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Osvaldo Veneziano

Osvaldo Veneziano

Osvaldo Veneziano è nato a Roma il 31.10.1952 e vive a Cetona (SI). Durante gli studi universitari ha espresso un forte impegno nel volontariato cattolico, successivamente nel movimento studentesco per giungere all’associazionismo democratico nell’Arci.
Quale dirigente dell’Arci di Roma, ha contribuito all’organizzazione dell’indimenticabile Estate romana. Sempre a Roma, è stato pertecipe dell’organizzazione delle manifestazioni dell’Uisp denominate Corri per il verde, quando il rapporto fra ambiente e sport e, ancor meglio, l’impegno dello sport per impedire la selvaggia distruzione dell’ambiente, nelle periferie e attorno alle città, costituiva una esperienza minoritaria.
Risale a quegli anni il suo impegno nell’organizzazione e direzione dell’Arcicaccia di Roma, quindi a livello regionale e nazionale. Osvaldo Veneziano, oltre ad essere dirigente nazionale di Arcicaccia, accompagna l’esperienza venatoria con quella di membro della direzione nazionale dell’Arci, impegnata per la pace, i diritti civili, la solidarietà, contro l’emarginazione. È in quel periodo, dal 1979 all’1983, che l’Arci dà vita a nuove organizzazioni per rispondere a culture e sensibilità che si vanno affermando nel Paese, fra queste Arcigola, Legambiente, Arci Gay, Arci Ragazzi, ecc. Veneziano è fra i protagonisti di quel gruppo dirigente.
Nel 1982 è vice presidente nazionale di Arcicaccia, della quale, nel 1997 viene eletto Presidente nazionale. Nel 1999, in occasione del 30° anniversario della costituzione di Arcicaccia, promuove l’organizzazione di una importante manifestazione nazionale culturale e gastronomica denominata Caccia a Tavola. Il suo impegno attuale è finalizzato all’affermazione dei valori per i quali nacque l’Arcicaccia: affermare l’attività venatoria l’uomo che sa vivere in armonia con la natura e, anzi, può esserne uno dei protagonisti nella difesa e nella produzione di fauna e ambiente. Per questo si oppone a tutti i tentativi che cercano di far diventare o apparire la Caccia come espressione di una volontà distruttiva ed egoistica e lavora, conseguentemente, per affermare una pratica del confronto e dell’incontro fra sensibilità diverse.
Il suo obiettivo primario è: rendere possibile e consolidare irreversibilmente l’unità fra i cacciatori che condividono le finalità sopra esposte e l’incontro con gli ambientalisti non fondamentalisti e gli agricoltori.