Logo Bighunter
  HomeCacciaCaniFuciliNatura
Editoriale | Blog | Eventi | Meteo | I Video | Sondaggi | Quiz | Le Leggi | Parlano di noi | Amici di Big Hunter | Amiche Di Big Hunter | Solo su Big Hunter | Tutte le news per settimana | Contatti | BigHunter Giovani | Sondaggio Cacciatori |
 Cerca
Archivio
<agosto 2018>
lunmarmergiovensabdom
303112345
6789101112
13141516171819
20212223242526
272829303112
3456789
Mensile
agosto 2018
luglio 2018
giugno 2018
maggio 2018
aprile 2018
marzo 2018
febbraio 2018
gennaio 2018
dicembre 2017
novembre 2017
ottobre 2017
settembre 2017
agosto 2017
luglio 2017
giugno 2017
maggio 2017
aprile 2017
marzo 2017
febbraio 2017
gennaio 2017
dicembre 2016
novembre 2016
ottobre 2016
settembre 2016
agosto 2016
luglio 2016
giugno 2016
maggio 2016
aprile 2016
marzo 2016
febbraio 2016
gennaio 2016
dicembre 2015
novembre 2015
ottobre 2015
settembre 2015
agosto 2015
luglio 2015
giugno 2015
maggio 2015
aprile 2015
marzo 2015
febbraio 2015
gennaio 2015
dicembre 2014
novembre 2014
ottobre 2014
settembre 2014
agosto 2014
luglio 2014
giugno 2014
maggio 2014
aprile 2014
marzo 2014
febbraio 2014
gennaio 2014
dicembre 2013
novembre 2013
ottobre 2013
settembre 2013
agosto 2013
luglio 2013
giugno 2013
maggio 2013
aprile 2013
marzo 2013
febbraio 2013
gennaio 2013
dicembre 2012
novembre 2012
ottobre 2012
settembre 2012
agosto 2012
luglio 2012
giugno 2012
maggio 2012
aprile 2012
marzo 2012
febbraio 2012
gennaio 2012
dicembre 2011
novembre 2011
ottobre 2011
settembre 2011
agosto 2011
luglio 2011
giugno 2011
maggio 2011
aprile 2011
marzo 2011
febbraio 2011
gennaio 2011
dicembre 2010
novembre 2010
ottobre 2010
settembre 2010
agosto 2010
luglio 2010
giugno 2010
maggio 2010
aprile 2010
marzo 2010
febbraio 2010
gennaio 2010
dicembre 2009
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
mag10


10/05/2018 

 
Nel panorama confuso della caccia moderna, una delle lamentele più ricorrenti riguarda l’atteggiamento chiuso, categorico e formalmente privo di una seppur minima base razionale mostrato dal sempre maggior numero di detrattori della nostra sacrosanta passione.

Atteggiamento che non riguarda, purtroppo, soltanto la sfera del libero pensiero di ciascun cittadino, ma trova terreno fertile in ambito mediatico e, soprattutto, legislativo.

Cosa significhi tutto questo non è certo un mistero per noi che ci troviamo quotidianamente ad affrontare, oltre alle martellanti campagne mediatiche diffamatorie, un ostruzionismo amministrativo feroce e spesso folle, frutto della necessità di ottenere il facile consenso delle masse, ormai difficilmente raggiungibile in ambiti più seri.

Sono state scritte migliaia di pagine sulle ragioni di questo stato di cose cui, nei tempi più recenti, si vanno ad aggiungere i post e i relativi commenti sui gruppi di appassionati presenti nei social o in vari forum, tanto che sarebbe ripetitivo scagliarsi contro le dinamiche sociali e culturali che stanno affossando, insieme ad una passione vecchia come il mondo, anche un importante comparto produttivo e uno strumento prezioso, se debitamente impiegato, di gestione e monitoraggio ambientale.

Sarebbe opportuno, a mio avviso, provare ad interrogarsi su ciò che la caccia rappresenta per noi stessi, piuttosto che per la società, il cui parere credo venga già espresso a sufficienza.

Sento e leggo spesso riferimenti nostalgici al nostro passato, a pratiche e valori ormai dimenticati, al ruolo sociale che un tempo ci apparteneva ed era profondamente diverso da quello attuale; considerazioni dalle quali non posso certo dissociarmi.

Tuttavia è sufficiente guardarsi attorno con un minimo di obiettività per verificare la dissonanza esistente tra il ragionevolissimo dire e un certo fare della nostra categoria.

Non mi riferisco a quegli episodi deplorevoli che riempiono le cronache “verdi” relative al bracconaggio in tutte le sue forme, che vanno senz’altro stigmatizzati in primis da quanti ritengono necessario praticare un prelievo corretto e moralmente accettabile, ma a qualcosa di molto più sottile e, pertanto, pericoloso.

I tempi moderni hanno modificato profondamente la caccia, migliorando qualcosa qua e là e stravolgendo quasi tutto il resto, tanto che, a voler essere obiettivi,bisogna ammettere che è rimasto molto poco dell’originario spirito “avventuroso” che l’ha caratterizzata nei millenni.

Impossibile negarlo, anche per i più strenui sostenitori della tecnologia e della tanto decantata “etica”: basta scambiare quattro chiacchiere con un collega anziano per comprendere che a sparire non sono stati starne, conigli o frullini, ma proprio i cacciatori.

Inconcepibili, per la nostra generazione, i sacrifici fatti in un passato ormai nebbioso, quando il mezzo di trasporto principale era costituito dalle gambe, quando i pochi che vivevano in città erano costretti a pernottare fuori, all’addiaccio nella bella stagione o presso qualche pastore o contadino ospitale durante i mesi invernali.

Incredibile che cani di dubbia genealogia potessero rendersi in qualche modo utili per chi, oggi, è abituato a valutarne le prestazioni quasi a tavolino, semplicemente studiando le linee di sangue.

E che dire dell’abbigliamento tecnico dei giorni che furono? O del “parco fucili”del nostro antenato medio? Oppure (e qui ci facciamo del male) del tempo libero da dedicare alle scorribande venatorie in quei giorni lontani in cui la gente lavorava sul serio, senza fine settimana o weekend che siano?

Si potrà obiettare che tutto questo appartiene al progresso, che fa parte del gioco, che non ci si può cullare più di tanto sui sentimentalismi retorici di schioppi ad avancarica e baffi a manubrio. Logico. Come è logico che la nostra crisi d’identità non sia soltanto una questione di pubbliche relazioni, ma un problema principalmente interno.
 
Ne è prova la corsa ossessiva alla specializzazione, la ricerca di qualifiche più o meno altisonanti e classifiche che possano porci, in virtù del tipo di caccia praticato, ad un livello superiore rispetto a quello degli altri colleghi. Ci si appella di continuo a delle necessità non meglio specificate, non riuscendo tuttavia a spiegare in quale modo la promiscuità venatoria possa danneggiare la caccia stessa o i suoi praticanti, se esercitata nel rispetto delle norme vigenti.

Si rincorre, non sempre in modi condivisibili, il miraggio dell’eccellenza nelle prestazioni, ricorrendo anche alle testimonianze fotografiche, sotto forma di carnieri fiabeschi, di trofei da medaglia d’oro, di ausiliari (guai a definirli cani) infallibili, come se ci si vergognasse di quel sano approccio ludico che un tempo costituiva la parte migliore di questa attività.

Il tutto coronato da un’aura moralista degna degli anni più oscuri dell’Inquisizione, il cui unico risultato, ben lungi dal renderci amabili agli occhi di una umanità sempre più inviperita, è stato finora quello di creare ulteriori attriti all’interno della nostra compagine.
Bisogna tornare al passato, abiurare i tessuti sintetici in nome del fustagno, disertare fiere, prove di lavoro, raduni, “piattellate” e cene sociali preferendo selve e pantani?

Non necessariamente.

Ma non sarebbe male rispolverare un po’ di quella solenne leggerezza che è stata un marchio di fabbrica per tante generazioni, rendendo questa passione un percorso di vita, piuttosto che un semplice passatempo. Quella visione che, da una parte, imponeva una disciplina severa e un rigoroso rispetto della preda, dei colleghi e dell’immagine stessa che si offriva agli altri; dall’altra, la gioiosa consapevolezza che poter godere delle emozioni offerte dallo spensierato vagabondare dietro i cani, o dalle lunghe attese al capanno, in un chiaro, alla posta è di per sé una ricompensa cui nulla va aggiunto.

È paradossale che, proprio adesso che la nostra dieta è, fortunatamente, svincolata dall’esito più o meno fausto di una battuta, ci si debba accanire sul risultato finale, perseguendolo con un’ostinazione a volte puerile, dileggiando chi non ha avuto pari fortuna o talento, e sventolando la bandiera di un merito solo immaginario sul proprio personale campanile.

Non è certo stato soltanto questo a condurci sull’orlo dell’abisso attuale: mi guardo bene dal dirlo. Ma esserci concentrati troppo su ciò che gli altri pensano, e troppo poco su quello che pensiamo noi, di sicuro non ci ha giovato.


Tags:

Tuo Nome:
Titolo:
Commento:


108.162.219.20
Aggiungi un commento  Annulla 

3 commenti finora...

Re: Autocritica, questa sconosciuta

la caccia non è nè sport nè passatempo
filosofia di vita
OVVIO

da vecchio cedro  17/05/2018

Re: Autocritica, questa sconosciuta

pienamente d'accordo, bravo

da luciano  16/05/2018

Re: Autocritica, questa sconosciuta

Quoto totalmente il tuo pensiero, complimenti Luigi

da Sacripante  15/05/2018
Cerca nel Blog
Lista dei Blog