a sottostare all'inutile e fazioso parere Ispra... e quando l'Ispra è palesemente contro ogni logica venatoria ed ambientale... lo capite da voi che la via del tramonto è segnata. Non ci vuole uno scienziato per capire come mai sono spariti passeri ed uccelletti vari: ci sono milioni tra cornacchie e gazze....e l'Ispra fa finta di nulla. Ma chi volete prendere per il @ulo ?? E lo dico anche alle AAVV che oltre ad andare a braccetto con la politica più marcia a quanto pare dopo aver preso i soldini delle tessere non fanno un @azzo in più. Che paese di @erda !

da A.le 28/12/2020 17.42

Re:Il catalogo è questo

Da quando è stata chiusa la caccia primaverile [tortore e quaglie] noi cacciatori non abbiamo visto certo un aumento di queste specie, ma un fortissimo decremento eppure e dagli anni 80 che non vengono più cacciate nel periodo aprile-maggio non essendo più cacciate ci doveva essere un numero molto elevato di questa selvaggina ed invece, sono in fortissima diminuzione. Quale è il motivo? Dateci almeno voi scienziati una spiegazione. Grazie

da Cacciatori calabresi w la caccia 28/12/2020 17.06

Re:Il catalogo è questo

Non farei il catastrofista. La situazione è seria, e l'idea che fino ad oggi è prevalsa, in Italia ma non solo, è che la causa di tutto questo sono i cacciatori. Per cui basta chiudere la caccia ai migratori, specie dopo specie, e il problema è risolto. Abbiamo anche visto che arroccarsi in difesa non funziona. Tantomeno attaccare a testa bassa con argomenti filovenatori. Dobbiamo invece fare circolare l'idea che le cause sono altrove e i cacciatori sono un aiuto e non un problema. Possibilmente con dati alla mano che mettono di fronte alle loro responsabilità coloro che davvero sono la causa di tutto questo. Contribuiremmo comunque a dare una mano alla risoluzione dei guasti e conseguentemente avremmo vantaggi anche noi. Dovremmo in sostanza essere noi le sentinelle dell'ambiente e farlo capire alla gente. È nel nostro interesse.

da Max R. 28/12/2020 16.06

Re:Il catalogo è questo

Non farei il catastrofista. La situazione è seria, e l'idea che fino ad oggi è prevalsa, in Italia ma non solo, è che la causa di tutto questo sono i cacciatori. Per cui basta chiudere la caccia ai migratori, specie dopo specie, e il problema è risolto. Abbiamo anche visto che arroccarsi in difesa non funziona. Tantomeno attaccare a testa bassa con argomenti filovenatori. Dobbiamo invece fare circolare l'idea che le cause sono altrove e i cacciatori sono un aiuto e non un problema. Possibilmente con dati alla mano che mettono di fronte alle loro responsabilità coloro che davvero sono la causa di tutto questo. Contribuiremmo comunque a dare una mano alla risoluzione dei guasti e conseguentemente avremmo vantaggi anche noi. Dovremmo in sostanza essere noi le sentinelle dell'ambiente e farlo capire alla gente. È nel nostro interesse.

da Max R. 28/12/2020 16.06

Re:Il catalogo è questo

Nulla quaestio sulle intenzioni profuse da Face e dai loro collaboratori. Solo che con questi dati non si va da nessuna parte. Dite che i tordi sono in salute ma... avete visto "quanti" ce ne sono ora in Italia : zero. Tutta sta salute io non la vedo…. Troviamo piuttosto il modo di avere dati più attinenti alla realtà ed allora ne vedremo delle belle. Altro che solo allodole e pavoncelle….

da A.le 28/12/2020 13.25

Re:Il catalogo è questo

Questi sono i dati. Sarebbe stupido non considerarli anche nella loro a volte genericità e imprecisione. Resta il fatto che fino ad oggi, le vere cause della crisi dell'avifauna sono strombazzate a discapito della caccia, mentre come si vede dipendono da ben altro. In ogni caso, chi ha dati migliori e più attendibili si faccia avanti. Un apprezzamento comunque a Face e a chi ha collaborato a questa ricerca

da Rudy D. 28/12/2020 11.57

Re:Il catalogo è questo

Pag. 49 - Song Thrush. Mi dite come si fa a credere che questi numeri siano attendibili se il delta tra il minimo (presunto) ed il massimo (presunto) sia aggiri quasi intorno al 100% ?? Volete scherzare….. vero ??

da A.le 28/12/2020 11.13