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lug 4


04/07/2011 16.40 

 
Oggigiorno di carabine semiautomatiche da battuta ce ne sono tante e in maggior parte sono armi esteticamente belle, ben costruite, che sparano bene e che garantiscono un’affidabilità notevole. Ma quando nel lontano 1976 io decisi di acquistarne una, senza pensarci troppo fui quasi costretto a prendere una Browning BAR Affut in cal. 270 W, perché  a quei tempi c’era ben poco da scegliere sul mercato. In alternativa potevi  trovare soltanto delle Remington modello 742, delle Ruger Carbine Deerstalking 44 magnum e, se eri fortunato, anche delle rarissime Harrington e Richardson in cal. 308 e qualche Winchester mod. 100 in calibro 308 e 284 Winchester. Devo ammettere che non mi è mai capitato né di vedere né tanto meno di provare una H & R, mentre rimpiango di non aver acquistato una Winchester modello 100 “Automatic Rifle”, forse una delle semiautomatiche più belle mai costruite.
 
Anche se quasi sconosciuta, la Winchester mod. 100 è un’ottima carabina da caccia costruita in perfetto stile americano, senza fronzoli né orpelli che è chiaramente ispirata ad un’altra arma by Winchester, la carabina M1, quella che ha armato gli alleati durante la seconda Guerra Mondiale, nel confitto coreano e vietnamita, e tuttora in servizio presso molte forze di polizia ed eserciti di tutto il mondo. Oltre alla Winchester per il modello 100 anche altri costruttori come Ruger, Erma, ecc  hanno preso la M1 come campione, con la sua linea compatta, arrotondata e senza spigoli, che è rimasta ancora insuperata per semplicità costruttiva ed efficienza.
 
La Winchester 100 funziona con il vecchio sistema di ripetizione per eccellenza di tutte le armi semiautomatiche, quello che sfrutta lo spillamento di una piccola parte dei gas propellenti. Quei gas fanno disimpegnare ed arretrare il blocco otturatore che successivamente, spinto in avanti da una robusta molla,  preleva  dal caricatore una nuova cartuccia e la spinge nella camera di scoppio pronta per ripetere il ciclo di sparo. Tale brevetto, vecchio più di cento anni, è rimasto invariato fino ai giorni d’oggi e la sua paternità spetta al grande John Browning, ma sono state la Remington e la Winchester quelle ditte che all’inizio del secolo si sono contese il mercato delle carabine semiautomatiche sportive. Winchester propose i modelli 1905, 1907 e 1910 nei calibri .32, .35, .351 e 401, ma non ebbero un gran successo, perché erano armi  particolari (per armarle occorreva premere un pistoncino posto sotto la canna all’interno dell’astina!), molto delicate, pesanti, che spesso s’inceppavano e che non uguagliavano in precisione le carabine ad otturatore. Inoltre, la loro celerità di tiro in America non serviva a nessuno, visto che in quel paese la caccia in battuta era ed è tuttora pochissimo praticata.
 
Ma i due colossi statunitensi erano sempre in competizione tra loro, e quindi se uno produceva un tipo d’arma, l’altro era quasi costretto a fare lo stesso. Così,, quando la Remington presentò i modelli Woodmaster 742 e Wingmaster 760, la Winchester per non essere da meno propose i modelli 88 e 100, uno con funzionamento leva e l’altro con funzionamento semiautomatico. La Winchester s’immerse talmente tanto nell’iniziativa che in poco più di un ventennio produsse quasi 283.000 esemplari di carabine modello 100 camerate nei calibri 243, 284 e 308 Winchester. Poi, negli anni settanta-ottanta, in Italia ci fu il boom del cinghiale. Anche in alcune zone dov’era più o meno sconosciuto, il vispo e coriaceo suide fece la sua apparizione, s’espanse e prolificò a tal punto che in alcuni casi divenne addirittura nocivo. Si costituirono le prime squadre per dargli la caccia e molti cacciatori videro nella carabina semiautomatica la scelta migliore. La carabina Winchester 100, importata dalla Winchester Italia  (con sedi a Roma e Milano), riuscì ad accaparrarsi una discreta fetta di mercato perché aveva una linea molto elegante che la contraddistingueva dalle concorrenti in circolazione. Infatti era l’unica ad avere la calciatura in un unico pezzo anziché in due e questo le conferiva un’estetica molto più simile ad una bolt action che ad una semiauto. L’arma era nata per essere competitiva e quindi, come la progenitrice militare, aveva la meccanica “incastrata” nella parte posteriore della calciatura e la canna bloccata in posizione da una semplice fascetta avvolgente in prossimità dell’apice anteriore. Un metodo funzionale ed economico di assemblare la calciatura alla meccanica, ma poco bello a vedersi. Verso i primi anni sessanta il look  della Winchester 100 Automatic Rifle venne rivisto e molto migliorato. Sparì la fascetta sulla canna, l’impugnatura e la presa anteriore vennero zigrinatate con un motivo in stile molto europeo con trama “a cesto e foglie di quercia”, venne messo un bel logo W rosso acceso nella coccia e cambiò la tonalità dei legni da giallo- chiaro a scuro – rossiccio. Chi ha avuto l’occasione di possedere oppure soltanto di vedere una di quelle versioni, sicuramente sarà rimasto molto impressionato dalla pulizia e dalla sobrietà delle linee. Beati i felici utilizzatori di quelle armi, specialmente se camerate nel potente, anche se quasi sconosciuto, 284 Winchester. Come al solito l’occasione di testare una carabina Winchester modello 100 è venuta quasi per caso. Un conoscente me ne ha portata una proprio in versione De Lux e in calibro 284 Winchester, per montargli sopra un collimatore elettronico a punto rosso. E’ ovvio che gli attacchi per la 100 sono pressoché introvabili (e sicuramente quelli originali erano dei Weaver in alluminio).
 
L’arma da me provata era in condizioni eccellenti, molto prossime al nuovo, e a nulla sono servite le offerte fatte al possessore per acquistarla. Ho tentato anche di denigrare le reali possibilità balistico - teminali del calibro, ma non ha creduto neanche a quello, perché basta provare una sola volta il 284 Winchester per rendersi conto che è veramente un ottimo calibro per la caccia al cinghiale, anche per abbattere pulitamente gli esemplari più robusti e coriacei. Mi sono dovuto accontentare di provare quel mito americano al poligono con risultati inaspettati. L’arma ha sparato molto bene e funzionato alla perfezione con le munizioni originali WW da con palla SP da 125 e da 150 grani. Peccato che l’esigua lunghezza del caricatore non permette ai ricaricatori di poter utilizzare palle più lunghe e affusolate come le Barnes X e tutta la nutrita famiglia delle “plastic point”, come le Nosler Ballistic Tip, E-Tip Accubond, Hornady SST, Swift Scirocco, ecc. Molti di voi si saranno chiesti come mai alcune delle più belle e funzionali carabine semiautomatiche non vengono più prodotte, come le Ruger Deerstalking, le Heckler & Koch 770 e 940 ed appunto le Winchester 100.
 
La risposta è molto semplice e s’intuisce smontando le armi e osservandone i particolari costruttivi. La loro produzione, molto complessa e onerosa, non era più competitiva. Le lavorazioni dal pieno con ore ed ore di manodopera specializzata non sono più ammesse per costruire un prodotto destinato al largo consumo. Questo è un vero peccato, specialmente per gli appassionati di armi da caccia, di balistica e soprattutto di tecnologia e di meccanica applicata. Con un po’ di fortuna si riesce ancora a trovare qualche Winchester modello 100 in ottime condizioni sia in calibro 308 sia in 284 Winchester, sono bellissime armi che meritano rispetto. I modelli più recenti di carabine semiauto saranno più economici, più belli e forse anche più funzionali, ma allora come mai il “Vintage” sta tornando sempre più di moda?   
 


SCHEDA TECNICA DELL’ARMA

Costruttore: WINCHESTER
Tipo: Carabina da caccia a funzionamento semiautomatico

Funzionamento: a recupero di gas, con otturatore a testina rotante con tre alette di chiusura. Presa gas regolabile e pistone a corsa breve.
Modello: 100 Automatic Rifle (esistono due versioni Base Carbine e De Lux)
Calibri: 243, 284 e 308 Winchester
Canna: in acciaio speciale lunga 22” - 559 millimetri per il cal. 308 e
19”- 483 mm per i cal. 243 e 284 Winchester.
Alimentazione: tramite caricatore bifilare amovibile da 3 -4 colpi.
Organi di mira: tacca abbattibile e regolabile Williams e mirino su rampa protetto da tunnel.
Castello: predisposto per il montaggio di congegni ottici  sia tradizionali sia elettronici
Grilletto: singolo
Sicura: a pulsante trasversale che blocca il meccanismo di scatto
Calcio: in noce americano con logo W nella coccia
Peso: 3600 grammi
Lunghezza totale 1080 mm
Produzione: dal 1961 al 1973
Catalogo Nazionale: 4087
Prezzo al pubblico: L’arma non essendo più in produzione dal 1973, oggi ha un valore collezionistico variabile secondo le condizioni dell’arma
 

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14 commenti finora...

Ciao Marco impeccabile come al solito.

da Samuele   06/07/2011 13.58

Grande Marco!!!
Bellissima arma!

da Vincenzo   06/07/2011 12.54

A tutti i miei Colleghi appassionati di caccia e di armi: Mi sono dimenticato di dirvi che se dovesse capiarvi tra le mai una Winchester 100, non ve la fate scappare. Secondo me (e la foto lo dimostra) è ancora la più bella semiautomatica mai costruita.
Un saluto a tutti Marco

da Marco Benecchi   07/07/2011 7.00

Buon giorno Marco, vorrei una risposta al mio quesito, alcuni anni or sono ho acquistato una carabina SLB
della HK in cal. 30-06 (IL PRIMO TIPO PESANTE, MA EFFICACISSIMA), dopo qualche tempo l'ho rivenduta per passare alla benelli argo, l'anno scorso sono tornato al primo amore, ho riacquistato una SLB + questa volta non HK ma HAENNEL, mi puoi spiegare quello che è successo, le carabine sono identiche, è vero che la HAENNEL ancora non è stata catalogata? allora perchè in vendita? Saluti Carlo

da CARLO 62   07/07/2011 11.23

Tranquillo Carlo che è praticamente la stessa cosa. Cambiano i nomi ma la sostanza è la stessa.
Le nuove HK - Haennel sono splendide armi, ma da "esperto" non posso proprio perdonargli che non permettono modifiche (piega e vantaggio) del calcio. Cosa FONDAMENTALE se si vuole montare un congegno di mira alternativo. Un saluto
Marco

da Marco Benecchi   08/07/2011 6.57

Bella, bellissima ...
Beato chi ce l'ha !
Ah, a proposito, se qualcuno fortunato l'avesse e volesse montarci un collimatore o un'ottica, sul catalogo della Midway parrebbe siano disponibili sia basi che anelli.
Parrebbe ... Poi bisogna sempre verificare, su queste armi non più in produzione.
Beh, Marco, ricaricando ... Si fan pure le cartuccie corte, volendo !
Che nei caricatori ci entrano.
Si, ci vuole un po' di cura, ma tutto si fa.
Personalmente sul setolone andrei su palle tozze e pesanti, piuttosto che su quelle più tecnologiche, tipo le Lapua Mega, tanto per dirne una, che nel fitto si comportano molto ma molto bene.
Concordo che il .284 sia un gran calibro, anche se misconosciuto. E difficilmente trovabile.
Un abbraccio a tutti da Walter

da OLD_Hunter   08/07/2011 7.24

non mi piace il legno !

da Marco Fabbri   08/07/2011 14.09

Marchino non fare lo strano che il legnbo te lo do in Testa!!!
Piuttosto come sta? Fatti sentire. un super abbraccio
Marco
NB x tutti gli amici di BIG. Ho tarato una S&W 4" 357 Magnum con ottica. A mt 65 3 colpi in un solo buco!!!!! Non male per un "Carabiniere". Ciao
M

da Marco Benecchi   11/07/2011 10.27

Marco, sto bene e sono app. rientrato da una scorribanda in Irlanda ai miei amati piccioni ( segue articolo su caccia +) ieri sera conatto in B.C. per la caccia all'orso nero... poi ti racconto...ciao

da Marco Fabbri   11/07/2011 11.39

3 colpi a 63 mt in un buco con un revolver ?
Beh, complimenti !
Ed ora, dimmi : quante ora ci hai messo per toglierti l'ingessatura dal braccio ? :)

da OLD_Hunter x Marco   11/07/2011 13.02

ah ah ah

da marco fabbri   11/07/2011 16.46

ciao marco,io ho tutto da imparare,vorrei perciò un tuo parere e degli altri la maggior parte selecontrollori da anni sulla proposta che ho sentito alieggiare in Toscana sulla possibilità di assegnare capi da abbattere a chi selecontrollore non è,io lo sono diventato da poco,superando gli esami,che non sono per niente facili,mi stò facendo l'attrezzatura,anche seguendo i vostri commenti,non ho ancora ricevuto il tesserino,e se vorrò esercitare nel mio distretto,forse tra due anni ce la farò.
a mio modesto parere,se ci sono capi da abbattere e non si riesce a chudere i piani,non sarebbe meglio afiancare un'altro selecontrollore,anziche rischiare che vengano abbattuti capi non contemplati vanificando cosi tutto quello che di buono è stato fatto finora,se poi questi è come me un neofita avrà senzaltro tutto da imparare da chi a molta più esperienza.........

da max1964   19/07/2011 10.34

la Toscana è stata la culla della caccia a palla in Appennino ed i regolamenti sempre molto seri in tutte le varie province. Non credo che faranno abbattere capi a gente qualsiasi .

da Marco Fabbri Caccia +   19/07/2011 15.06

lo penso anche io,però siccome dalle mie parti si dice " tanto tuono che piovve"..........

da max1964   19/07/2011 15.31

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