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13/07/2018 

 
 
Non certo sparare. Iniziamo subito col dirlo. Perchè, non si sa come perché, anche se qui è quasi impensabile tirare giù qualche storno, nonostante tutti i danni che fanno, qualcuno ci crede davvero – anche nel nostro mondo – che questo continuo parlare del lupo sia una mossa frutto di chissà quali trame oscure, che ha l'unico fine di puntare i fucili contro i lupi Colpa dei tanti titoli di giornale, che non sappiamo se per malafede o pura ignoranza, continuano a parlare di caccia al lupo, che tuttavia qualche danno alla selvaggina cacciabile lo fa (cinghiali, caprioli, piccoli di cervo, per esempio).
 
Nessuno, tra i tanti che si occupano concretamente del problema, lo ha mai nemmeno pensato. O quanto meno siamo ben lontani da un simile scenario. E certo nel Piano Lupo non c'è nessuna ipotesi aperta su questo punto. Sono ormai due–tre anni che tutto si è fermato di fronte alla sola possibilità di far abbattere qualche esemplare particolarmente pericoloso, non certo dai cacciatori ma da personale esperto, alle dipendenze o sotto il diretto controllo pubblico, semmai. A seguito di rigorose verifiche tecnico-scientifiche e solo in extrema ratio. Il Ministro Costa ha detto no a questa soluzione portata avanti da Trento, sollevando la questione sotto il profilo costituizionale (ma non ha spiegato a cosa allude) e di illegittimità rispetto alla normativa Habitat, che però prevede deroghe in questi casi limite ed infatti è applicata in altri Paesi Ue, senza troppi problemi.
 
Deroghe non significa deroghe alla caccia, come qualcuno fa finta di aver capito, ma eccezione al divieto assoluto di abbattere specie particolarmente protette, che è lo status del lupo e dell'orso.Così come del resto recitano le disposizioni approvate in Trentino Alto Adige. (Giunge voce che nel frattempo il Ministro si sia confrontato con l'assessore al ramo, e che il confronto continui).

I cacciatori possono e devono dire la loro su questo problema. Non tanto per trarne qualche beneficio, ma perché sono a tutti gli effetti dei gestori ambientali. Se una specie crea un disequilibrio, chi vive in campagna o frequenta i boschi, semplicemente se ne accorge. Ma potrebbe anche fare di più. In Francia per esempio, sono gli stessi cacciatori a dare una mano a tenere sotto controllo l'andamento del fenomeno. Il monitoraggio biologico di questa specie è stata affidata all'Ufficio Nazionale per la Caccia e la Fauna Selvatica (ONCFS), che si avvale di circa 3.500 corrispondenti su tutto il territorio nazionale.
 
Questa rete assicura il monitoraggio permanente della presenza delle specie sulla base di indici di presenza (prede selvagge o domestiche, impronte, osservazioni, fotografie, escrementi, peli, ululati). Questo monitoraggio si completa con lo studio genetico della popolazione, ottenuto da campioni biologici raccolti sul campo. Grazie a questi dati si è scoperto per esempio che nell'area della Margeride, zona sud occidentale a ridosso delle Alpi, la presenza del lupo non ha nulla a che fare con le popolazioni che si trovano nell'arco alpino italiano, solitamente osservate sul territorio francese. Le analisi genetiche suggeriscono che questi lupi discendano da popolazioni provenienti dal Baltico (qualcuno paventa importazioni e ripopolamneti).

Nella scorsa stagione, 2017 - 2018, grazie a tutti i dati raccolti la popolazione dei lupi francesi è stata stimata in circa 430 individui (intervallo di previsione: 387-477). ) Con un tasso di crescita annuale di quasi il 20%. Da noi, su un territorio ridotto, rispetto a quello francese, le stime vanno da 2.500 a 5.000 unità.


Dario Coluccia

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6 commenti finora...

Re: Lupo, ecco cosa potrebbero fare i cacciatori

Ma Svizzeri e Francesi, per caso sono degli emeriti ignoranti sulla gestione lupi problematici, oppure sono persone molto più intelligenti di quei quattro tecinici faunistici laureati che non capiscono un'acca della gestione lupo, se NON COME SPARTIRE I SOLDI CHE LA U.E HA STAZIATO PER IL PROGETTO "WOLFALPS"

da Il Nibbio  23/07/2018

Re: Lupo, ecco cosa potrebbero fare i cacciatori

Stime infatti, per chi parla con i pastori e frequenta i boschi la storia è un po diversa. I lupi si stanno incrociando con i cani randagi e sta venendo fuori un lupo che ha meno paura dell'uomo e quindi preda nei greggi e molto vicino alle abitazioni. In Francia i cacciatori risarciscono gli agricoltori per i i danni della fauna perchè loro gestiscono il territorio. Lasciamo a chi ne sa meglio di noi la gestione e controllo dei lupi. Blocchiamo progetti da migliaia di euro che di fatto non fanno nulla e iniziamo a chiedere spiegazioni controllando le loro spese. I lupi sono tanti e il territorio sempre più piccolo, vedremo.

da Johnny  23/07/2018

Re: Lupo, ecco cosa potrebbero fare i cacciatori

No, caro Signor Coluccia, i cacciatori non sono dei gestori ambientali, ma degli onesti cittadini (altrimenti non avrebbero il porto d'armi) che pagano fior di quattrini per esercitare un proprio diritto, cioè cacciare. Il problema lupo non verrà preso in considerazione finchè non ci scapperà il morto. Il fatto che, oltre alla selvaggina, si dedichi alle più facile prede di allevamento (pecore e mucche) non interessa nessuno, tanto chi fa le leggi mica è allevatore.

da Mauro  21/07/2018

Re: Lupo, ecco cosa potrebbero fare i cacciatori

Salve faccio parte del gruppo coadiutori per abbattimento autorizzato delle cornacchie in provincia di Cagliari, premetto che mai parteciperei ad abbattimenti indiscriminati di specie in estinzione,ma quest'anno non abbiamo ancora avuto l'ok per gli abbattimenti cornacchie (virus aviario,febbre del Nilo, ecc.). ci facciamo un mazzo tanto (tempo ,carburante,munizioni) per dare una mano al contenimento di questa specie nociva e non certo in estinzione e leggere quanto vi documento di seguito fa veramente...i...zzare. A voi le considerazioni.

DA CAGLIARI Casteddu Online Di Fiorella Garofalo 12 luglio 2018
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Gli operatori, coordinati dalla Sala Operativa del 115, sono intervenuti con una squadra e tramite l’utilizzo di una scala hanno recuperato il volatile che è stato successivamente trasportato dentro un’apposita gabbia e consegnato alla clinica veterinaria “San Giuseppe” per le cure del caso.
Ultima modifica: 12 luglio 2018

da Bachisio Demontis  18/07/2018

Re: Lupo, ecco cosa potrebbero fare i cacciatori

La semplice differenza fra un paese che prova a capire il fenomeno ed un'altro, pieno di esperti che sanno ovviamente già tutto, che dorme nella beata ignoranza, sperando di non doversi svegliare bruscamente un giorno o l'altro.

da MarioP  17/07/2018

Re: Lupo, ecco cosa potrebbero fare i cacciatori

Be io non so quanto frequenti i boschi e la montagna ma ti posso assicurare che ce ne sono tantissimi
Roba che senti ululare 5/6 lupi su un costone e da altri due costoni altrettanti rispondono e in un territotrio di circa 3000 Ha

da endrwes  17/07/2018
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