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19/05/2017 7.53 



Capalbio, Tenuta le Forane. Come tradizione vuole, ogni anno molti appassionati cacciatori di cinghiali vi si ritrovano per la battuta di fine stagione. La macchia scelta è sempre la stessa, quella del Casalone, un immenso tratto di bosco mediterraneo che Giampiero, il direttore – fattore – gestore della riserva, mantiene indisturbato tutto l’anno, proprio per quella occasione, diciamo … un po’ mondana!
 
Vista l’importanza dell’evento, l’appuntamento per il gran giorno è sempre fissato abbastanza presto, verso le otto e mezza – nove, ma io, come al solito, dopo aver prelevato nei vari BAR che circondano la “Perla della Maremma” molti cacciatori provenienti da fuori regione, e il  mio cugino Romano eravamo sul posto con largo anticipo, sempre a chiacchierare eccitati con gli amici vecchi e nuovi perché, si sa, i pettegolezzi pre e post caccia sono una tradizione comune di ogni grande battuta, specialmente quando si parla con la bocca piena e con un buon bicchiere di rosso in mano. Ovviamente c’è anche chi approfitta di quei momenti per ricontrollare e preparare armi e attrezzature, come chi più semplicemente rimane in silenzio estasiato dalla bellezza della natura circostante, dalla meravigliosa macchia dove, da lì a poco, bravi cani e tenaci cacciatori si daranno da fare con impegno.

Mentre il piazzale dello storico “Rialto dell’Uccellina” si riempiva di gente intenta a segnare i propri dati nella lista degli invitati, udivo discretamente parlare di caccia, di ottiche e di armi, di cani, fantasticando ipotetici incontri con grossi e scorbutici solenghi. Passarono pochi minuti che ci sollecitarono di prepararci che era ora di andare, di dividerci in gruppi.

Ad occhio e croce stimai che dovevamo essere almeno un centinaio di poste e che per piazzarci tutti, sarebbe occorso un bel po’ di tempo. Zaino e carabina in spalla, chiusi la macchina e m’avviai anch’io. La macchia del Casalone non è molto lontana dal Rialto così, dopo aver percorso qualche centinaio di metri, Alessandro, uno degli aiutanti di Giampiero, cominciò a selezionare le poste per poi piazzarle strategicamente in punti prestabiliti indottrinando di volta in volta i cacciatore scelti su quali fossero i loro doveri, primo tra tutti la rigida osservazione delle vigenti norme di sicurezza, poi il rispetto per l’ambiente, per la selvaggina, per i cani e per i vicini di posta.


In qualità di collaboratore della riserva ed amico personale sia di Giampiero sia dei proprietari della Tenuta, in occasione della grande battuta del Casalone scelgo dove mettermi di posta o di quale schieramento far parte. Posso scegliere se andare verso nord, verso sud, verso est o verso ovest, ma di solito decido sempre di mettermi nel bel mezzo di una tronca nel fitto del bosco. Lo faccio più per una questione di gusti personali che per altro, perché quando posso mi piace starmene da solo, lontano dalla confusione e quindi di potermi godere in intimità tutte le fasi salienti della battuta, dalla sciolta dei cani al suono di fine cacciata. Ma quel giorno, prima che partissimo, accadde qualcosa di insolito.

Giampiero mi chiamò in disparte e quasi sottovoce mi disse di non andare a mettermi nella mia solita posta, ma di recarmi con mio cugino Romano, con le poste che Alessandro avrebbe piazzato verso monte, perché dalle tracce lasciate sul terreno e da quello che aveva potuto vedere dalle fototrappole, era quasi certo che il grosso dei cinghiali doveva trovarsi proprio in quella zona. Lo ringraziai del pensiero e dell’affetto dimostrato, ma ormai avevo deciso così. Romano invece volle dargli retta e…, come vedremo, non fece bene, ma benissimo!



Aspettammo che la fiumana di persone continuasse a scorrere silenziosa lungo una polverosa carrareccia, poi io presi un sentiero verso sinistra mentre mio cugino continuò per la sua strada. Ci scambiammo un mezzo grugnito come saluto, accompagnato da un sorriso. Giunto nel posto a me familiare, cominciai con i soliti, ripetitivi preparativi. Era passato un anno esatto dall’ultima volta che ero stato là e non vedevo l’ora che la battuta iniziasse. Ero armato con la mia vecchia, si fa per dire, BAR Long Trac Eclipse Gold left hand mancina in calibro 30.06, dotata di collimatore elettronico, montato su attacchi rapidi Ultralow Contessa in versione satinata Silver.
 
La caricai con cinque cartucce originali Winchester Extreme Point da 150 grani poi mi sedetti sullo sgabellino a treppiede e l’adagiai di traverso sulle gambe. Mentre ero rilassato in attesa dell’inizio della battuta, studiai con occhio critico la zona, ipotizzando alcune possibili situazioni, decisi di non toccare niente nel bosco, perché mi ritenni abbastanza soddisfatto di come si fosse trasformata in un anno la vegetazione. Controllai per l’ennesima volta che il Punto Rosso fosse acceso, poi spensi la radio ma mantenni acceso il telefono cellulare nella modalità "silenzioso". Data l’ampiezza della zona di caccia, il suono del corno d’inizio non lo sentii neanche arrivare; erano quasi le undici del mattino quando invece sentii i primi abbai seguiti subito dopo anche da alcuni spari. Quando si organizzano battute così grandi, si liberano diverse mute di cani praticamente lungo tutto il perimetro del bosco. Anche dov’eravamo noi fummo subito in cacciata, ma senza che udissi gli “abbai giusti”. Che i cani avessero percepito qualche buona usta era palese, ma dopo una buona mezz’ora non era ancora esplosa nessuna vera canizza nelle vicinanze.

Dov’era mio cugino Romano invece, mi sembrava che stessero dando in tv “Salvate il soldato Ryan”. In lontananza si udivano delle scariche come se fosse artiglieria contraerea. La giornata era mite, senza vento e concedeva una percezione uditiva eccellente. Così mi permisi il lusso di dare una sbirciatina al display del cellulare per vedere se ci fossero novità. Infatti contai ben tre chiamate senza risposta e tutte fatte dal mio caro cuginetto. Lo richiamai immediatamente e lui rispose al primo squillo farfugliando parole indistinte. Capii soltanto:” Tanti cinghiali… Padelle…. Forse …. Ferito ….. Il mio vicino….” Allorché, incuriosito, gli mandai un sms per sapere cosa fosse successo e lui allo stesso modo mi rispose che in due, con il suo vicino di posta, avevano già tirato molti colpi a diversi cinghiali. Maledissi sia la mia testardaggine sia il fatto di non aver dato ascolto al signore indiscusso di quei boschi, a mastro Giampiero.

Poi cercai di farmene una ragione, anche perché la battuta era ancora in corso e la speranza è sempre l’ultima a morire. Ricontrollai per l’ennesima volta che il punto rosso fosse acceso e stetti pronto. Alla mia destra sentii “rompere” rovinosamente nel bosco, segno inequivocabile che un cinghiale stava arrivando in gran carriera. Alzai la BAR ed attesi. Pochi secondi dopo nel sottobosco, ad una ventina di metri di distanza s’affacciò un grosso testone irsuto che ricevette subito una micidiale Extreme Point Winchester capitolando all’istante. Automaticamente rimpiazzai la cartuccia sparata e mi rimisi in posizione.

Aspettai qualche minuto immobile e in perfetto silenzio per vedere se ci fosse qualche altro selvatico in arrivo, poi mi feci coraggio e mossi furtivo qualche passo per cercare di capire meglio cosa avessi abbattuto. Sperai che fosse un bel verro e magari anche portatore di un buon trofeo da poter mettere al muro. Vedevo bene la sagoma scura a terra, ma non riuscivo a scorgere né il muso né i quarti posteriori. Tornai alla posta rassegnato e più curioso che mai, ma avrei dovuto aver ancora pazienza. La battuta era ancora in corso e quindi chissà se Diana e la Dea bendata mi avrebbero riservato ancora? Decisi di mandare un messaggio a Romano per comunicargli la bella notizia ma, come aprii il cellulare, vidi che era strapieno di chiamate perse e di sms da leggere.



Erano tutti di Romano! In uno di essi mi diceva di aver tirato a cinque cinghiali, di averne preso uno e di averne “forse ferito” un altro, mentre il suo vicino di posta ne aveva già abbattuti addirittura quattro!! Erano notizie talmente “scioccanti” che non ebbi nessun dubbio a ritenerle vere! A volte il destino è davvero beffardo. E dire che mi ero anche scelto dove mettermi di posta. Giurai a me stesso che in futuro avrei sempre ascoltato i consigli di Giampiero, anche se li avessi ritenuti sbagliati o stravaganti. Intanto la battuta infervorava. Udivo canizze e spari in lontananza ma anche abbastanza vicini, ma non mi feci molte illusioni perché sapevo che il grosso della battuta ce l’eravamo già goduto.

Aspettavo il suono della tromba di fine cacciata, curiosissimo di sapere con certezza cosa avevo abbattuto e soprattutto cosa aveva combinato Romano. A quel pensiero mi venne istintivo orientare la mia attenzione verso la sua direzione, ma non mi sembrò più di udire spari provenire da quelle parti. Una leggera fame, più che l’orologio, mi rammentò che doveva essere abbastanza tardi ed infatti, subito dopo, nella valle echeggiò il suono liberatore del corno che comunicava la fine della cacciata. Per prima cosa scaricai la BAR, l’adagiai sul fodero, poi letteralmente corsi a vedere finalmente da vicino com’era il cinghiale che avevo abbattuto. Appena scorsi il muso, molto affusolato e privo di difese, non ebbi più alcun dubbio che fosse una grossa scrofa. Me ne rammaricai un poco di averla abbattuta, perché mi sarebbe veramente dispiaciuto se fosse stata pregna.

Così la trascinai allo scoperto per verificare il gonfiore del ventre e le dimensioni delle mammelle e per controllare anche gli effetti teminali–balistici delle nuove munizioni Winchester Extreme Point da 150 grani. Con sollievo vidi che era sgonfia ed asciutta, segno che oltre a non essere incinta, non aveva neanche partorito di recente. La palla era penetrata nel collo longitudinalmente al corpo senza fuoriuscire e provocando una morte istantanea. Sperai che non dovesse toccare a me pulirla, perché non sarebbe certo stato un bello spettacolo! Verro o femmina, io non faccio destinzioni, purché l’azione di caccia sia stata bella, emozionante e corretta.

Quella scrofa era pur sempre uno splendido esemplare che stimai sugli ottanta chilogrammi di peso e quindi che meritava di essere immortalato in foto. Come mia abitudine, mi adoperai per metterla in posa, ma quando cercai le zampe posteriori per rigirarla, vidi che una non c’era! Soltanto allora mi resi conto che la vecchia scrofa aveva tre gambe. Non me n’ero accorto né mentre la esaminavo né tanto meno quando l’avevo abbattuta, tirandole in piena corsa. Al posto della zampa posteriore destra aveva un moncherino completamente cauterizzato. La menomazione era così perfetta e ben messa che quasi mi venne il sospetto che potesse addirittura essere nata così. Molto più probabilmente quella malformazione era invece dovuta ad un vecchio colpo di fucile, ma non ci avrei scommesso sopra.

Il rientro fu veloce e nel giro di un’ora il piazzale dell’Uccellina, da color grigio-crema, divenne sempre più bruno-scuro. I trattori sembrava non finissero mai di portare cinghiali. Stava calando la sera quando tirammo il conto finale. I capi abbattuti erano stati una cinquantina, anche se indubbiamente era un tableau di tutto rispetto, non lo ritenni eccezionale per la grande battuta del Casalone. Fu piacevole notare che tra i capi abbattuti c’era un’alta percentuale di bei capi, poche scrofe gravide e che tutte le mute in campo non avevano subito gravi danni. Ma io non ero affatto soddisfatto del risultato, almeno finché non avessi scovato mio cugino e mi fossi fatto raccontare cos’era accaduto dov’era lui di posta! Data la sua altezza esagerata che sfiora i due metri, lo vidi arrivare da lontano, claudicante perché era reduce da una brutta caduta. Dall’aspetto non mi sembrò troppo felice. Appena mi raggiunse mi raccontò di aver vissuto più o meno un incubo, venatoriamente parlando s’intende. In poche parole disse che tra lui e il suo vicino di posta erano passati molti cinghiali e che pur intravedendoli sempre male, gli sparava ugualmente. Era certo di averne abbattuto uno di una quaranta chili e “forse ferito” un altro.

Ma non seppe (o non volle) dirmi con precisione quanti colpi avesse tirato. Mi scappò un sorriso quando mi chiese le chiavi della macchina e lo vidi allontanarsi con le tasche della giacca gonfie di bossoli tintinnanti! Comunque il massimo della depressione la raggiunse durante il pranzo, quando mi raccontò cosa invece avesse fatto il suo vicino di posta, praticamente quello che si era messo dove secondo Giampiero avrei dovuto mettermi io. Disse che aveva sparato di continuo, non ricordava di preciso quante volte e quanti colpi aveva tirato, comunque aveva abbattuto ben quattro cinghiali. Aspettammo la spartizione dei capi per prenderci il nostro meritato pezzo di carne poi, lungo la strada che ci avrebbe riportato a casa, stanchi ma felici, ripensai a quel giorno. Era andato tutto piuttosto bene, a Romano era tornato il buonumore ed anche io ero soddisfatto. Avevo dovuto accontentarmi di aver sparato un singolo colpo, ma come dice il proverbio: “Tutto è bene quel che finisce bene e l’ultimo chiuda la porta”. Non mi rimane altro da fare che darvi l’appuntamento per il prossimo anno, con la speranza che la sorte sia più benigna con tutti noi. Arrivederci alla prossima.


Marco Benecchi
 
 
 


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17 commenti finora...

Re: La scrofa a TRE GAMBE

SANELLI---- SUPER COLTELLI----- ne ho uno (sbagliato) cosi mi anno detto perchè montato su manico di legno nel periodo della plastica usato x anni scannare sventrare spolpare, sempre pronto al proprio dovere. in totale ne ho ancora 8 / 10 piu o meno consumati 5 gustav einken solingen 1 bufalo il resto SANELLI. peccato che ormai sia tutto finito purtroppo. ciao a tutti gc

da carlo48   27/05/2017 12.57

Re: La scrofa a TRE GAMBE

Tutto sommato quello che uso in foto è "stato" un buon coltello...
Oramai è quasi finito dalle troppe affilature...
Un giorno ho tentato di contare quanti animali ho....
Lavorato in vita mia
ma mi sono dovuto arrendere...
Non ce la facevo a tenere il conto,
Comunque qualche migliaio di sicuro...
Per me, diciamo nella mia "professione" i coltelli sono sempre stati "l'incubo peggiore"
Ora uso esclusivamente OPINEL n° 10 - 12 e due - tre modelli da macellaio (per sfilettare e da sgrosso)
della ditta SANELLI,

Il problema del sezionare i capi abbattuti è il PELO,
il filo se lo mangia...
Per non parlare delle setole.....

Ho usato anche dei coltelli fabbricati da me ricavati da varie lame di seghetti alternativi in HHSS svedese,
Ma hanno un acciaio talmente duro da richiedere sempre la mola per ravvivare il filo..
La prima volta che Filippo mi ha visto eviscerare un cinghiale "al buio" s'è impressionato.........
Poi però ci si è abituato......

Saluti
M

da Marco B x Carlo   27/05/2017 10.44

Re: La scrofa a TRE GAMBE

ciao marco forse usavo coltelli seri e mi sono chiesto, che fa marco con un chiodo insanguinato in mano?? chiedo scusa x la battuta tanto x movimentare un po il blog ciao e complimenti di nuovo x il tuo più bel trofeo, la miglior soddisfazione x i genitori. salute a tutti

da carlo48   27/05/2017 9.42

Re: La scrofa a TRE GAMBE

Il mio Trofeo più importante...
Sicuramente il più faticoso e... costoso
Saluti
Marco

https://www.youtube.com/watch?v=4qMdD0F5Xh4&t=30s

da Marco B x Tutti gli amici del BLOG   24/05/2017 13.06

Re: La scrofa a TRE GAMBE

sulla radio e telefono hai ragione !

da Bracca   23/05/2017 11.18

Re: La scrofa a TRE GAMBE

Bracca
Si ho fatto 7 cinghiali con 9 colpi in una posta in un campo A SORTEGGIO dove se non fosse stato a sorteggio non ci sarei andato NEANCHE MORTO.

Poi, li ho fatti che ANCORA DOVEVA INIZIARE LA BATTUTA,
Che ancora dovevano sciogliere i cani............

Ci sarebbe da chiacchierare pacificamente x tre anni.
Innanzi tutto i cinghiali VOGLIONO TORNARE SEMPRE A CASA LORO.........
Dato che non sono tordi di entrata
i cinghiali ESCONO sempre da qualche forteto, riserva o divieto poi
una volta scovati e messi in piedi
VOGLIONO TORNARE A CASA LORO...

Quindi le poste piazzate DOVE i cinghiali sono usciti e dove vogliono tornare, sono da preferire.

SU QUESTO NON SI DISCUTE...

Io mi sono sempre sforzato di dire che tra TUTTE le poste ben messe
Chi sa stare MEGLIO alla posta, a fine anno tira a qualche cinghiale in più....

Questo è quanto

Poi è ovvio che i cinghiali, come tutti i selvatici, hanno delle vie "preferenziali" ma quando sbranchi il branco i porcastroni da 35 - 50 kg vanno da tutte le parti specialmente se tallonati a corto da 20 cani
Più facile che una vecchia scrofa o un grosso solengo vengano a passare nei loro trottoi più noti e frequentati.
Io abito in Maremma dove è NATA la caccia al cinghiale, sui monti della Tolfa, Santa Severa, Bracciano, Canale, Manziana, etc...
Dove una macchia di 400 ettari si faceva in 20 persone, oggi ce ne vogliono 200

Dove chi andava ad "assestare" (tracciare) poteva scegliere dove mettersi di posto
E di solito un buon cacciatore si metteva sempre nelle vicinanze di dove aveva visto le tracce dei cinghiali uscire dal divieto....

tu dici: la favola del bravo cacciatore è una bufala!

Credimi, io sono 50 anni che pratico la caccia al cinghiale e ho visto delle cose stando appostato vicino a certi cacciatori da risultare incredibili.
Per non parlare ora delle radioline e dei cellulari.
Ho VISTO CON I MIEI OCCHI gente chiacchierare al telefono e per radio con i branchi di cinghiali "impostati" fermi davanti.....

Gente che era VICINO A ME....
Quindi... in poste diciamo buonine.
Gente che puntualmente poi si è lamentato perché non ha sparato.
Caro BRACCA ricordati che una buona posta 7 cinghiali su 10 li abbatte a FERMO o quasi, che arrivano silenziosi, "scanati" o molto avanti ai cani...
E se NON SAI STARE bene alla posta..
Mangi poco
Saluti
M

da Marco B x Bracca   23/05/2017 10.01

Re: La scrofa a TRE GAMBE

la favola del bravo cacciatore è una bufala! si sa bene dove vanno a parare i cinghiali nel 70% dei casi! e sono sempre i solti posti che sparano e qualche volta le poste di ripiego che servono solo per deviare i cinghiali nelle poste NOTE! Io ti posso dire a seconda del vento ( che poi può cambiare venti volte in una giornata) dove usciranno gli animali nel 90% dei casi! NEL LUOGO DOVE CACCIAMO NOI! siamo grandi non raccontiamo le cose non vere! certo c'è sempre quel 30% che può arrivare chissà dove ma il 70% si sa già dove andrà a finire. Chissà perché hai fatto , se ricordo bene, 7 o 9 cinghiali in una posta a sorteggio o no? io no ci credo che era a sorteggio !

da Bracca   23/05/2017 8.10

Re: La scrofa a TRE GAMBE

Innanzitutto dipede soprattutto in che punto della cacciata vengono trovati gli animali.... poi in che zona loro sono abituati a transitare ( di solito è quella che prendono appena partono ) poi sicuramente i due o tre passatoi meglio che si trovano in quella zona....
Dopo cio... (secondo il mio parere e quello che ho potuto capire negli anni a caccia) viene il vento, le chiacchere, il fumo ecc... Quindi anche io sono concordo nel dire che in linea di massima ci sono SEMPRE poste migliori, cosiddette da raccomandato.... E personalmente preferisco fare la CONTROPOSTA i quei posti che la prima linea in altri....

da Paolo 79   22/05/2017 21.13

Re: La scrofa a TRE GAMBE

Non va verso il cacciatore più diligente?
Va dove lo spingono i cani?
Forse i cinghiali dove vivi tu...
Questo non lo so, ma da noi in Maremma se tu alla posta fai "casino" ti muovi, fumi, chiacchieri, sei improfumato, ti agiti e così via, NON ESISTE muta in grado di far venire un cinghiale da quelle parti..
Poi la cosa più IMPORTANTE è il VENTO...
Se sei a vento cattivo potresti aver fortuna ad avvistare un cinghialotto di 20 kg terrorizzato dai cani,
Ma da 40 - 50 kg in su scordatelo....
Saluti
M

da Marco B x Cesare   22/05/2017 15.07

Re: La scrofa a TRE GAMBE

il sorteggio mi sembra che venga eseguito ovunque poi la fortuna è molto importante! non è proprio vero che il cinghiale va verso il cacciatore più diligente ( quando mai???!!) va dove lo spingono i cani ed è imprevedibile sempre! non credo alle poste certe 100% NON ESITONO!

da cesare   22/05/2017 13.29

Re: La scrofa a TRE GAMBE

Andata
M

da Marco B x Davide   19/05/2017 21.21

Re: La scrofa a TRE GAMBE

Andata
M

da Marco B x Davide   19/05/2017 21.20

Re: La scrofa a TRE GAMBE

Ti prendo in parola solo SE scommettiamo una cena.

da Davide   19/05/2017 20.24

Re: La scrofa a TRE GAMBE

Ti prendo in parola solo SE scommettiamo una cena.

da Davide   19/05/2017 20.23

Re: La scrofa a TRE GAMBE

Dimenticavo

Se ti farà piacere
La prossima stagione ti inviterò io a partecipare ad una delle battute che organizzo e ti farò mettere VICINO A ME DI POSTA...
Così vedremo come andrà a finire.
Prendi contatti con la Redazione
Saluti
M

da Marco B x Davide   19/05/2017 15.54

Re: La scrofa a TRE GAMBE

Magari fosse come dici tu....
Quante fototrappole occorrerebbero?
20? 30?
Giampiero ne ha una sola che di solito piazza dove una volta si faceva il "governo"....
Anche tu sei uno di quelli CONVINTI che il cinghiale va in una determinata posta come se seguisse un tunnel metallico?

Sbagliato

Il cinghiale va verso il cacciatore che sa stare MEGLIO di posta di un altro.
Quello più immobile, che emana meno odori e che Spara anche meglio

Hai detto BENISSINO!!!
Ssu 100 cacciatori avranno sparato la metà, ma TUTTI hanno avuto un cinghiale che gli ha "transitato" più o meno vicino.....

Puoi scegliere il VERSANTE, ma scegliere una posta sicura puoi farlo solo quando cacci vicino ad un divieto RECINTATO a rete e ti metti davanti ad un buco (succede spessissimo)

Spero di essere stato abbastanza chiaro..
MB

da Marco Benecchi x Davide   19/05/2017 15.45

Re: La scrofa a TRE GAMBE

Da questo bel racconto si evince chiaramente che:
Su cento presenti sono stati abbattuti cinquanta capi; di questi qualche partecipante ne ha abbattuti più di uno, ergo più di cinquanta partecipanti non hanno battuto chiodo pur essendoin AFV; ci sono alcuni partecipanti che conoscendo il proprietario vengono messi nelle poste migliori scelte addirittura grazie all'ausilio di fototrappole, i partecipanti comuni vengono quindi messi in poste secondarie e magari in seconda fila, altri invece scelgono da soli la propria posta.
Una Afv decisamente infrequentabile......una voltain Afv le poste si sorteggiavano e tutti erano ugualj.....

da Davide   19/05/2017 13.01
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