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Racconti

Gambette!


mercoledì 24 agosto 2011
    

Primo settembre: apertura della caccia. A quaglie, tortore, marzaiole e combattenti. Le quaglie sorvolano i cieli senza più sostare, le tortore sono fuggite sotto la spinta dei temporali agostani, le marzaiole... chissà! E i combattenti?

Qualcuno s'era visto lungo le rive del lago. Sfogliò la vecchia enciclopedia anni sessanta e lesse: combattente, ovvero gambetta e gambettone. Rammentò che tale selvatico lo aveva interessato nei primi anni della caccia, soprattutto nei passi marzolini. Uccelli di S. Giuseppe, gli aveva sussurrato qualcuno.

Nella didascalia, si leggeva: è meno abbondante nel ripasso settembrino. Fu preso da un velo d'ottimismo e tirò fuori, dal taschino della cacciatora, un fischio d'osso con il quale si richiamavano le gambette. L'amico suggerì di ritornare alla caccia, perché sarebbe stato un ritorno alla speranza, alla vita, all'intuizione primitiva della natura. Si preparò all'apertura. Sarebbe bastato qualche stampo, un capanno di canne e un chiò – chiò ripetuto di tanto in tanto. Destinazione: Serra del Corvo, lago artificiale dove, nei mesi estivi, si raccoglievano varie specie di anatre e trampolieri, prima della partenza verso le terre di svernamento. E fra i trampolieri s'erano visti vari combattenti. La conoscenza degli uccelli lo metteva al sicuro da qualsiasi confusione e spiacevole incidente con i guardiacaccia. Fratini, gambecchi, piovanelli, pettegole, pantane, ecc. Ma era solo il combattente da individuare e cacciare. Così i due erano presenti all'apertura. Alba del primo settembre. Cielo, acque e terre, tranquilli alla luce di un sole nascente. La superficie del lago appariva piatta, immobile: solo qualche carpa guizzava. E subito, come in un rito perenne, si percepì il chiò – chiò della pantana. I due amici sgomitarono: uccelli compresi nel divieto della nuova legge! Nell'aria mattutina si levò alto il chiò – chiò del fischiatore, alternato al chiorò delle pettegole. I combattenti lo avvertirono volando decisi verso l'appostamento. Il muto splendore aurorale fu rotto dagli spari che segnarono l'apertura della caccia. Poi si intravide un altro stuolo di gambette, incredule al richiamo. Lontano fra le stoppie si percepì qualche colpo a quaglie, e poi di nuovo la quiete, col sole già sorto.

Uno svasso apparve dal nulla, a pavoneggiarsi e a tuffarsi. Possenti aironi cinerini si levarono lenti, per adagiarsi più in là, sospettosi e guardinghi. Esigevano rispetto. Guai a sparargli. Avrebbero compromesso per sempre il destino del cacciatore. Ed è giusto così.Bisogna solo ammirarli questi signori del cielo. Si rividero piovanelli, gambecchi, fratini, pantane e pettegole. Gli uccelli erano fermi sulla ripa, mentre qualche anatra si godeva la quiete delle acque. Giunse anche l'uomo con il gregge che attorniò il capanno.

Un pastore albanese, nuova genia di poveri. Il dialogo fu difficile per l'incomprensione del linguaggio. Ci si scambiò qualche sorriso. Poi si percepì nuovamente il fischio della pantana, una sola, con dietro di sé lo stuolo delle gambette. I due fischiarono e quelle, ad ali arcuate, planarono fra gli stampi. Erano ferme, immobili. Bisognava tirare all'unisono. E il precipizio del fuoco fu tale che ne caddero quattro. Erano loro, le gambette, le specie permesse e promesse: becchi dritti e neri, zampe giallognole, petto bianco con un po' di sporco grigio. Due gambettoni e quattro gambette. Viva la caccia!

 

Domenico Gadaleta

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3 commenti finora...

Re:Gambette!

Allora dal racconto quanta poesia nella caccia di ieri, e quanta pochezza in quella di oggi. La dialettica del tempo si capovolge.I somdaggi dicono che molti sono per la caccia, ma i legislatori sono tutti contro.E si corre verso paesi stranieri anche per la migratoria. E così via. E il racconto dell'oggi continua perchè i cacciatori se ne vanno.Bello e struggente.

Voto:

da da : annalisafiglia. 26/08/2011 15.35

Re:Gambette!

Racconto piacevole, basato sulla memoria storica del cacciatore che ricorda con sottile vena malinconica il tempo che fu,tempo incancellabile che fa parte della vita di chi pratica tale passione.

Voto:

da da : Titti. 26/08/2011 9.07

Re:Gambette!

Oggi il rito dell'apertura è stato mortificato dall'obbligo,almeno nella nostra regione, la Puglia, di cacciare solo la tortora selvatica.Anche le gambette dicono sia una specie compromessa.Comunque, si faccia carniere o meno, chi il primo settembre si recherà a caccia, non avrà nulla da pardere perchè stare a contatto con la natura è la ragione fondante della nostra passione che si basa sulla fede e la speranza di una domani migliore che certamente arriverà!

Voto:

da da : il figlio di Diana. 25/08/2011 9.43