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Editoriale

Un primato sconosciuto


lunedì 26 febbraio 2018
    

 
Il patrimonio faunistico, lo sanno tutti, non si salva chiudendo la caccia, ma garantendo alla selvaggina (fauna selvatica) un ambiente sano e ricco. Il legislatore da sempre ha provato ad adempiere a questo imperativo. Spesso, purtoppo, costituendo (sulla carta)  aree protette, interdette alla caccia e dimenticandosene immediatamente, nella fase successiva che come appunto sappiamo comporta una adeguata gestione virtuosa.

Le direttive, uccelli, habitat, natura, hanno provato a imporre gli stessi obiettivi, purtroppo con lo stesso risultato, culminato quasi sempre col tentativo di chiudere la caccia e dimenticarsi del resto. Secondo le stime, in Italia abbiamo superato il 10% del territorio coperto da aree protette, e questa è una ragione dell'incontrollato aumento degli ungulati, che nei periodi di caccia aperta là  si rifugiano, stante l'anarchia che non di rado vi regna, e la legge che non fa da freno, o quasi, alle speculazioni di tutti i generi, tranne che stigmatizzare ideologicamente la caccia, senza un minimo di oggettività.

Nei parchi e nelle aree protette alligna e cresce un'altro tipo di fauna protetta, quella che va ad infoltire a dismisura i consigli d'amministrazione, i comitati di gestione, le squadre di consulenti. Quasi sempre è costituita da soggetti che si collocano socialmente alla voce "ambientalisti". A volte senza nessun altro titolo o merito.

Non paghi, gli stessi bussano a cassa millantando crediti di protettori di fauna e ambiente "in proprio". WWF e Lipu si fanno vanto di gestire le cosiddette oasi, con tanto di simbolo all'ingresso. Una goccia nel mare, se si pensa che il Panda  ha al suo attivo 30mila ettari in tutta italia, mentre l'Upupa fa bella mostra di se a guardia di 7mila ettari al massimo. Sostenuti in gran parte dalla mano pubblica, con non poca quota che sembra derivi dal 50% degli introiti delle licenze di caccia che lo Stato assegna (dovrebbe assegnare) per legge alle Regioni per finanziare progetti di conservazione.

Tutto fa, avrebbe detto quello che - appunto - dava il suo contributo personale alla conservazione del livello degli oceani. Ma, onestamente, per la conservazione degli habitat fanno molto di più i cacciatori, che anche in termini quantitativi surclassano di gran lunga sia gli ambientalisti, sia probabilmente anche la mano pubblica nel suo  complesso, se si pensa che solo in Toscana gli istituti faunistici gestiti grazie alla caccia ((ZRV, ZRC, Aziende Faunistico Venatorie, Aziende agrituristico venatorie, Zone Addestramento Cani) coprono oltre 400mila ettari di territorio.

Non sarebbe male se si cominciasse a farlo sapere in giro. Che dite?

Forse potrebbe essere anche questa la carta da giocare con la politica, e con l'opinione pubblica, per far sapere a tutti quanto ci diamo da fare per la conservazione degli habitat, per la tutela del patrimonio faunistico, per la salvaguardia del territorio in genere. Bene lo sanno i sindaci e le autorità dei comuni di provincia, quando ai cacciatori ricorrono per risolvere molte emergenze dovute agli eventi climatici, ai terremoti, agli incendi boschivi, alla cattiva gestione delle rare residue zone umide. Alla sicurezza.

Infatti, il problema non l'abbiamo in provincia, ma nelle metropoli, dove la gente è ormai prigioniera del cemento e l'unica realtà naturale di cui ha percezione diretta la trova sugli scaffali dei supermercati: polli e conigli nel cellofan, uova nelle vaschette, latte in bottiglia, e vino e olio, verdure, frutta, legna da ardere, carbone per il barbecue (sul terrazzo). Senza sapere niente del percorso (a volte di migliaia di chilometri) che questa merce ha fatto per arrivare fino a lì, senza avere un'idea o un confronto sulla fatica, sui costi, sui sacrifici di tutta quella gente che ancora si sporca le mani per fornire benessere a questa massa amorfa di consumatori.

Il mondo è cambiato, ne dobbiamo prendere atto, ma nello stesso tempo ci dobbiamo convincere noi prima di tutti che siamo indispensabili per conservare quel barlume di umanità che per millenni, nel bene e nel male, a contatto con il "naturale" ha tenuto insieme la nostra specie, nel precario equilibrio fra istinto e ragione.

Antonio De Marchi


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17 commenti finora...

Re:Un primato sconosciuto

Saro un illuso..........ma vedere che ce già chi ha capito...forse..... tutto mi rincuora ancor di piu di essere nel giusto, ......che tutto ha inizio ed una fine è biologico ......vero!!!.....cmq, come i grandi sognatori.......meglio vivere un illusione di una futuribile realta......che dismessi nell eterna depressione,nulla di personale, ciao.

da Annibale 02/03/2018 11.40

Re:Un primato sconosciuto

è arrivato Bruno il guru della caccia o meglio il Kompagno con le fette di prosciutto sugli occhi e il salame sulle orecchie ! il classico che se il partico comunista ( Renzi & comapny) gli dice che i somari volano ci crede!!! poveri noi!!!

da Caponegro 02/03/2018 9.27

Re:Un primato sconosciuto

Annibale, sei un'illuso. Il potere ha una caratteristica biologica. Rinnova se stesso facendo finta di uccidersi. Ovvero, la logica del Gattopardo. Nelle monarchie assolute era previsto anche il regicidio. Che voleva dire che il figlio uccideva il padre. Pensa un po'. Gli illusi siamo noi, che a seconda di come tira il vento ci facciamo trasportare come foglie inanimate nel mucchio dei vincenti. Le foglie secche sono già morte, Leopolda o non Leopolda. E quanto ai parchi, temo che tu non abbia capito niente. Cresceranno, non diminuiranno. Ce lo dice la storia, visto che questa parcomania, soprattutto e particolarmente in Italia, nasce sulla spinta di cacciatori (possidenti) che li hanno favoriti per impedire a cacciatori (nullatenenti) di invaderli a loro piacimento. E' una considerazione amara, ma è così.

da Bruno M. 02/03/2018 8.31

Re:Un primato sconosciuto

Bene!!....io ho il coraggio e l aspirazione al tentare di invertire la rotta, vedrai che rivoluzione nel Parco della Leopolda!!! Vedrai che fuggi fuggi.......dai Parchi !!!! Saluti

da Annibale, Genova ,Migratorista 01/03/2018 19.09

Re:Un primato sconosciuto

Annibale. Le aree protette sono quelle che hanno un riconoscimento giuridico. Basta andare sul sito del ministero dell'ambiente che ce ne rendiamo consapevoli. In alcune regioni, per quello che riguarda la caccia (157= dal 20 al 30% interdette alla caccia (non necessariamente protette), il limite è superato, ma comunque comprende anche aree demaniali. Se vince la Lega, categoria dell'improbabile, non cambia nulla, perche Pierino la dice quasi giusta. Le condizioni in cui versa il paese sono conseguenti alle persone che abbiamo mandato a governare, che - scambisti per caso - orientano o sono orientate da una burocrazia autoriproducentesi, tutti in simbiosi con coloro che le eleggono che siamo noi. Quindi sono lo specchio del paese. La Lega, da quando è nata, si è sviluppata sulla spinta di chi - democristiano del nord est, abituato a non pagare le tasse (non perchè non le doveva pagare, ma perchè godeva di connivenze) - paventava quello che fino ad oggi e anche domani, denuncia dalla bocca di un tribuno come Salvini. Che può andar bene per la caccia (costa poco a lui sostenerla)ma non influisce minimamente sui cambiamenti NECESSARI di questo sistema che oltre ad essere corrotto è anche vecchio. Abbiamo bocciato le riforme con un referendum, condannandoci a un uteriore ritardo che pagheranno i nostri figli. Anche quelli di Salvini. FORSE. Perchè loro il gruzzoletto (inteso come spalle coperte) se lo sono già garantito.

da Iso Pardi 01/03/2018 17.38

Re:Un primato sconosciuto

.......... abbiamo superato il 10% del territorio coperto da aree protette,..........caro De Marchi..........i casi son due.......o io o lei.........viviamo in un altra Italia !!!

da Annibale 01/03/2018 8.36

Re:Un primato sconosciuto

Pierino se oggi in Italia non vince laLega il Paese èfinito e conviene andarsene prima possibile.

da Ultima chance, LEGA 28/02/2018 21.34

Re:Un primato sconosciuto

Aldo,,, hai ragione ma forse verranno a patti coni figli dei tuoi figli - forse - per cui è meglio darsi una mossa adesso e subito! ma chi puo fare questo? i nostri dirigenti di associazioni? ma li avete visti alla fiera dell'EXA e poi in televisione su sky? LA MUMMIE IMPAGLAITE non sanno neppure parlare sembrano degli analfabeti ma sono presidenti ben PAGATI da noi... e non FANNO NIENTE! SERVE UN GIOVANE INCAZZATO CHE NON ABBIA PAURA DI NIENTE UN LEDER CHE AFFRONTI LA COSA CON LE PALLE SENZA PAURA E NOI DOVREMMO SOSTENERLO TUTTI UNITI... e qui casca l'asino--- noi siamo disuniti... FINE!

da Gim 27/02/2018 14.48

Re:Un primato sconosciuto

Ma chiamiamolo pure ricatto. Con certa gente devi essere schietto, deciso, inflessibile. Così si comportano loro (ormai la classe dirigente sguazza nell'emergenza, che è diventata prassi perchè apre spesso tante porte e altrettanto spesso ingrassa certi portafogli) e così dobbiamo ripagarli. E' vero! Nel giro di qualche mese-anno non sapranno più come fare e allora dovranno per forza venire a patti. Aspettiamoli al varco. Con le dovute maniere (che dobbiamo acquisire, perchè al momento abbiamo una classe direigente venatoria largamente inadeguata), potremmo riacquisire anche certe forme di caccia ormai date per perse. Per questo, visto che avremo quasi sicuramente una nutrita rappresentanza in parlamento, sarebbe bene raccomandare i più radicali dei nostri rappresentangti ad affrontare gli argomenti con garbo, con prudenza, ma senza fantasie tardo comuniste o - dio ce ne scampi e liberi - vetero-ambientaliste. La prima legge che verrà sicuramente affrontata sarà la riforma di quella sulle aree protette. La caccia, con termini espliciti, dovrà entrare nell'articolato, ai cacciatori dovra essere riconosciuto un ruolo primario per la gestione. Altrimenti che vadano a remengo.

da Aldo Fatturi 27/02/2018 8.09

Re:Un primato sconosciuto

Abbiamo adesso l'asso nella manica dicevo...ed è quello dell'incremento dei cinghiali e degli ungulati tutti. In Toscana per l'incremento di questi selvatici da pelo non sanno più come raccapezzarsi e chiedono aiuto alle squadre di cinghialai e dei selezionatori. (Premetto che non vuole essere un ricatto ma una trattativa che richiede solo equità e pari diritti tra cittadini europei). Mettiamo per ipotesi che sul tavolo delle trattative si mette il rifiuto di collaborare per controllare questi selvatici, cosa succederebbe ?? Io credo che la trattativa verrebbe a concludersi con l'ottenimento di una caccia sostenibile come quella che vogliamo (da quanto si legge) la maggior parte dei cacciatori e cioè : tanto per dirne due, parità con la legge delle altre nazioni per quanto riguarda il calendario venatorio e per secondo riforma della legge sui parchi togliendo le aree contigue e riportando rigorosamente il territorio protetto nei limiti del 30% come diceva Ettore. Non credo assolutamente che si sta chiedendo l'impossibile, a mio avviso si chiede solo equità e pari diritti da cittadini cacciatori, il dovere già lo facciamo mettendo mano alla tasca. Un saluto

da jamesin 26/02/2018 19.12

Re:Un primato sconosciuto

Non sarebbe male se si cominciasse a farlo sapere in giro. Che dite?Io concordo pienamente con Jamesin. Scusate ma è una presa in giro? Sono anni che andiamo dicendo che la caccia morirà per mancanza di territorio e voi fate finta che non ne eravate a conoscenza? Lo sapevate(vorrei sperare di si)che in Abruzzo siamo quasi al 60% di aree protette? che nel Lazio siamo al 34%? e lo sapevate che in Campania ormai non è rimasto più terreno venabile? cioè i campani pagano le tasse praticamente per detenere le armi!!! Credo che farlo sapere in giro ormai sia troppo tardi e l'unica soluzione rimane solo quella di riportare le giuste percentuali che prescrive la legge(e voi addetti ai lavori lo sapete molto bene)anche perchè qualcuno potrebbe pensare che ci prendiate in giro.Non dovete fare accordi con chi vuole far morire la ns passione come avete fatto finora e la cosa secondo me che è fondamentale è l'unità tra di noi e voi AA.VV.Saluti

da ettore1158 26/02/2018 17.27

Re:Un primato sconosciuto

Il mondo è cambiato, ne dobbiamo prendere atto...non è il mondo che è cambiato, il sole si alza x tutti la mattina, sono gli esseri umani che sono cambiati, e le mode quelle sciupano tutto! Complimenti x l'articolo

da artuto 26/02/2018 15.56

Re:Un primato sconosciuto

Notizia di ieri da TV locale, che in un'area ZPS del comune di Morconi, Benevento, stanno istituendo un impianto di parecchie pale eoliche, se la spett. DIREZIONE volesse approfondire per farci sapere ? Un saluto

da jamesin 26/02/2018 14.04

Re:Un primato sconosciuto

saggia questa considerazione....speriamo che qualcuno ne faccia tesoro

da marco 26/02/2018 13.18

Re:Un primato sconosciuto

APPERO' LA METÀ DELLE TASSE STATALI DEI CACCIATORI FINISCONO A LIPU E WWF!!! NON NE POSSO PIÙ, IL 4/3 MI RIBELLO.

da Voto a dispetto 26/02/2018 12.05

Re:Un primato sconosciuto

Non sarebbe male se si cominciasse a farlo sapere in giro. Che dite? >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>Per la verità noi lo stiamo dicendo da circa un decennio ! Ma siamo stati sempre inascoltati da quelli ai vertici della situazione, che leggono i siti di caccia ma fanno finta di non sapere neanche che esistono, tranne qualcuno che la caccia ce l'ha nel sangue sul serio, in special modo la migratoria mooolto penalizzata. Con queste elezioni l'asso nella manica avremmo dovuto tirarlo fuori per fare poker di assi, (caccia, ambiente, parchi, ruralità) ma chissà se lo hanno fatto. Non voglio prolungarmi come al solito spiegando come la vedo io e quello che c'è da fare già da domani, ma credo che come siamo messi male con la caccia e le aree protette ormai è un manifesto grande come un grattacielo. Pace e bene

da jamesin 26/02/2018 11.44

Re:Un primato sconosciuto

Bello e condivisibile l'articolo, ci siamo dimenticati però che se non creano aree protette(leggasi parchi)come fanno ha trovare lavoro e un lauto stipendio i politici trombati, i portaborse, gli amici degli amici???

da Il Nibbio 26/02/2018 11.43