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Racconti

Ultimo ripasso


martedì 15 marzo 2011
    

Quanta nostalgia penetrò nel cuore di Serio, l'uomo di valle che leggeva nei segreti della natura, nelle albe fredde e colorate, nei tramonti rosei dei giorni di pioggia, nell'alternarsi delle maree, nello stesso grido stregato della civetta. La sua mente penetrava con passione ed intuizione nella difficile logica dei mutamenti e delle previsioni. Profeta della caccia! Ma con le leggi dell'uomo aveva poca dimestichezza. Prevedendo il passo dei migratori, contattava i signori e si faceva servitore.


Ultimo ripasso! Sentiva di soccombere ad un destino ingiusto mentre remava verso un punto indefinito, ai confini col mare, donde entravano le marzaiole. E quanti inizi di primavere aveva trascorso tra quei canneti. Ma per quel dieci di marzo ancora era permessa la caccia. Si decise a vivere l'ultimo ripasso. Tirò un sospiro profondo, remò ancora un po' e giunse alla botte. Pochi cacciatori alle poste. Magro il ripasso. Attese con pazienza gli eventi. I primi chiarori apparvero lontano, l'aurora tinse il cielo di luce e qualche gambetta sfrecciò. Il silenzio la faceva da padrone, rotto dal ronzio di un calabrone. Qualcuno deluso era già in ritirata. Ma Serio sarebbe rimasto fino a mezzogiorno. Il sole era alto quando altri padulani lasciavano le poste.

Sui loro volti erano stampate le delusioni, soprattutto a pensare al futuro. Anche Serio pensò e ripensò, vivendo il presente nella memoria storica del passato. Nella vita non aveva mai smesso di sperare. Le nubi minacciavano pioggia, ma l'uomo guardava oltre le nubi. Si specchiò nella coscienza. Era vissuto di poco denaro, ricavato dalle mance dei cacciatori che aveva servito. Il suo amore rimaneva la caccia alle anatre. Poi la mente stanca si smarriva nel sogno, nel riverbero delle acque. Ma ecco dal cielo l'ultimo dono. Avvertì il gracidio delle marzaiole. Un tonfo e gli uccelli furono lì, ad offrirgli l'ultima possibilità. Con l'antico schioppo ne staccò due, nel mentre le marzaiole, accortosi dell'inganno, tentavano di recuperare gli spazi aerei. Solo un uccello rimase indenne e Serio lo salutava per le generazioni future, se caccia ci sarebbe stata.



Domenico Gadaleta

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