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05/09/2017 9.59 



Aerei che decollavano ed altri che atterravano ci avvertirono che finalmente eravamo nelle vicinanze dell’aeroporto di Ljubljana. Tra non molto saremmo arrivati a destinazione, una piccola frazione di Kammnik, dove avremmo trascorso qualche giorno a cacciare caprioli. Il viaggio in macchina era stato un incubo, forse a causa del fine settimana, o perché mezza Italia era in ferie, infatti avevamo trovato un traffico infernale. Il caldo poi era stato insopportabile e, dulcis in fundo, una delle macchine della nostra comitiva, mentre attraversavamo l’Austria, si era fatta beccare per eccesso di velocità. La Polizei austriaca non l’aveva perdonata, le sue pattuglie erano praticamente dappertutto e se sgarravi venivi immediatamente multato. Quella volta per fortuna furono abbastanza clementi e ce la cavammo con meno di 70 euro di multa.

Eravamo in agosto ed era la seconda volta che quell’anno ci recavamo in Slovenia. In maggio, tra un acquazzone, un temporale e un diluvio, mi ero guadagnato quattro ottimi trofei ma, proprio a causa del maltempo, non ero ritornato a casa soddisfatto. Così, quando Luciano, il patron di quasi tutte le nostre spedizioni di caccia, mi chiese se ero intenzionato a ritornarci accettai volentieri senza pensarci su due volte. In quel periodo dell’anno la caccia era aperta a tutti gli ungulati, compresa anche la selezione delle femmine. Per gli appassionati di caccia a palla ce n’erano per tutti i gusti e sopratutto per tutte le tasche!

Davanti all’unico Bar del paese trovammo ad aspettarci un folto gruppo di persone, tutti accompagnatori. Noi eravamo in otto e altrettante erano le nostre guide. Con un misto d’italiano, di tedesco e d’inglese ci demmo appuntamento per l’indomani, dopo aver discusso del tipo di caccia e della qualità dei trofei che ogni cacciatore desiderava. Io non avevo grandi pretese, a meno che non si fosse presentata l’occasione di tirare ad un maschio particolarmente interessante, mi sarei accontentato di abbattere qualche femmina, magari anche per la carne. Spero di non aver fatto inorridire nessuno con le mie intenzioni, ma chi come il sottoscritto conosce a fondo i problemi relativi alla gestione degli ungulati, ben sa quanto sia importante prelevare dal patrimonio faunistico anche le femmine ed i piccoli. La Selezione deve sempre essere sia qualitativa sia quantitativa e le regole imposte dall’Ecosistema dobbiamo rispettarle. Sono convinto che tanti scrupoli non ce li faremmo se dovessimo abbattere delle belle femmine di cinghiale o meglio ancora delle femmine di camoscio con dei trofei meravigliosi.



Chiusa questa piccola doverosa parentesi, ritorniamo alla nostra spedizione nell’Ex Yugoslavia. Una volta accordati con i nostri rispettivi accompagnatori, raggiungemmo la casa di caccia che ci avrebbe ospitato per tutta la durata della gita. Era un’abitazione abbastanza nuova, molto accogliente e confortevole, arredata in modo tradizionale con mobili rustici e tendine ricamate. Tutte le pareti, come anche i soffitti, erano ricoperte da una bellissima e profumata perlinatura in legno color miele. Il tempo di sistemare armi e bagagli, scegliere i letti e subito di corsa a cena. Il menù era un classico: affettato, formaggio, minestrina e carne in umido di cui nessuno intuì le origini. Dopo aver mangiato, a giudicare dal silenzio che regnava nella casa credo che facemmo a gara a chi si sarebbe addormentato per primo. Il mattino dopo alle tre e mezza iniziarono i preparativi. Gli zaini erano tutti pronti ed anche le armi furono tolte dalle custodie. Per il corridoio sentii anche qualche otturatore aprirsi e chiudersi. Anch'io, con i miei compagni di stanza, Pietro e Mario, feci lo stesso. Accarezzammo le nostre carabine con lussuria, come se fossero belle donne. Io e Pietro avevamo delle Remington 700 BDL, praticamente gemelle, corredate con ottiche  12 x 50 in calibro 243 Winchester, mentre Mario non rinunciava mai al suo Remington 7 mm R. Magnum. Tutti gli altri componenti del gruppo erano prevalentemente armati con carabine calibro 22-250 R e combinati calibro 5.6 x 50 R Magnum o 6,5 x 57 R. Per non perder tempo consumammo una veloce colazione in piedi, perché avevamo tutti una gran fretta di raggiungere le nostre rispettive zone di caccia. A maggio avevo cacciato per tre giorni girando intorno al cimitero del paese, sperai di cuore che quella volta Ferdinand mi avrebbe portato in posti migliori. Salii sulla sua scassata Lada Niva che puzzava talmente tanto di benzina da toglierti il fiato e dopo essermi fatto sballottare per un mezz’ora, ci fermammo al limitare di una grande radura. Persino al buio intuii che avevamo dinnanzi a noi un paesaggio da favola. In quella zona non c’erano “Ceke” (palchetti sopraelevati), così sistemammo i nostri zaini a terra in un punto da dove avremmo avuto un’ottima visuale verso il bosco, verso un campo di girasoli, un prato incolto ed una piccola tagliata. Persino un cacciatore alle prime armi avrebbe capito che quella zona era quanto di meglio si potesse avere per cacciare il capriolo all’aspetto.

L’ora che precede l’alba è quella che preferisco: qualsiasi cosa accada si va sempre incontro al giorno. Impazienti aspettammo il sorgere del sole, godendoci ancora per pochi minuti il brivido delle tenebre. Come fece abbastanza chiaro vidi un grosso cinghiale attraversare tranquillo il campo di girasoli. Lo stimai sul quintale e, economicamente parlando, sui 500–600 euro. Aveva due testicoli che sembravano un elmetto! Colpito nel punto giusto non avrei avuto nessuna difficoltà ad abbatterlo con la mia “piccola” .243. Uno sparo non troppo distante mi fece sobbalzare. Dopo pochissimi istanti ne sentimmo un altro. Era l’ora buona, dovevamo stare molto attenti. Io guardavo da una parte mentre Ferdinand dall’altra. Con gli occhi incollati al mio  8 x 42 speravo d’intravedere una sagoma rossiccia magari fra gli arbusti della tagliata, nei girasoli oppure nel prato, ma purtroppo senza successo. Fu sufficiente una lieve gomitata per farmi girare verso la direzione dove stava guardando lo sloveno, appena in tempo per vedere una femmina di capriolo che sospettosa usciva dal bosco. Mentre si dirigeva decisa verso i girasoli, muoveva le orecchie e guardava di continuo all’indietro come se stesse aspettando qualcosa. Dopo essersi accertata che non c’era pericolo, si chinò a brucare l’erbetta cresciuta rada in quell’arida coltivazione. Come se quel gesto fosse un segnale convenuto, una coppia di giovani caprioli uscì veloce dallo stesso sentiero utilizzato dalla femmina per raggiungerla al pascolo. Era piacevole spiarli, consapevoli di non esser visti. Eravamo controvento e ben riparati, così potemmo goderceli in santa pace. Ferdinand invece, da buon professionista, aveva ben altre idee per la testa. Appoggiato il “lungo” sullo zaino prese a valutare accuratamente il terzetto. Gli occorsero meno di due minuti per decidere, poi mi sussurrò: “Ok schissen! Prima boys”. Che modo simpatico usò per indicare i giovani caprioli! Quella frase mi colse alla sprovvista. Ero preparato sì a tirare ad una femmina, magari anche a due, ma non prevedevo lontanamente di dover tirare ad una madre con la relativa prole. Lo sloveno era tranquillo, quello che mi aveva appena ordinato di fare era per lui ordinaria amministrazione. Non so come l’avrebbe presa se mi fossi rifiutato di sparare. In combutta con la mia coscienza, decisi di accontentarlo.
 
Con il Geovid rilevai che il capriolo più lontano si trovava a 168 metri esatti, non erano tanti ma neanche pochi. La mia Remington era tarata a duecento metri e gli animali si trovano sotto di noi con un certo dislivello, calcolai che forse sarebbe stato meglio se mi fossi tenuto un tantino basso. Con la carabina adagiata sullo zaino ed io sdraiato in terra non avevo un buon appoggio, ero scomodo e troppo basso, decisi che era il caso di montare il bipiede. Ferdinand mi guardò perplesso ed anche un po’ divertito mentre lo innestavo sul perno della maglietta portacinghia della mia 243, che, così accessoriata, assomigliava ad una piccola mitragliatrice. Sarà etico o poco sportivo sparare a caccia con un simile appoggio? Sinceramente non lo so e non mi pongo il problema, ma so con certezza che con quel benedetto accessorio la stabilità dell’arma è praticamente assoluta.


Con calma, presi di mira il capriolo più lontano, posizionandogli il reticolo al centro della metà inferiore della spalla, armai lo Stecher Canjard, inspirai, metà aria fuori poi finalmente sfiorai il grilletto. L’animale colpito con precisione crollò fulminato. Gli altri due, dopo aver sollevato di scatto la testa, sembravano indecisi sul da farsi, ma io no, ricaricai veloce, presi di mira l’altro giovane e due secondi dopo sparai di nuovo. Soltanto quando fu rimasta sola la femmina capì che forse era meglio cambiare aria. Con lunghi balzi cercò di arrivare il bosco, ma prima che lo raggiungesse Ferdinand la bloccò con un lungo fischio modulato regalandomi così l’occasione di tirare il terzo colpo. Avevo sparato bene, quello sì, non avevo fatto feriti né provocato inutili sofferenze, ma non ero certo euforico.

I tre caprioli giacevano dove erano stati raggiunti dalle micidiali palle Ballistic Tip da 95 grani. Pensai che chi ha appeso il fucile al chiodo dopo tanti anni di caccia, deve averlo fatto dopo un episodio come questo. Credo siano quelli i momenti più pericolosi per la coscienza di un cacciatore. E pensare che se avessi fatto una tripletta come quella su tre maschi non sarei stato più nella pelle dalla felicità. Lo sloveno invece non era certo la prima volta che assisteva ad una scena simile. Mi guardò, capì il mio stato d’animo e quindi mi lasciò qualche secondo in silenzio solo con i miei pensieri. Dopo, toltosi il cappello, mi porse la mano e solennemente mormorò: “Lowskybragor”. E per tranquillizzarmi aggiunse ancora: “Tutto ok, no problema, no problema!”. Il loro piano d’abbattimento prevedeva anche l’abbattimento di un buon numero di femmine e giovani, così mi convinsi che con il mio operato avevo contribuito al benessere della specie nel rispetto dei piani di contenimento e di quell’etica venatoria che tanto amo e tanto desidero rispettare.
 
Quei pensieri riuscirono a farmi sentire parzialmente assolto dalla mia colpa. Ferdinand si avviò al recupero dei capi abbattuti, mentre io raccolsi l’attrezzatura e recuperai i tre bossoli sparati. Vicino ad un piccolo corso d’acqua pulimmo gli animali insieme, confrontando le nostre tecniche che non erano proprio identiche. Le tasse d’abbattimento per i tre capi erano irrisorie, quindi ragionando in termini di vil denaro avrei potuto continuare la caccia, ma la mia voglia di sparare era già stata appagata. Chissà, forse l’indomani sarei stato di nuovo da quelle parti a cercare un bel maschio, ma per quel giorno ero soddisfatto così. Scattammo quattro foto come ricordo (altrimenti cosa mostrerò ai nipotini quando sarò vecchio?), poi decidemmo di rientrare.

Alle nove eravamo tutti riuniti presso il solito bar. Sembrava d’essere alla fiera del bonsai. Tranne Paolo, che sfortunatamente non aveva tirato, tutti gli altri componenti del nostro gruppo avevano un rametto di abete sul cappello. Luciano ne aveva addirittura due. Io che avrei dovuto fare? Mettermene in testa tre?!! Ero felice che anche Pietro aveva abbattuto un buon capriolo con un discreto trofeo. Senza farsi incoraggiare mi raccontò entusiasta la sua avventura, ringraziandomi d’averlo convinto ad acquistare una carabina in calibro 243 Winchester. Quando venne il mio turno di narratore, Pietro riuscì a strapparmi un sorriso dicendomi: “Quando ho sentito i tre colpi ho creduto che qualcuno stava sparando alle tortore”. Andammo a vedere i capi abbattuti dai nostri amici e, all’unanimità, decidemmo che chi aveva preso il capriolo più bello doveva pagare la colazione. La caccia, si sa, mette appetito. Ci fu soltanto l’imbarazzo della scelta: caffellatte con brioche oppure wurstel e crauti con birra!


Marco Benecchi
 
 

 

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40 commenti finora...

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

"Pace Fatta"........................

Il fatto è caro Ramon che la cinta mi ha fatto DAVVERO piangere in troppe occasioni...

Meglio usarla SOLO quando serve davvero...
E te lo dice uno che caccia almeno due - tre volte la settimana con 4 cani ed a volte mi tocca tenerli a guinzaglio con il fucile....
Sottobraccio

Buona
M

NB se cacci in Austria Alto Adige, Lombardia e Veneto allora è possibile che qualche volta ci siamo incontrati nel bosco o sulle montagne...

da Marco B x Ramon  11/09/2017 18.36

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

scusami, non sono bravo come te a scrivere. per la caccia alla stanziale tengo il fucile carico ma in spalla ( mi sono spiegato male) solo per la caccia agli ungulati aspetto il momento propizio che , a volte, è anche quando si arriva in zona "buona di caccia" . Ci sono anche uscite in montagna dove non carico la carabina per tutto il giorno e rimane nella custodia in spalla! Io caccio in Austria, Alto Adige , Lombardia e veneto . Non c'è la bella Maremma ma non ci manca niente neppure a noi.

da Ramon  11/09/2017 17.14

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

Per quanto riguarda il tema cinghia si/cinghia no dico la mia. Per la caccia di selezione io uso sempre la cinghia: Poiché ho bipiede nella destra e carabina in spalla nella sx portata alla "mittel" ovvero tenendo il vivo di volata(stutzen) con la mano sx. Se mi avvicino a qualche hot spot la tolgo dalla spalla ovviamente. Quando mi apposto la appoggio al bipiede con colpo in canna e sicura. Quando caccio con il cane uso esclusivamente basculanti (doppietta cal 12 o 24) con cinghia. La tengo però in spalla solo quando ho il cane a guinzaglio o in zone dove non c'è niente. Se vedo un cacciatore idem, scarico metto in spalla saluto e vado avanti. Per il resto fucile sempre in mano pronto a sparare appoggiato con canna all insu sulla spalla dx. Premetto che caccio in pianura non in zone sporche. Quando caccio anatidi da appostamento uso semiauto cal 12 rigorosamente senza cinghia. In barca o in botte sarebbe solo d impiccio. Per il momento mi trovo bene cosi. Conosco molti amici segugisti che cacciano sempre col fucile in spalla e lo tolgono solo quando ce la parata dei cani dietro la lepre. Per me rimane un accessorio utile. Saluti

da Little John  11/09/2017 17.01

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

Ho capito benissimo non bene...
Io sono ormai tantissimi anche che faccio "almeno" un camoscio a stagione...
TUTTI gli accompagnatori che ho sempre avuto dalla Val d'Aosta alla Slovenia hanno sempre preteso (a torto o a ragione??) di avere SEMPRE l'arma CARICA col colpo in canna e con la sicura inserita.
Non so dove cacci tu, ma a volte ci è capitato di trovare subito il capo buono mentre stavamo praticando la cerca e a volte proprio "smosso" dai nostri passi..
CERTO, si spara sempre dopo aver avuto l'OK del Guardia, ma a volte MOLTO velocemente...
Come hai ben detto, siamo molto diversi...
Sia come abitudini sia come zone e compagni di caccia...
Un giorno però mi piacerebbe vederti mentre salti un fosso, una siepe o una recinzione di filo spinato e ti schizza una bella lepre da sotto i piedi o ti frulla un bel fagiano mentre:
Tiri giù dalla spalla il fucile, cameri veloce una cartuccia, togli la sicura e spari.
Complimenti, io non sarei mai capace di farlo...
Almeno con i selvatici che vivono in Maremma
Auguri per domenica
M

da Marco B x Ramon  11/09/2017 14.50

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

Caro Marco, secondo me, come sempre, non bisogna essere troppo estremisti. Mi spiego: nel precedente intervento dicevo che mi piace usare il Kip, ma ad esempio in Kazakistan a stambecchi ci sono andato con la R93 in 300WM. Così come per converso sabato ho camminato per ore in un luogo dove il fucile da tenere pronto all'uso doveva essere un pompa, per quanto era fitta la foresta. Tenere il K95 nello zaino non era certamente imprudente in quelle condizioni. E allora diciamo che ognuno poi si regola come gli pare; ma certe volte cambiare idea vuol dire ragionare

da Filippo 53  11/09/2017 13.50

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

Forse non hai letto bene : il kif non mi piace e non lo uso! Ho scritto che è il top per la caccia in montagna per la leggerezza. Torniamo alla montagna : cosa fai tiri al volo al primo camoscio che ti passa davanti? ma lo sai riconoscere un intermedio a 400 / 500 metri in tre secondi? In montagna hai tutto il tempo che ti serve per piazzare una palla al momento giusto all'animale giusto! Tutta questa fretta non serve se sai quello che devi fare. Io tengo le cartucce nel serbatoio e la metto in canna solo al momento del tiro non mi fido NEPPURE DELLE SICURE non si sa mai. E in montagna ci vado spesso , troppo.
Stessa cosa per tutti gli ungulati carabina in spalla e si tira giù al momento giusto. Ho imparato cosi e continuo cosi. Stessa cosa per il fucile a pallini sempre ben saldo in spalla per la stanziale e se un fagiano o altro vola , ho tutto il tempo per buttarlo a terra. Basta un colpo . Non uso la cinghia solo per la caccia da parata o capanno che da impiccio . cioè la tolgo all'inizio caccia e la rimonto alla fine. Come vedi siamo diversi. Non sono mai stato Kyrgyzstan ma so che è molto dura la caccia. Complimenti.

da Ramon  11/09/2017 13.49

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

Qui di grave c'è solo la CRISI ECONOMICA,
Nonostante le panzanate (per non dire peggio) che vorrebbero darci da bene...
TUTTO IL RESTO
Come diceva il grande Califfo....
Sono pure e semplici OPINIONI PERSONALI dettate dai punti di vista, dai gusti personali e...
Dall'esperienza!!!

Tu dici: ti sembra tanto grave se una volta all'anno a caccia non tengo il fucile e/o la carabina pronta a sparare?

Vuoi la verità?

Un pochino grave lo vedo per i motivi che ho elencato nell'altro posto.
PER ME, ripeto PER ME, la caccia al camoscio è TROPPO SERIA ED IMPORTANTE per cui non voglio lasciare niente al caso.
ARMA non pronta ma PRONTISSIMA è ben TRE cartucce nella carabina
Una in camera e due nel serbatoio dovrebbero bastare..

Se ben ricordo, o forse mi sbaglio, anche a te è capitato di dover "doppiare" un camoscio....
Quindi capisci benissimo a cosa mi riferisco...

A cosa serve un kipplauf????
Ad andarci a caccia, come anche un fucile ad avancarica e un monocolpo calibro 12...
Ma allora perché alla stanziale non andiamo con quello?
Stessa cosa anche al cinghiale, visto che il primo colpo "dovrebbe" essere sempre il più preciso e risolutivo.
E' una bellissima arma con pregi e difetti, come tutte le altre, ma quando si praticano CACCE SERIE E IMPEGNATIVE
Sempre SECONDO ME,
Occorrerebbe andarci con altri "ferri"..
Ricordo ancora quando cacciavo i camosci in Valsesia, quando partivamo dal BAR della piazzetta di Carcoforo con la 257 o la 270 Weath in spalla e come cominciavamo ad allontanarci dal centro abitato il Guardia mi diceva sempre: "Cartuccia in canna e arma in sicura"...
Con le case ameno di 100 metri di distanza.
Sa le risate se mi fossi presentato col mio Zanardini o col VIMA smontati nello zaino, magari avvolti in custodie rigide (perché l'arma deve essere comunque ben protetta!) o in spessi strati di panni verdi..
Chissà, forse fissati con degli elastici!!!!

Qualcuno ha detto: Il mondo è bello perché e vario (o avariato!)
Ma te lo immagini se tutti la pensassimo allo stesso modo???

Buona
M

da Marco B x Filippo,  11/09/2017 12.51

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

Ciao Marco. Sulle Diana se non ricordo male mi pare non ci siano neanche le fascette o i perni per attaccarci la cinghia... Comunque, ti sembra tanto grave se una volta all'anno a caccia non tengo il fucile e/o la carabina pronta a sparare? Vorrei, parlando seriamente, che tu ci spiegassi il concetto che c'è dietro a un Kipplauf. Perché è stato pensato e realizzato? Io credo per i motivi da me esposti, ma forse mi sbaglio... Doppiare il colpo: allora non lo prendo in considerazione. Ugualmente se intendo portarlo sempre montato. Personalissime idee di un vecchio (ahimè) cacciatore, che non sempre ragiona in termini di convenienza. Mi piace tenere sempre a mente una frase letta in un libro mezzo secolo fa, che suonava pressappoco così: "se il risultato della caccia fosse sempre scontato, manderemmo a caccia il nostro garzone"
Tanta salute

da Filippo 53  11/09/2017 12.29

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

Scusa,
Dimenticavo...
Sono stato in Kyrgyzstan due volte per un totale di 25 giorni di caccia.
Un primo "safari" da 15 ed un altro da 10.
In ambedue le occasioni ho usato SEMPRE la cinghia vuoi per i trasferimenti a cavallo e/o a piedi vuoi per l'altitudine (oltre i 4000 metri!) che praticamente ti distruggeva, avevo difficolta solo a respirare...
Ma l'arma, o meglio la carabina era sempre pronta all'uso.
Ad uno stambecco ho tirato 4 QUATTRO COLPI in 10 - 15 secondi...
Prova un po ad immaginare la scena (comica??) se avessi dovuto replicare quei colpi con un kipplauf...?
Ariciao
M

da Marco Benecchi x Ramon  11/09/2017 12.11

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

I calibri sono come tutte le altre cose in generale ce ne sono che ci fanno impazzire come altri che proprio non ti vanno giù...
A me piacciono praticamente "quasi tutti"
Non ho molta simpatia per alcuni perché SEMPRE SECONDO ME" gli riscontro più difetti che pregi...
Ma non per questo mi permetterei MAI e poi MAI di parlarne male..
Specialmente quando nel mondo sono invece apprezzatissimi da altri cacciatori che non la pensano come me...
Tutto qua
Saluti
M

da Marco Benecchi x Filippo  11/09/2017 11.53

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

Buongiorno Ramon,
Io vado praticamente a caccia circa 10 mesi l'anno e NON USO MAI la cinghia di trasporto
MAI
Ho iniziato nel lontano 1976 ed anche prima, quando avevo 9 - 10 anni andavo a caccia "tutti i giorni" con la DIANA 27 sempre senza cinghia.
In casa di cinghie ne avrò almeno una ventina alcune delle quali sono vere e proprie opere d'arte
ma le tengo, diciamo "in collezione" perché acquistate in tutto il mondo come souvenir.

Tu dici che ho : poca preparazione al tiro

Chissà? Forse

Anche se non ho ben capito a cosa ti riferisci...

Io quando vado a caccia ho SEMPRE IN MANO L'ARMA.

Sempre

Non immagini quante volte ho tirato a selvatici che ho "pestato" con i piedi...
Centinaia?
Migliaia?

Al cinghiale e per la selezione vado con l'arma NEL FODERO, raggiungo la posta, tiro fuori la carabina o l'express, partecipo alla battuta e poi a fine bracca rifaccio tutto all'inverso, ma nei restanti casi il fucile deve essere SEMPRE pronto al tiro.
In montagna la cinta devo usarla pere forza per i chilometri a piedi che mi tocca fare, perché in una mano ho sempre l'alpenstock e perché a volte ho bisogno di ambedue le mani libere.
Ma l'arma deve essere SEMPRE carica e pronta all'uso in un batter d'occhio...

MONTARE L'arma poco prima del tiro magari dopo aver avvistato il capo giusto???
Ma non mi passa neanche per il cervello, è una cosa inconcepibile per me.
Ho visto CON I MIEI OCCHI delle persone farsi cadere dalle mani canne, bascule astine e cannocchiali mentre "smontavano e rimontavano" un basculante dentro casa!!!!!
Figuriamoci farlo a 2000 metri, magari con le dita intorpidite dal freddo, su un terreno scosceso, gelato, umido, sdruciolevole e con il guardia che ti incita di far presto....
RIPETO, secondo il mio modo di vedere la caccia sono cose inconcepibili .
Non immagini quante persone ho visto che gli sono caduti i cannocchiali dalle mani. Quanti li hanno montati MALE, magari non serrando bene le due levette (vedi Blaser!)

Sempre tu dici.... In montagna un bel kif è il Top

Lo vedi? Non potremmo essere diversi.....
Per me non c'è arma peggiore...
Perché in MONTAGNA si cacciano le prede più importanti d'Europa come Camoscio Cervi e Stambecchi e la possibilità di ripetere VELOCEMENTE il colpo è
SEMPRE SECONDO ME

D'importanza vitale!!!!

Hai mai doppiato un capo con un kipplauf.??
Ferito o meno, magari da 200 metri di distanza??
Devi toglierti dalla punteria aprire l'arma estrarre il bossolo (con la speranza che il calibro sia Rimmed e non Rimmles altrimenti è MOLTO più complicato) prendere dalla tasca una nuova cartuccia, metterla in camera MAGARI ANCHE ARMARE IL CANE e poi cercare di rimetterti comodo in punteria....
Mi sono stancato solo a scriverle queste cose...
E magari nel frattempo il capo ferito si è nascosto dietro un masso e non riesci più a vederlo perché l'hai perso di vista.
Tengo a sottolineare per l'ennesima volta che queste sono TUTTE opinioni MIE personalissime dettate da 40 anni (e più) di caccia a palla....
Poi, ognuno farà ovviamente come gli pare..
Saluti
Marco

da Marco Benecchi x Ramon  11/09/2017 11.49

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

Ciao omonimo. Evidentemente io mi riferivo a situazioni limite; se un Kipplauf è smontato dentro uno zaino siamo tutti d'accordo che il problema sicurezza non esiste. Semmai il problema sarà che è impossibile sparare prima del tempo necessario al rimontaggio dell'arma + cannocchiale. Per chiarezza del mio modesto pensiero: io vado a caccia nel 99% dei casi con l'arma montata e in mano, pronta al fuoco. Ma in quel restante uno per cento, se mi trovo a camminare su terreni pericolosi (almeno per me, che non sono - purtroppo - un montanaro) preferisco mille volte tornare a casa sano e salvo e mettere in conto di non fare in tempo a sparare perché ho il fucile smontato. Cosa che peraltro non mi è mai capitata, perché normalmente la cerca dei camosci (ovviamente mi riferisco a quella caccia, per dove si svolge) avviene in spazi aperti che permettono di avvistare gli animali da grande distanza. IBAL di cuore

da Filippo 53 x Filippo 60  11/09/2017 11.07

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

Buongiorno Marco.
1) Anch'io non sono uso all'impiego della cinghia sia xè da fastidio sia xè voglio sempre sapere dove ho la canna dell'arma, carica o meno che sia (sicurezza). E' una questione di gusti, mio padre ad esempio non potrebbe farne a meno in qualsiasi condizione. La cosa meriterebbe un approfondimento, alla stregua dei militari del SAS britannico (ma non solo!).
2) Sono relativamente nuovo al rigato e sono ancora preso dalla "calibrite", diciamo per semplificare e quindi ascolto ogni parere. Hai detto che ci sono calibri che non vorresti neppure regalati indipendentemente dalle caratteristiche balistiche. Mi par di capire che ti appassionano i calibri specializzati: a ognuno il suo!!. Puoi fare un esempio, tipo xè non ti piaceil 6,5 x 55, eppure sei un fanatico del 6,5 x 57 (forse solo del Rimmed e non del rimless?. Altri calibri in lista rossa? Scuserai la tediosità, ma mi piace capire e sentire i più diversi pareri (tipo un cacciatore che sostiene che per un cinghiale occorra almeno un 300 WM, quando mio zio li atterra con un cal 20/76 e gualandi dedicate. Mah! De gustibus.... Ringrazio sentitamente. FB

da FILIPPO60  11/09/2017 10.47

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

in montagna la cinghia è INDISPENSABILE come per qualsiasi altro tipo di caccia. Poi ci sono situazioni dove la cinghia può dare noia ma solo per le caccie da fermo nella postazione alla migratoria oppure alla stanziale ma portarsi in "braccio" un fucile o carabina per una giornata intera oltre ad essere pericoloso è anche segno di poca preparazione al tiro. In montagna un bel kif è il Top a me non piace ma poterlo mettere nello zaino sai che bello!!

da Ramon  11/09/2017 7.37

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

Scusate. Stavo scrivendo che a parer mio il Kipplauf ha una sua giustificazione proprio nella possibilità di essere portato SMONTATO nello zaino. Altrimenti qualcuno dovrebbe spiegarmi a che servirebbe rinunciare a poter replicare la fucilata, per non parlare della minore stabilità della stretta astina rispetto a una qualsiasi bolt action. Ovviamente se uno vuole essere sempre pronto a fare fuoco non userà un fucile smontabile, ma ripeto, usarlo sempre montato mi pare abbastanza inutile. Tanto vale allora usare una bolt action.
PS: anch'io abitualmente non uso la cinghia, ma in alta montagna su terreni impegnativi e a volte pericolosi il discorso cambia. ...

da Filippo 53  11/09/2017 6.10

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

Ognuno è libero di fare come gli pare. Ma se applichiamo un minimo di logica ho gi

da Filippo 53  11/09/2017 5.58

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

Io che pratico la caccia alla cerca con un fucile SMONTATO nello zaino???

Più facile che cambi sesso...

Io MOLTO RARAMENTE uso la cinghia di trasporto,
Se non addirittura MAI
Giusto in montagna, quando mi occorrono ambedue le mani libere per aiutarmi a percorrere un sentiero particolarmente pericoloso,

Altrimenti ho sempre l'arma in mano .... carica in sicura ma prontissima
Sia che fosse il cal. 12 sia una 7 mm RM..

Saluti
M

da Marco B x Filippo  10/09/2017 9.36

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

Salve amici. Scusate ma non sono io fuori tema... se leggete il mio intervento ho parlato di un K95. Quanto alla possibilità di smontare il Kip, ieri mattina ho camminato quattro ore in alta montagna (sopra i 2000) su terreni molto impegnativi. Il mio K95 nello zaino neanche lo sentivo. Purtroppo non ho potuto adoperarlo ma mi ha permesso di camminare con il peso perfettamente ripartito e le mani libere. E questa comodità è fuori discussione. IBAL

da Filippo 53  10/09/2017 6.56

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

Dimenticavo...
Tanto per essere chiari e sinceri

IO , al colmo della paranoia,
(Lo ammetto)

i miei due kipplauf, anche se praticamente non li uso mai, no ho nessuna intenzione di smontarli.....
Sostanzialmente perché non ne vedo il bisogno..
Una volta "assemblati" dopo li tratto come se fossero delle normali carabine..
M

da Marco x Filippo e Giordano  10/09/2017 5.35

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

Caro Filippo, credo che tu sia finito...

Fuori tema,
Come dicevamo a scuola.

E' ovvio che un qualsiasi BASCULANTE sia predisposto allo smontaggio e al rimontaggio

Io, NOI, ci stavamo riferendo alle CARABINE con le canne smontabili...

Blaser in primis poi Merkel, Strasser, una volta anche le vecchie Mauser 66, oggi anche le Sauer, le Roessler , addirittura le nuove Sabatti
E visto che ci siamo, credo che il motivo principale per cui ho poca simpatia per le ARGO è proprio perché si prestano un po' "troppo" allo smontaggio.

Un Kip o meglio un drilling e un combinato è OVVIO che vanno smontati e rimontati più volte, ma su di una carabina sinceramente non mi piace questa operazione.
Conosco delle persone che smontano le loro Blaser COMPLETAMENTE tutte le volte che vanno a caccia.
Anche se in un giorno fanno le due uscite mattutina e serale per selezione.
Cosa per me incredibile e inconcepibile

RIPETO Per ME...

Salutoni
M

da Marco B x Filippo  10/09/2017 5.31

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

Ma di che parlate? Secondo voi uno compra un Kipplauf per tenerlo sempre montato????

da Filippo 53  09/09/2017 17.27

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

Giordano credo che sia ME travestito....

Poi, come ha ben detto Filippo:

In passato su questo Blog ci sono state molte polemiche, e so bene che MB odia ferocemente smontare le armi

SMONTARE un cannocchiale NON E' come smontare una canna.

SIA BEN CHIARO

Se gli attacchi sono di buona marca (io ne monto ALMENO dieci la settimana!)
e a REGOLA D'ARTE,

Cosa che SIAMO rimasti in pochi a fare...
Lo smontaggio e il rimontaggio "dovrebbe" essere sempre perfetto, ma smontare una canna non mi piace.
Anche se a volte (vedi Blaser!) recandomi all'estero in aereo, sono stato costretto a farlo.

Buona giornata a tutti

Io me ne vado a montare un cannocchiale da battuta (vecchio Swarovski PV 1,25 - 4 x 24) sopra ad una doppietta express con attacchi CONTESSA Simple x Basculanti

M

da Marco B x Filippo e Giordano  08/09/2017 9.44

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

io la vedo come MB le mie ottiche le blocco con la locchite e non le smonto più fino alla vendita . Oltre a questo , preferisco il reticolo balistico alla torretta con i click . uso anche le torrette ma MAI DICO MAI ottiche smontabili -molto utili per viaggiare- ma che ne so è una questione di feeling!!!

da Giordano  08/09/2017 9.03

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

A proposito di precisione, calibri, armi smontate... In passato su questo Blog ci sono state molte polemiche, e so bene che MB odia ferocemente smontare le armi. Dunque: ieri pomeriggio seduta di taratura al Poligono La Folce. Sono arrivato col mio K 95 in 6x62R nella valigetta. L'ho montato con sopra uno Sw 6-18x50. Dovevo tarare l'arma con cartucce dello stesso peso delle precedenti (95 grs.) ma T mantel anziché BTip. Tarata l'arma a 200 metri ho smontato il cannocchiale, poi l'ho rimontato. Tutti i colpi dopo la taratura (parlo di 200 metri) smontando e rimontando l'ottica non occupano più di 30 mm tra un foro e l'altro (ma certamente uno più bravo del sottoscritto avrebbe fatto meglio). Adesso MB mi farà nero... pazienza, non ho scritto per accendere una discussione, e non ho alcuna intenzione di fare polemica. Mi sono limitato a raccontare i fatti. IBAL a tutti per la prossima apertura

da Filippo 53  08/09/2017 8.32

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

"Sufficientemente" preciso
E' il termine più adatto per definire un'arma e un calibro
Perché TUTTO dipende poi dall'arma, dalla munizione e dal..
MANICO

Io con la mia 243 metto 10 colpi in 2 cm a 100 metri,
Magari c'è chi fa meglio e chi fa peggio
Per ME un'arma "sufficientemente" precisa deve dare rosate di 3 - 4 cm a 100 metri...
Laszlo, il mio amico ungherese dice che per lui va bene 15 cm x 15 se vuoi cacciare il capriolo e 30 x 30 se vuoi cacciare il cervo!!!!!!
Dovete RICORDARE che un'arma da caccia NON è come un'arma da tiro....
Siccome ORA la gente va MOLTISSIMO al poligono e quasi non va più a caccia, ci ritroviamo con tanti maniaci del buco solo...
Mario, credimi, il 243 è Più che "sufficientemente" preciso
In buone mani ovviamente e con una buona arma..
Può piacere o no, ma questo è quanto


Old ha scritto bene. 3 nel buco e due chissà dove

Quando succedono queste cose, fattelo dire da un ARMAIOLO dilettante, la colpa dei colpi falliti non è MAI del calibro ma dell'arma

Io ho Provato TUTTI i calibri del mondo..
Dal 17 Remington al 600 Nitro, molti mi piacciono molto altri non posso proprio digerirli, vedi il 6,5 x 55, che è uno dei calibri più precisi in assoluto

Questione di gusti??


Saluti
Marco

da Marco B x Mario  07/09/2017 15.40

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

Mi scuso ma scrivere sufficientemente preciso non corretto . Infatti nella balistica non esiste la parola "sufficiente" . anche a me non piace il 243

da Mario  07/09/2017 14.02

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

Old ha scritto bene. 3 nel buco e due chissà dove. Na SOLA vera e propria !

da Gino  07/09/2017 13.47

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

A Gino non rispondo perché non si presenta molto "educato"

E a ME piacciono le persone EDUCATE almeno quanto le armi precise...


Caro Walter, tu, come hai sempre ammesso, hai più passione per il poligono che per la caccia, quindi direi che sei un pochino di parte.
A ME che invece interessa più la caccia che i MOA, posso dirti che un buon 243 è "sufficientemente" preciso per praticare qualsiasi caccia.
Io ATTUALMENTE pratico la caccia di selezione con una ROESSLER Mancina calibro 25.06 e palle Ballistic Tip da 115 grani, ma credo di aver abbattuto una decina

Di...................

CAMION CON RIMORCHIO di selvatici con il 243.

CAPRIOLI DAINI MUFLONI CINGHIALI

MAI Cervi..... lo ammetto

Dai piccoli di capriolo da 15 kg ai grossi solenghi di 130...
Con la scelta giusta di palla.
Ho visto decine di caprioli allontanarsi feriti con una munizione che invece GELAVA i veri sull'ombra
Non capisco la parola SOLA, davvero non so cosa significhi.
Ovvero, da noi significherebbe che non mantiene quel che promette,
quando invece
CREDIMI
è proprio il contrario
I "COLLEGHI" giornalisti lo danno fino al capriolo, qualche coraggioso fino al camoscio?

Io LO POSSO GIURARE CON TESTIMONI, e sufficiente fino a GROSSI cinghiali

NON CAPISCO perché certe persona scatenino una tale antipatia verso un calibro, una munizione o un accessorio
Se ad uno non piace pazienza..
Non vedo il motivo di scaldarsi tanto

Solo vorrei ricordare che la MIA 243 ha le dimensioni e il peso di una grossa pistola (vedi le suddette foto!)
Con la quale posso girare tranquillamente per tutta la Maremma, non dico per tutti gli Appennini perché, come già detto, non ho avuto modo di testare il buon 6 mm sul cervo!
Io credo che molta o poca della sua fama di CALIBRO DA CACCIA il 243 se lo sia fatto sommando questi fattori:
Buona precisione
Rinculo inesistente
Pesi e ingombri delle armi che lo camerano irrisori
Una micidialità notevole
Costo adeguato delle munizioni e/o palle
Usura canne pari a zero,
etc
etc...
Poi lo sa anche UGO il mio merlo che se sali come calibro le prestazioni aumentano, ma aumenta anche qualcos'altro..
E forse qualcos'altro diminuisce...
A me il 243 piace e continuo ad usarlo a te piace il 270 WSM quando io invece non lo vorrei neanche in regalo.
PER FORTUNA non siamo tutti uguali
Saluti
MB

da Marco B x Old  06/09/2017 19.38

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

Cari amici, scusatemi se la mia ignoranza non è pari alla vostra... ma se il 243 (che tra l'altro io neppure possiedo) non va bene per il capriolo, cosa vorreste usare per un animale di circa 20/25 KG? Un 7RM? Se parliamo di gusti, come al solito, ognuno farà quello che gli pare (io ad esempio di solito uso o il 270 o il 6x62); ma giudicare scarso il 243 (una "sola") mi sembra esagerato. Ovviamente mi riferisco al capriolo. Ne ho visti alcuni tirati - non da me - con il 222 orribilmente sciupati... Senza polemica, tanto per passare il tempo

da Filippo 53  06/09/2017 19.26

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

E basta con 'sto osannatissimo .243 ...
Sembra che non ci sia altro che lui !
Diciamocele tutte e fino in fondo : il .243 è un ottimo calibro, che ha un solo difetto (e non è la mancanza di energia ...) : che NON ti puoi fidare di lui !
E' strarisaputo che se provi una rosata di 5 colpi, il .243 mette 3 colpi nello stesso buco e 2 chissà dove.
E fin qui, sei i tre fossero i primi, non sarebbe un problema.
Peccato che non sia così ... Non sai mai se i prossimo colpo andrà dove deve andare o 5 cm più in la !
Comunque, se non spari a distanze siderali, l'animale lo prendi.
Ma non facciamone un mito, per cortesia !

E se poi volete fare i "fighi", al capriolo andateci col 6 PPC, che li "piega come un libro", è strasuper preciso e, dulcis in fundo, non fa troppo rumore.
Ed è sempre un 6 mm, proprio come il .243 !
Un abbraccio a tutti da Walter

da Old_Hunter  06/09/2017 17.27

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

Il cervo maschio in Scozia ( se cervo si può chiamare) lo tiri a 100 metri al massimo con accompagnatore che ti fa due balle ! Prova a farci le femmine di cervo in pieno inverno , sulle Higlands coperte di erica dove non trovi un riparo a pagarlo a peso d'oro , con la pioggia, il vento ed anche la neve ti fanno da contorno! Come sarei curioso di vedere la "sola" 243 come funziona! ma non era questo il discorso era solo il fatto di USCIRE da questo tunnel del 243 che è UN CALIBRO NORMALISSIMO che non ha nulla di eccezionale. Per la cronaca con il "deriso" 25.06 , calibro non conosciuto in Italia a causa della cattiva informazione , mentre è molto più completo e preciso del 243 ( sola )!! ma è sempre la solita storia dei gusti!


da Gino  06/09/2017 17.03

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

L'unico difetto del .243 è di essere un pò scarso se arriva qualcosa di più grosso del capriolo, ma se l'animale è tranquillo (se agitato o ferito è diverso) si può fare.
Personalmente ho preso qualche cervo scozzese con il .243, che da quelle parti fa il 30-40% degli abbattimenti, e un collega ha preso un cinghiale da medaglia, uscito mentre aspettava il capriolo.
Se Marco, che ha pulitamente abbattuto 3 caprioli con il .243, avesse usato il .25-06 ne avrebbe forse abbattuti 30?
Weidmannsheil a tutti ma specialmente a Marco.

da bansberia  06/09/2017 15.09

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

ma cosa dici ?? se uno apre una rivista qualsiasi , un libro, uno speciale per il capriolo ecco che salta fuori la "sola" del 243 che ( non so perché) è stato battezzato da tutti come il calibro per caprioli !!!!!!!!!!!!!!!!!!! MA QUANDO MAI!! allora scriviamo bene, uno dei tanti calibri usati ( soprattutto dai meno esperti) per la caccia al capriolo. Che poi tu sia l'unico ad usarlo nel mondo della carta stampata ( ????????) non lo sa davvero e neppure mi interessa ma è un calibro troppo decantato dalle prestazioni NORMALI molo NORMALI !!!

da Gino  06/09/2017 15.00

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

il 243 è la solita sola dei giornalisti che non sanno cosa scrivere e si copiano uno con l'altro ................

Ora dovresti dirci PER CORTESIA chi sono gli altri "giornalisti" che lo usano e dove IO ho copiato un altro "collega"...

Poi magari ti rispondo meglio.

Perchè tra "colleghi" ci conosciamo più o meno tutti e, guarda caso, credo di essere l'unico ad usare ASSIDUAMENTE il calibro 243...
Quindi ATTENDIAMO TUE NOTIZIE
Grazie

da Marco B x Gino  06/09/2017 14.20

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

il 243 è la solita sola dei giornalisti che non sanno cosa scrivere e si copiano uno con l'altro . il 25/06 10 volte meglio del 243 e il 257 WM UN MUST PER LA CACCIA!

da Gino  06/09/2017 13.47

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

Ne deduco che "il qualcuno" paragona il 25.06 al 257 WM non certo il 243...

Bhe, io che li posseggo entrambi posso dirti che tra il 25.06 e il 257 Weatherby c'è più o meno la stessa differenza che c'è tra un 30.06 e un 300 Weatherby.
Uguale...

Sono due mondi completamente diversi.
Come anche le armi che li camerano....

Saluti
M

da Marco B x Paolo 79  06/09/2017 9.40

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

Oppsss.... Errore di scrittura... Volevo dire 257 weatherby

da Paolo 79  05/09/2017 20.16

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

C'è addirittura chi lo paragona al 275 weatherby....

da Paolo 79  05/09/2017 20.15

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

E' meglio una Ferrari o una Hummer?

Credo che tutto dipenda da quel che uno ci vuole fare,
Per il capriolo è sicuramente meglio il 243.
Meno distruttivo, meno rinculo, armi più corte e compatte...
Ovviamente il 25.06 è più potente, ma nell'ordine dei 250 - 300 metri il 243 è perfetto per il folletto rosso...
Il 25.06 appartiene ad un'altra categoria
Ci ho visto atterrare (non abbattuti da me!) anche grossi cervi!

Saluti
M

da Marco B x Paolo 79  05/09/2017 14.51

Re: CAPRIOLI IN AGOSTO

Meglio il 243 win o il 25-06?

da Paolo 79 x MB  05/09/2017 14.28
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