HomeCacciaCaniFuciliNatura
Editoriale | Blog | Eventi | Meteo | Foto | I Video | Sondaggi | Quiz | Forum | Le Leggi | Parlano di noi | Amici di Big Hunter | Amiche Di Big Hunter | Downloads | Fresco di Stampa | Solo su Big Hunter | Tutte le news per settimana | Contatti | BigHunter Giovani |
  Cerca
Archivio
<aprile 2017>
lunmarmergiovensabdom
272829303112
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
1234567
Mensile
aprile 2017
marzo 2017
febbraio 2017
gennaio 2017
dicembre 2016
novembre 2016
ottobre 2016
settembre 2016
agosto 2016
luglio 2016
giugno 2016
maggio 2016
aprile 2016
marzo 2016
febbraio 2016
gennaio 2016
dicembre 2015
novembre 2015
ottobre 2015
settembre 2015
agosto 2015
luglio 2015
giugno 2015
maggio 2015
aprile 2015
marzo 2015
febbraio 2015
gennaio 2015
dicembre 2014
novembre 2014
ottobre 2014
settembre 2014
agosto 2014
luglio 2014
giugno 2014
maggio 2014
aprile 2014
marzo 2014
febbraio 2014
gennaio 2014
dicembre 2013
novembre 2013
ottobre 2013
settembre 2013
agosto 2013
luglio 2013
giugno 2013
maggio 2013
aprile 2013
marzo 2013
febbraio 2013
gennaio 2013
dicembre 2012
novembre 2012
ottobre 2012
settembre 2012
agosto 2012
luglio 2012
giugno 2012
maggio 2012
aprile 2012
marzo 2012
febbraio 2012
gennaio 2012
dicembre 2011
novembre 2011
ottobre 2011
settembre 2011
agosto 2011
luglio 2011
giugno 2011
maggio 2011
aprile 2011
marzo 2011
febbraio 2011
gennaio 2011
dicembre 2010
novembre 2010
ottobre 2010
settembre 2010
agosto 2010
luglio 2010
giugno 2010
maggio 2010
aprile 2010
marzo 2010
febbraio 2010
gennaio 2010
dicembre 2009
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
mar 7


07/03/2017 

Sono Alberto Boretti un ragazzo di Pistoia che ha dedicato completamente vita e passione alla natura e a tutto ciò che è bello e verde in questo mondo. Studio Scienze Faunistiche all’ Università di Firenze e mi è sembrato doveroso provare ad esprimere un parere su diversi avvenimenti nell'occhio del ciclone al momento, riguardanti quella che viene chiamata dai media "Caccia al Lupo".

Proprio l'altro giorno mentre stavo studiando per l'esame di Morfologia della Fauna mi è capitato sotto mano il servizio di Stoppa andato in onda su Striscia la Notizia che riportava il piano di abbattimento del lupo in Italia. La cosa più sconvolgente è stato leggere i commenti di decine, anzi centinaia di persone che con arroganza e senza alcuna qualifica in merito esponevano come a parer loro questa soluzione sia totalmente crudele e dannosa per i nostri ambienti naturali. Alcuni affermavano addirittura fosse un piano messo in atto da chissà quale fantomatica lobby di cacciatori sanguinari aventi come unico interesse l'uccisione di qualsiasi essere vivente animale presente sul pianeta, altri inneggiavano all'odio e alla violenza senza neanche provare ad esprimere un parere più o meno dignitoso, insomma parole campate totalmente in aria. Sono bensì convinto che chiunque, nessuno escluso, con un pizzico di buona volontà possa capire se spiegato correttamente qual’ è il ruolo del selecontrollore.

Vi starete chiedendo perché voglia usare questo nome, che per chi non è dell'ambiente può risultare difficilmente comprensibile quando invece esiste un sinonimo conosciuto da tutti: "il cacciatore". Bé semplicemente sono due persone diverse, nonostante entrambi amino la natura più di qualunque altra cosa, il cacciatore compie le sue attività con passione e malgrado anch'esso sia essenziale per la gestione faunistica e del territorio non ha doveri di primaria importanza.

Diversamente è per il selecontrollore, il quale fa sì che il naturale andamento delle cose compia il suo ciclo senza che esse entrino in conflitto tra di loro. In un ambiente ormai totalmente antropizzato come quello italiano è indispensabile che ci siano delle figure che veglino su ciò che madre natura con tanta generosità ci ha donato. Certo è vero può sembrare un paradosso parlare di amore verso la natura quando si ritiene di dover ricorrere all’uccisione di uno o più soggetti come unico mezzo efficace nei confronti di essa, ed è per questo che provero' a spiegarvelo riportandovi un avvenimento storico accaduto alla fine del diciannovesimo secolo. 

Come tutti saprete nel 1877 l'Australia fu colonizzata dagli inglesi i quali vi stabilirono inizialmente alcuni insediamenti. Accortisi di non avere abbastanza sostentamento alimentare durante l'inverno, importarono dalla Gran Bretagna una specie che sicuramente tutti voi conoscete, il Cervo Rosso (Cervus Elaphus) liberandolo in natura e rendendolo così una specie alloctona della zona. Il Cervo Rosso è un animale di mole notevole, i maschi possono raggiungere i 250 kg di peso e riescono a ingerire 10-15 kg di cibo al giorno. La specie iniziò a proliferare non avendo alcun predatore naturale, ed entrò in conflitto alimentare non solo con le specie autoctone, ma anche con se stessi. La biocenosi della zona era completamente compromessa, gli animali poco a poco iniziarono a morire di fame, i cervi in questione affetti da rachitismo arrivavano a pesare massimo 60 kg. La catena biologica si era amaramente spezzata, ma la storia ebbe un lieto fine, decise di intervenire l'uomo. Come? Prelevando gli animali considerati in esubero.

Al giorno d'oggi in Australia ed in Nuova Zelanda ci sono i Cervi Rossi più belli del mondo. Questo è il principio da capire, non bisogna pensare al singolo individuo, ma alla salute dell'intera specie. Abbiamo parlato di storia, ma adesso entriamo in merito alla materia che mi compete, la gestione della fauna. Le notizie fittizie sul web girano incontrollate e a difesa delle associazioni animaliste posso dire solo questo, ho letto di sporadici ripopolamenti avvenuti tramite elicottero a colpa di animalisti che incontrollati lanciavano lupi sul territorio. Ovviamente è una fesseria, ma è ben noto che in Italia il lupo è stato ripopolato alla fine degli anni ‘70 e grazie a una corretta gestione e a un istinto di sopravvivenza fuori dal comune è riuscito a passare da poche decine di individui a più di duemila. Adesso però ci troviamo davanti il problema. E’ in grado il nostro territorio di ospitare una tanto marcata presenza di lupi? La questione è senza alcun dubbio da approfondire, occorre studiarla attentamente ed a mio parere lo sbaglio che è stato fatto da parte dei media è di aver divulgato uno tsunami di informazioni provenienti da ogni dove.

La situazione è stata succube di un allarmismo incontrollato ed è la paura nei confronti del lupo che è sbagliata. Questo animale per l'uomo non è assolutamente da considerarsi un pericolo, la paura reale è quella che possa - come successe tanti anni fa in Australia - andare a variare un ecosistema, che sì è in continuo mutamento, ma che non è pronto ad ospitare un così grande numero di predatori naturali.
 
L'avvento di questo predatore ha fatto sì che le sue prede naturali, quali capriolo daino e cinghiale, siano scappate verso zone più urbane lasciando al lupo una scelta, che proverò a girare anche a voi. Se doveste scegliere come procurarvi la carne per sopravvivere, preferireste prendere il fucile e andare in mezzo ai rovi sperando in un grandissimo colpo di fortuna, o andare in un supermercato e comprarla già pronta? Credo tutti voi cittadini preferireste lasciare la macchina nel parcheggio del vostro supermercato di fiducia e comprare ciò che vi occorre. Ecco, il lupo sta facendo lo stesso. I suoi supermercati di fiducia si chiamano allevamenti di ovini, caprini, bovini e così via, non possiamo fargliene una colpa, è oltremodo però doveroso da parte dello Stato tutelare gli allevatori con delle sovvenzioni che purtroppo si stanno rivelando inaffidabili. Previo un abbattimento selettivo ci sono non poche operazioni da svolgere le quali garantiscono che il piano di prelievo non sia lasciato al caso, ma che sia studiato approfonditamente nei minimi dettagli.
 
I lupi in esubero non creano solo danni diretti alla fauna o agli allevamenti ma anche danni indiretti creati soprattutto da tutti gli animali che scappando dalla predazione si ritrovano in massa in zone non vocate creando così uno squilibrio all'interno di quest'ultime. A nessuno fa piacere uccidere un lupo, non è certo per chissà quale soddisfazione personale che si è iniziato a parlare di abbattimento selettivo nei loro confronti. Non sono un selecontrollore, non ne trarrei alcun vantaggio, intervenire in tal senso è doveroso nei confronti della natura che ci circonda ed è solo per amore se ci troviamo costretti a farlo.

 
Alberto Boretti

 
Chiunque avesse bisogno di chiarimenti o volesse rivolgermi delle domande in proposito potrà contattarmi sulla pagina Facebook "Cacciatori gli amanti della natura"

Tags:

Tuo Nome:
Titolo:
Commento:


54.81.198.150
Aggiungi un commento   Annulla 

13 commenti finora...

Re: La gestione al tempo del lupo

HA HA AHAHAH HAHAHAHAHAH

da H AHA AHAHA   06/04/2017

Re: La gestione al tempo del lupo

Grazie della risposta..a me non risulta che ci siano state immissioni di lupo ma come sempre sono pronto a ricredermi se mi dai qualche informazione in più (modalità, autori, luoghi etc etc).

da Luca   14/03/2017

Re: La gestione al tempo del lupo

@Flagg, senza ombra di dubbio uno dei pochi che ci capisce .......e tanto. Ciao.

da Annibale   11/03/2017

Re: La gestione al tempo del lupo

@Boretti sara' scomparso nella maggiorparte delle aree ma non si e' mai estinto. In Molise ed Abruzzo il lupo c'e' sempre stato. Quando andavo per funghi con i boscaioli del luogo, molte volte capitava di "incontrarlo". Tra virgolette perche' era il mulo a segnalarlo e qualche volta lo abbiamo visto per pochi secondi. Poi si dileguava in un attimo. Il fatto che adesso si avvisti facilmente, che non abbia paura dell' uomo, ci siano incidenti etc. etc. e' un cattivo segno e significa che ce ne sono troppi! E' troppo tardi per fare chiacchiere.....

@Annibale, di Zunino ci si puo' certamente fidare. E' una persona seria.

da FLagg   11/03/2017

Re: La gestione al tempo del lupo

Ciao Luca ti ringrazio per l'intervento e con assoluta umilta' ti rispondo che dopo lo sterminio nei confronti del lupo richiesto da Mussolini (argomento riportato anche nei "desiderara di Mussolini"), il lupo era sparito. Il ripopolamento e' stato effettuato intorno agli anni 70' e sono sicuro di quello che dico, non ho scritto questa cosa parlando a vanvera e ti invito ad andare a leggere tutta la storia riguardante il lupo in italia. Non so da quale regione vieni, magari li da te non si e' neanche parlato, sappiamo tutti che a livello di gestione faunistica tra ragione e regione ci corre un abisso

da Alberto Boretti   11/03/2017

Re: La gestione al tempo del lupo

https://iocaccio.it/lupo-e-rischio-di-aggressione-alluomo-verita-bugie-e-mistificazioni/.......qui c e un corollario di aggressioni fortunatamente nn finite in tragedia......in circa un anno........Stanno scerzando col fuoco!!!

da Annibale   11/03/2017

Re: La gestione al tempo del lupo

Annibale io parlo del Molise alla fine degli anni 50. E' una storia vera non sono voci. Un collega di lavoro della persona che fu sbranata e' mio compagno di caccia alla lepre ed ha 87 anni!

da Flagg   11/03/2017

Re: La gestione al tempo del lupo

Ciao Flagg, girava una storia del genere e rapidamente messa a tacere a ridosso delle provincie di Genova ed Alessandria in un luogo dove i lupi gia in quegli anni stranamente abbondavano.....era negli anni 80 ca.....di quello scrivi??? Puoi confermare ???

da Annibale   10/03/2017

Re: La gestione al tempo del lupo

Ragionamento corretto e di buon senso. Il protezionismo estrema porta alla distruzione non alla conservazione di una specie. Se vai a leggere il mio commento di qualche giorno fa a proposito della stima fatta da alcuni dell'ENPA secondo i quali i lupoi in Italia sono ancora pochi, vedrai che arrivo più o meno alle stesse conclusioni. Le tue partono da dei dati tecnici e scientifici le mie solo dal buon senso.
Complimenti per quanto e come hai esposto il problema.

da Radames   09/03/2017

Re: La gestione al tempo del lupo

Boretti io non sarei tanto sicuro nell' affermare che il lupo non sia pericoloso per l' uomo. Aldila' di tutte le fesserie che scrivono anche i piu' noti studiosi, secondo i quali non ci sono piu' notizie in merito da oltre un secolo, dalle mie parti sono ancora in vita persone che testimoniarono e possono ancora testimoniare l' avvenuta uccisione di persona da parte di lupi. Si parla proprio di prove schiaccianti quale il rinvenimento dei vesititi e dei soli piedi che i lupi non avevano potuto sfilare dagli stivali! Nel momento in cui i lupi formano dei branchi sono pericolosi eccome anche per l' uomo. Solo una persona ingenua puo' pensare che non lo siano. Sono predatori!

da Flagg   08/03/2017

Re: La gestione al tempo del lupo

IL PROBLEMA NON SONO I LUPI, SONO GLI ITALIANI

da Marcello   08/03/2017

Re: La gestione al tempo del lupo

Caro Alberto, è bello vedere giovani cacciatori come te che scelgono di dedicarsi a studi di GF (gestione faunistica).
Permettimi però di farti un paio di precisazioni da collega con qualche capello bianco in più di te.
Il termine ripopolamento che tu utilizzi (" ma è ben noto che in Italia il lupo è stato ripopolato alla fine degli anni ‘70") è sbagliato. In Italia non ci sono stati ripopolamenti di lupi, ovvero nessuno si è mai preso la briga di allevare e rilasciare lupi nel territorio, se escludiamo quei quattro "allupati" che allevano Cane Lupo Cecoslovacco che forse, e dico forse, possono aver lasciato in natura qualche lupo proveniente da chissà dove. Ribadisco forse ma non si hanno prove. Quindi il cosiddetto "sentito dire" va bene per chiacchierare al bar ma non in un blog di GF. Te lo dico perchè se vorrai diventare un tecnico faunista devi sempre riportare dati a supporto delle tue tesi e purtroppo, come vedrai tra qualche anno, ti scontrerai con un mondo (quello scientifico) che non fa sconti a nessuno.
Il grande successo che ha avuto il lupo è frutto delle politiche di salvaguardia che sono inziate negli anni '70 e del contemporaneo aumento delle prede selvatiche (in primis cinghiale e a seguire altri ungulati) che è avvenuto nel nostro paese e l'abbondanza di bestiame al pascolo. Aggiungiamoci inoltre la grande plasticità della specie e il suo tasso di crescita medio alto et voilà! Ecco che, ad oggi in Italia, c'è forse la più alta concentrazione di lupi a livello europeo, se si considera anche la forte urbanizzazione che c'è nel nostro paese. Se posso permettermi ti consiglio di utilizzare il concetto di "espansione numerica e spaziale" per definire l'aumento che ha avuto il lupo in Italia.
Per quanto riguarda il termine selecontrollore, io personalmente lo aborro (sembra un operatore deputato alla raccolta differenziata di rifiuti) e io personalmente mi definisco un cacciatore di ungulati, non certo un selecontrollore ma comunque lo si chiami concordo con te che sia una figura che oggi sia davvero importante.

da Luca   08/03/2017

Re: La gestione al tempo del lupo

Si, ma come al solito, e soprattutto in Italia, le cose sono un po' più complesse. Viviamo in un sistema ecologico cosiddetto antropizzato. Che significa che le leggi della natura funzionano, se si tiene conto che leggi della natura sono anche gli interventi non solo materiali e dimensionabili contabilmente prodotti o indotti dall'uoma, ma anche quelli immateriali, difficilmente quantificabili come le opinioni. Quando poi ci si trova di fronte alla fake-news o alle post verità propolata da personaggi che inopinatamente dispongono di strumenti mediatici potentissimi, allora sì che è difficile porvi argine.

da petreus   07/03/2017
Cerca nel Blog
Lista dei Blog