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14/04/2017 16.50 



Ormai la data del primo di novembre non ha più il fascino di una volta, quando mio padre e mio nonno aspettavano “Il giorno dei Morti” come io la fine della scuola, per la fatidica, attesissima apertura della caccia al cinghiale in Maremma. Oggigiorno invece, in alcune regioni italiane, vuoi per l’articolo 37 vuoi per qualche altra strana deroga regionale, è possibile cacciare il cinghiale tutto l’anno, quindi addio alla tanto agognata data. D’altronde non possiamo certo lamentarci, visto che lo stesso accade nel resto d’Europa ormai da decenni. Così, chi non ama praticare altre forme di caccia può dedicarsi al cinghiale come quando e meglio crede, fino all’eradicazione totale… Mah.. , sarà una cosa positiva questa? Io non credo, come diceva quella canzone? “Chi vivrà vedrà!”.
 
Nella Regione Lazio ad esempio, non ho ben capito il motivo per il quale qualche giovane “scienziato” (magari figlio di un illustre dirigente politico) abbia deciso di anticipare l’apertura di novembre in ottobre con ben sei giornate di caccia in deroga. Grazie a queste eccelse intelligenze “ispristiche” molti cacciatori sono corsi subito ad impugnare le carabine, rinchiudendo anticipatamente i loro cani da ferma e da riporto nei canili. Mi spiace ma io, anche se battutadipendente incallito, non sono tra quelli, per due semplici motivi: primo perché da oltre venticinque anni ho la residenza venatoria in Toscana nell’ATC Grosseto 8, dove la caccia al cinghiale in battuta apre (e credo si aprirà sempre!) il 1° Novembre, secondo perché quando si hanno quattro setter che fremono nel canile tutto l’anno, non me la sento di trascurarli anche in ottobre più del dovuto.

La carne è debole, il richiamo della foresta a volte può diventare davvero forte e resistere è quasi impossibile! Specialmente in un periodo dove il passo migratorio è pressoché inesistente e fagiani e lepri sembrano quasi estinti. Così, su insistenza di mio cugino Romano, che al secondo anno di licenza sembra che faccia di tutto per recuperare “Mezzo secolo di caccia”, mi lasciai convincere a partecipare ad una battuta di caccia “fuori stagione” nella vicina Tarquinia (VT), ospiti di una squadra storica di cinghialai locali il cui nome la dice tutta sui loro componenti: “Villa Arzilla”. In quella combriccola di simpaticoni l’iscritto più giovane ha circa settant’anni e vi regna l’armonia più assoluta perché non esiste praticamente competizione, se non quella della spartizione dei pochi capi abbattuti. Al contrario, tutti quanti, da buoni “cicciari”, cercano sempre di far mettere al Capocaccia i tiratori più abili (!?!?!?) nelle poste migliori, per avere qualcosa da appendere al rientro all’uncinaia! In condizioni simili, come si fa a dire di no?

Arrivammo al raduno che faceva un freddo inaspettato. Anche se abito a meno di venti chilometri di distanza, lo sbalzo termico di quel giorno tra le due località diede dell’incredibile. Iniziare la stagione di caccia al cinghiale in battuta così non mi sembrò promettente, oltretutto le previsioni del tempo davano anche pioggia. Proprio per quel motivo avevo dietro la mia semiauto “ognitempo”, la mitica Browning BAR Composite Long Trac calibro 30.06, corredata di puntatore elettronico e del nuovo rialzo regolabile del nasello originale e di micidiali munizioni Winchester Extreme Point da150 grani. Dopo esserci registrati nel libro delle presenze e salutanti tanti vecchi amici che non vedevo da anni, io e mio cugino prendemmo armi e bagagli ed aspettammo pazienti dove Daniele, il Capocaccia, avrebbe deciso di mandarci. Incrociai le dita perché conoscendo comunque molto bene quelle zone ed anche le abitudini dei cacciatori locali, mi sarebbe dispiaciuto se mi fosse toccata una posta sperduta in una larga arata a maggese. Invece fummo fortunati! Dato che eravamo gli ospiti d’onore ci misero uno a destra ed uno a sinistra di una lunga striscia di bosco che collega la macchia che ci apprestavamo a battere con la zona di ripopolamento e cattura della Roccaccia. Poste come quelle sono praticamente il Top, quanto di meglio si possa immaginare in una zona dove tutti gli altri cacciatori sono schierati lungo dei campi molto aperti. Nonostante i cinghiali non siano più quelli di una volta e che durante le loro fughe prendono tranquillamente i prati come se nulla fosse, è chiaro che una grossa percentuale di essi preferisce ancora rientrare nei forteti a loro noti percorrendo le vie più corte e più coperte possibili.

Ero talmente infreddolito che per poco non indossai anche la pettorina arancione che ho sempre con me nello zaino, nonostante usi da tempo, per le battute al cinghiale, solo giacche High Tech già in tinta “regolamentare”, eccezionali sotto tutti i punti di vista, sia come confort e portabilità sia come robustezza e silenziosità (caratteristica quest’ultima di fondamentale importanza nella caccia al cinghiale in battuta). Vidi che anche Romano aveva i miei stessi problemi come molti dei nostri compagni di caccia appostati in lontananza lungo i crinali.



Dopo aver scelto con cura il punto esatto dove appostarmi piazzai lo sgabellino a treppiede, caricai l’arma e mi sedetti paziente in attesa. Quel tipo di battute sono relativamente facili da svolgere, perché gli animali novanta volte su cento, indipendentemente che il vento sia favorevole o meno, una volta scovati e messi in movimento tendono a rientrare spediti nel divieto dove nottetempo ne sono usciti. Possono fare un tragitto più o meno lineare per farlo, ma la loro meta è sempre la stessa e quindi prevedibile! Infatti, non sono rari degli abbattimenti di cinghiali “scanati” senza cani dietro, che tentano di forzare la linea delle poste appena sentono il minimo di disturbo, prima ancora del suono del corno d’inizio battuta. Quindi, una volta giunti alla propria posta, è sempre consigliabile caricare la propria arma e starsene subito pronti come se la battuta fosse in corso già da ore. Una volta, a distrarre i cacciatori appostati, c’era l’immancabile, insostituibile, amatissima radiolina, ora quasi tutti hanno anche gli IPhone. A chi non è mai capitato di vedere dei cacciatori appostati con due auricolari nelle orecchie impegnati a sentire contemporaneamente sia l’andamento della battuta sia una canzone o a vedere qualche filmino? Ho visto un anziano cacciatore mettersi quasi a piangere perché la sua radiolina non funzionava, mentre sono convinto che se invece si fosse dimenticato a casa fucile e cartucce si sarebbe sicuramente fatto una risata. Questi sono i tempi moderni! Comunque, quasi a malincuore, dovetti accendere anche la mia ricetrasmittente, perché la macchia della Ferleta è talmente grande e dispersiva che senza l’ausilio della radio avrei potuto correre il rischio di stare ore e ore fuori dal mondo, rischiando lo strabismo per essere stato troppo tempo con gli occhi incollati verso il bosco.

Fortunatamente, con il trascorrere delle ore anche il freddo diminuì, verso le dieci del mattino stavo proprio come un papa. Ammisi con me stesso che avevo proprio bisogno di una bella giornata di riposo.. ma sempre con il fucile imbracciato s’intende. Tramite Radio Macchia sentii che forse qualche cane era sulla traccia giusta, noi poste non dovevamo fare altro che starcene buoni buoni in attesa, ma sempre vigili e attenti. Ad un tratto sentii gridare “Attenti al Barraco! Attenti tra il Barraco e il podere!” In un primo momento non capii, poi, come se qualcuno avesse percepito il mio dubbio, i battitori si spiegarono meglio: “Attenti Marco e Romano che arriva!”. “Attento che arriva” è l’avvertimento più bello che un appassionato di caccia al cinghiale in battuta possa mai sentirsi dire. Mi alzai lesto dallo sgabellino, controllai che la sicura fosse nella posizione giusta e che il Dot Rosso avesse l’intensità adeguata, poi allertai tutti i sensi.



Quel che mi meravigliò, e non poco, fu la totale assenza di rumori. Da dov’eravamo, non si sentivano né le urla dei battitori né gli abbai dei cani. Mi sbracciai per farmi vedere da mio cugino che, oltre a fare altrettanto, annuì a confermare che aveva capito. Stemmo così pochi minuti ed ecco che nel campo apparve un bel verro lanciato in piena corsa. Andava dritto come un fuso verso Romano, che però fece un piccolo errore…. dettato dall’inesperienza. Cominciò a tirargli quando era ancora abbastanza lontano, così il primo colpo fu impreciso e gliene occorsero altri e due per abbatterlo definitivamente con la sua Browning BAR Short Trac calibro 308. E vai!, pensai. Almeno uno dei due aveva tirato, e da come l’avevo visto correre da lontano, mi sembrò che fosse anche un bel verro. Cosa che poi Romano confermò, quando per radio Daniele il Capocaccia gli chiese delucidazioni più dettagliate. I cani arrivarono almeno tre–quattro minuti dopo, da qui potete immaginare quanto li avesse anticipati l’astuto selvatico. Ero felicissimo, forse più che se avessi sparato io. Da quando ho preso Romano sotto la mia “ala protettrice” , nonostante il suo metro e novantatre di altezza, lo considero come se fosse il fratello minore che non ho mai avuto. Per radio non ebbi il coraggio di dirglielo perché sapevo che mi avrebbe sentito l’intera squadra, così gli telefonai consigliandolo di ricaricare subito l’arma e di tranquillizzarsi, che la giornata sarebbe stata ancora lunga e che le sorprese non sarebbero certo finite lì.

volevasi dimostrare, neanche un’ora dopo che Romano s’era esibito nel suo coreografico abbattimento, ecco che nell’auricolare giunse di nuovo lo stesso avvertimento: “Attenti al Barraco. Attenti al Barraco che arriva!”. Il copione fu più o meno lo stesso, solo che questa volta udimmo distintamente anche l’abbaiare di un singolo cane, che ci diede almeno la direzione giusta dove concentrare la nostra attenzione. Era Bosco, il segugio maremmano di Orlando, forse il cane più bravo e famoso della zona. Che fosse lui sulla traccia mi fece ben sperare, perché una volta agganciata l’usta giusta non la lascia più per niente al mondo. Provai un paio d’imbracciate per controllare che fosse tutto a posto, poi mi concentrai verso il bosco appena in tempo per vedere apparire il testone di un bel cinghiale in un varco tra la vegetazione. Gli diedi il tempo di guadagnare bene il campo, poi l’abbattei con un preciso colpo al collo. Mi presi la libertà di azzardare un tiro piuttosto lungo per essere in battuta, sui  60-70 metri, ma lo feci volontariamente, proprio per saggiare l’efficacia del punto rosso e la precisione e la letalità delle nuove munizioni Winchester Extreme Point 30.06 da 150 grani. Di quell’azione di caccia mi soddisfò praticamente tutto, tranne forse Bosco che mi fece fare una corsa per impedirgli di mordere troppo il grosso verro morto. Guardai Romano che si agitava come un gorilla, sicuramente in preda alle stesse emozioni che avevo provato io poco prima per lui. Come già detto in molte altre occasioni.. l’amicizia è un conto, ma i legami di sangue sono un altro.

La battuta continuò tranquilla fino a pomeriggio inoltrato e il tableau finale fu di ben otto capi abbattuti. Qualcuno era stato lasciato nel bosco, qualcun’altro s’era salvato perché sbagliato. Pazienza, anche quella è caccia, sarebbero stati buoni per la prossima volta. Cos’altro dire? Che nonostante fosse la metà di ottobre mi sono divertito un mondo, anche se le vecchie tradizioni stanno forse pian piano cambiando. In meglio o in peggio non spetta a me dirlo. Una cosa invece posso confessarvela, che tutte le volte che gli anziani componenti della squadra “Villa Arzilla”, si prenderanno la briga di invitarmi a partecipare ad una battuta organizzata da loro, potete essere certi che accetterò sempre molto volentieri.


Marco Benecchi
 



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15 commenti finora...

Re: CACCIA AL CINGHIALE IN BATTUTA “Coppia di verri alla Ferleta!”

a peppe , Io faccio il canaio perché mi PAGANO e bene per far divertire i padellari !

da caanaio   22/04/2017 13.02

Re: CACCIA AL CINGHIALE IN BATTUTA “Coppia di verri alla Ferleta!”

Il saggio si rimette alla clemenza della corte!

da il Saggio   22/04/2017 8.27

Re: CACCIA AL CINGHIALE IN BATTUTA “Coppia di verri alla Ferleta!”

Ciao Marco! Complimenti per il bel cinghiale! Ti chiedo un consiglio su una bolt che mi hanno consigliato in armeria e che, vedendo varie recensioni non mi sembra affatto male...che ne pensi delle nuova bolt action Bergara B14 Timber (è la versione in legno di noce con calcio con Montecarlo)?
Ti ringrazio e ti saluto

da Filippo   22/04/2017 0.02

Re: CACCIA AL CINGHIALE IN BATTUTA “Coppia di verri alla Ferleta!”

E' proprio vero dietro la tastiera tutti tiratori scelti poì alle poste tutti umili tiratori della domenica che padellano come tutti compreso quel fenomeno di "canaio arrabbiato"vorrei proprio vederlo in azzione.

da Peppe   21/04/2017 13.21

Re: CACCIA AL CINGHIALE IN BATTUTA “Coppia di verri alla Ferleta!”

Caro Saggio,
10.000 colpi l'anno forse non li sparo neanche io che SPARO a caccia e/o al poligono TUTTI I GIORNI
Festività comprese.
Anche oggi ad esempio...
Devo dire che approvo quel che hai detto,
Io i miei 20 - 35 cinghiali l'anno in BATTUTA li faccio cambiando anche carabina,
Non ho problemi...
Basta che......................................

SIA ESTREMAMENTE PRECISA

A me interessa SOLTANTO quello,

Una carabina dovrà essere giustamente affidabile, ma soprattutto PRECISA con gli organi di mira Elettronici BEN TARATI
Sottolineo elettronici perché sulla loro superiorità spero non ci siano più dubbi.

A me puoi dare un fucile storto, destro perché sono mancino, con pieghe e derive completamente sballate, ma quando allineo il PUNTO ROSSO addosso ad un animale il colpo deve andare dove dico io.....

SEMPRE

L'ho sempre detto che il miglior fucile per il CINGHIALAIO è quello che lui imbraccia peggio,
Altro che il comune calibro 12 che usa d'imbracciata tutti i giorni.

Paradossalmente, più una carabina ti viene su male,
maggiore sarà la concentrazione che dovrai mettere nel tiro

Cosa che in pochi fanno con i 12 perchè sparano "d'imbracciata", indirizzando il colpo
ma senza mirare bene
Un saluto
Marco

da Marco Benecchi x Il SAGGIO   21/04/2017 13.17

Re: CACCIA AL CINGHIALE IN BATTUTA “Coppia di verri alla Ferleta!”

Tutti sniper.....dietro la tastiera!!

da Iacopo   21/04/2017 11.02

Re: CACCIA AL CINGHIALE IN BATTUTA “Coppia di verri alla Ferleta!”

Ben detto Il Saggio
anche domani sera,come tutti i w.end,se vorrai onorarci..
ti aspettiamo al campo di Certaldo (Firenze) per sgranchire vista,acciai e dita.

da Massimiliano   21/04/2017 10.53

Re: CACCIA AL CINGHIALE IN BATTUTA “Coppia di verri alla Ferleta!”

più che cambiare arma o cartuccia dovreste andare a scuola di tiro e sparare almeno 10.000 colpi all'anno allora forse qualche risultato potrebbe arrivare. Ricordatevi che un buon tiratore spara con Tutto non ha la fissa del SUO fucile , della piega, del calcio corto o lungo che sono cose solo per tiratori di piattello o per fissati della canna liscia. meditate meditate

da Il Saggio   21/04/2017 8.25

Re: CACCIA AL CINGHIALE IN BATTUTA “Coppia di verri alla Ferleta!”

Jacopo hai ragione...noi umani dobbiamo giocoforza "arrabattarsi" per cercare soluzioni migliori .
Ma ci garba anche provale tutte,almeno a me fa questo effetto.

Quest'anno si prova davvero a camerare tutto in 150 grani,sia per le 308w che per le 30-06 !

Maestro Marco docet @@@

brr.sembra essere ritornati a febbraio

da Massimiliano   18/04/2017 18.13

Re: CACCIA AL CINGHIALE IN BATTUTA “Coppia di verri alla Ferleta!”

Sai com'e'.......non tutti possono essere Tex Willer e allora si cercano quelle soluzioni che possono portare ad un piu' soddisfacente esito del tiro, tanto piu' che certe poste nel fitto della macchia non sempre agevolano il povero postaiolo nel centrare infallibilmente gli animali che gli si presentano davanti.....

da Iacopo   18/04/2017 17.58

Re: CACCIA AL CINGHIALE IN BATTUTA “Coppia di verri alla Ferleta!”

Sai com'e'.......non tutti possono essere Tex Willer e allora si cercano quelle soluzioni che possono portare ad un piu' soddisfacente esito del tiro, tanto piu' che certe poste nel fitto della macchia non sempre agevolano il povero postaiolo nel centrare infallibilmente gli animali che gli si presentano davanti.....

da Iacopo   18/04/2017 17.48

Re: CACCIA AL CINGHIALE IN BATTUTA “Coppia di verri alla Ferleta!”

165 / 180 / 150 si devono centrare e cadono anche con una 50 grs ! la verità e che la maggioranza di chi pratica questa caccia è un padellaro a prescindere ! cosi, cambia il fucile, le cartucce , il calcio, l'ottica ma se il tiro non è nel dna è meglio andare a pescare ! senza polemica ma da cannaio arrabbiato!

da cannaio   17/04/2017 9.35

Re: CACCIA AL CINGHIALE IN BATTUTA “Coppia di verri alla Ferleta!”

Massimiliano, anche io ho dovuto sforzarmi per passare dai classici 180 grs ai 150 165 sempre consigliati da Marco.....l'avessi fatto prima!!!

da Iacopo   15/04/2017 13.49

Re: CACCIA AL CINGHIALE IN BATTUTA “Coppia di verri alla Ferleta!”

Bravo Marco e grazie per averci deliziato ancora con altro racconto di caccia sul campo.
Leggendoti spesso ci si immedesima nelle situazioni,nei posti e sopratutto nelle emozioni...aiuta ad arrivare meglio al primo di novembre @@

ps: la mia attenzione cade sempre su quelle 150 grani nella 30-06..
ma oramai conosco perfettamente il tuo credo e quest'anno(visto che li stendi bene)
voglio metterle anche io nei caricatori delle mie trentazerosei...

riferiremo poi le differenze notate (incrociamo le dita)

Buona Pasqua a tutti tutti..........

da Massimiliano   15/04/2017 9.16

Re: CACCIA AL CINGHIALE IN BATTUTA “Coppia di verri alla Ferleta!”

Bel racconto, Marco! Buona Pasqua a te e a tutti i forumisti.
Weidmannsheil!

da bansberia   15/04/2017 7.46
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